Grazie Natacha. E Bruno galleggia

ALGHERO – Con una sottoscrizione, alcuni cittadini algheresi, hanno voluto dire grazie a Natacha Lampis. Oramai ex-assessore perchè gli sono state revocate le deleghe dal Sindaco Mario Bruno. Passaggio non di poco conto se si pensa che, in questi casi, quando c’è una “fine rapporto” consensuale e non polemico, arrivano sul tavolo del Primo Cittadino le dimissioni e non c’è bisogna di togliere le deleghe all’assessore. Ma questo, se ci fosse ancora una volta bisogno, palesa la condizione della maggioranza che, di fatto, visti i numeri risicati, è sempre stata precaria.

“Ringraziamo Natacha Lampis per la sua competente, tenace e proficua attività di assessora. In una fase difficile per la nostra città, di crisi economica e sociale, le siamo particolarmente riconoscenti per i numerosi progetti, le iniziative e collaborazioni che ha messo in campo in così poco tempo, con grande concretezza ma anche lucidità di visione. A nostro avviso l’operato di Natacha Lampis – scrivono i cittadini (i cui nomi sono nel documento in allegato) – è stato esemplare per l’impegno e per il senso delle istituzioni. Per questo vogliamo rendere pubblico il nostro Grazie”.

Come scritto su Algheronews [Leggi] a prendere il posto della Lampis sarà Ornella Piras. Nome non certamente correlabile a Sinistra Civica e tanto meno ai Comunisti Italiani partito del consigliere Giampietro Moro. La Piras è stata candidata col Partito Democratico nel 2012 a sostegno di Stefano Lubrano. E’ stata componente dell’associazione un’Isola di Mario Bruno. Un nome dunque proveniente dall’area allargata del Primo Cittadino. E ciò potrebbe anche volere dire che Moro (anche lui in questo caso diventa il tredicesimo, dunque ancora di salvezza per Bruno) potrebbe sentirsi con le “mani libere” sulle prossime votazioni in Consiglio Comunale. E così, come evidenziato più volte dalle opposizioni, continua il “galleggiamento” del sindaco Bruno sempre più lontano dal raggiungere i punti programmatici attesi dagli algheresi.

Nella foto Natacha Lampis

S.I.

lettera-ringraziamento

Faide Sinistra danno per i sardi

CAGLIARI – “Piuttosto che affrontare finalmente i problemi della Sardegna, Pigliaru ed il centrosinistra sardo continuano a combattere lo stantio risiko delle poltrone che li impegna dal 2014”. Così Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale commenta la situazione politica regionale. “Nel frattempo – prosegue Tedde- i problemi della sanità, dei trasporti, delle imprese e del lavoro restano sullo sfondo di un palcoscenico affollato da artisti assetati di potere. Con il Consiglio Regionale letteralmente paralizzato da questo atteggiamento speculativo e irresponsabile. È questo il triste scenario che si profila nella politica sarda del centro sinistra. Credo che l’opposizione debba farsi trovare pronta ad affrontare lo show down del governo Pigliaru con un programma snello e innervato di proposte concrete. La Sardegna rischia di sprofondare e le forze popolari, liberali e autonomiste debbono riqualificare le tante e nobili ragioni dello stare assieme”.

“Sono già tante, ma la crisi economica e sociale in cui il centro sinistra ha spinto la Sardegna ci spinge a mettere in campo tutti gli sforzi di cui siamo capaci per individuarne altre, – ha concluso Tedde- magari innovative ed inedite”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Politica contro il giornalino di Bruno

ALGHERO – “Buona parte delle forze politiche cittadine all’opposizione dell’Amministrazione Bruno, insieme ad alcuni rappresentanti dei comitati di Borgata (Comitato di Maristella – Comitato di rinascita delle bonifiche), prendono unitariamente una netta posizione contro la decisione della maggioranza di istituire un periodico di informazione comunale”. Parte una raccolta firme e in generale una mobilitazione di una vasta area politica che dice “No” al giornalino voluto dal Sindaco Bruno e che in generale, almeno questa può essere anche un’altra lettura, vuole far vedere ad Alghero che c’è una forte volontà di uscire dal tunnel amministrativo in cui è entrata la Riviera del Corallo. E questo potrebbe essere il primo passo verso un nuovo percorso politico condiviso. E ciò in vista anche delle probabili elezioni anticipate.

“I Riformatori, Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Partito sardo d’Azione, consiglieri del Gruppo Misto in Consiglio Comunale, il consigliere Enrico Bachisio Daga del Partito Democratico, Patto Civico, Fratelli d’Italia, Unidos, Circolo Terrestri e Azione Alghero, preso atto degli annosi e critici problemi che stanno mettendo in ginocchio la città e gli algheresi, nel sottolineare che ben altre sono le priorità sulle quali si dovrebbe concentrare il Sindaco Bruno e la sua Giunta, bocciano senza appello la decisione della Amministrazione, ratificata dalla maggioranza in Consiglio Comunale, di istituire il periodico comunale della Città di Alghero e promuovono la raccolta delle firme dei cittadini algheresi per dire No al “ Giornalino dell’Amministrazione” e chiedere contestualmente la revoca degli atti a tal fine finora posti in essere”.

“La bocciatura di questa iniziativa della maggioranza nasce dalla considerazione che tale decisione, oltre che inopportuna, costituirà un vero e proprio atto di concorrenza sleale nei confronti degli operatori dell’ informazione in quanto è intendimento dell’Amministrazione cofinanziare l’iniziativa mediante la raccolta di pubblicità. Oltre a queste ragioni si paventa che il “Giornalino” possa essere utilizzato più per fini propagandistici che per finalità informative. Si crede, infatti, che la Città non avverta il bisogno di una testata comunale e che, l’esigenza di informare la collettività possa essere ampiamente soddisfatta attraverso l’uso del sito web dell’Amministrazione comunale oltre che mediante i tradizionali canali costituiti dai media locali, siano essi giornali online o su carta, come peraltro si è finora fatto”.

La raccolta delle firme inizierà già dai prossimi giorni e vedrà impegnati i rappresentanti e i militanti delle organizzazioni politiche cittadine copromotrici che illustreranno le ragioni di questa iniziativa. Chiunque volesse aderire a questa iniziativa potrà chiedere informazioni ad una delle segreterie che sta promuovendo la petizione.

Nella foto Mario Bruno in Consiglio

S.I.

“Basta col cabaret politico di Bruno”

ALGHERO – “Non stiamo qui a spendere parole di solidarietà a difesa dell’ennesimo assessore defenestrato dal sindaco Bruno e dalla sua variegata maggioranza, abbiamo sempre criticato la Lampis, disapprovando il suo operato ed evidenziando più volte i danni creati al settore produttivo della città, a partire dall’assurdo regolamento sui suoli pubblici, ma sinceramente quello che ci lascia perplessi è il comportamento del sindaco che, schiavo della sua risicata maggioranza, viene meno alle sue prerogative di sindaco e sacrifica l’ennesimo assessore solamente per continuare a galleggiare, dimostrandosi sempre più debole ed esposto alle voglie e agli umori dei suoi consiglieri, artefice e nel contempo vittima di un risiko politico che mina più a distruggere e a dividere che ad amministrare”. Cosi il rappresentante di Forza Italia Alghero Andrea Delogu che punta i riflettori sul nuovo problema politica in seno alla maggioranza e amministrazione Bruno [Leggi.]

“In 30 mesi sono stati già cambiati 5 assessori. Si è partiti nel giugno 2014 con una giunta definita “politica” di sei persone, scelte fra i più votati di ogni singolo partito e di quella scelta son rimasti solamente in due, di cui uno sempre più esautorato dalle sue deleghe e, da enfant prodige, relegato a ruolo da comprimario. Sant’Anna sembra una grande porta girevole nella quale si avvicendano assessori, dirigenti, amministratori di partecipate, dapprima idolatrati e dopo cacciati in malo modo, senza alcun disegno strategico e soprattutto senza alcuna logica se non quella del tirare a campare. La giunta politica è diventata miracolosamente una giunta tecnica, nella quale la maggioranza degli assessori (ben 4 su sette) non sono stati eletti e addirittura non erano nemmeno candidati, spesso “soffiati” ad altri partiti per logiche che niente hanno a che vedere con il bene comune e, senza che nessuno si offenda, con un curricula che niente c’entra con le deleghe assegnategli”.

“Come si può amministrare Alghero in questo modo? Senza alcuna programmazione, con la sola logica di comunicare, ancora a distanza di due anni e mezzo, promesse, cose da fare che non saranno mai fatte, fumo negli occhi senza riuscire invece ad avere una visione d’assieme, a mettere in campo atti concreti e non post sui social? Gli algheresi sono veramente stufi di questo cabaret e ne hanno dato una dimostrazione fortissima non più tardi di domenica scorsa, sarebbe davvero ora che Bruno se ne accorgesse e che per il bene di Alghero la smettesse di pensare solo di passare “a nuttata”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.

“Un pasticcino vale più di Alghero”

ALGHERO – “Il voto dei cittadini in questo referendum ha indicato chiaramente cosa ha vinto e cosa ha perso. I cittadini sono stati gli arbitri di una partita che vedeva confrontarsi due idee opposte della politica, dell’economia e della società”. Cosi i rappresentanti dei comitati cittadini per il NO Mario Conoci, Marco Di Gangi, Stefano Lubrano, Monica Pulina, Maria Grazia Salaris, Giuliano Tavera. Esponenti che si sono ritrovati intorno al tavolo della bocciatura della Riforma di Renzi e in questo modo hanno intercettato, almeno come centrodestra allargato, anche ad Alghero, il forte malcontento della popolazione verso le amministrazioni comunale, regionale e nazionale.

“Da una parte c’era una visione di uno stato sempre più centralista, che sottrae quote enormi di sovranità ai territori e ai cittadini per concentrare nelle mani di pochi le scelte strategiche che riguardano i settori vitali della nostra società, uno stato che risponde ai bisogni dei grandi interessi finanziari e della grande economia internazionale e trascura i cittadini e l’economia reale; dall’altra c’era una visione nella quale la sovranità appartiene al popolo, nella quale le comunità regionali e locali sono il vero centro degli interessi diffusi della gente comune, i luoghi nei quali i cittadini si riconoscono, nei quali vogliono trovare le risposte ai loro problemi da istituzioni elette direttamente e non nominate. Fra queste due visioni i cittadini hanno deciso di partecipare e di voler scegliere e lo hanno fatto con la massima espressione della democrazia, il voto, senza possibilità di equivoci con una valanga di no. Il paradosso ed allo stesso tempo le ragioni di un impegno per il NO tutto legato alla Sardegna, è stato che, oltre al fronte del sì, anche parti consistenti di quello del no, nei fatti era ed è per uno stato più forte ed accentrato a discapito di cittadini e territori, e solo la battaglia politica contingente contro il governo in carica ne ha determinato la posizione”.

“Questa considerazione ci porta a non poter abbassare la guardia riguardo alla richiesta di una sempre maggiore autonomia, di un riconoscimento vero degli svantaggi che derivano dalla insularità e che nemmeno con la costituzione attuale sono stati risolti. È chiaro che uno stato e dei partiti che pensano in modo centralista poi agiscono di conseguenza con i risultati che vediamo per la Sardegna. Trasporti, fiscalità, energia, governo del territorio erano e restano problemi irrisolti proprio per questa concezione centralista che vede la Sardegna come una terra lontana, con pochi diritti e molte pretese, spesso come una colonia, sulla quale riversare i problemi dello stato senza occuparsi minimamente di risolverne i problemi. Il No è stato dunque per noi sardi la semplice difesa di una situazione, quella attuale, che certo non ci può soddisfare ma che tuttavia è migliore rispetto al baratro rappresentato dalla riforma bocciata sonoramente proprio in Sardegna. Questo referendum inoltre ha tristemente fatto emergere il peggiore dei vizi di alcuni politici nostrani: il servilismo. Abbiamo assistito al presidente Pigliaru e, ad Alghero, al sindaco Bruno abbracciare senza remore la posizione che andava contro l’interesse superiore della terra che amministrano e dei sardi che dovrebbero rappresentare, farsi parte attiva di una propaganda e di un circo mediatico che aveva il solo scopo di prendere in giro la gente. Pigliaru e Bruno hanno sostenuto, secondo le indicazioni di partito, il si è sono stati travolti da una valanga di no”.

“I sardi e gli algheresi hanno avuto la prova provata che questi signori sono lontani anni luce dai cittadini che li hanno eletti e che preferiscono abbracciare le ragioni di partito e dire “obbedisco” al potente romano di turno, in questo caso Renzi, o peggio, come nel caso del sindaco di Alghero, anteporre il suo desiderato rientro personale nel partito di origine scambiando la dignità del ruolo di sindaco degli algheresi con un pasticcino in compagnia della Boschi. Naturalmente adesso faranno finta che nulla sia successo, che loro non c’erano e se c’erano dormivano, che il referendum e il voto popolare sono altra cosa rispetto ai disastri che stanno compiendo. Il sindaco Bruno proverà a proseguire facendo finta di contrastare, ma in fondo appoggiando, le scellerate scelte di Deiana su Ryanair e sull’aeroporto di Alghero, approvando la svendita di Alghero a Sassari per la rete metropolitana, tacendo sulla esclusione di Alghero dall’area di crisi, ecc. ecc. Ma tant’è, per lui un pasticcino con la Boschi evidentemente vale più di Alghero”.

Nella foto i comitati per il No al referendum dell’area di centrodestra

S.I.

Per Villanova: Meloni deve dimettersi

VILLANOVA – “I Consiglieri Comunali del Gruppo “Per Villanova” Bastianino Monti, Vincenzo Ligios, Salvatore Niolu e Cosetta Sanna, hanno chiesto, con una nota inviata al primo cittadino, le proprie dimissioni da Sindaco del Comune di Villanova Monteleone a seguito della Sentenza della Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale della Sardegna N. 214 del 20.10.2016 che lo condanna insieme a Responsabile del Procedimento Raimondo Meloni, al pagamento della somma di euro 20.614,66, oltre alle somme dovute per rivalutazione, interessi e spese di giustizia, quale danno derivante da indebito pagamento di spese di giudizio per l’aggiudicazione del servizio di gestione del Parco Archeologico di Nuraghe Appiu, per il 2014, con possibilità di estensione al 2015, alla Calarinas scarl”.

“La vicenda riguarda la gara per la gestione del Sito Archeologico di Nuraghe Appiu per il 2014 e 2015 che era stata aggiudicata alla Società Calarinas. A seguito di diversi ricorsi il Comune aveva dovuto rimborsare alla Laborintus scarl, in forza della soccombenza nei diversi giudizi instaurati nell’ambito dello stesso procedimento, sentenze del T.A.R. Sardegna n. 756/2014 del 25.09.2014 e del Consiglio di Stato n. 5466/2014 del 4.11.2014, attraverso il riconoscimento di un debito fuori bilancio approvato nella seduta del Consiglio Comunale, le spese di lite pari complessivamente a euro 15.672,96, oltre accessori di legge, nonché degli onorari al Legale incaricato di rappresentare l’Ente, pari, allo stato, a euro 4.941,70″.

“I Consiglieri Comunali del gruppo della minoranza mettono in rilevo nella richiesta di dimissioni quanto esposto nella sentenza dalla Corte dei Conti: Il Sindaco è accusato di aver posto in essere atti e comportamenti in violazione delle regole che disciplinano i procedimenti di gara nell’ambito degli appalti pubblici, oltre che in contrasto con i canoni di buon andamento, di efficienza e di economicità dell’azione amministrativa. In particolare, l’Amministratore, che assommava su di sé anche le funzioni gestionali proprie del settore competente, sarebbe responsabile per avere disposto l’approvazione dell’aggiudicazione definitiva, a discapito della ricorrente e a favore di un soggetto privo di idonei requisiti di partecipazione, così contravvenendo alle norme che prescrivevano la specifica condizione di ammissibilità, come riconosciuto dal giudice amministrativo”.

“Al medesimo, è inoltre imputato di aver perseverato in tale situazione di illegalità, generata dalla propria condotta, a seguito delle rimostranze avanzate dalla società estromessa, in pendenza del periodo in cui avrebbe ancora potuto recedere dalla scelta effettuata, senza conseguenze onerose per l’erario. Infine Sanna, Niolu, Ligios e Monti hanno chiesto la Convocazione del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno: Richiesta dimissioni da Sindaco del Comune di Villanova Monteleone del Dott. Quirico Meloni”.

Nella foto l’ex-sindaco Bastianino Monti

S.I.

Crisi Regione: liti, schiaffi e denunce

CAGLIARI – Oramai è esplosa la crisi in seno alla maggioranza di centrosinistra che sostiene Francesco Pigliaru. I Il governatore perde i due consiglieri dei Rossomori e vede anche anche posizionarsi in maniera molto critica anche gli esponenti del Partito Dei Sardi. Il voto referendario, la caduta di Renzi e le imminenti elezioni nazionali, come anticipato da Algheronews [Leggi], stanno avendo per forza degli effetti anche a livello regionale e locale. E così, oltre a saltare i nervi alla maggioranza regionale e in particolare al Presidente, anche le amministrazioni cittadini stanno avendo delle forti fibrillazioni come Alghero dove l’Udc (già in rotta per i mancati raggiungimenti dei punti programmatici), abbandonando a livello nazionale Area Popolare di Alfano, si troverà a fare campagna elettorale nazionale contro il Pd e questo cozza con la locale alleanza bruniana.

Ma per ritornare a Cagliari, a giorni (questa volta sembra certo), ci sarà il rimpasto della Giunta atteso da mesi. Demuro e la Falchi sono già usciti, adesso è attesa per gli altri nomi che dovranno lasciare l’esecutivo. Intanto il presidente si scaglia contro i Rossomori. “Trovo a dir poco ingenerosa la faciloneria con cui un partito che ha avuto uno dei settori più strategici del governo regionale tenti di sottrarsi alle proprie responsabilità con accuse generiche, false e malevole verso tutto e verso tutti”, dichiara il Presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Sono cortine fumogene in genere utilizzate per nascondere una grave incapacità politica di leggere il proprio ruolo, ma di cui non si sentiva certamente la mancanza. La collocazione all’opposizione di un partito come i Rossomori che si è caratterizzato per contradditorietà dei comportamenti, insufficienza dell’azione politica e dei contributi all’azione di governo, rappresenta, a questo punto, una opportuna semplificazione del quadro politico”.

“D’altra parte non stupisce la straordinaria coincidenza delle dichiarazioni con i toni, le immagini e le volgarità tipiche del populismo da cui si pretende di distinguersi a parole, ma aderendovi nei fatti. Dichiaro poi con forza – continua Francesco Pigliaru – di non aver mai mentito al Consiglio regionale sulle Entrate e valuterò come difendermi nelle sedi opportune nei confronti di coloro che mi hanno accusato di una cosa così infamante. E’, infine, veramente ridicolo accusare gli assessori Maninchedda e Paci. Personalmente li considero tra le persone che più si sono impegnate per la Sardegna e per dare concreta attuazione al programma di governo della coalizione”, conclude il Presidente Pigliaru.

Nella foto la Giunta Pigliaru

S.I.

Crisi Regione: Pittalis scrive a Pigliaru

CAGLIARI – Con una lettera inviata al presidente della Giunta e al presidente del Consiglio regionale, il capogruppo di Forza Italia-Sardegna ribadisce la necessità di un dibattito in Consiglio regionale sulla crisi politica aperta con la fuoriuscita di diverse componenti della maggioranza. Di seguito riportiamo il testo della lettera.

Signori presidenti,
all’indomani dell’ennesimo rinvio per il rinnovo delle cariche del Consiglio regionale, dovuto alle difficoltà interne alla maggioranza, con l’uscita di una delle formazioni del centro-sinistra dalla coalizione che sostiene il presidente della Regione si è consumata una nuova, tutt’altro che trascurabile, rottura. Si tratta di uno “strappo” che coinvolge anche l’esecutivo, ormai rimaneggiato per le dimissioni di due assessori. Tutto questo avviene in una condizione politica che vede in difficoltà il presidente e la sua maggioranza, per via di un risultato referendario clamoroso che ha sconfessato la sua linea sull’Autonomia, sulle riforme e sui rapporti Stato-Regione. La circostanza, sostenuta dal capogruppo del Partito Democratico durante la riunione del 6 Dicembre, secondo la quale anche una parte dei partiti di maggioranza avrebbe sostenuto il “No” alla riforma costituzionale non affievolisce il duro colpo subito dalla giunta regionale, ma lo intensifica. Se il presidente della Regione è in minoranza dentro il palazzo, come lo è già sul piano numerico fuori dall’aula, si formalizzerebbe ciò che è già una realtà sul piano sostanziale e non resterebbe altro che prendere atto del venir meno della maggioranza. Poiché la Sardegna non può attendere i tempi lunghi dei tavoli, dei rimpasti, dei riti della politica, chiediamo che, se è in atto una crisi politica, questa sia ufficializzata in Consiglio regionale. In un sistema che prevede l’elezione diretta del presidente non sono previsti rimpalli, rinvii o altri riti. Chiediamo pertanto al presidente della Regione di riferire quanto prima in Consiglio circa la sussistenza o meno di una maggioranza oppure di trarre le debite conseguenze.
Cordiali saluti.
Il presidente del Gruppo Forza Italia-Sardegna
Pietro Pittalis

Nella foto Pittalis

S.I.

Scontro sulla Sanità. Occhi sul Marino

ALGHERO – E’ polemica sulla sanità. Il commento del coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna Ugo Cappellacci [Leggi] sull’eventuale possibilità di chiusura di alcuni ospedali in Sardegna, ha dato vita ad un botta e risposta con chi oggi guida il massimo ente isolano. “La notizia della decisione di chiudere alcuni ospedali del Sassarese, messa in circolazione senza citare fonti o atti concreti, è destituita di ogni fondamento. Né dal direttore generale della Asl di Sassari, Fulvio Moirano, né dalla Giunta o dall’Assessorato della Sanità sono mai arrivate tali affermazioni e indicazioni”, scrivono dall’Ufficio Stampa della Giunta Regionale. A questo replica l’ex-governatore azzurro. “Mi sembra che confermi più di quanto non smentisca: quando dice che non chiuderanno gli ospedali del sassarese e non parla degli altri che abbiamo indicato, significa che solo i primi si salveranno mentre gli altri hanno le ore contate? La riunione di lunedì con i vertici della sanità si è svolta o non? Il fatto che ormai il direttore risponda ad un esponente dell’opposizione e che non lo faccia l’assessore o il presidente è la conferma delle conferme: non è la giunta che ha nominato un commissario, ma un commissario che ha commissariato la giunta (e non solo)”.

Questo lo scontro sulla sanità, con anche protagonista Alghero, che è andato in scena nel Capo di Sotto. La verità vera, a quanto pare, è che si sta (nuovamente) discutendo se tenere ancora come struttura sanitaria l’Ospedale Marino. Qualche anno fa, quando ancora si parlava (anche in Consiglio) in maniera fattiva delle tematiche cruciali del territorio, c’era l’ipotesi di fare un “project financing” tra privati e Azienda Sanitaria per cedere il Marino e introitare in questo modo diversi milioni di euro utili per creare un ampliamento considerevole del Civile. Tale possibilità pare stia ritornando sul tavolo della politica con l’arrivo del manager Moirano che, come ha già annunciato, deve far quadrare i conti di un comparto, quello sanitario, che in Sardegna erode la maggior parte del Bilancio dell’Ente.

Nella foto l’Ospedale Marino di Alghero

S.I.

“Elezioni subito anche in Regione”

CAGLIARI – “E’ significativo che anche dalla maggioranza, o presunta tale, arrivi un giudizio negativo sulla subalternità del presidente Pigliaru e della sua giunta regionale al Governo Renzi e al partito democratico”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’uscita dei Rosso Mori dalla coalizione di maggioranza.

“Quella che si è consumata – prosegue l’esponente azzurro- è una rottura insanabile tra il primo presidente della Regione che ha rinnegato l’Autonomia e il popolo sardo nel suo complesso. Non è una sola forza politica che lo afferma – sottolinea il forzista-, ma il 72% dei cittadini: una percentuale che va ben oltre il risultato nazionale. Se qualcuno pensa di aggiustare tutto distribuendo poltrone un po’ qua e un po’ là, è un illuso e insulta l’intelligenza dei sardi. Sui rapporti Stato-Regione il presidente e il Pd sono stati sconfessati dai sardi. Prima andremo ad elezioni e meglio sarà per un ‘isola che non può pagare due anni di equilibrismi di un presidente che ora passerà dal servilismo verso Renzi a quello verso i feudatari del centro-sinistra”.

Nella foto Alessandra Zedda e Ugo Cappellacci

S.I.