“Odissea Opere Pubbliche, altro che Cabina di Regia: è commissariamento dell’assessorato”

ALGHERO – “La delibera di Giunta n. 64 del 15 aprile scorso, formalmente dedicata all’attivazione di strumenti di partenariato pubblico-privato e modelli di cooperazione istituzionale, rivela in realtà, tra le righe e oltre le righe, una scelta politica ben diversa: l’ammissione dell’incapacità di gestire le opere pubbliche e il sostanziale commissariamento dell’Assessorato ai Lavori pubblici”, cosi da Forza Italia rigiuardo quella che è stata definita da Porta Terra una “Cabina di Regia”, mentre per gli azzurri si tratta, di fatto, di un “commissariamento” dell’assessorato guidato da Francesco Marinaro. 

“La costituzione di un nuovo gruppo di lavoro composto da tutti i dirigenti, coordinato dal Segretario generale e investito delle principali funzioni di indirizzo, programmazione e gestione dei progetti, rappresenta infatti un evidente svuotamento delle competenze politiche e operative dell’assessore competente. Una scelta che certifica, nei fatti, la sfiducia dell’Amministrazione nei confronti di chi avrebbe dovuto guidare il settore strategico dei lavori pubblici”.

“Non è un caso che proprio i principali interventi fermi da anni – dalla piscina comunale al parcheggio multipiano e al Centro residenziale per anziani, passando per l’illuminazione pubblica, la circonvallazione, l’ex cotonificio, la Merenderia e altri asset rilevanti – vengano ora affidati a questo nuovo organismo. Progetti importanti, tutti o quasi già finanziati e risalenti anche a precedenti amministrazioni, che oggi vengono rispolverati senza che si sia stati capaci, in questi anni, di portarli a compimento”.

“Si tratta dell’ennesima dimostrazione di una linea amministrativa fondata più sulla propaganda che sulla capacità di governo. Si annunciano strumenti complessi come il partenariato pubblico-privato, ma si omette di dire che il vero problema non è la mancanza di strumenti, bensì l’assenza di programmazione, di visione e di capacità attuativa.
Il Sindaco farebbe bene a interrogarsi seriamente su questa situazione: non si governa una città con operazioni di facciata o con la moltiplicazione di organismi tecnici che finiscono per sostituirsi alla politica. La trasformazione di Alghero e il benessere dei cittadini richiedono concretezza, competenza e responsabilità. Continuare a inseguire annunci e a scaricare le inefficienze su nuovi organismi non porterà alcun risultato. I cittadini attendono opere, servizi e sviluppo, non nuovi contenitori amministrativi. È tempo di passare dalla propaganda ai fatti”, lo hanno dichiarato Tedde, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo di Forza Italia

Giovanna Caria lascia Forza Italia: va nel Gruppo Misto e resta nel Centrodestra

ALGHERO – “Ho comunicato la mia decisione di proseguire il mio impegno nel Consiglio comunale di Alghero, aderendo al Gruppo Misto.

È una scelta maturata con senso di responsabilità che non cambia in alcun modo la mia collocazione politica né il mio impegno nei confronti della coalizione di centrodestra nella quale sono stata eletta.

Rimango pienamente fedele ai valori liberali e moderati che hanno sempre guidato il mio percorso e continuo a sostenere con convinzione il progetto politico che, unito, è stato presentato agli elettori a sostegno di Marco Tedde. In Consiglio comunale continuerò a lavorare con la stessa serietà e concretezza sui temi che riguardano la città.

Il mio rapporto con Forza Italia resta improntato al rispetto e alla collaborazione, così come quello con tutte le altre forze della coalizione. La decisione di proseguire il mio impegno nel Gruppo Misto nasce dalla volontà di contribuire a rafforzare l’azione unitaria della coalizione, favorendo una maggiore pluralità di sensibilità e un equilibrio tra le diverse componenti politiche oggi presenti in Consiglio comunale.

In questo quadro, pur riconoscendo a Forza Italia un ruolo centrale e determinante all’interno del centrodestra algherese, allo stesso tempo ritengo che una crescita complessiva della coalizione possa passare anche attraverso una più ampia articolazione delle rappresentanze, capace di valorizzare tutte le energie e le esperienze politiche presenti.
In un momento in cui le comunità sarde si trovano ad affrontare sfide importanti, è inoltre fondamentale rafforzare una dimensione politica sempre più attenta ai territori, capace di esprimere autonomia di valutazione e di iniziativa rispetto alle dinamiche nazionali, mettendo al centro le esigenze concrete dei cittadini.

L’obiettivo è quello di contribuire, insieme agli alleati, a una fase di confronto e proposta politica nell’interesse della città e nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori”.

Giovanna Caria, consigliere comunale di Centrodestra

Emergenza casa e turismo, “La responsabilità è della politica non dei proprietari”

ALGHERO – “Il recente intervento del consigliere comunale algherese Bamonti coglie un problema reale, ma propone una lettura parziale e, soprattutto, rischia di individuare il bersaglio sbagliato. Ridurre la crisi abitativa di Alghero alla crescita degli affitti brevi è una semplificazione che non aiuta a risolvere il problema. È una narrazione efficace sul piano comunicativo, ma debole sul piano dell’analisi. La realtà è più complessa: siamo di fronte a un intreccio di fattori che vanno dalla carenza di politiche abitative strutturate, alla mancata pianificazione urbanistica, fino all’assenza di un vero mercato regolato degli affitti a lungo termine. Scaricare la responsabilità sui proprietari – invitati quasi a un atto di “moral suasion” – significa ignorare un dato fondamentale: chi mette a reddito un immobile lo fa dentro un sistema di regole, rischi e convenienze. E oggi, in Italia, affittare a lungo termine presenta criticità evidenti: tempi lunghi di rilascio degli immobili, difficoltà nel recupero dei canoni non pagati, rigidità contrattuali e una fiscalità che spesso non premia la locazione stabile rispetto ad altre forme di utilizzo. In questo contesto, l’affitto breve non è la causa del problema, ma una delle conseguenze di un sistema che non funziona. C’è poi un ulteriore elemento che merita attenzione. Questo stesso approccio – che individua nei proprietari e negli affitti brevi il principale responsabile della crisi – è già stato adottato da alcune amministrazioni regionali e comunali, traducendosi in misure che incidono direttamente sul diritto di proprietà, comprimendolo in modo significativo. Basti pensare alle restrizioni introdotte dal Comune di Firenze sugli affitti brevi nel centro storico, ai limiti e alle moratorie sperimentate dal Comune di Venezia o alle iniziative della Regione Toscana per regolamentare in modo stringente il settore. Interventi nati con l’obiettivo di riequilibrare il mercato, ma che hanno sollevato forti dubbi sul piano dell’equilibrio tra interesse pubblico e diritti dei proprietari, senza peraltro risolvere in modo strutturale il problema dell’accesso alla casa. Se davvero vogliamo affrontare seriamente la questione, occorre cambiare prospettiva: servono dati certi e trasparenti, non percezioni o impressioni; serve un osservatorio locale sul mercato abitativo, che distingua tra domanda reale, offerta disponibile e utilizzi degli immobili; servono incentivi concreti e strutturali per chi affitta a lungo termine (fiscali, assicurativi, garanzie contro la morosità); serve un’azione forte contro l’abusivismo, che altera il mercato e crea concorrenza sleale; serve, soprattutto, una visione urbanistica e sociale che riporti residenti nei quartieri, non con appelli, ma con politiche. Alghero non rischia di morire per colpa di chi fa impresa nel turismo, ma rischia di impoverirsi se non si governano i processi. Il turismo è una risorsa, non un nemico. Va regolato, integrato, indirizzato. L’alternativa non è tra “case ai turisti” o “case ai residenti”. L’alternativa è tra una città governata e una città lasciata alle dinamiche spontanee. E la responsabilità, prima ancora che dei singoli proprietari, è della politica”

Marco Di Gangi Responsabile Dipartimento Turismo Fratelli d’Italia Sardegna

“Convenzione settore ittico: Alghero paga ma non decide”

ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia punta il dito contro l’approvazione, avvenuta venerdì in Consiglio comunale, della convenzione per la gestione associata del servizio di supporto al settore ittico con Porto Torres, Castelsardo, Stintino e Trinità d’Agultu.
Un atto strategico è stato licenziato senza adeguati approfondimenti politici e tecnici. La convenzione, redatta dal Comune di Porto Torres e che individua lo stesso ente come capofila, presenta un’impostazione sbilanciata che penalizza Alghero, chiamata a contribuire con circa 19.200 euro annui ma priva di reali poteri decisionali.
Manca una governance condivisa: le decisioni sono concentrate in capo al Comune capofila Porto Torres, senza adeguati strumenti di indirizzo e controllo per gli altri Comuni. Assenti anche obblighi stringenti di rendicontazione e indicatori chiari per valutare i risultati, mentre le procedure risultano eccessivamente rigide.
«Alghero – sottolineano i consiglieri – continua a pagare senza poter decidere, nonostante il ruolo centrale nel comparto della marineria».
Forza Italia aveva proposto correttivi puntuali: un comitato di coordinamento tra i Comuni, obblighi di rendicontazione, indicatori di risultato e procedure più snelle. Proposte respinte.
Altro che questioni di forma. Proposte di sostanza, tese a salvare il comune di Alghero dal ruolo subalterno cui lo relega questa scalcagnata convenzione. Che non ha visto in aula interventi a sua difesa da parte di consiglieri di maggioranza molto loquaci sui media ma taciturni in aula.
«Così si rischia di indebolire un settore strategico per la città. Serve un cambio di rotta immediato per tutelare il ruolo di Alghero e dare risposte concrete agli operatori».
Forza Italia – Gruppo consiliare Alghero

Stop al cantiere Caragol, Sasso: “Emergenza casa vero dramma ad Alghero, occorre serietà”

ALGHERO  – “La crisi abitativa ad Alghero è un problema che va affrontato con serietà, non con scorciatoie”, cosi il presidente dell’associazione politica Francesco Sasso su un dei più gravi problemi che riguardano il tessuto socio-economico di Alghero. Proprio nel momento in cui il consigliere comunale della maggioranza Cacciotto, Alberto Bamonti, è uscito sul medesimo tema, ma appellandosi ai proprietari immobiliari, arriva un commento dai contenuti opposti e che, tra l’altro, fa emergere una notizia molto, molto, molto preoccupante ovvero l’ennesimo cantiere pubblico fermo ad Alghero: in questo caso riguardante proprio degli alloggi residenziali in capo ad Area.  Cantiere che, tra l’altro, fu inaugurato alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu, dello stesso partito del sindaco algherese.
E, come detto, sull’argomento, è Francesco Sasso  a puntare i riflettori rendendo noto tale pessima notizia: “Quello che stanno vivendo gli algheresi è un dramma reale, che merita rispetto ma soprattutto risposte concrete. Ridurre tutto al boom dell’extra-alberghiero è una semplificazione che non regge: il fenomeno esiste, ma non può essere usato come alibi”.
“Da anni ad Alghero non si costruiscono case popolari né si promuovono cooperative edilizie. Da anni assistiamo alla migrazione forzata dei residenti verso i comuni limitrofi. Questo è il vero contesto in cui la crisi è cresciuta”.
“Il caso degli alloggi popolari in zona Caragol è emblematico. La fine dei lavori era prevista il 22 dicembre 2024, ma oggi gli alloggi non sono stati consegnati e il cantiere è fermo. Qui non si tratta di opinioni, ma di fatti. Non possiamo permetterci un altro cantiere fermo, mentre la città resta senza risposte”. Tra l’altro, a quanto pare, l’impresa ha lasciato il cantiere da giorni e stanno portando via i ponteggi, come è evidente anche dalla immagini. Eppure, fino ad oggi, non se n’era parlato, anzi, si puntava ad altre soluzioni per risolvere un problema che deve vedere, da anni, un semplice (ma evidentemente sempre più utopico)  obiettivo: la realizzazione di nuovi alloggi popolari.

Alghero, emergenza casa: Bamonti si appella ai proprietari. Urgono nuove case popolari

ALGHERO – “La nostra città sta attraversando una delle fasi più critiche e difficili della sua storia recente”, cosi il consigliere comunale di Noi Riformiamo Alghero riguardo il sempre più grave problema della disponibilità di case in affitto o anche da acquistare, a prezzi moderati, ad Alghero. Questione che si trascina, anch’essa da tempo e che, però, pure questa ha raggiunto in questi ultimi anni il suo culmine. E questo, al netto degli appelli ai proprietari e imprenditori, per un’assenza del Piano Urbanistico e soprattutto di nuove case residenziali, ex-popolari. Siamo ancora fermi agli attesi (da decenni) pochi alloggi della zona Caragol. Ed è così che, anche per questo motivo, la città perde sempre più abitanti, giovani e si spopola con ritmi da far preoccupare tutti, ma il timore non basta. Occorrono, da tempo, azioni tangibili. Fatti.

“Il crescente utilizzo degli immobili per affitti turistici extra-alberghieri sta progressivamente svuotando il mercato delle locazioni residenziali, rendendo sempre più difficile, se non impossibile, per famiglie, lavoratori e giovani trovare una casa in cui vivere stabilmente. I prezzi hanno raggiunto livelli insostenibili. Affittare un appartamento è diventato un privilegio per pochi, acquistarlo è fuori dalla portata di molti. In parallelo, il calo demografico avanza in modo preoccupante: una città senza giovani, senza nuove famiglie, è una città destinata a spegnersi”

“Da consigliere comunale, sono consapevole che qualcuno potrebbe chiedere: cosa può fare il Comune? La verità è che l’Amministrazione ha già messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per affrontare questa emergenza, e continuerà a farlo per i proprietari che scelgano di affittare a lungo termine”

“Ma dobbiamo essere chiari: il Comune, da solo, non basta. La risposta più forte deve arrivare dalla comunità. Da chi ama Alghero. Da chi ha investito in questa città. Da chi possiede immobili e può contribuire concretamente a restituire equilibrio e futuro al nostro territorio. Per questo rivolgo un appello diretto e urgente: rimettete sul mercato le case per affitti annuali, stabili, accessibili. Diamo ai nostri giovani la possibilità di restare, di costruire una famiglia, di continuare a vivere qui. Senza questo passaggio, ogni discorso sul futuro di Alghero rischia di essere vuoto. È il momento della responsabilità collettiva. Ognuno deve fare la propria parte. Alghero merita di restare una città viva, abitata, capace di guardare avanti”,

 

Piano Città, incontro a Roma: protocollo in vista

ALGHERO – Si è svolto giovedì a Roma, presso l’Agenzia del Demanio dello Stato, un incontro istituzionale al quale hanno partecipato il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, finalizzato a valutare l’opportunità di adesione al cosiddetto “Piano Città”, uno strumento strategico volto alla valorizzazione e al riuso del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato. Il confronto rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso già avviato nei mesi scorsi, anche nell’ambito dei lavori di ANCI, dove il Comune di Alghero aveva già avuto modo di approfondire con l’Agenzia del Demanio le potenzialità di questo strumento. “Stiamo lavorando da tempo su questo obiettivo” dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto “perché crediamo in una politica fatta di contenuti, programmazione e visione. L’incontro di ieri è stato molto utile per approfondire uno strumento che può consentire di valorizzare in modo organico il patrimonio pubblico inutilizzato, mettendolo al servizio dello sviluppo della città. Stiamo inoltre lavorando con l’Agenzia del Demanio regionale alla definizione di un protocollo operativo su alcuni beni ricadenti nell’area del Parco, e confidiamo di arrivare a breve a una sua formalizzazione. In questo quadro, tra le aree che potrebbero essere oggetto di approfondimento c’è quella di Surigheddu e Mamuntanas, dove insiste l’ex azienda agricola dismessa da circa quarant’anni, un ambito di grande potenzialità per progetti di rigenerazione e valorizzazione, il Palazzo dei Congressi e i beni dismessi del borgo di Fertilia e, in generale, delle aree di bonifica. Apprezziamo inoltre lo spirito collaborativo espresso in questi giorni dal consigliere Cocco su questo tema: questa è la politica che ci piace, quella basata sui contenuti e orientata al benessere della comunità.”

Il Piano Città si configura come uno strumento di pianificazione e dialogo tra enti, fondato sugli assi strategici e sui fabbisogni del territorio, con l’obiettivo di costruire una visione integrata di sviluppo urbano attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici. “Si tratta di un’opportunità importante”, sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, “perché consente di affrontare in maniera sistemica il tema della rigenerazione urbana, mettendo in relazione patrimonio, bisogni della città e prospettive di sviluppo in maniera molto concreta. Inserirci all’interno di questa riflessione con l’agenzia del Demanio, in questa fase storica in cui stiamo lavorando con intensità alla redazione del piano strategico e del piano Urbanistico comunale della nostra città, è un’importante occasione per iniziare con grande concretezza a lavorare su un asset, quello dei beni e delle aree pubbliche dismesse e/o sottoutilizzate, che rappresentano una straordinaria opportunità per il futuro sviluppo economico e sociale del nostro territorio”. Nelle prossime settimane si lavorerà alla definizione del progetto che costituirà la base per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’agenzia del Demanio, che potrebbe avvenire già in autunno.

“Consiglio, convenzione con Santa Teresa di Gallura: ennesima pessima gaffe”

ALGHERO – -I gruppi consiliari del centrodestra – Tedde per Forza Italia, Salvatore per l’Udc, Pais per la Lega, Cocco per Fratelli d’Italia e Fadda per Prima Alghero – esprimono forte preoccupazione e stigmatizzano l’ennesima dimostrazione di superficialità da parte dell’amministrazione comunale nella gestione dei procedimenti amministrativi.
La proposta di deliberazione relativa allo schema di convenzione per la gestione in forma associata della segreteria comunale tra il Comune di Alghero e il Comune di Santa Teresa di Gallura è stata infatti ritirata dalla discussione in Consiglio comunale per una grave e inspiegabile omissione: il mancato passaggio nella competente commissione consiliare, fase obbligatoria per tutte le delibere.
Un errore che non può essere derubricato a semplice disattenzione, ma che evidenzia un metodo di lavoro approssimativo e privo delle necessarie garanzie di correttezza procedurale. A ciò si aggiunge il fatto che la convenzione presentava evidenti criticità, con vizi palesi e potenzialmente invalidanti sotto il profilo della legittimità, tali da richiedere interventi correttivi rilevanti.
Il centrodestra algherese esprime forte preoccupazione per questo modo di operare, soprattutto quando si tratta di atti di rilevanza strategica come quello che riguardano la segreteria generale, figura centrale per il buon funzionamento dell’ente e per la legalità dell’azione amministrativa.
Questi episodi si inseriscono in un quadro più ampio che, giorno dopo giorno, restituisce segnali inequivocabili di incapacità gestionale, amministrativa e politica. Un’amministrazione più attenta alla propaganda e a una comunicazione di facciata, finalizzata a enfatizzare risultati spesso inesistenti, piuttosto che alla sostanza dell’azione di governo.
I gruppi del centrodestra cittadino ribadiscono il proprio impegno a svolgere un’opposizione seria, rigorosa e nell’esclusivo interesse dei cittadini algheresi, con l’obiettivo di correggere un’azione amministrativa che appare profondamente sbagliata, insufficiente e incapace di migliorare concretamente la qualità della vita delle famiglie e di sostenere efficacemente il tessuto imprenditoriale del territorio. Il centrodestra algherese è dalla parte dei cittadini algheresi.

“Pari Opportunità, nessuna dimenticanza”: Pirisi bacchetta Orizzonte Comune

ALGHERO – “Rispondo volentieri e con piacere alle sollecitazioni e all’appunto pervenuto dal coordinamento femminile del gruppo politico ” Orizzonte Comune ” circa il ritardo della pubblicazione della manifestazione di interesse per la commissione pari opportunità per la raccolta delle
candidature. E’ chiaro è lampante a tutti che non sia stato pubblicato il bando l’estate scorsa e le ragioni sono legate al fatto che questa amministrazione ha ritenuto di dover modificare l’attuale regolamento
rendendolo più idoneo alle esigenze del mondo delle pari opportunità, questo ha comportato un lungo e proficuo lavoro in commissione consiliare con il contributo di tutti maggioranza e opposizione che ha
scaturito una positiva votazione nel Consiglio Comunale del 14 gennaio 2026 , ora passato il tempo della pubblicazione si sta provvedendo da parte degli uffici a preparare l’avviso pubblico che verrà portato a
breve all’attenzione della cittadinanza . Rassicuro infine il gruppo di Orizzonte comune che questa Presidenza non è in fase di ” innocente dimenticanza ” anzi sta seguendo passo per passo  la procedura di evidenza pubblica per far si che anche la città di Alghero abbia pronta e funzionante nel piu breve tempo possibile la commissione pari opportunità cittadina”

Il presidente del consiglio comunale
Mimmo Pirisi

“Surigheddu e Mamuntanas, agricoltura e turismo possono e devono convivere”

ALGHERO – “Mi piace quando nell’arco di 24 ore si passa dalle esortazioni sul baseball, all’agricoltura, dalla sanità, alla posedonia, alla richiesta di dimissioni.
Ma, per un attimo mettiamo da parte la maionese politica.
Siccome è da mesi che studio una via politico-amministrativa per rifunzionalizzare il compendio di Surigheddu e Mamuntanas, colgo l’occasione per dare un contributo al dibattito aperto dall’amico Gianni Martinelli che per quanto mi compete, ringrazio, affinché l’opinione pubblica abbia qualche elemento in più per formarsi un’ idea non campata per aria.
Per prima cosa, è bene premettere, che parliamo di terre di proprietà della Regione Sardegna, fino a pochissimo tempo fa oggetto di contenzioso.
In questi giorni, dicevo, si è aperto un dibattito che considero utile, perché rimettere al centro il tema del settore primario è sempre un segnale positivo.
Ma proprio per questo, credo sia necessario uscire dalla dimensione emotiva ed entrare in quella dell’analisi sulla base di informazioni concrete.
Ho approfondito il tema insieme a tecnici e agronomi, andando oltre le percezioni.
I dati sono impietosi.
L’agricoltura italiana, negli ultimi quarant’anni, ha subito una trasformazione profonda:
le aziende sono diminuite di oltre il 60%, e in Sardegna, solo nell’ultimo decennio, si è passati da oltre 60.000 a poco più di 47.000 aziende attive.
Significa che il sistema ha progressivamente espulso le realtà meno competitive e ha premiato chi è riuscito a crescere in dimensione, organizzazione e capacità di stare sul mercato.
Dunque il modello agricolo che regge, oggi, è basato sulla scala produttiva, e non vuole frammentazione.
Pensare di rimettere in produzione centinaia di ettari attraverso una parcellizzazione sarebbe dunque, un fallimento annunciato.
Tradotto: servono aziende grandi, strutturate, già competitive sul mercato.
C’è poi un secondo elemento, spesso completamente sottovalutato, ovvero la qualità dei terreni.
Parliamo di superfici rimaste incolte per tanti, troppi anni.
Il recupero produttivo dunque non sarebbe immediato, anzi richiede interventi di bonifica complessi che comportano tempi lunghissimi per il ripristino dell’equilibrio biologico delle terre, con investimenti enormi senza ritorni nel breve, medio periodo.
Questa sarebbe la fase più delicata e più costosa.
Il terzo punto, drammaticamente impattante è la logistica.
Operare in Sardegna significa confrontarsi con maggiori costi di trasporto complessità nella distribuzione, minore prossimità ai grandi mercati distributivi.
Questo incide direttamente sulla sostenibilità economica delle produzioni, soprattutto quando non sono ad alto valore aggiunto.
Insomma, mettendo insieme questi fattori, emerge un dato oggettivo, cioè, che non siamo di fronte ad un intervento semplice, ma ci approcciamo ad una operazione economica e produttiva complessa, che richiede un modello di sviluppo chiaro, una filiera strutturata, con soggetti disposti ad immettere una forte intensità di capitale, e soprattutto capaci di attendere un ritorno dall’investimento in tempi medio-lunghi.
Per questo credo che il punto non sia “essere favorevoli o contrari”, ma come affrontare la sfida senza superficialità, per non rischiare di costruire aspettative che non possono reggere alla prova dei fatti.
Se invece, insieme alla RAS ( è quello che stiamo facendo) affronteremo con metodo il tema della messa a reddito del compendio, potremo trasformarlo in una vera opportunità.
Il dibattito serve, ma deve evolvere.
Perché tra l’idea di “far ripartire la terra”
e la capacità di farlo davvero,
c’è in mezzo tutto ciò che spesso si evita di dire, o tutto ciò che si dice senza sapere.
PS: condivido l’impostazione dell’ex sindaco Conoci. Agricoltura e turismo non solo possono, ma devono convivere.
La multifunzionalità delle aree rurali ha fatto uscire dall’ isolamento e dalla povertà le più disparate aree d’ Italia, figuriamoci se non è possibile convertire migliaia di metri cubi ed ettari del compendio in attrattori turistici”
Enrico Daga, assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio