Urbanistica, Pds non avalla legge

CAGLIARI – Ancora turbolenze, per non dire aria di crisi, nella maggioranza di Centrosinistra a sostegno del presidente Francesco Pigliaru. In primo piano la Legge Urbanistica che vede posizioni nettamente diverse nella compagine governativa tanto che il Partito Dei Sardi, di Paolo Maninchedda, esce allo scoperto tramite il suo capogruppo in Consiglio Regionale. “La legge urbanistica approda in aula ma senza l’avvallo del PDS. Non si può pensare di correggerla in parti ritenute fondamentali affidandosi agli emendamenti. Sarà un testo che andrà avanti a colpi di maggioranza con il serio rischio che possa apparire un testo di pochi a fonte di problemi che sono di tutti.” Cosi Gianfranco Congiu, capogruppo Pds, che di fatto certifica la possibilità della mancanza del voto da parte dei suoi consiglieri alla Legge Urbanistica.

Nella foto il gruppo regionale del Pds

S.I.

Udc-Riformatori, porta chiusa al Pd

CAGLIARI – Porta chiusa da Udc e Riformatori alla proposta politica del segretario regionale del Partito Democratico Emanuele Cani che ha avanzato, ancora, l’idea di allargamento della coalizione in vista delle regionali di febbraio. Cani aveva aperto a tutte le forze moderate, anche a quelle tradizionalmente posizionate in schieramenti diversi dal centrosinistra, a parte Forza Italia e il Psd’Az che ha sposato la linea della Lega. Obiettivo, “creare un argine alla deriva di destra e ai populismi”. Gli interlocutori privilegiati dovevano essere quindi proprio i centristi. Ma al Pd, sia Udc che Riformatori rispondono picche: entrambe le forze restano e andranno al voto (regionale e comunale) col Centrodestra compatto.

“L’Udc – spiega all’agenzia Ansa il leader sardo Giorgio Oppi – è per stare in un centrodestra compatto che si sostituisca a una Giunta che ha sfasciato tutto, soprattutto nel campo della sanità”. Su una possibile convergenza con il Pd precisa: “Abbiamo fatto alleanze del genere a livello locale, ma con le regionali è un’altra cosa”. Porte chiuse anche sul fronte Riformatori. “Ad oggi non esiste alcun motivo per non riconfermare l’alleanza col centrodestra – sostiene il coordinatore regionale Pietro Fois – ma chi sta con noi deve dimostrare di credere nella battaglia sull’insularità e sulle accise perché il loro riconoscimento porterebbe alla Sardegna quattro miliardi di euro in più nel bilancio”. Quindi, “il candidato dovrà dimostrare di avere a cuore queste due questioni”.

Quanto a Forza Italia, che inizialmente sembrava essere compresa tra le forze alle quali il Pd di Cani intendeva rivolgersi, la chiusura è senza se e senza ma. “Siamo in antitesi rispetto a un governo di centrosinistra di cui il Pd è il partito di maggioranza, e che per i sardi è stata una vera iattura”, ha ribadito nei giorni scorsi la capogruppo in Consiglio regionale, Alessandra Zedda. No a “inciuci” e a “fraintendimenti” anche da parte del deputato di Forza Italia Pietro Pittalis. “Siamo distanti e alternativi al Partito Democratico – aggiunge – e a coloro che portano con sé la responsabilità di cinque anni di governo regionale che ha danneggiato la Sardegna”.

Nella foto un incontro dei Riformatori

S.I.

Sassari, Spanedda lascia Sanna

SASSARI – Tra Sassari e Alghero, non c’è pace per le rispettive Giunte Comunali. Tra rimpasti, ingressi e uscite, annunci di dimissioni, critiche, scontri e soprattutto infine diatribe tra le varie correnti del Pd, la condizione del Centrosinistra palesa gravi difficoltà una volta messo alla prova del governo degli enti locali. A certificare i perenni e reiterati problemi dell’Amministrazione del Sindaco Sanna, sono le dimissioni di questo pomeriggio di uno degli esponenti più di rilievo della maggioranza e in generale del Pd del Nord-Ovest Sardegna ovvero Monica Spanedda che lascia l’assessorato, ottenuto pochi mesi fa, ai Servizi Sociali.

“Egregio signor Sindaco, Le comunico le mie dimissioni a far data da domani 4 settembre 2018. Non ritengo ci siano più le condizioni per proseguire l’esperienza amministrativa nella Giunta da Lei presieduta. In questi quattro anni, ho profuso il massimo impegno nello svolgere l’incarico da Lei affidatomi al servizio della nostra città. In diverse occasioni Le ho manifestato il mio dissenso ed un punto di vista critico”, cosi la Spanedda che continua, “ciò che ho sempre lamentato è stata la mancanza di collegialità e vera condivisione delle decisioni con suoi atteggiamenti caratterizzati da eccessivo individualismo e scarsa considerazione per le altrui opinioni”.

“La vicenda dell’ultimo rimpasto ne è lo specchio. Ciò nonostante, nel tempo e con senso di responsabilità, ho rinnovato le ragioni dello stare insieme per continuare a governare la città. L’ho fatto fino al momento in cui il mio apporto può cessare senza arrecare pregiudizio all’attività dell’Assessorato alle Politiche Sociali che si prodiga quotidianamente per dare risposte in una situazione di estrema fragilità e complessità”. Insomma un’altra dura tegola sulla testa del Sindaco Sanna che, già dai primi mesi del suo insediamento, non ha mai avuto vita facile ed è sempre più probabile che, come più volte anticipato, non finisca il mandato/strong>.

Nella foto Monica Spanedda

S.I.

“Progetto per i sardi, noi pronti”

CAGLIARI – “Prima i progetti e i programmi per risollevare la Sardegna; dopo l’individuazione delle donne e degli uomini che dovranno governare i processi necessari.” Questa è la”road map” di buon senso che anche secondo il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde deve impegnare il centro destra da oggi fino alla competizione elettorale. Un percorso che secondo l’ex sindaco di Alghero deve puntare con decisione al fine ultimo della politica nobile: fare il bene dei cittadini.

“Crediamo che il grande lavoro fatto dalle forze di opposizione in Consiglio Regionale, che ha visto nel gruppo di Forza Italia un ruolo guida, ma che ha dimostrato le grandi qualità e la competenza di tutti i consiglieri delle forze di centrodestra e sardiste, abbia rafforzato e riempito di contenuti ulteriori quel legame ideale che tradizionalmente le unifica, pur nelle varie sensibilità -sottolinea Tedde-. Ora c’è da ridisegnare la sanità, sciogliere il nodo dei trasporti marittimi e aerei e quello dell’energia, affrontare il grande tema dell’insularità e della zona franca, dare ossigeno alle imprese in generale e a quelle turistiche in particolare, rivedere il PPR che ha paralizzato la Sardegna e individuare soluzioni per creare occupazione e per stare al fianco delle famiglie e dei più deboli. Con una attenzione particolare alle politiche giovanili che non sono presenti nell’agenda del centrosinistra. Un grande progetto con e per i sardi. Siamo pronti a questa grande sfida!“, chiude il consigliere regionale di Forza Italia.

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

PD e Sinistra hanno affossato Sassari

SASSARI – “Colpa di Salvini” pare che sia diventato lo spot Nazionale dei politici del PD. Anche in Sardegna di tanto in tanto, più che altro per cercare di coprire le mancanze delle proprie azioni politiche o delle proprie decisioni, da cui conseguono fallimentari primati, alle quali non si riesce a contenere le disastrose conseguenze, con l’evidente intento di recuperare i consensi perduti, che ormai si contano sulle dita di una mano, amministratori e militanti di sinistra utilizzano il Ministro e Vice Premier Salvini come capro espiatorio”. Cosi il Coordinatore Area Nord Ovest Sardegna Lega Ignazio Manca, Coordinatore Nord Sardegna Lega Giovanni Nurra e Vice Commissario Sardegna Lega Dario Giagoni riguardo le ultime polemiche sulla condizione di Sassari che, dati alla mano, è la peggiore città in termini economici, e non solo, dell’ultimo decennio.

“A tal proposito anche il Sindaco PD di Sassari, Sanna, ha dichiarato ultimamente “ Salvini semina odio e questo è il risultato”, riferendosi ai post violenti e di incitazione all’odio che dei suoi compaesani hanno pubblicato su Facebook sulla questione scottante nomadi che vede protagonista proprio la città di Sassari. C’è da chiedersi se il Sindaco abbia di fatto censito tutte quelle persone che inveivano contro i nomadi, chiedendo loro se fossero fans del Ministro oppure se fossero, molto più probabilmente, degli idioti da tastiera senza bandiera o colore politico. Noi della Lega Salvini Premier Sardegna condanniamo, come sempre fatto, tutti gli atti di violenza, anche scritti, contro qualsivoglia etnia e popolazione, noi siamo per l’uguaglianza e per il rispetto delle regole”.

“Tutti punti fondamentali che si possono trovare nel programma del nostro partito. E’ ora di finirla di citare il Ministro dell’Interno solo ed unicamente per fomentare odio nei suoi confronti e dargli la colpa delle proprie mancanze facendo disinformazione. A nostro avviso, il “borgomastro ” sassarese dovrebbe occuparsi di più delle realtà della sua comunità, cercando di preservare le minoranze lavorando sulla legalità, che tutti son tenuti a rispettare e dando risposte chiare a chi è costretto a vivere dentro baracche fatiscenti in mezzo al degrado, senza alimentare srerili congetture con slogan triti e ritriti che sembrano un disco rotto. Più fatti e meno parole per un futuro migliore di tutti i sassaresi nella legalità ed il rispetto delle leggi”.

Nella foto alcuni alcuni rappresentanti della Lega

S.I.

Voto: Centrodestra unito, road map

CAGLIARI – Prima il programma, poi il candidato e subito dopo le liste. Le forze politiche del centrodestra sono d’accordo sulla road map da seguire in vista delle elezioni di febbraio. A poco più di cinque mesi dalle regionali il quadro delle alleanze è abbastanza chiaro: sembra altamente improbabile, secondo quanto apprende e divulga l’Agenzia Ansa, che Lega-Psd’Az possa decidere di correre da sola, o che possa provare a replicare il modello nazionale che vede il Carroccio al governo con il M5s. Una notizia che anche Algheronews aveva già anticipato vista la generale volontà di creare un Centrodestra Sardista allargato anche alle realtà autonomiste come Fortza Paris e Unidos.

D’altra parte, la strizzata d’occhio ai grillini del segretario sardista Christian Solinas, una settimana fa a Porto Cervo, non ha sortito gli effetti voluti. Gli altri dubbi sulla coalizione riguardano Udc e Riformatori, ma pare difficile che possano non entrare nel centrodestra. Oggi, lo stimolo a mettersi attorno a un tavolo per decidere di lavorare al programma e alla scelta del miglior candidato è arrivata da Tore Piana (Energie per l’Italia), che a tutti i coordinatori delle forze di centrodestra ha inviato una mail con annessa la proposta di convocare quanto prima una riunione di coalizione, magari al centro della Sardegna, “che ci permetta di iniziare confrontarci su idee e proposte”.

Appello che non cade nel vuoto. “Finite le ferie è necessario incontrarsi – conferma il deputato di Fi Pietro Pittalis – il tavolo deve essere aperto a partire dalle forze che in Consiglio regionale rappresentano l’opposizione ed esteso ai movimenti civici, indipendentisti e autonomisti”. L’obiettivo, spiega l’esponente azzurro, “è quello di scrivere un programma fatto di pochi punti ma realizzabili per far uscire la Sardegna dallo stallo”. Quanto al candidato governatore, Pittalis precisa: “Non può essere anteposto ai programmi, comunque dovrà trattarsi di persona all’altezza della sfida con comprovata capacità ed esperienza”. Tecnico o politico? “Deve capire e saper risolvere i problemi dell’Isola, tutto qui”, chiarisce il parlamentare.

Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, si augura che programma e candidato siano definiti già entro settembre, “anche perché – dice – la scelta del candidato facilita la composizione delle liste”. Il capogruppo di Fdi ha già una sua idea: “dopo tanti anni di tecnici, preferirei una figura politica”. In ogni caso, precisa, dovrà essere “una persona onesta e perbene, questo non deve essere mai dato per scontato”. I Riformatori, lanciatissimi sulla battaglia per il riconoscimento dell’insularità in Costituzione, mettono alcuni paletti. “Ad oggi non esiste alcun motivo per non riconfermare l’alleanza col centrodestra – premette il coordinatore Pietrino Fois – tuttavia chi sta con noi deve dimostrare di credere nella battaglia sull’insularità e sulle accise perché il loro riconoscimento porterebbe alla Sardegna quattro miliardi di euro in più nel bilancio”. Quindi, conclude, “il candidato dovrà dimostrare di avere a cuore queste due questioni”.

Nella foto un incontro elettorale del Centrodestra alle recenti Politiche

S.I.

Voto, altra porta chiusa al Pds

CAGLIARI – +Europa non guarda a “micromovimenti sovranisti” come il Partito dei sardi con il quale “non possono esserci relazioni strette o larghe”. La chiusura alla formazione politica di Paolo Maninchedda in vista delle elezioni regionali di febbraio 2019, arriva direttamente dal vice coordinatore nazionale Bruno Tabacci e dal deputato nuorese uscente, Roberto Capelli.

Non è la prima volta che, in questi giorni in cui la temperatura politica inizia vertiginosamente a salire, in vista delle prossime elezioni, il Pds riceve dei “no” alla possibile alleanza in vista del voto delle regionali e dunque delle comunali. Nonostante siano (ancora) tra i sostenitori dell’attuale schema governativo di Centrosinistra pro-Pigliaru, col Partito Democratico, non pare possa realizzarsi alcuna alleanza. Più probabile un “patto” col Centrodestra, anche se il Pds non gradisce la Lega, ma il partito di Salvini sarà l’alleato di ferro di Forza Italia, e delle altre forze del Centrodestra Sardista, in vista del voto di Febbbraio. Per questi motivi, il percorso del movimento di Maninchedda appare molto in salita.

Nel suo blog “Sardegna e libertà”, Maninchedda aveva ricordato il progetto di convergenza nazionale targato Pds, un’idea che punta ad eliminare gli steccati delle coalizioni consolidate, per riunirsi attorno al tema di una costituente sarda. Soprattutto – anche in controtendenza rispetto a “un Pd che propone e ripropone il centrosinistra come orizzonte politico e culturale, un orizzonte più piccolo e diverso dal nostro che non ci interessa” – il segretario del Pds aveva elencato “i settori dell’elettorato progressista con i quali il dialogo è attivo e proficuo”. Tra questi i Riformatori, Forza Italia, Socialisti, Rossomori, Psd’Az, e, appunto, +Europa di Emma Bonino con cui, sottolineava Maninchedda, “abbiamo ormai una relazione stretta”. Partiti, tra l’altro, che non saranno mai alleati tra loro viste le totali divergenze su tutto. E per chiudere, la conferma della chiusura da parte di Più Europa al Pds. “Leggiamo con stupore le dichiarazioni del segretario Pds, non sappiamo con chi abbia parlato – scrivono Tabacci e Capelli.

Nella foto Roberto Cappelli di Più Europa

S.I.

Voto Regionali, primi nomi e sondaggi

ALGHERO – Si avvicinano a grandi passi le Elezioni Regionali fissate per i primi di febbraio 2019. Dunque, fra poco più di 5 mesi, ovvero domani, si vota per il rinnovo della massima assise isolana e dunque l’elezione del Governatore che succederà a Francesco Pigliaru. E partendo proprio dall’attuale compagine governativa, almeno ad oggi, il candidato che potrebbe fare sintesi ed evitare le primarie potrebbe essere il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda oppure si fanno i nomi di Renato Soru, Silvio Lai o la riconferma di Pigliaru. Mentre per i 5 Stelle sembra deciso per Mario Puddu, altro primo cittadino, ma di Assemini, mentre nel Centrodestra c’ è ancora discussione. Il nome pare possa essere espresso dalla Lega/Psd’Az, e in questo caso si fa il nome di Christian Solinas, mentre per l’aria del primo partito della coalizione, che resta Forza Italia, occhi puntati sul neo-deputato Pietro Pittalis, ma in lizza ci sono anche Marco Tedde, Alessandra Zedda, Settimo Nizzi e Stefano Tunis. Tutto questo salvo il classico outsider a cui starebbero lavorando le forze minori della coalizione.

Ma, come sempre in questi casi e come Berlusconi prima e poi Renzi e Grillo ci hanno abituato, tutto ruota anche intorno ai sondaggi e alle preferenze delle base e dunque dell’elettorato. Ad oggi, secondo un recente sondaggio della Ghisleri di Euromedia Reserch, il Centrodestra Sardista è al 40%, poi 5 Stelle al 32% e il Partito Democratico 20/17% e intorno al 5% la Sinistra Dati apparentemente piuttosto cristallizzati che invece mutano, in maniera anche drastica, a secondo dei candidati che vengono proposti. Del resto, se pare che la vittoria se la giochino Centrodestra e 5 Stelle questo dipende da chi sarà il leader di queste compagini e da cosa accadrà da oggi al voto. Infatti, ad esempio, il grillino Mario Puddu è indagato e qualora venga condannato, anche in primo grado, dovrebbe ritirare la candidatura e questo creerebbe gravi problemi ai 5 Stelle.

Per quanto riguarda Alghero e la sua circoscrizione pare sicura la candidature di Marco Tedde per Forza Italia, poi ci sarebbe Michele Pais per la Lega e si vocifera di Maria Grazia Salaris e Mario Conoci per il Psd’Az, mentre nel Pd probabile la riconferma di Raimondo Caccioto o Mimmo Pirisi ed Enrico Daga. Invece a Sinistra ci sarà spazio per Natacha Lampis e forse Paola Correddu, invece in Campo Progressista sembra certa la corsa di Matteo Tedde con Giusi Piccone. I Riformatori dovrebbero indicare Alberto Zanetti, mentre nell’Udc è ancora tutto in alto mare. Per il Partito dei Sardi è sicura la candidatura di Gavino Tanchis probabilmente in coppia con Elisabetta Boglioli. In casa 5 Stelle sono in lizza Roberto Ferrara e Nadia de Santis. Nella quota femminile delle forze di centrodestra potrebbero rientrare anche Monica Pulina, Donatella Marino e Pasqualina Bardino. Certamente, almeno a livello locale, ma anche provinciale, molto è legato anche dall’esito del processo sui fondi ai gruppi, 18 e 19 ottobre, per una trentina di esponenti di Centrosinistra tra cui il sindaco di Alghero.

Nella foto il Consiglio Regionale della Sardegna

S.I.

Alessandro Loi delegato allo Sport?

ALGHERO – Alghero e Fertilia, oltre a Santa Maria La Palma, non esistono più. In poco tempo, negli ultimi anni, sono scomparse quasi in un colpo solo le maggiori squadre di calcio. Un duro colpo per la città catalana di Sardegna e in generale per lo sport locale, ma non solo. Infatti, è oggettivo che tale situazione ha dei riflessi molto negativi sul tessuto sociale e perfino economico. Basta considerare la negazione per i giovani di poter giocare in squadre che hanno fatto la storia del pallone sardo. Già sono quasi inesistenti le occasioni per lo svago che anche questo duro colpo al calcio acuisce ancora di più tali problematiche.

Temi che, come evidenziato più volte da Algheronews, sono sempre più tenuti in conto anche dalle assisi ufficiali e dunque dalla politica cittadina che, in questi anni, ha evidentemente sottovalutato la questione. In particolare pare all’interno dell’attuale compagine governativa comunale cresca la volontà di assegnare la delega allo sport ad una determinata figura assessoriale o ad un rappresentante consigliare connesso direttamente a tali ambiti. Il nome che circola, da qualche settimana, è quello di Alessandro Loi. Consigliere comunale eletto a sostegno di Mario Bruno, dopo alcuni cambi di posizione, potrebbe essere pronto a dare tale contributo alla Giunta qualora ci fossero le condizioni.

Tali condizioni potrebbero derivare dall’indicazione o comunque dal sostengo a tale ipotesi da parte di qualche consigliere di maggioranza. Le interlocuzioni più fitte sarebbero con Marina Millanta, attualmente nel Partito dei Sardi. Nel caso che la consigliera dovesse scegliere altre strade e fare “gruppo” con Loi allora tale ipotesi assessoriale per la guida dell’importante delega allo Sport potrebbe trovare una sintesi.

Fantapolitica? Oramai questi anni ci hanno abituato a tutto e al suo contrario. Dunque, in una situazione emergenziale, seppure di fine mandato, è possibile che si apre tale spiraglio. Del resto è evidente che questo settore (come del resto molti altri) merita un’attenzione particolare che, visti gli altri impegni, a partire dal grave problema del Centro Anziani, forse la Cavazzuti (lo Sport è oggi tra le sue deleghe) non è messa nelle condizioni di poter seguire. Una cosa è certa tra problemi alle strutture esistenti, bandi finiti in Procura, inchieste e calcio cittadino scomparso dai radar, senza considerare la necessità di fare il punto e sostenere tutti gli altri sport, a partire dal Basket, l’ambito in questione è in condizioni pessime.

Nella foto un’immagine dello stadio Mariotti di un paio di anni fa

S.I.

Parco-Meta, Pd banchetta con Bruno

ALGHERO – “L’Amministrazione Bruno non ha il limite del ridicolo. Questo, nostro malgrado, l’abbiamo imparato. Ma apprendiamo che più si avvicina la sua fine e più riesce a dare il suo meglio e dunque il peggio per tutti noi algheresi”. E’ Forza Italia-Alghero, tramite la rappresentante Lina Bardino, a bocciare in toto le scelte in capo al Parco e alla Fondazione Alghero/Meta e soprattutto riguardo i primi passi dei due presidenti e in particolare la critica è rivolta all’ente con sede a Lo Quarter. Realtà che gestisce un patrimonio enorme materiale e immateriale utile a rendere la Riviera del Corallo come luogo d’eccezionale attrazione.

“Le vette di tale inclassificabile modo di fare politica le registriamo e subiamo nelle recenti indicazioni e primi passi in capo a due colonne dal Comune di Alghero: Parco di Porto Conte e Fondazione Meta. Dopo che il Pd di Alghero li ha attaccati senza sconti e anche superando la normale dialettica politica oggi si siede a tavola per mangiare a quattro ganasce con Bruno e compagni. Un banchetto di fine consiliatura finalizzato unicamente a raccattare qualche consenso e voto in vista del tramonto definitivo di questa parte politica che si paleserà nelle elezioni di febbraio e maggio. Il Partito Democratico è passato dall’essere il più duro oppositore di Bruno al suo più strenuo difensore.

“Ma se il neo-presidente di Villa Gioiosa (Gavino Scala) si è limitato a qualche minima e superficiale dichiarazione di facciata utile solo a tenere buona la parte di agro sodale ai dem, il collega alla guida della Fondazione (Massimo Cadeddu) si è subito allineato al modus operandi di Bruno e compagni: annunci sui media di riferimento con addirittura immediate e grottesche uscite a suo sostegno. Tutto basato sugli annunci. Dopo che per anni il Pd di Alghero ha inondato i media con tante belle parole sulla necessità di assegnare ruoli a persone con evidenti e riconosciute capacità, vediamo che alla prova dei fatti fanno il contrario e si accontentano di occupare i “posti al sole” per recuperare qualche preferenza tramite prebende e piccole risposte. Sempre inseguendo le contingenze e mai attuando una seria ed efficace programmazione”.

L’esempio lampante è la tanto agognata “Holi Color”.Una manifestazione che faceva già parte del programma estivo come anche confermato da una recente nota della consigliera Piccone e poi “magicamente” scomparso per presunti problemi burocratici. Quando invece la verità è che l’Amministrazione non ha voluto sostenerla e dunque realizzarla. Resta il fatto che si tratta di un piccolo grande evento molto atteso dai giovani che non doveva neanche essere discusso, ma che invece è diventato uno dei tanti vulnus di un’Amministrazione che gestisce la Fondazione come un bancomat e unicamente per dare o non fare risposte per fini elettorali e poco altro. Ci dispiace per il Presidente Cadeddu che ha accettato di far parte di questo “circo” come rappresentante del comparto produttivo e invece è da subito avulso dalle pessime modalità gestionali che hanno portato la Fondazione alla condizione attuale. Apprendiamo che oggi, quasi a fine agosto, si parla di rilancio della “movida” e spazio alle migliori realtà locali e ai giovani”.

“Dopo aver ridotto una città in bianco e nero, una sorta di Gotham City, oggi, fuori tempo massimo, vogliono restituirci i colori. Troppo tardi e ancora troppe parole. Gli algheresi, come si vede dai commenti di questi giorni a corredo della “sparata” del Sindaco sui tanti eventi di Alghero, hanno compreso bene tutto e non vedono l’ora di mandare a casa la peggiore amministrazione di sempre che, non avendo il limite del ridicolo, a pochi mesi dalla sua fine continua a fare annunci e promesse”.

Nella foto il recente voto in Consiglio alle modifiche dello statuto della Meta da parte della maggioranza

S.I.