Soldi per ex-caserma: è bufera

ALGHERO – Dibattito infuocato in Consiglio Comunale. Nella seduta fiume di lunedi all’ordine del giorno c’erano delle variazioni di bilancio, al Dup (documento unico di programmazione) e modifiche del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Nello specifico è stato l’utilizzo del ricavato della vendita dell’ex-mercato di Sant’Agostino a scaldare gli animi. Una cifra pari a 150 mila euro del ricavato (che è di un milione e duecentomila euro) l’amministrazione decide di utilizzarla per rendere fruibile e sicuro l’immobile di via Simon, ex caserma dei carabinieri, destinata a Distretto della Creatività. La consigliera Monica Pulina, intervenendo, ha chiesto lumi e facendo presente che “l’immobile di via Simon, come indicato in delibera, una volta assegnato tramite bando alle associazioni richiedenti, deve essere reso fruibile, per quanto riguarda la messa a norma del sistema anticendio e altri lavori per rendere sicuro e accessibile l’immobile, con fondi propri delle associazioni”.

Adesso ancora una volta, sostiene Monica Pulina, del Gruppo Misto, “è il metodo che viene contestato a questa amministrazione: con questo sistema, non si garantiscono le stesse possibilità alle altre Associazioni, così come è accaduto per gli impianti sportivi dati in concessione e poi oggetto di lavori con soldi pubblici. Quello che lascia stupiti, afferma Pulina, è come mai l’immobile sia stato affidato in concessione, con possibilità di sgravare il canone di affitto davvero esiguo per quell’immobile con lavori di pubblica utilità. Scopriamo che a cose fatte dopo il bando l’amministrazione utilizza invece fondi propri. Forse non tutte le associazioni erano al corrente di quelle che erano le intenzioni della amministrazione, cioè ristrutturare a proprie spese l’immobile. Questo fatto, potrebbe spiegare il perché su oltre cento associazioni presenti in città, solo dieci o undici sono state le assegnatarie. Su questo punta il dito Pulina, ancora una volta l’amministrazione incorre in errori procedurali che fanno pensar male”.

“Certo un immobile di quel valore,storico e archittettonico al centro della città,ricorda Monica Pulina, pare essere sprecato per un Distretto della Creatività con solo dieci associazioni che usufruiscono di enormi spazi. Pur apprezzando il lavoro dell’associazionismo, ribadisce, poteva essere utilizzato forse un immobile di minor pregio, sono tanti gli immobili di proprietà comunale che ben si sarebbero prestati a tale scopo. E sull’utilizzo dell’ ex caserma dei carabinieri, la consigliera Pulina, ricorda quello che era un progetto presentato dall’ex partito della consigliera l’Udc, che su quell’immobile aveva costruiti il “Alghero in cento passi” ovvero allocare tutti gli uffici comunali che si trovano sparsi nei vari quartieri della città. Un progetto che avrebbe garantito un servizio ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli, quali sono le persone anziane, e allo stesso tempo avrebbe rivitalizzato il Centro Storico, che nei mesi di spalla si spopola anche e sopratutto per la mancanza di adeguate politiche sul turismo. Insomma ribadisce la Pulina, l’amministrazione ancora una volta non è in grado di stabilire quelle che sono le priorità in città.

Il discorso si è fatto ancora più incandescente, quando ha preso la parola, a difesa dell’amministrazione, la consigliera comunale Picone. “Questo è fare politica di sinistra, una politica vicina alle persone, stesso concetto ribadito poi anche dal Sindaco Bruno. Ma la Pulina, ha ribadito il suo dissenso rispetto all’azione politica bruniana, “fallimentare su tutti i settori, assoggettata al Renzismo che solo danni ha fatto. Monica pulina ricorda a tal proposito l’esito del referendum che ha visto la città di Alghero come tutto il resto d’Italia dire “No” ad una politica fatta solo di annunci, selfie e pasticcini. Alghero è allo sfascio in tutti i settori, nessuna risposta ai problemi della città, dopo due anni e mezzo di governo, forse è arrivata l’ora di togliere il disturbo”.

Nella foto Monica Pulina

S.I.

Stop Ifras: Pigliaru allo sbando

CAGLIARI – “E’ un provvedimento che palesa lo stato confusionale in cui si trovano giunta e maggioranza al governo della Regione che, a distanza di venti giorni, ripropongono in aula un intervento che non garantisce certo i lavoratori e complica la situazione per il futuro del Parco Geominerario”. Così il capogruppo regionale di Forza Italia Pietro Pittalis boccia le modifiche approvate dall’assemblea di via Roma per i lavoratori dell’Ati – Ifras. Un disegno cui si sono opposti anche i vice presidenti degli azzurri Marco Tedde e Alessandra Zedda. Giudizio negativo al provvedimento anche per i consiglieri Edoardo Tocco, Giuseppe Fasolino, Alberto Randazzo e Oscar Cherchi.

“Abbiamo avanzato la proposta per un progetto di stabilizzazione per i dipendenti del geoparco, ma il progetto è stato rigettato dalla maggioranza. Purtroppo – conclude il leader forzista Pittalis – abbiamo la sensazione che il provvedimento proposto non serva ad assicurare certezza ai lavoratori del geoparco e risolvere dunque l’infinita precarizzazione all’interno dell’ente”.

Nella foto i consiglieri regionale di FI

S.I.

Stop Ifras. Parco nel baratro

CAGLIARI – Stop alla proroga della convenzione tra Regione e Ati Ifras. Pietra tombale, dunque, anche al rapporto lavorativo vigente nel Parco di Porto Conte di Alghero. Come già anticipato da Algheronews [Leggi], scaduta tale convenzione non era volontà della maggioranza di centrosinistra rinnovarla ma percorrere nuove strade. Il direttore Mariano Mariani ha, comunque, già individuato un nuovo percorso che deve trovare il via libera dell’assemblea del Parco (dunque il Consiglio Comunale di Alghero) entro il 31 dicembre. Ma pare che parte dei bruniani non sia d’accordo e dunque i lavoratori dell’ente di Villa Gioiosa sono a serio rischio e dunque la vita dello stesso Parco.

Ritornando alla cronaca dei lavori in Regione, nel pomeriggio è stata sottoposta al voto del Consiglio la proposta di Legge (primo firmatario il capogruppo del Pd Cocco) “Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato Parco geo-minerario e modifiche alla alle regionale 5/2016 (Legge di stabilità 2016), col parere favorevole dei capigruppo in base all’art.102 del Regolamento. Illustrando il provvedimento, il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha ricordato in apertura che «il 30 novembre Consiglio ha approvato una legge che prevede la proroga un anno per una convenzione avviata dal 2001, mentre ora è emerso che questa soluzione non è giuridicamente praticabile anche se dal nostro punto di vista è legittima, sulla base di sono pareri diversi degli uffici dell’assessorato del Lavoro che hanno emanato un provvedimento di diniego formale per un contrasto con le norme nazionali su appalti». Insomma, ha sostenuto Cocco, «siamo davanti ad una situazione complicata che intendiamo risolvere assumendoci qualche responsabilità, e cioè affidare la prosecuzione del progetto non all’Ati ma ad Igea, società in house della Regione, rilevata da condizione drammatica e messa ora in condizione di fare assunzioni con una missione coerente; in concreto, si dovrà fare prima la profilazione dei dipendenti a cura dell’Aspal anche tenendo conto dei territori, mentre per i lavoratori è previsto l’accesso al trattamento Aspi per due mesi e poi il trasferimento ad Igea a tempo determinato fino al nuovo affidamento». La ritengo una proposta ragionevole ed importante, ha concluso Cocco, «che va incontro ai lavoratori».

Ha preso poi la parola Rubiu. L’esponente dell’Udc ha detto: “C’è forse interesse da parte di qualcuno a sopprimere l’Ati Ifras? Che cosa ci impedisce di stabilizzare in Igea i lavoratori dell’Ifras?”. Sempre dall’opposizione ha preso la parola l’on. Pittalis, capogruppo di Forza Italia, che ha detto: “Cari colleghi di maggioranza, state pregiudicando i lavoratori dell’Ifras. Certo che due mesi sono più del nulla. Ma è la conclusione che non mi convince: c’è una legge del 30 novembre 2015 totalmente disattesa dalla Regione. Non c’è governo politico da parte degli assessori? Che cosa consente agli uffici di disattendere la volontà del Consiglio? Non possiamo scommettere sulla pelle dei lavoratori: so che con due mesi di cassa integrazione saremo qui a febbraio a occuparci di Ifras. Ecco perché vogliamo chiudere oggi questa vicenda”.

Sull’articolo 2 “Modifiche all’articolo 2 della legge regionale n. 30 del 2016” è intervenuto il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) secondo il quale la decisione di non far passare la proroga rappresenta una violenza alla funzione legislativa del Consiglio regionale. «Tutto ciò mi imbarazza – ha detto Tedde – ancora più imbarazzante è impedire all’assessore del lavoro di intervenire nel dibattito. Evidentemente non può dire ciò che pensa». L’esponente azzurro ha poi contestato il fatto di aver rinunciato ad applicare la proroga della convenzione Ifras approvata il 30 30 novembre scorso: «Se una legge è illegittima lo decide la Corte Costituzionale. Il governo non l’ha impugnata, il problema vero è che non c’è una Giunta e il Presidente non ha in mano le redini dell’apparato burocratico. L’esecutivo può dare un ordine scritto al direttore generale perché venga attuata la legge. Evidentemente c’è qualche debolezza nella Giunta. Ha ragione Soru: chi non se la sente di fare il presidente o l’assessore vada a casa».

Successivamente l’Aula ha dato il via libera anche all’art. 3 “Norma finanziaria” ( 30 sì e 20) e 4 “Entrata in vigore” (30 sì 20 no). Prima del voto finale della legge sono intervenuti per dichiarazione di voto:
Ignazio Locci (FI) che ha espresso il voto contrario. «Dietro questa legge – ha detto – si cela un disegno più complessivo. Si vuole tornare alle politiche attive del lavoro cosi come normate in origine nella Finanziaria. Quindi non ci sarà nessun piano industriale e ci sarà il tentativo solo di allungare i tempi». Voto contrario anche da Marco Tedde (FI) che ha detto di intervenire con profonda tristezza. «Stiamo celebrando – ha sottolineato – l’eclissi di questo Consiglio regionale, il crepuscolo della funzione legislativa di questa Assemblea. A cosa serve – ha chiesto – la funzione legislativa se poi le leggi non vengono rispettate dalla giunta? E’ una cosa di una gravità inaudita. Qui esiste una legge che non è stata applicata. Se la giunta non ha il coraggio di governare la Regione si deve fare da parte. Se noi con la legge del 30 novembre, come è stato detto, abbiamo posto in essere illeciti penali dobbiamo costituirci tutti in carcere. Siamo – ha concluso – in un pantano politico»

Contraria all’approvazione Alessandra Zedda (FI) secondo la quale “le questioni devono essere risolte definitivamente e questa legge ha invece l’unico effetto di allungare il brodo per altri due mesi”.
Per Pietro Cocco (Pd) la legge è una buona soluzione ed è l’unica percorribile in questo momento. D’altronde la minoranza continua solo a dire “speriamo che la legge che andate ad approvare abbia successo”, senza fare proposte concrete. »Lavoreremo – ha concluso – perché a questa legge sia data attuazione». Per Mario Floris (misto) è una forzatura dire che la minoranza non aveva altre soluzioni. L’ex presidente della Regione ha auspicato che in aula cambi il modo di concepire la politica che è totalmente falso.«La responsabilità – per Floris – non sono del funzionario ma della giunta». La legge è stata approvata (votanti 48, sì 29, no 19). Il presidente ha interrotto la seduta.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Calabona: non saremo complici

ALGHERO – “Ormai è scientificamente provato: la fretta è la madre dei pasticci, ancora una volta l’amministrazione Bruno vuole giocare con il tempo per cogliere i consiglieri comunali impreparati, senza che abbiano la contezza di ciò che si sta andando a votare”. Cosi i consiglieri comunali del “Gruppo Misto” Alessandro Nasone e Monica Pulina riguardo la seduta di domani in cui, con un’improvvisa accelerata, sarà portata in discussione l’arcinota questione della “lottizzazione Calabona”. Di fatto una sorta di “variante” al Piano Regolatore vigente.

“Lascia perplessi la nuova convocazione urgente del Consiglio Comunale, fissata per domani con un unico punto all’ordine del giorno,” L’Interpretazione autentica del Piano Regolatore Generale”, parliamo della zona d’espansione residenziale di Calabona. Una complicata e mai risolta vicenda che risale ad oltre 20 anni. Tema non affrontato nei tempi e nei modi adeguati in Commissione, adesso di tutta fretta si va in Consiglio per l’approvazione”. Per questo motivo i consiglieri Pulina e Nasone annunciano la non partecipazione alla seduta di Consiglio Comunale prevista per domani. “Di pasticci questa amministrazione, con troppa approssimazione ne ha combinato fin troppi, non vogliamo essere complici si ulteriori danni alla città”.

Nella foto i consiglieri Nasone e Pulina

S.I.

Calabona: perchè Bruno ha fretta?

ALGHERO – “Interpretazione autentica del Piano regolatore generale: la Giunta del sindaco Mario Bruno accelera i tempi, brucia le tappe e fissa la discussione dell’argomento in Consiglio – unico ordine del giorno – per giovedì 22 dicembre. Perché tanta fretta di discutere un tema così delicato nella piena consapevolezza che proprio la fretta, nello specifico, è foriera di cattivi consigli? Per questo, i portavoce del Movimento Cinque Stelle Alghero non hanno partecipato né parteciperanno alla Commissione né tantomeno al Consiglio comunale”. Cosi i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Alghero Roberto Ferrara e Graziano Porcu su un nuovo “caso”, questa volta della delicata materia urbanistica, emerso in seno all’amministrazione e di conseguenza nella massima assise cittadina.

“Il fulcro della discussione sul Prg consiste essenzialmente nel dare una interpretazione autentica dello stesso per quanto concerne la zona d’espansione residenziale di Calabona, indicata e stabilita dalle carte ma sino ad oggi mai attuata. Una situazione complessa, figlia di una serie di controversie burocratiche – andate avanti per oltre 20 anni – fra proprietari dei terreni e Comune di Alghero. Una situazione da risolvere, nodo da sciogliere nel minore tempo possibile per le legittime aspettative dei singoli cittadini coinvolti e, soprattutto, per la tutela dell’interesse collettivo della comunità, in considerazione del fatto che i risvolti del caso potrebbero generare contenziosi milionari”.

“Ciò detto, sottolineata l’urgenza legata alla soluzione del problema, venerdì 16 dicembre durante la riunione della Commissione Urbanistica, il tema non è stato discusso pur essendo inserito in calendario: tema rinviato perché, vista la delicatezza e la complessità dell’argomento, si rendeva necessaria una analisi più approfondita su tutte le carte a disposizione e nei tempi necessari ad avere un chiaro quadro della situazione in vista di una delibera piena, costruttiva e consapevole. Poi, come d’incanto, il raziocinio lascia spazio alla fretta. Per la giornata di ieri – convocazione in data 19 dicembre 2016 – è stata inoltre convocata una Commissione urbanistica. Di più: ieri è stato come detto convocato in sessione straordinaria urgente il Consiglio Comunale per discutere proprio del Prg. In appena quattro giorni qualcosa è cambiato, nell’approccio, nelle priorità, nel modus operandi e nei tempi”.

“L’improvvisa e inaspettata accelerazione del procedimento voluta dalla Giunta vede il Consiglio comunale obbligato ora a esprimersi in tutta fretta e, verosimilmente, senza un’adeguata consapevolezza dei fatti e delle conseguenze degli eventuali atti adottati. Ma perché non dedicare il tempo necessario, come peraltro affermato lo scorso 16 dicembre, per approfondire l’argomento in ognuna delle sue parti? Per questo il Movimento non parteciperà ai lavori, perché non si può deliberare senza conoscere e perché una singola seduta di Commissione non è sufficiente a districare un dedalo così complesso e ingarbugliato e decidere in modo consapevole”.

Nella foto Roberto Ferrara

S.I.

“Bruno fallimentare e isterico”

ALGHERO – “Sempre più afflitto da bulimico bisogno di finto consenso creato mai con fatti ma unicamente grazie all’imponente e distorsiva macchina comunicativa di cui dispone, il sindaco, istericamente, continua a mal sopportare le poche voci contrarie che si manifestano in città, nella sua giunta “dorata” nella quale è impossibile dissentire e, come ieri in consiglio comunale”. Cosi Andrea Delogu, a nome di Forza Italia Alghero, riguardo l’ultima polemica nata ieri in Consiglio Comunale rispetto l’attacco del sindaco al consigliere Pais [Leggi]

“Un ritornello che si ripete da tempo e che è oramai diventato il tratto distintivo di Bruno, oltre che un adagio stucchevole e pure fastidioso per un primo cittadino che, ad oggi, non ha dato alcuna risposta alle reali esigenze degli algheresi portando avanti una “politica di vicinato” utile al suo “cerchio magico” e poco di più. Ed è così che ieri, durante il Consiglio Comunale, si è scagliato in malo modo contro il consigliere comunale Michele Pais, reo di aver puntato il dito contro la “sua assessora” rispetto alle gravi lacune nel settore dell’edilizia scolastica cittadina. Reazione oltremodo scomposta perché, evidentemente, “la verità fa male”.

“”Del resto è sotto gli occhi di tutti la precaria condizione di molti istituti comunali e soprattutto l’assoluta pochezza della gestione amministrativa delle deleghe cultura, turismo e pubblica istruzione da parte della “sua assessora” che la ergono ad una delle peggiori della giunta. Però, come scritto, Bruno e i suoi, da sempre, non accettano critiche, avrebbero voluto un Consiglio fatto di persone pronte a chinarsi al loro passaggio e alle loro continue boutade. Ma, come emerso anche dal recente voto referendario, che ha bocciato in toto le politiche dei governanti di centrosinistra, gli algheresi non sono sciocchi e sono bene a conoscenza della verità delle cose e soprattutto non dimenticano i quasi due mandati virtuosi del centrodestra e quelli nefasti che invece a guida indiretta e diretta di Bruno sono seguiti.

“Stia sereno Mario Bruno e anche se non riesce ad essere “democratico”, se non per fare qualche selfie, gustare qualche pasticcino alla faccia degli algheresi e tessere rapporti toscani alla ricerca di qualche ancora di salvataggio, si abitui sempre di più a vedere raccontata la verità che palesa il suo completo fallimento politico e amministrativo. Mentre, come Forza Italia Alghero, ma soprattutto come cittadini, va la nostra solidarietà al consigliere Pais che svolge al meglio il suo non facile ruolo di oppositore e lo sproniamo a continuare così, anzi, a denunciare con ancora più veemenza le gravi lacune dell’armata Brancaleone che mal governa Alghero”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Disabilità mentali: fondi ancora fermi

CAGLIARI – “La Giunta regionale ritarda i contributi alle famiglie con disabili mentali”. La denuncia è di Alessandra Zedda, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Alla gran parte dei Comuni – evidenzia Zedda- non è arrivato neppure un centesimo e pochi che hanno ricevuto le risorse soltanto alcuni giorni fa, con i conti delle rispettive ragionerie già in chiusura. Non è certo la prima distrazione di un esecutivo che sul sociale sembra avere la testa per aria: ricordiamo anche i gravissimi ritardi nell’erogazione dei fondi per la legge 162 e per le povertà estreme. Dopo quasi tre anni non c’è più neppure la scusa del noviziato di qualche assessore: è solo un fallimento terribile sulle spalle dei sardi”.

Nella foto Alessandra Zedda

S.I.

Offeso da Bruno: ma non mi piego

ALGHERO – “Oggi in Consiglio comunale sono stato oggetto di pesantissime offese da parte del Sindaco, di colui che dovrebbe essere il Primo cittadino. Non è nuovo a tali comportamenti stizziti e offensivi, che squalificano più chi li assume piuttosto di chi li riceve”. Michele Pais, nella serata di ieri, a chiusura del Consiglio Comunale “marziano” della durata di 12 ore (questo per discutere in tutta fretta tanti punti e soprattutto permettere di presenziare ai 12 consiglieri di maggioranza e forse per fare anche in modo di non perdere troppi giorni di vacanza), ha postato sui social questo duro commento. Parole, per la verità, già emerse in questi mesi. Non è la prima volta, infatti, che il sindaco punta il consigliere di opposizione che svolge il suo ruolo come da mandato elettorale. Questo spicca per un andamento “light” molto diffuso che ha abituato male o bene, dipende dai punti di vista, maggioranza, giunta e sindaco. Altro aspetto inedito e mai avvenuto prima, ma anche questa è Alghero oggi.

E Pais a commentare ulteriormente. “Mario Bruno non apprezza nessuna critica, le mal sopporta, in preda ad un delirio di onnipotenza e onniscienza, che peraltro non trovano riscontro nella realtà”, e ancora l’esponente di opposizione “un attacco di una violenza verbale tale da avermi costretto alla medesima scompostezza nella difesa. Peraltro il Consiglio comunale ha votato contro la mia richiesta di replica per il cd “fatto personale”. Assurdo. Questa è la loro idea di democrazia”.

Secondo quanto riportato dallo stesso Pais, il sindaco sarebbe “scattato” perchè “ho toccato l’assessora Esposito, che, nonostante provenga dalla sua scuola politica e associazione, ad oggi si è rivelata la peggiore insieme alla collega già defenestrata” nello specifico si sarebbe parlato dei soldi e fondi persi per la ristrutturazione dei plessi scolastici. Da qui il pesante scontro verbale. Fortuna mia ho spalle abbastanza larghe e tenacia per non farmi intimorire da comportamenti simili. Certo, sono profondamente amareggiato. D’altronde cerco di svolgere il mio ruolo nel miglior modo possibile, con intransigenza e serietà” e chiude Pais “una cosa è pacifica: questi episodi mi rafforzano la schiena. Di certo non la piego!”

Nella foto Michele Pais

S.I.

Parco a Maria Pia. Hotel e penale?

ALGHERO – “A Maria Pia noi vogliamo fare un grande parco urbano con solo una parte molto residuale da destinare a servizi e hotel”. Se ancora ci fosse bisogno, ieri, a Guardia Grande, Mario Bruno, con a fianco Antonello Usai, che ha confermato tale linea pur ricordando la necessità di nuovi posti letto, ha ribadito il pensiero che accompagna la politica degli ultimi 5 anni anni. Un “fil-rouge” che parte dalla precedente amministrazione fino all’attuale dove temi come appunto Maria Pia, ma anche porto, campi da golf, Puc, Porto Conte, Pul e anche borgate, sono utilizzati in base alle contingenze giusto per alimentare il dibattito, ma su cui non è stata ancora presa alcuna decisione fattiva.

Tutto ciò mentre il tempo passa, scandito come un metronomo dagli allarmanti dati della crisi, a partire dalla disoccupazione record. Eppure, da quasi un lustro, il “partito del no” sembra essere riuscito condurre tali processi per ottenere un risultato: lasciare tutto fermo. Ingessato. Proprio come delineò il faro di queste politiche di “ambientalismo radicale” ovvero il Ppr di Soru. Ovviamente se Alghero avesse avuto un suo Piano Urbanistico non si sarebbe finiti sotto la “cappa” dei dettami soriani e in generale di chi ha governato Regione e poi Alghero, ma l’importante documento di pianificazione è ancora “in viaggio”. Quasi da 20 anni. Se in passato, però, le condizioni economiche generali erano diverse e la crisi pesava in maniera minore, da qualche anno è evidente l’aggravarsi della situazione. Perciò è almeno puerile governare e anche fare opposizione col “torcicollo”.

Nonostante questo, anche per Maria Pia, niente da fare. Tutto, se e quando, è legato al Puc. Così ieri ha ribadito il Sindaco. C’era stato un tentativo, criticato dall’agro, Pd e 5 Stelle, di stralciarlo e inserirlo del “Piano di Valorizzazione delle Borgate”, ma la Giunta Pigliaru ha risposto “picche”. Del resto questo tentativo avrebbe scontentato tutti: imprenditori alberghieri e agricoltori per l’appiattimento dei volumi che si sarebbero potuti realizzare. Ma, come oramai accade negli ultimi tempi ad Alghero e in linea con l’adagio de “il cane dell’ortolano”, niente, a breve, si farà sia a Maria Pia che nella bonifica. Amministrazione Bruno in questo caso, ma non solo, sono in perfetta linea con gli oppositori del Movimento 5 Stelle. Entrambi infatti vogliono un parco urbano e, almeno in fase di annunci, sono sulla stessa lunghezza d’onda.

C’è un particolare però. Il progetto per l’intervento alberghiero su Maria Pia, come da risposta al bando pubblico dal Comune il 15 gennaio 2000 (sindaco Tonino Baldino), identificò in tale realizzazione l’interesse pubblico. Ciò si rafforzò in base alla richiesta di modifiche rispetto a quanto presentato dall’Ati comprendente le società Fabbroni e Europrogetti e Finanza. Venne anche nominata una commissione ad hoc le cui valutazioni furono approvate positivamente dalla Giunta Comunale, sempre nel 2000. Ma il passaggio più importante è quello del 30 novembre 2001: con delibera comunale, n.° 286, la Giunta prescrisse il valore del “pubblico interesse”, con l’indicazione che il sindaco si facesse promotore per alcuni ulteriori modifiche. Il Primo Cittadino portò avanti quanto chiesto e i privati realizzarono queste modifiche. Perchè questo è importante? Senza il riconoscimento del “pubblico interesse” il Comune non dovrebbe più (almeno secondo l’attuale amministrazione) pagare la penale di oltre 1milione di euro che spetta agli imprenditori come penale qualora non venga realizzato più il loro progetto.

“Non è mai stato dichiarato il pubblico interesse” ha detto ieri Bruno “abbiamo incontrato più volte i privati, che fanno capo ad alcuni importanti imprenditori algheresi, ma non si è arrivati ad un accordo e dunque, anche in linea con quanto ci ha detto l’assessorato regionale, non possiamo fare niente anche se una parola definitiva, finale la dobbiamo dire”. Anche questa è Alghero: disoccupazione quasi al 50%, crisi che si taglia a fette, tutti sono d’accordo sulla necessità di nuovi e moderni servizi e posti letto, ma Maria Pia non si tocca. Meglio sognare un “grande parco urbano” e lasciare il desolante panorama di oggi fatto di erbacce, palme morenti, mancanza di servizi, l’ex-arena dei concerti in abbandono e Palacongressi in decadenza.

Nella foto il tavolo di ieri a Guardia Grande col sindaco Bruno e l’assessore Usai

S.I.

Paci mente: ha indebitato i sardi

CAGLIARI – “Sui ricorsi alla Corte Costituzionale l’assessore Paci mente sapendo di mentire”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell’esponente della Giunta Pigliaru. “La giunta da me guidata -ricorda l’esponente azzurro- si è opposta subito con un ricorso alla Corte Costituzionale, il n. 160 del 2012. Poi è arrivato il centro-sinistra, con Pigliaru e i sedicenti sovranisti, e cosa ha fatto? Il 10 Marzo del 2014 ha ritirato il ricorso. La Valle d’Aosta ha fatto un ricorso simile al nostro, ma non lo ha ritirato: così nel 2015 ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte Costituzionale”.

“Vediamo il risultato nella legge di stabilità nazionale approvata dieci giorni fa: non solo la Valle d’Aosta si terrà centinaia di milioni dei cosiddetti accantonamenti ma recupererà anche il maltolto per il passato. La Sardegna invece resterà a bocca asciutta a causa della supponenza dell’assessore e della codardia politica di Pigliaru, che insieme ripetono le bufale di due anni fa su battaglie mai combattute e vittorie inesistenti. In più, pur di non ammettere che quella dei soldi in più ottenuti dallo Stato era una bufala gigantesca, gli “scienziati” di villa Devoto hanno indebitato i sardi con ben due mutuo per una cifra mostruosa di un miliardo e duecento milioni. Di fronte alla faccia tosta di chi continua a camminare sul piano delle mistificazione non esistono attenuanti: chiedano scusa ai sardi – ha concluso Cappellacci- e si dimettano”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.