In Sardegna la Febbre del Nilo

CAGLIARI – Un caso di West Nile Disease (febbre del Nilo occidentale) è stato diagnosticato in Sardegna. La persona colpita è una donna, ora ricoverata e sottoposta a terapia con immunodepressori per problemi neuroinvasivi. La signora si è sentita male il 25 luglio scorso, ieri sera è arrivata la conferma di WND, questa mattina si è riunita l’Unità di crisi, convocata nella sede dell’assessorato della Sanità che ha individuato le azioni di rafforzamento delle misure di contrasto e prevenzione, decise sulla base di norme già esistenti. Si tratta del primo caso di Febbre del Nilo registrato in Sardegna negli ultimi sei anni: la malattia è virale ed endemica nell’Isola, non è contagiosa ed è trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzara che abbia, a sua volta, punto un uccello infetto.

Scheda sulla WND. West Nile Disease (WND) o Febbre del Nilo Occidentale è una zoonosi (malattia trasmissibile dagli animali all’uomo) causata da un virus (un Arbovirus appartenente alla famiglia Flaviviridae). Il serbatoio naturale è rappresentato dagli uccelli selvatici (cornacchie, rapaci, uccelli migratori, etc.). Il virus è trasmesso da un animale all’altro (ed eventualmente all’uomo) tramite le zanzare (Culicidi) e può infettare uccelli, equini (raramente altri mammiferi) e uomo. Il virus è mantenuto dal ciclo di trasmissione zanzare-uccelli-zanzare, mentre il cavallo e l’uomo sono considerati ospiti “a fondo cieco” che possono trasmettere la malattia solo con modalità eccezionali (ad esempio trasfusioni di sangue).

Sia nell’uomo che negli animali l’infezione è per lo più asintomatica; tuttavia, forme gravi, caratterizzate da sintomatologia nervosa, possono essere osservate in alcuni casi sia negli uccelli che nei cavalli che nell’uomo. Nell’uomo, la principale via di trasmissione del virus è rappresentata dalla puntura di zanzara. Nella maggior parte dei casi, le persone infette non manifestano alcuna sintomatologia, mentre una piccola percentuale dei soggetti infetti presenta sintomi aspecifici quali febbre, cefalea, dolori muscolari, reattività linfonodale e rash cutanei (West Nile Fever), con decorso generalmente favorevole e guarigione in pochi giorni. In una minima percentuale di individui (meno dell’1%), in particolare in persone anziane e in soggetti immunodepressi, il virus può provocare gravi forme neurologiche (encefalite, meningite) che possono avere talvolta decorso fatale. Tuttavia, i soggetti infetti – anche se in forma asintomatica – possono comunque trasmettere l’infezione tramite la donazione e la trasfusione di sangue. Al momento, non esiste un vaccino per l’uomo, mentre è disponibile un vaccino per la protezione dei cavalli.

Il virus della WND è presente in tutta l’area del Mediterraneo, inclusa la Sardegna, in cui sono in vigore una serie di misure di sorveglianza, sulle zanzare, sugli animali e sull’uomo. E’, infatti, importante conoscere con precisione la reale diffusione del virus al fine di identificare aree a rischio in cui intensificare le misure di controllo e prevenzione basate soprattutto sulla lotta agli insetti vettori, la vaccinazione nei cavalli, e, nell’uomo, la protezione individuale contro le punture di zanzare – anche con insetto-repellenti – e le misure di prevenzione relative al rischio correlato alle trasfusioni di sangue. Nelle aree a circolazione virale il sangue dei donatori è sottoposto a test di screening per WNV. È inoltre prevista la sospensione delle donazioni di sangue per tutte le persone che hanno soggiornato almeno 24 ore nelle zone a rischio.

Che cosa fare per prevenire il virus?
Il modo più semplice e migliore per evitare il virus della Febbre del Nilo è prevenire le punture di zanzara. Come?
– Quando si è all’aperto, si possono utilizzare repellenti per insetti.
– Installare le zanzariere alle finestre e alle porte per tenere fuori le zanzare.
– Svuotare l’acqua stagnante dai vasi di fiori, secchi, copertoni e barili.
– Cambiare spesso l’acqua delle ciotole per animali in modo che non ristagni.
– Mantenere le piscine per bambini vuote, coprendole quando non vengono usate.
– Trattare regolarmente (ogni 15 giorni circa) i tombini e i pozzetti di sgrondo delle acque piovane, le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi.
– Verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite.
– Coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese.
– Eliminare da stabili e abitazioni, coprendole con reti, eventuali covatoi dove possono annidarsi volatili infetti (come i piccioni).

Bomba atto vile, ma stop migranti

CAGLIARI – “La bomba esplosa a Dorgali è un atto vile è intollerabile”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia. “Invitiamo, però, il partito democratico a non utilizzarla come una sorta di ombrello da aprire per eludere il dibattito e a non mettere sullo stesso piano un gesto incivile con il dissenso diffuso nelle comunità per una politica di immigrazione senza criteri e senza controlli che è sbagliata. Lo dimostra anche la vasta operazione contro la tratta di esseri umani avvenuta oggi nel nuorese. La condanna per l’attentato di Dorgali è unanime ma nessuno pensi, in nome di questo episodio, di mettere a tacere le voci che in maniera civile esprimono critiche o di derubricarle come strumentalizzazioni”.

“Le uniche strumentalizzazioni sono quelle di Renzi, passato in pochi giorni dalle prediche buoniste al motto di ‘aiutiamoli in casa loro’ e quelle di chi in questi anni ha tentato di dividere il mondo in buoni e cattivi, alimentando un sistema che somiglia sempre meno ad un modello di accoglienza e sempre più ad una macchina che tradisce il fine solidaristico per prestarsi alla tratta di persone. Questo sistema non funziona – ha concluso Cappellacci- ed è giusto e doveroso chiedere in maniera legittima e civile di rivederlo”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Vigili del Fuoco: arrivano i fondi

CAGLIARI – Questa sera, nella sede della Giunta a Villa Devoto, è stato siglato l’accordo fra Regione Sardegna e Ministero dell’Interno che ufficializza la convenzione con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco per la Campagna antincendio 2017. La cifra di risorse regionali è pari a 600mila euro: 430mila per lo straordinario lavorativo del personale impegnato nell’attività antincendi e 170mila per l’acquisto di idonei automezzi fuoristrada (che saranno oggetto di programmazione a seguito dell’approvazione del Disegno di Legge, di cui alla delibera n. 35/30 del 2017, da parte del Consiglio Regionale).

Alla firma erano presenti l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, il Prefetto di Cagliari, Tiziana Giovanna Costantino, il comandante del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, Gavino Diana, il direttore regionale dei Vigili del fuoco per la Sardegna, Massimiliano Gaddini, e su delega del direttore generale della Protezione civile regionale, Paola Botta, direttrice del Servizio Programmazione, affari giuridici e finanziari.

“La Regione, come negli anni passati, ha rinnovato la convenzione con il Corpo dei Vigili del Fuoco e ha mantenuto gli impegni presi – ha affermato l’assessora Spano -. Ringrazio tutte le forze in campo e proseguiamo con soddisfazione il rapporto di collaborazione e stima reciproca fra le strutture regionale e nazionale”. “Devo constatare che l’apparato antincendi della Regione è davvero notevole – ha dichiarato il Prefetto Costantino -. Devo dire che altrettanto importante può essere l’apporto dei Vigili del fuoco nella campagna antincendi e per questo motivo ci fa piacere che le risorse regionali stanziate siano le stesse del 2016”.

Nella foto l’assessore coi vertici del vigili del fuoco

S.I.

Attentato Dorgali. Pigliaru indignato

CAGLIARI – Attentato a Dorgali. Alle 2.30 circa della notte ignoti hanno fatto esplodere un ordigno di fronte a una porta del centro di accoglienza del comune del centro sardegna. L’esplosione ha distrutto completamente una porta e provocato ingenti danni a una parte della struttura. Se l’ordigno, piazzato all’esterno dell’edificio, dove sono ospiti 64 immigrati, fosse stato sistemato all’interno, avrebbe ucciso molte persone. I detriti sono volati a circa trenta metri e sul terreno è rimasta un’enorme voragine

“Un atto vile e inqualificabile, contrario ai principi e alle regole su cui si fonda la civile convivenza.” Così il presidente della Regione Francesco Pigliaru definisce l’attentato ai danni della struttura di Dorgali. “La Sardegna che conosce e mette in pratica il valore della legalità lo condanna fermamente”, prosegue il presidente Pigliaru. “La nostra isola ospita la sua parte di migranti, come tutte le regioni. La quota che ci spetta non deve essere superata, e ancora lo ribadiamo con fermezza. Ma ribadiamo anche che l’accoglienza è un dovere – conclude Francesco Pigliaru -, e per questo continuiamo a lavorare con impegno a un modello diffuso, in accordo con i territori, che è l’unico vero modo per garantire l’integrazione.”

Nella foto i carabinieri sul posto dell’attentato

S.I.

Sassari, Sanna ter: crisi infinita

SASSARI – “Non cambiano i suonatori e pertanto non cambierà nemmeno la musica. Dopo più di un mese e mezzo viene presentata in Consiglio Comunale una Giunta che è praticamente la stessa di quella precedente, cosi come sono gli stessi i problemi della Città”. Cosi Manuel Alivesi, Commissario Cittadino di Forza Italia, Capogruppo di Forza Italia, Consigliere Comunale di Sassari riguardo la crisi politica del Centrosinistra a Palazzo Ducale.

“L’unica cosa che, purtroppo, è cambiata è tutto il tempo sprecato e trascorso inutilmente ed inoperosamente.
La Giunta che viene presentata inoltre evidenzia ancora una grave carenza, ovvero la mancanza dell’assessore alla Cultura, segno questo del fatto che evidentemente la crisi finita non è. Difficile è pensare e credere che cio che non sono stati in grado di realizzare in oltre 3 anni, questo stesso Sindaco e questa stessa Giunta, saranno in grado di realizzarlo in meno di due anni di mandato”.

“Dopo oltre 3 anni sono ancora qui a parlare di “ex Mattatoio”, di “ex Cinema Astra”, di “Centro Intermodale”, di “nuovo Mattatoio” di Truncu Reale, di Fondi Jessica e di infrastrutture sportive. Tarda è l’ora evidentemente e nelle parole di Sindaco, nuovi Assessori e Consiglieri del P.D. c’è di tutto tranne che una cosa, ovvero le scuse verso la Città di Sassari, mortificata ed abbandonata dal Partito Democratico che è parte integrante e guida di una “accozzaglia” che nel 2014 ha convinto 43.000 sassaresi a credere in un progetto fallimentare. Concludiamo con un appello rivolto a quegli stessi 43.000 cittadini affinche non dimentichino e che al momento opportuno abbiano la memoria lunga”.

Nella foto Manuel Alivesi

S.I.

Abbanoa, fare chiarezza sui conti

CAGLIARI – In vista del bilancio che verrà discusso il 28, il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde ha chiesto con un’interrogazione di far luce sugli oltre 700 milioni di crediti inseriti in bilancio che Abbanoa vanta nei confronti degli utenti sardi, parte dei quali probabilmente non potranno essere incassati. “Un valore imponente per crediti verso gli utenti che Abbanoa rischia di perdere ed in parte ha già perduto a causa della lentezza con la quale vengono fatturati i consumi idrici. – ha dichiarato il consigliere regionale algherese – Ricevere oggi fatture che si riferiscono a consumi del 2006, 2007 e delle altre annualità prescritte, fa perdere tempo ai sardi che devono compilare moduli e carte per far valere la prescrizione e fa perdere risorse rilevanti ad Abbanoa”.

“Idem per le annualità non prescritte – precisa l’ex Sindaco di Alghero – che vengono spesso fatturate in un’unica soluzione creando disagi e gravi difficoltà finanziarie agli utenti e privano Abbanoa di risorse di cui avrebbe potuto disporre immediatamente, mano a mano che maturavano i relativi crediti. Con oltre 700 milioni di crediti non ancora incassati e 712.000 utenze distribuite sul territorio regionale, Abbanoa vanta un credito medio di circa 1.000 euro nei confronti di ciascuna famiglia isolana. Un dato che se rapportato alla popolazione sarda pari a circa 1.600.000 persone, fa emergere un debito di circa 450 euro che ciascun sardo (compresi i neonati) ha nei confronti di Abbanoa. Il dato non pare verosimile. Una società che vanta una mole di crediti così elevata non avrebbe bisogno di continue iniezioni di capitale. Ed invece, tra il 2013 ed il 2017, la Regione Sardegna ha dovuto rimpinguare il capitale di Abbanoa versando soldi dei sardi per una somma pari circa a 190 milioni di euro. In una situazione normale – attacca l’esponente di Forza Italia – come minimo il management sarebbe andato a casa e la compagine sociale avrebbe attivato azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori che negli ultimi anni si sono succeduti alla guida della società”.

“Continuiamo ad assistere, invece, ad uno spettacolo davvero deplorevole che vede i sardi letteralmente vessati dall’inefficienza e dall’incapacità dei vertici di Abbanoa. Mi auguro – conclude il rappresentante regionale azzurro della provincia di Sassari – che i Sindaci reagiscano alle inaccettabili bugie e soprusi perpetrati da Abbanoa e, soprattutto, che il Presidente Pigliaru, anche sulla scorta di quanto da me chiesto nell’interrogazione che mi accingo a depositare, voglia una volta per tutte intervenire a tutela dei sardi.”.

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Legge Turismo, caso hotel-migranti

CAGLIARI – “La notizia è che oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge che tutta la Sardegna del turismo aspettava da 33 anni. Finalmente abbiamo un Testo Unico che accorpa tante norme ed è adeguato ai tempi. Un emendamento frettoloso e approvato in modo improprio non va certo a rovinare tutto quello che c’è di buono: fin d’ora lavoriamo perché sia cancellato e sostituito”. Sono le parole del presidente Pigliaru sul Testo Unico in materia di Turismo approvato oggi dall’Aula e sull’emendamento che vieta alle strutture interessate l’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale nei cinque anni successivi alla concessione dei contributi. “I soldi per il turismo devono andare a sostenere l’attività turistica e quando le strutture fanno altro, che si tratti di migranti o di altre attività non strettamente turistiche, sorge un problema che va normato adeguatamente”, aggiunge Francesco Pigliaru in riferimento all’emendamento.

“Ma il tema è serio e non può e non deve essere affrontato con poche righe concentrate solo sul problema di persone nei confronti delle quali abbiamo il dovere dell’accoglienza, e in più passate con la modalità inaccettabile del voto segreto. Siamo consapevoli di dover superare il prima possibile la formula di accoglienza che trasforma, anche se temporaneamente, gli alberghi in strutture ricettive per i migranti: va sostituita con una modalità diffusa, in accordo con i Sindaci dei Comuni, per riuscire nel necessario percorso di integrazione. Ma è un passaggio graduale – conclude il presidente Pigliaru – che va affrontato con una normativa adeguata alla complessità del problema, cosa che ci impegniamo a presentare in breve tempo”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Treni, Sassari-Cagliari in due ore

CAGLIARI – Il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia è stato presentato stamattina alla stampa alla stazione ferroviaria di piazza Matteotti dal presidente Francesco Pigliaru, dall’assessore dei Trasporti Carlo Careddu e dall’amministratrice delegata di Trenitalia, Barbara Morgante. “Il nostro lavoro sul ferro va avanti: ci mettiamo tutto l’impegno, sin dal primo giorno, per far recuperare alla Sardegna il tempo perduto. E con questa prova di buona collaborazione agiamo sulla qualità del trasporto, per migliorare concretamente la qualità dei treni su cui le persone viaggiano”, ha detto il presidente Pigliaru. “Il livello di invecchiamento dei treni sarà drasticamente ridotto: l’età media – ha evidenziato Francesco Pigliaru – scende dagli oltre vent’anni a soli cinque, con tutto ciò che ne deriva in termini di modernità, confort, sicurezza. Ma dobbiamo anche aumentare la velocità”, ha proseguito il Presidente, ricordando che le 2 ore per il percorso Sassari-Cagliari e le 2 ore e un quarto per l’Olbia-Cagliari sono “un obiettivo di legislatura. Per questo, insieme al ministro Delrio, abbiamo disegnato gli investimenti per rendere la rete tecnologicamente adeguata: sono oltre 400 milioni le risorse del Patto che già stanno diventando azioni concrete. E poiché la tecnologia avanza rapidamente, non rendendo più sempre necessarie infrastrutture pesanti – ha sottolineato infine Francesco Pigliaru – sappiamo che per raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti serviranno meno risorse e meno tempo rispetto a quanto si era valutato in passato”.

“È un obiettivo fondamentale del programma di governo e della giunta Pigliaru – ha detto Careddu – per la prima volta la Regione negozia in proprio la gestione del servizio con Trenitalia facendosi carico delle competenze prima in capo allo Stato. I pilastri fondamentali dell’accordo riguardano il miglioramento della qualità, il rinnovo del parco rotabile, l’adeguamento degli impianti di manutenzione e dei servizi tecnologici. Sono quindi previsti un sistema di monitoraggio e obiettivi precisi a tutela del diritto dei sardi alla mobilità”. Queste le cifre: il corrispettivo annuo riconosciuto a Trenitalia per il 2017 è pari a 43 milioni di euro, dei quali, 40 di risorse statali e 3 milioni di fondi regionali. In totale, per tutti i nove anni, è previsto uno stanziamento di circa 396 milioni di euro e un valore economico complessivo di 513 milioni, compresi i ricavi. Impegno della Regione. Il contratto è pienamente in linea con il più generale impegno della Giunta Pigliaru verso il riconoscimento del ruolo centrale delle ferrovie nel sistema di trasporto pubblico locale regionale e fa seguito concretamente al programma di interventi firmato con il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio a novembre scorso, a fronte di un investimento superiore a 400 milioni di euro. L’investimento, che riguarda la dorsale e la rete principale, faciliterà di conseguenza tutti i collegamenti e permetterà maggiore efficienza nel trasporto pubblico locale.

Nuovi treni. L’atto amministrativo è anche frutto di una trattativa durata oltre un anno, regolata da un protocollo d’intesa e per la prima volta condotta dalla Regione, attraverso il supporto di un advisor, che ha potuto esigere regole più certe e favorevoli ai sardi e importanti investimenti per un totale di 123,4 milioni di euro (114 sostenuti da Trenitalia in autofinanziamento e 9,4 dalla Regione). Di questi, 87,7 milioni sono destinati all’acquisto di 18 nuovi treni diesel, 10 del tipo ‘Swing’, che saranno consegnati da dicembre 2018 e nel 2019, e 8 treni, di nuova concezione e di maggiore capacità, che saranno consegnati nel 2020 e nel 2021. Si aggiungono anche due ‘Minuetti’ Alstom che da oggi fanno parte della flotta sarda. Al rinnovo delle macchine esistenti sono quindi destinati 29,7 milioni mentre i restanti sei milioni serviranno all’adeguamento degli impianti di manutenzione di Cagliari e di Sassari e dei sistemi tecnologici ed informatici. La disponibilità di nuovi finanziamenti statali potrebbe inoltre incidere sul rinnovo del materiale rotabile portando ulteriori miglioramenti.

Più chilometri/anno. La produzione chilometrica costante sarà di 3.750.000, tenuto conto che Trenitalia, mantenendo invariati i costi di processo, si impegna a incrementare la produttività del 20 per cento in termini di km per addetto. La società di gestione del trasporto ferroviario dovrà inoltre porre le condizioni per far crescere i ricavi derivati dal traffico mediamente dello 0,2 per cento all’anno, sia contrastando l’evasione sia aumentando il numero di viaggiatori. Le tariffe potranno essere aumentate solo a seguito dell’immissione in servizio dei nuovi treni. Disposto anche il potenziamento dei self service e dei punti vendita abilitati a fronte di una diminuzione delle biglietterie.

Controllo qualità e penali. Il nuovo contratto prevede specifici meccanismi di controllo sulla qualità del servizio e sull’andamento dei costi. Riguardo al primo punto, la Regione impone standard misurabili e crescenti negli anni: tra questi, affidabilità (soppressioni e puntualità), funzionamento dei dispositivi di bordo, il comfort, l’accesso al treno da parte delle persone a ridotta mobilità, informazione sul treno e a terra, pulizia esterna e interna del materiale rotabile, disponibilità della rete di vendita, rispetto delle composizioni programmate, rapporti con i viaggiatori (reclami e indennizzi), trasmissione di dati e report alla Regione per il monitoraggio e la gestione amministrativa del contratto, tempi di consegna dei nuovi treni e monitoraggio dell’uso dei convogli di proprietà regionale, efficacia (incremento dei viaggiatori trasportati) ed efficienza (produttività per addetto). Quindi sono state introdotte le penali anche per la pulizia e il comfort del treno e la comunicazione a bordo e a terra per un totale di 26 indicatori. Gli indici di puntualità e di soppressione e la relativa penale saranno calcolati mensilmente e non più annualmente. Tutto ciò prevede l’attivazione di un sistema strutturato di monitoraggio e di ispezioni e la piena applicazione delle norme a tutela dei viaggiatori.

Costi monitorati. La Regione eserciterà il controllo anche sui costi del servizio e sui ricavi annuali, prevedendo penali nel caso in cui non si raggiungano gli obiettivi di efficienza. Nel rispetto della normativa europea e delle regolazioni dell’Autorità di regolazione dei Trasporti, nel contratto di servizio si chiede che, al termine di ogni anno, i risultati economici consuntivi siano confrontati con il Piano economico finanziario e, al più tardi ogni tre anni, siano effettuati i conguagli necessari. È stata inoltre definita una chiara ripartizione delle responsabilità ponendo in capo all’azienda una percentuale di rischio legata all’utile ad essa attribuito: in sintesi, la Regione integrerà il corrispettivo se i costi cresceranno entro il limite dell’inflazione reale, mentre ulteriori incrementi saranno a carico dell’azienda; se invece i costi diminuiranno, Trenitalia restituirà risorse alla Regione.

Nella foto la conferenza stampa del presidente Pigliaru

S.I.

Legge Turismo: confusa e insufficiente

CAGLIARI – “Una legge insufficiente, ma che ha il merito di tentare di mettere al passo con i tempi la obsoleta normativa in materia di turismo.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’approvazione del testo unico sul turismo approvato oggi dal Consiglio regionale. “Una legge che deriva dalla fusione di 14 proposte, 2 delle quali di Forza Italia, che sconta anche le difficoltà di mediazione fra sensibilità politiche diverse e spesso distanti”.

“Ma non è possibile -denuncia l’ex sindaco di Alghero- pensare di fare turismo in un’isola senza poter fare arrivare i turisti. E’ evidente che le politiche dei trasporti in questa legislatura sono state del tutto inadeguate. Il fallimento del bando della CT1, la rinuncia alla CT2, il mancato varo del piano di incentivi al low cost hanno prodotto danni difficilmente quantificabili e risarcibili. Solo l’aeroporto di Alghero ha perso nel 2016 340 mila passeggeri. Ed è altrettanto difficile fare turismo senza una legge urbanistica coraggiosa che dia la possibilità alle strutture ricettive, specie quelle sulle coste, di poter adeguare i propri servizi e la propria offerta agli standard internazionali”.

“Legge urbanistica il cui iter è stato bloccato dalle liti all’interno del centrosinistra sardo. Credo sia necessario uno sforzo corale per fare un immediato “tagliando” alla legge, facendo sedere attorno ad un tavolo le imprese turistiche e la politica sarda, al fine di riqualificare nel breve termine l’articolato. A margine,-chiude Tedde- stigmatizziamo l’atteggiamento poco democratico e autoritario di alcuni esponenti del centrosinistra che con frasi offensive hanno attaccato il voto favorevole dell’aula su un emendamento di FI che correttamente puntava ad escludere da incentivi finanziari le strutture che accolgono migranti.

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Crisi pastorizia: è ancora battaglia

CAGLIARI – “Mentre il mondo dei pastori è disperato alla ricerca di un sostegno che possa tenere in vita il settore, tra un discorso e l’altro, in cui si discute l’entità di denari che la Regione Sardegna deve erogare, c’è chi dorme sonni tranquilli. E’ chi ha causato la crisi, chi non è riuscito a governare il sistema dei formaggi, o chi ci ha speculato sopra, mai fornendo dati produttivi o sostenendo sovrapproduzioni di latte mai esistite. Insomma, non più sardi contro i sardi ma pastori contro pastori si! E’ questo che qualcuno vuole? Noi non ci stiamo! Tanto poi i pastori si faranno pagare dalla Regione che li riconoscerà come assistiti o rompiballe”. Cosi da Coldiretti Sardegna sulla grave crisi del comporto che continua a soffrire diverse problematiche.

“Nel frattempo speculatori e altri trasformatori, incapaci di governare il sistema, dormono sonni tranquilli! Perché non è colpa loro l’aver prodotto 100 mila quintali di Pecorino in più; non è colpa loro non aver rispettato e attuato la programmazione produttiva; non è colpa loro aver perso oltre 500 euro a quintale nel mercato in un anno; non è colpa loro se non hanno utilizzato gli strumenti finanziari (Pecorino bond, Pegno rotativo) messi a disposizione dalla Regione; non è colpa loro se non mettono a disposizione i dati produttivi! Non è colpa loro!! Capito? È sempre colpa dei pastori e della Regione”.

“E noi tutti, pastori e sostenitori del mondo pastorale, insieme a menti illustri pronte ad avere giudizi e soluzioni, ci caschiamo sempre! E da oltre un anno che Coldiretti in completa solitudine ha denunciato cosa stava accadendo nel sistema e chi già da marzo 2016 alimentava la bufala della sovrapproduzione di latte: a maggio 2016 con la manifestazione sulla superstrada di Nuoro; a settembre 2016 a Banari durante il faccia a faccia con “I Fratelli Pinna”; a ottobre lasciando l’Oilos perché ritenevamo urgente parlare di latte a 50 centesimi; a fine ottobre denunciando la falsità dei dati produttivi “sparati” senza controllo; a febbraio 2017 con la manifestazione di Cagliari; a giugno 2017 ad Abbasanta”.

“In tutto questo c’è certamente un grave ritardo Istituzionale che ha fatto ricadere sui pastori le responsabilità altrui. Ora è sacrosanto il diritto di manifestare di tutti i pastori, nessuno escluso, ma vogliamo evitare di ricadere in un errore: perdere ulteriore tempo perché abbiamo la necessità di ottenere risposte subito. Il 2 agosto il Consiglio regionale sarà chiuso, seguirà la chiusura estiva: tutto questo non garantisce risposte immediate. Ad oggi è invece urgente procedere con liquidità sia per la crisi del latte che la pesantissima siccità”.

“Noi chiediamo a tutti, nessuno escluso, di aiutarci a bloccare gli ingressi in Sardegna da tutti i porti dell’isola prima della fine di luglio chiedendo i sostegni necessari immediatamente al Consiglio Regionale. Coldiretti occuperà il porto di Olbia: chiediamo che insieme si possano occupare anche gli altri porti in modo da sensibilizzare la politica Regionale rispetto alla propria responsabilità nei tempi necessari a far giungere al governo nazionale la richiesta di fondi straordinari per la siccità da destinare alla Sardegna. Alla Regione Sardegna chiediamo poi di richiamare alla responsabilità chi è stato la reale causa della perdita nel mercato di 150 milioni di euro in un anno, generando maggiori costi pubblici per la Regione Sardegna di oltre 30 milioni di euro. Come sempre siamo pronti a essere in prima linea per qualsiasi denuncia serva a porre fine ad un “regime” che da troppi anni domina sui pastori, trattandoci come servi. Giovedì mattina, dalle 6 saremo al porto di Olbia. Questa è la battaglia di Coldiretti Sardegna”.

Nella foto una recente manifestazione a Cagliari

S.I.