“Palacongressi, simbolo del fallimento e del pilatismo: va demolito”

ALGHERO – Ci sono questioni, anche di cruciale importanza per Alghero, che, come dei fiumi carsici emergono e scompaiono. Giusto per qualche scontro sui media, ancora di più su facebook (il cui uso in Riviera è quasi al limite del patologico), ma oramai quasi neanche più nelle assisi preposte. Una deriva socio-politico non troppo felice, visto che poi, a seguito di tali vampate, tutto ritorno come prima, o quasi. Salvo chi, almeno dal punto di vista della passione, prova a metterci del suo per affrontare e magari risolvere alcune annose e derimenti questioni: vedi il Palazzo dei Congressi.
Struttura non solo nata vecchia, ma purtroppo, a parte la “pomposa” inaugurazione, mai utilizzata. Intitolata al grande politico “Martino Lorettu”, per alcuni invece rappresenta proprio il fallimento della medesimo viste le mancate decisioni, a parte la scelta giustamente strategica e vincente, dei primi anni del 2000, di far decollare almeno l’anfiteatro esterno a cui sarebbe dovuto seguire un vero utilizzo e restyling delle ampie parti esterne (oltre le anelate realizzazioni alberghiere, stoppate da retoriche ideologiche fuori dal tempo) che, a parte un paio di campetti, sono ancora in abbandono. Senza considerare il recente utilizzo anche come discarica per la plastica. Insomma, se non il simbolo del fallimento, poco di manca.
“Dopo oltre 45 anni di sostanziale abbandono, appare ormai evidente a chiunque che il Palazzo dei Congressi non rappresenta più un’infrastruttura strategica né funzionale per il nostro territorio. Continuare a difenderlo oggi significa difendere un’idea fallita: un progetto che non ha mai prodotto risultati concreti né benefici reali per la comunità”, cosi Christian Mulas, presidente della commissione ambiente e consigliere comunale del Partito Sardo d’Azione. 
“Costato oltre 25 miliardi delle vecchie lire di denaro pubblico, il Palazzo dei Congressi è stato per decenni oggetto di annunci, promesse, studi preliminari e dichiarazioni di intenti, senza che si sia mai arrivati a un piano serio e operativo di rilancio. Nessun investimento strutturale, nessuna visione credibile, nessuna reale assunzione di responsabilità politica”.
“Nel frattempo, la realtà è sotto gli occhi di tutti: una grande struttura in cemento armato che, dopo 45 anni, mostra evidenti segni di degrado e di mancata manutenzione. Il cemento armato non è eterno e, senza interventi costanti, diventa un problema di sicurezza, sostenibilità e costi crescenti. Oggi non siamo più di fronte a una semplice incompiuta, ma a un manufatto che rischia di trasformarsi in un fardello strutturale, economico e ambientale”.
“Il Palazzo dei Congressi è ormai una vera e propria cattedrale nel deserto: un corpo estraneo che deturpa il paesaggio e grava sulle finanze pubbliche senza produrre alcun ritorno economico, sociale o culturale. Continuare a considerarlo un “potenziale” significa ignorare deliberatamente quarantacinque anni di fallimenti”.
“È necessario avere il coraggio di dire la verità: questo progetto è stato superato dalla storia, dai bisogni reali del territorio e dalle condizioni strutturali dell’edificio stesso. Ogni ulteriore rinvio, ogni difesa ideologica di questa struttura, rappresenta soltanto un nuovo spreco di tempo e risorse.
Il dibattito non può più essere se “salvare” il Palazzo dei Congressi, ma come liberare il territorio da un’eredità pesante, figlia di scelte sbagliate e di decenni di immobilismo”.
“La Regione ha grandi responsabilità: per anni non ha fatto nulla per rendere operativa questa struttura. Il cantiere è stato segnato da problemi continui e oggi ci troviamo di fronte a un edificio dai costi di gestione insostenibili, tanto che nessun soggetto privato si è mai fatto avanti per assumerne la gestione.
Servono decisioni nette, basate su dati reali e sull’interesse collettivo, non sull’illusione di un rilancio che, nei fatti, non è mai esistito”.

“Nord Ovest, eventi e non solo: Alghero messa ai margini e asservita a Sassari”

ALGHERO – “Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni. Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale. Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”.

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con le proprie risorse umane, ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici erogazione a pioggia con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti.

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia.

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della Città Metropolitana, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello.

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale al comunicato di progetto Alghero nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 2021 In Sant Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo”.

Andrea Delogu, segretario cittadino Forza Italia

NaturaBio di Alghero tra le 300 aziende agricole di eccellenza italiane

ALGHERO – Un riconoscimento di prestigio internazionale che premia oltre trent’anni di scelte coerenti, rispetto per la terra e attenzione alla qualità: NaturaBio, azienda agricola biologica di Alghero, è tra le 300 imprese agricole d’eccellenza selezionate in tutta Italia per la Prima Edizione del Premio America Agricoltura, promosso dalla Fondazione Italia USA.

La Pergamena di premiazione è stata ritirata il 12 gennaio a Roma, presso la Camera dei Deputati, da Daniela Boi, titolare dell’azienda insieme al fratello Enrico, durante la cerimonia ufficiale che ha visto protagonisti imprenditori e imprenditrici agricoli provenienti da ogni regione italiana.

Il Premio America Agricoltura nasce con l’obiettivo di valorizzare i talenti dell’imprenditoria agricola italiana che rappresentano il miglior made in Italy agroalimentare, distinguendosi per competitività, sostenibilità e capacità di affrontare le sfide dei mercati globali, attribuendo particolare rilievo all’imprenditoria agricola femminile e a quella giovanile under 35.

NaturaBio è stata selezionata dalla Fondazione Italia USA, senza possibilità di autocandidatura, tramite il Registro Imprese e il sistema camerale, sulla base di parametri oggettivi che assicurano un processo di selezione indipendente e imparziale, fondato su valori aziendali, sostenibilità, innovazione e potenziale di crescita lungo la filiera agroalimentare.

Fondata nel 1993, NaturaBio è stata tra le aziende pioniere del biologico in Sardegna, quando ancora questa scelta rappresentava una visione controcorrente. Da oltre 30 anni, l’azienda segue i principi dell’agricoltura biologica certificata, promuovendo una cultura del rispetto per la natura, per la stagionalità e per la salute delle persone.

Accanto all’attività agricola, NaturaBio ha sviluppato negli anni un forte impegno educativo e sociale: è fattoria didattica per le scuole, agriturismo attento alla valorizzazione delle produzioni locali e fattoria sociale, con percorsi di agricoltura sociale dedicati all’inclusione e al benessere di persone fragili e svantaggiate.

Il riconoscimento comprende anche l’assegnazione di una borsa di studio straordinaria per la partecipazione al Master in Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy, promosso dalla Fondazione Italia USA in collaborazione con Agenzia ICE e Gedi Gruppo Editoriale, e diretto da un panel accademico e istituzionale di prestigio internazionale.

Il Premio America Agricoltura rappresenta non solo un importante traguardo per NaturaBio, ma anche un riconoscimento al valore dell’imprenditoria agricola sarda, capace di coniugare tradizione, sostenibilità e innovazione. Un comparto strategico per l’economia italiana e per la Sardegna, che la Fondazione Italia USA ha scelto di sostenere e valorizzare proprio mediante l’istituzione di questo premio. Un risultato che appartiene anche ai tanti consumatori che, negli anni, hanno scelto il biologico e sostenuto un modello di produzione più attento all’ambiente, alla salute e al futuro del territorio.

Un motivo di orgoglio per NaturaBio, per la nostra isola e per un’agricoltura che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.

“Porcu come a Zelig: Fondazione svilita e gestione improvvisata”

ALGHERO – “Inizia male l’anno nuovo per la Fondazione Alghero, il cui Presidente in conferenza stampa affronta il suo ruolo alla stregua di un personaggio di Zelig. Il centrodestra algherese esprime forte e crescente preoccupazione per la gestione attuale della Fondazione e, in particolare, per le risposte rese alla stampa dal presidente Porcu in merito all’ipotesi di realizzazione di una tensostruttura da 1500-2000 posti che possa accogliere eventi nella bassa stagione, attraendo significativi flussi turistici. Il cui costo per un utilizzo biennale sarebbe pari a circa 150.000 €, che corrisponde al costo del torneo di beach soccer “organizzato” da Fondazione. Le risposte fornite alla domanda del giornalista per motivare il dissenso sull’ipotesi di utilizzo di una tensostruttura, appaiono sconcertanti e prive di una visione strategica: si passa da argomentazioni quasi surreali – come il fatto che ad “Alghero piove” e l’acqua scendendo dalla copertura bagnerebbe l’area su cui è installata,– a stime del tutto irrealistiche sui costi di riscaldamento, fino ad arrivare ad affermare che la tensostruttura sarebbe di fatto irrealizzabile perché “occorre programmare”. E questa è una confessione. Proprio la programmazione è ciò che oggi manca alla Fondazione ed è il presupposto indispensabile per costruire eventi di qualità e promuoverli con largo anticipo.
È del tutto evidente che una tensostruttura ha senso solo se inserita in una visione seria e strutturata: eventi ideati, progettati, programmati e promossi per tempo, anche a livello europeo. Capaci di attrarre flussi turistici e generare ricadute economiche per il territorio. Da ideare e realizzare con la collaborazione delle associazioni di categoria della ricettività, con i Comitati di quartiere e di borgata, con le rappresentanze delle imprese, con i Centri commerciali naturali e con il vasto mondo delle associazioni. Così come proposto nel programma elettorale del centrodestra cittadino. Con la previsione di un grande evento eno-gastronomico annuale con radici nella nostra cultura e nelle nostre eccellenze dell’agro alimentare. Ovviamente fino a che Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport. Ma il paradosso si consuma quando, dopo aver demolito l’ipotesi della tensostruttura il presidente, fra i sorrisi imbarazzati del sindaco, dell’assessore e dei presenti, arriva a sostenere che “comunque si può fare”. Dando l’immagine di una gestione contraddittoria, improvvisata e priva di una linea chiara.
Il centrodestra ritiene che la Fondazione abbia bisogno di tutt’altro: serietà nella programmazione, competenza nella gestione, esperienza nella promozione di grandi eventi. Non si possono affrontare sfide decisive per l’economia e il turismo di Alghero con superficialità o con argomentazioni che ricordano più la satira che una governance responsabile.
Questa gestione non è ciò di cui hanno bisogno Alghero e gli algheresi, né tantomeno l’intero territorio della città metropolitana, all’interno della quale la Fondazione potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo strategico. Serve un cambio di passo immediato, una dirigenza solida e credibile, capace di restituire alla Fondazione una funzione all’altezza delle potenzialità della città. Ci appelliamo al Sindaco Cacciotto affinché prenda in mano questa gestione improvvisata e priva di prospettiva”

Marco Tedde (Forza Italia), Michele Pais (Lega), Raffaele Salvatore (Unione di Centro), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia) e Massimiliano Fadda (Prima Alghero).

Asinara, gravi violazioni ambientali: indagini dei Carabinieri

SASSARI – Nel corso delle ultime settimane, nella splendida cornice dell’Asinara, i Carabinieri della locale Stazione, proseguendo anche durante il periodo invernale il consueto pattugliamento dell’isola, hanno contestato tre gravi violazioni al Regolamento del Parco Nazionale, tutte riconducibili alla tutela ambientale ed ecologica dell’Isola: accesso alla zona “A” del Parco, accensione non autorizzata di roghi e abbandono di rifiuti.
In particolare i Carabinieri, nel corso dei controlli effettuati nelle ultime settimane al fine di tutelare uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Mediterraneo, hanno contestato violazioni multiple del Regolamento del Parco, comportamenti che avrebbero potuto compromettere un ecosistema fragile e per questo rigidamente tutelato.

Il primo controllo è stato eseguito in merito ad alcune attività svolte presso un cantiere operativo in località Tumbarino. Nella circostanza i militari dell’Arma hanno accertato l’accensione abusiva di fuochi, verosimilmente al fine di bruciare alcuni rifiuti, effettuata in totale assenza delle necessarie autorizzazioni dell’Ente Parco. Una pratica pericolosa in un contesto insulare caratterizzato da un ecosistema particolarmente sensibile.
Nella stessa area è stato inoltre documentato l’abbandono sul suolo di rifiuti – tra cui reti, plastiche e bottiglie di vetro – una condotta che altera lo stato dei luoghi, favorisce l’inquinamento e mette a rischio la fauna selvatica che può rimanere vittima di ingestione o intrappolamento.
Per questo tipo di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro, a cui si aggiunge l’obbligo di ripristino ambientale a carico del trasgressore e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
La seconda attività condotta dai Carabinieri ha interessato un veicolo del servizio di nettezza urbana. In particolare è stato accertato che un autocompattatore si è introdotto senza alcuna autorizzazione all’interno della zona “A” dell’Area Marina Protetta, il livello di tutela più elevato previsto dal Parco Nazionale dell’Asinara. Tra l’altro il veicolo, a causa delle precipitazioni dell’ultimo periodo, è anche rimasto impantanato proprio in quella zona, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale con manovre e tentativi di rimozione che hanno modificato quei luoghi incontaminati e potenzialmente provocato danni a specie protette e habitat.
Anche in questo caso la normativa prevede che in caso di l’accesso non autorizzato in zona “A” venga comminata una sanzione amministrativa superiore ai 1.000 euro, con la possibilità per l’Ente Parco di ordinare il ripristino integrale dell’area a spese del responsabile e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
I controlli dei Carabinieri continueranno con costanza anche nel prossimo futuro al fine di tutelare un territorio unico, all’interno del quale ogni alterazione può produrre conseguenze gravi e irreversibili.

Calcio, Promozione: l’Alghero piega anche il Bonorva

ALGHERO – L’Alghero fa valere il fattore campo e conquista tre punti pesantissimi nella 17ª giornata di
campionato, superando il Bonorva per 2-1 in una sfida equilibrata e ricca di episodi.
La gara inizia puntuale alle 15.00, con le due squadre attente e ordinate: nei primi minuti non
si registrano occasioni clamorose, ma entrambe provano a costruire gioco. Il match si sblocca
al 19’: punizione laterale di Barboza che calcia direttamente verso la porta, Mannoni tenta
l’intervento ma il pallone termina in rete per l’1-0 giallorosso.
Il Bonorva prova a reagire: al 23’ Samuele Pinna tenta la sterzata in area ma scivola al
momento decisivo. Al 33’ Madeddu ci prova dalla distanza senza inquadrare la porta, mentre
al 38’ è ancora Pinna a rendersi pericoloso, con un tiro che esce di poco. Al 43’ arriva
l’occasione più nitida per gli ospiti: Saba serve Madeddu sulla destra, cross in mezzo e
deviazione ravvicinata che termina alta. Si va al riposo sull’1-0 per l’Alghero.
Nella ripresa il Bonorva entra con maggiore determinazione. Al 51’ Saba prende iniziativa
personale e conclude sul primo palo, sfiorando il pareggio. Due minuti dopo arriva il calcio di
rigore per gli ospiti: fallo su Saba e Madeddu dal dischetto spiazza Piga per l’1-1.
La reazione dell’Alghero è immediata. Al 61’ Paolo Pinna affonda sulla fascia e serve Puttolu,
che con una serie di dribbling entra in area e subisce fallo: è rigore. Dal dischetto Barboza è
glaciale, spiazza Mannoni e firma la doppietta personale che vale il 2-1.
Nel finale il match resta vivo: l’Alghero sfiora il tris con Marras, fermato da Mannoni, mentre il
Bonorva prova fino all’ultimo a riequilibrare la gara. Al 92’ brivido per i giallorossi con
Roccuzzo che colpisce la traversa con un destro potente in area.
Dopo cinque minuti di recupero arriva il triplice fischio: al “Pino Cuccureddu” termina 2-1.
L’Alghero conquista un’altra vittoria di carattere, trascinato dalla doppietta di Barboza, e
consolida il suo cammino in campionato.

TABELLINO ALGHERO-BONORVA 2-1 ALGHERO: Piga, Baraye, Fadda, A. Pinna, Marcangeli,
Barboza, P. Pinna, Roccuzzo, Mula, Puttolu, Scognamillo. In panchina: Carta, Nieddu, Mereu,
Martinelli, Virdis, Marras A., Cossu, Chessa, Daga. Allenatore: Mauro Giorico. BONORVA: Mannoni,
Sanna, Jara, Cordoba, Zappareddu, Pinna, Saba, Madeddu, Camara, Caddeo, Soro. In panchina: El
Marrakchi, Gutierrez, Chelo, Vassallo, F. Sanna, Silanos, Spanu, Matassa, Cocco. Allenatore:
Michele Pulina ARBITRO: Nicolò Fronteddu di Nuoro. RETI: Barboza (ALG), Madeddu (BON),
Barboza (ALG).

Cap d’Any, da oggi i live in piazzale della Pace

ALGHERO – Conto alla rovescia per le magiche notti del Capodanno nella città di Alghero. Il Cap d’Any de l’Alguer 2025-2026 promette serate memorabili all’insegna della grande musica e del divertimento, una programmazione che abbraccia tutte le generazioni. Nel Piazzale della Pace si inizia lunedì 29 dicembre con l’atteso concerto di Raf. Martedì 30 dicembre tutta la piazza sarà per Kid Yugi e Low-Red. Mercoledì 31 dicembre a scaldare la notte più lunga dell’anno ci penserà Gabry Ponte. Le tre serate saranno accompagnate da una ricca programmazione musicale trasversale con dj set, musicisti emergenti, artisti locali e cover band. L’ingresso è libero e gratuito: apertura varchi dalle ore 20. In allegato il video con le dichiarazioni del presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, dal grande palco sul porto turistico della città.

“Agro, città e attività sott’acqua: allarmi inascoltati da Porta Terra”

ALGHERO – “Gli allagamenti non sono una sorpresa, ma il risultato diretto della mancata manutenzione, quindi di canali ostruiti, di caditoie non pulite e di interventi lasciati al caso. Negli ultimi giorni Alghero è stata nuovamente messa in ginocchio dagli allagamenti, partendo dalle campagne di Mamuntanas, di Ungias e Galantè fino al cuore della città, dove attività e abitazioni al piano strada sono finite sott’acqua. Una situazione grave, che non può essere liquidata con la solita giustificazione dell’evento eccezionale.

Le strade vicinali si sono allagate perché i canali di scolo non sono stati manutenuti, una responsabilità che ricade sia sui proprietari dei terreni attraversati dai canali, ma soprattutto sul Comune, che per legge detiene le competenze sulle stesse strade vicinali. In poche parole, non sarebbe successo nulla se i canali fossero stati puliti.

Un altro problema che necessita di verifiche riguarda il canale che serve la zona Ungias–Galantè, il cui sbocco è ostruito da anni. Una situazione nota da tempo, sulla quale gli interventi effettuati si sono rivelati insufficienti e superficiali. A questo si aggiunge un fatto ancora più grave: le acque bianche dei parcheggi della zona artigianale sverserebbero direttamente nel Rio Calvia e, conseguentemente, nel Calich, nonostante – e qualcuno avrebbe il dovere di accertarsene – dovrebbe esserci l’obbligo delle vasche di prima pioggia per superfici superiori ai 1000 metri quadri, come nel caso in questione. Quando queste vasche non sono presenti, si potrebbe configurare un danno ambientale serio. Sarà il caso di verificare?

Il quadro in città non è migliore. Dai media si apprende che una libreria tra Via Cagliari e Via Vittorio Emanuele si è allagata ben due volte in due settimane, nonostante le diverse segnalazioni. Sembra che le caditoie siano incapaci di smaltire l’acqua piovana, oppure che perdano, ma ciò che risulta particolarmente grave è che nessuno sia intervenuto ad affrontare un problema noto e prevedibile. Gli scantinati degli edifici circostanti hanno subito infiltrazioni importanti, richiedendo l’ennesimo intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia locale che, nel giorno di Natale, hanno dovuto chiudere il traffico per operare in sicurezza. E se un luogo si allaga due volte in quindici giorni, non è il meteo il colpevole: è l’amministrazione.

In queste ore abbiamo visto la macchina dell’emergenza lavorare senza sosta, Vigili del Fuoco, Barracelli, Protezione civile e forze dell’ordine hanno, come sempre, svolto il loro lavoro egregiamente. Ma è inaccettabile che il loro impegno debba sopperire, ancora una volta, alle mancanze della prevenzione. L’emergenza non può diventare la normalità perché il Comune non è stato in grado di assicurare una manutenzione ordinaria minima”

Riformatori Sardi

“Discarica di plastica al Palacongressi, gravissima lesione ambientale e paesaggistica”

ALGHERO – «Se non fosse una questione seria, ci sarebbe da sorridere». Così Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia replicano alle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Selva, che ha mostrato evidente fastidio di fronte alle fondate segnalazioni avanzate da Forza Italia sull’errore di stoccare i rifiuti plastici nell’area del Palacongressi. «Colpisce – prosegue il Gruppo – l’affermazione secondo cui “il problema è quasi risolto”, accompagnata dall’altrettanto singolare rilievo secondo il quale “Forza Italia non avrebbe avanzato proposte alternative”. Se un problema è “quasi risolto”, significa che il problema c’era, c’è e persiste. Ma i fatti raccontano, purtroppo, una realtà ben diversa». «Da un sopralluogo effettuato nelle ultime ore è emerso che l’ammasso di plastica non solo persiste, ma risulta ancora più esteso e voluminoso rispetto a quello documentato e fotografato da cittadini indignati solo pochi giorni fa. Questo dimostra in modo inequivocabile che il problema non è affatto vicino alla soluzione e che, di fatto, non è stato nemmeno affrontato».

«La presenza di ammassi di rifiuti plastici in un’area a vocazione turistica costituisce una gravissima lesione delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio di Alghero, oltre che un danno evidente all’immagine turistica della città. Non si tratta soltanto di una presa in giro nei confronti degli algheresi, ma di una condotta amministrativa inaccettabile. Per queste ragioni invitiamo il sindaco a porre immediatamente fine allo stoccaggio dei rifiuti plastici nell’area del Palacongressi, a rimuovere l’indecoroso ammasso e a risolvere senza ulteriori rinvii una situazione che non è più tollerabile». «Chiediamo, inoltre, che l’Amministrazione comunale renda pubblico un cronoprogramma dettagliato e vincolante, con l’indicazione puntuale delle attività da svolgere, dei siti alternativi individuati, delle tempistiche certe per la rimozione completa dei rifiuti e dei soggetti responsabili degli interventi. Evitando annunci generici o rassicurazioni di facciata».

«Quanto alle proposte alternative che ci vengono provocatoriamente richieste – precisano i consiglieri di Forza Italia – abbiamo già indicato la possibilità che il sindaco si attivi presso Laore e la Regione Sardegna per l’utilizzo di terreni pubblici collocati in aree ambientalmente e turisticamente neutre. Anche su questo punto attendiamo risposte concrete». «Nonostante la evidente insofferenza dell’amministrazione, il Gruppo di Forza Italia continuerà a vigilare e a denunciare pubblicamente ogni inerzia, errore o negligenza, nell’interesse della città, del suo territorio e della sua vocazione turistica, che non può essere sacrificata all’improvvisazione e all’incompetenza».
Lo hanno dichiarato Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia.

Parco di Porto Conte: crescita record di visitatori nella stagione 2025, brilla la Grotta Verde

ALGHERO – La stagione 2025 registra un significativo incremento delle presenze nei siti dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, confermando il ruolo dell’area protetta come polo naturalistico e culturale di riferimento e mettendo in evidenza un progressivo rafforzamento dei processi di destagionalizzazione della fruizione. I dati preliminari diffusi dal Parco mostrano una crescita strutturata e non limitata ai soli mesi di massima affluenza turistica, a testimonianza dell’efficacia delle strategie adottate per ampliare l’attrattività dell’area protetta lungo un arco temporale più esteso dell’anno. Nel periodo maggio–settembre 2025, i siti dell’Ecomuseo hanno accolto complessivamente 41.899 visitatori, con un incremento del 65% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un contributo rilevante è stato fornito dalla Grotta Verde, riaperta al pubblico nel 2025, che ha registrato 14.577 ingressi nei soli mesi estivi, confermandosi immediatamente come uno degli attrattori di maggiore richiamo del sistema. Parallelamente, gli altri siti dell’Ecomuseo hanno fatto registrare nel loro complesso oltre 27.000 visitatori nello stesso periodo, con un incremento superiore a 1.900 presenze rispetto al 2024, a dimostrazione di una crescita diffusa e non concentrata su un singolo attrattore.

Le Prigionette continuano a rappresentare uno dei principali poli di fruizione naturalistica del Parco, grazie alla rete sentieristica e agli ambienti forestali; il MAPS di Punta Giglio consolida il proprio ruolo nella valorizzazione della memoria storica inserita in un contesto paesaggistico di pregio; Casa Gioiosa si conferma fulcro culturale e informativo dell’Ecomuseo; la Villa Romana di Sant’Imbenia mantiene un peso rilevante nell’offerta archeologica; l’area espositiva di AlgueRex continua a intercettare un pubblico composto in larga parte da famiglie e scuole; il MASE – Museo Antoine de Saint-Exupéry rafforza la dimensione identitaria e internazionale del sistema; il Museo Egea di Fertilia svolge un ruolo centrale nella narrazione della storia contemporanea e della memoria dell’esodo giuliano-dalmata.

Un elemento di particolare rilievo è rappresentato dalla distribuzione temporale dei flussi: l’incremento delle presenze risulta significativo anche nei mesi di maggio e giugno, quando la stagione turistica non è ancora nel pieno e la Grotta Verde non era ancora aperta al pubblico, evidenziando una crescente capacità dell’Ecomuseo di attrarre visitatori nei cosiddetti periodi di spalla e di favorire una fruizione più equilibrata del territorio: Su scala annuale, considerando il periodo gennaio–ottobre 2025, l’Ecomuseo raggiunge complessivamente 65.281 visitatori, con una crescita del 42% rispetto al 2024 e dell’80% rispetto al 2022. Un dato che conferma la solidità del modello di gestione del Parco e il valore strategico del sistema ecomuseale come strumento di valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale.

“I dati della stagione 2025 indicano con chiarezza che il Parco sta consolidando un modello di fruizione capace di superare la concentrazione dei flussi nei soli mesi estivi. La crescita registrata nei periodi di spalla è un risultato particolarmente significativo, perché dimostra come l’offerta naturalistica e culturale del Parco sia in grado di attrarre un pubblico motivato durante tutto l’arco dell’anno. La Grotta Verde ha rappresentato un’importante novità, ma il valore aggiunto risiede nella risposta complessiva dell’intero sistema ambientale”, dichiara il Presidente del Parco di Porto Conte, Emiliano Orrù. Crescono per numero e qualità anche i dati e l’interesse nell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, dove il sempre maggior coinvolgimento è significativo, con importanti ricadute nelle numerose iniziative di educazione ambientale, finalizzate alla diffusione e sensibilizzazione riguardo alle buone pratiche da mettere in atto nell’ottica della tutela della biodiversità. 

Un percorso avviato da tempo e mirato a stimolare l’interesse e l’azione consapevole nei confronti della conservazione ambientale, con particolare riferimento alle scuole e più in generale ai tanti fruitori del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta. Oltre 10mila gli studenti che soltanto nell’ultimo anno hanno partecipato alle attività del Ceas – il Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità divenuto un vero e proprio fiore all’occhiello della struttura – che permette di far scoprire e vivere le straordinarie bellezze e l’elevato pregio naturalistico e ambientale delle aree protette di Alghero.