Soldi low-cost: fuffa mediatica

CAGLIARI – “E’ evidente che la legge proposta da alcuni consiglieri del centrosinistra per incentivare con 10 milioni di euro all’anno, per un triennio , lo sviluppo del traffico aereo nell’aeroporto di Alghero serve solo per gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica di un territorio devastato dalla crisi economica indotta dall’abbandono di Ryanair”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna in Consiglio regionale.

“In primo luogo perché simula di attribuire alla Regione nuovi strumenti di controllo sui programmi della Sogeaal in tema di traffico aereo che la Regione ha già nella sua veste di azionista unico, con poteri assoluti. In secondo luogo – prosegue l’esponente azzurro-, perché se il 28 novembre il 72 % delle quote azionarie dovesse essere ceduto a privati, nessuno li potrebbe obbligare a partecipare in pari quota all’investimento per rigenerare il traffico sullo scalo catalano. Ma, quel che è ancor peggio, alla luce delle regole della procedura di vendita -che marginalizza il progetto di gestione dei privati- il nuovo azionista privato potrebbe stracciare tutti i piani e i programmi della Sogeaal e della Regione. Insomma, è “fuffa mediatica” che, tra l’altro, si inserisce come atto di sfida nella rissa fra le correnti del PD, soriani e renziani da una parte e cabrasiani dall’altra, posto che propone il principio dell’investitore in economia di mercato (Piem), mentre l’assessore Deiana -cabrasiano di ferro e non solo- propone il contrapposto principio dei servizi di interesse generale (Sieg)”.

“In mezzo a questa disputa da risiko politico, che si protrae da oltre una anno paralizzando la Sardegna, si pone il tessuto economico di un intero territorio che l’inadeguatezza di Pigliaru e Deiana ha fatto retrocedere di 15 anni: 300 mila passeggeri in meno nei primi 10 mesi dell’anno hanno provocato danni irreparabili. Ma i sardi – ha concluso Tedde- si stanno preparando a chiedere il conto ad una Giunta dei professori inadeguata”.

Nella foto alcuni velivoli della Ryanair

S.I.

“Bruno teme di perdere la poltrona”

ALGHERO – “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Eppure il sindaco dalle “mani sante” questo lo dovrebbe sapere avendo l’intelligenza di starsene alla larga. Invece continua a cascarci continuamente. Per lui la critica è sempre qualcosa di “lesa maestà” ma, nonostante oramai sia vicino alla parte finale della sua nefasta esperienza da sindaco, continua a dare pessimi segnali di mal sopportazione di qualsiasi voce avversa”. Andrea Delogu e Michele Pais, del Comitato per il No, rispondono alla nuova “stoccata” del sindaco che tramite social ha attaccato alcuni rappresentanti contrari al referendum dicendo che “sfioravano il ridicolo”.

Ma per per Delogu e Pais “la sua dipendenza dal consenso e dal mondo virtuale di facebook, dove tutto può essere mistificato ed edulcorato è oramai patologica. Ed è così che, anche per sul referendum, manifesta nervosismo, paura, timore di perdere quella poltrona tanto agognata a tal punto da far saltare in aria il tessuto sociale algherese affidando comparti strategici ad assessori a dir poco imbarazzanti. Così, pur schierandosi apertamente per il Si, svegliandosi improvvisamente Renziano dell’ultimo ora, tanto da fare “bella” mostra di se in prima fila durante lo show da cabaret del Premier giunto in Sardegna a sparare slogan e promesse, unendosi alla pletora di persone col cappello in mano. Ma forse il suo show era rivolto al sindaco che, nonostante la sua città stia sprofondando, con l’aeroporto al collasso e l’economia cittadina a partire da settore turistico e commercio in stato comatoso, non ha osato disturbare il grande manovratore fermando il suo anelito “politico” ai suoi soliti stantii e mistificatori post su Facebook”.

“Nessuna delle paventate proteste e alzate di scudi verso il Premier a difesa della sua città, niente. Del resto stare col cappello in mano magari potrebbe far arrivare qualche spicciolo per poter inventarsi nuove “bomboglias” con cui inondare i social e la stampa locale e regionale. Ma il suo schierarsi con il Si, così come la quasi totalità della sua maggioranza, sarà valutato anche politicamente nell’analisi del voto. Per questo il voto negativo, auspicato dalla stragrande maggioranza della popolazione, sarà, come detto, anche un avviso di sfratto per lui che ancora non ha avuto un sussulto di dignità per comprendere che il ruolo di sindaco non fa per lui e senza attendere il risultato del referendum avrebbe già dovuto lasciare la poltrona a lui tanto cara. Ma gli algheresi hanno già capito tutto e la fine dell’incubo non è poi così lontana”.

Nella foto alcuni dei rappresentanti forzisti del Comitato per il No

S.I.

Consiglio: record di temi inevasi

ALGHERO – La conferenza dei capigruppo ha deciso di fissare il Consiglio Comunale. Unica seduta prevista mercoledi 23 novembre alle ore 18. Al netto delle tematiche inserite e di alcuni delicate variazione di bilancio e soprattutto del famigerato “giornalino”, non si è mai visto nella storia del Comune di Alghero vedere ripetersi, da mesi, un elenco di oltre 40 punti all’ordine del giorno, ancora da discutere, con alcuni che, ad oggi, non hanno più senso o quasi.

A fronte di un’unica seduta fissata e dunque di forse un altro paio entro l’anno, l’agenda ne fissa in totale 43. Un altro fatto totalmente inedito e che palesa uno scollamento tra amministrazione e consiglio e soprattutto evidenzia l’assenza di un accoglimento delle questioni sollevate e raccolte dalle forze politiche provenienti dalla città rispetto a quanto, invece, decide la giunta e nello specifico il sindaco.

E del resto la distanza tra i governanti e le problematiche della città è evidente e sottolineata dal fiume di commenti contrari e di proteste sui social. Nonostante questo, si continua con un adagio, come detto, mai visto, con la massima assise cittadina che ha ancora deve discutere oltre 40 punti eppure, nonostante questa montagna di punti, si riunisce a singhiozzo e soprattutto per poche ore rispetto a quelli che sono i tanti temi da affrontare.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Doppia preferenza: sit-in ad Alghero

ALGHERO – E’previsto per domani martedi’ 22 novembre alle ore 10.00, in Piazza del Municipio ad Alghero il sit-in per manifestare a favore della doppia preferenza di genere. L’iniziativa nata dall’associazione “Meglio in Due” che è riuscita a coinvolgere in questo progetto oltre 140 Amministrazioni comunali sarde, e’ stata accolta favorevolmente anche ad Alghero per merito del consigliere comunale Monica Pulina, capogruppo del Gruppo Misto.

Infatti nel mese di ottobre la mozione a favore della doppia preferenza di genere per l’elezione dei consiglieri regionali, che ha visto come firmatari anche la consigliera Maria Grazia Salaris, Mimmo Pirisi, Maurizio Pirisi, e’ stata accolta e votata favorevolmente dal Consiglio Comunale ad esclusione dei 5 Stelle e del consigliere di Sinistra Civica. Il sit-in per dare un messaggio chiaro e forte al Presidente del Consiglio Regionale anche ad Alghero, in contemporanea con altri Comuni Sardi, per chiedere che la proposta di inserire lo strumento della doppia preferenza di genere,possa approdare in Consiglio Regionale in tempi brevi. In questo modo Monica Pulina, Maria Grazia Salaris insieme alle altre consigliere e consiglieri, invitano chiunque voglia supportare l’iniziativa a presentarsi domani davanti al Municipio in via Colubano.

Nella foto le due consigliere comunali Maria Grazia Salaris e Monica Pulina

S.I.

Attività chirurgica: allarme chiusura

ALGHERO – “Dai primi dicembre all’Ospedale Civile di Alghero potrebbero essere banditi gli interventi in elezione e garantendo solo ed esclusivamente le urgenze . Questo perché da Dicembre andranno in ferie prepensionamento due anestesisti e se non interverranno assunzioni nei prossimi giorni da parte dell’Asl di Sassari, il destino di Chirurgia, Otorino, Urologia e Ostetricia potrebbe essere quello di un lento e progressivo declino”. Questa l’opportuna segnalazione e nuovo grave problema della sanità locale evidenziato dai consiglieri comunali di opposizione Alessandro Nasone e Monica Pulina.

“La situazione è precipitata in quanto gli anestesisti in organico al civile, anche se parrebbero di un numero sufficiente hanno delle restrizioni dovuti a diritti legge e dovute al medico competente; questo impedisce che l’organico di anestesia possa garantire la copertura dei turni normali e garantire così gli interventi in elezione e l’emergenza intraospedaliera. La stessa situazione la troviamo in Chirurgia Generale dove di 8 Chirurghi, gli idonei al 100% all’attività sono solo 4, i quali hanno la responsabilità anche di garantire i turni h24 e le reperibilità; una situazione insostenibile che impedisce al reparto di garantire le liste d’attesa e la programmazione dell’attività quotidiana”.

“Situazione analoga nel reparto di Otorino; a causa della mancanza di anestesisti infatti gli interventi chirurgici sono diminuiti , impedendo ad un reparto efficiente di continuare a rispondere alle richieste della popolazione, non soltanto algherese. Nella Primavera scorsa l’ospedale civile è stato interessato dal riavvio di molti importanti interventi strutturali , quali il completamento del reparto di medicina, di ostetricia , degli androni e della terapia intensiva. Ora si sta intervenendo per completare il reparto di chirurgia chiuso da anni e per dotare la citta di Alghero di un nuovo ambulatorio di endoscopia. Tutte opere importanti che erano il corollario per evitare che Alghero e i suoi ospedali fossero declassati ad ospedale di Base anziché di 1 livello come dovrebbe essere grazie alle specialità e alle strutture che in esso insistono. Una rivendicazione che ha portato la V Commissione Sanità del Comune ad stringere accordi con i comuni della Provincia per poter difendere la Sanità del nostro territorio dalla mannaia dell’assessorato e dal suo progetto di riforma della rete ospedaliera. La lotta Politica dei mesi scorsi ha condotto la Commissione Sanità a Cagliari, consentendo di raggiungere accordi con la commissione sanità regionale e i consiglieri regionali per una modifica del testo della riforma della Rete Ospedaliera direttamente in Consiglio , con il passaggio degli Ospedali di Alghero-Ozieri da presidio di Base a presidio di Primo Livello”.

“L’art.32 della Costituzione parla del diritto alla salute tutelando i cittadini comprendendo gli aspetti di cui non si può in nessun caso essere privati. La corte costituzionale nelle sentenze n°309/1999, n°252/2001 , n°354/2008 stabiliscono che le esigenze di finanza pubblica non possono assumere un peso talmente preponderante da comprimere il diritto alla salute; L’esigenza di risanare i Bilanci da parte della Regione non ha lasciato spazio alla protezione del Cittadino e al suo diritto alla salute ed in questo caso un blocco dell’attività operatoria ad Alghero a causa della mancanza di anestesisti e chirurghi è violare il diritto costituzionale alla salute dei Cittadini Algheresi”.

“La nostra speranza è che tutto ciò che sta avvenendo in queste ultime settimane all’interno del nostro Ospedale non venga sottovalutato dal nuovo Presidente della V Commissione Mario Nonne il quale ha il dovere di continuare il lavoro svolto dalla scorsa commissione e dai consiglieri comunali. Nelle Prossime settimane il Consiglio Regionale dovrà riprendere l’analisi della Rete Ospedaliera e della Rete Territoriale; il destino della sanità algherese si giocherà tutta in quelle sedute e sarebbe molto utile che ci si attivi con una costante pressione politica. In Conclusione chiediamo al Presidente Nonne e al Sindaco Bruno un loro pronto intervento presso il nuovo Direttore Generale Moirano per evitare che Alghero subisca un ulteriore depauperamento di risorse Infermieristiche e mediche. Un Intervento urgente perché se nei prossimi giorni non intervengo atti per salvaguardare l’organico di anestesia altrimenti potremo assistere al blocco della normale attività chirurgica dell’ospedale a totale danno dei nostri concittadini”.

Nella foto il consigliere comunale Nasone

S.I.

“Giornalino-vigliaccata da bloccare”

ALGHERO – “Scrivo per segnalarvi una notizia che merita una certa attenzione. La riunione dei capogruppo ha fissato le date dei prossimi consigli comunali, saranno tre a partire dalla prossima settimana. Il punto numero 8 dell’ordine del giorno sarà: discussione e approvazione sulla creazione e diffusione del cosidetto giornalino”. E’ il dirigente del Partito Democratico di Alghero Franco Santoro a ritornare su una delle tante questioni che vedono l’amministrazione Bruno sotto attacco. E in questo caso il malcontento è diffuso non solo tra le opposizioni, ma tra la gente e anche tra gli operatori dell’informazione.

Santoro ricordo che il “costo fissato da delibera di giunta sarebbe “cinquantamila euro”” e per continua “per me è facile ricamarci sopra tra il serio e faceto un abito ironico, ma la gravità di questo passaggio da parte di un sindaco che sembra continuare a usare il danaro della città per continuare a promuovere solo unicamente se stesso è uno schiaffo di una tale volgarità sociale, che lascia senza fiato. Come non indignarsi, sollevando un deciso e autorevole, fatto da parole e azioni che non scadano nella facile trivialità che lui userebbe a suo favore essendo composto il suo essere di gomma, no collettivo che blocchi questa ennesima pagina nera di una maggioranza che soppravvive unicamente a se stessa. Come questi 12 consiglieri possono votare insieme al sindaco una vigliaccata di questa portata. Dove è finita l’autonomia critica dei consiglieri, che possono bloccare con un deciso no questo sconcio”.

“Chiudo facendo notare un passaggio, lui afferma che parte dei costi sarà coperta da sponsor, chi sono questi che immettono fondi privati all’interno di un progetto di pubblica informazione, quanto può questo finanziare alterare il corretto modo di informare? Troppe ombre tanto danaro che alla fine quanto dà alla città in sviluppo e crescita economica. Altro che culto della personalità, se avesse una personalità, ma qui pare di intravedere squallide e costose operette di infimi teatrini che riportano alla memoria il Nerone recitato dal grande Petrolini”.

Nella foto i dirigenti del Pd Alma Cardi, Mimmo Pirisi (anche capogruppo consigliare) e Franco Santoro

S.I.

Atti negati, Wheeler sotto accusa

PORTO TORRES – “La nota dell’Assessorato agli Enti Locali della Regione Sardegna del 18/11/2016, che richiama il Sindaco e la Presidenza del Consiglio Comunale al rispetto dei diritti di un Consigliere Comunale, è l’ennesima riprova dei tentativi di calpestare la dignità del Consiglio Comunale, perpetrati da Sindaco e dal Presidente dell’assemblea civica”. Cosi dal Psd’Az di Porto Torres riguardo l’ennesimo episodio che vede l’amministrazione protagonista in negativo e con anche una reprimenda da parte della Regione.

“La missiva è stata inviata a seguito della mancata risposta ad una richiesta di accesso agli atti formulata dal Consigliere del PSd’Az Davide Tellini, riguardante i lavori dell’antimurale di ponente. Il Partito Sardo d’Azione denuncia fortemente la “deriva anarchica” intrapresa dall’amministrazione Wheeler nel condurre l’attività amministrativa, che li sta portando ad eludere sistematicamente norme, regole e prassi consolidate che disciplinano ruoli e comportamenti dei singoli Consiglieri, dell’ufficio di Presidenza e dell’Amministrazione nella sua interezza”.

“Al rispetto del ruolo di una istituzione, quale è il Consiglio Comunale, si preferiscono anteporre gli annunci mediatici su “bandi farsa” per la ricerca di assessori, i video messaggi ridicoli del primo cittadino e la gestione “muscolare” dei lavori dell’assemblea, il tutto condito di un dannoso, quanto inefficace, populismo sfrenato. Ne è la dimostrazione l’ultima decisione sul “question time del cittadino”, strumento che certifica inequivocabilmente la disconoscenza, da parte della maggioranza pentastellata allargata, dell’organo di rappresentanza democratica di una comunità”.

“Se tutto ciò è congeniale a chi interpreta il ruolo civico da perfetto yes-man, il PSd’Az, viceversa, condanna questi metodi autarchici, che cercano inutilmente di mettere il bavaglio a chi crede di svolgere a pieno titolo il compito che i propri elettori gli hanno affidato. Capiamo perfettamente che le richieste di accesso agli atti possano creare disagio a chi amministra il bene pubblico come se fosse la propria azienda privata, ma fintanto che chi governa la città si ostinerà a nascondere atti di dominio pubblico, i nostri Consiglieri Comunali continueranno ad utilizzare questo strumento che la legge le mette a disposizione, Sindaco e Presidente se ne facciano una ragione”.

Nella foto la Giunta Wheeler di Porto Torres

S.I.

Richiesta atti

Rebus sinistra: nomi e frizioni

ALGHERO – Su Algheronews la notizia è già stata pubblicata oltre 10 giorni fa [Leggi], a seguire sono emerse ulteriori conferme: Natacha Lampis, perchè sfiduciata, potrebbe lasciare la Giunta Comunale. Questo il nuovo problema “politico” in seno all’amministrazione di Bruno che già deve affrontare, quasi quotidianamente, una serie di “casi” come mai accaduto in passato e questo spesso per lacune e inadeguatezze riferibili all’attuale compagine governativa.

Tra i tanti, forse uno dei “casi” che maggiormente ha causato polemiche e problemi reali al tessuto sociale cittadino, senza considerare le denunce e i ricorsi, che in molte occasioni vedono il Comune sconfitto, è quello legato al regolamento dei Suoli Pubblici. Atto prodotto e voluto proprio dalla Lampis e dalla porzione “politica” che lei rappresenta dentro l’alleanza bruniana ovvero gli ex-Alghero Migliore poi oggi passati coi Rossomori. Area che sta anche condizionando in maniera decisa la linea della Giunta ad esempio sui mancati interventi alberghieri a Maria Pia (l’opposto di quello che ha detto l’assessore Usai), su quella che era la movida (vista esclusivamente come produttrice di rumore e caos), sull’utilizzo dell’ex-caserma di via Simon (da distretto della creatività con anche struttura ricettiva a pseudo casa delle associazioni) e poi ancora sui rapporti con l’agro, gli immobili gestiti da Architettura, l’eventuale (e oramai utopico) Puc, l’indispensabile Pul (senza il quale gli stabilmenti algheresi potranno aprire sono 90 giorni) e tanto altro.

Insomma un’area “politica” (ex-parte di un movimento civico), considerata molto esigua (alla luce pure delle tantissime defezioni), anche in termini di voti, confluendo nell’aggregazione di Sinistra Civica, ha indicato uno degli assessori più importanti. E questo, ovviamente, anche per un precedente assenso dell’unico consigliere presente in aula: Giampietro Moro. Quest’ultimo, però, come anticipato da Algheronews, pare non nasconda più l’insofferenza per una gestione assessoriale che, oggettivamente, è (stata) tra le più criticate e difficoltose in questi mesi. Per un esponente, ancora tutto sommato giovane, questo non può che rappresentare una “palla al piede” in vista anche del futuro percorso politico.

Per questo, e anche sicuramente per accordi pre-elettorali, Moro ha avanzato l’idea di cambiare. Ieri sera c’è stato un incontro tra le varie “anime” dell’aggregazione: gli ex-comunisti italiani, Sardinya Libertat e proprio i promotori della Lampis (ex-Migliori oggi in parte Rossomori. Questi ultimi si sono presentati in forze quasi a palesare una prova di forza in difesa della propria assessora. In considerazione del fatto che la legge, salvo un rimpasto generale da parte di Bruno, indica che quella casella debba essere occupata da una donna, pare sia stato fatto il nome di Gianfranca Pirisi (già con Alghero Migliore). Non è chiaro come sia stata accolta tale proposta, ma è risaputo che si stia cercando un nome (anche in aree che vanno oltre la maggioranza) che possa gestire al meglio dei settori fondamentali quali sono Commercio, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Borgate e altro. Non trovandone uno condivisibile è possibile che Moro accetti (forse controvoglia) quello avanzato dai compagni di lista.

Nelle prossime ore dovrà essere presa una decisione che in ultima analisi, come sempre in questi casi, dovrà essere vagliata e accettata dal sindaco. Ma, al netto della sintesi che verrà trovata o del cambiamento in seno all’assessorato, questo (nuovo) problema manifesta le ulteriori crepe che sono presenti nella compagine governativa che, dicono i bene informati, a breve vedrà crearsene altre. Del resto le gravi lacune amministrative stanno dando vita ad un diffuso malcontento che giorno dopo giorno si sta sempre più riverberando sui rappresentanti consigliari di maggioranza e anche sugli assessori.

Nella foto un incontro in campagna elettorale di Sinistra Civica col sindaco

S.I.

Alghero: comitati uniti per il No

ALGHERO – Sabato 19 novembre alle ore 10, nella sala riunioni del Quartier in Largo San Francesco, i Comitati “Alghero dice No” e il locale “Comitato per il No”, che aderisce all’omonimo Comitato nazionale, hanno organizzato un incontro pubblico per illustrare le ragioni del NO al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre. L’iniziativa si pone l’obiettivo, di informare gli indecisi sui contenuti della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi. Un’occasione importante anche per chi, pur essendo orientato a votare in maniera diversa o astenersi, volesse approfondire le ragioni del “No” ma anche per coloro che volessero ulteriormente rafforzare la propria determinazione a votare “No”.

I relatori entreranno nel merito dei temi più controversi della riforma, chiarendone i vari aspetti, senza fare ricorso a slogan, luoghi comuni o frasi fatte. I lavori saranno moderati da Stefano Idili, giornalista direttore di Algheronews. I relatori che si succederanno negli interventi sono l’avv.to prof. Mario Tocci, il consigliere regionale Marco Tedde, Stefano Lubrano e il consigliere comunale Michele Pais; trarrà le conclusioni Marco Di Gangi. Parteciperanno Andrea Delogu, Mario Conoci e i consiglieri comunali Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada, Maria Grazia Salaris, Monica Pulina e Alessandro Nasone.

Nella foto il Comitato per il No “Alghero dice No”

P.S.

“Votare No per sfratto a Bruno”

ALGHERO – “E’ chiaro ed evidente, vista la sua palese scelta di campo, che il voto referendario con l’auspicata vittoria del No sarà anche un avviso di sfratto per il sindaco Bruno“. Ad una domanda giunta dai sostenitori, questa è la risposta che è giunta dal tavolo di Forza Italia in cui erano presenti i consiglieri comunali e il rappresentante regionale Marco Tedde. Ciò durante l’incontro di lunedi che, al netto di definire gli aspetti organizzativi dei comitati del No, ha confermato quello che è un effetto palese della consultazione referendaria.

Del resto il voto del 4 dicembre non potrà non avere anche dei risvolti politici. Nazionali, sicuramente, ma anche regionali e locali. A Roma, qualsiasi sia il risultato, il Partito Democratico subirà sicuramente uno “stop and go” che poi lo vedrà prendere nuova forma tra chi ammicca al centro e coloro che avversano Renzi e si riverseranno verso i lidi della sinistra. Riflessi che si stanno già vedendo anche in Sardegna dove i dem si stanno (ri)organizzando. E proprio domani a Cagliari, ad esempio, ci sarà il battesimo della corrente facente capo al Ministro Martina alla presenza, tra gli altri, dei leader maximi sardi Antonello Cabras e Giacomo Spissu.

Dall’altra parte Berlusconi (apparentemente) ha frenato Parisi, ma essendo un “volpone” ha fiutato che se non serra le fila potrebbe sfuggire la vittoria (che pare certa) nel referendum che invece, ovviamente, premia le posizioni radicalizzate e non i moderatismi. Ma a urne chiuse sono in molti a giurare che verrà subito creato un governo di scopo, col supporto anche della nuova realtà di Prisi, si cambia la legge elettorale e si va al voto anticipato con la nascita di una nuove aggregazioni in linea col ritorno (quasi certo) del proporzionale.

Un ritorno al passato utile ad arginare i 5 Stelle (loro stessi ancora poco convinti di poter prendersi l’Italia), ma soprattutto a riportare un legame maggiore coi territori e con le forze politiche. La prima ipotesi, dicono i bene informati, vede il paradosso che lo stesso Grillo sarebbe conscio dell’impossibilità di poter, ora come ora, governare l’Italia. Mentre nel secondo caso è chiaro che si andrebbero a fare delle “grosse coalizioni” stile Prima Repubblica e, più di recente, come nella Germania della Merkel. Sono tutti conosci che il maggioritario, del resto, non è la formula ideale per il frammentato panorama politico nazionale.

Ma ritornando all’inizio, i forzisti algheresi chiedono un voto contrario al referendum non solo per i risvolti oltre le mura, ma perchè sarebbe anche un (ulteriore) segnale all’amministrazione Bruno e nello specifico al Primo Cittadino che, anche di recente sabato scorso in un incontro, ha manifestato il suo appoggio al “Si” alla presenza anche del suo primo mentore Renato Soru, e ieri durante la convention di Renzi a Sassari, non nasconde il suo voto affermativo che per alcuni è finalizzato, anche, a prenotare un eventuale posto per Roma, vicende cagliaritante e algheresi permettendo.

Nella foto l’ultimo incontro di Forza Italia con comitati per i No e altri gruppi di lavoro

S.I.