Bruno e la sinistra affondano Alghero

ALGHERO – “E’ quasi da non credere quello che sta accadendo ad Alghero. Una cittadina che avrebbe tutte le carte in regola per essere il faro dell’intero Nord-Ovest della Sardegna e che, purtroppo Nord-Ovest della Sardegna e che, purtroppo, appare essere finita dentro un tunnel senza uscita”. Intervento sulla politica algherese da parte del rappresentante del movimento Alternativa Futura per l’Italia Pietro Serra.

“E caso strano, ma non troppo, questo periodo cupo e di totale declino combacia con l‘arrivo al governo delle sinistre. Sotto varie forme, da liste civiche fino alle sigle nazionali per arrivare al Pd, partito da cui arriva anche l’attuale sindaco. Tutto si poteva pensare, tranne che l’attuale primo cittadino potesse passare da un fallimento all’altroo fino ad arrivare a perdere il maggiore alleato. Proprio quell’Udc che ha permesso a Bruno e compagni di vincere le elezioni e che si è reso conto, quasi fuori tempo massimo, di aver investito su un cavallo zoppo”.

“Da quel momento la maggioranza è appesa ad un filo e vicina alla fine salvo le inspiegabili “stampelle” in commissione e consiglio dei 5 Stelle, movimento che in altri centri è fortemente critico rispetto il centrosinistra, mentre ad Alghero, nonostante le strombazzate critiche, fa da crocerissina ad una maggioranza ai minimi termini. Evidentemente – spiega Serra – sembrano esserci delle (strane) comunanze che però non paiono coincidere col volere e il bene comune. A sentire gli algheresi, visto che la voce del dissenso oramai arriva anche fuori dalla Riviera del Corallo, questa amministrazione è totalmente inadeguata e del resto è evidente la serie infinita di fallimenti che sta ammazzando un intero territorio”.

“Tutto questo – chiude Serra – al netto dei recenti risvolti dell’inchiesta sui fondi ai gruppi da parte del Pm Cocco che non può non aumentare la precarietà amministrativav e incapacità di dare risposte agli algheresi”.

Nella foto Pietro Serra

S.I.

Pd: nessun accordo con Bruno

ALGHERO – “Conosciamo tutti il passato remoto e recente del rapporto tra il Sindaco Mario Bruno e il nostro Partito. Non è nostro interesse aggiornare su questi aspetti. E’ bene però, per amor di chiarezza, di tanto in tanto fare il punto della situazione politica e comunicare gli aggiornamenti in maniera diretta senza neanche i filtri della stampa. Certamente senza curarci delle farneticanti interpretazioni di certe fazioni”. Il Partito Democratico, attraverso la pubblicazione sul suo sito, fa chiarezza riguardo i rapporti col Sindaco Bruno. L’avevamo definita una “gif”, questo perchè nonostante il Pd fosse stato chiaro sin dall’inizio si era attivato un movimento circolare e ripetuto che poteva durare in eterno. Proprio come una “gif”. Ma, per sgombrare il campo dagli ecquivoci in relazione anche alle scelte in aula e commissione dei singoli consiglieri (Daga e Pirisi), ecco il documento dei dem catalani.

“Dopo l’uscita dalla maggioranza dell’UDC il Sindaco si trova a governare la città con una maggioranza risicatissima. Pertanto, come ci riferisce, ha “ricevuto mandato” di sondare l’orientamento delle altre forze politiche in Consiglio comunale. Ancora una volta non possiamo parlare delle interlocuzioni con altri partiti, che non sappiamo se vi siano mai state, possiamo solo riferirci alle nostre. Dopo gli incontri (due, uno in Via Mazzini e uno a Sant’Anna) tra il Sindaco e il Segretario cittadino Mario Salis di cui abbiamo già ampiamente riferito è seguito un ulteriore approccio da parte del Sindaco. Un colloquio telefonico con il Segretario cittadino per un approfondimento in data Giovedì 10 Dicembre 2015. Ricordiamo qui brevemente che il PD chiedeva come condizioni essenziali per potersi sedere ad un tavolo negoziale che tale chiamata non fosse “privata” ma ufficiale (informandone cioè apertamente i cittadini), che non fosse unidirezionale (non solo per il PD ma aperta a tutte le forze elette in consiglio), che questo presupponesse un riassetto di tutta la compagine amministrativa ed una revisione congiunta degli obiettivi programmatici e del cronoprogramma ad esso legati”.

“In data Venerdì 11 Dicembre il Segretario Salis riferisce alla Segreteria il contenuto del colloquio con il Sindaco del giorno prima. Pur, teoricamente dicendosi disponibile a accettare le proposte del PD, in pratica non si rende disponibile né a dichiarare la crisi apertamente, né a colloquiare con altre forze che non siano il PD (per le quali non avrebbe mandato da parte della sua maggioranza) né tantomeno ad aprire un tavolo negoziale. Suggerisce invece un accordo tra le parti (Bruno-PD) sulla base di un certo numero di incarichi (altrimenti detti poltrone)… Sembra si trattasse di due assessorati e della Fondazione Meta… Non sappiamo di più perché, giustamente, il Segretario cittadino ha stoppato la discussione che andava in una direzione poco consona alla dignità di questo partito. Noi infatti siamo convinti (e da qui nascono le suddette condizioni) che prima si decide cosa fare e quando, poi eventualmente chi lo fa”.

“La Segreteria del PD, ascoltato il resoconto del Segretario su tale colloquio ha deciso di rimanere sulla linea indicata in precedenza. A scanso di equivoci, è bene precisare che non si tratta di ottusa decisione preconcetta ma di una questione di pura coerenza. E neanche coerenza con se stessi, bisogna precisare ancora, coerenza piuttosto con il mandato politico ricevuto con quasi 4 mila voti alle ultime elezioni. Ma sempre per amor di chiarezza diciamo che siamo consci del fatto che, per chi vuole denigrare il nostro operato a prescindere, come la facciamo, tanto la facciamo sbagliata! E sì, perché se accettassimo il “metodo Bruno” ci direbbero che negoziamo per le poltrone. Se non accettiamo e restiamo sulla nostra linea ufficiale ci dicono che negoziamo all’infinito e quindi siamo rei di voler prolungare l’agonia dell’amministrazione. E magari di farlo per “pruriti” personali senza badare ai problemi reali della città”.

“La verità, per chi ha l’onestà intellettuale di riconoscerla, è che non abbiamo vinto le lezioni, non siamo forza di maggioranza, il nostro programma (seppur ampiamente apprezzato) non è quello scelto dai cittadini algheresi. Noi ce ne siamo fatti una ragione. Ci siamo stati, e ci siamo, in Consiglio comunale, nelle Commissioni, con proposte tematiche concrete ed operative. Ma non sta a noi decidere, non è il ruolo che ci è stato dato democraticamente. Lavoriamo all’opposizione con i mezzi a nostra disposizione per costruire, mai distruggere, mai disgregare, mai denigrare. Oggi i fatti ci danno (amaramente) ragione. Quel progetto politico-amministrativo per cui Mario Bruno ha lasciato il PD, ha fallito. Politicamente, non possiamo prescindere da questo”.

“Se la città ha bisogno del nostro “saper fare bene le cose” ci siamo. Se la compagine che resta della maggioranza Bruno ha bisogno di stampelle che di tanto in tanto diano un’aggiustata ai numeri mancanti lo facciamo fare ad altri, se li trova. Chi ha la responsabilità di governare questa città ha anche la responsabilità di chiarire come lo vuole fare. Non saremo noi ad impedirgli di farlo, sebbene convinti che, ad oggi, non abbia reso un buon servizio. Rispettosi del voto dei cittadini algheresi stiamo a disposizione per elaborare programmi e cronoprogrammi. Non siamo a disposizione per parcellizzazione di posizioni di comando. Chiariti principi che governano il nostro operato, attendiamo sviluppi, di cui, sempre per amor di chiarezza, daremo puntuale informazione”.

Nella foto Pirisi, Salis e Daga del Pd

S.I.

Deiana deve andare a casa

CAGLIARI – “Un immobilismo contraddittorio e ciarliero, che nuoce gravemente alla Sardegna”. Così Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale sintetizza i motivi della mozione di sfiducia all’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana. “Ryanair dimezza le rotte, la Sardegna perde circa un milione di passeggeri e la Regione non interviene perché ci sarebbe una procedura di infrazione. Nel 2011, quando attraversammo una crisi analoga, la risolvemmo in 48 ore insieme all’allora presidente della Regione. Se la legge 10 fosse illegittima, perché Deiana non ha portato subito in Consiglio una proposta alternativa da notificare subito alla UE e se invece è legittima, perché non la difende anziché metterla in cattiva luce, con la sua loquacità fuori luogo, davanti a Bruxelles? Mentre Deiana parla, le imprese isolane sono in grande apprensione a causa dell’immobilismo della Regione”.

“Oltre che dannoso, l’immobilismo di Deiana è imbarazzante e mina la credibilità delle Istituzioni: infatti, nel 2011 l’allora avvocato Deiana redigeva un parere pro veritate su legge 10, perché la Regione non dava i contributi alla Sogeaal. In tale circostanza il professore non aveva dubbi perché la legge 10, secondo lui, era perfettamente inquadrata nella normativa europea. Benché contemporaneamente fosse anche consulente della Regione, invitava a denunciare quest’ultima. Deiana sosteneva che gli advisor nominati dall’Unione Europea in relazione ad altra procedura analoga avevano detto che quel tipo di procedimento era perfettamente in linea con norme comunitarie”.

“Anche sotto il profilo deontologico la sua condotta dovrebbe sollevare qualche perplessità e sul piano politico è insostenibile e mina alla base la fiducia che le nostre comunità devono avere nelle istituzioni. Tolga il disturbo – ha concluso Tedde- e lasci spazio a chi ha la determinazione giusta per difendere il diritto alla mobilità dei sardi”.

Nella foto l’assessore Deiana

S.I.

Ritorna il Consiglio. Commissioni off

ALGHERO – Sabato 19 e lunedi 21 dicembre ritorna il Consiglio Comunale. Raramente si è visto, a parte forse qualche improrogabile scadenza, che l’assemblea venisse convocata nel weekend. Ma, come ricordano le opposizioni “la maggioranza senza la consigliera che arriva da Roma non ha i numeri, una situazione disdicevole”, tuonano.

Diversi i punti all’ordine del giorno. Ma gli occhi sono puntati sull’assestamento di Bilancio già rinviato e alla base dello scontro tra Pais e l’assessore Tanchis con conseguente esposto in Procura. Nel frattempo, come già detto, continua il percorso ad ostacoli e sempre più precario dell’amministrazione della sua funzione primaria delle commissioni. “Sono saltate quella sul Piano Industriale della Secal e l’altra sull’assestamento di Bilancio – comunica Pais e continua – non comprendiamo perchè la maggioranza si ostini ad andare avanti e non ammetta di non avere più i numeri”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Architettura: basta gioco 3 carte

ALGHERO – “Basta con il gioco delle tre carte”. Così Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia, commenta gli sviluppi della vicenda di Architettura Alghero e sostiene la battaglia del prof. Cecchini. “La facoltà era e resta esclusa dai finanziamenti della Giunta Pigliaru, nonostante la finta indignazione del sindaco e i proclami sulla beffa scongiurata, rimasti inutili comunicati stampa. L’annuncio dell’11 Novembre che preannunciava nell’arco di due settimane la soluzione del problema si è rivelato un flop”.

“E’ il secondo dopo la bocciatura dei nostri emendamenti alla Finanziaria 2015. E’ l’ennesimo atto di ostilità della Giunta regionale verso il Nord Sardegna e verso una realtà che si è guadagnata sul campo i gradi di eccellenza in campo nazionale. Vorremo dare battaglia in sede di legge Finanziaria, ma anche di questa, mentre Pigliaru è occupato a provare le taglie delle città large, medie e small, non si vede neanche l’ombra. E le due settimane – ha concluso Tedde- sono già diventate più di un mese ed è difficile pensare che Pigliaru ci faccia il regalo”.

Nella foto un’aula di Architettura

S.I.

“Alghero in povertà, basta beghe”

ALGHERO – “Tutti noi ogni giorno vediamo le file alla Caritas, e da qualche anno sempre più persone si affollano alle porte dell’organismo pastorale (più di 6.800 persone solo in Sardegna l’anno scorso), cosa che ci offre uno spaccato della nostra società: chi vive in condizioni di indigenza nella nostra regione rappresenta la percentuale più elevata rispetto al resto dell’Italia, mentre chi chiede aiuto è in genere ed in media è di nazionalità italiana, sui quarant’anni, sposato o divorziati con figli, titolo di studio e disoccupato oppure precario, bisognosi quindi di lavoro, di una casa, di cure mediche e farmaci altrimenti fuori portata, di pagare una tassa o una bolletta, come riportato dal report presentato a Cagliari qualche giorno fa”. Cosi il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi.

“Quasi il 90% dei poveri sardi è rappresentato dalla fascia eleggibile per il lavoro, dai 15 ai 64 anni, e questo colpisce perché dimostra il perdurare delle difficoltà nel trovare lavoro per il nucleo centrale della nostra società; nonostante gli indicatori macroeconomici stiano finalmente virando verso il segno più ed aumenti la fiducia, la Sardegna continua ad arrancare, a costringere i suoi giovani a scappare all’estero e spingere le madri e padri di famiglia a rivolgersi ad enti come la Caritas, ormai il vero ammortizzatore sociale di questo Paese. Alghero non è da meno, perché la sfiducia è diventata ormai fisiologica, una cappa di pessimismo unita ad una certa dose di masochismo nel far fuggire o sfibrare chiunque voglia investire nel nostro territorio: ci mancava soltanto il taglio dei voli Ryanair sia ad Alghero che a Cagliari che al di là delle polemiche e delle diatribe che ci sono state in questi anni, portano turisti e muovono in generale le persone, il che significa maggior sviluppo e quindi più posti di lavoro”.

“Invece, se non si trova una soluzione, dal prossimo aprile la nostra città si troverà, in piena stagione primaverile e alle porte di quella estiva, più isolata. Una Sardegna quindi non solo sempre più povera ma persino ulteriormente tagliati dal resto dell’Europa e del Mondo: una combinazione letale per la nostra economia. Perciò se non vogliamo che le file alla Caritas diventino sempre più lunghe, diamo un sussulto di dignità e difendiamo il nostro territorio: il PD non si sottrae davanti a battaglie come questa, e continueremo ad evidenziare le situazioni di indigenza dei cittadini sardi ed algheresi che, purtroppo, sembra non facciano più notizia, la citta aspetta risposte e non può più aspettare la risoluzione del le beghe di palazzo per veder risolti i problemi anche di semplice soppravivenza giornaliera.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

5 Stelle fa chiarezza: ora basta

ALGHERO – “Un anno e mezzo fa abbiamo iniziato un percorso di cambiamento nella politica cittadina che ci rendiamo conto sia difficile da comprendere da chi, per anni, l’ha vissuta nella maniera più becera portando la nostra città ad essere commissariata due volte in pochi anni. Ci preme dunque ricordare, a chi si fosse dimenticato,che sin dal primo giorno abbiamo sempre sostenuto che avremmo lavorato solo ed esclusivamente per un unico fine, il bene dei cittadini, tralasciando meccanismi e scorrettezze politiche che non ci appartengono per scelta e non per incapacità”. Cosi il Movimento 5 Stelle di Alghero che fa chiarezza rispetto anche agli ultimi accadimenti e passaggi in commissione e consiglio comunale.

“Questo è il motivo per cui, e nonostante gli attacchi ricevuti sin dalla scorsa campagna elettorale da alcune forze politiche che ci accusavano d’inesperienza alcuni ( destra o sinistra indistintamente) e di non essere in grado di poter governare neanche un condominio altri (UDC), abbiamo tirato dritti per la nostra strada nonostante avessimo più di una possibilità per umiliare gli altri partiti politici/candidati perché, per noi, ieri come oggi, il rispetto verso gli altri era e rimane un punto fermo della nostra educazione e non un optional da usare a seconda del vestito che si indossa, che sia civile o politico”. Sin dal primo giorno dunque, e come promesso non solo ai nostri elettori ma a tutti i cittadini Algheresi, ed indipendentemente dal risultato elettorale, abbiamo deciso di svolgere il nostro compito in maniera propositiva: lo facciamo oggi con una giunta di centro sinistra ma lo avremmo fatto, indistintamente, anche se avesse vinto il centro destra o il PD”.

“E’ dunque sconcertante, ancora una volta, leggere affermazioni che ci accusano di essere la stampella dell’attuale maggioranza: Non siamo mai stati infatti la stampella delle opposizioni quando, in qualche occasione, abbiamo votato a favore di emendamenti, mozioni, delibere proposte da chi, solo perchè è seduto vicino a noi in consiglio comunale non può a prescindere essere considerato un nostro alleato, e non accettiamo di essere considerati oggi la stampella dell’attuale maggioranza solo perchè, in certe occasioni ed in maniera resposabile, responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e che delimita la differenza tra “Noi” e “Loro”, decidiamo di votare emendamenti, mozioni e delibere proposte da una maggioranza risicata: a noi infatti non interessano i “numeri” ma i “contenuti”. Questo è dunque il motivo per cui consideriamo la parola “Stampella” l’ennesima offesa da parte di chi, senza cuore, vive la politica come una grande partita a Risiko dimenticandosi che in questo caso, al posto dei soldatini e carrarmatini di plastica, si parla di cittadini in carne ed ossa ed il loro futuro non può essere segnato da un semplice lancio di dadi.

“Ecco perchè questa volta abbiamo deciso di non stare zitti decidendo di rispedire tali accuse ai mittenti, a quei mittenti che per anni, ricoprendo svariati ruoli, che siano essi politici o giornalistici, sono oramai radicati in quella vecchia politica fatta di favori, spartizioni e, ancora peggio, dispetti “politici” che hanno come unico fine l’onnipotenza di alcuni ma che si scontrano in maniera plateale con il nostro approccio nel fare politica che è mirato ad un solo fine: il bene dei cittadini Algheresi”.

“Chiarito questo però, non possiamo non sottolineare quanto il voler pensare sempre e comunque al bene dei cittadini ci porti, a volte, a dover mettere da parte la nostra dignità, dignità calpestata da un Sindaco che dimostra una totale inadeguatezza nel gestire i rapporti umani, che siano verso la propria maggioranza, verso le opposizioni o gli stessi addetti alla macchina amministrativa che, proprio a causa di questo approccio, fa acqua da tutte le parti: insomma tralasciando il “Bon Dia” giornaliero, e nonostante una Band di musicisti di alto livello che, in termini di addetti alla comunicazione dettano i tempi in maniera esemplare o, in termini politici, consiglieri preparati che assecondano lo stesso sindaco in consiglio comunale, a stonare è sempre e solo il cantante solista che in qualsiasi suo “assolo” riesce a raccogliere solo fischi facendo passare, inevitabilmente, anche tutti gli altri componeti della Band (gruppo) come dei dilettanti allo sbaraglio. Alghero dunque, e lo ribadiamo per l’ennesima volta, visto le sue enormi potenzialità, non ha bisogno di un Uomo solo al Comando, di un “Capo”, ma di un “Leader” che sia in grado di raccogliere e far amalgamare le innumerevoli risorse umane che in tutti i campi la nostra città offre”.

“Noi, nel contempo, e consapevoli che collaborare con queste forze politiche che sono anni luce dal nostro modo di pensare sia molto complesso, e, sicuri che a parti inverse, vista la campagna elettorale svolta a base di insulti, gli stessi non si sarebbero comportati con la stessa correttezza che noi ancora oggi continuiamo a dimostrare, continueremo ad inghiottire amaro pur di far si che qualsiasi inziativa, solo ed esclusivamente a favore dei cittadini, possa essere votata favorevolmente”.

Nella foto il movimento in piazza

S.I.

Ncd e Psd’Az: la nave di Bruno affonda

ALGHERO – “La nave affonda mentre Mario Bruno è impegnato ad arrostire porcetti in piazza e correre in auto a Cagliari per inaugurare il più lento, costoso e sfigato “treno veloce” che si sia mai visto”. Nuovo Centro Destra e Psd’Az fanno il quadro definitivo dell’attuale esperienza amministrativa di Bruno oramai al capolinea. Una condizione oramai aggravata dagli accadimenti esterni che galleggia grazie a qualche inattesa “stampella” che, però, verrà giudicata dagli algheresi. Nel frattempo è chiaro che il messaggio del Partito Democratico non è stato colto. Tradotto: il voto si avvicina.

“Ma il fumo dei porcetti e il fischio del treno a vapore non riescono a coprire il nulla assoluto e il silenzio assordante che la sua amministrazione sta producendo. I disastri si accumulano uno sull’altro con cadenza ormai giornaliera. La perdita del giudice di pace, il rischio di perdere i finanziamenti della quattro corsie per Sassari, l’ossequioso atteggiamento verso l’assessore Deiana che ci sta portando via Ryanair, il disastro sulle concessioni di suolo pubblico, il disinteresse sulla riforma degli enti locali, il sostanziale immobilismo sul piano urbanistico, il ricorso sulla gara milionaria per la nettezza urbana, la mancata promessa sul nuovo ospedale. Ci fermiamo solo per mancanza di spazio”.

“Di fronte a tutto questo Mario Bruno fa finta di niente, fa finta che la sua maggioranza per esistere non sia in continua attesa che un volo (Alitalia) da Roma gli porti la tredicesima consigliera comunale senza la quale una intera città è bloccata. Invece è proprio così. Eccetto la stampella a cinque stelle, al sindaco era rimasta solo una possibilità che la solita propaganda aveva fatto credere imminente. L’ingresso in maggioranza del Pd. Oggi il segretario Democratico svela il bluff, il Pd ha chiesto al sindaco, per avviare una interlocuzione seria, di prendere atto e dichiarare il fallimento della maggioranza (quella con l’Udc che ha fatto vincere le elezioni a Bruno) azzerando tutti gli incarichi di governo. Intanto i problemi si accumulano e non aspettano ne voli da Roma ne dichiarazioni di fallimento”.

“Mario Bruno ha ora tre possibilità: continuare a tenere una intera città ostaggio di una pseudo maggioranza che esiste solo se atterra il volo da Roma, dichiarare il fallimento del suo progetto politico nella speranza di costruirne uno nuovo, o aspettare capodanno e annunciare che sul palco del porto, suonando più forte possibile per coprire il rumore dei problemi, anziché Elio, si esibirà “Bruno e le Storie Tese” . Poi si vedrà, Alghero può aspettare”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Caos Riforme, Regione: indietro tutta

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo l formalità di rito, il Consiglio ha proseguito l’esame del Dl n.176/A-Giunta regionale-“Riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna” e, in particolare, degli emendamenti all’art.1. Prima di affrontare il punto all’ordine del giorno, il presidente ha informato l’Aula della richiesta, formulata dai capigruppo, di una breve interruzione dei lavori e, subito dopo, ha sospeso la seduta. Alla ripresa dei lavori il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, a nome dei capigruppo di opposizione, ha proposto alla Giunta ed alla maggioranza di far tornare il testo in commissione, «tenuto conto del dibattito e del confronto svoltosi in Aula che ha messo in evidenza la necessità di un approfondimento adeguato ad una legge di sistema». Questa richiesta, ha aggiunto Pittalis, «credo sia condivisa anche dalle associazioni che rappresentano le autonomie locali e dalle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo comune di arrivare ad una riforma che non sia solo di una parte, in grado di durare nel tempo e di produrre effetti positivi per tutta la comunità regionale».

Il presidente del Consiglio ha precisato che la proposta di rinvio è riferita non al testo esitato dalla commissione ma agli emendamenti presentati ed ha sottoposto la questione al Consiglio. Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha affermato in apertura di non avere nulla in contrario, anzi, ha ricordato, «abbiamo sempre auspicato una larga convergenza su una legge su cui si sta discutendo da molti mesi che non sia approvata solo da una parte; sul percorso della legge tutti gli attori sono stati coinvolti ed hanno espresso le loro posizioni e, giunti a questo punto, qualche giorno di lavoro in più sarà utile per tutti per arrivare ad una legge migliore».

Il consigliere Mario Floris (Misto) ha tenuto a sottolineare che rispetto al sistema nazionale ed europeo riguardante le autonomie locali, la proposta di riforma «non è coerente e sarebbe perciò necessario sospendere l’esame della legge per procedere prima alla riforma della Regione attraverso una legge statutaria, come ha suggerito anche l’on. Pietro Soddu non più tardi di un mese fa partecipando ad un convegno di giuristi». Ora, ha aggiunto, «se si da il mandato alla commissione di agire sulle riforme va bene ma se il rinvio serve solo per manipolare ulteriormente gli emendamenti presentati non si fa l’interesse generale della Sardegna». Il presidente del gruppo Udc Gianluigi Rubiu ha annunciato il consenso del suo gruppo alla proposta di rinvio, ritenendo che «la commissione sia il luogo giusto per discutere ed approfondire gli emendamenti presentati e raccogliere ulteriori contributi dall’esterno».

Il consigliere Luca Pizzuto (Sel) ha espresso una valutazione positiva sull’incontro fra maggioranza ed opposizione «su un tema delicato come quello della legge che riorganizza gli enti locali della Sardegna; è però auspicabile che tutti rispettino gli accordi fin qui raggiunti senza fughe in avanti». Il consigliere Michele Cossa (Riformatori) si è detto convinto che «una maggiore pacatezza aiuterà il Consiglio ad arrivare ad una legge migliore; è vero quello ce dice il consigliere Floris ma ci sono ragioni che premono perché occorre dare vita con urgenza ad nuovo assetto istituzionale dopo cancellazione delle province».

Con il rinvio, secondo Cossa, «si è evitato il rischio di una legge molto simile se non uguale alla legge del Delrio che non tiene conto della specificità della Sardegna, fermo restando che, in generale, in tema di riforme la fretta non è mai auspicabile quando si sta andando a ricostruire un pezzo importante del sistema-Regione». Il consigliere Angelo Carta (Psd’Az) ha ricordato che il suo gruppo aveva proposto più volte il ritorno del testo in commissione, «dove si cercheranno le soluzioni più condivise; la positiva riapertura del dialogo dimostra inoltre che il Consiglio non ha bisogno di suggeritori esterni ma è perfettamente in grado di fare il suo lavoro». Subito dopo lo scrutinio il presidente ha dichiarato chiusa la seduta, riconvocato il Consiglio per martedì prossimo 22 dicembre alle ore 10.00. Successivamente ha comunicato che la convocazione immediata delle commissioni Sanità ed Autonomia, ricordando ai consiglieri di conservare gli emendamenti relativi alla riforma degli Enti locali, che non saranno ristampa.

Nella foto le opposizioni a raccolta nel Consiglio Regionale

S.I.

Tanchis, urge commissione garanzia

ALGHERO – “In seguito alla mancata approvazione da parte del consiglio comunale della delibera di giunta di assestamento di bilancio n.342/12 hanno fatto seguito dichiarazioni allarmanti dell’assessore Tanchis, secondo cui l’amministrazione avrebbe disposto la sospensione dei pagamenti dei contributi in favore delle persone affette da disabilità gravi”. Cosi i rappresentanti consigliari dell’Ncd Piras e Salaris riguardo lo scontro tra Michele Pais e l’assessore Gavino Tanchis con anche la denuncia rivolta all’amministrazione per il rinvio dell’importante delibera sulle gravi malattie.

“I sottoscritti consiglieri comunali Maria Grazia Salaris e Emiliano Piras chiedono una convocazione urgente della commissione di controllo e garanzia, perchè riteniamo che la commissione sia il luogo istituzionale idoneo per poter verificare gli atti annunciati dall’assessore Tanchis in qualità di rappresentante dell’amministrazione”.

Chiediamo al presidente Pirisi, autorevole esponente dell’opposizione, di convocare la commissione di controllo e garanzia ogni volta che si renda necessario verificare gli atti amministrativi e le procedure perchè la commissione di controllo e garanzia rappresenta uno strumento fondamentale soprattutto per la città”.

Nella foto i consiglieri dell’Ncd

S.I.