Alghero, stop si vola: mobilitiamoci

ALGHERO – Domani mattina appuntamento alle 9.30 in Piazza Porta Terra. Stop di vola: mobilitiamoci per Alghero. Questo il nome della manifestazione che, nata da un idea di alcuni cittadini algheresi, politici, giornalisti e imprenditori, senza alcuna volontà di promuovere alcuna fazione, vuole rappresentare un momento di orgoglio in difesa della città e della sua comunità oramai allo stremo e in completo affanno dopo anni di abbandono e genera mal governo.

In particolare la manifestazione ha come obbiettivo tenere alta l’attenzione sull’aeroporto. Un’infrastruttura fondamentale che, insieme al porto, deve rappresentare obbligatoriamente la rinascita di questo territorio. Tante le adesioni per domani mattina. Il nostro futuro è tutto nella libertà di mobilità da e per la Sardegna, i sardi devono essere liberi di muoversi e chi vuole venire in Sardegna per lavoro o turismo deve poterlo fare alle stesse condizioni. Appuntamento a domattina in piazza Porta Terra e poi marcia verso l’aeroporto.

Nella foto Torre Porta Terra

S.I.

Lirico, Pigliaru: progetti in vista

CAGLIARI – Il Presidente della Regione Francesco Pigliaru ha incontrato ieri, insieme all’Assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino e a quello della Programmazione Raffaele Paci, il sovrintendente del Teatro Lirico Claudio Orazi.

Il Sovrintendente ha illustrato la situazione organizzativa e finanziaria del Teatro, nonché la nuova programmazione, accolta favorevolmente dagli abbonati e improntata a una gestione artistica sostenibile, che tenga conto della qualità ma anche del budget. Il Presidente e gli Assessori hanno discusso con Orazi della situazione di bilancio e del contributo ordinario della Regione, ma anche delle nuove prospettive di collaborazione.

In particolare, è stata avanzata l’ipotesi di progetti specifici da costruire nell’ambito del turismo culturale, dell’internazionalizzazione, della lotta alla dispersione scolastica, del rapporto con il territorio. Da ultimo, sono state sottolineate le grandi opportunità offerte, anche nei settori dell’arte e della cultura, dall’Agenda Digitale, ambito a cui la Regione guarda con particolare favore.

Nella foto il Teatro Lirico

Deiana: Ue e privati scenari positivi

ALGHERO – “Per la Sardegna le compagnie aeree low cost sono, sono state e saranno fondamentali. Si tratta di una componente del trasporto aereo di cui non intendiamo fare a meno e che vogliamo semmai rinforzare, naturalmente nel rispetto delle regole”. Così ha dichiarato questa mattina l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana, a margine dell’incontro con le rappresentanze sindacali sul futuro dello scalo di Alghero. “Anche grazie alle low cost il traffico aereo negli ultimi dieci anni è cresciuto del 50 per cento e la mobilità internazionale che noi vogliamo sostenere si è sviluppata considerevolmente – ha continuato l’assessore – Pertanto, in questi mesi, nell’attesa di avere certezza normativa, abbiamo messo da parte risorse importanti che siamo disposti a spendere con la massima rapidità”.

Riguardo alla procedura di infrazione a carico degli aeroporti sardi, “giungono da Bruxelles segnali non negativi e rassicurazioni sulla chiusura dell’indagine entro il mese di marzo”, ha aggiunto l’esponente della Giunta Pigliaru ai rappresentanti dei lavoratori, rimarcando che, “per raggiungere questo risultato, con l’apporto della Rappresentanza italiana in Commissione Europea, abbiamo lavorato in maniera quasi ossessiva, nonostante all’inizio della legislatura la situazione fosse fortemente compromessa”.

La procedura UE sui sospetti aiuti di Stato e la sorte del “Riviera del corallo” sono strettamente connessi, tenuto conto che su 60 milioni di risorse a rischio restituzione sotto la lente di ingrandimento dei Commissari europei, 34 graverebbero esclusivamente sulla società Sogeaal. In attesa che il contesto si definisca la Giunta ha quindi varato un disegno di legge che mette in sicurezza l’azienda di gestione, stanziando 10 milioni di euro. “A valle della decisione della Commissione e qualora fosse confermata positiva, si aprirebbero scenari certamente incoraggianti: siamo pronti a intervenire con un bando aperto, trasparente e non discriminatorio, per realizzare tutte le possibili attività di sostegno ai collegamenti aerei internazionali, replicando il percorso che sarà riconosciuto valido sulla base delle norme comunitarie”, ha concluso Deiana.

“Soru si piega alle correnti Pd”

CAGLIARI – “Soru che assume le difese d’ufficio dell’Assessore Deiana fa sorridere e suscita un po’ di tenerezza. Dopo averlo attaccato anche usando toni eccessivi sul sostegno al low cost e sulla continuità territoriale sulle rotte minori, facendolo passare per uno scolaretto negligente, oggi scende in campo al suo fianco sui medesimi temi”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia Sardegna, commenta la dichiarazione del parlamentare europeo sulla continuità aerea e sui voli low cost.

“È evidente – prosegue Tedde- che il timore che le reazioni delle correnti maggioritarie del PD ai suoi attacchi a Deiana gli facciano perdere la poltrona di Segretario lo stanno facendo scendere a miti consigli. Questo è il Pd isolano e questa è la sua guida che nel giro di qualche settimana è capace di contraddizioni di dimensioni bibliche. Prima bloccano le low cost e ora vogliono presentarsi come salvatori della patria, aumentano Irap e Irpef e poi, dopo la nostra richiesta di impugnativa al Governo, si spacciano per Robin Hood che la vogliono diminuire e lo stesso fanno con un’addizionale sui biglietti aerei che è targata sempre PD”.

“La nostra preoccupazione è relativa al fatto che queste risse interne al PD su collegamenti aerei e su Irpef e Irap stanno paralizzando l’attività della Giunta Pigliaru. Auspichiamo un maggiore senso di responsabilità da parte dei vertici del PD e una maggiore attenzione ai problemi della Sardegna piuttosto che a quelli del partito di maggioranza relativa al governo dell’isola. Riescono a mettersi d’accordo su qualcosa da fare, che non sia il solito attacco all’opposizione?”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Sassari: operazione all’avanguardia

SASSARI – Il Prof. Massimo Madonia, Responsabile della Clinica Urologica della AOU di Sassari, ha recentemente eseguito un impegnativo intervento chirurgico, effettuato con tecnologia laparoscopica tridimensionale, su un paziente Testimone di Geova. Il trattamento dei pazienti Testimoni di Geova richiede spesso attenzioni particolari da parte del personale medico. Le profonde convinzioni religiose dei fedeli impediscono loro di accettare le trasfusioni di sangue (o dei suoi derivati) proveniente da donatori, nonché le autotrasfusioni di sangue predepositato.

I Testimoni di Geova possono acconsentire però al recupero del sangue nel corso dell’intervento chirurgico purché vengano rispettati adeguati accorgimenti tecnici. Qualora si renda necessario un intervento chirurgico maggiore, così come accaduto per il paziente operato dal Prof. Madonia, il chirurgo dovrà assicurare al paziente tutte le strategie possibili per garantire il massimo delle cure e nel contempo rispettare il credo del paziente. L’intervento- Nella Clinica Urologica di Sassari anche interventi impegnativi su gravi patologie invasive possono essere condotti con approccio videolaparoscopico 3D (tridimensionale), ulteriore evoluzione tecnologica della videolaparoscopia, che aumenta la performance della metodica tradizionale portando, oltre che a risultati estetici mininvasivi, ad una riduzione del tasso di complicanze, soprattutto emorragiche, ed una riduzione dell’ospedalizzazione.

Il sistema di autotrasfusione -Durante l’intervento è stato utilizzato, con l’autorizzazione del paziente e grazie alla piena collaborazione dell’equipe del servizio di Anestesia e Rianimazione, un innovativo sistema di autotrasfusione perioperatoria, con apposito filtro, che consente di raccogliere, lavare e reinfondere il sangue perso. Ciò ha permesso di evitare le trasfusioni di sangue e di offrire il migliore standard di cure possibili, nel rispetto del paziente e della sua fede.

Nella foto il team di medici che ha operato

S.I.

Ryanair: Renzi aiuti aree disagiate

ROMA – “Le dichiarazioni di Ryanair sono assolutamente importanti e occorre confrontarsi con la compagnia aerea irlandese. Personalmente mi associo alla richiesta al Governo di rivedere la decisione per ciò che riguarda non solo la Sardegna ma tutti gli Aeroporti delle aree disagiate del Paese”. Intervento sulla Ryanair anche da parte del senatore Silvio Lai che dà un visione differente rispetto le forti polemiche di queste ore.

“Occorre fare attenzione a non scatenare una guerra tra poveri per cui per salvare l’occupazione o il reddito dei lavoratori delle compagnie italiane acquistate da compagnie straniere, non si evitano gli esuberi e si perde in più occupazione generata dal sistema low cost. Oltretutto a pagare sono anche le economie più deboli di zone isolate e svantaggiate che possono crescere solo con un forte impatto turistico. Per questo chiediamo al Governo un surplus di riflessione perché si eviti che chiudendo una falla se ne aprano molte di più.

“In ogni caso rispetto alla mia Regione le affermazioni di Ryanair chiudono definitivamente ogni polemica, che oggi appare risibile, sul fatto che fosse la Regione Sardegna e la sua Giunta all’origine delle scelte di Ryanair. A questo punto viene invece confermato che le scelte della Giunta di cercare una soluzione concordata con l’Europa per fare passi solidi e indiscutibili nel rapporto con la compagnia irlandese sia l’unica strada percorribile. Ryanair d’altro canto deve prendere atto che ciò che rappresentava nel passato, una novità che ha cambiato la storia del trasporto aereo, oggi vede tutte le altre compagnie indisponibili a guardare dall’altra parte e pronte ad aggredire ogni forma non pienamente lecita di sussidio”.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

Entrate, ok dal Consiglio Regionale

CAGLIARI – La seduta statutaria, ai sensi dell’art.20 dello Statuto, si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con lo Schema di norme di attuazione n.4 relative all’art.8 dello Statuto speciale della Sardegna. Prima della discussione generale il consigliere Emilio Usula (Soberania-Indipendentzia), prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha affermato che «secondo i Rossomori e molte altre forze politiche di connotazione sardista merita il massimo dell’attenzione da parte del presidente della Regione e del presidente del Consiglio regionale un documento consultabile sul sito della Procura Cagliari che riporta le dichiarazioni del Procuratore generale Roberto Saieva rilasciate in occasione dell’aertura dell’anno giudiziario in Sardegna». In quella circostanza, ha ricordato Usula, l’alto magistrato ha detto in maniera «maldestra ed inopportuna» che alcuni delitti d’impeto «traggono origine da moventi che si radicano nella cultura agro-pastorale» così come nell’aumento delle rapine ai mezzi portavalori sarebbe «trasfuso l’istinto predatorio tipico della mentalità barbaricina che stava alla base dei dei sequestri di persona». A giudizio di Usula, si tratta di «concetti che trovano origine in uno sgradevole ed inaccettabile pregiudizio, perché non sardi siamo certamente portatori della cultura agropastorale ma non di un istinto predatorio, sono inoltre concetti pericolosi se espressi da luogo solenne come l’inaugurazione di un anno giudiziario». Il dr. Saieva, ha concluso Usula, «è persona degnissima ed abbiamo il massimo rispetto del ruolo ma, con queste argomentazioni, forse ha dimostrato la sua inadeguatezza a ricoprire una così alta funzione».

Successivamente il presidente ha dato la parola al consigliere Francesco Agus (Sel), presidente della commissione Autonomia e relatore dello Schema delle norme di attuazione. Nel suo intervento Agus ha osservato che, con il provvedimento in discussione, «arriva a parziale conclusione, attraverso un iter molto lungo, un processo rimasto sostanzialmente fermo per circa 10 anni con cui si doveva esercitare un diritto previsto dallo Statuto, mentre ora avremo a disposizione una «cassetta degli attrezzi» che ci consentirà di gestire le opportune modifiche ed assicurare un gettito fiscale maturato fin dal 2010». Anni che non sono stati a costo zero per la Sardegna, ha sottolineato Agus, «in termini di opportunità sprecate e costi dei servizi , ma ora ancora più necessarie in presenza del regime di pareggio di bilancio; lo Schema di norme di attuazione rappresenta comunque un tassello fondamentale frutto del lavoro della commissione paritetica e dello stesso Consiglio nella legislatura precedente, nel quadro di una interpretazione esaustiva del gettito fiscale riconosciuto alla Sardegna su molte voci». L’approvazione del provvedimento, ad avviso di Agus, «è un passo necessario, fermo restando che come hanno già fatto la prima e la terza commissione abbiamo alcune cose da dire in materia di agevolazioni fiscali e riserve erariali, così come esprimiamo alcune riserve sul passaggio a non meglio precisati “eventi temporanei ed imprevedibili”, con riferimento al contributo della Sardegna all’abbattimento del debito pubblico; secondo noi queste circostanze sono invece da precisare ma ora bisogna concludere l’iter del provvedimento e, da domani, progettare un nuovo rapporto con lo Stato a partire dalla costituzione Agenzia sarda delle entrate».

Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha messo l’accento sul fatto che «è vero che da oggi bisogna ripartire per un nuovo rapporto con lo Stato ma nel documento molti contenuti destano perplessità e, per noi, si tratta di una occasione persa per ottenere qualcosa di più, soprattutto se confrontati con quelli del 2010 e del 2012 che contenevano importanti opportunità ed una contabilizzazione veritiera ottenuta sulla base di ricorsi rivelatisi vincenti, che oggi invece non ci sono». Da questo momento, ha proseguito, «comincia un altro lungo iter che comporterà un altro rinvio e tempi lungi ed occorre vigilare perché questo non accada; va bene, inoltre, costituire la nuova Agenzia delle entrate ma a condizione di sapere come si coordinerà con questo schema che assegna la determinazione delle entrate allo Stato». Abbiamo poi dubbi, ha detto ancora la Zedda, sulla nostra piena compartecipazione al gettito delle imposte sul reddito delle società e sull’iva previsto dagli articoli 5 e 6, ed anche l’art.8 sulle accise ci pare una resa senza condizioni, così come è criticabile una posizione che sull’art.13 relativo al recupero dell’evasione non si rivendica nulla ed è un errore». Restano insomma, ha concluso il vice capogruppo di Forza Italia, «molti aspetti del documento ancora incerti, sia perché si dimenticano che le certezze precedenti derivavano da sentenze della Corte Costituzionale dopo ricorsi avviati dalla Regione, sia perché siamo d’accordo a partecipare al debito pubblico ma le riserve non devono essere indicate unilateralmente dallo Stato; mancano ancora circa 700 milioni per l’anno 2015 mentre i tagli sono confermati fino al 2018, l’indebitamento cresce ed arriva una nuova stangata fiscale, ci chiediamo per quali motivi dire sì ad uno Stato che non merita questa apertura di credito».

Il consigliere Gianfranco Congiu (Sdl) ha condiviso le argomentazioni del collega Agus, evidenziando che il testo contiene due parti essenziali, quella relativa agli articoli 1 e 2 ed il resto. Nei primi due articoli in particolare, ha rilevato Congiu, «c’è il punto di non ritorno della politica tributaria e sovranista di questa legislatura, che comunque è solo il primo passo di nuovo disegno che si definirà compiutamente solo con la costituzione dell’Agenzia sarda delle entrate; abbiamo lavorato a queste norme con la serenità di aver imboccato la strada giusta per attivare un vero processo di autodeterminazione». Il consigliere Michele Cossa (Riformatori) ha criticato quella che definito una «eccessiva timidezza nei confronti dello Stato su una serie di partite a cominciare dall’aver lasciato alla determinazione unilaterale dello Stato l’ammontare delle risorse da assegnare alla Sardegna, oltre alla rinuncia importante come quella sulle accise che per la Sardegna è tema strategico». Un tema, ha continuato, che secondo noi «viene riproposto in termini canonici cioè relativo solo ai prodotti consumati e non a quelli lavorati; la stessa timidezza che troviamo nella parte che riguarda i giochi con la vertenza chiusa a luglio 2014 forse troppo in fretta, e nella valutazione della leva fiscale come leva di sviluppo economico evitando le sanzioni per gli aiuti di Stato, mentre invece è una leva molto importante per la politica regionale». Per alcuni aspetti, ha poi commentato Cossa, «è addirittura comprensibile la diffidenza dello Stato a fronte di rivendicazioni che in realtà non danno segnali concreti di contenimento della spesa pubblica, perché come sappiamo, oltre all’aumento delle tasse, si stanno assumendo 130 persone (perfino ad Igea e Carbosulcis) mentre di altri 2000 lavoratori, appartenenti agli Enti locali, si sta decidendo il destino e, casomai, prima di acquisire nuove risorse umane, sarebbe stato giusto ricollocare il personale disponibile».(Af)

Dopo l’on. Cossa ha preso poi la parola l’on. Ignazio Locci (Forza Italia), che ha detto: “La discussione su queste norme di attuazione avviene dopo che la Regione si è dovuta accontentare di trecento milioni in meno dal Governo. Lo stesso assessore Paci ha parlato di recente di un problema di accantonamenti. Sono dunque evidenti le perplessità presenti nella legge di stabilità: è troppo forte la presenza dello Stato. Eppure le nuove competenze della Regione in materia di assistenza e non solo producono per noi maggiori spese che sono prive però di finanziamenti appositi da parte dello Stato. In parole povere, spetta a noi sostenere con le nostre risorse questi maggiori costi”. Per l’oratore “non possiamo reclamare solo diritti ma al tavolo con lo Stato dobbiamo far valere concretamente le nostre prerogative”. Secondo l’on. Salvatore Demontis (Pd) “resta la questione degli accantonamenti: 380 milioni di euro sono troppi ma sarà la Giunta a continuare a negoziare una misura più equa con il Governo. Non è il caso di ricorrere alla Corte Costituzionale, come sostiene il centrodestra”. L’on. Demontis ha ricostruito il rapporto di credito della Sardegna con lo Stato a partire dal 2004, separando tutte le partite delle entrate ed evidenziando in particola modo il credito Iva.

Ha poi preso la parola l’on. Marco Tedde (Forza Italia), secondo cui “sulla questione delle entrate il centrosinistra ha ben poco da gioire per i suoi risultati. Anche perché lo Stato nei rapporti con la Sardegna non usa il metro della leale collaborazione, come evidenziato anche dallo stesso presidente Pigliaru. Lo Stato è in una condizione di inadempimento denunciato e conclamato. A cominciare dal 2006, quando il presidente Soru disse di aver raggiunto un ottimo accordo col Governo Prodi e in realtà a parere nostro e di tanti sovranisti e autonomisti l’accordo con lo Stato sulla partita delle entrate non è stato proprio vantaggioso. Il governo Renzi non è diverso, prende in giro anche altre Regioni oltre la Sardegna. Bisogna sbattere i pugni sul tavolo e far capire che non siamo disposti a farci prendere in giro”. Per l’on. Franco Sabatini (Pd) questo è invece “un momento storico e un grande risultato per l’Isola al pari di altri che si sono succeduti negli anni. Queste norme di attuazione sono un passo davvero importante. In particolare, l’articolo 15 sulle riserve erariali apre scenari un tempo inimmaginabili. La norma consentono allo Stato la possibilità di aumentare le aliquote per una certa finalità, con lo scopo di concorrere ad abbattere il debito dello Stato. Anche nella manovra di bilancio 2016 sono iscritte queste risorse e in questo contesto l’articolo 15 prevede che il debito pubblico non sia un evento imprevedibile come quelli previsti nell’articolo 15. E in ogni caso le norme di attuazione, sotto il profilo della gerarchia delle fonti, hanno una forza costituzionale superiore alla legge di stabilità e a qualunque legge ordinaria. Anche questo fatto ci mette al sicuro da ogni rischio”.

Per conto del Psd’Az ha preso la parola l’on. Angelo Carta, che ha detto: “C’è molto da lavorare e nulla da festeggiare visto che fuori da quest’Aula i sardi aspettano soluzioni e invece queste norme di attuazione non risolvono i problemi. Intanto va detto che non ci sono nuove maggiori entrate e dobbiamo comunque ricordare che stiamo accettando dallo Stato che continui a riversarci le nostre quote di imposte, come e quando vorrà. Altro che agenzia sarda delle entrate, altro che sovranità fiscale: queste norme di attuazione svuotano definitivamente l’articolo 8 dello Statuto. Ci stiamo coricando perché qualcuno ci metta poi i piedi in testa e dal governo di Roma non possiamo aspettarci nulla di buono. Ci salverà non l’istinto predatorio ma quello di sopravvivenza”. L’on. Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, ha chiesto una sospensione dei lavori per chiedere la cancellazione della firma di un parlamentare del Pd, l’on. Francesco Sanna, sul testo e il presidente Ganau ha comunicato di aver ordinato la cancellazione della firma. Per l’on. Dedoni (Riformatori) “a nessuno sfugge quali sono i conti di questa vicenda e che da anni andiamo a Roma a pietire soldi che Roma non ci restituisce. Il risultato è che la Sardegna è impoverita e più di 600 milioni di euro ci sono sottratti ogni anno per accantonamento. Noi dobbiamo assistere uno Stato che non ci assiste quando ci serve, come nel caso dell’industria chimica. Volete che diciamo che va tutto bene?”.

E’ poi intervenuto l’on. Pietro Cocco, capogruppo del Pd, che ha parlato apertamente di “risultato straordinario per la nostra isola. Come si fa a dire che questo è un risultato improntato alla timidezza quando il presidente Pigliaru ha chiuso una vertenza che è rimasta aperta per dieci anni? Ci spettava vedere riconosciute queste risorse e finalmente le abbiamo concordate con lo Stato. Perché dite che non c’è leale collaborazione quando ci sono firme sui documenti ufficiali? Io non avrei mai chiesto di levare la firma di un rappresentante delle istituzioni, anche se prima di essere il presidente della commissione è un senatore eletto ed espressione di un partito. La stessa fiducia e lo stesso rispetto avrei avuto se quel senatore fosse appartenuto al centrodestra”. Ha preso poi la parola l’on. Pittalis, che ha meglio spiegato il perché della sua richiesta: “Se fossi al posto dell’on. Sanna mi vergognerei, perché è uno schema di decreto al ribasso che alla Sardegna non consente e non concede nulla. All’articolo 15 stiamo venendo meno ai nostri diritti sanciti dal nostro Statuto. Volete dire che questo è il massimo che si poteva ottenere da uno Stato con il quale non si può alzare mai la voce?”. L’oratore ha chiesto al presidente Ganau una breve sospensione per concordare con il resto dell’opposizione la posizione da prendere sullo schema di attuazione.

Il presidente del Consiglio ha quindi concesso la parola all’assessore del Bilancio, Raffaele Paci che da subito si è detto d’accordo con la minoranza circa l’assenza di atteggiamenti trionfalistici («li lasciamo quando i problemi seri della Sardegna saranno tutti risolti ma ci vuole tempo») ma si è detto però “sorpreso” per l’atteggiamento mostrato dalla minoranza nel corso del dibattito sviluppatosi in Aula tendente, in sintesi, a sminuire la portata del risultato raggiunto con lo schema di norma di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto. L’assessore ha quindi definito il documento all’attenzione del Consiglio “un passo importate per la chiusura della vertenza entrate” che per anni ha visto confrontarsi e contrapporsi la Regione con lo Stato. Il professor Paci ha ripercorso sommariamente l’iter della vertenza ed ha evidenziato il contenzioso ancora “aperto” (giochi, riserve erariali, Ires, redditi da capitale): «Lo Stato non li riconosceva nonostante la Regione abbia inserito le relative poste tra le voci del bilancio». «Abbiamo sempre rivendicato tali entrate – ha spiegato il membro dell’esecutivo regionale – e nonostante il bilancio parificato dalla Corte dei conti, quelle somme sono rimaste “residui attivi” perché lo Stato non liquidava le poste dovute alla Sardegna».

L’assessore ha quindi dichiarato con chiarezza che la Giunta sulla vertenza entrate è “partita dalla bozza di norma di attuazione del 2012 che non aveva completato il suo iter perché era nel frattempo intervenuta la sentenza della Corte costituzionale che riconosceva alla Regione sarda la quota parte delle entrate riferite ai giochi”. «Abbiamo raccolto il testimone a partire dalla sentenza del 2012 e abbiamo condotto una battaglia lunga e faticosa senza mostrare alcuna timidezza», ha spiegato Paci, «ed abbiamo ottenuto un grande risultato per la Sardegna dopo sei anni di battaglia». «Un altro passo avanti – ha proseguito l’assessore – che ci dà certezza sulle entrate e con l’articolo 2 dello schema introduce il riconoscimento diretto delle entrate come accade in Friuli e Trentino. Il delegato di Pigliaru per il Bilancio ha inoltre precisato che i termini “eventi eccezionali e imprevedibili”, contenuti nello schema, si riferiscono a eventi davvero straordinari come una guerra o terremoti devastanti, situazioni tali da non consentire i tempi per concertare con le Regioni.

«Ma non ci fermiamo qui – ha concluso Paci – e il prossimo obiettivo è un’intesa sull’ammontare degli accantonamenti che al momento non configurano un trattamento equo per la Sardegna». Il presidente Ganau, dando seguito alla richiesta del capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha quindi accordato una breve interruzione dei lavori ed alla ripresa ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno (Pietro Cocco e capigruppo maggioranza) che si conclude con l’espressione del “parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in materie di entrate della Regione” (N.4/XV/A). Il consigliere del gruppo Misto, Mario Floris (Uds) ha preannunciato il voto di astensione («la giunta regionale è riuscita ad ottenere il pagamento dei diritti acquisiti») ed ha evidenziato il permanere “di un problema politico, legato al rapporto tra le Giunte regionali e lo Stato”. «Serve una grande vertenza politica e non tecnica», ha concluso il consigliere della minoranza. La consigliere del Centro democratico, Anna Maria Busia (Sovranità, democrazia e lavoro) ha ricordato la proposta di legge n. 145 che prevede il rafforzamento del ruolo della Regione per la riscossione delle entrate. «Prendo atto dei passi avanti e dell’occasione che il Consiglio coglie con l’ordine del giorno odierno – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – ma sottolineo la criticità nel vedere la Regione che non ha voce in materia di accertamento delle entrate». Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente Ganau ha posto in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato con 29 favorevoli, 21 contrari e 2 astenuti e si è quindi passati al secondo punto all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Oppi: Mater Olbia al palo

CAGLIARI . “Resto sorpreso della reazione piccata dell’illuminato onorevole Gianpiero Scanu in merito ad una mia semplice constatazione dei fatti, che ribadisco: al Mater Olbia non è partita neanche la telemedicina così come avevano annunciato a partire dal primo dicembre 2015″. Cosi Giorgio Oppi consigliere regionale e leader storico dell’Udc che continua “a tal proposito allego la mia interpellanza in merito, indirizzata sia al presidente della Regione sia all’assessore della Sanità. In essa riaffermo che la domanda di autorizzazione per la telemedicina non è mai stata inoltrata e quindi assieme a tutta una serie di problematiche preesistenti, il solo avvio dell’ospedale di certo non potrà avere le tempistiche così imminenti come il suddetto “illuminato” va dicendo oramai da qualche anno. Ribadisco poi un concetto: non provo nessuna soddisfazione né godimento (anzi!) nel constatare che le promesse fatte su quest’ospedale ed i tappeti rossi che sia a Roma che in Sardegna alcuni si sono affrettati a stendere, ad oggi non sono stati ripagati con uguale moneta”.

“Voglio solo ricordare che il 2018 si avvicina rapidamente e i “250 posti letto in deroga” che il governo Renzi ha accordato alla regione Sardegna proprio per accreditare il nuovo ospedale privato di Olbia, una volta scaduti andranno a gravare il già pesantissimo bilancio della sanità sarda. Oppure come temo, il costo di quei posti letto, circa 54 milioni di euro all’anno, sarà ricavato dai tagli alla sanità privata sarda, procurando la morte per asfissia di tante imprese private che generano da sempre reddito e tributi nell’isola”.

“In conclusione, inviterei l’illuminato che parrebbe avere grandi entrature con i proprietari di questo ospedale, ad evitare altri proclami come quello dei 1000 ricercatori da assumere perché la cosa è a dir poco risibile, sia per il numero sia per i costi che avrebbero”.

Nella foto Giorgio Oppi

S.I.

Aerei, Ct1: Soru dà i numeri

CAGLIARI – “Basta con le bufale e i numeri fasulli. Soru impari a fare i conti”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni di Renato Soru sui costi della CT1. “Basta prendere i dati sui passeggeri di Cagliari, oltre 1 milione e 300 mila (+9,3%), e sommare quelli degli altri scali sardi per capire che la cifra sparata da Soru è totalmente sballata: 10, 20 volte superiore a quella reale. Soru sbaglia ancora una volta i conti, quando omette di ricordare i benefici”.

“Ogni turista spende circa 100 euro al giorno e si trattiene una media di 4 giorni: questo non solo produce benefici concreti per le imprese, ma anche per la casse pubbliche regionali nelle quali rientrano in termini di compartecipazione alle tasse cifre considerevoli (oltre 200 euro a turista), rifacendosi abbondantemente di buona parte dello sforzo sostenuto. I vantaggi sarebbero stati maggiori, se la Giunta Pigliaru non avesse cancellato la CT2, facendo perdere alla sola Cagliari 200 mila passeggeri in un anno. Il segretario del PD è comunque l’ultimo a poter parlare di costi, visto che è stato lui, firmando l’accordo con Prodi, a trasferire dallo Stato alla Sardegna l’onere di pagare la continuità aerea”. La sintesi di tutto ciò è che dove passa Soru non cresce più l’erba”.

Abbanoa: centrosinistra spaccato

CAGLIARI – “La decisa presa di posizione di 11 consiglieri regionali di maggioranza contro la proposta dell’assessore Maninchedda di una parziale privatizzazione di Abbanoa mette sotto un grigio cono di luce i rapporti fra Pigliaru e la sua maggioranza. E a nulla servono i dietrofront di Maninchedda e le dichiarazioni di Pigliaru tese a nebulizzare etere confermando la fiducia nel management”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“La frattura in maggioranza legata al futuro del gestore unico si somma alle delicate inchieste che coinvolgono i vertici di Abbanoa e alle sanzioni inflitte dall’Antitrust e complessivamente impongono una seria e approfondita riflessione sul futuro dell’ente e della gestione della risorsa acqua che costituisce il bene pubblico per eccellenza. L’ambito più adatto è il Consiglio regionale, dove tutte le forze politiche potranno esprimersi su una gestione dell’ente che presta il fianco a durissime critiche. Peraltro, Abbanoa sta investendo importanti risorse pubbliche per campagne pubblicitarie alla “Mulino bianco” tendenti a contrabbandare una immagine “familiare” e “buonista” di una società che, invece, dimostra assoluto cinismo nei confronti dei poveri cittadini tartassati”.

“Il Presidente Pigliaru a distanza di due anni dall’insediamento non ha ancora iniziato ad attuare il suo Programma nella parte in cui sottolinea la necessità di ricomporre “le fratture fra l’Autorità d’Ambito, il gestore unico Abbanoa, i comuni ed i cittadini”. Vogliamo discutere della proposta di privatizzazione, comprenderne i contenuti e capire se l’iniziativa va nell’interesse dei sardi e di una corretta ed economica gestione del servizio idrico integrato. Ma intendiamo anche discutere apertamente sull’adeguatezza del management la cui attività – ha concluso Tedde- è censurabile sotto molteplici aspetti”.