Servizi Sociali: colpevoli ritardi

ALGHERO – “Siamo ad agosto e ancora non sono stati assegnati i soldi per le leggi di settore”. E’ un genitore algherese a lamentare il grave disagio che subiscono tante famiglie. A fronte dei fondi trasferiti ai Servizi Sociali dalla Regione già da alcuni mesi, l’amministrazione Bruno non ha ancora erogato i denari a chi ne ha fatto richiesta. Ad arrivare, a fine luglio, solo una prima tranche di tre mesi, mentre erano attesi almeno due trimestri. “Questo è un vero problema per chi non ha i soldi per le cure dei familiari a carico con problemi fisici e malattie”, commenta ancora il genitore.

Ancora una volta, dunque, proclami, slogan e soprattutto il teatrino della politica locale si scontra con la dura realtà. Non solo, ma non sarebbero state ancora finanziate altre importanti azioni rientranti sempre nell’ambito dei Servizi Sociali: legge 162, linee 1, 2, 3 e inclusione sociale. Tutte ancora al palo, mentre le famiglie anelano delle risposte in termini economici per superare le problematiche che aggravano i propri nuclei. Tutto questo si connette anche col Consiglio Comunale (intanto la commissione non vincolante di ieri ha visto il voto favorevole al Consuntivo della maggioranza e l’astensione di tutte le opposizioni) di domani potrebbe permettere di incamerare i soldi derivanti dalla Regione anche per queste azioni.

Ma, come emerso, l’amministrazione Bruno è in grave e colpevole ritardo. Piuttosto ipocrita adesso appellarsi al senso di responsabilità. I Consiglio non si riunisce da due mesi. Tempo utile per dare le risposte attese dai cittadini, soprattutto quelli con problemi a carico. Visto che si parla tanto di fine anticipata della consiliatura, proprio il commissario questi atti li avrebbe già approvati da un pezzo. Anche questa è, oggi, Alghero.

Nella foto il Municipio che non ospita Consigli Comunali da oltre due mesi

S.I.

Nuovo Consiglio senza maggioranza

ALGHERO – Ci risiamo. Dopo il tentativo (fallito) del 18 agosto di svolgere il Consiglio in prima convocazione, si ritorna alla seconda. Ovvero la certificazione ufficiale della fine della maggioranza. Infatti con questa metodologia è sufficiente 1/3 dell’Aula ovvero 8 consiglieri. All’ordine del giorno tre punti. Nessuno di essi fondamentale per il presente e futuro della città di Alghero. Siamo ancora nel campo della totale ordinarietà e delle delibere assistenziali che un Commissario avrebbe già adottato e approvato da tempo. Le date sono giovedi 24 alle 19 (in prima convocazione) e venerdi 25 alle 19.15 (in seconda).

Non solo. Ma, ancora una volta, tale decisione è stata presa senza sentire la conferenza dei capigruppo. Un fatto, così reiterato, mai avvenuto nella storia del Consiglio Comunale. “La seconda convocazione si utilizza nelle assemblee di condominio quando si devono prendere decisioni di ordinaria amministrazione! Ad Alghero Mario Bruno e company sono convinti di essere stati eletti per amministrare distrattamente il condominio di casa loro”, tuona Maria Grazia Salaris, consigliere di opposizione. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Ferrara, “Riceviamo la convocazione del Consiglio comunale per giovedì 24 e, in seconda convocazione, per venerdì 25. Ovviamente, alla faccia del Regolamento e del rispetto istituzionale, la conferenza dei capigruppo non è stata minimamente coinvolta”. Dunque ancora forti critiche al Presidente Matteo Tedde.

Oramai amministrazione, consiglio e città sono veramente allo sbando. A fronte di una maggioranza che non c’è più, esiste un’opposizione che, di fatto, è diventata parte maggioritaria dell’Aula con 13 o perfino 14 consiglieri. Anche se dovessero passare i provvedimenti di questa settimana e soprattutto lo scoglio del Bilancio Consuntivo, è chiaro che il giorno dopo sarebbe ancora peggio di prima con assenza di mezza giunta, partecipate paralizzate e maggioranza sgretolata. Come dice qualcuno, “sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”. E nel caso di esponenti che profumano di incenso, siamo quasi al sacrilegio sociale e politico.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Fine Bruno, 11/09: Consiglio verità

ALGHERO – “Non ci fermiamo, continuiamo a lavorare, fino all’ultimo secondo. L’alternativa, lo sapete, sarebbe il notaio: tredici consiglieri comunali che dovessero decidere di mettere fine alla consiliatura. Oppure, di pronunciare il no al consuntivo per far arrivare il commissario”. Come scritto anche in queste ore, da altre forze politiche, per far finire l’esperienza amministrativa di Bruno ci sarebbero due strade: il notaio e la bocciatura del Bilancio. Ciò non corrisponde totalmente alla realtà. Infatti non sono le opposizioni, variegate e molto differenti tra loro, ma unite dal senso di responsabilità rispetto all’evidenziare il malgoverno cittadino, che hanno vinto le elezioni, devono amministrare e garantire il benessere dei cittadini.

Per questo motivo, non da oggi, ma già da tempo, Mario Bruno avrebbe dovuto prendere coscienza di non avere più a disposizione una maggioranza solida e, come anticipato in un’intervista, dimettersi. Questo anche per provare a definire, come detto da lui stesso, un nuovo quadro politico con il vociferato accordo col Partito Democratico. Invece niente di tutto questo. Si è deciso, tipico proprio della nuova guida con sede a Porta Terra, di andare avanti con protervia e per alcuni perfino arroganza. Rompere con l’Udc e soprattutto rinviare l’approvazione del Bilancio Consuntivo all’11 settembre. Trasformare il voto del documento contabile in un’espressione sulla fiducia del sindaco è un chiaro segnale di quello che è stato definito “delirio di onnipotenza”. Dove gli algheresi, e le loro istanze, sono ben oltre l’ultimo posto. Infatti, se veramente fosse stato a cuore il fatto di liberare le risorse per i meno fortunati, per gli sfollati dell’incendio a Risparmio Casa e l’assunzione dei vigili urbani stagionali (a settembre!), il Bilancio Consuntivo sarebbe stato già approvato. Passaggio che col Commissario sarebbe già avvenuto. E soprattutto, anche se il documento contabile venisse approvato, cosa accadrebbe il giorno dopo? Ancora caos e nessuna possibilità di governare. Con mezza giunta, senza assessori al Turismo, Urbanistica e Servizi Sociali e maggioranza svanita.

Dunque, siamo veramente alla follia politico-amministrativa: il sindaco non ha più maggioranza (14 a 11 e anche se la Oggiano dovesse partecipare e perfino posizionarsi in maggioranza, cosa improbabile, sarebbero 13 a 12), ma la responsabilità di staccare la spina, secondo radio Porta Terra, spetterebbe alle opposizioni. Non funziona così. Venendo meno la sua maggioranza, un Primo Cittadino serio, responsabile e perfino capace dovrebbe trarne le conseguenze e almeno dimettersi. Tanto avrebbe avuto un mese di tempo per ritirarle, oggi non più vista la diffida della Regione sul Bilancio. Ma, come detto, Bruno vuole prima delle garanzie (in particolare dal Pd se non da altri esponenti spaventati dal voto anticipato). Cosa che, quasi certamente non avverrà, e dunque l’11 settembre (omen nomen) chiunque mantenga il numero legale al fine far iniziare i lavori del Consiglio, vorrà dire che è entrato di diritto in maggioranza. E’ ora di fare chiarezza davanti alla città che chiede solo una cosa di ottenere risposte grandi e piccole, ma che possano far rialzare la testa alla Riviera del Corallo oramai da troppi anni nascosta sotto il tavolo. Con le briciole, però, non si campa.

Nella foto il sindaco Bruno

S.I.

L’opposizione mandi a casa Bruno

ALGHERO – “I Riformatori di Alghero, preso atto della crisi irreversibile della giunta Bruno, al solo scopo di scongiurare un commissariamento tout court del Comune, avevano proposto a tutti i co­nsiglieri comunali una sorta di “amministrazione controlata”. In altre parole la proposta, al di là di qualche fantasiosa e strumentale interpretazione, era quella di mettere il Sindaco sotto tutela per il tempo strettamente necessario a compiere quattro/cinque operazioni condivise ed individuate da tutti come prioritarie ed indifferibili per l’interesse generale della comunità, e poi andare senz’altro a votare”. I Riformatori Sardi, anche alla luce di alcune indiscrezioni emerse nelle ultime ore, fanno ulteriormente chiarezza e ribadiscono la necessità che i consiglieri comunali di opposizione (oggi maggioranza) siano conseguenti rispetto a quanto detto e scritto in questi mesi e ovvero “mandino a casa Bruno”.

La proposta, come appare evidente dai fatti, non é stata recepita, innanzitutto per l’incapacità del Sindaco di creare nei partiti, sia quelli di maggioranza che quelli di minoranza, il clima necessario. Bruno, infatti, ha continuato e continua ad esercitare il proprio mandato unicamente proteso, sotto la mascheratura del supremo bene collettivo, a ricercare con ogni mezzo e con chiunque si renda disponibile, i numeri necessari a resistere, resistere, resistere sullo scranno piú alto di via Columbano, non importa con chi, non importa con quale maggioranza, non importa con quale programma”.

“A questo punto, soprattutto alla luce della presa di posizione della Consigliera Linda Oggiano, la quale va a collocarsi tra i banchi delle opposizioni, portando a 14 i Consiglieri di minoranza promuovendoli di fatto a maggioranza in aula, si apre proprio per questi Consiglieri, minoranza diventata maggioranza, uno scenario che li chiama direttamente in causa come persone prima ancora che come membri di partito. Perché é chiaro a tutti, a questo punto, che per essi sono praticabili soltanto due vie, perché una soluzione terza li farebbe individuare come complici o fiancheggiatori della sitazione di stallo amministrativo in atto: o vanno dal notaio a rimettere nelle sue mani le proprie dimissioni, oppure, senza tatticismi o assenze e/o astensioni strategiche, l’11 settembre vadano a votare NO al bilancio”.

“Stiano sereni: non crolleranno altre torri gemelle. Andrà semplicemente a casa un parricida politico seriale, come ben sa Stefano Lubrano; come ben sanno in casa PD (i quali si spera ci penseranno mille volte prima di ricascarci); come ben sanno in casa propria gli algheresi che come al proprio figlio migliore avevano affidato illusoriamente i propri destini amministrativi traditi sull’altare del prioritario interesse politico personale”.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi di Alghero

S.I.

Bruniani peggio del Commissario

ALGHERO – “In barba ad ogni regola Istituzionale e anche Politica, Mario Bruno e la sua ex-maggioranza, oramai sono in preda al più classico “delirio di onnipotenza”. Credono di poter fare tutto: convocano e sconvocano i Consigli Comunali, proseguono con una Giunta dimezzata, tengono in ostaggio una città e soprattutto non approvano provvedimenti importanti come il Bilancio”. Forza Italia-Alghero ritorna alla carica e, tramite i consiglieri Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e Michele Pais, denuncia l’attuale indecente momento politico e amministrativo.

“Si proprio quell’atto che aveva visto l’assessore Tanchis annunciare tramite social le indispensabili ricadute positive che avrebbe avuto a fronte di una decisione di votarlo a favore magari con anche qualche sponda tra alcuni “oppositori”. Invece niente, il paventato dramma della mancata adozione del Consuntivo è divenuto realtà. Questo per colpe totalmente ascrivibili all’indecente teatrino che Bruno e compagni ci stanno propinando da mesi. E dunque, riprendendo proprio il monito di Tanchis: “impossibilità di assumere personale, impossibilità di dare seguito alla variazione di assestamento( ergo mancato contributo per co-finanziare i diversi progetti di iscola asse II, impossibilta’ a destinare le risorse fornite dall’amministrazione pari a € 38.000 a favore del centro d’ ascolto per l’emergenza abitativa oltreche’ le ingenti risorse confluite in avanzo che si libererebbero a favore dei servizi sociali.” Tutto vero caro assessore Tanchis e la colpa è solo sua e della sua sghangherata ex-maggioranza. Gli algheresi, compresi quelli che subiranno dei danni diretti dal ritardo o perfino mancata approvazione del Consuntivo, sanno bene chi sono i responsabili. Sono stati superati addirittura tre limiti temporali imposti dalla legge, non uno, ma ben tre (30 aprile, 31 luglio e 31 agosto), fino ad arrivare alla quasi certa mancata approvazione”.

“E non è bastata la diffida della Regione, ma anzi questa è stata usata per rinviare ulteriormente il Consiglio. Tutto ciò col bene placito del Presidente Matteo Tedde che, vista la sua posizione, avrebbe dovuto garantire tutta l’aula invece si sta comportando in maniera pilatesca e fin’anche da complice dei malsani disegni politici del suo mentore. Una pagina vergognosa della politica o meglio della città di Alghero. La sfacciataggine con cui si cercano di tenere a galla i peggiori amministratori di sempre è qualcosa di inverecondo”.

“Ripetiamo che siamo veramente preoccupati per Alghero.
Una città ferita ed esanime da 5 anni di dure batoste e che attende risposte, oramai anche quelle più basilari e primarie, da troppo tempo. E a chi agita lo spauracchio del commissario, ricordiamo che, se ci fosse stato il commissario, il Bilancio Consuntivo, cosi come altri atti, sarebbero stati già approvati. Oramai è più che evidente, e comprovato dai mancati atti indispensabili per il tessuto sociale ed economico, che Bruno, la sua Giunta e maggioranza sono peggio di un qualsiasi commissario che per pochi mesi traghetterà Alghero nuovamente al voto”.

Nella foto i consiglieri di Forza Italia davanti la porta del Municipio chiusa per la mancata convocazione del Consiglio Comunale da parte dell’ex-maggioranza del sindaco Bruno

S.I.

“Bruno finisca la sceneggiata”

ALGHERO – “Ci risiamo! È stato risconvocato lo stesso consiglio comunale che era già stato annullato poche settimane fa….. Mario Bruno sta cercando in tutti i modi di rimanere seduto nella sua bella poltrona a discapito di tutto e di tutti!” Intervento sulla situazione politica anche da parte di Noi con Salvini, rappresentato a livello locale da Giorgia Vaccaro.

“È in evidente difficoltà, l’abbandono dell’Udc non gli consente più di avere la maggioranza, ufficialmente nessun consigliere di opposizione vuole appoggiarlo e conscio del fatto che dovrebbe abbandonare lo scranno, mette in atto tutti gli artifizi che da politico navigato conosce benissimo, rimandando il tutto all’ultima data utile sperando in qualche folgorazione sulla via Columbano pur di non dare le tanto odiate dimissioni! Ma non si rende conto che a rimetterci non è lui, ma tutte quelle persone che stanno aspettando l’approvazione del bilancio consuntivo per vedere sbloccati finalmente i fondi per i servizi sociali e i vari progetti di aiuto! Sta mettendo sullo stesso piano la sua fascia da sindaco, il suo orgoglio, con i bisogni reali degli algheresi, di quelli che se si rivolgono ai servizi sociali vuol dire che non se la passano proprio bene!”

“Oltre al danno la beffa, siamo ormai ben oltre il ridicolo e l’oltraggio ripetuto verso gli algheresi! Se al sindaco piace così tanto la poltrona del suo ufficio, i cittadini sono assolutamente d’accordo a regalargliela, così che possa continuare la sceneggiata tra le mura di casa sua e lasci finalmente libero il comune di funzionare al meglio”.

Nella foto Giorgia Vaccaro

S.I.

5 Stelle: arroganza per sopravvivere

ALGHERO – “La situazione politico istituzionale algherese ha superato le soglie della decenza. Abbiamo un Sindaco che da due anni, dall’alto della sua supponenza, continua incessantemente a perdere pezzi a causa della totale incapacità nel gestire anche i più basilari rapporti umani a meno che, questi, non servano a garantirgli la sopravvivenza politica”. Cosi i consiglieri di di 5 Stelle Graziano Porcu e Roberto Ferrara sull’attuale situazione politica.

“Questo è il motivo per cui oggi, come ieri d’altronde, siamo costretti ad assistere all’ennesima ricerca di riappacificazioni con quelle forze politiche che ha pubblicamente rinnegato e vituperato. UDC prima, PD poi, e poi ancora UDC e, per finire, in questi giorni un’estenuante trattativa con il PD con cui dovrebbe chiudere. Nel bel mezzo di tutto questo c’è una città che è in ginocchio oramai da anni e che l’attuale Sindaco ha aiutato a ridurre in queste condizioni grazie alla sua ampia interpretazione del Vangelo. Oggi, infatti, senza attendere che nessun galli canti, continua a rinnegare l’uno o l’altro, ieri invece, come il peggior Giuda, tradiva il suo uomo consegnando la città in mano a quello che proprio lui oggi definisce il peggior male per questa città: “il commissario”.

“A questo punto però non ci stupisce più l’atteggiamento di chi in questi anni ha dimostrato di pensare solo a se stesso, ci stupisce invece che ci sia ancora chi gli da credito. Il Presidente del Consiglio, per esempio, che, nonostante il suo ruolo istituzionale che lo vorrebbe garante dei consiglieri tutti, continua a farsi comandare a bacchetta come il peggiore degli scolaretti. I consiglieri comunali di maggioranza che continuano a giustificare pubblicamente l’atteggiamento di chi, se non oggi domani, così come fatto con altri in precedenza, potrebbe tranquillamente usarli per i propri interessi politici. E per finire quelli continuamente sbeffeggiati, quei consiglieri del Pd che, nonostante siano distanti da noi anni luce, anche quando hanno proposto qualcosa di positivo hanno sempre ricevuto in cambio il peggiore dei trattamenti”.

“Ecco, oggi come Movimento Cinque Stelle, visto che siamo consapevoli che l’Unto dal Signore, nel proseguimento del suo percorso continuerà a dare la colpa dei suoi fallimenti a tutti pur di non assumersi la benché minima responsabilità, e che i suoi apostoli continueranno, in ginocchio, giorno dopo giorno, a pregare ai piedi del capezzale del loro Messia. Ma non possiamo che rivolgerci proprio ai consiglieri del PD che, dopo essere stati maltrattati più volte, oggi non possono permettersi di svendere la loro dignità pur di salvare, ancora una volta, la pelle”.

Nella foto i consiglieri di 5 Stelle

S.I.

Upc pronto a denunciare Bruno

ALGHERO – Non tutti sono più disposti a subire l’arroganza amministrativa e politica perpetrata dalla compagine bruniana che dovrebbe ancora governare Alghero. Oramai, è evidente, che non sono più sufficienti comunicati, interviste e post sui social, per questo Gianni Cherchi, segretario cittadino dell’Upc dice basta e annuncia che “ha dato mandato agli avvocati del partito per denunciare l’amministrazione Bruno per l’uso reiterato del simbolo e della sigla del partito senza alcun permesso e per scopi opposti a quelli delineati dallo stesso partito”.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’utilizzo della sigla Upc nel comunicato diffuso ieri dal capogruppo dei bruniani Pietro Sartore. L’Unione Popolare Cristiana si è trovata ancora a far parte di quel che resta della maggioranza insieme alle altre forze (Partito dei Sardi, Sinistra Civica, Per Alghero e Democratici per Alghero) [Leggi].

“L’Upc non fa più parte della maggioranza che sostiene Mario Bruno e anzi è molto critica rispetto a quello che sta avvenendo negli ultimi giorni e ritiene che il sindaco debba dimettersi e far terminare questo terribile periodo di mal governo per Alghero”, commentano dall’Upc. Ma non solo. L’altra, rilevante notizia, è che Linda Oggiano (eletta proprio nell’Upc), nonostante la sua difficoltà a partecipare ai lavori dall’aula, ha deciso di non sostenere più Bruno e dunque il suo voto è da considerare contrario. Per farla breve, la Oggiano è ufficialmente all’opposizione. E con lei i consiglieri di minoranza diventano maggioranza: 14 (opposizioni) e 11 (bruniani, sindaco compreso).

Nella foto il segretario cittadino dell’Upc Gianni Cherchi

S.I.

Bruniani: salta il Consiglio, è delirio

ALGHERO – Neanche detto, che ad un giorno di distanza da una data ritenuta fondamentale per Alghero, ovvero quella indicata da tempo per svolgere l’atteso Consiglio Comunale della “verifica” e della discussione della situazione della maggioranza con annuncio delle dimissioni del sindaco, che arriva il nuovo exploit da parte delle forze politiche che in Aula sostengono ancora Bruno: Consiglio annullato e nuovo rinvio del dibattito. Siamo alla pazzia, per non dire al completo delirio di onnipotenza. Tutto a spese dei cittadini che, come nel caso del Consuntivo e suoi effetti benefici (compresa l’assunzione dei Vigili Urbani stagionali), vedono un nuovo assurdo rinvio oltre l’alta stagione estiva. Oramai, quasi, non ci sono più parole per descrivere quanto sta accadendo ad Alghero a fronte di alcuni che, ancora, ritengono utile continuare e perpetrare questa situazione rispetto ad un commissario e poi subito il voto.

X Alghero, Democratici per Alghero, Partito dei Sardi, Alghero in comune-Sinistra Civica e UPC scirono che “l’approfondimento tecnico svoltosi anche in questi giorni con la Regione, nell’interpretazione della norma in caso di eventuale prima mancata approvazione del rendiconto in Consiglio Comunale, pur all’interno dei termini temporali fissati dalla stessa Regione con diffida, soprattutto se accompagnata da conseguenti dimissioni del Sindaco, porta a ritenere inevitabile l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio Comunale con nomina del Commissario ad Acta”.

“Eventualità che vogliamo provare a scongiurare per il solo bene della città di Alghero, anche perché sarebbe seguita dalla nomina di un commissario regionale fino alla prossima scadenza elettorale di maggio/giugno 2018. Al fine di impiegare fruttuosamente e in pienezza dei poteri l’arco temporale messo a disposizione dalla Regione, entro il 12 settembre 2017 per l’approvazione del rendiconto, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di voler annullare anche la seduta di Consiglio prevista per domani e di riconvocarla per l’11 settembre prossimo. Data ultima per approvare il consuntivo 2016, pena la decadenza del Consiglio. Abbiamo, inoltre, richiesto al Presidente di convocare una nuova seduta di consiglio comunale nel mese di agosto per discutere i punti in scadenza entro il 31-08″.

Nella foto i banchi della maggioranza che sostiene Mario Bruno e che ha deciso di annullare ancora il Consiglio

S.I.

Alghero appesa al filo della politica

ALGHERO – Agosto 2017 è uno dei tanti punti di svolta della politica. Periodo che resterà impressa nella storia recente di Alghero. Salvo sorprese, infatti, Mario Bruno annuncerà le sue dimissioni da sindaco. Un ennesimo annuncio, si potrebbe dire. E così sarà. Del resto, come anticipato da Algheronews [Leggi], le “dimissioni” del sindaco dovrebbero rientrare giusto in tempo per approvare il Bilancio Consuntivo. Il limite temporale imposto dalla Giunta Pigiaru, che ha diffidato l’amministrazione [Leggi], scade il 12 settembre.

Al fine di poter avere i numeri, dopo la definitiva uscita dell’Udc [Leggi], per approvare il documento finanziario, Bruno dovrà incassare il sostegno e voto in Aula di qualche altro gruppo. Come noto, si vocifera, e pare sempre più probabile, l’ingresso del Pd. Una ridefinizione del quadro di centrosinistra (previo totale azzeramento di Giunta, partecipate e incarichi vari) che sarebbe basato su alcuni punti da attuare entro la fine della consiliatura. Un accordo che sarebbe sancito alla presenza dei massimi leader regionali del Partito Democratico allo scopo di avere la garanzia sulle questioni da affrontare e soprattutto da risolvere.

Ed è proprio su questo ultima parte che ruota tutto: se in tre anni, più due prima, non si è riusciti a fornire le giuste risposte, com’è possibile produrle in pochi mesi? Medesima domanda varrebbe per la proposta dei Riformatori. D’altra parte quello che attendono gli algheresi, nonostante alcuni facciano orecchie da mercante, non sono asfalti, potature, gerani e qualche appuntamento di facciata, ma è la realizzazione di quei progetti che hanno fatto da colonne anche nelle campagne elettorali dei Riformatori. Porti riqualificati, nuovi hotel, campi da golf, circonvallazione, quattro corsie, Puc, grandi eventi artistici e sportivi, Pul e via dicendo. E’ palese che continuare ad accontentarsi del poco o nulla potrà fare raccogliere qualche consenso a breve, ma senza degli interventi strutturali questo territorio, anche per le malsane scelte degli enti sovraordinati, è destinato alla completa e totale marginalizzazione politica, sociale ed economica.

Ma ritornando al mese in corso, come detto, Bruno confermerà quanto annunciato su Catalan Tv ovvero che, appresa la fine della maggioranza che gli ha permesso di vincere le elezioni, si dimetterà da sindaco. Poi ci saranno 20 giorni per poter revocare tale scelta. Giusto in tempo per (provare a) definire il nuovo quadro e fissare il consiglio per votare il Consuntivo. Delibera che sarebbe già potuta essere approvata da circa un mese. Invece, ad esempio, non sono stati attivati il servizio dei vigili stagionali o i fondi per gli affitti proprio per questi ritardi facenti capo all’infinita crisi della compagine bruniana. Domani si scriverà una nuova pagina della politica locale e dunque della città, intanto è piuttosto singolare che, nonostante, tutti (o quasi) definiscano fallimentare l’attuale esperienza governativa, molti pare abbiano timore di quella che viene definita la massima espressione della democrazia: le elezioni. Ma, anche questo, fa parte del periodo inedito e marziano che vive Alghero.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.