“Pd salva Bruno per le poltrone”

ALGHERO – “Siamo punto e a capo. Trascorse settimane, mesi e perfino anni niente è cambiato: l’amministrazione Bruno ha prodotto solo poltrone, prebende, propaganda e poco altro. Nonostante questo fatto riconosciuto da tutti, compresi gli algheresi che, visti anche i dati elettorali delle recenti consultazioni, il Sindaco fa spallucce, va avanti e con la sua solita faccia tosta continuando a condurre Alghero alla deriva”. E’ Forza Italia-Alghero, rinvigorita dalla ripresa dall’attività condotta dai consiglieri comunali e da leader regionale Marco Tedde, a commentare gli ultimi sviluppi politici e in particolare il rapporto, ondivago, tra Bruno e Pd. Tra le righe si legge una possibile apertura verso i dem ovviamente questa è legata al mantenimento in vita dell’attuale quadro governativo locale.

“Tutto ciò grazie principalmente alle forze di Centrosinistra tra cui il Partito Democratico. A prescindere dai percorsi politici futuri, resta il fatto che il Pd, per interessi di botteghe (oscure) da parte principalmente dei feudatari sassaresi del Pd, continua a garantire ossigeno ad una compagine governativa già da tempo politicamente e amministrativamente in coma. Proprio il Pd, in particolare il suo capogruppo (a parole difensore dell’agro, poi chissa?!), aveva strombazzato ai quattro venti che se il Piano della Bonifica, nient’altro che una variante urbanistica di quelle tanto combattute negli anni dalla sinistra algherese, oggi silente anche su questi temi, non fosse stato approvato (udite, udite!) entro gennaio 2018, lui e tutto il Pd non avrebbero più mantenuto i numeri alla maggioranza che sostiene Bruno. Sono bastate un paio di tirate di orecchie e la promessa di qualche posto al sole, per far subito cambiare idea ai proni rappresentanti del Pd algherese. Tutto questo, purtroppo, crea una danno notevole ad Alghero e agli algheresi che non vedono alcun cambiamento in positivo da sette anni di governo del Centrosinistra.

“Tutto è fermo al 2011 quando proprio coloro che frenano lo sviluppo di Alghero tramarono per far cadere l’allora Giunta Tedde tramite il blocco all’approvazione del Puc. Non possiamo che essere preoccupati da questo scenario, per questo, nonostante ci giungano voci contrarie, ci appelliamo al senso di responsabilità pure di qualcuno del Pd, così come di altre forze oggi in maggioranza, che anelano di progetti bipartisan per il bene di Alghero.Ecco, proprio per il bene di Alghero, presente e futuro, fate finire al più presto questa nefasta esperienza amministrative e, forse dopo, potremmo parlare di costruire qualcosa per Alghero”.

Nella foto i consigliere comunali di Forza Italia-Alghero Camerada e Pirisi

S.I.

Alghero, Consiglio (ancora) verità

ALGHERO – Ancora una settimana decisiva per la politica locale. In particolare per la compagine governativa. Certo, non è la prima volta che viene detto e scritto questo, ma tale anomalo periodo ha dato vita a più di un momento critico e dunque vitale per chi conduce il Comune di Alghero. Domani è stato fissato il Consiglio Comunale. Particolare la scelta di convocarlo in “Prima convocazione” senza il “salvagente” della “Seconda”. Questo perché, a quanto pare, pure questa volta, i numeri sarebbero almeno “ballerini”. Dopo l’anomalia del Bilancio Preventivo (pilastro per ogni amministrazione) approvato grazie all’astensione dei due consiglieri del Pd e con “soli” 11 voti positivi a fronte dei 13 necessari, adesso si riaffaccia il pallottoliere.

Infatti, secondo diffusi rumors, visti i diffusi malumori e quanto emerso in queste ore con il Partito Democratico, per bocca del suo segretario, che ribadisce la fine del periodo di sostegno al Sindaco [Leggi], questo nonostante posizioni differenti in capo ai consiglieri, domani potrebbe non esserci il magico numero 13 per poter avviare il Consiglio e proseguirlo. Ma Bruno ci ha abituato a sorprese, al “coniglio dal cilindro” dell’ultim’ora e forse anche domani sarà così. Certo il tempo passa ed è oggettivo registrare la crescita del fronte critico nei confronti dei governanti soprattutto rispetto al mancato raggiungimento di alcuni primari obiettivi legati alle tante esigenze di Alghero utili a non perdere troppo terreno rispetto alle altre località, partendo da Olbia.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Alghero ostaggio, noi pronti |video

ALGHERO – Non sono molte le donne che fanno politica, soprattutto a livello locale. Una di queste è Maria Grazia Salaris. Leader del Centrodestra, già candidata e Sindaco e soprattutto recentemente al Parlamento, ha già ricoperto importanti ruoli amministrativi. Da tempo è, ormai, un rifermento di quest’area politica che non governa Alghero dal 2011. Sette anni che, secondo molti, iniziano a farsi pesare, eppure molto, viste le difficoltà affrontate da Alghero in questo periodo con le maggiori questioni del territorio tutt’ora irrisolte.

Visto il momento politico piuttosto confuso, con un Governo nazionale nascente fondato su due forze in principi antagoniste (5 Stelle e Lega) e in particolare alla luce delle prossime cruciali scadenze elettorali (febbraio regionali e maggio europee e comunali) e in generale dell’empasse locale col Consiglio Comunale dove la maggioranza che sostiene Bruno si regge da sempre su numeri risicati e i problemi di essa, per diversi motivi, paiono amplificarsi, abbiamo fatto qualche domanda come Algheronews proprio a Maria Grazia Salaris, attuale consigliere comunale dell’Ncd e, si mormora, probabile candidata alla massima assise regionale nelle consultazioni di febbraio.

Nella foto e video Maria Grazia Salaris

S.I.

“Patto bipartisan per la Sardegna”

ALGHERO – Gavino Tanchis, attuale assessore al Bilancio e Demanio della Giunta Comunale di Alghero, rompe gli indugi e palesa in modo chiaro e netto quello che a mezze frasi e piccole ammissioni si era detto fino ad oggi ovvero “creare una grande alleanza bipartisan per la Sardegna” e dunque, si presume, anche per Alghero, così come per gli altri comuni (fra un anno si vota anche a Sassari).

“Non è scandaloso ipotizzare che per difendere il diritto alla mobilità dei sardi, difendere gli interessi agroalimentari dei sardi con l’Ue, difendere il diritto dei sardi a un fisco diverso e più equo, difendere il sacrosanto diritto dei sardi a gestire tutto ciò che sta nel sottosuolo, dall’acqua calda alle risorse archeologiche, rifare lo Statuto Speciale della Sardegna, scrivere e realizzare una buona riforma agricola e una buona riforma sanitaria, cambiare il sistema energetico sardo, promuovere la Sardegna come sistema della qualità della vita ecc. ecc., non è scandaloso che si firmi un patto che va dai liberal di Forza Italia ai laburisti del Pd, con noi ( Partito dei Sardi) i sardisti, ProgReS e chiunque altro del mondo indipendentista voglia farlo, a sostenere, animare, rappresentare e se possibile guidare questa fase di grande unità della Sardegna ( Paolo Maninchedda segretario del Partito dei Sardi )”.

Queste le parole che non possono non aprire un dibattito sul tema che, oggettivamente, è già iniziato e che per amore della verità si è arenato su un paio di punti: il mantenimento delle maggioranze di Centrosinistra da parte del Pds e il nome della guida di questo progetto. Infatti gli eventuali alleati, a quanto pare, sarebbero anche disponibili ad avviare un ragionamento che superi i vecchi schemi e paletti, però, ad un patto, come ricordato anche recentemente dal Psd’Az al congresso cittadino del Partito dei Sardi e in altre occasioni pure da porzioni del Centrodestra, “per avviare un progetto del genere il Pds dovrebbe interrompere il supporto alla maggioranze di centrosinistra regionale, e locali, e poi non imporre alcun nome”. Passaggi non facili che però palesano una volontà comune e diffusa di puntare dritti al sodo rispetto a quelle che, ancora oggi, sono le principali problematiche dell’Isola, e di Alghero, tutt’ora irrisolte.

Nella foto il congresso del Pds

S.I.

“Pd ha salvato Bruno, ora basta”

ALGHERO – “Mesi fa il PD ha salvato l’amministrazione Bruno mettendo in essere un appoggio esterno unicamente su basi programmatiche e su punti ben precisi. Si è celebrato un congresso terminato con un documento unitario che sanciva questo accordo “ricercare le opportune convergenze programmatiche per la conclusione del mandato amministrativo”. E’ Tonina Desogos, presidente del Comitato di Maristella, ma in questo caso più esponenti del Partito Democratico che, ancora una volta, in un rapporto a dir poco altalenante, per non dire confuso, ritorna sull’azione del Sindaco Bruno e, pare definitivamente, canta il “de profundis” nei rapporti col Pd.

“Il tutto con la benedizione dei vertici a vario livello che hanno caldeggiato questo accordo immolando nell’altare sacrificale, con la complicità di una parte minoritaria del partito che ha creduto in questa teoria, mesi di onesta attività politica del Circolo cittadino che attuava, tramite i suoi rappresentanti in Consiglio una opposizione sempre costruttiva e propositiva, che dialogava con tutte le forze politiche senza sterili barriere ideologiche. Immolando nel sopra detto altare sacrificale anche la coerenza di chi ci ha messo la faccia con impegno, militanza e/o candidatura sotto il simbolo PD, palesemente snobbato da chi si candidava in contrapposizione nelle liste civiche”.

“Ora a distanza di mesi cresce il nervosismo, palesato nell’ultimo Direttivo dalla presentazione, da parte di Tonino Alfonso, che ha anche fatto mea culpa per il suo precedente sostegno all’accordo, di un documento che boccia inesorabilmente l’accordo di mesi or sono in quanto sembrerebbe essere completamente disatteso dal Sindaco Bruno, che pare continui a proseguire per la sua strada senza concordare con il Direttivo locale, con il segretario cittadino e con i due Consiglieri Comunali, tempi, modi, scelte politiche, nomine, e quant’altro inerente a quello che dovrebbe essere un percorso condiviso che giustifichi l’appoggio del PD. L’accordo non ha portato a nessuno dei risultati oggetto dell’accordo stesso e di conseguenza nessun elemento positivo per la città e per i suoi abitanti, a meno che non si voglia considerare elemento positivo l’aver salvato esclusivamente le poltrone”.

“L’accordo non ha portato a nessuna crescita nei consensi nelle ultime elezioni del 4 marzo, che se la matematica non è un opinione avrebbe dovuto portare a una crescita di consensi per il simbolo PD, derivante dalla sommatoria dei consensi già ottenuti dal PD e dalle liste civiche. Per tanto sarebbe quantomeno opportuno che i vertici a tutti i livelli traessero le dovute conclusioni, che chi ha fatto salti in avanti ignorando quanto indicato dalla maggioranza di Direttivo e iscritti, analizzasse serenamente e seriamente i risultati e tutti insieme si riparta con il confronto costruttivo e propositivo con tutti”.

“Si prenda finalmente coscienza che alla base ignorata poco importa dei giochini di chi sta lavorando per riprendersi il partito locale forse con il beneplacito di qualche stratega dell’ultima ora che sino ad oggi ha ottenuto solo un netto calo di consensi che per quanto riguarda Alghero, sarebbe un errore considerare e giustificare solo come frutto del nuovo che avanza. È vero che la pazienza è la virtù dei forti ma è altrettanto vero che la pazienza ha un limite. Meditiamo gente meditiamo”.

Nella foto l’ultimo congresso cittadino del Partito Democratico

S.I.

Salis a Bruno: il tempo è scaduto

ALGHERO – “Il Partito Democratico non si è seduto in nessun tavolo col sindaco e non esiste alcune contropartita per la nostra posizione in Consiglio”. Una racconto che perdura da oltre 5 anni. Inutile ricostruirne gli albori, più facile arrivare fino alle ultime settimane col Pd che, di fatto, sta garantendo all’amministrazione Bruno di poter continuare ad essere in vita e gestire il governo cittadino ad Alghero. Passaggio fondamentale è stato il Bilancio preventivo dove l’astensione dei due consiglieri dem, Daga e Pirisi, ha permesso alla Giunta e stesso Sindaco di poter approvare il documento contabile e dunque continuare a restare in sella.

Ma, come ha voluto ribadire nella giornata di ieri il segretario Mario Salis, rivolgendosi ad Algheronews, “non c’è alcun accordo e tanto meno nessuna trattativa in atto per posti e poltrone”. Anzi, “dopo quattro anni di amministrazione non vediamo realizzato alcuno dei punti che avevamo posto come imprescindibile per il nostro atteggiamento di eventuale sostegno unicamente per il bene della città”, precisa Salis. Tra i tanti temi la revisione della Fondazione Alghero, i vari piani urbanistici, con in testa quello della Bonifica, il rilancio del Parco e agro, la riqualificazione del Porto, 4 Corsie, Circonvallazione, implementazione della destinazione turistica, pulizia spiagge, gestione rifiuti e altre tematiche che avevano visto stilare un documento dai dem per avviare un percorso che, per il segretario Salis, oramai, pare definitivamente interrotto. Certo, come ricordano alcuni, il documento congressuale a sintesi della rielezione di Salis prevede di “ricercare le opportune convergenze programmatiche per la conclusione del mandato amministrativo”. Però, per il segretario, e non solo, “il tempo stringe, anzi direi che è finito”, chiosa Salis.

Nella foto il segretario del Pd, Mario Salis

S.I.

Consiglio, proteste opposizioni

ALGHERO – Ritorna il Consiglio Comunale. Organismo che, da tempo, viene accusato di essere improduttivo e di non “sfornare” gli atti utili e richieste dalla cittadinanza per uscire dalla diffusa crisi che avvolge il territorio e soprattutto andare oltre quella che è la situazione generale ferma a qualche anno addietro. A prescindere da questo, restano, comunque, ancora una 40ina di punti da discutere. Nella seduta fissata martedi 15 maggio alle 18 è previsto il voto ai verbali delle precedenti riunioni, il Piano Strategico della Città, il regolamento sul diritto alle superfici, l’esame alle osservazioni pervenute alla variante urbanistica per la Bonifica algherese e altri punti che, tanto, non saranno discussi. Del resto la media è di un argomento a seduta.

A parte il discorso amministrativo, restano i problemi interni alla maggioranza. Anzi paiono oramai quasi determinanti fino a non poter svolgere le sedute che, come indicato da Forza Italia-Alghero [Leggi], pare ci sia una conta interna per verificare la possibilità ad andare avanti. Ciò perchè, a quanto pare, in particolare, il rapporto col Partito Democratico parrebbe nuovamente ai minimi termini. Ma non solo. I malumori sono diffusi anche negli altri gruppi consigliari.

Senza considerare l’ennesima protesta delle opposizioni che in coro ripetono. “Convocazione del Consiglio comunale. A distanza di un mese abbiamo una nuova convocazione, lunedì in Conferenza Capigruppo avevamo concordato, o meglio ci erano state indicate, le date del 16 e 17 maggio, infatti la convocazione è per il 15! Se questa è la valenza, continuo a chiedermi il senso della Conferenza dei Capigruppo”, cosi Ferrara dei 5 Stelle, ma medesima protesta è stata avanzata dagli altri rappresentanti dell’opposizione che rincarano la dose, “un’amministrazione che approva un Bilancio con soli 11 voti positivi, a fronte dei 13 utili (viste due astensioni del Pd) dovrebbe, da tempo, prenderne atto e farsi da parte”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Restart per Forza Italia-Alghero

ALGHERO – Restart per Forza Italia-Alghero. Il partito degli azzurri ha voglia di ripartire e soprattutto di ritornare, o meglio restare, ad essere protagonista della scena politica cittadina. Negli ultimi anni è sempre stato il partito più votato riuscendo anche ad esprimere per due mandati il sindaco Marco Tedde che con la sua Giunta di centrodestra ha amministrato Alghero per quasi 10 anni.

“Il periodo più florido degli ultimi lustri – spiegano da Forza Italia-Alghero – vista la capacità di quegli amministratori di avere una visione di sviluppo della città e soprattutto di portare avanti, senza astio e antitesi, i progetti avviati dalle amministrazioni precedenti. Una continuità amministrativa che ha avuto dei riflessi positivi oggettivi per Alghero che ne ha giovato in diversi settori a partire da quello turistico partendo dai trasporti e dalla cruciale definizione dell’accordo con Ryanair. Senza considerare le tante opere pubbliche e progettualità, anche in termini di sostenibilità ambientale vera e non a parole, avviati nelle due consiliature di Centrodestra. Dopo di che il buio”.

“E durante l’incontro alla Misericordia, alla presenza del gruppo consigliare, del direttivo e del consigliere regionale Marco Tedde, si è ricordato anche questo declino politico che ha fatto sprofondare Alghero dentro le sabbie mobili. Tutto, come anche gli attuali amministratori ricordano, è fermo al 2011 quando donne e uomini del Centrodestra, con anche alle volte il supporto delle allora opposizioni, hanno permesso alla Riviera del Corallo di decollare fino all’attuale pantano. Ovviamente la nostra città andrà sempre avanti per le sue bellezze storiche e naturali e per le capacità di larga parte dei suoi cittadini, ma Alghero sta perdendo passi rispetto alle altre mete e soprattutto non sta riuscendo a realizzare quei progetti che permetterebbero di creare diffuso benessere. Un esempio è emerso dall’incontro di venerdi scorso, quando uno dei sostenitori forzisti ha ricordato un aneddoto: ho incontro un tecnico di valore all’aeroporto che mi ha detto che partiva a lavorare nel Nord-Italia per una società che opera anche ad Alghero. Gli ho chiesto perché. Mi ha risposto che qui è da oltre un anno che attendono di ricevere il Sindaco per parlare di un bellissimo progetto per realizzare due nuove strutture ricettive, campo da golf e anche un circuito per auto da gara di livello mondiale”.

“Un piccolo grande esempio che palesa la figura dell’attuale sindaco di Alghero. Mario Bruno è stato il vero freno a mano tirato per questa città e i risultati negativi iniziano a farsi sentire. Dopo quasi 7 anni di sua regia, diretta e indiretta, lascia una città dove l’ordinario è straordinario, mentre le azioni importanti azioni attese da anni (4 corsie, circonvallazione, ex-cotonificio, nuovo porto, rilancio basso stagione, grandi eventi, riqualificazione mercati, Puc, Pul, Bonifica, crescita del Parco e Amp, nuove case popolari, implementazione del depuratore e tanto altro) sono tutte ferme al 2011. L’unica cosa che non manca è la propaganda, anche quella spicciola. Eppure, viste le delicate vicende extra politiche che lo vedono protagonista, il sindaco dovrebbe avere un profilo sicuramente più basso almeno fino alla data in cui il Tribunale deciderà le sue sorti giudiziarie”.

“Ritornando al ruolo di Forza Italia-Alghero, i protagonisti del partito non hanno nascosto che in coalizione c’è in atto una discussione su come giungere ad una sintesi in vista dei prossimi importanti e cruciali appuntamenti elettorali. Le “primarie” vedono pareri contrapposti, ma Forza Italia-Alghero sta lavorando, e lo farà ancora, per trovare la migliore sintesi per riuscire a creare un progetto unitario che, attenzione però, abbia al centro alcuni punti programmatici imprescindibili legati principalmente allo sviluppo e crescita del territorio. Di uomini e donne capaci e abili il Centrodestra è pieno. Neanche a paragone con le altre aree politiche avverse. Da qui, dagli uomini e donne di Forza Italia-Alghero e di tutto il Centrodestra, si può e si deve ripartire, senza dimenticare, però, quelli che sono i valori di ogni forza e quanto prodotto in questi anni”.

Nella foto il Consiglio Comunale coi rappresentanti di Forza Italia-Alghero

S.I.

Pds-Pigliaru, rottura (quasi) definitiva

CAGLIARI – Nuovo scontro nella maggioranza di Centrosinistra che guida la Regione. Durante la discussione sulla Sanità, di ieri pomeriggio, il Partito dei Sardi “strappa” ancora con gli alleati. Al centro della polemica, nata durante la discussione in Consiglio del testo unificato sulla dislessia, le liste d’attesa. Durante la sua dichiarazione di voto, riferendosi all’attuale gestione della sanità sarda, l’esponente del Pds Roberto Desini ha parlato di “nefandezze”.

Visto il clima di tensione, in Aula si è presentato anche il governatore Francesco Pigliaru, che, secondo quanto appreso dall’agenzia Ansa, ha chiesto al consigliere il significato di queste dichiarazioni e se il Pds faccia ancora parte della maggioranza. Desini ha confermato l’alleanza, ma ha anche detto che il presidente è libero di cacciarli, sottolineando che, sino a quando sarà consigliere, continuerà a evidenziare ciò che non funziona, soprattutto in sanità. Intanto, Augusto Cherchi (PdS) ha sottolineato che “la sanità è un argomento così importante da provocare posizioni dure e aspre”, Alessandra Zedda (Fi) ha detto all’assessore di prendere atto “della mozione di sfiducia dalla sua maggioranza e di trarne le conclusioni”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I

Camera, Cappellacci nel direttivo FI

ROMA – Il gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati ha eletto questo pomeriggio il nuovo direttivo: tra i componenti c’è il coordinatore regionale della Sardegna, Ugo Cappellacci, insieme a Giacomoni, Prestigiacomo, Cattaneo, Bergamini ed altri.

“Ringrazio i colleghi – ha dichiarato il deputato azzurro- per la fiducia e sono certo che, seguendo la sapiente linea politica di rinnovamento scelta dal presidente Berlusconi, sapremo praticare quel gioco di squadra fondamentale sia per portare avanti le nostre battaglie contro l’oppressione fiscale, a favore dell’impresa e della famiglia sia per ritornare nelle vie, nelle piazze, nelle case d’Italia ed essere autentica forza di partecipazione popolare, capace di restituire un presente al nostro Paese ed un futuro alle nuove generazioni”.

“In queste prime settimane, nonostante la mancanza di un nuovo Governo, Forza Italia è stata costantemente al lavoro sulle battaglie da portare avanti ed è stata impegnata nel territorio con tutti i suoi deputati, al fianco della nostra capogruppo Mariastella Gelmini. Abbiamo dimostrato e dimostreremo la capacità di mettere al primo posto sempre l’interesse della nostra comunità nazionale. Questa è la strada giusta per affrontare le sfide politiche in Parlamento – ha concluso Cappellacci- e “zaino in spalla” in mezzo alla nostra gente”.

Nella foto l’onorevole Ugo Cappellacci

S.I.