Flop Finanziaria: dimissioni subito

CAGLIARI -. “Non ci si può nascondere dietro il dito del disguido tecnico, perché la sentenza della Corte Costituzionale è chiara: la Finanziaria 2016 è illegittima per un errore grossolano della giunta regionale”. Lo ha dichiarato Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che durante il dibattito in aula ha chiesto le dimissioni dell’assessore Paci. “Le dimissioni dovrebbero essere un atto dovuto – ha spiegato Pittalis-: in primo luogo, perché la Giunta ha ritirato tutti i ricorsi verso il Governo e quest’ultimo invece non ha fatto altrettanto, confermando un rapporto di sudditanza tra la prima e il secondo; in secondo luogo, perché la censura avviene proprio su quel punto, ovvero il pareggio di bilancio, che per mesi è stato ostentato come un fiore all’occhiello dalla giunta”.

Il capogruppo chiede chiarezza anche sugli effetti della sentenza: “Altre volte abbiamo sentito che tutto era a posto, tutto era chiarito e poi sono stati i sardi a subire le conseguenze degli errori e della polvere nascosta sotto il tappeto. Ad aggravare la situazione – sottolinea il forzista- vi è il fatto che la Sardegna non ha un bilancio neppure per il 2017. Ci troviamo dinanzi ad una situazione senza precedenti, gravissima sul piano politico e finanziario e – ha concluso Pittalis- le rassicurazioni senza assunzioni di responsabilità non fanno altro che aumentare la preoccupazione”.

Nella foto l’onorevole Pittalis

S.I.

Latte, La Base: ecco la soluzione

CAGLIARI – “Sulla crisi del settore agropastorale e lattiero casearia ci sono tante posizioni in campo che possono essere riassunte con la richiesta, condivisa da tutti, del ritiro dal mercato del Pecorino romano in eccesso”. Cosi il Movimento de La Bse sulla questione del settore ovicraprino.

“Ebbene, la proposta de La Base, quella sul prezzo politico del latte, per semplificare (visto che sull’argomento come al solito si fanno tante chiacchiere a vuoto senza conoscere l’argomento e soprattutto le normative) non fa altro che indicare lo strumento che consente di percorrere questa strada con delle ricadute per tutto la filiera (a cominciare dai pastori che sono quelli che più di tutti stanno soffrendo e pagando la crisi) ridando respiro al mercato”.

“Questo si può fare attraverso il Patto del latte tra trasformatori e pastori, come ci indica l’Europa. La Regione si impegna a ritirare il surplus di Pecorino romano al prezzo del latte con il quale è stato prodotto nella stagione 2015/16, mentre i trasformatori pagheranno il latte ai pastori a 80 centesimi. Con un contratto “collettivo” che impegni le parti”.

Nella foto gregge di pecore sarde

S.I.

Finanziaria, Paci: problema di tempi

CAGLIARI – “Avevamo già provveduto a sanare la situazione per garantire l’equilibrio di bilancio della Finanziaria 2016 e dunque erano già venute meno tutte le ragioni del contendere”. Lo dice l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci. Purtroppo c’è stato un problema di allineamento dei tempi: la nostra legge di variazione di bilancio, che garantisce appunto la sanatoria dell’unico punto tecnico impugnato dal governo, è stata promulgata il 5 dicembre, mentre la sentenza della Consulta, sebbene sia stata pubblicata oggi, è datata al 23 novembre scorso”.

“Eravamo consapevoli sin dal primo momento che il rilievo era meramente tecnico, ci siamo impegnati a fare la correzione contabile, come poi abbiamo puntualmente fatto, e perciò non c’eravamo neanche costituiti in giudizio. Quindi, nella legge 32 del 2016 (la variazione di bilancio) è stata data integrale copertura al disavanzo tecnico di 31 milioni contestato dal Governo. È utile comunque ribadire che la Finanziaria del 2016 non viene in alcun modo messa in discussione nella sua sostanza”.

Nella foto l’assessore Paci

S.I.

Caccia: verso chiusura il 29 gennaio

CAGLIARI – “La Sardegna, insieme con le altre regioni, ha già attivato ed ha tuttora in corso le interlocuzioni col Ministero dell’Ambiente finalizzate a sollecitare possibili soluzioni che uniformino le date di chiusura dei calendari venatori regionali”. Lo ha detto l’Assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, commentando la richiesta delle associazioni venatorie di riunire il Comitato Regionale Faunistico per posticipare al 29 gennaio la chiusura del calendario venatorio relativo alla caccia delle specie tordo, beccaccia e cesena.

In merito, l’Assessore ha aggiunto che il Ministro dell’Ambiente, con nota pervenuta lo scorso 9 gennaio, ha richiamato i presidenti delle regioni ad attenersi a quanto stabilito nelle Ordinanze del Consiglio di Stato che confermano la validità del parere di ISPRA e le date di chiusura del calendario. “Il mio impegno” prosegue l’Assessore “è quello di continuare a farmi parte attiva con il Ministero e quindi di comunicare con la massima sollecitudine alle associazioni venatorie e al comitato faunistico le risultanze delle interlocuzioni. Se tali risultanze contempleranno il posticipo della chiusura della caccia, procederò all’immediata convocazione del Comitato”.

Nella foto l’assessore Spano

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Soddu presidente del Cal

CAGLIARI – Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu è il nuovo presidente del Consiglio delle Autonomie Locali. Succede a Giuseppe Casti, ex sindaco di Carbonia. Soddu è stato eletto con 33 voti su 34 votanti al termine della seduta di insediamento del Cal presieduta dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. «Sono contento per questo grande incarico che mi avete voluto attribuire all’unanimità – ha detto Soddu al termine della votazione – credo che sia la più importante risposta da parte della politica e delle rappresentanze territoriali in un momento di crisi. E’ questo anche un segnale di speranza per le comunità amministrate chiamate a governare gravi difficoltà».

Soddu ha poi indicato la linea che intende seguire nel suo mandato: «Terrò conto delle necessità di tutti i territori da Santa Teresa a Teulada, da Orosei a Bosa. Cercherò di rispondere alle richieste che arrivano dalla zone più popolate e da quelle in via di spopolamento e che passano per ogni sensibilità politica. In questa direzione intendo portare avanti il mio mandato. Sono convinto che il Cal sia un organismo che ha necessità di un dialogo costante con Giunta e Consiglio ma che non deve aver paura di avere la schiena dritta quando si tratta di difendere le prerogative degli enti locali. Occorre ribaltare la filosofia nazionale ed europea che tende a schiacciare le autonomie locali senza considerare che sono quelle che erogano i servizi ai cittadini e ci mettono la faccia. Ringrazio tutti – ha concluso il neo presidente del Cal – oggi è stata data una grandissima e inedita prova di maturità politica. E’ il miglior regalo che si poteva fare per il 2017 alla Sardegna». Nella prossima seduta, che sarà convocata a domicilio, il Cal provvederà all’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza composto, oltre che dal presidente Soddu, da un vice presidente vicario e da 4 consiglieri.

Nella foto Andrea Soddu

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Buona Scuola: fallimento totale

CAGLIARI – “I dati riportati oggi dagli organi di stampa certificano il fallimento totale della Buona Scuola in Sardegna. I numeri dicono che ci troviamo di fronte a un disastro che sta consegnando all’incertezza migliaia di docenti, esasperati da un sistema che non li ascolta”. Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia Bruno Murgia. “Ancora oggi si segnalano ritardi nei risultati delle commissioni esaminatrici. Gli stessi insegnanti, bocciati in massa, lavorano come supplenti, in una situazione inspiegabile e paradossale. Dubito veramente che ci siano tanti insegnanti così poco preparati, penso invece che come sostengono gli stessi, ci sia stato un corto circuito nelle commissioni o comunque qualcosa che non va.” “Per questo motivo – prosegue Murgia – presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare al Ministro per avere una risposta concreta circa i termini della vicenda”.

Nella foto un incontro stampa di Fratelli d’Italia con anche il deputato Bruno Murgia

S.I.

Sanità: è scontro Cappelli-Arru

CAGLIARI – Con riferimento a quanto scrive l’onorevole Roberto Capelli, l’assessorato della Sanità precisa quanto segue. Come sempre avvenuto, anche questa volta lo schema dei contratti per l’Ats è stato approvato dalla Giunta regionale. “I contratti del direttore generale, di quello sanitario e dell’amministrativo dell’Ats sono perfettamente aderenti alla normativa attuale e pregressa. Prevedono che le spese sostenute per gli spostamenti dalla residenza/dimora alla sede dell’Azienda siano a loro carico, mentre sono dovute esclusivamente le spese di viaggio, vitto e alloggio per le trasferte che rientrino nelle attività istituzionali, esattamente come previsto in tutti i precedenti contratti dal 2004 ad oggi”.

Il passaggio riportato da Capelli “Il trattamento economico è comprensivo delle spese sostenute per gli spostamenti dal luogo di residenza al luogo di svolgimento delle funzioni. Al direttore generale, per lo svolgimento delle attività inerenti le sue funzioni, spetta il rimborso delle spese di viaggio, vitto ed alloggio effettivamente sostenute e documentate, nei limiti e secondo le modalità stabilite per i dirigenti generali dello Stato di livello C”, è il comma 5 dell’art.1 DPCM 502/1995, soppresso nel 2001 per effetto delle modifiche del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31/05/2001, n. 319.

Nella foto Roberto Cappelli

S.I.

Latte, Coldiretti-Paci: proposte

CAGLIARI – Ieri il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba sono stati ricevuti dal vice presidente della Regione Raffaele Paci. L’incontro è stato convocato dalla presidenza della Regione in seguito alla lettera-appello di Coldiretti Sardegna di giovedì scorso, indirizzata al Governatore Pigliaru (ancora convalescente) per chiedere un intervento forte e straordinario della massima istituzione sarda nei confronti dei pastori che con il prezzo del latte sotto i 60 centesimi sono destinati a chiudere gli ovili, in quanto non si pagano neppure i costi di produzione. “Ringraziamo il vice presidente Paci perché cogliendo la gravità del momento, senza formalismi e con celerità ci ha convocato mostrando grande interesse alle istanze che abbiamo esposto nella lettera – dicono al termine della riunione i due dirigenti della Coldiretti -. Abbiamo inoltre apprezzato e condiviso il suo intento di convocare già nei prossimi giorni un tavolo che affronti e cerchi delle soluzioni rispetto al tema spinoso del prezzo del latte coinvolgendo tutti gli attori della filiera”.

Durante l’incontro “abbiamo ribadito la situazione drammatica che si sta vivendo negli ovili – ha raccontato il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – ricordando, come avevamo già fatto nella lettera, il percorso che ha portato a questo stato che vede protagonisti in negativo i trasformatori che con il loro bluff delle sovrapproduzioni di latte hanno portato alla perdita di 150milioni di euro per il comparto, che oggi si vogliono far ricadere sui pastori sottopagando il latte”. Ma l’incontro si è concentrato soprattutto sulle proposte che Coldiretti ha esposto “per consentire il salvataggio della stagione”. Una serie di iniziative frutto del contingente ma che cominceranno, se attuate anche a delineare un programma futuro per il comparto.
Oltre a chiedere lumi sullo stato della misura sul bando per gli indigenti che consentirà di togliere dal mercato un poco di Pecorino romano, i dirigenti della Coldiretti hanno chiesto un intervento diretto sul reddito dei pastori per compensare le perdite dovute ad un prezzo del latte cosi basso: “si potrebbe intervenire subito con il de minimis, stanziando 40 milioni di euro” ha detto il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba. “Abbiamo inoltre riportato all’attenzione della Regione il progetto del Consorzio di secondo livello che consentirebbe di dare maggior forza al mondo cooperativistico oggi in netta difficoltà. Una proposta semplice quanto pratica che porterebbe quella concorrenza da più parti auspicata. Si tratterebbe di aggregare in un unico consorzio tutte le cooperative che producono Pecorino romano, che vedrebbe in fase di start up la compartecipazione della Sfirs con propri fondi. In questo modo si unirebbe una parte oggi disaggregata che produce oltre il 60 per cento del Pecorino romano, consentendogli di esercitare e imprimere nel mercato la propria forza”. Coldiretti Sardegna, oltre a ribadire la necessità di avviare, anche se in ritardo, il prestito di conduzione, ha suggerito l’attivazione di una misura del Psrn (programma di sviluppo rurale nazionale). “Lo prevede il regolamento sullo sviluppo rurale per la gestione del rischio, comprese le crisi di mercato – ha evidenziato Battista Cualbu -: un fondo mutualistico per le compensazioni in caso di riduzione del reddito subito dall’azienda agricola”.

Inoltre è necessaria garantire la trasparenza nella filiera, come Coldiretti Sardegna va ripetendo da tempo. E per questo motivo hanno riproposto “l’attivazione di un’authority, di un osservatorio che monitori mensilmente le produzioni del latte. E’ impensabile lasciare in mano ad una sola parte del sistema i numeri del comparto. La loro condivisione è alla base di qualsiasi programmazione”. “Al vice presidente Paci – commenta il presidente della Coldiretti Sardegna – abbiamo con forza evidenziato che il clima in campagna è esplosivo, per questo sono necessarie da parte della Regione decisioni immediate che abbiano delle ricadute concrete sui produttori, perché a rischio non ci sono solo 10 mila famiglie ma l’intera economia della Sardegna”.

Nella foto una vecchia manifestazione della Coldiretti

S.I.

Nulvi violenta? Comune dice No

NULVI- L’Amministrazione comunale e il sindaco Antonello Cubaiu prendono posizione in riferimento ai recenti episodi – furto in casa di un cittadino nulvese disabile e in diverse attività commerciali del paese – a difesa di una comunità che merita di essere salvaguardata, che deve poter vivere e lavorare in sicurezza, che vuole preservare la sua immagine: perché il paese di Nulvi è un luogo tranquillo, e vuole continuare a esserlo. «Il momento è delicato. Un momento complesso, in cui il Paese Italia soffre il peso di una crisi che investe e spesso non lascia scampo. Un momento in cui la sofferenza si trasforma spesso in rabbia e, irrazionalmente, genera violenza e delinquenza. Un momento che però non può essere vissuto come un alibi, ed è per questo che violenza e delinquenza vanno condannati e combattuti, sempre, senza se e senza ma. Il furto, atto criminoso volto alla privazione e contemporaneamente alla violazione della casa, della privacy, della sicurezza della persona e di un’intera famiglia, ha recentemente trovato spazio sulle pagine della cronaca locale che quotidianamente racconta realtà come quella di Nulvi: giusto raccontare, giusto far conoscere e portare a evidenza”.

“Lavoratori e persino un disabile sono stati vittima di questa violenza, perpetrata con spietata lucidità nel silenzio. Non puntiamo il dito, non cerchiamo colpevoli, non facciamo dichiarazioni che possano essere strumentalizzate. Non riteniamo sia possibile pensare all’innescarsi del meccanismo di omertà che, in particolari situazioni, permea certi fatti: Nulvi è un paese di gente onesta, che lavora, che sa essere comunità e sa aiutare il prossimo. Come Amministrazione comunale, ma soprattutto come cittadini, figli, padri, madri, mariti e mogli, abbiamo il dovere di reagire e dire NO. Le risorse a disposizione dei Comuni, questo è noto, sono poche, ma l’Istituzione e le Istituzioni – a più livelli – stanno già lavorando perché la sicurezza possa essere garantita, a 360°.

“Come Amministrazione comunale parteciperemo a brevissimo a riunioni dedicate a questo tema tanto importante quanto scottante. Nel frattempo, in attesa di trovare l’auspicata, seppur difficile, soluzione al problema, ribadiamo il nostro NO fermo e convinto a violenza, delinquenza, furti e silenzio. Oggi più che mai vogliamo e dobbiamo essere comunità. Una comunità solidale che sa aiutare il prossimo, che sa essere onesta, che vuole essere onesta e che condanna, compatta, il fenomeno della violenza in tutte le sue forme”.

Nella foto il centro di Nulvi

S.I.

Prorogare caccia: sardi discriminati

CAGLIARI – “Che la Giunta regionale sia nemica dichiarata dei cacciatori sardi è un fatto ormai conclamato. Ma che si renda protagonista della più assurda delle discriminazioni nei loro confronti è inammissibile”. Questa la denuncia del consiglio regionale dei riformatori Michele Cossa, a proposito dell’imminente conclusione, fissata il 19 gennaio prossimo, della caccia a tordo, beccata e cesena. “Col discutibile pretesto di aspettare il pronunciamento del TAR, l’assessore della difesa dell’ambiente aveva stabilito quella data di chiusura, ma con l’impegno di rivedere la decisione. Ora però sta traccheggiando, aggiungendo un altro tassello alla guerra intrapresa sin dall’inizio contro il mondo venatorio sardo. Il risultato è che i cacciatori dell’Isola si trovano gravemente discriminati rispetto ai loro colleghi della Penisola, dove invece la caccia chiuderà il 31 gennaio. Una situazione inaccettabile, alla quale Spano deve porre immediatamente rimedio”, conclude Cossa.

Nella foto un cacciatore

S.I.