“Blackout, il Centrosinistra mente: dite la verità agli algheresi”

ALGHERO – «La maggioranza nel rispondere alla mia denuncia, evita accuratamente di rispondere alla domanda fondamentale: perché nel 2024 la pratica relativa alla cabina primaria “Alghero Sud” non è mai stata portata all’esame del Consiglio comunale, unico organo competente a esprimersi? Quali interessi indicibili si nascondono?
La verità è sono stati colpevolmente persi due anni e oggi gli algheresi ne stanno pagando il prezzo con blackout continui, danni economici e rischi per la sicurezza. Anche dell’Ospedale.»
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega.
«Il provvedimento conclusivo della Provincia è inequivocabile: il procedimento si è concluso negativamente esclusivamente perché il Comune di Alghero non ha perfezionato l’atto di propria competenza. Questa è la verità documentale, non un’opinione. Il Sindaco e la Giunta devono rispondere di questa gravissima omissione.»
«È altrettanto falso sostenere che il progetto non fosse conforme alla destinazione d’uso del terreno: le cabine primarie, in quanto opere di pubblica utilità e considerate di urbanizzazione primaria, sono compatibili con QUALSIASI destinazione urbanistica delle aree. Dire il contrario significa ingannare i cittadini»
«Ma c’è un’altra circostanza gravissima. Dalle dichiarazioni della maggioranza apprendiamo che si starebbe lavorando da tempo a una nuova localizzazione della cabina primaria. Chi ha deciso di abbandonare il vecchio progetto? Quando e da chi è stata assunta questa decisione? Dove sono gli elaborati progettuali? Quali aree sono state individuate? Perché il Consiglio comunale, i cittadini, i comitati e le Commissioni consiliari non sono mai stati informati?
Anche su questo si è scelto di operare nel silenzio più assoluto. Si convochino immediatamente le commissioni competenti per analizzare tutti gli atti e l’iter».
«Oggi non è il tempo delle giustificazioni. È il tempo della verità. Gli algheresi stanno subendo disagi enormi, le imprese registrano danni economici rilevanti e perfino servizi essenziali come l’ospedale hanno risentito delle criticità della rete elettrica. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica di due anni perduti, di cui chiederò conto a Giunta e maggioranza.
Il mio invito resta lo stesso: dite la verità»

Blackout ad Alghero, il Centrosinistra attacca Pais

ALGHERO – “Ancora una volta Michele Pais sceglie la propaganda invece della verità. È singolare che chi oggi si fregia dello slogan “dite la verità” continui a raccontare una versione dei fatti parziale, di parte e tendenziosa. Non esiste alcun blocco da parte dell’Amministrazione comunale. È una ricostruzione completamente falsa. La realtà è ben diversa e merita di essere raccontata ai cittadini nella sua interezza. A onor del vero, va ricordato che una precedente istanza presentata da Enel non è andata a buon fine nel corso della passata consiliatura, non trovando quella proposta le condizioni per concludere il proprio iter e non a caso già con l’allora assessore Piras ci si iniziò a confrontare su altre localizzazioni, anche in base alle osservazioni costruttive fatte dal comitato spontaneo di cittadini che ne avevano contestato l’originaria collocazione. Va inoltre precisato che il primo progetto non è stato oggetto di un diniego imputabile all’attuale Amministrazione comunale: già nel precedente procedimento il Servizio Tutela del Paesaggio della RAS aveva rilevato specifiche criticità paesaggistiche, esprimendo l’inammissibilità dell’istanza allo stato degli atti e suggerendo, proprio in ragione della rilevanza pubblica dell’intervento, di valutare una localizzazione alternativa, preferibilmente in aree industriali o già modificate da precedenti interventi infrastrutturali o di servizio, e comunque prive di particolare pregio paesaggistico. È pertanto errato sostenere che il progetto sia stato bocciato per responsabilità dell’attuale Amministrazione comunale: gli atti dimostrano che le criticità erano già emerse nell’ambito del procedimento originario e riguardavano, tra l’altro, profili di compatibilità paesaggistica e di corretta localizzazione dell’opera. Fin dall’inizio di questo mandato l’amministrazione comunale, con il Sindaco e l’assessore Corbia, ha ripreso i contatti con E-Distribuzione che successivamente ha presentato un nuovo progetto, con una diversa localizzazione, proprio nel corso di questa consiliatura. Parlare di un blocco da parte della Giunta Cacciotto è quindi privo di qualsiasi fondamento. Gli atti della Conferenza dei Servizi, del resto, parlano chiaro. Il Comune, allora, non ha mai espresso un diniego all’opera, ma ha semplicemente rappresentato che, trattandosi di un intervento in zona urbanistica E2, la normativa richiedeva una deliberazione del Consiglio comunale per la concessione della deroga urbanistica. Gli stessi atti attestano inoltre che gli uffici comunali avevano già predisposto e trasmesso la proposta di deliberazione per il successivo iter consiliare. Oggi, inoltre, quel procedimento è stato superato. E-Distribuzione ha presentato un nuovo progetto, attualmente nella fase conclusiva dell’iter autorizzativo davanti alla Città Metropolitana di Sassari. La Conferenza dei Servizi ha già espresso esito positivo e, dopo il recepimento delle prescrizioni formulate dagli enti competenti e la trasmissione degli elaborati aggiornati da parte di E-Distribuzione, è stata avviata la verifica finale della documentazione. Trascorso il termine previsto, la Città Metropolitana rilascerà il provvedimento autorizzativo e, già dal 5 luglio, E-Distribuzione potrà procedere con l’affidamento dei lavori. Fin dall’inizio l’Amministrazione Cacciotto ha manifestato la massima disponibilità a collaborare con E-Distribuzione per accelerare il procedimento e individuare le soluzioni migliori nell’interesse della città. Il rapporto con E-Distribuzione è costante e improntato alla collaborazione. Si sta lavorando non soltanto sulla cabina primaria, ma anche sull’individuazione delle aree necessarie per la realizzazione delle cabine secondarie indispensabili al potenziamento della rete. Non c’è alcun ostacolo da parte del Comune, ma la volontà condivisa di risolvere criticità che riguardano tutta la comunità. Come evidenziano gli atti e i fatti, oggi l’iter amministrativo sta procedendo regolarmente e grazie alla collaborazione tra tutti gli enti coinvolti è ormai prossimo alla conclusione. È altrettanto evidente che le criticità della rete elettrica non riguardano soltanto Alghero, ma interessano numerosi territori italiani. Servono investimenti importanti per ammodernare le infrastrutture di distribuzione e sarebbe auspicabile che il Governo sostenesse con maggiore convinzione questo percorso, mettendo i gestori nelle condizioni di intervenire con tempestività. La maggioranza continuerà a sostenere il lavoro dell’Amministrazione affinché un’infrastruttura strategica come la cabina primaria venga realizzata nel più breve tempo possibile, con serietà, responsabilità e spirito di collaborazione, senza alimentare polemiche costruite su ricostruzioni che non corrispondono ai fatti”

Anna Arca Sedda (Avs), Marco Colledanchise (Oc), Gabriella Esposito (Pd), Gianni Martinelli Base Popolare), Giampietro Moro (Avs – Europa Verde), Christian Mulas (Psd’Az), Giusy Piccone (5 Stelle), Emiliano Piras (NRA), Beatrice Podda (Avs  –  Europa Verde)

“Blackout, Alghero ostaggio del sì, ma non sotto casa mia”

ALGHERO  -Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo consiliare di Forza Italia, esprimono forte preoccupazione per quanto sta emergendo in relazione alla mancata realizzazione della cabina primaria destinata a rafforzare la rete elettrica cittadina e a garantire un servizio più efficiente e sicuro per famiglie, imprese e strutture pubbliche.

La vicenda ripropone una questione ormai strutturale: la difficoltà della comunità ad affrontare con decisione la realizzazione di infrastrutture essenziali per lo sviluppo del territorio.
Da troppo tempo si assiste al prevalere della cultura del “sì, ma non vicino a casa mia”, il noto principio del Not In My Back Yard (NIMBY): tutti invocano servizi migliori, reti elettriche più affidabili, connessioni moderne e continuità dei servizi essenziali, ma quando si tratta di realizzare le infrastrutture necessarie si moltiplicano resistenze, rinvii e opposizioni locali.
Una comunità moderna non può permettersi questa contraddizione.
Il progresso richiede inevitabilmente qualche sacrificio. Le cabine primarie dell’energia elettrica, le antenne per la telefonia mobile, gli impianti tecnologici e tutte le infrastrutture di rete non sono elementi estranei o imposti al territorio: sono opere pubbliche indispensabili per garantire qualità della vita, sicurezza, competitività economica e sviluppo. Ovviamente quando sono realizzate secondo i crismi di legge.
Non si può pretendere energia stabile e servizi efficienti senza realizzare le infrastrutture che li rendono possibili. Non si può chiedere una copertura telefonica adeguata ostacolando ogni nuovo impianto. Non si può parlare di innovazione, crescita turistica e attrazione di investimenti se poi si bloccano gli interventi necessari al loro sviluppo.
Le recenti criticità legate ai blackout che hanno interessato la città dimostrano quanto sia pericoloso continuare a rinviare scelte strategiche. A pagarne il prezzo sono i cittadini, le imprese, il commercio, il turismo e anche i servizi essenziali.
La politica ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità e di perseguire l’interesse generale, anche quando ciò comporta decisioni non sempre popolari. Governare significa scegliere, spiegare le ragioni delle scelte e guidare il territorio verso il futuro, non inseguire il consenso immediato rinunciando alle opere necessarie.
Per questo chiediamo che venga fatta piena luce sulle ragioni che hanno impedito o ritardato la realizzazione della cabina primaria e sulle eventuali responsabilità amministrative e politiche. Ma soprattutto chiediamo un cambio di passo: basta rinvii e veti. Le infrastrutture indispensabili alla crescita della città devono essere programmate e realizzate nell’interesse dell’intera collettività.
Solo così Alghero potrà affrontare con credibilità le sfide dei prossimi decenni e garantire ai propri cittadini servizi moderni, efficienti e all’altezza di una città che vuole davvero guardare al futuro.

“Salario giusto anche in Sardegna, grazie a Forza Italia”

ROMA – “La Sardegna non può più permettersi salari da fame e contratti privi di tutele. Per anni la sinistra, specie in Sardegna, ha risposto con slogan e con l’idea di fissare una cifra oraria per legge. Era propaganda, non una soluzione. Con la legge sul salario giusto, fortemente voluta da Forza Italia, il Governo dà risposte concrete ai lavoratori sardi: più reddito, contrattazione collettiva rafforzata e stop ai contratti pirata che negli ultimi anni hanno penalizzato soprattutto il turismo, l’agroalimentare e i servizi della nostra Isola”. Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde.
“Forza Italia ha sostenuto con forza questo provvedimento perché mette al centro il lavoro e la dignità della persona. In Sardegna significa una cosa precisa: applicare il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni realmente rappresentative. Significa impedire che nel pieno della stagione turistica qualcuno scarichi il costo del lavoro sui dipendenti con contratti di comodo”.
“Questa riforma accelera il rinnovo dei contratti nazionali, premia le imprese corrette e colpisce chi compete in modo sleale. In una regione dove il costo della vita cresce e molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese, retribuzioni adeguate servono a rafforzare la coesione sociale e a sostenere i consumi, senza danneggiare le imprese sane. Salari più giusti e competitività non sono in contrapposizione: devono crescere insieme”.
“La differenza con la sinistra è netta. Noi scegliamo norme efficaci, controlli rigorosi e contrattazione forte. Loro inseguono formule semplici che non risolvono il lavoro povero. La dignità dei lavoratori sardi non si difende con gli slogan”.
“Da consigliere nazionale di Forza Italia vigilerò perché questa legge arrivi sui territori con tempi certi e verifiche puntuali. Il partito azzurro coinvolgerà le parti sociali sarde, a partire da sindacati e associazioni datoriali, per monitorare l’applicazione nei comparti più esposti: turismo stagionale, nautica, trasporti, commercio e agricoltura. L’obiettivo è uno solo: in Sardegna nessuno deve più scegliere tra avere un impiego e vivere dignitosamente”.
“Forza Italia continuerà a battersi per aiutare le imprese a creare lavoro, aumentare il potere d’acquisto dei salari e sostenere le famiglie. Il lavoro deve tornare a essere strumento di emancipazione, non di precarietà. È questo il senso del nostro impegno quotidiano al fianco dei sardi”, ha concluso Tedde.

 

“Attività e ospedali, gravi danni dai blackout: ora basta, l’Enel intervenga subito”

ALGHERO – «I continui blackout e gli sbalzi di tensione che stanno interessando Alghero non sono più semplici disservizi: rappresentano un problema di sicurezza pubblica che coinvolge cittadini, imprese e, soprattutto, il nostro ospedale.» Lo dichiara Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Sanità e Ambiente, che chiede un intervento immediato da parte di Enel per risolvere le criticità della rete elettrica e accelerare il potenziamento della cabina elettrica primaria al servizio di Alghero Sud.
«Alghero è una città turistica che durante l’estate arriva a ospitare oltre 250 mila presenze. È evidente che l’attuale infrastruttura elettrica non riesce più a sostenere un fabbisogno energetico così elevato. Servono investimenti strutturali e non interventi tampone.»
Il Presidente della Commissione Christian Mulas richiama l’attenzione sulle conseguenze che i continui cali di tensione e le interruzioni di corrente stanno producendo all’interno dell’ospedale.
«Nel Pronto Soccorso e nei reparti più delicati la continuità dell’energia elettrica è fondamentale. L’ospedale è dotato di gruppi elettrogeni che entrano in funzione automaticamente e di apparecchiature salvavita alimentate da batterie di emergenza. Tuttavia, queste rappresentano sistemi di sicurezza e non possono sostituire una rete elettrica stabile ed efficiente.»
«Nei giorni scorsi si è verificato un episodio particolarmente preoccupante all’interno della sala operatoria. Durante un intervento chirurgico, in seguito a un blackout, il sistema di aspirazione non è entrato immediatamente in funzione mentre il gruppo elettrogeno stava subentrando. Per alcuni istanti si è verificata una criticità che ha creato problemi all’équipe sanitaria. Inoltre il pavimento della sala operatoria è rimasto umido e scivoloso, aumentando ulteriormente i rischi durante un momento estremamente delicato.»
«Nonostante respiratori, defibrillatori, ecografi e numerose altre apparecchiature dispongano di batterie di emergenza che garantiscono la continuità operativa, i continui sbalzi di tensione possono compromettere e danneggiare le batterie stesse e i componenti elettronici, con il rischio di provocare guasti a strumenti indispensabili per salvare vite umane.» il presidente
Mulas sottolinea inoltre come i blackout provochino anche interruzioni della rete informatica ospedaliera.
«Quando vengono meno le connessioni, si rallentano o si interrompono attività fondamentali come la diagnostica per immagini, con il rischio di non poter eseguire tempestivamente TAC, radiografie ed esami indispensabili per pazienti con traumi cranici, addominali e altre emergenze. Questo può compromettere la tempestività dell’assistenza.»

Il Presidente della Commissione ricorda infine che anche negli ultimi giorni si sono verificati ascensori bloccati all’interno dell’ospedale, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.
«L’Amministrazione comunale sta facendo tutto quanto è nelle proprie competenze, ma è evidente che il problema riguarda la rete di distribuzione dell’energia elettrica. Le reti non si potenziano durante l’emergenza estiva: servono programmazione, investimenti e infrastrutture adeguate.»
«Per questo rivolgo un appello urgente a Enel affinché intervenga senza ulteriori ritardi per mettere in sicurezza la rete elettrica cittadina e accelerare la realizzazione e il potenziamento della cabina elettrica primaria di Alghero Sud. La nostra città non può continuare a subire blackout continui, soprattutto quando sono a rischio servizi essenziali come la sanità. La sicurezza dei cittadini e dei pazienti deve essere una priorità assoluta.»

Braccio di ferro nel Psd’Az, Solinas chiede un “Congresso straordinario”

CAGLIARI – Un Congresso straordinario, come previsto dallo Statuto, che consenta ai sardisti di perseguire con chiarezza e trasparenza gli obiettivi di rilancio rispetto ai quali gli elettori sardi hanno espresso anche alle recenti elezioni amministrative il loro consenso affermando con fermezza che ogni altra iniziativa, per quanto volenterosa e itinerante, si pone al di fuori del perimetro delle regole del Partito. E ciò vale ancora di più quando si ipotizza di discutere del futuro del PSd’Az – e nelle dichiarazioni pubbliche di qualcuno perfino di “decidere” – in seno a uno sparuto gruppo di non tesserati, di sedicenti simpatizzanti, di ex di ogni epoca e addirittura di espulsi in altri tempi.

Questa la presa di posizione del Segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione, Christian Solinas, che ha notificato oggi al Presidente del Consiglio nazionale, Antonio Moro, la richiesta ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 del vigente Statuto dei quattromori di oltre i due terzi delle sezioni regolarmente costituite del Partito per la convocazione del Congresso Straordinario. Nel condividere una strategia sostenuta e promossa anche dalla più ampia maggioranza del Consiglio Nazionale (che ha sottoscritto un documento di sostegno all’iniziativa delle Sezioni) il leader sardista ha formalmente richiesto l’immediata convocazione del Congresso straordinario in conformità alla volontà espressa dalle unità di base del Partito.

Infatti, ben 37 su 53 di esse, pari al 70% degli iscritti, preso atto della situazione politica generale e di quella interna, hanno perorato la necessità di un Congresso Straordinario, “che possa dare una nuova ed ampia legittimazione alla linea politica ed agli organi sardisti facendo finalmente chiarezza sulle tante questioni strumentali e deleterie per la nostra comunità politica che vengono oramai ventilate con eccessiva insistenza”.

“Circonvallazione: bene l’Anas, mentre la Giunta Cacciotto è inchiodata”

ALGHERO – «Fratelli d’Italia segue da vicino, a ogni livello istituzionale, l’avanzamento dei lavori sulla SS 291 Sassari-Alghero, un’opera strategica per il Nord-Ovest Sardegna, decisiva per collegare Alghero, Sassari e l’aeroporto di Fertilia». Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo il question time promosso alla Camera dagli onorevoli Mauro Rotelli, Barbara Polo e Gianni Lampis e la risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha confermato l’avanzamento del cantiere e l’obiettivo del completamento entro la scadenza prevista.

«Parliamo di un collegamento atteso da oltre trent’anni – dichiara Pino Cardi, coordinatore cittadino – fondamentale per mobilità, turismo, imprese, logistica e competitività del territorio. Il Governo Meloni conferma attenzione concreta per le infrastrutture della Sardegna».

Per Alessandro Cocco, capogruppo consiliare, «Fratelli d’Italia continuerà a monitorare l’opera perché venga completata nei tempi previsti. La Sassari-Alghero è una delle infrastrutture decisive per rendere il nostro territorio più moderno, sicuro e competitivo».

Mario Conoci, già sindaco di Alghero, ricorda: «Lo sblocco dell’affidamento dei lavori fu possibile anche grazie all’iniziativa portata avanti durante la nostra amministrazione di centrodestra, con l’incontro in Prefettura a Sassari. Quando le istituzioni lavorano insieme, i risultati arrivano».

«Ringraziamo ANAS, le imprese e i lavoratori impegnati nei cantieri – conclude Fratelli d’Italia –. Lo stesso metodo e la stessa celerità servono per tutte le opere strategiche di Alghero. Inevitabile il confronto con il cantiere della circonvallazione comunale: mentre ANAS procede su un’opera complessa, l’Amministrazione Cacciotto è drammaticamente ferma».

“Rifiuti, turisti e residenti accolti dall’immondizia: è caos igiene urbana”

ALGHERO – «Le immagini delle isole ecologiche del porto trasformate in discariche a cielo aperto sono l’ennesima fotografia del caos in cui versa l’igiene urbana ad Alghero. Diportisti, residenti e turisti non possono essere accolti sotto i bastioni tra cumuli di rifiuti e cartelli di scuse appesi dagli operatori». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo le proteste degli operatori portuali sullo stato delle aree di raccolta nel porto.
«Il porto è uno dei principali biglietti da visita della città, una delle principali porte di accesso per le imbarcazioni in transito, per i turisti e per i diportisri residenti. Il decoro deve essere massimo. Se il servizio non regge, il danno non è solo di decoro, ma diventa anche economico, perché ricade direttamente su imprese, recensioni, immagine e qualità dell’accoglienza».
Per FdI «il nuovo appalto di igiene urbana, il più costoso e importante tra i servizi comunali, in città ancora non si vede. L’Amministrazione continua a chiedere pazienza, ma siamo in piena stagione turistica e il limite ormai pesa su residenti, imprese e visitatori».
«Non bastano trovate estemporanee o comunicati rassicuranti. Le amministrazioni vengono giudicate sul decoro, sulla pulizia, sulle manutenzioni e sulla capacità di far funzionare i servizi essenziali» sottolinea il capogruppo consiliare Alessandro Cocco, che in aula ha chiesto conto all’Assessore Selva di questi ritardi.
Fratelli d’Italia richiama anche «il tema dei cestini smart, finanziati con fondi PNRR ottenuti dalla precedente amministrazione di centrodestra e ancora fermi all’ecocentro di Galboneddu: «Quei cestini devono essere posizionati subito».
«L’assessore Selva e la Giunta Cacciotto – conclude FdI – chiariscano tempi, responsabilità e stato reale del nuovo appalto. Alghero non può permettersi un’estate tra rifiuti, disservizi e improvvisazione».

“Caldo record, insufficiente climatizzazione nelle strutture sanitarie”

ALGHERO- ” Le eccezionali temperature di queste settimane stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario territoriale. Negli ambulatori di Guardia Medica, ASCOT e negli Ambulatori Infermieristici, pazienti, medici, infermieri e operatori sanitari sono costretti a lavorare e a ricevere assistenza in condizioni ambientali spesso non compatibili con la qualità e la sicurezza delle cure.
Come Presidente della Commissione Consiliare Sanità Christian Mulas, raccolgo le numerose segnalazioni provenienti sia dagli operatori sanitari sia dai cittadini, che denunciano il grave disagio causato dall’assenza o dall’inefficienza degli impianti di climatizzazione in diverse strutture del territorio.
Non si tratta di una semplice questione di comfort. Le alte temperature rappresentano un concreto rischio per la salute, soprattutto per gli anziani, i pazienti fragili e le persone affette da patologie croniche, che si trovano ad attendere o ricevere prestazioni sanitarie in ambienti eccessivamente caldi. Allo stesso tempo, medici, infermieri e operatori continuano a garantire con professionalità e senso del dovere servizi essenziali, nonostante condizioni di lavoro estremamente difficili.
È indispensabile ricordare che gli ambienti sanitari devono rispettare gli standard previsti dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto Legislativo n. 81/2008 impone al datore di lavoro di garantire condizioni microclimatiche adeguate, a tutela sia dei lavoratori sia degli utenti.
Per questo rivolgo un appello alla Direzione dell’ASL affinché intervenga con la massima urgenza, verificando la funzionalità degli impianti di climatizzazione e predisponendo tutte le misure necessarie per ripristinare condizioni ambientali idonee negli ambulatori di Guardia Medica, ASCOT e negli Ambulatori Infermieristici.
Garantire ambienti salubri e sicuri significa tutelare la dignità delle persone che si rivolgono ai servizi sanitari e riconoscere il valore del lavoro svolto ogni giorno dal personale sanitario, che continua a operare con dedizione anche in condizioni particolarmente gravose.
La salute dei cittadini, pazienti e la sicurezza di chi lavora nei servizi sanitari non possono essere rimandate e devono rappresentare una priorità assoluta, soprattutto durante questa eccezionale ondata di calore. Chiude la nota stampa il presidente della commissione consiliare sanità Christian Mulas

“Musa, scarsa memoria: sistema museale nato col Centrodestra, bisogna avere rispetto”

ALGHERO – “Esprimiamo sincera meraviglia per la scarsa memoria e per la limitata conoscenza della storia amministrativa del Musa dimostrate in queste ore da esponenti della maggioranza cittadina. La riapertura del Museo Archeologico è certamente una buona notizia per Alghero, ma la storia di questa importante istituzione culturale merita rispetto e verità.
Il Musa non nasce oggi e non è il frutto di un’improvvisa intuizione dell’attuale amministrazione. È invece il risultato di un lungo percorso amministrativo e politico avviato dalle amministrazioni di centrodestra guidate da Marco Tedde, che avevano una visione precisa: fare di Alghero una città capace di crescere non soltanto dal punto di vista turistico ed economico, ma anche sotto il profilo culturale, identitario e della valorizzazione del proprio straordinario patrimonio storico e archeologico.
Fu proprio in quella stagione amministrativa che vennero poste le basi del Sistema Museale della Città di Alghero, un progetto innovativo che ha trasformato il patrimonio culturale cittadino in una rete integrata di luoghi della cultura, capace di mettere a sistema musei, siti archeologici, fortificazioni, teatri e monumenti.
L’amministrazione Tedde ha avuto il merito di passare dalle parole ai fatti, realizzando un vero e proprio sistema culturale cittadino. Come ricordava già nel 2012 l’allora assessore al Turismo “da zero a quattro musei nell’arco dell’amministrazione guidata da Marco Tedde”. Un risultato straordinario che ha consentito ad Alghero di dotarsi del Museo Archeologico, del Museo del Corallo, di Casa Manno, del Museo d’arte sacra e di un articolato sistema di valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico del territorio.
In questo contesto si inserisce il recupero dell’ex carcere delle “Presonetes”, destinato a diventare il Museo Archeologico della Città. La progettazione, il reperimento delle risorse, la definizione del percorso museale e la stessa idea di dotare Alghero di un moderno museo archeologico appartengono a quella stagione amministrativa. Già nel febbraio del 2012 la stampa regionale dava conto del completamento del percorso amministrativo che avrebbe consentito la nascita del Museo Archeologico, a dimostrazione che le fondamenta del Musa sono state gettate molti anni prima degli attuali annunci. ⁠
Anche il recente intervento di riqualificazione e di abbattimento delle barriere fisiche e cognitive è stato reso possibile grazie ai finanziamenti PNRR ottenuti durante la precedente legislatura regionale di centrodestra, con la Fondazione presieduta da Delogu, che ha saputo intercettare risorse strategiche e destinarle anche al patrimonio culturale algherese.
Nessuno intende sottrarre meriti a chi oggi ha il compito di riaprire le porte del museo dopo gli interventi di adeguamento. Ma è doveroso ricordare che inaugurare o riaprire un’opera non significa esserne necessariamente gli ideatori o i costruttori. Le opere pubbliche hanno una storia e il Musa è il frutto di una programmazione lungimirante, di una visione politica e di un lavoro amministrativo iniziato molti anni fa.
Per questo invitiamo l’amministrazione comunale ad abbandonare la propaganda e le continue operazioni di autocelebrazione. I cittadini conoscono la storia della città e sanno distinguere tra chi ha progettato, finanziato e costruito e chi oggi si limita a tagliare un nastro.
Si lavori, invece, per rafforzare ulteriormente il sistema museale cittadino, valorizzando il patrimonio culturale di Alghero con serietà e senza creare inutili fiumi di “gazzosa”. La cultura è un patrimonio di tutti e non può essere piegata alle esigenze della propaganda politica”.

 

Marco Tedde – Antonello Peru – Nina Bardino –Nina Ansini

Gruppo consiliare Forza Italia – Comune di Alghero