Sogeaal: legge di Forza Italia |video

ALGHERO – Questa mattina il gruppo regionale di Forza Italia Sardegna ha presentata una proposta di legge riguardante la Sogeaal. Qui di seguito il testo del documento a firma degli onorevoli azzurri e anche il doppio intervento sul tema del vice-capogruppo Marco Tedde.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA
PROPOSTA DI LEGGE N.
presentata dai Consiglieri regionali

TEDDE – CARTA Giancarlo – PITTALIS – CAPPELLACCI – CHERCHI Oscar – FASOLINO – LOCCI – RANDAZZO – TOCCO – TUNIS – ZEDDA Alessandra

Abrogazione della legge regionale 2 settembre 2016, n. 21 (Interventi sul capitale della società di gestione dell’aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa), modifiche alla legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento) e interventi sul capitale della società di gestione dell’aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa

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RELAZIONE DEI PROPONENTI
Il presente progetto di legge reca disposizioni tese ad abrogare la legge regionale 2 settembre 2016, n. 21 (Interventi sul capitale della società di gestione dell’aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa), a modificare la legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento) e a prevedere interventi sul capitale sociale della Sogeaal Spa.
La prima legge (n. 21/2016) che si intende abrogare prevede specifici interventi sul capitale della società gestione aeroporti Alghero – SOGEAAL Spa, al fine di dare compiuto seguito alle operazioni di privatizzazione avviate in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 10 del 2010. Nell’ambito delle suddette operazioni di privatizzazione si rendeva necessario procedere alla ricostituzione del capitale sociale di SOGEAAL, nel frattempo ridotto sotto il minimo di legge. Al momento dell’approvazione della legge il quadro normativo di riferimento era rappresentato in ambito statale principalmente dall’articolo 6, comma 19, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 -recepito dal legislatore regionale con l’articolo 18, commi 42 e 43, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12- che contiene apposito vincolo di finanza pubblica sintetizzato dalla giurisprudenza contabile nel cosiddetto “divieto di soccorso finanziario” che vieta il salvataggio di organismi partecipati dalla pubblica amministrazione che versano in situazioni di irrimediabile dissesto. Anche se, occorre rammentarlo per scrupolo e per completezza, la giurisprudenza contabile prevedeva e prevede la legittimità del soccorso finanziario alle società partecipate in crisi di cui all’articolo 6, comma 19, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 in presenza di un programma industriale o di un piano di risanamento che realizzi l’economicità e l’efficienza della gestione nel medio e lungo periodo.
Nell’ambito di tale quadro normativo, il Consiglio Regionale con la legge n. 21 del 2 settembre 2016 ha ritenuto di intervenire con un apporto finanziario per ricapitalizzare la Sogeaal spa, alla luce di un sommario esame del Piano industriale per gli anni 2016/2027 approvato dall’assemblea della SOGEAAL in data 13 luglio 2016, previamente condiviso nei suoi contenuti dalla Giunta Regionale proponente il disegno di legge. Dal predetto Piano emergerebbe una riduzione dei costi all’interno della struttura organizzativa e una prospettiva positiva di previsione di utili nel medio-lungo termine (2020/2027), stimati in complessivi euro 12.264.000, di cui il 28,75 per cento di competenza degli azionisti pubblici.
L’intervento sul capitale della SOGEAAL Spa da parte dei soci Regione Sardegna e SFIRS Spa, di cui alla legge regionale 2 settembre 2016, n. 21, è previsto nella misura massima di complessivi euro 5.821.550 per copertura perdite, e comunque sulla base di una situazione contabile (patrimoniale ed economica) infrannuale approvata dall’assemblea dei soci, riferita ad una data non antecedente trenta giorni rispetto alla medesima assemblea dei soci, e sottoscrizione del capitale sociale nella misura del 28,75 per cento. La previsione normativa dell’intervento di ricapitalizzazione, a cagione del divieto di “soccorso finanziario” come sopra interpretato, è affiancata dal contestuale intervento di un soggetto terzo, concretizzantesi nell’acquisizione delle azioni inoptate da parte del socio pubblico nell’attuale procedura di privatizzazione in corso.
La legge predetta, nel prevedere la copertura del capitale negativo della società di gestione dell’aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa, unitamente alla ricostituzione del relativo capitale sociale ai valori minimi di legge, prescrive che tale intervento dovrà realizzarsi contestualmente alla sottoscrizione del capitale sociale di SOGEAAL Spa da parte di terzi soggetti, in esito alla procedura di privatizzazione di cui all’articolo 1 della legge regionale n. 10 del 2010. L’efficacia del disposto normativo di cui al comma 1 della legge regionale 21/2016 che si commenta è subordinato alla contestuale sottoscrizione, da parte di idoneo investitore privato, secondo il principio del “pari passu”, selezionato in esito alla procedura di privatizzazione di cui all’articolo 1, comma 2, della legge regionale 13 aprile 2010, n. 10 (Misure per lo sviluppo del trasporto aereo), di un intervento sul capitale sociale di SOGEAAL Spa non inferiore ad euro 9.468.904 finalizzato all’acquisizione del 71,25 per cento del relativo pacchetto azionario, secondo il principio del PIEM (principio dell’investitore in economia di mercato).
In data 23 settembre 2016 entrava in vigore il Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) che da una parte con l’art. 28, comma 1, lett. l), ha abrogato l’articolo 6, comma 19, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e per altro verso con l’art. 14, comma 5, consente il “soccorso finanziario” alle società partecipate in crisi in presenza di un piano di risanamento, approvato dall’Autorità di regolazione di settore ove esistente e comunicato alla Corte dei conti a fini conoscitivi, che contempli il raggiungimento dell’equilibrio finanziario entro tre anni.
La seconda legge che si modifica (12/11) aveva a suo tempo recepito nell’ordinamento regionale i principi di cui all’articolo 6, commi 19 e 20, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica).
Alla luce dell’abrogazione predetta si impone oggi la necessità di recepire i nuovi principi posti dal Testo unico entrato in vigore il 23 settembre 2016.
Il presente progetto di legge si compone di quattro articoli, che di seguito vengono sintetizzati:
Articolo 1
Abroga la legge regionale 2 settembre 2016, n. 21 (Interventi sul capitale della società di gestione dell’aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa) e l’art. 18, comma 42, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12. Pone, inoltre, disposizioni finalizzate all’autorizzazione, ai sensi dell’articolo 2447 del Codice civile, da parte dei soci Regione Sardegna e SFIRS Spa, dell’intervento sul capitale della SOGEAAL Spa nella misura massima di complessivi euro 11.345.940,00 per copertura perdite e sottoscrizione dell’intero capitale sociale. L’intervento è autorizzato esclusivamente nel rispetto del principio del “PIEM”. La proposta di cui alla norma elimina ogni riferimento alla necessità che l’intervento sul capitale sociale predetto sia subordinato alla contestuale sottoscrizione, da parte di idoneo investitore privato, secondo il principio del “pari passu”, di un intervento sul capitale sociale di SOGEAAL Spa non inferiore ad euro 9.468.804 finalizzato all’acquisizione del 71,25 per cento del relativo pacchetto azionario. L’ apporto di capitale degli azionisti pubblici di euro 11.345.940,00 deriva dal ripristino dell’ammontare di capitale sociale minimo di euro 7.754.000,00, nonché dalla copertura delle perdite d’esercizio maturate medio tempore quantificate da SOGEAAL Spa in complessivi euro 3.591.940, in ragione di euro 1.268.674 per l’esercizio 2015, ed euro 2.323.266 per il primo semestre 2016.
Articolo 2
Reca disposizioni che consentono il soccorso finanziario condizionato.
Articolo 3
Prevede la copertura finanziaria
Articolo 4
Prevede l’entrata in vigore
TESTO DEI PROPONENTI
Art. 1
Interventi sul capitale della SOGEAAL Spa
Sono abrogati la legge regionale 2 settembre 2016, n. 21 e l’art. 18, comma 42, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12.
Ai fini del perseguimento dell’interesse pubblico alla valorizzazione dello scalo di Alghero quale aeroporto di interesse nazionale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 (Regolamento recante l’individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, a norma dell’articolo 698 del codice della navigazione) è autorizzato ai sensi dell’articolo 2447 del Codice civile e nel rispetto dei principi di cui all’art. 2 della presente legge l’intervento sul capitale della SOGEAAL Spa da parte dei soci Regione Sardegna e SFIRS Spa, nella misura massima di complessivi euro 11.345.940,00. per copertura perdite e sottoscrizione dell’intero capitale sociale. L’intervento è autorizzato esclusivamente nel rispetto del principio dell’investitore in economia di mercato “PIEM”.
Per le finalità di cui al comma 2 è autorizzata, nell’anno 2016, la spesa in capo al socio Regione Sardegna, fino a complessivi euro 9.099.444,00 (missione 10 – programma 04 – titolo 3 del bilancio regionale per gli anni 2016-2018).

Art. 2

In attuazione delle finalità di cui all’articolo 14, comma 5, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) la Regione e gli enti regionali non possono, salvo quanto previsto dall’articolo 2447 e 2482-ter del Codice civile, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate, con esclusione delle società quotate e degli istituti di credito, che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti straordinari alle società di cui al primo periodo, a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti, purché’ le misure indicate siano contemplate in un piano di risanamento comunicato alla Corte dei conti con le modalità di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) che preveda il raggiungimento dell’equilibrio finanziario entro tre anni.
Art. 3
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, quantificati per il socio Regione Sardegna fino a complessivi euro 9.099.444,00, si fa fronte mediante pari riduzione dell’autorizzazione di spesa, per l’anno 2016, di cui alla legge regionale 2 dicembre 2011, n. 25 (Norme per la copertura finanziaria della continuità territoriale), e successive modifiche ed integrazioni (missione 10 – programma 04 – titolo I – cap. SC07.0627).

Art. 4
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).

“E’ un pacco per la Sardegna”

CAGLIARI – Ieri in Consiglio Regionale si è discusso del Patto per la Sardegna. La Giunta Regionale, per bocca del presidente Piglaru, ha ricordato l’elenco dei futuri interventi. Ma durante il dibattito le opposizioni hanno attaccato duro. Il Patto è solo “un pannicello caldo” che tiene la Sardegna in una condizione di subalternità. «La vera partita da risolvere è quella delle entrate, una battaglia appena accennata – ha detto Mario Floris – i partiti nazionalitari presenti in Consiglio e nella maggioranza dovrebbero prendere coraggio e affrontare con fermezza questa battaglia». Per Marco Tedde (Forza Italia) il Patto non affronta il problema dell’insularità. «Ci pare invece un’operazione di grande riciclo finanziario, una sorta di illecito politico, un vero e proprio pacco per la Sardegna – ha detto Tedde – ricordiamo che nella relazione al Def il ministro Padoan aveva previsto di spendere 13 miliardi di euro per il Sud. Renzi ha assunto invece impegni per 22 miliardi. Non sappiamo come abbia fatto a raddoppiare le risorse e cosa succederà».

Secondo Tedde, il Patto è solo un’operazione di marketing: «I fondi aggiuntivi per ora sono solo promessi, sono di gran lunga inferiori a quelli prospettati. Le risorse ordinarie invece le stiamo aspettando da tempo. La verità è che non si è affrontato il vero nodo: i costi dell’insularità ammontano a circa 600 milioni all’anno. Non vengono ricompresi nel Patto né risarciti. Il vero dramma dei sardi è l’isolamento». Il consigliere azzurro ha quindi puntato l’attenzione ai problemi del sistema dei trasporti (low cost e Ct2) lamentando il mancato coinvolgimento del Consiglio nella partita che ha portato alla firma del Patto: «C’è poco da gioire. Non avete coinvolto l’Assemblea. Non si può relegare i consiglieri a un ruolo di semplici alzatori di mano. Il risultato è opaco. Serve la continuità territoriale passeggeri e merci che renda davvero la Sardegna un’appendice dell’Italia. Il Patto invece ricicla stanziamenti vecchi, si fa un semplice restyling e un po’ di gazzosa. Complessivamente è una gigantesca operazione truffaldina di cui è vittima tutto il Mezzogiorno. E’ il risultato dello scippo del FSC: 17 miliardi tolti al Sud e destinati ad altro (banda larga, cultura e ricerca)».

Tedde si è poi soffermato sui 38 milioni di euro per l’ampliamento dell’inceneritore di Tossilo: «E’ una beffa – ha detto l’esponente della minoranza – si finanzia un’opera nonostante una sentenza del Tar che ha annullato il procedimento e nonostante un odg del Consiglio regionale che prevedeva di subordinare il progetto Tossilo al piano regionale dei rifiuti. Il presidente intende rispettare la sentenza del Tar e il deliberato del Consiglio?». Un accenno, infine, sulla governance: «Nel Patto, la Regione viene relegata in un cantuccio – ha concluso Tedde – la gestione è tutta dello Stato, non si tratta di un Patto ma di un pacco».

Nella foto i Consiglieri Regionali Tedde e Fasolino

S.I.

“Risorse straordinarie insularità”

CAGLIARI – “Ci saremmo potuti accontentare di una riprogrammazione congiunta e migliorata del Fondo di Sviluppo e Coesione, come hanno fatto altre regioni e che per noi è pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Ma il Patto è molto di più: abbiamo voluto che si tenesse conto degli svantaggi causati dalla condizione di insularità e abbiamo ottenuto un altro miliardo e mezzo di risorse straordinarie per affrontarli di petto”. Con queste parole il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha aperto il suo intervento, ieri sera in Consiglio regionale, nel quale ha illustrato il Patto per la Sardegna firmato il 29 luglio scorso a Sassari col presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e che vale oltre 3 miliardi di euro.

“A maggio 2015, ad Olbia, abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio un dossier specifico sui problemi che derivano dall’essere un’isola periferica. Nessuna lamentela generica ma, per la prima volta, la certificazione degli svantaggi attraverso la concretezza dei numeri, dimostrando che l’insularità impone costi particolarmente elevati, soprattutto perché tale stato rende difficile e costosa la connessione con le reti continentali che offrono servizi essenziali per i cittadini e per le imprese. Nello stesso tempo, nel dossier, abbiamo individuato gli interventi che possono mitigare gli effetti negativi dati da questa precisa condizione, che è geografica e quindi strutturale: riguardano continuità territoriale aerea, mobilità interna con particolare attenzione al trasporto su ferro, e metano. Su questi temi, in questo modo, abbiamo chiesto quanto ci è dovuto in termini di risorse finanziarie, di investimenti infrastrutturali, di opportunità di integrazione e connessione. Il Patto fornisce risposte specifiche alle nostre specifiche richieste, mettendo sul tavolo contenuti veri e finanziamenti adeguati. Parliamo di grandi investimenti, mirati a ciò che serve. Le risorse aggiuntive, dunque – ha sottolineato infine il presidente Pigliaru – si sommano ai 1.509 milioni di nuove risorse Fsc e a quanto previsto dalla Cabina di Regia. Sono cifre importanti e ora spetta a noi spenderle bene nel minor tempo possibile”.

Il presidente Pigliaru ha poi elencato nello specifico alcune cifre. Per la mobilità sono disponibili 625 milioni fra Contratti RFI (ferrovie) e Anas, a cui si aggiungono i 120 milioni in quattro anni come contributo alla continuità territoriale aerea; 400 milioni finanzieranno la dorsale per il metano nell’Isola, altra partita strategica per la Sardegna, e in più ci saranno le risorse necessarie per i collegamenti dei bacini e la distribuzione del gas naturale a condizioni di sicurezza e tariffa analoghe alle altre Regioni; 195 milioni sono destinati alle infrastrutture sanitarie, 140 a Scuola e Università, 285 al sistema idrico, 180 ad ambiente, bonifiche e dissesto idrogeologico, 292 milioni allo sviluppo economico e produttivo, 50 a turismo e cultura, 45 agli ammortizzatori sociali.

Nella foto la Giunta Regionale ieri sera in Consiglio

S.I.

La prossima a Destra: Storace |video

ALGHERO – Piaccia o non piaccia, Francesco Storace è uno dei politici più coerenti e schietti che ci siano in circolazione. Da sempre è fedele al suo credo politico che, al netto di scelte anche sbagliate e magari prese di posizione pure di rottura, lo inquadrano come baluardo della “Destra”. Quella che in Italia, dopo il Movimento Sociale e parzialmente con Alleanza Nazionale, non è più decollata inghiottita da Forza Italia e da altre realtà che, per diversi motivi, non hanno “sfondato” dal punto di vista elettorale fino all’arrivo della Lega e Salvini che però rappresentano un’altra storia che lo stesso Storace ha deciso di non condividere. Ed è così che, per l’ex-ministro e attuale vice-presidente del Consiglio Regionale del Lazio, è arrivato il momento di raccontare passato, presente e futuro proprio della “Destra”. E proprio sabato scorso, Storace, ha presentato il suo libro nell’Hotel Carlos V attraverso un interessante dibattito coordinato dal professore e avvocato Mario Tocci.

Nella foto il professore Mario Tocci e l’onorevole Francesco Storace

5 Stelle: Di Battista si racconta

ALGHERO – “Oltre cinquemila chilometri, da Nord a Sud dell’Italia, in sella alla sua moto, per spiegare perché votare “No” alla riforma costituzionale di Renzi. Questa l’iniziativa di Alessandro Di Battista, portavoce del Movimento 5 Stelle in parlamento, che ieri sera ha fatto tappa ad Alghero, in una piazza gremita di cittadini.
“Per me viaggiare è sempre stato un modo per trasformare pensieri in azioni. Da ragazzo, quando iniziai a sentire quella sana inquietudine, mi sono messo in viaggio verso il Guatemala, lì ho lavorato in alcune comunità indigene. A 30 anni, quando ho visto il mio Paese sprofondare nell’ingiustizia mi sono messo in viaggio verso casa. Oggi che la nostra sovranità è in pericolo ho sentito ancora il bisogno di mettermi in viaggio. Non lasciatemi solo, datemi una mano”. Cosi dal Movimento 5 Stelle di Alghero riguardo la tappa di Alessandro Di Battista in Sardegna e nello specifico nella Riviera del Corallo. Nota in cui vengono riportate alcune delle frasi dette dal leader dei grillini nel centro catalano.

“Alghero Meetup 2.0, gruppo di cittadini algheresi a sostegno del Movimento 5 stelle, comunica: “Abbiamo offerto il nostro aiuto ai Portavoce per realizzare l’evento, siamo un bel gruppo numeroso e volenteroso, ognuno ha messo a disposizione le proprie capacità per organizzare una serata di informazione, di democrazia e di piacevole confronto. Siamo molto carichi e abbiamo voglia di regalare il nostro tempo per contribuire a rendere migliore la nostra Alghero e la nostra Italia! Ringraziamo di cuore tutti i volontari che ieri ci hanno dato una mano, il Meetup 79 di Sassari e tutti i portavoce locali e nazionali che sono intervenuti!”.

Nella foto l’appuntamento di ieri in Piazza Pino Piras

S.I.

Alghero: folla per Di Battista

ALGHERO – Ieri tappa ad Alghero per il deputato e leader nazionale di 5 Stelle Alessandro Di Battista. Il parlamentare durante la sua campagna referendaria per il No alla Riforma Costituzionale predisposta dal Governo Renzi che sarà votata dagli italiani il prossimo 4 dicembre, è giunto in Sardegna arrivando in serata fino ad Alghero. Qui, in piazza Pino Piras, è stato accolto da un folto pubblico che ha ascoltato le sue esternazioni tra cui molte critiche al presidente del Consiglio e in generale alla gestione politica e amministrativa del Pd nei vari luoghi dove governa. Presenti anche tanti curiosi che volevano vedere dal vivo il personaggio pubblico e soprattutto molti attivisti dei centri limitrofi, in particolare da Sassari e Porto Torres. Mentre riguardo il livello locale, è stato il candidato a sindaco, attuale consigliere comunale, Graziano Porcu a rispondere alle critiche di queste settimane rispetto ad una opposizione “light” nei confronti di Bruno e della sua amministrazione [Leggi]. “Noi abbiamo mantenuto il numero legale, come nel caso del Piano regolatore del cimitero, per il bene degli algheresi viste le reali necessità di ampliamento del camposanto”, ha tuonato Porcu.

Addirittura sui social era venuta fuori la notizia di una richiesta di intervento per la sistemazione dei gazebo. Certamente, come scrive qualcuno, se a livello nazionale e in generale “il simbolo fa breccia e funziona, molto grazie a Grillo e anche alla voglia di cambiamento e rinnovamento”, nelle ramificazioni locali (basta pensare al Comune di Parma con Pizzarotti che andrà via oppure alle enormi difficoltà a Roma per la Raggi) ci sono diversi problemi legati alla reale gestione amministrativa e politica. Per adesso, però, i 5 Stelle catalani hanno dimostrato che, a differenza di quello che alcuni ripetono quotidianamente, forse per non far emergere i propri limiti, c’è voglia di politica, anzi di Politica.

Nella foto la piazza ieri sera per Alessandro Di Battista

S.I.

5 Stelle: c’è il “caso Alghero”

ALGHERO – Oggi arriva Alessandro Di Battista ad Alghero. Uno dei leader del direttorio, ovvero il coordinamento nazionale, dei 5 Stelle approda per la seconda dopo due anni nella Riviera del Corallo. Tappa all’interno del tour del parlamentare legato alla campagna referendaria per il NO alla proposta del Governo Renzi di modifica della Costituzione. Ma nemmeno questa visita ha placato gli animi dei grillini catalani. Infatti continuano gli screzi e diverbi all’interno del movimento esplicitati sui social in particolare su facebook. Sono le pagine dei MeetUp o i profili personali degli attivisti a palesare queste problematiche che vedono principalmente una sorta di rottura tra il primo organismo nato in città e i due consiglieri comunali Roberto Ferrara e Graziano Porcu (quest’ultimo candidato a sindaco) legati, a quanto emerge, più alla nuova realtà denominata MeetUp 2.0.

Al netto di attacchi personali e scontri personali, ciò che viene maggiormente rimproverato ai due “portavoce” presenti nell’aula di via Columbano è che non attuano un’opposizione ferrea e dura, ma troppo “light”, rispetto ai provvedimenti presentati dall’amministrazione Bruno e difesi dalla sua maggioranza. C’è un dato pubblicato dai “critici” di Ferrara e Porcu ovvero che avrebbero “votato in modo contrario solo 3 volte (o poco di più) su 111” atti a firma dei Bruniani, sinistra e Udc. Per una forza che, almeno secondo le istanze della base, avrebbe dovuto essere molto battagliera e concedere poco ai governanti, in effetti appare un po’ pochino. Altro tema quello della “cementificazione”: i due consiglieri sono “accusati” di aver votato positivamente le linee guida del Puc portate in aula dalla Giunta Bruno e che sostanzialmente ricalcano quelle dei governi precedenti. Due temi che stanno creando, ancora, discussioni e anche scontri in seno al movimento 5 Stelle. Sarà proprio Di Battista a riappacificare gli animi o, come vorrebbe e mormora qualcuno, a intervenire sul “caso Alghero”?

Nella foto i 5 Stelle algheresi le scorse elezioni

S.I.

Barracelli: Paddeu candidato con Bruno

ALGHERO – “Apprendiamo da notizie di stampa che il Comune di Alghero, dopo aver nominato un nuovo comandante della Compagnia dei Barracelli ha avviato il reclutamento volontario fino ad un massimo di venti nuovi barracelli. Immaginiamo che tutto questo nasca dalla dura presa di posizione che poche settimane fa 14 componenti della Compagnia barracellare hanno manifestato contro Mario Bruno, denunciandolo addirittura alla Procura della Repubblica pare per numerose quanto importanti inadempienze amministrative nei confronti della Compagnia stessa”. Psd’Az (partito guidato da Giuliano Tavera e Mario Conoci), Ncd (rappresentati in aula da Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris) e Patto Civico (dell’ex-sindaco Stefano Lubrano) puntano i riflettori su un altro caso, l’ennesimo, esploso in seno all’amministrazione Bruno e questa volta riguarda la compagnia barracellare.

“Non solo emerge l’incapacità del sindaco Bruno di avere una relazione, almeno normale, con chi lavora per l’amministrazione comunale, ma appare anche una vicenda politica che il sindaco Bruno farebbe bene a spiegare e a chiarire in Consiglio Comunale. Dovrebbe infatti spiegare il vero motivo che ha indotto la Giunta Bruno ad approvare una delibera,la n.144 del 06.05.2016, con la quale si annulla una delibera precedente, la n. 33 del 20.02.2013, adottata dalla Giunta Lubrano avente come oggetto proprio la questione dei barracelli. Al di là delle motivazioni rese in delibera non si capisce infatti come mai la Giunta Bruno annulli, addirittura in autotutela, un provvedimento, quello di Lubrano, dove semplicemente si prende atto del numero di baraccelli che a quella data prestavano regolare servizio. Sappiamo che a seguito della “presa d’atto” effettuata nel 2013, da regolamento comunale sono stati espulse quelle persone che per tanto tempo non si sono mai presentate in servizio, e non sappiamo se fra queste persone vi fosse l’attuale comandante dei barracelli nominato di recente dalla Giunta Bruno”.

“Sarebbe opportuno che il sindaco chiarisca in aula anche se il nuovo comandante fosse effettivamente candidato come consigliere comunale nella lista “Per Alghero con Mario Bruno” che lo ha sostenuto nelle scorse amministrative del 2014. (era candidato nel 2014 con la Lista Per Alghero con Bruno ed ha preso 84 voti ndr). La vicenda è davvero complessa e delicata e riguarda un servizio, quello dei Barracelli, molto importante per la città e per il territorio. Non entriamo nel merito del contenzioso in essere riteniamo però che tutta questa vicenda non possa essere liquidata senza fornire alla città una spiegazione chiara e puntuale”.

Nella foto Riccardo Paddeu (comandante dei Barracelli per decisione dell’amministrazione Bruno) e Renato Soru durante la campagna elettorale del 2014

S.I.

Consiglio: accoglienza al collasso

CAGLIARI – Dibattito, quest’oggi, in Consiglio Regionale sulla situazione dei migranti. Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, illustrando la mozione n.253 ha voluto subito sgombrare il campo da ogni forma di pregiudizio: «Quando si parla di migranti si parla di persone, di uomini e donne, bambini e anziani ai quali va tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione– ha detto l’esponente della minoranza – ciò che occorre chiedersi è se quello che si è fatto e continua a farsi è servito o ha invece aumentato i problemi dei migranti».

Pittalis ha ricordato le difficoltà affrontate dal sistema degli enti locali sui cui è stata scaricata gran parte delle responsabilità dell’accoglienza: «Tutto nasce da una sottovalutazione del problema, dal fatto di aver affidato la soluzione all’Europa della finanza e delle banche e non all’Europa dei popoli – ha affermato Pittalis – i risultati sono sotto gli occhi di tutti: mancano 600 milioni di euro per far fronte alle spese sostenute dalle associazioni oltre ai fondi che servono, di mese in mese, per affrontare le emergenze. Ci sono, inoltre, 235mila migranti che aspettano l’occasione per venire in Italia. Solo il Governo Renzi sembra non accorgersi di questo».
Secondo il capogruppo di Forza Italia «la Sardegna rischia di subire la situazione invece di essere coprotagonista nella gestione dell’emergenza. Il governo deve coinvolgere le autonomie locali. La recente nomina di Fassino a capo dell’autorità per la gestione dell’accoglienza non autorizza a dire che c’è l’attenzione verso gli enti locali. E’ la solita furbata per rasserenare le anime dissenzienti all’interno del proprio partito». Pittalis, infine, ha ricordato che in 13 mesi sono arrivati in Sardegna oltre 9000 migranti, tra cui moltissimi minori. «Il sistema dell’accoglienza è al collasso. Tutto grava sulle spalle di forze dell’ordine, sindaci e volontari oltre che della Chiesa sarda. Le quote sono saltate. Un sistema senza controlli rischia di tradire la finalità umanitaria e di favorire la tratta delle persone aumentando il numero dei morti in mare. Serve un’azione più energica della Giunta – ha concluso Pittalis – il presidente della Regione non può correre il rischio di essere indicato come responsabile dei problemi di ordine pubblico e di un dissidio sociale che si aggrava». Il presidente Lai ha quindi dato la parola al consigliere Agus (Sel) per l’illustrazione della mozione n. 220. «E’ un tema serio, non possono essere tutelati toni da bar – ha esordito Agus – i migranti fuggono dalle guerre, è questa l’unica alternativa alla morte certa. Ecco perché bisogna concentrarsi sulle soluzioni possibili evitando di creare confusione».

Secondo Agus «sulla Sardegna grava un peso che non può sostenere, si rischia di peggiorare una situazione già difficile per i migranti e per le comunità che li accolgono. La nostra Isola è confine di un territorio più ampio, non può sopportare da sola questa responsabilità. Il tema va inquadrato in un contesto più ampio che riguarda i rapporti tra continenti. L’Europa non può lasciare da sola la Sardegna e la Sardegna non può lasciare soli i comuni». Il consigliere di Sel ha quindi espresso forti critiche sull’attuale sistema di accoglienza gestito dalle prefetture. «Si è rivelato fallimentare – ha detto Agus – c’è necessita di un patto nazionale sottoscritto da Stato, Regione e Comuni. La Regione se ne faccia carico. Continuare a considerare il problema come un’emergenza è sbagliato. Serve una nuova politica di integrazione. Non è più accettabile assistere allo scarica barile che aggrava la situazione e alimenta i populismi». Agus ha quindi invocato il superamento delle logiche emergenziali attraverso un piano organico dell’accoglienza che trasferisca le competenze dalle prefetture alla Regione. «La semplice accoglienza non basta più per situazioni che durano mesi o anni. La Regione deve spingere per l’approvazione in Parlamento del disegno di legge per i minori non accompagnati. La situazione sta esplodendo. La carenza di normativa fa sì che i minori siano a totale carico degli enti locali. I comuni non sono più in grado di far fronte alle necessità».

Si è poi passati all’esame dell’interpellanza 149/A che il primo firmatario, Ignazio Locci, ha dato per letta.
Ha quindi preso la parola il consigliere Franco Sabatini (Pd) che, dopo aver ricordato alcuni fatti di cronaca nera che hanno visto coinvolti migranti arrivati in Sardegna, ha sottolineato l’esistenza di un disagio sociale da affrontare con attenzione. «Chi parla di invasioni di migranti alimenta l’intolleranza – ha detto Sabatini – la questione è complessa è ha bisogno di soluzioni adeguate. Oggi il tema è regolato dalla convenzione di Dublino del 1990 che disciplina la competenza per le domande di asilo. La Convenzione afferma che i rifugiati non possono scegliere liberamente la destinazione ma questa compete allo Stato che fa la prima accoglienza. L’Europa ha chiesto di rivedere la Convenzione ma gli Stati membri si rifiutano. Per questo motivo gli immigrati non vogliono essere identificati. Non lo fanno per arroganza ma perché hanno in testa altre mete. Se si fanno identificare hanno più difficoltà a raggiungere le nazioni dove hanno parenti e amici». Sabatini, in conclusione, ha invitato a distinguere tra prima accoglienza e permanenza. «In Sardegna ci sono stati 12.000 arrivi nel triennio e attualmente sono presenti 5.000 migranti. La nostra Isola ha il tasso di uscita più alto, chi arriva da noi non vuole rimanere. E’ falso sostenere che non stiamo rispettando le quote assegnate del 2,9%». Secondo Marco Tedde (Forza Italia) la Sardegna rischia di diventare terra di confino per “poveri cristi” che scappano dalla guerra o dalla fame. «Noi siamo per la solidarietà ma i migranti devono essere accolti come si deve – ha sostenuto Tedde – la macchina dell’accoglienza è invece collassata: i sindaci sono lasciati soli, gli immobili utilizzati per ospitare i migranti sono privi di agibilità e senza servizi igienici adeguati. Situazioni indegne di uno stato civile».

Il consigliere azzurro ha poi rimarcato la necessità di verificare puntualmente chi ha diritto allo status di rifugiato. «In Sardegna sono arrivati 1.400 migranti in più rispetto alle quote previste, i rifugiati sono pochissimi. Sarebbe stato molto meglio realizzare centri di accoglienza in Nord Africa. In questo modo si sarebbe potuta verificare meglio la legittimità della richiesta dello status di rifugiato. Questo avrebbe risolto molti problemi ma Renzi non ci pensa. Siamo convinti che Regione debba esercitare un ruolo più determinato – ha concluso Tedde – non siamo contro la Regione ma credo che il presidente Pigliaru debba decidere che cosa fare e cosa chiedere per accogliere degnamente i rifugiati e dare sostegno ai sindaci».

Critico anche il consigliere Paolo Truzzu (FdI) secondo il quale sul fronte dell’accoglienza sono state fatte scelte illogiche: « Quale futuro vogliamo dare ai nostri giovani? – ha chiesto Truzzu – Finora sono stati spesi 90 milioni di euro di fondi statali per un’integrazione che non ci sarà mai. In questo modo ignoriamo la disperazione dei nostri giovani costretti ad emigrare. Non ci occupiamo di sviluppo ma di assistenza, si alimenta l’odio e il contrasto sociale». Secondo Truzzu, occorre quindi ragionare per «dare risposte agli immigrati ma anche ai sardi mettendo fine alla politica degli aiuti senza controlli in una terra che non riesce a produrre lavoro nemmeno per i propri figli. Nonostante ciò _ ha concluso Truzzu – sento esponenti della giunta e dei sindacati auspicare più presenza degli immigrati per contrastare lo spopolamento. Il problema dei migranti non si risolve qui ma in Africa».

Nella foto un’imbarcazione con migranti in arrivo dall’Africa

S.I.

5 Stelle: Di Battista ad Alghero

ALGHERO – “Nemmeno un giorno di ferie per Alessandro Di Battista che, dal giorno in cui la Camera dei deputati ha chiuso per la pausa estiva, ha cominciato il suo tour nelle piazze delle località di mare italiane, per spiegare ai cittadini le ragioni del NO ai quesiti referendari di modifica della Costituzione”. Conferma dal Movimento 5 Stelle di Alghero dell’arrivo sabato del parlamentare e leader nazionale Alessandro di Battista.

“Mi conoscete, sapete che per me è un piacere stare in piazza con voi. Io mi ricarico così e soprattutto, grazie a voi, riesco a tenere la barra dritta, a non perdere la giusta direzione”, scrive Di Battista. Ed ecco che, con il suo viaggio “#iodicono – Coast to Coast”, Di Battista arriva anche ad Alghero. Sabato 1 ottobre 2016, in Piazza Pino Piras, a partire dalle h20:00 comincerà l’evento che vedrà arrivare Di Battista, in sella alla sua moto ecologica. Interverranno durante la serata anche Nicola Bianchi, Emanuela Corda, Andrea Vallascas, Roberto Cotti e Manuela Serra, i portavoce sardi del Movimento 5 stelle in Parlamento e i portavoce del territorio.

Nella foto Alessandro Di Battista

S.I.