“Sicurezza, nè allarmismi, nè spallucce: urge un report ufficiale”

ALGHERO – “Da troppi mesi le pagine di cronaca riguardanti la città di Alghero riportano episodi che alimentano una crescente sensazione di insicurezza. Rapine a mano armata nelle attività commerciali, vetrine spaccate, auto incendiate e quant’altro. Una sequenza continua di fatti che sta minando la serenità della nostra comunità.

Comprendiamo che il sindaco continui a sostenere pubblicamente che Alghero sia una città sicura, che l’Amministrazione sarebbe “sempre sul pezzo” e che, a suo dire, i “reati siano in calo”. Una narrazione rassicurante, che però stride sempre più in modo evidente con ciò che gli algheresi vivono e percepiscono ogni giorno.

Noi Riformatori, invece, con la dovuta prudenza, non abbiamo alcuna intenzione di minimizzare o, al contrario, di rincorrere allarmismi. Ma abbiamo il dovere politico e istituzionale di chiedere, e riteniamo sia necessario, che il sindaco presenti alla città, con dati certi, report ufficiali e, magari in una conferenza stampa dedicata, la documentazione che dimostrerebbe quanto da lui affermato.

Perché gli algheresi hanno paura, paura di ritrovarsi l’auto bruciata sotto casa, paura di trovarsi in un supermercato quando entra un rapinatore armato, paura che l’ennesimo atto vandalico colpisca loro o la loro attività.

Esattamente un anno fa lanciammo lo stesso allarme, ma da allora, purtroppo, la situazione non è migliorata. Anzi, i fatti di queste settimane confermano un problema che non può essere derubricato a episodio isolato ogni volta che accade.

Oggi assistiamo a risposte rassicuranti che non bastano più. Riteniamo necessario che il Sindaco dimostri ufficialmente che “i reati sono in calo”, perché dire che “non bisogna strumentalizzare”, a nostro avviso, significa non cogliere la gravità del clima che si respira in città”.

 

Il coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi

Antonello Muroni
Maria Vittoria Porcu
Nicola Salvio
Rodolfo Valentino
Alessandro Balzani

 

 

“Sardegna al Centro”, Donato Capuano coordinatore di Alghero

ALGHERO – Lunedi 9 febbraio il Coordinatore Metropolitano di Sassari di Sardegna Al Centro 2020Manuel Alivesi, alla presenza del Vice Coordinatore Toni Faedda, Sindaco di Olmedo, ha ufficializzato la nomina del nuovo Coordinatore cittadino di Alghero, Donato Capuano, rafforzando così la presenza e l’azione del movimento nel territorio algherese.

Donato Capuano, professionista della salute e dei funzionari radiologo, Presidente del Comitato tangenziale 291 di Alghero, Allenatore del Fertilia Calcio, dirigente sindacalista.

Donato Capuano sostituisce Federica Bandinu, che ha operato nel ruolo di Coordinatrice Cittadina distinguendosi in modo pregevole per il suo impegno e capacità.

La nomina rientra in un più ampio percorso di strutturazione e radicamento politico del Partito guidato dal Consigliere Regionale Antonello Peru, Sardegna al Centro 2020 nella Provincia di Sassari, con l’obiettivo di valorizzare le realtà locali, promuovere il dialogo con i cittadini e portare avanti proposte concrete per lo sviluppo del territorio.

«Alghero rappresenta una realtà strategica per la nostra azione politica, ha dichiarato Manuel Alivesi.

Con questa nomina intendiamo dare continuità e maggiore forza all’impegno del movimento, puntando su una figura capace di interpretare le esigenze della comunità e di lavorare in sinergia con il coordinamento metropolitano e regionale».

Il nuovo Coordinatore cittadino avrà il compito di organizzare e coordinare le attività politiche sul territorio, favorire la partecipazione attiva dei cittadini e contribuire alla costruzione di un progetto politico condiviso, fondato sui valori del riformismo, dell’autonomia e della centralità della Sardegna.

Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori iniziative e momenti di confronto con la cittadinanza

Giorno del Ricordo, per non dimenticare la tragedia della foibe

SASSARI – E’ dal 2004 che in Italia è stato istituito il “Giorno del ricordo”, dedicato alla memoria della tragedia giuliano-istriano-dalmata e alle stragi delle foibe.

Purtroppo, è necessario sottolineare, che l’Italia è un Paese in cui si devono istituire le memorie obbligatorie e in cui si sancisce per legge il Ricordo, o la Memoria, nazionale.

E’ un Paese strano il nostro, è un posto in cui si riesce a passare sopra gigantesche magagne e ci si azzuffa sul diritto di ricordare dei morti.

Un Paese in cui, tutt’ora, la politica e il tifo calcistico sono metafore speculari: in cui ci si appropria delle memorie e, con la scusa di renderle patrimonio comune, si cerca di trarne debito vantaggio o, peggio, di farne prevalere alcune a scapito di altre. Sono passati settant’anni dai drammatici eventi delle foibe, ma la foiba è ancora un argomento che suscita a qualcuno l’orticaria. Non amiamo particolarmente le giornate della memoria.

Crediamo che l’unica memoria autenticamente incisa nell’identità di un Popolo debba essere quella che ne plasma ogni giorno il suo carattere: non quella che si deve ricordare solamente una volta all’anno per legge. Tuttavia, poiché l’Italia, per molteplici ragioni, ha vissuto e vive un clima culturale fortemente contrastivo, comprendo che però una legge possa essere utile a tutelare un diritto alle memoria che, altrimenti, rischierebbe di essere negato.

Ovunque ed in qualunque epoca esistono e sono esistiti i prepotenti: cioè gente che crede che l’unico modo di affermare la propria idea sia quello di zittire chi ne possieda una diversa.

Ma questa non è storia: questa è solo una cattiva propaganda politica.

Negare la Shoah o fingere che l’olocausto armeno non sia mai esistito non ha a che fare con la Storia, ma solo con la cattiva coscienza: è un caso di inumanità, non di dottrina storiografica. E così è per le foibe.

«Invitiamo iscritti, simpatizzanti e tutti i cittadini – prosegue Alivesi – a partecipare alle iniziative commemorative organizzate sul territorio, come segno di vicinanza e responsabilità civica. La memoria condivisa è un patrimonio comune che unisce e rafforza la nostra comunità». Il Coordinamento Metropolitano di Sardegna Al Centro 2020 rinnova così il proprio impegno nel promuovere momenti di riflessione storica e civile, nel rispetto dei valori democratici e della dignità di tutte le vittime

Manuel Alivesi, coordinatore provinciale di Sardegna al Centro

Europa Verde (Avs) mette radici ad Alghero: sede, organizzazione e impegni elettorali

ALGHERO – Procede a grandi passi la definizione di Europa Verde, partito del sindaco Cacciotto e dei consiglieri Podda e Moro che ha in dote un’importante numero di amministratori tra giunta ed enti.

Dalle civiche ad una forza nazionale, il passaggio è stato abbastanza celere, oltre che piuttosto annunciato e prevedibile. Del resto, nonostante la vittoria sia stata raggiunta con delle realtà politiche locali e, per la verità, soprattutto per quanta riguarda “Città Viva”, nate proprio per ampliare il plafond a favore del candidato, poi vittorioso, era nelle cose della politica assistere ad un mutamento volto a strutturare la centralità di alcuni esponenti, vedi l’assessore regionale Antonio Piu, nello schema dell’attuale maggioranza cittadina. 

Ed è così che per lunedi 23 febbraio, alle ore 18.00, è prevista l’inaugurazione della sede di Europa Verde che, a livello extraterritoriale e, in vista delle prossime elezioni regionali, nazionali e si presume anche provinciali e cittadine, significa e di fatto rappresenta anche il simbolo di Alleanza Verdi e Sinistra. Nella nuova sede di via Pascoli 16, saranno presenti il co-portavoce regionale e assessore regionale Antonio Piu, il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e i consiglieri comunali Beatrice Podda e Giampietro Moro.

Le scadenze elettorali sono apparentemente lontane ma, tra smottamenti in Regione, province che (si spera a breve) avranno un’elezione diretta dei rappresentanti e soprattutto le politiche fra circa un anno con sorprese sempre dietro l’angolo, non sono così distanti. E, come giusto che sia, la politica, anche a livello locale, in questo caso il Centrosinistra, con le sue forze più a sinistra, si organizza, e male non fa. 

 

“Sassari, Pronto Soccorso solo per le urgenze? Assurdo”: esplode il caso

SASSARI – “Da molto tempo si parla del necessario rifacimento del Pronto Soccorso
dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, ma solo ora prendono avvio i lavori, con
uno stanziamento di 850 mila euro di fondi PNRR.
È difficile comprendere le ragioni di un avvio così tardivo, a soli quattro mesi dalla
scadenza del 30 giugno, data oltre la quale, in caso di mancata conclusione dei lavori, si
rischierebbe la perdita del finanziamento.
Un’operazione ad alto rischio, anche perché i lavori avviati in fretta e furia spesso
lasciano molte cose a metà.
I titoli di stampa invitano la popolazione a recarsi al Pronto Soccorso solo in caso di
urgenza, rinviando i casi non urgenti ai medici di medicina generale, alla guardia medica e
ai servizi territoriali.
Un messaggio che appare contraddittorio, dal momento che per definizione il Pronto
Soccorso rappresenta l’ultima spiaggia e il primo approdo per chi ha un
problema di salute urgente, fermo restando che la valutazione del grado di gravità
delle condizioni cliniche può essere effettuata esclusivamente da un medico.
Una comunicazione formulata in questi termini rischia di scaricare su cittadini e medici di
base una responsabilità che non può essere lasciata all’improvvisazione.
Il Pronto Soccorso di Sassari opera da tempo in una condizione di
sovraffollamento cronico, con carenze di personale, riduzione dei posti letto e un carico
assistenziale già al limite. La temporanea sottrazione di circa un terzo degli spazi rischia di
aggravare una situazione già critica, con un aumento dei tempi di attesa, una maggiore
pressione sugli operatori sanitari e un incremento dei rischi clinici.
Ancora più preoccupante è il contesto territoriale: la medicina generale e la
continuità assistenziale sono da tempo in forte sofferenza, con carenze di organico,
ambulatori saturi e servizi non sempre garantiti nelle 24 ore. In questo scenario, chiedere
al territorio di assorbire una quota maggiore di domanda sanitaria senza un piano
straordinario visibile appare quantomeno azzardato.

La distinzione tra “urgenza reale” e “caso non urgente” non è sempre immediata né
evidente, soprattutto in presenza di sintomi iniziali, atipici o subdoli.
Il rischio concreto è che il messaggio “venite solo per le urgenze” produca ritardi
nell’accesso alle cure, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute dei cittadini.
Per queste ragioni ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta e orale alla
Presidente della Regione, investendo anche l’Assessorato regionale alla Sanità (ad
interim), per ottenere risposte chiare ad alcuni punti fondamentali:
chi stabilisca concretamente, durante il periodo dei lavori, cosa debba intendersi per
“emergenza reale” e su chi ricada la responsabilità della valutazione nei casi di
accesso o mancato accesso al Pronto Soccorso; se siano state valutate e stimate le ricadute cliniche e organizzative della riduzione
degli spazi del Pronto Soccorso in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento
cronico; quali azioni siano previste per tutelare i cittadini dal rischio di diagnosi tardive e gli
operatori sanitari da un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro; se non si ritenga opportuno rivedere la comunicazione istituzionale adottata, affinché non si traduca in un messaggio dissuasivo all’accesso alle cure, potenzialmente pericoloso.
Non si tratta di mettere in discussione l’importanza dei lavori, ma di chiedere come la
Regione intenda governare questa fase delicatissima, evitando che un intervento
necessario si trasformi in un ulteriore fattore di rischio per il sistema sanitario e per la
popolazione”.

On. Francesca Masala
Consigliera Regionale
Gruppo Fratelli d’Italia

“Maggioranza spaccata, il sindaco mente o non governa”

ALGHERO – “La vicenda della chat “parallela”, utilizzata per mesi da una parte della maggioranza per coordinare atti e posizioni politiche escludendo consiglieri comunali, il Presidente del Consiglio e lo stesso Sindaco, solleva un problema politico e istituzionale di estrema gravità” – lo dichiarano i capigruppo del centrodestra.

Se il Sindaco non era a conoscenza di questo luogo decisionale ristretto, allora è evidente che non governa la propria maggioranza, lasciando che altri partiti o gruppi interni al campo largo la coordinino al suo posto. Se invece ne era a conoscenza, e oggi sostiene il contrario, il problema è ancora più serio, perché saremmo di fronte a una ricostruzione che solleva interrogativi seri sul suo ruolo e che necessiterebbe di chiarimenti.
In entrambi i casi, l’immagine che emerge è quella di un’Amministrazione priva di una guida politica chiara, attraversata da uno scollamento interno: da un lato una “maggioranza della maggioranza” che opera attraverso meccanismi opachi e l’ostracismo nei confronti di chi, dall’altro, non si allinea passivamente.
Un metodo che rivela la vera natura di PD, AVS e Movimento 5 Stelle: chi esercita il proprio ruolo in modo autonomo viene progressivamente isolato. Oggi è toccato ai consiglieri Colledanchise e Mulas; domani potrebbe toccare ad altri, a partire dai centristi. Il centrodestra esprime umana solidarietà ai consiglieri esclusi perché quanto accaduto rappresenta un brutto episodio e una assoluta mancanza di rispetto dei ruoli elettivi.
Alghero sta soffrendo per la mancanza di guida e per la confusione che pervade l’amministrazione. Noi, dall’opposizione, continueremo a esercitare il nostro ruolo segnalando ciò che non funziona e difendendo la trasparenza istituzionale. Continueremo a stare al fianco della città in modo costruttivo, ma riteniamo che questa maggioranza stia arrivando al capolinea e, soprattutto, stia creando gravi danni alla città e ai cittadini algheresi”, lo hanno dichiarato i capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale: Marco Tedde (Forza Italia), Lelle Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero).

“Piano del porto e molo di sopraflutto, la sfida di rilevanza strategica dell’Amministrazione”

ALGHERO – Incontro sul porto nei giorni scorsi con tecnici e progettisti per definire le azioni da adottare per programmare il rilancio dell’infrastruttura insieme alla Regione.

Con il Sindaco Raimondo Cacciotto, gli Assessori all’Urbanistica, opere pubbliche e ambiente, Roberto Corbia, Francesco Marinaro e Raniero Selva, il Presidente della Commissione urbanistica Emiliano Piras, l’Ing. Andrea Ritossa, progettista incaricato per la redazione del Piano regolatore del Porto, i dirigenti Comunali Paolo Greco e Giuliano Cosseddu.

Due i temi preminenti che risultano centrali negli scenari della programmazione: il Piano Regolatore del Porto e il futuro prossimo del molo di sopraflutto.  Il Piano Regolatore del Porto, il cui procedimento è stato avviato a metà degli anni 2000 tramite un protocollo d’intesa tra Regione e Comune, ha registrato negli ultimi anni avanzamenti sul piano tecnico. L’ultima versione è stata realizzata su indicazione della precedente amministrazione comunale nella quale l’attuale presidente di Commissione Emiliano Piras rivestiva l’incarico di Assessore all’Urbanistica. Una versione che attualmente si trova nella fase di verifica degli scenari progettuali, in coerenza con il lavoro in corso sul nuovo PUC, con il quale dovrà essere pienamente armonizzato e coerente. Ed è proprio con il Piano Urbanistico Comunale che il piano del porto dovrà integrarsi, in linea con gli intendimenti dell’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto e in integrazione con il lavoro del ricostruito Ufficio di Piano, che determinerà un impulso rilevante per i procedimenti in corso. “Il Piano Regolatore Portuale – specifica il Sindaco Raimondo Cacciotto –  è giunto ad una versione matura che intendiamo riportare a breve alla discussione pubblica, ma la cui concreta attuazione resta necessariamente subordinata all’adozione e all’approvazione del nuovo PUC, che costituisce il presupposto essenziale per ogni successivo intervento”. Dal tavolo è emersa la volontà di rafforzare il fruttuoso dialogo con la Regione, per avviare un confronto serrato finalizzato a risolvere i nodi più intricati che hanno impedito di portare a termine l’Iter di questo strumento di assoluta rilevanza strategica per la città e per il territorio. “Ci troviamo oggi nella necessità di colmare, con grande determinazione, diversi ritardi nella pianificazione che hanno reso vane molte progettualità avviate nel tempo e mai giunte a compimento proprio a causa di questa inerzia” afferma l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, che aggiunge : “siamo fortemente concentrati su questo obiettivo, che rappresenta la sfida più rilevante per la nostra Amministrazione”.

In piena integrazione con gli obiettivi di pianificazione, allo stesso tempo l’amministrazione è concentrata sul tema del molo di sopraflutto, per il quale è in corso una riflessione riguardante la possibilità di procedere per un primo step attuativo dell’intervento anche separatamente all’adozione dello strumento di pianificazione. Le condizioni attuali, con un fondale di 5 metri, costituiscono la base per aprire il discorso alla possibilità di ospitare yacth di medio – grandi dimensioni. Un percorso che secondo l’Assessore Marinaro  “va affrontato con la Regione Sardegna per risolvere alcune criticità presenti a seguito dei lavori realizzati con incarico del 2009”. L’obiettivo è quello di riuscire ad arrivare all’utilizzo del molo in tempi ragionevoli,  attraverso la partecipazione della Regione alle fasi di definizione del procedimento e il collaudo dell’opera.

“Odissea piscina coperta: basta frottole e scaricabarile, la Giunta Cacciotto faccia chiarezza”

ALGHERO – “Altro che rassicurazioni: quelle della Giunta Cacciotto sono soltanto frottole buone per i titoli dei comunicati, ma del tutto prive di sostanza amministrativa. La verità è che sulla piscina comunale assistiamo all’ennesimo scaricabarile, condito da inesattezze e ricostruzioni fantasiose”: così il gruppo consiliare di Forza Italia interviene sullo stato dell’impianto natatorio.

“Occorre ribadire, ancora una volta, che nel giugno 2019 l’Amministrazione di centrodestra, appena insediata, si imbatteva in un cantiere in stato di abbandono: mancavano la copertura, gli impianti elettrici e tecnologici, gli spogliatoi, l’impermeabilizzazione della terrazza e, fatto gravissimo, non era stato previsto un solo euro per l’efficientamento energetico. Eppure la piscina doveva essere consegnata ad aprile dello stesso anno. Altro che lavori quasi ultimati, come narra la stantia “disinformazia” della Giunta Cacciotto e del suo assessore alle ‘varie ed eventuali’”.

“Forza Italia intervenne con decisione: rilevato il grave inadempimento contrattuale, l’Amministrazione risolse il contratto con l’impresa poco prima del fallimento, evitando un danno ben più pesante per le casse comunali. Nello stesso tempo, grazie all’impegno dell’allora assessore Peru e del RUP delle opere pubbliche, geom. Angioi, vennero completate le opere primarie e riaperta la piscina scoperta dopo oltre cinque anni di chiusura, oltre a realizzare il primo intervento di efficientamento energetico con pannelli fotovoltaici da 20 kilowatt”.

“Oggi, invece, assistiamo a una gestione del procedimento fatta di annunci, dietrofront e giustificazioni puerili. Le inesattezze diffuse dalla Giunta sono talmente gravi e numerose che è difficile non pensare a un mix di pressapochismo e dilettantismo che si riversa dannosamente sulla comunità algherese”.

“Il dato oggettivo, nero su bianco, è uno solo: la piscina comunale è stata volontariamente stralciata dalla Giunta Cacciotto dal piano triennale delle opere pubbliche e non esiste alcuna reale volontà di completarla. È stato perfino ignorato lo strumento del partenariato pubblico-privato, che avrebbe consentito al privato di realizzare gli interventi necessari, curare la manutenzione e gestire l’impianto. E questo nonostante siano stati presentati da tempo due progetti di finanza”.

“Ancora più sconcertanti sono le affermazioni secondo cui bisognerebbe prima individuare il gestore e poi completare l’opera. È esattamente il contrario: prima si realizza l’impianto, poi lo si affida in gestione. Sono dichiarazioni che dimostrano una preoccupante ignoranza delle regole più elementari dell’amministrazione pubblica, con risvolti perfino comici che ricordano il ‘galleggiamento amministrativo’ della Giunta”.

“Non dimentichiamo che lo stesso sindaco Cacciotto, nel 2024, durante la presentazione del quadrangolare internazionale di pallanuoto, aveva promesso di completare la piscina e di destinare le risorse necessarie. Con l’approvazione del bilancio e del piano triennale, quelle promesse si sono dissolte nel nulla, nonostante gli impegni assunti anche davanti al presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli”.

Per spirito collaborativo e propositivo F.I. chiede, con forza, che la Giunta Cacciotto, provveda, quantomeno a completare la pavimentazione delle due vasche della piscina coperta, realizzi il tunnel di collegamento dell’impianto con gli spogliatoi, collaudi gli impianti tecnologici già presenti, efficienti con altri 30 Kilowatt la struttura così da avere almeno il 50% dei Kilowattore disponibili di energia pulita rispetto al fabbisogno in modo tale da renderla utilizzabile.

“Basta frottole e propaganda. Questa Amministrazione abbandoni i proclami e il suo proverbiale immobilismo e destini finalmente le risorse necessarie, a partire dal completamento della piscina coperta, per restituire agli algheresi un impianto funzionante e capace di ospitare eventi nazionali e internazionali di nuoto e pallanuoto”.

Forza Italia

Marco Tedde, Giovanna Caria, Nina Ansini, Pasqualina Bardino e Antonello Peru.

Piccola pesca, raddoppio dei ristori e più licenze: Di Nolfo centra l’obiettivo | video

ALGHERO – «Da tempo sostengo la necessità di una cabina di regia unica sulla piccola pesca artigianale della Riviera del Corallo. Con la finanziaria 2026 otteniamo un risultato concreto: raddoppiare i contributi per sostenere un comparto in difficoltà, lavorando al fianco dei pescatori e costruendo un equilibrio tra attività produttive e tutela ambientale. Si passa da 100 a 200 mila euro. Una scelta politica precisa che mira a rafforzare e tutelare la filiera». Lo dichiara il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, unico rappresentante di Alghero nel Parlamento sardo, in merito all’incontro che si è svolto ieri pomeriggio, nella sala conferenze del Parco di Porto Conte, sulla piccola pesca costiera all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Un momento di confronto promosso dall’onorevole Di Nolfo insieme al presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù e il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, con la partecipazione delle istituzioni regionali e locali e dei rappresentanti del comparto.

La finanziaria regionale 2026 segna un cambio di passo concreto per la piccola pesca costiera algherese: grazie a un’iniziativa portata avanti dal consigliere regionale Valdo Di Nolfo, le risorse destinate ai progetti di sostegno al comparto e di tutela ambientale raddoppiano rispetto alla precedente legislatura. La prospettiva è quella di ottenere due obiettivi nella prossima variazione triennale: aumentare ancora il finanziamento e renderlo strutturale.

La norma usata va nel solco della continuità amministrativa ma il raddoppio del finanziamento elimina le disparità, unisce la marineria e riguarda tutte le licenze artigianali attive nella Riviera del Corallo. Un intervento che riguarda 39 piccole imprese, il doppio rispetto al passato, e che punta a rafforzare un settore strategico per l’economia locale, la tenuta sociale delle marinerie e la salvaguardia del mare.

All’incontro ha partecipato il neo Assessore regionale con competenza sulla pesca, l’on. Francesco Agus, che ha condiviso la visione della Regione: «La Regione riconosce il valore di questa filiera in un territorio dove la piccola pesca costiera rappresenta un segmento importante dell’economia. Il rafforzamento delle risorse vuole rappresentare un passo importante a sostegno strutturale del comparto. L’obiettivo è duplice e sposa gli obiettivi del nostro Assessorato: da un lato tutelare il lavoro dei pescatori e, contemporaneamente, tutelare dell’ambiente marino».

Sulla centralità del territorio è intervenuto il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto: «La piccola pesca è parte integrante dell’identità di Alghero. Il raddoppio delle risorse regionali è un segnale importante di attenzione verso una comunità che vive il mare ogni giorno e lo tutela».

Il presidente del Parco Regionale Naturale di Porto Conte, Emiliano Orrù: «Siamo felici della risposta a questa serata, la partecipazione è la dimostrazione che abbiamo davanti un comparto unito che ha idee e proposte. Come Parco rinnoviamo il nostro sostegno a supportare e gestire i progetti con l’obiettivo comune di tutelare tutte le parti coinvolte».

Grande apporto del comparto che si è presentato con progetti e documenti alla mano che danno impulso e linfa al percorso delineato oggi dall’onorevole Di Nolfo e l’Assessore Agus.

«Sostenere la piccola pesca significa difendere un pezzo fondamentale dell’identità della Riviera del Corallo – ha concluso Di Nolfo –. L’obiettivo è costruire un percorso stabile, condiviso con pescatori, enti locali e Parco, capace di unire lavoro, tutela ambientale e visione futura».

Gli obiettivi futuri sono ambiziosi ma concreti: l’aumento dei fondi serve per coinvolgere tutte le licenze del comparto piccola pesca registrate ad Alghero.

 

ECCO L’INTERVISTA CON L’ASSESSORE REGIONALE ALLA PESCA AGUS

Sicurezza, Europa Verde: “Cacciotto attento, Tedde faccia la sua parte”

ALGHERO – “I fatti ai quali abbiamo assistito negli ultimi giorni vanno condannati con fermezza. Mentre le autorità competenti sono al lavoro per individuare il responsabile, si levano gli allarmi da parte di chi intende indirizzare le responsabilità all’Amministrazione comunale. Crediamo che il tema vada affrontato con serietà partendo dal presupposto che Alghero sia una città sicura e che tutti debbano lavorare per renderla ancora più sicura, anche evitando facili strumentalizzazioni.
Sono lontani, fortunatamente, i tempi in cui il Sindaco di Alghero viaggiava sotto scorta, ma siamo tutti d’accordo che non bisogna abbassare la guardia. L’Amministrazione Cacciotto non è mai stata indifferente al tema della sicurezza urbana. La continua e costante collaborazione con la Prefettura infatti ci dice che, nonostante gli episodi accaduti in questi giorni, Alghero può ritenersi distante dall’emergenza criminalità. È facile e comodo oggi alimentare allarmismi, utilizzando episodi gravi per attaccare il Sindaco a livello locale, mentre si tace rispetto alle responsabilità di chi governa a livello nazionale, che potrebbe assumere decisioni realmente incisive per garantire la sicurezza dei cittadini. Sarebbe auspicabile che, per una volta, il consigliere Marco Tedde, in qualità di consigliere nazionale di Forza Italia, facesse valere il proprio peso politico a Roma. Invece di limitarsi alla produzione di comunicati stampa, auspichiamo un impegno concreto da parte sua, considerato che il suo partito è parte della maggioranza di governo, chiamata a rafforzare la presenza dello Stato nei territori. Già nei mesi scorsi, attraverso una comunicazione formale, il Sindaco ha segnalato al Ministero dell’Interno la grave carenza di risorse del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alghero, del tutto inadeguate e non proporzionate alla complessità del nostro territorio. Per quanto riguarda l’aspetto locale va detto che c’è stato un incremento delle unità dei Vigili Urbani che sta progressivamente potenziando l’organico secondo il percorso intrapreso dall’Amministrazione con assunzioni a tempo indeterminato e determinato, per cui il Comandante Salvatore Masala può contare ora su un incremento di complessivi 16 agenti a tempo determinato per periodi dai 6 ai 10 mesi, che si sommano ai nuovi otto agenti assunti tramite graduatoria concorsuale. Recentemente è stato approvato il nuovo regolamento di polizia urbana, un atto fondamentale che non esisteva nel Comune di Alghero e che oggi contribuisce a definire le linee guida per una gestione equilibrata della città, nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini. Inoltre sono state acquistate 6 nuove auto, 4 motocicli e 4 biciclette elettriche per supportare in maniera ancora più efficace e capillare gli agenti della polizia locale. Tra le misure adottate c’è anche l’integrazione del sistema di videosorveglianza, un intenso lavoro di contrasto all’abusivismo, dall’occupazione del suolo pubblico fino al pagamento dei tributi comunali, oltre a controlli fonometrici per contrastare la diffusione oltre i limiti di rumori e musica. Queste azioni si inseriscono in un progetto più ampio che vede una stretta collaborazione tra la Polizia Locale e le altre forze dell’ordine, per creare una rete di sicurezza sempre più forte e operativa, capace di affrontare le sfide quotidiane della città. Infine possiamo sottolineare come anche la compagnia barraccellare sia stata incrementata numericamente e dotata di nuove e maggiori risorse. Rispediamo pertanto al mittente le critiche e ci aspettiamo una collaborazione più proficua e meno faziosa per il bene di tutta la collettività.”

Giampietro Moro

Beatrice Podda
Europa Verde