G7 Trasporti: grande presa in giro

CAGLIARI – “Si è concluso da qualche giorno il summit del G7 trasporti ed è tempo di bilanci sull’operato di una classe dirigente subalterna e sempre più scollata dalla realtà e sempre meno interessata a risolvere le grandi questioni sociali che interessano l’isola. Sapevamo che il summit internazionale sui trasporti sarebbe stata l’ennesima vetrina per i potenti con nessuna vera intenzione di risolvere le criticità della Sardegna, sempre più isolata rispetto ai collegamenti esterni e attraversata da una rete stradale e ferroviaria del tutto inadeguata a soddisfare le esigenze di mobilità dei Sardi”. Cosi il Fronte Indipendentista Unidu sul vertice internazionale riguardante i trasporti.

“Oggi il nord e il sud dell’Isola sono collegati da una superstrada che per circa metà del suo tracciato si presenta in condizioni di manutenzione disastrose, creando per chiunque la percorre delle situazioni costanti di pericolo. Diverse sono le opere incompiute che impediscono gli spostamenti da una parte all’altra della Sardegna. Una su tutte la Sassari-Olbia, costellata di croci e di promesse di vari esponenti della classe politica centralista che si susseguono da circa un decennio tra arresti per mafia ed interruzioni dei lavori dovuti all’incapacità di portare a termine un’opera, giunta oggi ad appena metà del suo tracciato, nell’interesse della collettività. L’ultima promessa ci arriva proprio dal ministro Del Rio, che in occasione del summit, non ha trovato altri argomenti riguardanti i trasporti, il diritto alla mobilità e le pari opportunità da garantire alla Sardegna rispetto agli altri territori”.

“Nessuna valutazione sull’inefficiente rete ferroviaria sarda che si snoda quasi esclusivamente su monorotaia con treni (la maggior parte alimentati a gasolio) che non superano i 70km orari. Tali condizioni di disparità e arretratezza dovrebbero spalancare gli occhi dei sardi, specialmente quando la Regione annuncia investimenti per la realizzazione di progetti avveniristici come l’ipertunnel supersonico che dovrebbe collegare Cagliari a Bastia in venti minuti, salvo poi rendersi conto che i tempi di percorrenza della tratta ferroviaria Cagliari-Sassari, con l’impiego dei treni superveloci acquistati dalla Spagna, costati la bellezza di 78milioni di euro, sono di tre ore, con un risparmio di appena 20 minuti rispetto alle vecchie motrici”.

“Ricordiamo che, a partire dal 1956, secondo la semplice logica del profitto che considera secondaria la certezza dell’erogazione dei servizi per i cittadini, la progressiva chiusura di tratti di strada ferrata per il trasporto civile avrebbe richiesto un taglio dei costi in favore del trasporto su gomma considerato più economico, il quale non si è tradotto, però, in un miglioramento dei servizi. Ancora oggi, invece di grossi investimenti regionali in virtù di una maggiore popolazione sarda rispetto a quella di sessant’anni fa che risponderebbe ad un maggior bacino di utenza, assistiamo a diminuzioni di corse giornaliere, tagli sul personale, sparizione di collegamenti ferroviari, che contribuiscono paradossalmente allo spopolamento delle nostre comunità, al senso di isolamento e alla dispersione scolastica”.

“O ancora, l’annuncio, giunto il giorno precedente al summit, dell’investimento da 15 milioni di euro per la mobilità elettrica presentato in pompa magna da Pigliaru proprio all’apertura del G7, investimento che consentirà di realizzare un’infrastrutturazione diffusa per i veicoli elettrici. Ci sarebbe da rallegrarsi di simili iniziative se la Sardegna fosse dotata di un piano di infrastrutture tali da consentire di ottenere reali traguardi in termini di incentivo alla mobilità sostenibile ma, per come stanno oggi le cose, anche questa si presenta come l’ennesima operazione speculativa a danno dei sardi, i quali fra tre anni si ritroveranno opere inutilizzabili, sostituite da innovazioni più recenti, per il solo fatto che si impiegano milioni per avviare progetti che andrebbero realizzati dopo aver risolto le attuali criticità legate ad una sostanziale assenza di infrastrutture stradali e ferroviarie efficienti in tutta l’isola. È come se si volesse costruire una casa partendo dal tetto anziché dalle fondamenta. Un sistema affaristico collaudato dalla politica coloniale per favorire appalti e alimentare il sottobosco clientelare attraverso il quale negli anni il PD ha costruito il suo impero di potere”.

“I nostri politici non hanno perso occasione per mettersi in posa davanti a telecamere e fotografi, per conquistare il loro minuto di celebrità al fianco dei potenti della terra, ma non una sola richiesta di maggiori diritti e dignità è scaturita dalla loro bocca. Persino l’accordo tra Sardegna, Baleari e Corsica non è nient’altro che una richiesta di finanziamenti pubblici tesi ad assicurare un aumento del flusso di passeggeri in entrata nei periodi di bassa stagione. Nulla che possa, neppure in minima parte, risolvere le questioni legale alla mobilità dei sardi, i cui spostamenti sono resi difficili dall’assenza di collegamenti, dagli elevati costi dei trasporti marittimi e dalla riduzione delle tratte aree dopo il dimensionamento della compagnia irlandese Ryanair e il conseguente declino dell’aeroporto di Alghero, le cui conseguenze si ripercuotono sull’economia di tutto il nord ovest dell’Isola”.

Esplicativo il fatto che il summit si sia aperto a bordo della Tirrenia, una compagnia che ogni anno incassa 73 milioni di euro dallo Stato italiano senza assicurare alcuna continuità di collegamento. Si tratta di precise scelte politiche tese ad assicurare un regime di oligopolio per quanto concerne i trasporti marittimi e non devono sorprendere quindi gli annunci, puntualmente disattesi, di riduzione dei costi dei biglietti e di revisione dei contratti di servizio. L’armatore Onorato gode di un potere economico incontrastato e di appoggi politici consolidati, tanto da potersi concedere il lusso di ingannare e illudere i sardi attraverso proclami e promesse del tutto inattendibili, basti ricordare che l’anno scorso, nell’ambito dei lavori de “La Leopolda”, la kermesse renziana, aveva annunciato la riduzione del costo dei trasporti per i sardi, affermando che ci sarebbero state tratte navali al costo di 14 euro. Promessa puntualmente non mantenuta.

“La delicata questione dei trasporti sardi si lega agli interessi delle compagnie aree Meridiana e Alitalia. Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi anni ad opera dell’azione di governo del prof. Pigliaru e dell’assessore Deiana è stato un piano predeterminato che ha volutamente trascinato la Sardegna indietro di vent’anni, in una condizione di isolamento divenuta ormai insostenibile, allo scopo di intercettare i finanziamenti utili al salvataggio di Meridiana e Alitalia da parte degli sceicchi arabi. Operazioni politiche decise fuori dall’Isola ma a cui tutta la classe politica sarda si è allineata, esponendoci in tal modo ad una doppia dipendenza, quella dallo Stato italiano e quella degli sceicchi arabi, in particolare dei sovrani del Qatar i quali, in cambio di investimenti cospicui sui trasporti (oltre che sulla sanità), puntano a creare un impero immobiliare sulle coste del nord est dell’Isola”.

Il Fronte Indipendentista Unidu trae pertanto un bilancio negativo del G7 nella piena consapevolezza che non siano questi i contesti nei quali richiedere maggiore dignità e maggiore libertà di scelta e che i popoli e le Nazioni senza Stato come la Sardegna, debbano invece boicottare l’incontro dei potenti della Terra, i quali decidono abusivamente le sorti delle aree più povere e periferiche sulla base degli interessi egoistici delle aree più ricche ed influenti del globo”.

“L’attuale classe dirigente sarda ha ormai definitivamente abdicato al suo ruolo di rappresentanza del popolo sardo, ha fatto carta straccia di quel poco di autonomia concessa e si è posta completamente al servizio degli ordini impartiti da Roma, prestandosi ad una farsa che in Sardegna assume sempre di più i tratti di una tragicommedia. Il Fronte Indipendentista Unidu individua come decisiva, per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, l’acquisizione di pieni poteri che consentano di mettere in atto un concreto piano di infrastrutture indirizzate a creare le condizioni per una efficiente mobilità per tutti i suoi abitanti”.

Iglesias a fuoco: indagini e controlli

CAGLIARI – Massima attenzione anche oggi sul fronte incendi a causa delle alte temperature che sono attese sino a domani sera. Sotto controllo l’incendio divampato ieri a Iglesias, ora in fase bonifica. “Sono in corso le attività di indagini del Corpo forestale per accertare le cause del rogo e gli inquirenti stanno lavorando sull’ipotesi di pista colposa”, dichiara l’assessora con delega alla Protezione civile Donatella Spano che ieri ha fatto un sopralluogo insieme ai direttori regionali Graziano Nudda e Gavino Diana per incontrare il sindaco Emilio Gariazzo e le squadre impegnate nello spegnimento: la Protezione civile e i volontari, il Corpo forestale, l’Agenzia Forestas e i Vigili del Fuoco.

“Ringrazio tutti per il grande impegno, il senso di responsabilità e l’enorme professionalità di tutti – ha detto incontrando le forze in campo della macchina contro il fuoco -. Le organizzazioni di volontariato hanno lavorato al massimo, sempre con enorme generosità. Anche ieri si è data prova di grande sinergia fra tutte le forze in campo, locali, regionali e statali”.

Nella foto il vasto incendio che ha travolto la zona di Iglesias

S.I.

Regione, bando riuso per 10 fari

CAGLIARI – Dieci fari tra i più noti della Sardegna, in zone di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale e di grande potenzialità turistiche, saranno dati in locazione o in concessione per essere oggetto di interventi di restauro e riutilizzo. All’interno di una visione che promuove, in sinergia tra diversi livelli amministrativi e con il coinvolgimento dei privati, la piena valorizzazione degli immobili esistenti, la Regione e l’Agenzia del Demanio, per la prima volta in Italia, in un rapporto di proficua collaborazione, elaboreranno congiuntamente un bando che riguarderà ben 10 tra fari e stazioni semaforiche: 9 regionali e uno ancora in capo allo Stato.

“La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati. Siamo determinati a metterli a disposizione – ha concluso il presidente Pigliaru -, e nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”. La Giunta, su proposta dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu e di concerto con gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e del Turismo Barbara Argiolas, ha infatti dato mandato all’Assessorato degli Enti locali di stipulare un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio per la predisposizione e attuazione degli atti esecutivi del Progetto Orizzonte Fari, in attuazione del Programma integrato di valorizzazione dei compendi costieri, predisposto dalla Conservatoria delle Coste della Sardegna e approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 19/45 del 14 maggio 2013.

Il Programma integrato di valorizzazione include i seguenti fari e stazioni semaforiche:
vecchio faro di Razzoli (La Maddalena);
faro di Punta Filetto – Isola di Santa Maria (La Maddalena);
ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena);
ex faro di Capo d’Orso (Palau);
ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco);
ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena);
ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci);
ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura);
ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara);
faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato.

Il restauro degli edifici esistenti è consentito negli ambiti di paesaggio costieri. Eventuali modifiche alle disposizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali possono essere apportate attraverso specifiche varianti, anche per interventi di riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo degli immobili.
“La Regione possiede beni di grande valore e vogliamo metterli in grado di creare reddito ed occupazione”, spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di trasformarli spesso in ruderi abbandonati. Facciamo la nostra parte mettendoli a disposizione perché, nel rispetto delle regole, tornino a nuova vita e vengano resi produttivi. Siamo determinati ad andare avanti in questa direzione”, conclude il presidente PIgliaru. “Nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”.

“I fari e le stazioni semaforiche – sottolinea l’assessore Erriu – sono collocati in promontori o piccole isole, in zone dichiarate di pubblico interesse, talvolta all’interno di Parchi e riserve nazionali o regionali oppure di aree marine protette e di siti di interesse comunitario. Sono immobili di proprietà pubblica, dunque soggetti a vincolo storico-culturale. Anche le norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, nel riconoscere alla rete infrastrutturale storica la natura di bene identitario, ricomprendono fanali e fari, che devono essere oggetto di interventi di valorizzazione e riuso nel contesto dei circuiti di fruizione del paesaggio. Con il coinvolgimento degli imprenditori privati e delle amministrazioni locali su cui questi beni ricadono, valuteremo i progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Abbiamo voluto impostare un approccio unitario di questa materia, per costruire un circuito di fruizione dei paesaggi costieri in maniera integrata”, spiega Erriu. “Per questo motivo stipuleremo un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che di recentemente ha dato vita al Progetto Valore Paese Fari, il quale punta alla promozione di una rete nazionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo. Tale accordo consentirà di utilizzare un unico modello gestionale nella ricerca dei migliori aggiudicatari per una valorizzazione del patrimonio costiero inclusiva”.

“Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano –. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette”.

“Si tratta – dice l’assessora del Turismo Barbara Argiolas – di strutture inserite in scenari di grande pregio che avranno nuova vita e potranno essere valorizzate, sempre nel rispetto di quel modello di sviluppo sostenibile che questa amministrazione sta portando avanti. Riteniamo che questa seconda vita dei fari ci aiuterà a rendere più ampia anche la nostra offerta di qualità. In tutto il mondo le vecchie torri costiere di segnalazione, quelle ancora operative e quelle dismesse, sono sempre più spesso oggetto di riconversioni e soddisfano target di turisti sensibili alla salvaguardia del paesaggio e ad alta capacità di spesa.

Nella foto gli assessori della Giunta Pigliaru

S.I.

Dati Lavoro: è record disoccupazione

CAGLIARI – “Oltre a quello elettorale e referendario, c’è un dato che dovrebbe indurre il presidente della Regione a compiere una seria riflessione: quelli sul tasso di disoccupazione e sul numero di occupati, che sono i peggiori degli ultimi 25 anni”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna. “Al di là dei contorsionismi dell’assessore – prosegue il forzista- i dati Istat sul primo trimestre certificano un tasso di disoccupazione che arriva al 20,1 e il numero di occupati si ferma a 532 mila. Sono i dati – ha aggiunto Cappellacci-, nella loro oggettività, a smentire tre anni di propaganda, di fantomatiche politiche keynesiane e dell’illusione ottica che si possa creare lavoro snobbando l’impresa e mortificando i settori tradizionali della nostra economia. E’ ora – ha concluso Cappellacci- che i baroni del ‘rettorato magico’ di Pigliaru tornino a tenere lezioni e convegni”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Centrodestra trionfa: ora le primarie

CAGLIARI – “I Riformatori sono stati fondamentali in questa straordinaria vittoria, unico partito “sardo davvero” che non si è mai piegato alle lusinghe del centrosinistra. Le nostre liste hanno lavorato con una passione e un entusiasmo mai viste prima, mettendo una seria ipoteca sulle prossime elezioni regionali. Adesso avanti con le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Il nostro obiettivo è liberare la Sardegna dalla cappa opprimente del sistema di potere del PD e alla sua piccola politica disitruttiva di assistenzialismo e clientelismo. Ma soprattutto far ripartire la nostra Isola, restituire ai sardi speranza e prospettive.” Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

Siccità, scoppia la rivolta

CAGLIARI – Scoppia in Sardegna la prima protesta di pastori e agricoltori in ginocchio per la siccità che sono costretti a lasciare le campagne con i trattori per invadere le strade della regione. L’iniziativa è della Coldiretti che ha mobilitato 1500 agricoltori e pastori esasperati da una situazione insostenibile. Sono partiti da Ottana, Borone e Bivio Paulilatino Nord Paulilativo per convergere con mezzi agricoli ad Abbasanta, all’altezza del 120° km della SS 131 Carlo Felice. Pastori e agricoltori – sottolinea la Coldiretti – si scusano per i disagi per il blocco delle principali arterie della Sardegna, ma denunciano una realtà drammatica con coltivazioni distrutte e difficoltà ad alimentare gli animali.

Una mobilitazione senza precedenti per cercare di salvare le aziende e le greggi che rappresentano un patrimonio economico, occupazionale e ambientale insostituibile della Regione. La Coldiretti chiede interventi urgenti per garantire la sopravvivenza delle aziende messa anche a rischio dai prezzi troppo bassi pagati in campagna. A giugno nella prima decade – sottolinea la Coldiretti – in Sardegna è caduto il 40% di pioggia in meno con temperature superiori di 1,8 gradi la media del periodo, dopo mesi praticamente a secco: maggio (-95%), aprile (-71%) e marzo (-73%) secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ucea. Il risultato – conclude la Coldiretti – è la perdita del 40% delle produzioni agricole con la dichiarazione dello stato di emergenza per l’Isola.

Nella foto una manifestazione della Coldiretti

S.I.

Trasporti, Patto delle Isole

CAGLIARI – “Noi Presidenti della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Autonoma delle Isole Baleari e del Consiglio Esecutivo della Corsica, riaffermiamo il ruolo centrale delle Isole come attori strategici di sviluppo economico e inclusività. Apparteniamo all’Europa, siamo una risorsa e vogliamo dare un importante contributo nella costruzione di una nuova Europa post 2020. Il Mediterraneo costituisce uno spazio vitale per l’Europa e noi Regioni siamo essenziali per lo sviluppo. Tutte le politiche europee devono tener conto della insularità.”

Si apre così il documento firmato dai presidenti della Sardegna, Francesco Pigliaru, delle Baleari, Francina Armengol, e della Corsica, Gilles Simeoni, consegnato questa mattina al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio, che presiede il G7 Trasporti in corso a Cagliari. È un nuovo, significativo tassello del complesso lavoro che le tre regioni portano avanti insieme ormai da tempo con l’obiettivo di essere più forti nel dialogo con i singoli governi e con l’Unione europea: il superamento degli svantaggi causati dalla condizione geografica di insularità è l’unico modo per garantire alle isole pari opportunità con gli altri territori. “La discontinuità territoriale, che caratterizza le isole – si legge nel documento – comporta infatti svantaggi di natura economica, sociale e territoriale rispetto alle regioni continentali come riconosciuto dall’articolo 174 del Tfue” (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

“Per quanto riguarda, in particolare, le politiche di trasporto – si legge nel documento -, gli attuali strumenti previsti dalla normativa europea non danno adeguate risposte ai problemi legati all’insularità. Infatti, l’attuale regime in materia di finanziamenti pubblici non è sempre adatto a conseguire l’obiettivo di incrementare la mobilità, in particolare nell’interesse dei territori insulari. Le Isole non hanno mezzi di trasporto alternativi – continua il testo – rispetto a nave ed aereo, non hanno infrastrutture viarie e ferroviarie passanti da sfruttare e non hanno regioni confinanti con le quali fare sinergie.

Il confronto con i rispettivi Stati e con le Istituzioni europee portato avanti insieme dai tre Presidenti mira quindi a individuare e ottenere nuove forme complementari di incentivazione alla mobilità da e fra le regioni periferiche insulari. Ciò è fatto a partire da alcune prime proposte concrete inserite nel documento.
Si comincia dallo strumento del Mobility compact,
una forma di intervento per assicurare un aumento del flusso di passeggeri in entrata nei periodi di bassa stagione: è una forma di contratto con le compagnie aeree che si impegnano, dietro corrispettivo, a conseguire un obiettivo in termini di numero di passeggeri trasportati.

Il Governo locale o lo Stato opererebbero, quindi, come un investitore privato, valutando la redditività dell’investimento; tale redditività dovrà essere calcolata sulla base dell’aumento del gettito fiscale locale o statale, ad esempio l’IVA, generato dai turisti. Altro punto è il cosiddetto Metroaereo per estendere il principio di continuità territoriale, che attualmente esiste tra la Corsica e il continente francese, anche ai collegamenti tra le isole Corsica, Sardegna, Baleari e le penisole italiane e iberica favorendo una continuità territoriale “mediterranea”. Si prosegue con i Corridoi marittimi e la richiesta è di inserire anche le regioni insulari nelle grandi reti di trasporto europeo o, in alternativa, individuare nuovi strumenti giuridici e finanziari affinché le isole si possano interconnettere alle reti e i corridoi esistenti. Nel documento si sottolinea infine la necessità del superamento dei limiti collegati alle distanze chilometriche nell’ambito della cooperazione transfrontaliera, perché non venga applicato l’attuale limite massimo di 150 km.

Nella foto il tavolo col Ministro Delrio

S.I.

Forza Italia: chioschi sempre aperti

CAGLIARI – “I chioschi sulle spiagge isolane possono restare aperti tutto l’anno, in attesa che i Comuni possano approvare il piano di utilizzo dei litorali”. Così il consigliere regionale Edoardo Tocco, che interviene sulla possibilità che i centri rivieraschi possano concedere le autorizzazioni agli operatori economici che intendano avviare una struttura ricettiva a pochi passi dalla battigia.

“L’emendamento al disegno di legge in materia urbanistica – spiega – mira ad evitare lo smontaggio degli impianti, che diventerebbero così stagionali, in assenza di una previsione nello strumento edificatorio del Comune. Si danneggiano così gli imprenditori commerciali, costretti ad un enorme esborso di risorse per l’installazione e la successiva scomposizione delle strutture”. Vincoli che rischiano, di fatto, di imbrigliare un intero settore: <per scongiurare che gli operatori economici diventino vittime delle lungaggini per l’approvazione dei piani urbanistici e l’inserimento del disegno di utilizzo dei litorali. “Sono ancora pochissimi i Comuni che si sono dotati degli impianti con la localizzazione dei litorali. E in tanti centri costieri isolani non è concepibile avere delle strutture ricettive per i soli mesi estivi, la creazione di un’offerta extraestiva è decisiva per la crescita del comparto con una destagionalizzazione del turismo”.

Nella foto il ristorante-bar del Lazzaretto che era stato chiuso di recente e poi riaperto

S.I.

Chimica Verde, Wheeler dov’è?

PORTO TORRES – “La giunta Wheeler si pronunci sulla chimica verde”. Il Partito Sardo d’Azione di Porto Torres chiede che il sindaco del centro turritano faccia sentire la sua voce, e quella della sua giunta, su una questione di grande importanza per il territorio. “Un tema di grande attualità: la chimica verde torna ad essere discussa nei principali tavoli della politica nazionale e regionale. Il 26 maggio l’Ad di Eni Claudio Descalzi ha dichiarato pubblicamente la volontà di investire 300 milioni di euro nella “fase 3” della chimica verde a Porto Torres da inserire in un Accordo di programma quadro da sottoporre al governo entro il mese di luglio che vincoli l’azienda del cane a sei zampe rispetto agli impegni presi. Un progetto complessivo quello del protocollo d’intesa del 2011 di 1 miliardo e 200 milioni euro di cui 500 destinati al progetto Matrìca e 230milioni alla centrale cogenerativa a biomasse”.

Nella foto il congresso del Psd’Az

S.I.

Murgia cattiva maestra: forti critiche

ROMA – “Non basta un profilo culturale, anche di valore, perché espressioni cariche di violenza e di incitazione all’odio siano compatibili con il servizio pubblico”: un gruppo di senatori sardi ha scritto a Monica Maggioni e Mario Orfeo, presidente e direttore della Rai per stigmatizzare un post pubblicato questa mattina da Michela Murgia, scrittrice e giornalista e collaboratrice dell’Azienda di viale Mazzini.

“Non può passare inosservato – fanno rilevare i senatori Silvio Lai, Ignazio Angioni, Giuseppe Cucca, Luciano Uras – che una professionista come dovrebbe essere la signora Murgia, mentre svolge ruoli significativi e di grande visibilità all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo, che per antonomasia assolve a compiti culturali di formazione e coesione sociale, possa augurare, pubblicamente, sofferenza e solitudine, se non addirittura la morte ad alcune persone, anche particolarmente esposte per le funzioni pubbliche che esercitano”.

“Oggi si svolgono gli esami di maturità per migliaia di ragazze e ragazzi del nostro Paese. Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni, disse Eleanor Roosevelt. Aver avuto difficoltà a muoversi dall’Isola anche se per un evento particolarmente triste non autorizza certamente un uso violento delle parole. Difficoltà vere di vita di una comunità come quella isolana non autorizzano mai l’uso violento delle parole. Troppi cattivi maestri insegnano questo linguaggio ai giovani. È questo il messaggio che va mandato alle ragazze e ai ragazzi che oggi voltano pagina e dovranno immergersi in una prospettiva di vita diversa, fatta di sacrifici ma anche di fiducia verso gli altri e verso il futuro? Crediamo proprio di no ed è per questo che siamo rammaricati per quelle parole così brutali”

“Confidiamo che insieme a noi – concludono i senatori sardi – anche i vertici della Rai intendano stigmatizzare tale comportamento richiamando la signora Michela Murgia a contenere le sue esternazioni se non per civiltà almeno in un quadro di compatibilità con il servizio pubblico”.

Nella foto Michela Murgia

S.I.