“Trasporti, Governo dia risposte”

ALGHERO – “Partendo dall’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio regionale dove si impegna il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, a chiedere al Governo Conte la convocazione di un tavolo per l’esame della grave situazione di crisi in cui versa il sistema dei trasporti nell’Isola, sottolineo la necessità di attuare un tavolo anche ad Alghero non appena il Sindaco abbia avuto notizie certe da parte della proprietà dell’aeroporto”.

@Come scritto dal consigliere regionale Cacciotto siamo preoccupati dalla situazione generale che non vede, ad oggi, rassicurazioni sulla situazione dell’Aeroporto che presenta ancora troppi pochi voli invernali e non quanti ce ne vorrebbero per la prossima stagione estiva. Inoltre sarebbe necessario chiedere immediate risposte al governo di Lega e 5 Stelle sulla strada quattro corsie, Sassari Alghero, per cui rischiamo di perdere i finanziamenti qualora non giungano notizie certe e via libera ai lavori come da programma dell’amministrazione comunale. In conclusione non vanno dimenticati neanche i trasporti su ferro e navali per cui le condizioni generale sono difficoltose, oltre che prezzi troppo alti per i biglietti del trasporto delle persone e pure delle merci”.

“Questo pesa tanto sui settori produttivi e in particolare sull’agricoltura anche locale. Temi importanti su cui potrebbe essere necessario fare anche un Consiglio Comunale ad hoc, magari dopo l’incontro del sindaco con la proprietà dell’Aeroporto e con l’assessore ai trasporti Careddu.

Nella foto Pirisi in Consiglio

S.I.

Tutti in Lega anche ad Alghero

ALGHERO – “Un venerdì sera diverso nella città catalana quello appena trascorso. Molti cittadini hanno risposto all’appello della Lega città di Alghero, gremendo la sala della misericordia. Unico punto all’ordine del giorno: ” i cittadini, le persone”. Così dal coordinamento della Lega rispetto l’incontro di venerdì scorso.

“Abbiamo chiesto loro cosa proponevano per la città e per la Regione, i loro suggerimenti, le loro idee, i loro progetti e le criticità vissute ogni giorno. Abbiamo reso protagonisti i cittadini, li abbiamo ASCOLTATI, perché la nostra forza è il rapporto diretto con la gente”.

“Il primo appuntamento del ” Tutti in LEGA” è stato un successo, sia per la straordinaria partecipazione, sia per i contenuti e gli apporti. Oggi, questo consenso dimostratoci, la fiducia riposta in noi della Lega, ci inorgoglisce e al tempo stesso rappresenta un’ulteriore spinta a impegnarci sempre più. I prossimi appuntamenti elettorali rappresentati dalle regionali di febbraio e dalle comunali di maggio, ci consentiranno di poter portare la rivoluzione del buonsenso di Matteo Salvini anche qui”.

S.I.

Rubiu in Fdi, sciolto gruppo Udc

CAGLIARI – Nuovi movimenti all’interno dei gruppi politici del Consiglio regionale. Il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu lascia lo scudo crociato e passa a Fratelli d’Italia. Questa mattina la comunicazione ufficiale alla stampa, alla presenza del protavoce regionale di FdI, Paolo Truzzu, e del deputato Salvatore Deidda. «E’ una scelta sofferta ma allo stesso tempo carica di entusiasmo – ha detto Rubiu ai giornalisti – ringrazio l’Udc e l’on. Giorgio Oppi per avermi dato la possibilità di candidarmi e di essere eletto in Consiglio regionale, oggi però lo scenario è cambiato, c’è bisogno di una nuova politica che guardi fuori dal palazzo e ascolti le richieste che arrivano dai territori. L’ingresso in Fratelli d’Italia mi consentirà di fare da megafono agli interessi dei cittadini».

Tra i motivi dell’abbandono, la decisione dell’Udc di schierarsi con il centrosinistra alle ultime elezioni amministrative di Iglesias: «Non nego che questo sia stato un passaggio determinante – ha ammesso Rubiu – ero contrario a quella scelta e l’ho detto pubblicamente. Da uomo di partito mi sono adeguato ma è indubbio che quella scelta sia stata la scintilla che mi ha convinto a lasciare l’Udc per approdare a Fratelli d’Italia. Ora arrivo con tanto entusiasmo, sono convinto che il centrodestra vincerà le prossime elezioni regionali. Per farlo, però, occorrerà presentarsi uniti».

Quello di Gigi Rubiu è un approdo naturale – ha rimarcato il portavoce di FdI in Sardegna e capogruppo in Consiglio regionale Paolo Truzzu – con lui abbiamo condiviso tante battaglie. Il suo ingresso contribuirà a rafforzare Fratelli d’Italia nel Sulcis e in tutta la Sardegna. Il nostro partito è più che mai determinante nel centrodestra, una forza aperta e dinamica che guarda con attenzione alle liste civiche e agli amministratori locali capaci».

«Con l’ingresso di Rubiu il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale diventa il più numeroso nelle assemblee legislative di tutta Italia – ha detto il deputato Salvatore Deidda – questo fidanzamento poteva essere celebrato già da qualche mese. Con Rubiu abbiamo infatti condiviso la battaglia in difesa della fabbrica RWM di Domusnovas e quella contro il mancato accordo Giunta-Ministero della Difesa sul Piano “Caserme Verdi” che ha determinato l’esclusione della Sardegna dagli interventi di riqualificazione di importanti siti militari». L’uscita di Gianluigi Rubiu, che segue quella di Alfonso Marras passato a luglio ai Riformatori, determinerà lo scioglimento del gruppo Udc in Consiglio regionale. I due consiglieri superstiti, Giorgio Oppi e Gian Filippo Sechi, saranno assegnati al Gruppo Misto.

Nella foto Gianluigi Rubiu

S.I.

Consiglio umiliato, Bruno si dimetta

ALGHERO – “Ancora una volta il pantano amministrativo della Giunta Bruno e l’assenza di maggioranza che la sostiene condiziona negativamente i lavori del Consiglio comunale. Infatti i consigli Comunali non solo ormai non si svolgono più con cadenza regolare ed idonea alle esigenze cittadine, ma anche quelle poche volte in cui viene convocato, o manca il numero legale o addirittura viene sconvocato per i litigi interni a quel che rimane della maggioranza targata PD. E’ quel che è capitato con la seduta di Consiglio comunale convocata per martedi 2 ottobre e poi prontamente annullata, evidentemente per assenza dei numeri minimi di validità”. Cosi i consigliere comunali di Centrodestra, oppositori del Sindaco Bruno e sua maggioranza Michele Pais (Lega), Maurizio Piriei e Nunzio Camerada (F.I.), Monica Pulina (Gruppo Misto), Donatella Marino (Udc), Maria Grazia Salaris (Ncd), Emiliano Piras (Ncd) e Linda Oggiano (Upc), riguardo la gestione dei lavori dell’Aula e in particolare la conduzione politico-amministrativa della città.

“Una situazione ormai insostenibile che si ripete da 4 anni e mezzo, rispetto alla quale il Sindaco pare essere totalmente disinteressato, potendo permettersi di trattare di malo modo ogni singolo consigliere della sua maggioranza, sicuro com’è di quanto siano attaccati alla poltrona e disposti ad accettare tutto. Una umiliazione continua della funzione del Consigliere comunale relegato al ruolo di comparsa non protagonista”.

“Per Noi della opposizione non è cosi. La dignità legata alla funzione di Consiglio comunale non può essere in nessun caso calpestata da un atteggiamento arrogante del Sindaco che ha come unico obiettivo quello di nascondere la propria incapacità di governo e che getta nel ridicolo la città di Alghero giocando al “dottor stranamore”. Si dimettano Lui e la sua maggioranza, salverebbero la loro dignità e consentirebbero ad Alghero di iniziare a uscire dal baratro in cui l’hanno fatta sprofondare”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Verso il voto, Ottobre decisivo

ALGHERO – Ottobre rosso, si potrebbe dire, rifacendosi al famoso film con Sean Connery come protagonista. Intrighi, lotte e target da raggiungere. Un mese come fosse un “action movie”. Potrebbe sembrare esagerato, ma, forse, non lo è. Del resto, come ripetiamo ed è evidente, i prossimi appuntamenti elettorali Regionali (metà febbraio), Comunali ed Europee (26 maggio) sono cruciali e, volenti o nolenti, caratterizzeranno la vita dei cittadini per almeno un decennio. Questo per vari motivi: l’inedito “schema nazionale”, il voto pro o contro l’Europa, le tante incompiute della Regione (trasporti, urbanistica e turismo su tutte), le diffuse difficoltà di comuni come Alghero e Sassari e dunque l’attesa per quello che potrà essere la loro guida, l’incognita 5 Stelle e Lega e tanto altro.

A livello locale, partendo da Alghero, l’ottobre decisivo, come noto, è legato anche all’esito del processo sull’utilizzo dei fondi ai gruppi. Archiviazione o condanna, il bivio che attende tanti politici tra il 18 e il 19 di questo mese. Circa 30 esponenti di Centrosinistra tra cui il Sindaco di Alghero che, se dovesse “uscirne sconfitto”, dovrebbe dimettersi vista la Legge Severino che prevede una sospensione (totale) rispetto all’impegno istituzionale e politico di 18 mesi. In questo caso la normativa vigente prevede che si possa continuare col vice-Sindaco, in questo caso sarebbe l’assessore Gabriella Esposito. Certo il numero a favore della maggioranza andrebbe ulteriormente a ridursi da 14 a 13 (infatti Mario Bruno è anche consigliere comunale) per questo, e anche per il motivo di tale “sospensione”, potrebbe esserci qualche forza politica o singolo rappresentante che decida di “staccare la spina”.

Se, invece, la vicenda dovesse concludersi in maniera positiva per il Sindaco potrebbero aprirsi nuovi scenari come l’eventuale discesa in campo per le regionali dello stesso Mario Bruno. Ma non solo nel ruolo di consigliere, infatti, secondo alcuni rumors, potrebbe puntare anche al ruolo massimo ovviamente previo “via libera” dei potentati dem isolani. A quel punto arriverebbe comunque il commissario ad Alghero, ma solo per un paio di mesi. Ciò viste anche le titubanze di Massimo Zedda che, essendo ancora a metà del secondo mandato da sindaco, non è certamente consolato dai sondaggi che danno il Centrosinistra perdente. Ovviamente è molto difficile, visto che oramai, da anni, i candidati a Governatore, non superano i confini del capoluogo sardo.

Ma se l’attuale schema governativo di Regione, Sassari e Alghero attraversa un periodo non felice, d’altra parte c’è un Centrodestra sempre più in fermento. Tanto che, forse, sarebbe vicina la sintesi per l’eventuale candidato alla presidenza. Favorito Angelo Binaghi, presidente nazionale della Federazione del Tennis e uomo molto vicino alla Lega e in particolare al Ministro Giorgietti. Figura che trova sostegno anche in Forza Italia e Riformatori, un po’ meno in Fratelli d’Italia che preferirebbero una scelta più politica. In lizza anche una donna ovvero Ines Simona Pisano (sarda, magistrato del Tar del Lazio, vicina anch’essa alla Lega), ma pure, ancora, Cristian Solinas, attuale deputato del Psd’Az e poi anche Stefano Tunis, consigliere regionale forzista.

A parte il nome ad oggi resta rilevante la ritrova unità che vede tutti i partiti della coalizione insieme per proporsi come alternativa ai sostenitori di Pigliaru. Anche per il Movimento 5 Stelle, seppur abbia già indicato in Mario Puddu il candidato alla presidenza, ottobre sarà decisivo. Infatti c’è la sentenza per l’accusa di Abuso d’ufficio proprio per l’ex-sindaco di Assemini che è stato indicato come possibile governatore per i “pentastellati”.

Dunque tutta una serie di vicende che non fanno altro che giustificare l’assenza di scelte da parte dei territori periferici e rimandarle, settimana dopo settimana. A Sassari molto ruota intorno alla volontà di aggregare dell’ex-sindaco Nanni Campus intorno ad un progetto di Centrodestra Sardista e Civico. Coalizione che è già in azione, da mesi, nella Riviera del Corallo e a breve (si augurano gli elettori) dovrebbe giungere alla definizione di un programma chiaro, sintetico e condiviso e poi alla proposta dei nomi, tra cui l’eventuale Primo Cittadino. Anche nel Centrosinistra c’è discussione. Nel centro turritano i nomi in ballo sono Silvio Lai, Gianfranco Ganau e Nicola Sanna, mentre i 5 Stelle saranno presenti con Maurilio Murru. Entrambi i centri, però, è oggettivo, dopo anni di evidente declino sono oramai ai margini dei luoghi dove si decide, governa e soprattutto gestiscono i denari e dunque il benessere dei cittadini. Perciò questo mese sarà ancora più determinante per configurare le candidature e soprattutto i programmi utili, si spera, a far uscire dal tunnel il Nord-Ovest della Sardegna.

Nella foto la sede storica del Municipio di Alghero e luogo del Consiglio Comunale

S.I.

Pd, Cani a Sassari: nuovo progetto

SASSARI – Il PD sardo riparte dai territori, dai circoli e dall’ascolto. Le tappe e le modalità della Conferenza programmatica sono state già approvate dalla direzione regionale ed ora nelle diverse federazioni partirà la fase di confronto e partecipazione con iscritti, elettori e amministratori, ma anche con tutte quelle realtà della società civile interessate a dare il proprio contributo per un nuovo progetto con al centro la crescita ed il bene della Sardegna. Questo processo parte anche a Sassari con la riunione della direzione provinciale e cittadina nella quale verranno presentati i temi e le modalità di svolgimento della Conferenza programmatica regionale. L’appuntamento è fissato per Venerdì 5 ottobre alle 17,45 nelle sale dell’Hotel Grazia Deledda di Sassari. Alla riunione, aperta ai segretari di circolo, ai Sindaci e agli amministratori comunali del PD, parteciperà anche il segretario regionale del Partito Emanuele Cani.

“Vogliamo costruire un progetto di reale rinnovamento, aperto ad associazioni, movimenti, sindacati, al mondo del volontariato. Vogliamo creare le basi per costruire un’alleanza ed una coalizione che metta al centro di ogni ragionamento lo sviluppo della nostra isola”. Così i segretari provinciale e cittadino del PD di Sassari Gianpiero Cordedda e Gianni Carbini.

“Condividiamo totalmente l’impostazione che arriva dalla direzione regionale e che prevede di partire dai territori e dai singoli iscritti ed elettori. Abbiamo bisogno di ripartire dalla nostra gente, da chi crede che si debba porre un freno al populismo e alle false promesse di chi in pochi mesi al governo ha già dimostrato di essere totalmente inadeguato a guidare il Paese. Noi riteniamo indispensabile avviare una discussione sui temi, affrontando le questioni e le esigenze che verranno poste dalla base del nostro partito. Capiamo perfettamente che il momento è delicato e che proprio per questo serve il contributo di tutti. Quella di venerdì sarà una prima occasione per spiegare come si arriverà alla Conferenza programmatica regionale. Subito dopo inizierà il lavoro nei singoli circoli e territori. È l’inizio di un percorso che vogliamo intraprendere con la consapevolezza di dover riconquistare la fiducia di ogni singolo cittadino e per farlo non possiamo che iniziare dall’ascolto e dal confronto.”

Nella foto Cordedda ad Alghero nella sede del Pd

S.I.

Candidato Presidente? Zedda ci pensa

ALGHERO – “Io candidato presidente della Regione? Ci sto pensando”. Così Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, ieri ad Alghero, durante l’incontro dei Sindaci di Centrosinistra e Partito Democratico, come riportato dall’Ansa. Dopo anche l’endorsement del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, il Primo Cittadino sardo esce allo scoperto. “Sono onorato del fatto che tante persone, tanti colleghi sindaci e tanti cittadini guardino a me”, afferma anche se poi spiega, “non c’è un santo da portare in processione, c’è da ricostruire un campo di forze, al di là della mia candidatura, bisogna ricostruire ciò che è stato logorato. Il fatto che il leader di Italia bene Comune e altri abbiano pensato a me, mi fa piacere, non sono indifferente e amo le sfide”. A sostegno della candidatura di Massimo Zedda alla presidenza della Regione Sardegna arriva anche l’investitura di “Italia in Comune”, il movimento civico guidato dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e da quello di Cerveteri, Alessio Pascucci, che nelle ultime settimane stanno girando il Paese per spiegare il progetto.

Nella foto Massimo Zedda

S.I.

Entrate, Paci ha tradito battaglia

CAGLIARI – “Non c’è dubbio che quella per le entrate sia una battaglia di tutti i sardi, ma è stata tradita da Paci e compagni”. Così Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni dell’assessore Paci. “L’assessore spara bufale, sperando che nessuno legga i documenti. La Corte ha chiaramente detto nella sentenza del 2017 che l’accordo da lui voluto “ha fissato l’obiettivo di finanza pubblica cui avrebbe dovuto concorrere la Regione solo per il 2014, limitandosi ad imporre, per gli anni dal 2015 in poi, l’obbligo di conseguire «il pareggio di bilancio come definito dall’articolo 9 della legge n. 243 del 2012», dunque inteso come saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate finali e le spese finali. E ciò non esclude, di per sé, l’imposizione di ulteriori contributi al risanamento della finanza pubblica”.

Invece, sempre secondo la Corte, l’accordo “stipulato con le autonomie della Regione Trentino-Alto Adige, non solo esibisce un orizzonte temporale esteso fino al 2022, ma, soprattutto, esclude testualmente la possibilità di apportare modifiche peggiorative”. Insomma, non solo Paci ha ritirato il nostro ricorso, ma ha firmato un accordo da veri “polli” che non metteva al sicuro la Sardegna da nuovi scippi. Se avesse un minimo di dignità – ha concluso Cappellacci-, si dovrebbe dimettere”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Paci abbia coraggio, lo sosteniamo

CAGLIARI – “L’assessore regionale Paci abbia coraggio e noi gli votiamo la finanziaria 2018, presenti una finanziaria Politica e non Contabile metta all’art. 1 della prossima finanziaria i 650 milioni di accantonamenti e 1 miliardo delle Accise (dei 4 miliardi anno che il governo ci deve ogni anno) e noi la sosteniamo”. Cosi il coordinatore regionale dei Riformatori Sarti, Pietro Fois che continua, “se ha coraggio politico e la smette di piagnucolare contro i vari governi che si susseguono noi ci siamo, ma l’atto tecnico contabile è indispensabile per farci capire se ha a cuore la Sardegna o si tratta solo di visibilità mediatica”.

“Diciamo con chiarezza che non intendiamo sostenere questa maggioranza e ancor meno farvi parte, ma siamo solo interessati a battere i pugni contro governi che hanno preso in giro i Sardi. L’atto della finanziaria è da far condividere a tutte le forze politiche, la battaglia da mettere in campo deve essere senza limiti ideologici, perché capace di garantire risorse certe e dovute. Se questa Giunta di Paci e Pigliaru avesse resistito in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale, già dal 2014, probabilmente, avremmo ottenuto risorse, un principio ed un risultato fondamentale per il bilancio della Sardegna”, conclude il coordinatore regionale Fois.

Nella foto Pietro Fois

S.I.

Pigliaru si dimette? Voto anticipato

ALGHERO – Voci sempre più insistenti darebbero per certe le dimissioni del Presidente Pigliaru. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare la conferma. Ovviamente, trattandosi di rumors che tra l’altro si ripetono da tempo, è d’obbligo utilizzare il condizionale. Una cosa è certa: i numeri in Consiglio Regionale sono sempre più risicati e perfino assenti fino ad arrivare alla quasi sicura precarietà per la Finanziaria. Sarebbe proprio l’imminente voto del Bilancio Regionale a far pensare al Presidente e più in generale alla coalizione, col Partito Democratico in testa, di lasciare. Infatti non ci sarebbero i numeri e soprattutto neanche i soldi per una Finanziaria che senza quanto realmente dovuto dallo Stato si presenterebbe come una nuova manovra “lacrime e sangue”. Cosa che il Centrosinistra, già in difficoltà, non si vuole accollare dando ulteriore linfa al Centrodestra e 5 Stelle. Se Pigliaru dovesse dimettersi, la mossa tattica, servirebbe anche per andare al voto in anticipo, dunque entro dicembre, ed evitare così altre due mesi di dura campagna elettorale. Passaggio che potrebbe riflettersi anche sui Comuni di Alghero e Sassari.

Nella foto il presidente Pigliaru

S.I.