Tasse di Pigliaru illegittime |video

CAGLIARI – Forza Italia si rivolge al Governo nazionale per scongiurare l’aumento delle addizionali Irpef e Irap votate lo scorso 23 dicembre dal Consiglio regionale. Un’istanza per la promozione della questione di legittimità costituzionale è stata presentata all’Ufficio del Consiglio dei Ministri preposto alla verifica delle leggi regionali e delle province autonome. L’iniziativa, promossa dal consigliere Marco Tedde, è sostenuta da tutto il gruppo consiliare. Forza Italia sollecita l’impugnazione della legge n.34 approvata dal Consiglio alla vigilia di Natale con la quale sono state aumentate la aliquote Irpef per la copertura del buco della sanità. Secondo i firmatari dell’istanza, la legge viola l’articolo 10 dello Statuto regionale che consente di modificare l’imposizione fiscale solo “al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola” e non per dare copertura al disavanzo del sistema sanitario. La norma contestata violerebbe, inoltre, il decreto legislativo n.446 del 1997 che vieta un aumento delle tasse superiore allo 0,5%. «La Giunta – ha affermato Tedde – ha invece stabilito aumenti superiori richiamando un altro decreto, il n.68 del 2011, che però si applica solo alle regioni a statuto ordinario».

«E’ una battaglia di principio – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis – non si può continuare a mettere le mani in tasca a cittadini e imprese. Ci auguriamo che la Giunta riveda queste misure nella legge finanziaria». Dubbi sull’efficacia della norma anche da parte dell’ex assessore regionale al Bilancio della Giunta Cappellacci Alessandra Zedda: «Le nuove addizionali Irpef potranno essere riscosse solo a partire dal 2017 – ha rimarcato Zedda – nel 2016 non arriveranno dunque risorse fresche per la copertura del deficit della Sanità. Quest’anno, invece, sarà difficile per le imprese che dovranno versare l’Irap senza le riduzioni previste dalla Giunta per il prossimo triennio e cancellate con la legge approvata il 23 dicembre scorso».

Per il vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru «l’aumento di Irpef e Irap rischia di creare un circolo vizioso: andrà ad incidere sui consumi e causerà un minore gettito di Iva – ha sottolineato Peru – è una delle operazioni peggiori che si potevano fare in un momento di crisi come questo». «La verità è che la Giunta non vuole ripianare nessun deficit – ha detto il consigliere Ignazio Locci – la previsione di spesa per il 2016 è di 3.350 milioni di euro. Le misure deliberate servono solo a continuare a foraggiare la sanità senza razionalizzare la spesa». Duro, infine, il giudizio di Giuseppe Fasolino: «La Giunta ha perso la rotta – ha detto – la minaccia di dimissioni del presidente Pigliaru costringe i consiglieri di maggioranza a votare i provvedimenti proposti dall’esecutivo».

Il video con l’onorevole Marco Tedde sul tema delle tasse:

Nella foto il gruppo di Forza Italia in Regione

S.I.

Unione Comuni: ecco la riforma

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno, con l’art.7 (“Unioni di Comuni”) del Dl 176/A sul riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. Sull’ordine dei lavori il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha chiesto che l’assessore dei Trasporti riferisca in Aula sull’incidente accaduto stamane sulla rete della metropolitana di Cagliari, con particolare riferimento al malfunzionamento di alcuni dispositivi di controllo.

Il consigliere Paolo Truzzu (Misto-Fdi) ha ribadito la richiesta che però, a suo avviso, va estesa anche all’assessore della Sanita, perché la macchina dei soccorsi è intervenuta tempestivamente ma si è avvertita la mancanza di un punto medico attrezzato per il primo intervento perché, dalle prime ricostruzioni, risulta che molti feriti sono stati soccorsi a bordo strada. Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha comunicato che gli assessori dei Trasporti Massimo Deiana e della Sanità Luigi Arru saranno presenti in Aula entro breve tempo per riferire sull’incidente di Cagliari. Riprendendo l’ordine del giorno il relatore Roberto Deriu (Pd) e la Giunta hanno espresso il parere sugli emendamenti presentati.

Aprendo la discussione generale sull’art.7 il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha osservato che la legge «richiama il testo dell’art.32 del Testo unico nazionale degli enti locali, anche se i Comuni hanno iniziato relativamente da poco ad utilizzare lo strumento delle unioni». Criticabile, ha aggiunto, «il meccanismo di obbligatorietà che per noi è solo il preambolo che serve a cancellare i piccoli comuni, tendenza confermata del resto da una proposta di legge nazionale del Pd che prevede l’accorpamento dei comuni fino a 5000 abitanti». Noi pensiamo, ha concluso, «che questa proposta sia coercitiva, frutto di una visione miope che indebolisce l’autonomia delle amministrazioni a danno delle funzioni dei consigli comunali, delle opposizioni con il loro ruolo di controllo, e della stessa democrazia sostanziale». Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda, condividendo le argomentazioni di Locci, ha criticato il metodo legislativo seguito «perché per l’ennesima volta si stravolge in corso d’opera il testo della Giunta». Inoltre, ha proseguito, «è irrealistico pensare che la norma porti semplificazione ed efficienza nel sistema delle autonomie, soprattutto per quanto riguarda una mole ingente di beni pubblici e la sorte dei dipendenti di questi enti di cui non ci si occupa; singolare poi, sotto questo profilo, il silenzio dell’Anci di fronte ad una legge che tratta i Comuni come le ultime ruote del carro, siamo di fronte ad un processo di accentramento senza precedenti che è il contrario di quanto serve alla Sardegna».

Il consigliere Edoardo Tocco (Forza Italia) si è soffermato sul fatto che «nell’esperienza attuale le gestioni associate non hanno portato alcun tipo di vantaggio ai cittadini, a cominciare dal servizio dei rifiuti solidi urbani da cui sono tagliate fuori le piccole aziende sarde a vantaggio di quelle del nord e della Sicilia, e dei i servizi alla persona che saranno totalmente snaturati a favore delle centrali della cooperazione». In sostanza, ha concluso, «non c’è nessuna grande riforma ma solo un forte indebolimento della democrazia e dei diritti dei cittadini». Il consigliere Giuseppe Fasolino, anch’egli di Forza Italia, ha prefigurato dopo l’approvazione della legge «una serie di contraccolpi negativi sulla comunità sarda, espressione di un nuovo centralismo regionale che privilegia oltre ogni misura la città di Cagliari a danno di tutti gli altri territori a cominciare dall’intero nord Sardegna». La riforma, a suo avviso, «poteva essere uno strumento utile per dare finalmente risposte all’Isola ma questo obiettivo è stato clamorosamente mancato, a favore di un quadro istituzionale fortemente sbilanciato che, fra l’altro, farà scomparire i piccoli comuni; in poche parole una riforma senza coraggio».

Il consigliere Gianni Tatti (Udc Sardegna) ha messo in evidenza che l’articolo in discussione «è di fondamentale importanza per far capire quali risposte vuole dare la Regione alle popolazioni della Sardegna centrale ed in particolare dell’oristanese ed è amaro constatare che il dibattito avvenga in assenza dei Sindaci e dell’Anci che dovrebbe rappresentarli». Io, ha ricordato, «faccio il sindaco in una unione di comuni che ha 20.000 abitanti, quindi è assurdo dimezzare il requisito a 10.000 prevedendo poi eccezioni mirate per qualche amico senza alcun criterio oggettivo». Tatti ha poi espresso il suo radicale dissenso nei confronti della proposta di legge nazionale del Pd, «una vergogna contro cui soprattutto la Sardegna deve ribellarsi, altrimenti meglio rimettere il mandato nelle mani degli elettori, cosa che io lo farò dalla mia carica di sindaco di Ruinas».

Il consigliere Marcello Orrù (Psd’Az) ha osservato «l’evidente contraddizione di una legge che, da un lato, si propone di valorizzare il ruolo dei Comuni e dall’altro li mortifica, privandoli degli strumenti necessari per governare le comunità; resta invece il vuoto attorno a Cagliari ed un vuoto ancora più grande nei territori dopo l’abolizione delle province». La riforma, ha aggiunto, «immagina una Sardegna che non c’è mai stata e mai ci sarà perché ignora le tante specificità che storicamente la compongono e, quanto alle unioni dei Comuni, sono uno strumento inefficace che oltretutto si abbatterà sui due terzi dei comuni dell’Isola». Dopo Marcello Orrù è intervenuto Gianluigi Rubiu (UDC Sardegna) che ha detto che questa riforma “a tutti costi” è una riforma contro la volontà dei sindaci, calata dall’alto per accentrare il potere verso la giunta e verso Cagliari escludendo i piccoli comuni e il nord Sardegna dai finanziamenti. Inoltre, secondo Rubiu, dal capo secondo dell’articolo 7 iniziano le contraddizioni: i comuni hanno l’obbligo di associarsi. Questa imposizione snatura il ruolo delle istituzioni comunali che non possono scegliere.

Per Attilio Dedoni (Riformatori sardi) questo articolo, che sembra tranquillo, nasconde molte cose che non vanno bene. La coercizione è negativa. I comuni devono poter scegliere come e dove organizzarsi. Sono stati bocciati gli emendamenti: 159 (uguale al 1080 e al 1485), 2397, 2398, 2399, 2400, 2401, 2402, 2403, 2404 , 2405, 2406, 2407, 2490, 2409, 2523, 2524,2525, 2410, 2411. Sull’emendamento 2490 è intervenuto Marco Tedde che, dopo aver espresso il voto a favore, ha detto che questo emendamento tende ad evitare che ci sia solo una città metropolitana. Tedde ha sottolineato il silenzio assordante della maggioranza e dei sindaci del Nord Sardegna. Per l’esponente di Forza Italia questa legge aumenterà la desertificazione del nord e del centro dell’isola. Anche Marcello Orrù (Psd’az) voterà a favore di questo emendamento che cerca di arginare i danni che crea questa legge. Questa riforma è sbagliata e rischia di essere penalizzante per Sassari e dintorni. La Sardegna del futuro – ha detto – è immaginata erroneamente solo su Cagliari. Questa arroganza di imporre una legge blindata non si può accettare. E’ stato approvato l’emendamento 2408 (Gavino Manca e più) , sostitutivo del comma 7 dell’articolo 7, su cui c’era il parere favorevole della commissione . Questo emendamento stabilisce che la giunta regionale , entro 90 giorni dall’approvazione della legge individui i comuni sperimentatori delle zone “a burocrazia zero” e con apposita delibera ne definisca le modalità di attuazione. L’emendamento è stato approvato con 34 sì e 13 no.

Approvato anche l’emendamento 2508 (Tatti e più), su cui la commissione si è rimessa all’aula. Questo emendamento aggiunge il comma 8 bis all’emendamento 1953. Questo comma prevede che la Regione promuova ogni azione necessaria per favorire percorsi di sostegno, quali servizi di accompagnamento, incentivi e/o fiscalità di vantaggio alla creazione d’impresa e al lavoro autonomo, per contrastare il fenomeno dello spopolamento e della disoccupazione nel territorio individuato d’intesa con lo Stato quale Area prototipo per la sperimentazione della Strategia Nazionale Aree interne. Ignazio Tatti (Udc Sardegna) ha chiesto all’aula di votare a favore di quest’emendamento che può dare respiro alle zone più depresse dell’isola. Via libera poi all’ emendamento 2517 (Deriu e più) che aggiunge il comma 4 bis all’emendamento 1953. Questo comma 4 bis prevede che i comuni facenti parte di una unione di comuni, il cui territorio coincide integralmente con quello di uno o più isole, costituiscono sub ambiti territoriali ai sensi e con le modalità stabilite dal comma 4.

E’ poi stato approvato l’emendamento 1953, sostitutivo totale dell’articolo 7. Secondo la nuova formulazione dell’emendamento 1953 le unioni dei comuni sono enti locali con autonomia normativa, organizzativa, finanziaria e hanno potestà statutaria e regolamentare. Esercitano le funzioni ad esse attribuite dalla legge e dai comuni che ne fanno parte. Il secondo comma prevede che tutti i comuni della Sardegna abbiano l’obbligo di associarsi in unione di comuni, salvo i comuni facenti parte della Città metropolitana di Cagliari e le città medie. Al comma 3 si stabilisce che le unioni di comuni sono costituite da quattro o più comuni contermini, con popolazione complessiva non inferiore a 10.000 abitanti, fatte salve le unioni di comuni con popolazione inferiore già costituite alla data dell’entrata in vigore della legge, da una rete urbana, da una rete metropolitana.

Il quarto comma prevede che al fine di una migliore organizzazione dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi e in relazione al particolare contesto territoriale, lo statuto dell’unione può prevedere la gestione delle funzioni e dei servizi per sub ambiti territoriali. Lo statuto determina le modalità organizzative, l’articolazione territoriale e il numero di comuni facenti parte dell’unione che
costituiscono sub-ambito territoriale, il quale può essere organizzato, anche attraverso convenzione, esclusivamente tra i comuni facenti parte dell’unione di comuni. La convenzione stabilisce il comune capofila e regola i rapporti tra i comuni ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). Il comma 5 stabilisce che entro 90 giorni dall’approvazione del piano territoriale, i comuni non appartenenti a unioni di comuni costituiscano unioni di comuni ovvero aderiscano ad una unione di comuni già esistente. Secondo l’emendamento poi le comunità montane sono equiparate alle unioni di comuni e adeguano il loro statuto e i regolamenti alle disposizioni della legge entro 90 giorni dall’entrata in vigore. Esse esercitano le funzioni di tutela, promozione e valorizzazione della montagna e gestiscono gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla normativa dell’Unione europea e dalla legge statale e regionali.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Rapina con fucile a Thiesi

THIESI – Nella trascorsa nottata, in località Montes di Bessude, due individui con il volto coperto, penetrati nell’azienda agricola di un allevatore di Thiesi, hanno immobilizzato e legato con degli asciugamani un cittadino rumeno, di 62 anni, rubandogli il telefonino e le scarpe, per poi impossessarsi di 80 capi tra pecore e agnelli nonché attrezzatura varia, caricando il tutto su un autocarro OM 40, presente in azienda, dileguandosi.

Solo dopo che lo straniero è riuscito a liberarsi e, percorrendo a piedi scalzi alcuni chilometri, ha raggiunto l’abitato di Thiesi, è scattato l’allarme da parte dei Carabinieri della Stazione di Siligo e della Compagnia di Bonorva, che hanno esteso la ricerca anche alle compagnie limitrofe. Durante tale attività i Carabinieri della Compagnia di Bono, in località Santa Restituta, hanno rinvenuto l’autocarro con 20 pecore e 23 agnelli, ancora legati nel cassone e in fin di vita, nonché tutta l’altra attrezzatura. Gli animali, una volta liberati, con la collaborazione dei veterinari del luogo, sono stati rianimati anche se 5 di essi, nonostante le cure, sono deceduti per ipotermia.

Nel frangente, nell’abitacolo del mezzo è stato rinvenuto anche un borsello contenente oltre cento cartucce di vario calibro, smarrite sicuramente dagli abigeatari, indice che gli stessi erano sicuramente armati. Mentre gli animali e l’attrezzatura, per un valore di € 6.000,00 euro circa, sono stati restituiti al proprietario, il veicolo e le cartucce sono stati sequestrati per consentire l’esecuzione di ulteriori indagini.

S.I.

Fiumesanto, Fadda: rispettare impegni

SASSARI – “I rappresentanti di Eph dovranno dire chiaramente se intendono rispettare gli impegni assunti a suo tempo da Endesa e confermati da E.On riguardo agli investimenti per la realizzazione del quinto gruppo nella centrale di Fiumesanto. Li chiameremo in audizione per conoscere direttamente dalle loro parole quali siano i loro programmi e i loro progetti, ma soprattutto vogliamo avere chiarezza sugli interventi di bonifica.” Lo ha detto questa mattina Valeria Fadda, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Sassari nel corso della riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti del Comune nella commissione E.On.

La novità più rilevante é ovviamente legata al passaggio della centrale alla società della Repubblica Ceca ma gli interrogativi e le domande riguardano in generale il futuro di Fiumesanto futuro che si lega a filo doppio con gli investimenti per il quinto gruppo e con le bonifiche dei gruppi 1 e 2. Per questi ultimi il problema é attualmente legato al sequestro deciso dalla magistratura. Sembra comunque che in caso di disponibilità e richiesta di avvio delle bonifiche da parte dei nuovi proprietari il dissequestro potrebbe essere disposto anche in tempi brevi.

“Questa é sicuramente una buona notizia – afferma ancora Valeria Fadda ma a questo punto é necessario che la commissione possa finalmente avere un’interlocuzione con i diretti interessati, per discutere di quali interventi verranno programmati sia per garantire la tutela ambientale e il risanamento delle aree inquinate, sia per quanto riguarda gli investimenti e le conseguenti ricadute occupazionali. Due argomenti – ha detto ancora la Presidente della Commissione – sui quali tra l’altro non potremo accontentarci delle parole. In questi anni troppi sono stati gli impegni e le rassicurazioni disattese. Noi – ha concluso Valeria Fadda – garantiamo che seguiremo con estrema attenzione ogni passo che verrà fatto sia in termini di tutela ambientale che di sviluppo economico e occupazionale. Ovviamente parliamo di passi in avanti e non di passi indietro.”

Nella foto la centrale di Fiumesanto

S.I.

Ipab Ploaghe: Regione paralizzata

CAGLIARI – È trascorso un mese e mezzo da quando il Consiglio Regionale, con un emendamento di Forza Italia, ha previsto il trasferimento di beni, funzioni e rapporti obbligatori alla ASL per quelle IPAB che erogano prevalentemente servizi socio-sanitari”. Cosi il consigliere regionale Marco Tedde sull’annosa questione della fondazione di Ploaghe. “Il successivo passaggio sarebbe dovuto essere l’approvazione di una modifica regolamentare, proposta da Forza Italia, alla quale avrebbe dovuto seguire il decreto di scioglimento della Ipab San Giovani Battista, che ad oggi non pare in grado di funzionare e produce circa 100 mila euro di passività al mese. Da allora nulla è accaduto. I quasi 200 dipendenti non percepiscono la retribuzione da sei mesi, nonostante un ordine del giorno assunto dal Consiglio Regionale ad ottobre dello scorso anno impegnasse l’Assessore regionale a pagare le retribuzioni arretrate”.

“L’Assessore regionale della Sanità non dà segni di vita, incurante del fatto che tante famiglie vengono private dei mezzi di sussistenza. E’ un modo di amministrare la cosa pubblica singolare e dannoso per i lavoratori, il territorio e per i fruitori dei servizi della Fondazione San Giovanni Battista. Nel frattempo la sanità ha visto il grande impegno della Giunta nel prorogare per l’ennesima volta le poltrone dei Commissari delle ASL, che hanno provocato un buco di centinaia di milioni di euro, e la maggioranza di centrosinistra ha aumentato le aliquote Irpef e Irap per colmare questa voragine. Sollecitiamo Pigliaru e Arru a mettere in campo un minimo di senso di responsabilità e ad occuparsi della Fondazione, recuperando lo spirito vero del loro impegno politico e sforzandosi di comprendere – ha concluso Tedde- la scala delle priorità di governo”.

Nella foto Tedde in Consiglio Regionale

S.I.

Cagliari: scontro tra treni, 70 feriti

CAGLIARI – Grave incidente a Cagliari. Nella mattinata di oggi c’è stato un scontro tra due treni. L’episodio è avvenuto in via Vesilio nel rione di Pirri. Qui sono andate a sbattere due convogli. Diversi i feriti. In totale sarebbero una settantina di cui purtroppo un paio in condizioni gravi. Non dovrebbero esserci persone in pericolo di vita. Sul posto il 118 con diverse ambulanze, personale di soccorso e forze dell’ordine. Il traffico ha subito un notevole rallentamento.

Nella foto lo scontro tra i treni in via Vesilio

S.I.

App per la Destinaziona Sardegna

SASASRI – Oggi lunedì 18 gennaio in Confcommercio Nord Sardegna, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione della web app appositamente creata per consentire ai privati cittadini di partecipare al Fondo Straordinario urgente esclusivamente dedicato al sostegno delle linee aeree dell’Aeroporto di Alghero, effettuando in maniera ancora più rapida le proprie donazioni col semplice utilizzo della carta di credito. In tal modo, si è voluta dare una risposta ad un’esigenza manifestata da un numero in continua crescita di cittadini che, affiancandosi allo sforzo delle Imprese, potranno partecipare all’iniziativa in maniera ancora più immediata e diretta.

Per questo è stata presentata la web app raggiungibile tramite PC, smartphone e tablet all’indirizzo destinazionesardegna.mycityup.com La scelta di creare una web app consente di non dover scaricare nessuna app dedicata, essendo la stessa raggiungibile direttamente tramite internet. Questa nuova modalità di partecipazione all’iniziativa, va ad aggiungersi a quella già attiva che consente (in particolare alle Imprese) di effettuare i propri versamenti tramite bonifico bancario sul codice Iban: IT 70 O 05676 17201 000070093337, tenuto presso la Banca di Sassari ed intestato a Confcommercio Nord Sardegna.

Alla conferenza erano presenti: Stefano Visconti, presidente Federalberghi Confcommercio provinciale di Sassari; Massimo Cadeddu, presidente Confcommercio territoriale di Alghero; Enrico Daga, presidente Fipe Confcommercio provinciale di Sassari; Gianluca Murgia, presidente Settore Affittacamere e B&B di Confcommercio Nord Sardegna; Gianni Russo, presidente Consorzio turistico Golfo dell’Asinara; Gian Luigi Tolu, direttore generale Confcommercio Nord Sardegna; Antonio De Murtas e Giuseppe Palmas, fondatori di Eclent, startup tecnologica, creatrice della piattaforma fornita gratuitamente, quale proprio contributo all’operazione messa in campo. Un ringraziamento particolare è stato attribuito anche a Claudio Simbula, responsabile della comunicazione sui social media. Si è quindi evidenziato come, in maniera spontanea, sia nato un fronte compatto Imprese/Cittadini, ad ulteriore dimostrazione della fortissima valenza di interesse generale che riveste l’operazione messa in campo.

Nella foto gli aerei

S.I.

Evade e si ubriaca: arrestato

TEMPIO – Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Tempio Pausania hanno arrestato in flagranza di reato Massimiliano Bruno, 48 enne del luogo pluripregiudicato e sottoposto agli arresti domiciliari per espiare la pena detentiva inflittagli definitivamente nel 2015. L’uomo, regolarmente controllato durante i servizi di pattuglia, negli scorsi mesi era già stato denunciato più volte all’Autorità Giudiziaria, dacché assente dal proprio domicilio.

Ieri è stato sorpreso in flagranza presso l’abitazione di un altro pregiudicato, in stato di evidente alterazione per lo smodato consumo di alcolici vari. Dopo gli atti di rito, espletati nella caserma della Compagnia di Tempio, il soggetto è stato riaccompagnato presso il proprio domicilio, in stato di arresto e in attesa della convalida delle attività da parte del G.I.P.

S.I.

Fondi: 6 anni a Ladu. 4 a Scarpa

CAGLIARI – Arrivano le prime condanne dell’inchiesta sui fondi ai gruppi. Questo accadeva qualche mese addiatro e a breve ci saranno i nuovi pronunciamenti del Tribunale cagliaritano. Un indagine che vede nel mirino larga parte della classe politica sarda. Indirizzo del Tribunale di Cagliari, e in particolare del Pubblico Ministero Marco Cocco, è quello di fare in fretta e puntare, nello specifico, coloro che ricoprivano un ruolo strategico nella gestione dei fondi. Dunque, in particolare, i tesorieri. Ciò è anche evidente altrimenti decadrebbe tutto il castello accusatorio a favore, in primis, dei normali consiglieri regionali.

Intanto è arrivata, già nei mesi scorsi, la batosta per due ex-onorevoli. Sei anni di reclusione per Silvestro Ladu, ex consigliere regionale di Forza Paris e già senatore del Pdl, e quattro anni e mezzo per Beniamino Scarpa, allora esponente del Psd’Az. Per entrambi è scattata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Sono le condanne pronunciate dai giudici della prima sezione del Tribunale di Cagliari al termine di due processi che erano stati stralciati nell’ambito dell’inchiesta sui fondi al Gruppo misto della XIII legislatura del Consiglio regionale che ha portato al rinvio a giudizio di 20 esponenti politici.

Nella foto il Consiglio Regionale

Da Italia Unica il “Piano Sardegna”

SASSARI – Esordirà il prossimo 31 gennaio a Milano, in occasione dell’Assemblea nazionale, un tavolo di discussione dedicato all’Isola. Sarà guidato da Corrado Passera e ne faranno parte parlamentari e rappresentanti del partito in Sardegna, oltre al coordinatore regionale Tore Piana, che così commenta: «È il riconoscimento dell’importanza del nostro lavoro»

Italia Unica avvia un tavolo dedicato alla Sardegna. Nei giorni scorsi la direzione regionale del partito ha deliberato di proporre al presidente Corrado Passera ed ai vertici nazionali l’istituzione di un “Piano Sardegna”, uno spazio di discussione interamente dedicato all’Isola ed ai suoi problemi, con l’obiettivo di definire iniziative politiche rivolte al rilancio economico della Sardegna. È stato il coordinatore regionale Tore Piana, che è anche componente della direzione nazionale di Italia Unica, a rivolgere la richiesta, che è stata immediatamente accolta. Il Tavolo, che sarà presieduto dallo stesso Corrado Passera, esordirà domenica 31 gennaio a Milano (già definito l’orario, le 15,15) in occasione dell’Assemblea nazionale del partito e ne faranno parte i coordinatori provinciali ed una quindicina di dirigenti provinciali sardi – coordinati da Tore Piana -, i parlamentari Gaetano Quagliariello per il Senato e Guglielmo Vaccaro per la Camera, altri rappresentanti di Senato e Camera ed il coordinatore nazionale di Italia Unica Lelio Alfonso.

Tra i temi che verranno discussi ci saranno: i trasporti, in particolare la continuità territoriale ed i collegamenti interni, con la richiesta rivolta al Governo nazionale di garantire un contributo economico alle spese; il costo dei carburanti, con una rimodulazione delle accise a vantaggio dei residenti sardi; la sanità, con la sollecitazione di un sostegno del Governo alle spese e all’applicazione dei parametri nazionali; lo snellimento burocratico dei finanziamenti dell’Unione Europea a favore della Sardegna, a cui affiancare la richiesta di un impegno da parte del Governo a favore di una dichiarazione di zona europea per l’Isola, sul modello delle Canarie, con vantaggi economici e fiscali; infine, l’impegno del Governo al mantenimento dei servizi pubblici e amministrativi nelle zone interne della Sardegna per contrastare spopolamento e combattere più efficacemente la dispersione scolastica.

«Esprimo profonda soddisfazione per l’attenzione con la quale il presidente Passera ed i vertici nazionali di Italia Unica hanno risposto alle nostre sollecitazioni», commenta il coordinatore regionale Tore Piana. «È il riconoscimento del lavoro che stiamo portando avanti sul piano delle proposte politiche, ma allo stesso tempo anche della grave situazione in cui versa la nostra Sardegna, che vede lo scarso peso della Giunta Pigliaru nei confronti del Governo Renzi».

Nella foto Tore Piana

S.I.