Sanità: è scontro Cappelli-Arru

CAGLIARI – Con riferimento a quanto scrive l’onorevole Roberto Capelli, l’assessorato della Sanità precisa quanto segue. Come sempre avvenuto, anche questa volta lo schema dei contratti per l’Ats è stato approvato dalla Giunta regionale. “I contratti del direttore generale, di quello sanitario e dell’amministrativo dell’Ats sono perfettamente aderenti alla normativa attuale e pregressa. Prevedono che le spese sostenute per gli spostamenti dalla residenza/dimora alla sede dell’Azienda siano a loro carico, mentre sono dovute esclusivamente le spese di viaggio, vitto e alloggio per le trasferte che rientrino nelle attività istituzionali, esattamente come previsto in tutti i precedenti contratti dal 2004 ad oggi”.

Il passaggio riportato da Capelli “Il trattamento economico è comprensivo delle spese sostenute per gli spostamenti dal luogo di residenza al luogo di svolgimento delle funzioni. Al direttore generale, per lo svolgimento delle attività inerenti le sue funzioni, spetta il rimborso delle spese di viaggio, vitto ed alloggio effettivamente sostenute e documentate, nei limiti e secondo le modalità stabilite per i dirigenti generali dello Stato di livello C”, è il comma 5 dell’art.1 DPCM 502/1995, soppresso nel 2001 per effetto delle modifiche del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31/05/2001, n. 319.

Nella foto Roberto Cappelli

S.I.

Latte, Coldiretti-Paci: proposte

CAGLIARI – Ieri il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba sono stati ricevuti dal vice presidente della Regione Raffaele Paci. L’incontro è stato convocato dalla presidenza della Regione in seguito alla lettera-appello di Coldiretti Sardegna di giovedì scorso, indirizzata al Governatore Pigliaru (ancora convalescente) per chiedere un intervento forte e straordinario della massima istituzione sarda nei confronti dei pastori che con il prezzo del latte sotto i 60 centesimi sono destinati a chiudere gli ovili, in quanto non si pagano neppure i costi di produzione. “Ringraziamo il vice presidente Paci perché cogliendo la gravità del momento, senza formalismi e con celerità ci ha convocato mostrando grande interesse alle istanze che abbiamo esposto nella lettera – dicono al termine della riunione i due dirigenti della Coldiretti -. Abbiamo inoltre apprezzato e condiviso il suo intento di convocare già nei prossimi giorni un tavolo che affronti e cerchi delle soluzioni rispetto al tema spinoso del prezzo del latte coinvolgendo tutti gli attori della filiera”.

Durante l’incontro “abbiamo ribadito la situazione drammatica che si sta vivendo negli ovili – ha raccontato il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – ricordando, come avevamo già fatto nella lettera, il percorso che ha portato a questo stato che vede protagonisti in negativo i trasformatori che con il loro bluff delle sovrapproduzioni di latte hanno portato alla perdita di 150milioni di euro per il comparto, che oggi si vogliono far ricadere sui pastori sottopagando il latte”. Ma l’incontro si è concentrato soprattutto sulle proposte che Coldiretti ha esposto “per consentire il salvataggio della stagione”. Una serie di iniziative frutto del contingente ma che cominceranno, se attuate anche a delineare un programma futuro per il comparto.
Oltre a chiedere lumi sullo stato della misura sul bando per gli indigenti che consentirà di togliere dal mercato un poco di Pecorino romano, i dirigenti della Coldiretti hanno chiesto un intervento diretto sul reddito dei pastori per compensare le perdite dovute ad un prezzo del latte cosi basso: “si potrebbe intervenire subito con il de minimis, stanziando 40 milioni di euro” ha detto il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba. “Abbiamo inoltre riportato all’attenzione della Regione il progetto del Consorzio di secondo livello che consentirebbe di dare maggior forza al mondo cooperativistico oggi in netta difficoltà. Una proposta semplice quanto pratica che porterebbe quella concorrenza da più parti auspicata. Si tratterebbe di aggregare in un unico consorzio tutte le cooperative che producono Pecorino romano, che vedrebbe in fase di start up la compartecipazione della Sfirs con propri fondi. In questo modo si unirebbe una parte oggi disaggregata che produce oltre il 60 per cento del Pecorino romano, consentendogli di esercitare e imprimere nel mercato la propria forza”. Coldiretti Sardegna, oltre a ribadire la necessità di avviare, anche se in ritardo, il prestito di conduzione, ha suggerito l’attivazione di una misura del Psrn (programma di sviluppo rurale nazionale). “Lo prevede il regolamento sullo sviluppo rurale per la gestione del rischio, comprese le crisi di mercato – ha evidenziato Battista Cualbu -: un fondo mutualistico per le compensazioni in caso di riduzione del reddito subito dall’azienda agricola”.

Inoltre è necessaria garantire la trasparenza nella filiera, come Coldiretti Sardegna va ripetendo da tempo. E per questo motivo hanno riproposto “l’attivazione di un’authority, di un osservatorio che monitori mensilmente le produzioni del latte. E’ impensabile lasciare in mano ad una sola parte del sistema i numeri del comparto. La loro condivisione è alla base di qualsiasi programmazione”. “Al vice presidente Paci – commenta il presidente della Coldiretti Sardegna – abbiamo con forza evidenziato che il clima in campagna è esplosivo, per questo sono necessarie da parte della Regione decisioni immediate che abbiano delle ricadute concrete sui produttori, perché a rischio non ci sono solo 10 mila famiglie ma l’intera economia della Sardegna”.

Nella foto una vecchia manifestazione della Coldiretti

S.I.

Nulvi violenta? Comune dice No

NULVI- L’Amministrazione comunale e il sindaco Antonello Cubaiu prendono posizione in riferimento ai recenti episodi – furto in casa di un cittadino nulvese disabile e in diverse attività commerciali del paese – a difesa di una comunità che merita di essere salvaguardata, che deve poter vivere e lavorare in sicurezza, che vuole preservare la sua immagine: perché il paese di Nulvi è un luogo tranquillo, e vuole continuare a esserlo. «Il momento è delicato. Un momento complesso, in cui il Paese Italia soffre il peso di una crisi che investe e spesso non lascia scampo. Un momento in cui la sofferenza si trasforma spesso in rabbia e, irrazionalmente, genera violenza e delinquenza. Un momento che però non può essere vissuto come un alibi, ed è per questo che violenza e delinquenza vanno condannati e combattuti, sempre, senza se e senza ma. Il furto, atto criminoso volto alla privazione e contemporaneamente alla violazione della casa, della privacy, della sicurezza della persona e di un’intera famiglia, ha recentemente trovato spazio sulle pagine della cronaca locale che quotidianamente racconta realtà come quella di Nulvi: giusto raccontare, giusto far conoscere e portare a evidenza”.

“Lavoratori e persino un disabile sono stati vittima di questa violenza, perpetrata con spietata lucidità nel silenzio. Non puntiamo il dito, non cerchiamo colpevoli, non facciamo dichiarazioni che possano essere strumentalizzate. Non riteniamo sia possibile pensare all’innescarsi del meccanismo di omertà che, in particolari situazioni, permea certi fatti: Nulvi è un paese di gente onesta, che lavora, che sa essere comunità e sa aiutare il prossimo. Come Amministrazione comunale, ma soprattutto come cittadini, figli, padri, madri, mariti e mogli, abbiamo il dovere di reagire e dire NO. Le risorse a disposizione dei Comuni, questo è noto, sono poche, ma l’Istituzione e le Istituzioni – a più livelli – stanno già lavorando perché la sicurezza possa essere garantita, a 360°.

“Come Amministrazione comunale parteciperemo a brevissimo a riunioni dedicate a questo tema tanto importante quanto scottante. Nel frattempo, in attesa di trovare l’auspicata, seppur difficile, soluzione al problema, ribadiamo il nostro NO fermo e convinto a violenza, delinquenza, furti e silenzio. Oggi più che mai vogliamo e dobbiamo essere comunità. Una comunità solidale che sa aiutare il prossimo, che sa essere onesta, che vuole essere onesta e che condanna, compatta, il fenomeno della violenza in tutte le sue forme”.

Nella foto il centro di Nulvi

S.I.

Prorogare caccia: sardi discriminati

CAGLIARI – “Che la Giunta regionale sia nemica dichiarata dei cacciatori sardi è un fatto ormai conclamato. Ma che si renda protagonista della più assurda delle discriminazioni nei loro confronti è inammissibile”. Questa la denuncia del consiglio regionale dei riformatori Michele Cossa, a proposito dell’imminente conclusione, fissata il 19 gennaio prossimo, della caccia a tordo, beccata e cesena. “Col discutibile pretesto di aspettare il pronunciamento del TAR, l’assessore della difesa dell’ambiente aveva stabilito quella data di chiusura, ma con l’impegno di rivedere la decisione. Ora però sta traccheggiando, aggiungendo un altro tassello alla guerra intrapresa sin dall’inizio contro il mondo venatorio sardo. Il risultato è che i cacciatori dell’Isola si trovano gravemente discriminati rispetto ai loro colleghi della Penisola, dove invece la caccia chiuderà il 31 gennaio. Una situazione inaccettabile, alla quale Spano deve porre immediatamente rimedio”, conclude Cossa.

Nella foto un cacciatore

S.I.

Crisi ovicaprino: Paci tranquillizza

CAGLIARI – “La Regione è pienamente consapevole e sta seguendo con la dovuta attenzione le difficoltà che stanno affrontando i produttori del comparto ovicaprino sardo in seguito al basso prezzo del latte e delle carni di agnello registrato in queste ultime settimane. Si tratta di un monitoraggio costante iniziato diversi mesi fa in cui più volte ci siamo incontrati con i diversi attori della filiera. Proprio perché tutti i portatori di interesse del mondo agropastorale potessero confrontarsi e condividere le migliori strategie avendo dalla loro uno strumento di pianificazione per il medio e lungo periodo, abbiamo lavorato per oltre un anno e mezzo per contribuire alla creazione dell’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo. L’Oilos, nata lo scorso 22 dicembre, è deputata a governare il settore facilitando le relazioni tra produttori e trasformatori con l’obiettivo di favorire lo sviluppo del comparto con ricadute positive per tutta filiera” dichiara il vice presidente Raffaele Paci. [Leggi].

Già nei giorni scorsi Paci aveva iniziato a prendere contatti informali con diversi soggetti per organizzare, a breve, un incontro con le parti coinvolte. “Siamo totalmente disponibili a un confrono con tutti i componenti della filiera già nella prossima settimana così da condividere le risposte più urgenti, utilizzando tutti i mezzi disponibili e inquadrati all’interno della normativa di libero mercato monitorata dall’UE. Alla luce dei numerosi incontri intercorsi tra Regione e comparto ovicaprino, promossi per dare stabilità e sicurezza a tutta la filiera, abbiamo creato lo strumento del “Pecorino bond”. Con lo stesso obiettivo, attraverso la Sfirs e l’Abi, abbiamo messo in campo interventi vantaggiosi, con tassi bassissimi, nel supportare i produttori nelle richieste di anticipazione dei finanziamenti comunitari attraverso le banche accreditate. Sul versante delle produzioni DOP ci siamo mossi, alcuni mesi fa, con il “Pegno Rotativo”, supportato con strumenti finanziari regionali, dove il trasformatore può ricevere un sostegno finanziario dalle banche mettendo a pegno le proprie riserve casearie collocate in locali di stagionatura o stoccaggio”.

“Un intervento sulla liquidità che nel medio periodo ha l’obiettivo di produrre vantaggi a cascata anche verso i produttori. Sui ritardi dei pagamenti comunitari dovuti da Agea, ormai intollerabili per le decine di migliaia di pastori e agricoltori sardi che attendono da mesi e mesi, ricordo che il presidente Francesco Pigliaru si è già attivato con il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali inviando, poche settimane fa, una lettera al ministro Maurizio Martina affinché sia garantita l’erogabilità costante delle risorse e il rispetto delle scadenze. Anche sotto questo aspetto non abbasseremo la guardia e continueremo a fare il nostro lavoro nelle sedi romane anche con maggior determinazione e insistenza” conclude Paci.

Nella foto l’assessore Paci

S.I.

Latte: Coldiretti scrive a Pigliaru

ALGHERO – Il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba, hanno inviato una lettera al presidente Pigliaru e ai Prefetti in cui si presenta il clima drammatico che si vive negli ovili sardi con il latte pagato dai trasformatori sotto i 60 centesimi. Situazione creata a causa proprio dei trasformatori che per circa un anno, hanno parlato di sovrapproduzione di latte, rivelatasi alla fine (come Coldiretti in solitaria diceva da tempo) falsa.

“In questo momento, purtroppo, – scrivono dalla Coldiretti – non c’è più tempo per cercare responsabili (ci sarà modo di riprendere il discorso in futuro) ma si chiedono al Presidente interventi immediati e concreti di sostegno diretto al reddito dei pastori e lo sblocco dei fondi del Psr, che consentano proprio ai produttori (gli unici senza colpa sui quali come sempre vengono fatte ricadere le inefficienze degli altri) di colmare le perdite dovute ad un prezzo del latte a cifre vergognose”

Gentile Presidente, la situazione del settore ovicaprino è oggi arrivata allo stallo. E’ ormai da un anno che abbiamo lanciato l’allarme sul pesante momento speculativo che si stava perpetrando alle spalle dei produttori di latte dell’isola. In quel momento abbiamo denunciato il fatto che ad un normale riallineamento della domanda all’offerta, si affiancavano voci ripetute ed ingiustificate di abnormi possibili produzioni di latte per via di una stagione invernale mite, tali da ipotizzare oltre 100 milioni di litri di latte ovino in più.

Tali dichiarazioni, che, noi da soli, solo con il conforto tecnico di una pubblicazione sui mass media del professore Giuseppe Pulina, abbiamo tentato di smentire, si sono poi rivelate una bufala. Ai 430 milioni di litri di latte che si prevedevano, la realtà dei fatti riporta per il 2016 a una produzione totale di latte lavorato in Sardegna sotto i 290 milioni di litri.

In quel caso abbiamo denunciato tutto, chiedendo garanzie di trasparenza insieme ai dati produttivi. In quel periodo è iniziato il percorso sull’interprofessione, fatto importante in un momento ancora positivo. Ma da subito abbiamo chiesto garanzie per tutti gli attori della filiera accompagnati da importanti interventi per la filiera: dal prestito di conduzione per evitare le “maledette” caparre, agli interventi di capitalizzazione del sistema cooperativo che, infatti, oggi è quello che soffre maggiormente il momento di crisi, essendo pesantemente sottocapitalizzato.

Nel frattempo, mentre la trasformazione non è riuscita a mettersi d’accordo ed ad arrestare la caduta del prezzo del Pecorino romano, si è continuato a dare le colpe dell’iperproduzione dello stesso formaggio al troppo latte, anche quando si sapeva che non vi era stata maggiore quantità di latte prodotto. Insomma la trasformazione sarda ha prodotto 356 mila quintali rispetto ai 300 mila del 2015 solo per paura che ci fosse troppo latte. Una paura letta da tutti gli attori del mercato, compresi i grandi compratori americani che quando hanno visto che il settore era in stallo hanno cominciato ad aumentare le pretese di sconto, portando il Pecorino romano a perdere 5 euro al chilo all’ingrosso nell’arco di un anno.

Noi siamo certi che un prezzo di 10 euro al chilo fosse difficilmente sostenibile dal mercato ma riteniamo anche che nessun intervento volontario di regolazione della produzione cosi come nessuna prudenza sulla gestione dei dati produttivi abbia portato ad una perdita stimabile per la filiera di circa 150 milioni di euro.

Ora, gentile Presidente, lo sa su chi si sta scaricando il rischio d’impresa della filiera? E chi pagherà le inefficienze di chi non è riuscito ad organizzarsi per evitare questo tracollo? I pastori. Come sempre. Infatti il prezzo del latte è passato da 1 euro di fine campagna 2015 ai 0,55 centesimi di euro di questa campagna.

Moltiplicando il differenziale di prezzo per il latte prodotto, cioè poco meno di 290 milioni, il conto è presto fatto: i pastori pagano la perdita dell’intera filiera di circa 150 milioni per una cifra pari a 130 milioni di euro.
Queste non sono favole. E’ quanto nel complesso perdono gli oltre 10 mila pastori della Sardegna. E’ per questo che chiedevamo un tavolo urgente sul prezzo del latte che non è mai stato convocato. E’ per questo che chiedevamo di interrompere il tavolo dell’interprofessione che, sino a che non si sarebbero chiariti bene i rapporti dentro la filiera, rischiava e rischia di diventare purtroppo un flop, soprattutto perché con un pagamento della materia prima a 55 centesimi di euro al litro (eccetto i pochi fortunati che hanno sottoscritto dei contratti a 80 ed 85 centesimi) moltissime aziende chiuderanno, dovendo sopportare perdite di ricavi eccessive, con un costo di produzione che si attesta nettamente al di sopra della remunerazione che si sta attualmente pagando.

Nonostante le nostre ripetute denunce in solitudine, solo ora altri, in modo assolutamente tardivo ed inadeguato, si accorgono dello stato di crisi del settore.

Oramai è tardi per correttivi o ripensamenti e non c’è neppure tempo per critiche e processi ai responsabili di questo sfascio (ci sarà tempo e modo per farlo). In ballo c’è (purtroppo senza enfasi) la sopravvivenza di un comparto, del quale conosciamo tutti l’importanza dal punto di vista economico, sociale, culturale e identitario.

Per evitarlo l’unica soluzione, in questo momento, è che si strutturino importanti sostegni diretti al reddito dei pastori, necessari per colmare queste perdite. Strada che non avremmo mai voluto chiedere perché i pastori della Sardegna sono dei veri e capaci imprenditori che non meritano di essere umiliati da un assistenzialismo inutile solo per colpa di chi si è dimostrato per l’ennesima volta incapace di programmare e organizzare il proprio lavoro, essendo abituato a privatizzare i profitti e socializzare i debiti, speculando e scaricando i problemi sull’anello più debole della filiera.

Ogni centesimo pubblico destinato al comparto dovrà avere una ricaduta certa e diretta sui pastori. Sarebbe un ulteriore schiaffo per i produttori e per i sardi tutti elargire solo un centesimo pubblico a chi chiuderà anche in tempo di crisi i bilanci in attivo perché lucra sulla propria filiera.

Le chiediamo inoltre un intervento straordinario per lo sblocco immediato dei fondi del Psr, con anticipi su indennità compensativa e su benessere animale, garantendo un filo di ossigeno e liquidità agli ovili.

In questo momento drammatico per le campagne sarde, la nostra massima Istituzione non può lasciare soli i suoi pastori, ma deve dare un segnale forte e concreto di vicinanza e sostegno, facendo intravedere uno spiraglio di luce e speranza ad un comparto che da tanto per la sua terra ma che spesso, soprattutto nei momenti difficili, non trova altrettanta solidarietà.

Nella foto un gregge di pecore

S.I.

Centro Matrice: pratiche a rischio

SASSARI – “In merito alla recente decisione del Tar che contesta la delibera del Consiglio Comunale del 2007, relativa all’ingrandimento del Centro Matrice e della successiva e conseguente determinazione dirigenziale, riteniamo quanto mai opportuno che l’Assessore all’Urbanistica venga ad informare tempestivamente la Commissione Urbanistica al fine di comunicare doverosamente gli effetti di questa sentenza e soprattutto per illustrare le possibili azioni cautelative da adottare al fine di salvaguardare tutti i possibili strumenti urbanistici adottati fino ad ora”. Cosi il consigliere di opposizione Manuel Alivesi riguardo la questione urbanistica riguardante Sassari e parte storica della città. “Riteniamo che la Commissione Urbanistica debba essere interessata quanto prima anche per permettere a tutti i Commissari di poter conferire ed apportare il proprio contributo al fine di partecipare all’individuazione delle migliori soluzioni al grave problema che si è manifestato”.

“Con preoccupazione prendiamo atto del fatto che ancora una volta fatti e notizie di grave e notevole importanza vengono apprese dalle colonne dei quotidiani locali, in particolar modo dalla Minoranza, ma in questo caso mi pare di capire anche da tutti i commissari e consiglieri anche di Maggioranza, pratica questa che riteniamo inopportuna per il rispetto del ruolo ricoperto da tutti i rappresentanti delle Istituzioni Cittadine. La delibera del TAR rischia infatti di trasformarsi in una vicenda molto negativa per lo sviluppo futuro della programmazione urbanistica della Città, mettendo in pericolo tutta la Pianificazione Territoriale costruita in molti anni”.

“Tra le altre cose esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il fatto che molte pratiche importanti, a seguito di questa sentenza, rischiano un grave blocco, fatto questo che potrebbe determinare ulteriori rallentamenti nella fase della ripresa cittadina, oltre a vanificare tutto il lavoro svolto fino ad oggi. Per tali ragioni chiediamo che venga convocata, con procedura d’urgenza, la Commissione Urbanistica del Comune di Sassari”.

Nella foto Manuel Alivesi

S.I.

Prezzo latte: sindaci coi pastori

ALGHERO – Stanno arrivando numerose e da tutti gli angoli della Sardegna le adesioni dei consigli comunali al Comitato di crisi del latte ovino. “Segno tangibile che i sindaci sentono la preoccupazione per i loro pastori che con il latte pagato meno di 60 centesimi saranno costretti a chiudere gli ovili” commenta Simone Cualbu presidente della Federazione Nuoro Ogliastra. “Una situazione esplosiva che presto potrebbe trasformarsi in un problema di ordine pubblico”.

Il Comitato di crisi è nato l’11 dicembre scorso a Nuoro durante un incontro tra la Coldiretti e i sindaci sardi. “Siamo stati lasciati soli dalla massima istituzione, la Regione, davanti al dramma del prezzo del latte – continua Alessandro Serra, direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra -. Nella lunga e dura vertenza per il prezzo del latte non hanno proferito parola”. Non hanno ritenuto opportuno prendere posizione su un bluff che è costato 100 milioni di euro al mercato del Pecorino Romano (i trasformatori dal gennaio scorso hanno ripetuto ai quattro venti che il prezzo del Pecorino romano sarebbe crollato per colpa della sovrapproduzione di latte. Parlavano di 100 milioni di litri di latte in più, mentre alla fine non se n’è munto un litro in più. Ma intanto il prezzo del Pecorino romano è sceso da circa 9,50 – 10 euro al kg a 6). Non hanno proferito parola quando a ottobre Coldiretti Sardegna ha lanciato l’allarme dei contratti a 50 centesimi e si continua sulla linea del silenzio adesso che gli stessi industriali fanno cartello e incuranti dei contratti a 80 e 85 centesimi di novembre, impongono il prezzo sotto i 60 centesimi. “Per questo – dice Serra – abbiamo convocato i sindaci, le sentinelle del territorio, che si ritroverebbero a dover gestire l’implosione degli ovili con tutte le conseguenze economiche e sociali che ne deriverebbero. Con loro a Nuoro abbiamo condiviso la preoccupazione per la situazione che si sta vivendo in campagna e deciso di unire le forze per mettere in campo una serie di iniziative, non escludendo di scendere in piazza”.

“Per questo abbiamo inviato a tutti i sindaci una bozza di delibera da portare nei Consigli comunali per aderire al Comitato di crisi – spiega Alessandro Serra -. In meno di un mese e con le festività natalizie in mezzo sono già oltre dieci nella sola nostra Federazione i Comuni che hanno aderito. Ma tanti altri sindaci ci hanno già dato la disponibilità e al primo consiglio comunale metteranno la delibera all’ordine del giorno”. “Le faremo pervenire al presidente Pigliaru – anticipa Simone Cualbu – unico interlocutore in assenza di assessore all’Agricoltura. A seguire chiederemo un incontro congiunto sindaci-Coldiretti al Governatore per presentare la situazione, divenuta critica, con i pastori sul piede di guerra”.

Nella foto una manifestazione della Coldiretti

S.I.

Sport: tagli dalla Giunta Pigliaru

CAGLIARI – Difficoltà per le trasferte, campionati a rischio e stipendi in forse per le squadre che militano nei campionati nazionali. La causa? Il mancato versamento dalla Regione dei contributi promessi all’inizio della stagione per il mondo dello sport isolano, con il dimezzamento dei finanziamenti alle compagini. Una situazione che riguarda le società di calcio a cinque, volley, basket, rugby, tennistavolo, hockey su prato e delle altre discipline sportive rappresentate nei campionati nazionali. Il consigliere regionale Edoardo Tocco di Forza Italia promette battaglia, sin dalla prossima riunione della commissione del parlamentino di via Roma.

“A stagione in corso è arrivata la comunicazione di un taglio consistente delle risorse previste per le compagini sportive isolane impegnate a livello nazionale – dice il rappresentante forzista – Un problema non indifferente che mette il bastone tra le ruote alla gestione di una società sportiva, perché la programmazione è stata attuata in base ai finanziamenti promessi!. Uno scenario imprevisto che rischia di mettere sul lastrico l’universo dello sport sardo: “Perché – conclude Tocco – con minori entrate le squadre saranno costrette a tagliare gli stipendi agli atleti, rinunciare alle trasferte e quindi mettere in forse lo svolgimento dei campionati. Una beffa per i sodalizi. Per questo sarebbe auspicabile un intervento forte del Coni per sollecitare la Regione al rispetto degli impegni presi con le società”.

S.I.

Vento e gelo: allerta meteo

CAGLIARI – Dalla Protezione civile sono stati emanati due avvisi per condizioni meteo avverse. Dal tramonto di domani, giovedì 5 gennaio 2017, e fino alla mattina di sabato 7 gennaio, sulla Sardegna nelle ore notturne e nel primo mattino si prevedono temperature diffusamente basse (2 o meno gradi), localmente anche molto basse (-3 o inferiori). Si prevedono estese gelate, con formazione di ghiaccio duro sulle sedi stradali, che presentino laminazioni d’acqua. Il secondo avviso, in allegato, è per venti e mareggiate dalla serata di oggi e fino al giorno dell’Epifania.

S.I.