“Bella giornata, ora uniti per ripartire”

ALGHERO – “Bellissima e partecipata manifestazione ieri a Piazza del Popolo a Roma. Una piazza gremita in ogni angolo che gridava dall’inizio alla fine “Unità” questo per arrivare senza nuove divisioni e differenze alle elezioni, congresso e tutti gli altri appuntamenti importanti che ci attendono”. Cosi il capogruppo del Pd di Alghero, Mimmo Pirisi, che commenta la sua presenza e quella di altri rappresentanti dei dem algheresi e sardi alla manifestazione di ieri a Roma.

“Abbiamo conosciuto persone da ogni regione d’Italia con il pensiero unico dire finalmente uno stop alle correnti, ritornare ai valori e principi della sinistra in una visione del “noi e non più dell’io”. Una bella giornata che fa sperare in una bella ripartenza per il Partito Democratico e per tutto il Centrosinistra. L’obbiettivo principale era e resta quello di costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura.

“Siamo scesi in piazza e partiti dalla Sardegna e anche da Alghero perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Speriamo che questo iniezione di energia serva per riportare a primeggiare il Partito Democratico a livello regionale e locale”.

Nella foto la manifestazione di ieri a Roma

S.I.

“Ad Alghero ci saremo sempre”

ALGHERO – “Il Sindaco e la Giunta di Alghero si riempiono la bocca di parole come “democrazia” e “libertà” e nel contempo adottano delibere libertiticide che palesemente alimentano un clima di odio e contrapposizione ideologica che ritenevo superata. Non cadremo nella loro trappola. Vorrà dire che le raccolte firme e le iniziative le faremo stando in piedi senza “occupare” il suolo pubblico con tavoli e sedie”. Cosi Luigi Todini, rappresentante di Casapound di Sassari, che commenta la “straordinaria notizia” (ovviamente è sarcastico) del divieto di Piazza Sulis al movimento di destra perchè non ha firmato il cosi detto “codice etico” utile a fare utilizzare o meno gli spazi pubblici. Passaggio che, a quanto risulta, non dovrebbe essere firmato neanche da altre forza politiche come ad esempio la Lega di Matteo Salvini e pare pure altre. Intanto Todini rincara la dose. “Lor signori si abituino sin d’ora a vederci tutto il giorno e tutti i giorni nei marciapiedi, nelle strade e nelle piazze algheresi. Noi la Libertà la conosciamo bene e nessuno mai potrà negarcela. Ci riprenderemo i nostri spazi. Ci riprenderemo tutto”.

Nella foto i rappresentanti di Casapound, Andrea Farris e Luigi Todini

S.I.

Stop declino, meglio il Commissario

ALGHERO – “Non si contano più i fallimenti delle Amministrazioni Regionale e Comunale. Ultima quella sull’Urbanistica dove viene rimarcato ancora una volta che Pigliaru non ha una maggioranza e nonostante questo, come il suo omologo algherese, continua a far finta di andare avanti”. E’ Forza Italia-Alghero, attraverso il gruppo consigliare formato da Maurizio Pirisi e Nunzio Camerada, a fotografare l’attuale situazione politica e soprattutto a chiedere che la maggioranza fermi questa nefasta esperienza amministrativa e far arrivare il Commissario per qualche mese fino al voto.

“Tanto a farne le spese sono i sardi e gli algheresi e in questo caso il conto sarà salatissimo. Infatti, dopo 5 anni di promesse, incontri, titoloni e propaganda, la Sardegna ancora non avrà una legge che supera il famigerato PPR di Soru che ha, come riconosciuto da tutti, affondato tutti i settori della Sardegna lasciandoci un’Isola povera con i suoi giovani costretti a migrare e le imprese e negozi a chiudere”.

“A questo immane fallimento si legano ovviamente le sorti dell’altra mega promessa strombazzata ad Alghero e agro ovvero il cosi detto “Piano della Bonifica”. Un grande bluff che oggi viene smascherato dalla realtà dei fatti che lasciano anche questa parte del Comune, dopo circa sette anni di governo, diretto e indiretto del Centrosinistra a guida di Bruno, senza alcuna programmazione e normativa urbanistica che superi il nefasto PPR. Inutile che si affannino i soliti quattro sodali dell’attuale amministrazione a guardare al passato e rivolgere accuse vacue e oramai stantie, l’attuale compagine governativa con a capo il PD ha avuto un’enormità di tempo per cambiare le cose in meglio e rispettare le promesse fatte in campagna elettorale dove il triangolo d’oro (Pigliaru, Renzi e Bruno) avrebbe dovuto portare vantaggi mai visti ad Alghero e territorio. Invece niente, ma proprio niente. Dopo un’intero mandato restano progetti ancora annunciati e legati alle amministrazioni di Centrodestra e solo promesse (basti pensare alla 4 Corsie, Circonvallazione, Porto, ex-Caserma, PUC, PUL, mercati, spazi per lo sport, anfiteatro Maria Pia e Palacongressi, etc)”.

“Un fallimento generale e totale che però non ci vedrà brindare visto che riguarda la nostra città e i nostri concittadini, ma ci lascia preoccupati, anche se pronti alla sfida di riportare Alghero ai fasti che merita. Ma per evitare che vengano compiuti altri danni e scelte scellerate, come nella gestione dell’emergenza CRA e rapporti col personale, chiediamo alle porzioni più responsabili della maggioranza di mettere fine al più presto a questa esperienza per rasserenare gli animi e non peggiorare la situazione e per favorire l’arrivo di un Commissario per pochissimi mesi e poi restituire la parola agli algheresi col voto.

Nella foto alcuni rappresentanti di Forza Italia-Alghero

S.I.

Cds, no al Pds e candidati nuovi

CAGLIARI – “Il tavolo tecnico del centrodestra sara’ nei primi 15 giorni di ottobre, sto aspettando ulteriori indicazioni per stabilire una data precisa”. Cosi’ il deputato e coordinatore regionale della Lega in Sardegna, Eugenio ZOFFILI, chiarisce sul “giallo” della convocazione della seconda riunione della coalizione del centrodestra, in vista delle elezioni di febbraio. Zoffili, coordinatore del tavolo che si terra’ anche questa volta nella sede leghista di Cagliari, conferma le presenze della prima riunione: ci sara’ il coordinatore di Forza Italia, Ugo Cappellacci, quello di Fdi Paolo Truzzu, il senatore del Psd’Az, Christian Solinas, e il coordinatore dei Riformatori, Pietrino Fois. Sara’ della partita anche il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, assente alla prima riunione per un altro impegno. “L’unica forza che mi ha contattato in questi giorni e’ Energie per l’Italia, con il responsabile regionale Tore Piana- spiega ZOFFILI alla “Dire”-. Ascoltero’ le sue osservazioni e poi portero’ al tavolo quello che ci siamo detti e poi valuteremo se fara’ parte del nostro progetto”.

Il coordinatore della Lega chiude poi in maniera definitiva al Pds di Paolo Maninchedda: “Da subito abbiamo detto che le forze politiche che stanno con il Pd e con Pigliaru non hanno niente a che vedere con noi. Non se ne parla neanche di primarie ‘nazionali’, stiamo utilizzando un altro strumento di lavoro e non prendiamo in considerazione proposte da chi collabora in modo attivo con l’attuale giunta”. Conclude il deputato leghista: “Vogliamo il cambiamento, e in questa ottica al tavolo chiedero’ agli alleati una forte attenzione nella composizione delle liste dei candidati consiglieri regionali. Dobbiamo esprimere persone nuove, la maggior parte non devono avere esperienze politiche passate. Chiedero’ rassicurazioni sul passato anche dal punto di vista giudiziario, servono liste pulite”.

Nella foto i leader di centrodestra

S.I.

L’Italia può ripartire dai sindaci?

ALGHERO – Si terrà lunedì 1 ottobre – alle ore 18 – a Teatro Civico di Alghero l’incontro pubblico con i sindaci di Alghero, Nuoro e Cagliari, Mario Bruno, Andrea Soddu e Massimo Zedda, moderato e coordinato dal direttore de La Nuova Sardegna Antonio Di Rosa, alla presenza del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. L’Italia può ripartire dai cittadini e dai sindaci? E’ questa la domanda a cui proveranno a rispondere, ognuno col proprio bagaglio di esperienza personale e professionale, i quattro sindaci. Ad introdurre nella discussione e al dibattito tra amministratori pubblici, la presentazione del libro “Primo, Cittadino” scritto da Matteo Ricci con la prefazione di Ilvo Diamanti, i colloqui con numerosi sindaci italiani ed edito da Baldini+Castoldi: un’occasione di confronto e riflessione con gli stessi cittadini e residenti che quotidianamente vivono le città.

“Da sempre nell’immaginario collettivo, di grandi e bambini, il sindaco è il politico a cui si fa riferimento per tutto, quello chiamato a risolvere ogni problema della comunità in cui viviamo. Ormai sono passati 25 anni da quando, nel giugno 1993, fu istituita l’elezione diretta del sindaco, che da allora è il vero raccordo fra l’elettorato e il governo centrale, colui che cerca di mediare tra le forze opposte per il bene della sua città. Il proprio sindaco lo si ama o lo si odia, ma in ogni caso su di lui si può misurare concretamente la distanza fra le promesse o le cose fatte. E di certo quella del sindaco incarna la vera gavetta della politica, quella del mettersi al servizio degli altri”. Così Ricci nel suo saggio spiega perché la figura del primo cittadino avrà un’importanza sempre maggiore, restituendo alla gente la fiducia nella politica in un momento in cui invece sembra sempre più forte il desiderio di disimpegno. L’incontro di lunedì 1 ottobre (ore 18) è aperto a tutti e l’ingresso a teatro è libero.

Nella foto i sindaci di Alghero e Pesaro

S.I.

Fortza Paris, prima i sardi |video

ALGHERO – Sono trascorsi 14 anni circa da quando Fortza Paris è nato. Grazie all’unione del Partito del Popolo Sardo, Sardistas e Unità del Popolo Sardo venne creato questo partito che si è sempre caratterizzato per le sue idee e la sua volontà di portare al centro del dibattito i temi cari ai sardi. Certo, come racconta la storia e come sarà anche nell’immediato futuro, in un’area politica ben definita che è quella di Centrodestra, però senza mai arretrare rispetto alle questioni primarie per il bene dei sardi. E, tra le tante, purtroppo ancora irrisolte, c’è la “vertenza entrate”. Una valanga di soldi che spettano all’Isola che lo Stato ancora non ha riconosciuto ed erogato. Fondi che permetterebbero di contribuire ad una nuova fase di speranza e di sviluppo per la Sardegna. Per questo, Fortza Paris, tramite i suoi vertici, tra cui il vice-presidente Antonio Cardin, intervistato da Algheronews, ha messo al primo posto questo battaglia, senza però dimenticare i problemi nel Turismo, Agricoltura, Commercio e soprattutto nel tema dei temi: i Trasporti. Fortza Paris, come annunci lo stesso Cardin, farà parte della coalizione di Centrodestra Sardista e Civica che si presenterà alle elezioni Regionali e poi Comunali di Alghero e Sassari su cui sono emersi spunti interessanti dalle parole del vice-presidente della forza bianco-rossa.

Nella foto e video il vice-presidente di Fortza Paris Antonio Cardin

S.I.

Flop Urbanistica, sfascio maggioranza

CAGLIARI – Non si placano le polemiche sul mancato esame della legge urbanistica da parte del Consiglio regionale. I gruppi di minoranza tornano all’attacco del presidente Pigliaru e del centrosinistra. «La decisione di rinviare la legge in Commissione certifica lo sfascio di questa maggioranza – afferma il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda – nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale è stata mantenuta, questo provvedimento rappresentava l’ultima possibilità della Giunta Pigliaru di lasciare il segno».

Secondo il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu «quanto accaduto ieri in aula dimostra che questa maggioranza non ha a cuore gli interessi della Sardegna, il centrosinistra è ormai diviso per bande che perseguono interessi di parte e si preoccupano di mantenere le poltrone». Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha invece puntato l’indice contro il presidente del Consiglio regionale e il Pd: «Ganau ha deciso di calendarizzare il provvedimento forzando la mano nonostante le nostre perplessità – ha detto Dedoni – il capogruppo del Pd voleva addirittura anticipare la discussione al 18 settembre. Come si fa poi a dire che non si è pronti?».

Anche per Michele Cossa (Riformatori) «c’è uno scollamento evidente nella maggioranza, già certificato dalla presentazione di una mozione di censura nei confronti dell’assessore alla sanità Luigi Arru – ha sottolineato Cossa – è un’agonia senza fine, diamo però atto all’assessore Erriu di aver agito onestamente: meglio nessuna legge che una cattiva legge». [Leggi] Duro anche il giudizio del capogruppo del Psd’Az-La Base Gaetano Ledda: «Questa Giunta ha fallito su tutti i fronti: sanità, trasporti, riforma degli enti locali, agricoltura e, adesso, sull’urbanistica – ha detto Ledda – tutto questo per i giochi interni alla maggioranza».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha invece accusato la Giunta di aver impedito il dibattito in Consiglio su un tema decisivo per lo sviluppo dell’Isola: «Dopo un’infinità di incontri sul territorio – ha detto Truzzu – si è deciso di mettere il bavaglio all’Assemblea sarda. Un presidente che dichiara di non avere più la maggioranza ha il dovere di dimettersi. Pigliaru non l’ha fatto perché il centrosinistra non ha ancora deciso la leadership per le prossime elezioni regionali che, in ogni caso, segneranno la sconfitta della sua coalizione».

Diverso, rispetto ai colleghi del centrodestra, il giudizio di Antonello Peru, consigliere di Forza Italia e relatore di minoranza: «La Sardegna attendeva da tempo una nuova legge urbanistica – ha detto Peru – il centrosinistra ha perso una grande occasione. Il provvedimento era stato completamente stravolto in commissione anche grazie al contributo della minoranza sul fronte della semplificazione, dell’attuazione dei Puc e della riqualificazione del territorio senza consumo di suolo. Ormai la legge è morta, il centrodestra prenda l’impegno di approvarne una nuova come primo atto della prossima legislatura».

Diverso il pensiero di Giuseppe Fasolino, consigliere di FI e sindaco di Golfo Aranci: «Questo provvedimento, per come è arrivato in aula, non poteva essere approvato – ha rimarcato Fasolino – la legge toglieva ai comuni la possibilità di incidere nella pianificazione territoriale e non fissava alcun obiettivo. Prima di legiferare occorre sapere quale direzione si vuole prendere, Nel caso della legge urbanistica bisognava capire dove sta andando il turismo e quali risposte dare alle richieste dl mercato».

Il consigliere dell’Uds, Giovanni Satta, dopo aver ricordato il voto contrario della minoranza in commissione urbanistica, ha accusato il centrosinistra di aver accettato supinamente le indicazioni della Giunta: «La legge è stata approvata in Commissione senza il parere del Cal – ha affermato Satta – questo Consiglio si è piegato ancora una volta al diktat della Giunta dei tecnici, come già avvenuto per la riforma delle rete ospedaliera. Mi auguro che questa vicenda serva da monito per il futuro».

Per Marco Tedde (Forza Italia) la vera ragione del fallimento è rappresentata dal PPR approvato dalla Giunta Soru, “un macigno” per qualsiasi ipotesi di pianificazione territoriale. «In campagna elettorale Pigliaru aveva promesso di modificarlo, non lo ha fatto ed è stato costretto a modellare la legge urbanistica sul Piano Paesaggistico di Soru fondato sui vincoli e poco attento allo sviluppo».

Alfonso Marras (Udc) ha parlato di “pagina ingloriosa” per la maggioranza di centrosinistra: «Si sono sottratti al confronto. Noi aspettavamo di misurarci sul merito del provvedimento. Molti di noi avevano lavorato agli emendamenti per tentare di migliorare la legge. Sarà compito della nuova maggioranza, che uscirà dalle elezioni di febbraio, approvare un nuovo testo in materia urbanistica»

Urgenza condivisa da Gianni Lampis (FdI): «Dieci anni fa gli occupati del settore edile erano 51mila, oggi se ne contano circa 27mila. Questa legge poteva dare risposte importanti alla crisi del settore. La maggioranza ha perso un’altra occasione. Sarà compito del centrodestra cancellare il Ppr di Soru che ha musealizzato l’ambiente sardo e impedito ai comuni costieri di offrire servizi di qualità».

Da quasi tutti i partiti è infine arrivata la richiesta di dimissioni per il presidente Pigliaru, eccezion fatta per i capigruppo di Forza Italia e Riformatori Alessandera Zedda e Attilio Dedoni convinti che gli ultimi mesi della legislatura contribuiranno ad evidenziare ancora di più le pecche del centrosinistra. «Il re è mezzo nudo – ha affermato Dedoni – va spogliato del tutto per scongiurare ogni possibilità di rielezione».

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Martedi Consiglio, surroga Nonne?

ALGHERO – Ritorna il Consiglio Comunale. All’ordine del giorn temi non di grande rilevanza amministrativa, ma passaggi obbligati come il Bilancio Consolidato, il programma biennale per l’acquisizione di servizi e forniture, un debito fuori bilancio e e il piano per gli acquisti pubblici ecologici. L’assemblea è fissata per martedi prossimo.

Ma, oltre questo, ciò che salta agli occhi è l’assenza della surroga del consigliere Mario Nonne dalla commissione da cui si è dimesso da presidente e pareva pure da componente. Invece, a quanto pare, almeno per adesso, ha deciso di restarci e di non permettere l’ingresso di un nuovo componente. In questo modo la Commissione è senza guida e la condizione di essa è nelle mani della vice-presidente ovvero Donatella Marino che, però, come noto, è un esponente dell’opposizione.

Dunque altro noto da risolvere e nuovo ostacolo al percorso della Commissione che avrebbe da affrontare diversi temi delicati come la crisi della Sanità, il servizio di raccolta dei rifiuti, il rapporto col Parco, la condizione dei Servizi Sociali e dunque del Centro Anziani e tanto altro. Vedremo cosa accadrà in questi giorni.

S.I.

Perché non mi sento sconfitto

CAGLIARI – “Nelle ultime ore ho ricevuto tante attestazioni di stima e incoraggiamento ad andare avanti. In verità, pur con un bagaglio gravoso e credo comprensibile di amarezza e di stanchezza personale non ho mai pensato neppure un istante a tirare la spugna.

Se c’è una cosa che caratterizza la politica di questi tempi è l’assenza di responsabilità e la mancanza di serietà. Ma io non credo sia né giusto né saggio darla vinta ai tattici di mestiere, agli urlatori, ai teorici dello sfascio. Ho la convinzione che la gente chieda ai politici serietà, equilibrio e concretezza. Penso che il problema se lo deve porre semmai chi non si è impegnato con convinzione a trovare le soluzioni adeguate ma si è esercitato a frapporre un’escalation di ostacoli e di difficoltà. Con il risultato di impedire l’obiettivo di una legge attesa da tanti e da molto tempo.

Abbiamo lavorato a tessere la tela cercando la più ampia condivisione, integrando tutela e sviluppo, aperta ai contributi di tutti senza distinzioni di colore politico ma guardando all’interesse dei sardi e della Sardegna.

E’ venuta a mancare la maggioranza numerica necessaria per l’approvazione. Chi l’ha fatta venire meno se ne assuma in pieno la responsabilità. Per quanto mi riguarda ho cercato di raggiungere sino alla fine la giusta sintesi ascoltando tutti, ricercando soluzioni normative solide e non velleitarie. Ho puntato sempre dritto all’obiettivo dell’interesse generale lavorando ad un testo in grado di governare i tanti interessi, di garantire i diritti e di soddisfare i bisogni. Operazione certamente difficile da raggiungere ma non impossibile per un riformismo degno di questo nome.

Sui valori in gioco, il rispetto dei principi sovraordinati di tutela di ambiente, paesaggio e assetto idrogeologico non consentono ulteriori semplificazioni che non risultano compatibili né con il rango costituzionale di tali principi né con i rigidi e non comprimibili tempi istruttori di valutazione che non possono essere lasciati in mano alla discrezionalità o a quella che taluno ha definito “spinta deterministica” dei comuni, ritenuti (erroneamente) gli unici padroni del governo del territoriuo. Chi fa affermazioni contrarie non sa di cosa parla o usa argomentazioni pretenziose e demagogiche e lo fa, più o meno consapevolmente, tanto per sfasciare il giocattolo e sapendo che le scorciatoie non producono nessun risultato pratico. Tanto è vero che proposte specifiche in senso contrario non ne sono mai state formulate.

Allo stesso modo chi lamenta la mancanza di risorse economiche per la pianificazione urbanistica finge di non sapere che negli ultimi dieci anni dei circa 36 milioni concessi ai comuni per adeguare gli strumenti pianificatori, questi ne hanno speso meno della metà. Tanto più che la proposta prevedeva ulteriori risorse da dare ai comuni, non per gli studi di piano ma per rafforzare gli organici degli uffici locali di gestione delle politiche del territorio con l’innesto di professionalità giovani, fresche e competenti.

I punti di dissenso che sono stati dichiarati, hanno giustificato la mia richiesta di ritiro della legge poiché essi in realtà sono stati già risolti positivamente nel testo con soluzioni che gli oppositori hanno contribuito ad elaborare e proporre, come testimoniato da dichiarazioni e interventi pubblici a disposizione di chiunque li voglia verificare.

Ci sono dunque ragioni politiche retrostanti e su queste non intendo, per ora, pronunciarmi. Queste rendono, a parer mio, impossibile la prosecuzione dell’iter legislativo.

Rimane l’amarezza e la consapevolezza che il fallimento di questa stagione riformista rischia di aprire la strada a soluzioni molto più spregiudicate che recheranno danni e incertezza normativa tanto per l’ambiente quanto per l’occupazione”.

Assessore della Regione Sardegna all’Urbsnistica ed Enti Locali
Cristiano a Erriu

Urbanistica game over: dimissioni

CAGLIARI – “Game over, Pigliaru si dimetta”. Così Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, commenta il rinvio in commissione della legge urbanistica, “Quando un presidente non ha maggioranza – prosegue Cappellacci, se ha un briciolo di dignità, saluta e va a casa. Pigliaru ha bloccato la Sardegna e l’ha portata indietro di 12 anni, riesumando il PPR di Soru del 2006, cancellando il piano casa e diventando ostaggio dell’ipocrisia del centrosinistra sulla legge urbanistica: tutti con la bocca spalacata a venerare il piano di Renato ma poi c’è un Soru che ne chiede l’annullamento ai giudici amministrativi e, giusto per fare l’esempio più clamoroso, perfino il sindaco di Cagliari ai guarda bene dall’adeguare il PUC a tale strumento. Appena entrati – ricorda Cappellacci- avevano cancellato la nostra revisione del PPR e l’avevano mostrata come un trofeo di guerra alle truppe dei finti ambientalisti di sinistra con la erre moscia e la villa a due passi dal mare”.

“Dicevano che entro l’estate avrebbero rivoluzionato tutto, che sapevano cosa fare, hanno ignorato gli amministratori locali e dopo cinque anni sono ancora a fare filosofia. A fine mandato Pigliaru farfuglia che bisogna aspettare? Perché attendere? Nel frattempo la sua maggioranza trascorre il tempo a rinnegare la disastrosa riforma sanitaria, a far dimenticare la resa davanti allo Stato che è costata 4 miliardi ai sardi, a far finta di non averlo mai visto né conosciuto, tanfo da andare alla disperata ricerca di un candidato alternativo. Questo inganno – ha concluso Cappellacci- sarà sventato dai sardi che al “cominciamo il domani” di Pigliaru risponderanno che “domani arriverà lo stesso” nonostante 5 anni di nulla condito da tanta presunzione e millanteria politica”.

Nella foto l’onorevole Cappellacci

S.I.