Flop Continuità, Pigliaru sugli scudi

CAGLIARI – “I sardi sono cittadini dell’Unione Europea e hanno lo stesso diritto degli altri alla mobilità: è una questione di pari opportunità ed è la pretesa, che riteniamo del tutto legittima, su cui si basa il nostro disegno di Continuità territoriale”, dichiara il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “L’attuale CT si è dimostrata inadeguata a garantire tale diritto ed è per questo che la nostra proposta prevede più voli e più posti a disposizione rispetto a quanto sia stato fatto sinora. Chiunque abiti in Sardegna sa perfettamente che il trasporto aereo è il nostro ponte con il resto del mondo, la connessione essenziale da cui dipende la nostra possibilità di spostarci. Gli aerei sono per noi, che viviamo su un’isola periferica, ciò che per altri è l’alta velocità: subire vincoli ingiusti sulla mobilità aerea è forse lo svantaggio principale conseguente a una non riconosciuta condizione di insularità”.

“Noi lo sappiamo, ma deve prenderne atto anche l’Europa. Siamo impegnati fin dal primo giorno nel confronto sull’insularità e alcune cose le abbiamo ottenute, come dimostrano i 3 miliardi di risorse del Patto – prosegue Francesco Pigliaru – e continuiamo a adoperarci su tutti i fronti perché le nostre richieste, sulle quali abbiamo ottenuto condivisione da parte del Ministro Delrio proprio in occasione del G7 Trasporti, vengano accolte in Europa. Le interlocuzioni vanno avanti e gli uffici dell’Assessorato, che lavorano a pieno regime, forniranno tutti gli approfondimenti richiesti. Ma non permetteremo che venga negato il nostro diritto alla mobilità, punto essenziale della questione insularità: è la grande battaglia che ci riguarda tutti – conclude il presidente Pigliaru – e per vincerla dobbiamo combatterla uniti”.

Nella foto un velivolo Alitalia

S.I.

Rete Ospedaliera, verbali Consiglio

CAGLIARI – I lavori del Consiglio sono ripresi con la prosecuzione del dibattito sulla riforma della rete ospedaliera. In discussione il capitolo 6 “Il modello di riferimento e gli obiettivi del riordino”.
Il presidente Ganau ha messo in votazione l’emendamento 681 (Agus e più) il cui esame era stato rinviato nella seduta precedente. Su richiesta di alcuni consiglieri i lavori dell’aula sono stati sospesi per alcuni minuti.
Alla ripresa dei lavori il consigliere Agus ha presentato un emendamento orale all’emendamento 281 che introduce alcune variazioni terminologiche: non più una richiesta di sopprimere la parte del quarto capoverso del capitolo 6.3 che introduceva la possibilità di procedere a un’unione del Policlinico Universitario di Monserrato con l’ospedale Brotzu, ma la subordinazione di questa eventualità a uno studio approfondito.
Sulla proposta di Agus è intervenuto il vicepresidente della Commissione Sanità Edoardo Tocco (Forza Italia) che ha annunciato il voto favorevole all’emendamento orale: «I due poli sono decisamente diversi. E’ giusto che questo venga rimarcato, il Brotzu è l’ospedale delle urgenze, il Policlinico è invece destinato alla didattica. Sono due ospedali che marciano a velocità diverse».
Anche Alessandra Zedda ha annunciato il suo voto a favore: «Sarebbe meglio cassare del tutto la previsione di una fusione tra i due ospedali – ha detto Zedda – rimaniamo contrari a all’accorpamento delle due unità. Qualsiasi valutazione deve essere fatta alla luce dell’approvazione finale della rete ospedaliera».
Per Paolo Truzzu (FdI) «l’emendamento Agus è una soluzione accettabile vista la situazione che si è creata. Dobbiamo abituarci, quando si discutono questioni che riguardano il futuro dell’Isola, ad affrontarle in modo compiuto e con dibattiti fatti alla luce del sole».
Christian Solinas (Psd’Az) ha chiesto un chiarimento all’assessore sul costo industriale di un posto letto del Policlinico rispetto al Brotzu. «Ci sono differenze sostanziali o le situazioni sono sovrapponibili? – ha il consigliere dei Quattro Mori – se così non fosse ogni ipotesi di fusione sarebbe irrealizzabile».
L’assessore alla Sanità Luigi Arru, dopo aver dato parere favorevole alla proposta del consigliere Agus, ha ricordato che le norme e le indicazioni ministeriali vanno verso un superamento della netta distinzione tra didattica, ricerca e assistenza. «Ciò significa che le differenze rigide verranno meno –ha detto Arru – verranno favoriti i passaggi di medici ospedalieri all’insegnamento». Sui costi Arru ha chiarito: «La spesa per un posto letto all’Aou deve essere uguale a quella del Brotzu. Il costo in termini assistenziali sarà lo stesso. Il personale docente deve svolgere sia compiti di ricerca che di assistenza. La costituzione di un posto letto “grezzo” è di circa 300mila euro».
Il consigliere Giorgio Oppi (Udc) ha annunciato il suo voto a favore chiedendo però che si chiariscano bene i termini dell’operazione: «Siamo stanchi dello smantellamento di strutture a favore di altre. Occorre dare un’interpretazione corretta e far capire che non si tratta di fusioni». Messo in votazione l’emendamento orale presentato dal consigliere Agus è passato all’unanimità.
Si è quindi passati all’esame dell’emendamento n.613 (Usula e più) finalizzato al riconoscimento quale ospedale di II livello del San Francesco di Nuoro. Su richiesta del primo firmatario, il Consiglio ha deciso di rinviare alla fine della discussione l’esame dell’emendamento nonostante l’opposizione del relatore di maggioranza Gigi Ruggeri (Pd).
Il presidente Ganau ha poi messo in votazione l’emendamento n.288 (Tedde e più). Anche in questo caso i firmatari hanno proposto un rinvio del voto alla fine della discussione. Il presidente ha fatto notare che l’emendamento prevede la modifica di una tabella e per tanto va votato. Il primo firmatario Marco Tedde ha insistito nella richiesta: « La tabella è collegata all’intero impianto del documento. Se si vota si inficia tutto il provvedimento».
Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha quindi chiesto una breve sospensione della seduta. Proposta accolta dal presidente Ganau.
Alla ripresa dei lavori Ganau ha chiesto il parere della Commissione sull’emendamento 288. Il presidente Raimondo Perra ha ribadito il parere contrario. Il primo firmatario Marco Tedde, prendendo atto della decisione di non rinviare l’esame dell’emendamento n.288, ha annunciato il suo voto a favore.
Messo in votazione, l’emendamento è stato respinto. (Psp)

Approvato l’emendamento 360 (Daniele Cocco primo firmatario) con il parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Respinti gli emendamenti 771, 289, 696, 775, 774, 290, 634, 778, 770, 776 e 286.
Approvato il 615 (Perra, Ruggeri) sul ruolo della Giunta e della commissione competente.
All’emendamento 624 (Usula) sono stati presentati gli emendamenti 868 (sostitutivo totale) e 878 (aggiuntivo) con parere favorevole di Giunta e commissione. Entrambi sono stati approvati.
L’emendamento 868 riguarda l’Aou di Monserrato e gli ospedali di Iglesias, Tempio, Ozieri e Nuoro.
L’emendamento 878 riguarda invece il Cto di Iglesias.
Approvato anche il testo del capitolo 6, il presidente Ganau ha messo in votazione gli emendamenti aggiuntivi.
Approvato il 616 (Tocco) su counseling psicologico. Respinto il 699, il 698, 701, 782, 617, 785, 784, 643.
L’emendamento 619 (Tocco) è stato ulteriormente emendato in aula per accordo con la maggioranza.
Approvato anche l’emendamento 781 (Perra) sui presidi unici Dea di I livello.
L’on. Rubiu (Udc) ha illustrato l’emendamento 650 relativo alla possibilità di risparmio dei costi con un accorpamento del servizio delle guardie mediche. Favorevole anche il sardista Angelo Carta. L’on. Ruggeri (Pd) a nome della commissione ha invitato i presentatori al ritiro, per la difficoltà di attuazione della proposta. L’emendamento 650 è stato poi respinto, insieme al 651.
Sull’emendamento 625 (Tocco) si è acceso un dibattito concluso dall’assessore Arru: “La specialità è presente all’ospedale Brotzu, nel rispetto del DM 70”. Per l’on. Busia “la mancata specificazione di quel che deve avvenire e quell’atto aziendale che viene annunciato e ritirato ci costringe a mantenere questo emendamento”. L’emendamento non è stato approvato e nemmeno il 703, 705. (C.C.)

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha continuato l’esame degli emendamenti.
Approvati dall’Aula il n.709 (Cossa) e 874 (Ruggeri) che riguardano gli interventi sul Binaghi di Cagliari nell’ambito di una programmazione regionale che sarà definita d’intesa con la Città Metropolitana.
Prendendo la parola sull’ordine dei lavori, la vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha richiamato l’attenzione del Consiglio su una dura presa di posizione del Partito dei Sardi relativa al negoziato fra Regione e Governo in materia di accantonamenti. Questa posizione, ha sostenuto, «di fatto apre la crisi della maggioranza perché si tratta del secondo partito della coalizione, per cui è necessario un chiarimento immediato del presidente Pigliaru al quale ricordo che disse, in un confronto con il collega Cappellacci, che si sarebbe dimesso in caso di risposta negativa del Governo».
Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha replicato precisando in apertura che la sua dichiarazione si riferiva ad un accordo Stato-Regione che, nella realtà, ha liberato risorse importantissime per la Sardegna, eliminando forti vincoli sulla spesa che ne avevano rallentato l’attività e lo sviluppo. Ciò non vuol dire, ha puntualizzato, «che lo Stato non abbia fatto cose che non erano previste contro le quali è giusto protestare e ribellarsi». Quanto al negoziato in corso, ha affermato, «siamo andati a Roma per chiedere più risorse per la Sardegna e combattere una palese sproporzione e, trattandosi di partite che si giocano a livello di governo regionale e nazionale, si è aperto un tavolo che proseguirà con una riunione già convocata per mercoledì prossimo». Confermo comunque, ha aggiunto, «che non ci sarà nessun accordo senza il passaggio ed il supporto del Consiglio, che non sarà tenuto all’oscuro e col quale anzi siamo pronti a confrontarci, sia con la maggioranza che con l’opposizione, su una battaglia così importante».
Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia) ha osservato che «le dichiarazioni del presidente Pigliaru segnano una notevole discontinuità rispetto al passato quando un precedente accordo con il Governo fu sottoscritto senza alcun passaggio in Consiglio regionale». Per questo, ha concluso, «prendo atto che il presidente ha detto che è pronto a discutere e propongo di sospendere l’esame della rete ospedaliera per aprire un dibattito sul confronto con lo Stato; in definitiva sospendiamo e facciamo dibattito per assegnare al presidente un mandato pieno o per tornare a casa in assenza di risultati».
Il presidente Ganau ha assicurato che il dibattito sul tema degli accantonamenti si terrà, ma dopo l’approvazione della riforma della rete ospedaliera.
La consigliera del Pd Daniela Forma ha proposto un emendamento orale all’emendamento n. 874 per introdurre la questione del project financing di Nuoro dove, «a prescindere dall’esito delle controversie legali, occorre programmare l’utilizzo dei risparmi di risorse derivanti dall’annullamento del contratto per potenziare l’offerta sanità del’area nuorese e dare un segnale positivo rispetto alle preoccupazioni della comunità e degli operatori del settore».
Il presidente Ganau ha risposto che la proposta è inammissibile perché non collegata all’emendamento in esame che parla dell’area di Cagliari.
Il consigliere Emilio Usula (Misto-Rossomori) ha manifestato dispiacere per l’inammissibilità perché esiste concretamente il rischio di un de finanziamento per la sanità nuorese.
Anche il capogruppo di Art.1-Mdp Daniele Cocco ha condiviso “lo spirito” della proposta perché in effetti, ha detto, «c’è molta preoccupazione sul dopo project che ha già determinato la sospensione di molte attività importanti, per cui è necessario che l’assessore fornisca precise rassicurazioni, anche sulla sorte dei lavoratori.
Il presidente Ganau ha chiarito che il problema sarà affronta top in sede di esame del capitolo 12.
Sull’emendamento n. 639 (gruppo Udc) il consigliere Alfonso Marras ha osservato che «non si capisce il criterio seguito nella classificazione delle strutture secondo il quale, in particolare, solo Nuoro è stata riconosciuta come struttura complessa a differenza di altre, come Oristano, che si sono viste declassate, una scelta che comporterebbe una oggettiva riduzione della qualità dei servizi».
Il consigliere del Pd Antonio Solinas ha sollecitato l’intervento dell’assessore Arru, dopo alcune garanzie solo informali, sul mantenimento del centro trasfusionale di Oristano.
L’assessore Arru, dopo aver ribadito che l’attribuzione del ruolo di struttura semplice o complessa è di competenza dell’atto aziendale e quindi del direttore generale, ha assicurato che chiederà le motivazioni delle scelte, fermo restando che sul centro trasfusionale è aperto da un anno un tavolo tecnico di confronto. «Porterò in Aula», ha concluso, «gli esisti del lavoro».
Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha riconosciuto la correttezza dell’assessore nel qualificare come “fatto gestionale” ma ha osservato che, di fatto, «nella redistribuzione alcune realtà sono state favorite ed altre no ed Oristano, nello specifico, ha ottenuto significativi riconoscimenti in termini di posti letto».
Il consigliere del Pds Augusto Cherchi ha definito quella sui posti letto «una polemica sterile ma, in relazione alla medicina trasfusionale che è una unità strategica, emerge una discrasia fra l’atto aziendale e i documenti ministeriali sulle reti ospedaliere». Affronteremo il problema in seguito, ha annunciato, «con l’esame di emendamenti specifici».
Messo ai voti, l’emendamento n. 639 è stato respinto.
Sull’emendamento n. 787 (Forma) che prevede l’istituzione dei comitati consultivi misti con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi, la consigliera Daniela Forma (Pd) ha sollecitato la revisione del parere contrario della commissione, perché a suo avviso si tratta di organismi che rivestono una funzione importante nell’umanizzazione delle cure.
Il relatore Luigi Ruggeri (Pd) ha chiarito che il motivo del parere negativo era solo legato ad una scarsa chiarezza sulla formulazione per cui, in caso di revisione di alcune parti del testo (soprattutto sulla composizione dei comitati) c’è consenso sulla proposta. Dopo la rettifica del testo, l’emendamento è stato approvato.
Sull’emendamento n.711 relativo alle procedure di reclutamento del personale il consigliere Francesco Agus (Misto-Campo progressista) ha invitato il Consiglio ad una riflessione più approfondita perché, ha sostenuto, «quello del reclutamento del personale è tema urgente ed il Consiglio si è già espresso per un censimento dei precari che ancora non si concluso, lasciando spazio ad interventi disorganici e settoriali». Ritengo necessario, ha concluso, «che siano messi a disposizione del Consiglio i dati sugli organici della sanità a pieno regime per verificare reale disponibilità e che si proceda quanto prima all’assunzione degli idonei che hanno superato concorsi pubblici».
L’assessore Arru ha rassicurato il consigliere comunicando che è stato completato il lavoro di ricognizione delle risorse umane del sistema sanitario regionale mentre, con gli atti aziendali, si procederà alle stabilizzazioni dei precari.
Il consigliere Agus ha quindi ritirato l’emendamento.
Il consigliere Emilio Usula (Misto Rossomori), prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha chiesto spiegazioni su quanto è previsto dal documento sugli stabilimenti sanitari delle aree disagiate.
Il presidente Ganau ha chiarito che il contenuto del documento in relazione alle aree disagiate è stato definito puntualmente in precedenza.
Successivamente ha tolto la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì prossimo 17 ottobre alle 16.00.(Af)

Insularità, referendari dal Prefetto

CAGLIARI – Una rappresentanza del Comitato Referendario composta dal Presidente Roberto Frongia, da Maria Antonietta Mongiu e da Angelo Tolu ha incontrato questa mattina la Rappresentanza del Governo nella Regione Sardegna nella persona di S.E. il Prefetto Dario Emilio Sensi e del capo di Gabinetto Valeria Coraini. La delegazione referendaria ha illustrato ai rappresentanti del Governo nazionale l’iniziativa referendaria per l’inserimento del principio di insularità nella Carta Costituzionale che, dopo soli venti giorni di raccolta, ha già superato le 15.000 firme necessarie ad indire il referendum e punta ora al grande traguardo, mai raggiunto prima, delle centomila firme di cittadini sardi.

Al Rappresentante del Governo sono state spiegate le finalità del referendum: fine dell’assistenzialismo, per i cittadini sardi si chiedono invece pari opportunità ed uguaglianza sostanziale di diritti rispetto agli altri cittadini italiani ed europei. Al termine dell’incontro, il Prefetto Sensi ha dichiarato di voler portare immediatamente all’attenzione del Governo il quesito referendario, rappresentando lo spirito e agli obiettivi che animano il Comitato promotore.

Nella foto il comitato dal prefetto

S.I.

Crisi miniera, incontro con Piras

OLMEDO – Questa mattina a Cagliari, l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha incontrato i rappresentanti sindacali e i lavoratori della miniera di Olmedo per fare il punto sulla vicenda che riguarda il sito produttivo. L’assessora Piras ha ripercorso l’iter amministrativo che ha portato alla rinuncia alla concessione mineraria, prima da parte della S&B e, successivamente, della società Elmin e alla conseguente decisione di emanare un bando per la presentazione di manifestazione di interesse per il trasferimento della concessione stessa a un nuovo soggetto. Per quanto riguarda l’avviso pubblicato nel luglio scorso, è stata presentata una manifestazione di interesse da parte della società Futura S.r.l. a nome di un costituendo raggruppamento temporaneo di imprese che è stato ammesso a procedere con l’istanza di concessione.

L’incontro, inoltre, è servito a verificare le ipotesi tese a tutelare quei lavoratori che sono usciti, o usciranno nei prossimi mesi, dal regime degli ammortizzatori sociali. L’assessora Piras ha affermato che, in presenza di un nuovo procedimento di assegnazione, a fronte dell’interesse manifestato per lo sfruttamento della miniera di bauxite, dal momento in cui verrà dichiarata cessata la custodia da parte della Elmin, si dovranno comunque garantire i livelli di sicurezza del sito e la guardiania fino alla conclusione dell’iter. Al contempo l’Assessora si è detta disponibile a verificare insieme all’Assessorato del Lavoro, competente per materia, i possibili percorsi alternativi di sostegno al reddito o di utilizzo temporaneo dei lavoratori della miniera in linea con la normativa vigente.

Nella foto l’assessore regionale Piras durante un passato incontro sulla miniera

S.I.

Cagliari chiede più sicurezza

CAGLIARI – “La città di Cagliari chiede più sicurezza. Lo fa con una bella manifestazione civile e pacifica per richiamare l’attenzione di chi pensa di eludere il dibattito. Grazie a Salvatore Sasso Deidda a Paolo Truzzu e agli amici di Fratelli d’Italia per aver acceso una fiaccola di speranza”, cosi il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci rispetto alla manifestazione di martedi per chiedere più sicurezza a Cagliari. “Grazie ai militanti, ai simpatizzanti, agli amministratori locali di Forza Italia che hanno partecipato, a tutti gli altri movimenti che erano presenti e soprattutto un grande ringraziamento a tutti i cagliaritani, alle famiglie che hanno manifestato con un unico desiderio: quello di mantenere libera, vivibile, a misura di persona la nostra comunità”.

“La sicurezza nella propria città non ha colori, non ha simboli politici. Quindi anziché sprecare il proprio tempo nel travisare ed interpretare i fatti a propria convenienza, inviterei quelle stesse persone ad utilizzare quel tempo per fare una doverosa riflessione sulla manifestazione di ieri e, soprattutto, ad accogliere le richieste dei tanti cittadini che hanno sfilato”, è Maria Grazia Vacca di Fratelli d’Italia, tra le organizzatrici della manifestazione a commentare sempre la fiaccolata di martedi. “Ognuno ha il sacrosanto diritto di chiedere pacificamente al proprio Sindaco più sicurezza, più pulizia, meno degrado nella propria città e ha – altrettanto sacrosanto – il diritto di essere ascoltato. Perché Cagliari è una città bellissima e di una cosa bella ne va presa cura, perché tutti la possano ammirare ed apprezzare”.

Nella foto la manifestazione di martedi

S.I.

Entrate, lo Stato restituisca 3miliardi

CAGLIARI – “Pigliaru la smetta di fare da palo al Governo mentre vengono scippati illegittimamente i soldi dei sardi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta il vertice “fasullo” e “inconcludente” del presidente della Regione con il ministro Boschi. “Sono oltre 3 miliardi i soldi sottratti alla Sardegna e il presidente chiede timidamente una riduzione di 300 milioni? E lo fa dopo che Governo e maggioranza nazionale hanno perfino prorogato al 2020 gli accantonamenti? Cerchi di essere meno ridicolo – prosegue l’esponente azzurro- e presenti il conto vero a Palazzo Chigi. Ma soprattutto stracci l’accordo da lui firmato nel 2014 con cui ha rinunciato a tutti i ricorsi presentati da noi e con essi anche ai soldi dovuti alla nostra isola. C’era un modo – ricorda Cappellacci- per ottenere il maltolto dal 2012 ad oggi: per esempio, il ricorso presentato dalla mia giunta (n. 160 del 2012)”.

“La Valle d’Aosta ne ha promosso uno uguale, non lo ha ritirato, ha vinto e ora sta ottenendo quanto ingiustamente sottratto dal 2012 ad oggi (non dal 2018). Pigliaru invece lo ha ritirato miseramente dopo aver firmato con Padoan l’accordo fregatura del 2014, che al punto 5 recitava: “La Regione si impegna a ritirare, entro il 16 settembre 2014, tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o atti conseguenziali in materia di finanza pubblica, promossi prima del presente Accordo, o, comunque, a rinunciare per gli anni 2014-17 agli effetti positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce di accoglimento“. Insomma, da veri polli hanno rinunciato non solo ai ricorsi ma perfino agli effetti positivi delle sentenze già vinte. Quando si chiede l’unità, occorre farlo per difendere i sardi dal Governo e non il Governo dai sardi. Pigliaru – ha concluso Cappellacci- scelga da che parte stare”.

Nella foto il coordinatore Cappellacci

S.I.

Entrate, trattativa Stato-Regione

ROMA – Inizia ufficialmente il percorso a Palazzo Chigi per arrivare a un’intesa fra Regione Sardegna e Stato sulla quota di accantonamenti da versare come contributo alla finanza pubblica per il risanamento del debito. Nell’incontro di oggi fra il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore del Bilancio Raffaele Paci con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il sottosegretario a Economia e Finanze Pier Paolo Baretta e il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa, è stato infatti deciso di avviare il confronto per arrivare alla definizione di una cifra condivisa. Il prossimo incontro è stato già fissato per mercoledì alle 10.30. Nel momento in cui nelle prossime settimane si arriverà a un accordo, verrà inserito con emendamenti nella Legge di stabilità.

“C’è disponibilità del Governo a continuare un confronto già avviato ma che oggi vogliamo rilanciare perché i tempi sono stretti, c’è una Legge di stabilità che sta arrivando e vogliamo che lì si risolva questo problema che stiamo ponendo con grande forza”, dice il presidente Pigliaru. “Nel prossimo incontro si comincerà già a parlare di cifre, confrontandoci su quello che noi consideriamo un contributo equo e proporzionato alla finanza pubblica. Ovviamente le Regioni devono partecipare, ma la cifra che paghiamo adesso, quasi 700 milioni, è decisamente sproporzionata per una regione che ha un Pil come il nostro e paga ancora le conseguenze di una crisi economica devastante. Una volta raggiunta uno schema di accordo, e credo che ci riusciremo, lo porteremo in Consiglio regionale per condividerlo. Con questa intesa – conclude Pigliaru – vogliamo che siamo fissate regole chiare, certe ed eque”.

Quello di oggi è il quarto incontro a Roma sull’argomento, i primi due con Bressa a febbraio e marzo, il terzo con Boschi e i dirigenti del Mef e della Ragioneria dello Stato ad aprile. La Sardegna paga attualmente 684 milioni di euro di accantonamenti, una cifra ormai insostenibile anche alla luce dei nuovi costi, per esempio farmaci innovativi e trasporto disabili, interamente sulle spalle della Regione. Secondo l’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pur dovendo le Regioni a Statuto speciale contribuire con gli accantonamenti, è necessaria un’intesa sulla cifra. Inoltre, gli accantonamenti non possono essere considerati un contributo a tempo indeterminato, essendo invece del tutto straordinario.

“C’è disponibilità del Governo ad accettare un confronto in cui lo Stato e la Regione si mettono d’accordo su una cifra, quanto la Sardegna deve contribuire alla finanza pubblica per i prossimi 3 o 5 anni”, spiega l’assessore Paci. “È il metodo già seguito da Trento e Bolzano che si è dimostrato molto solido anche rispetto ai contenziosi e sentenze. Andremo avanti con questa trattativa: si parte da 684 milioni, noi chiediamo almeno un dimezzamento di questa cifra e come in tutte le intese si cercherà di trovare una via mediana. Poi deve essere chiaro che questo contributo non può essere per sempre, altrimenti significherebbe che lo Stato sta unilateralmente modificando il nostro Statuto, e non può farlo. Comunque – conclude Paci – nell’incontro di oggi c’è stata apertura ed è positivo che si entri già dalla prossima settimana in una fase molto operativa”.

Nella foto un precedente tavolo sulle Entrate

S.I.

Regione, le delibere della Giunta

CAGLIARI – La Giunta regionale, riunita questo pomeriggio a Villa Devoto sotto la presidenza di Francesco Pigliaru, ha approvato la delibera proposta dall’assessore degli Affari generali Filippo Spanu per il trasferimento della funzione del turismo dalle Province alla Regione, e del personale degli ex Ept (Enti provinciali per il turismo) e delle Province che seguiranno la funzione. Al provvedimento previsto dalla L.R. n. 2/2016 sono potenzialmente interessati circa 50 lavoratori, che saranno chiamati a una scelta volontaria (come è già accaduto per la funzione del lavoro) e saranno impiegati nelle sedi di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia e Carbonia. La Giunta ha inoltre preso atto del Rapporto di Gestione 2016 illustrato da Spanu. Il documento, redatto dall’Ufficio interno di gestione, è finalizzato soprattutto a fornire informazioni sull’attività complessivamente svolta dalle strutture dell’Amministrazione regionale in relazione al processo di programmazione e al grado di raggiungimento degli obiettivi.

Su proposta di delibera dell’assessore della Cultura Giuseppe Dessena sono stati riprogrammati 10,7milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) destinati al potenziamento delle strutture residenziali per studenti universitari, che saranno utilizzati per interventi di valorizzazione dei beni culturali, campagne di scavi e restauri (4 milioni), impiantistica sportiva (3milioni), interventi per favorire la qualificazione e l’innovazione dell’offerta formativa degli Istituti Tecnici superiori (1,2 milioni), e infine l’accesso per le scuole sarde ai servizi digitali (2,5milioni).

La Giunta ha inoltre concordato di erogare 16,3 milioni di euro per i musei di ente locale e le aree archeologiche e monumentali. Le risorse serviranno per coprire i costi di gestione di 136 siti, attraverso 70 progetti che danno occupazione a circa 467 operatori. Approvata la delibera con cui viene definito il nuovo catalogo di interventi per collocare circa 220 lavoratori ex Ati-Ifras nei cantieri dei soggetti pubblici che ne hanno fatto richiesta. La Giunta ha dato parere di conformità agli atti aziendali delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Nella foto la Regione

S.I.

Multisala, degrado in via Adelasia

SASSARI – “E’ nota in Città la notizia secondo la quale risulta imminente l’apertura della rinnovata sala cinematografica Moderno, dove un coraggioso imprenditore cagliaritano ha deciso di provare a colmare un vuoto importante in Citta, ovvero quello della mancanza di un Cinema”. Cosi il consigliere comunale di Forza Italia-Sassari Manuel Alivesi riguardo l’abbandono della zona della città dove andrà a nascere il cinema multisala.

“Grande è l’attesa e soprattutto grandi sono le aspettative maturate per un Città dove la mancanza di un Cinema ha generato un vuoto culturale, sociologico e perfino politico. I lavori di ripristino ed ammodernamento della struttura abbandonata procedono rapidamente e, sicuramente con grandi investimenti, quindi noi apprezziamo moltissimo gli sforzi posti in campo dal privato.

“Dispiace e preoccupa molto il fatto che, con l’approssimarsi dell’apertura della Multisala, a pochi passi dalla struttura esiste un storica Via cittadina, la nota Via Adelasia, che appare in totale stato di abbandono e ferita da un pesantissimo degrado. Riteniamo opportuno che l’Amministrazione intervenga tempestivamente per restituire decoro e dignità in un angolo importantissimo della Città e soprattutto per una via che presto sarà il vero biglietto da visita per l’apertura di una Multisala che ci auguriamo venga utilizzata non solo dai Sassaresi ma anche e soprattutto dagli abitanti dell’intero territorio di tutta la Provincia”.

Nella foto la zona di via Adelasia

S.I.

La Base, 4 Mori in tutti i collegi

SASSARI – Domenica mattina nella propria sede a Sassari si è riunita la direzione nazionale della Base, un parlamentino composto da quaranta dirigenti provenienti da tutta la Sardegna. All’ordine del giorno la linea politica ed in particolare le prossime elezioni politiche. Dopo una lunga discussione la direzione ha dato mandato al Presidente del movimento Efisio Arbau ed al Consigliere regionale Gaetano Ledda di procedere nel progetto politico di aggregazione della coalizione civica-sardista, coinvolgendo le altre forze identitarie, e soprattutto di sostenere la proposta dell’alleato Partito Sardo D’azione di presentare una lista nazionale con il simbolo dei Quattromori in tutti i collegi delle politiche, anche nel continente, che coinvolga tutte le forze civiche ed identitarie sarde.

“Si tratterebbe di un esperimento politico importante – sostengono Efisio Arbau e Gaetano Ledda – che oltrechè avere buone possibilità di eleggere sia con la legge elettorale attuale che con quella in approvazione, sarebbe il viatico in vista delle elezioni regionali e dell’idea di creare le condizioni per un governo civico e sardista per la Regione Sardegna”.

Nella foto l’incontro de La Base

S.I.