41-Bis, la Maggioranza Cacciotto contro il Governo

ALGHERO – “Con gli ultimi trasferimenti, sono circa 185 i detenuti al 41-bis oggi presenti nell’Isola: più di uno su quattro rispetto al totale nazionale. E con il previsto potenziamento di Badu ’e Carros si potrebbe arrivare a circa 250, vale a dire circa un terzo del totale nazionale.
Nessuno mette in discussione il 41-bis quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata, né il fatto che anche la Sardegna debba contribuire al sistema penitenziario nazionale. Quello che contestiamo è la sproporzione e il metodo con cui questa scelta viene portata avanti, senza un reale coinvolgimento della Regione e degli Enti Locali.
La gestione del 41-bis richiede personale specializzato, elevati standard di sicurezza e produce ricadute anche sul sistema sanitario regionale, sulla logistica e sull’organizzazione dei servizi. Tutto questo in una Sardegna che presenta già una forte concentrazione di istituti penitenziari.
L’insularità non può diventare un criterio per concentrare nell’Isola funzioni di interesse nazionale, mentre la Costituzione impone alla Repubblica di rimuoverne gli svantaggi.
Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria massima trasparenza sui numeri, sui criteri adottati, sui trasferimenti futuri e sulle risorse previste per personale, sicurezza e sanità.
Serve un fronte unitario con Regione, Città Metropolitana ed Enti Locali perché la Sardegna non venga considerata una soluzione logistica, ma un territorio da coinvolgere e rispettare nelle decisioni che la riguardano.

Maggioranza Consiliare (Sindaco Cacciotto) Alghero

Festa dell’Unita, le parole di Idda e Montalto

ALGHERO – «Adesso siamo al paradosso. Il partito di maggioranza in Regione e nella nostra città sceglie Alghero per svolgere la festa della Unità. La politica regionale ed evidentemente nazionale premia Alghero riconoscendole un ruolo di primo piano nella accoglienza di manifestazioni varie in questo caso politiche e culturali e di svago. In un qualsiasi posto del mondo tutti sarebbero fieri di questo riconoscimento alla nostra città che non è merito di una parte politica ma della sua intera struttura sociale ed imprenditoriale. Ci chiediamo se si fosse scelta la città di Olbia sono sicuro che tutte le forze politiche di quella città sarebbero state felici di accogliere la manifestazione. Non è in ballo una parte della politica ma la credibilità di una città». Così Idda e Montalto replicano a muso duro alle opposizioni dopo la polemica sulla Festa dell’Unità, in programma ad Alghero dall’8 settembre.

«Il centro destra Algherese invece di blaterale minacce e di porre questioni di lana caprina dovrebbe secondo il nostro modestissimo parere essere felice della scelta che può ben criticare per altro e non per le volgari argomentazioni che abbiamo sentito. Potrebbero pensare di fare la loro festa e nessuno avrebbe da ridire sulla scelta degli spazi. Del resto, ci sia permesso, non vi pare originale che negli spazi demaniali del Porto di Alghero si facciano feste varie, dai fuochi di San Giovanni a quelle della salciccia, che vi insista per tre mesi ed oltre una giostra che occupa grandi spazi con il beneplacito degli organi competenti, e dovrebbero essere rifiutati alla politica quasi che questa abbia la peste come se fosse una cosa sporca; non pensate che siamo di fronte ad una discriminazione tale da censurare come anti costituzionale. Alghero ha la fama di farsi degli autogol terribili, di farsi considerare una città di mediocre intelligenza che vede solo pettegoli e persino accondiscendente se non connivente con forze delinquenziali».
«La morale di questa vicenda ci sembra che si possa racchiudere nella conferma che Alghero è proprio la città del “cane dell’ortolano” il che ci riempie il cuore di tristezza. Il centro destra si prepari ad intervenire ai dibattiti, al divertimento che il popolo di Alghero sarà capace di mostrare anche in questa occasione e non faccia ridere tutta la Sardegna e dintorni! Del resto sarebbe come se Bari non fosse felice che le manifestazioni per incensare il Governo si svolgano in quella città con occupazione degli spazi del Porto! Nel merito della manifestazione si può discutere ma i Baresi saranno felici di ospitarla in quanto porrà quella città al centro dell’interesse del nostro paese. Chiaramente poi ogni critica sul merito delle iniziative è sempre gradita, ma smettetela di voler male alla nostra città» chiudono Giovanni Idda e Claudio Montalto, autorevoli esponenti del Partito Democratico ad Alghero.

Forza Italia con Noi Riformiamo Alghero: “Mascia dimentica Alghero”

ALGHERO – «Prendiamo atto delle giuste sollecitazioni avanzate dal gruppo “Noi riformiamo Alghero” sulle competenze della Città Metropolitana di Sassari e condividiamo la necessità di intervenire senza ulteriori rinvii». Lo affermano Tedde, Bardino, Peru e la consigliera metropolitana di minoranza Nina Ansini, che individuano tre priorità sulle quali è necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti. «La prima riguarda il ripristino immediato dell’illuminazione della strada provinciale 44 che conduce all’aeroporto, rimasta al buio da troppo tempo dopo il furto dei cavi. Una situazione non più tollerabile su uno dei principali collegamenti con lo scalo e con la città». «La seconda – prosegue Ansini – è la manutenzione e il decoro delle rotatorie della Strada dei Due Mari e di Porto Conte, veri biglietti da visita per chi arriva ad Alghero. Non possiamo chiedere agli operatori turistici di investire sull’immagine della città e poi accogliere i visitatori in un contesto trascurato». «La terza riguarda la realizzazione della rotatoria di Santa Maria la Palma, strategica soprattutto per la sicurezza. Il progetto non può rimanere nei cassetti: occorre definire tempi e modalità per renderlo operativo». Il Gruppo di Forza Italia richiama quindi alle proprie responsabilità le amministrazioni del Campo Largo, sia ad Alghero sia nella Città Metropolitana di Sassari. «È necessario dirlo con chiarezza: il Campo Largo, che governa il Comune di Alghero e la Città Metropolitana, si sta caratterizzando per una propaganda sterile, mentre continua a sottrarsi agli impegni assunti con i cittadini durante la campagna elettorale. Gli annunci non bastano e non possono sostituire i risultati». «In questo quadro – aggiunge – è doveroso ricordare l’onestà intellettuale del gruppo “Noi riformiamo Alghero”, che amministra insieme al sindaco Cacciotto. Le sollecitazioni rivolte alla Città Metropolitana sono legittime, ma devono essere accompagnate da una chiara assunzione di responsabilità politica anche all’interno della maggioranza comunale e da incisive sollecitazioni al sindaco Cacciotto. Chi governa deve contribuire a risolvere i problemi, non limitarsi a denunciarli quando le responsabilità ricadono su altri livelli istituzionali». Le parole di Forza Italia si inseriscono nel solco della denuncia già avanzata da Marco Tedde, che aveva con onestà intellettuale richiamato l’attenzione sulle condizioni del collegamento tra l’aeroporto e Alghero, segnalando illuminazione assente, vegetazione incolta, segnaletica inadeguata e generale degrado. «Pur nella chiarezza delle nostre posizioni – conclude Forza Italia – vogliamo collaborare e mettere a disposizione i nostri numeri di minoranza, sia nel Consiglio comunale di Alghero sia nella Città Metropolitana, per unirli a quelli della maggioranza e favorire la soluzione dei problemi. La sicurezza e il decoro del territorio vengono prima delle appartenenze politiche. La collaborazione, però, deve essere concreta, trasparente e orientata ai risultati». «Come rappresentante di Alghero nell’ente metropolitano – conclude Nina Ansini – vigilerò e solleciterò affinché si passi finalmente dagli annunci agli interventi. Il Nord-Ovest della Sardegna merita risposte concrete e tempestive, non ulteriori rinvii»

Caria alla Salaris: “Che fine ha fatto il Centro Diurno?”

ALGHERO – “La storia raccontata da una mamma algherese e riportata in questi giorni dalla stampa locale dovrebbe farci vergognare tutti, ma soprattutto dovrebbe interrogare chi ha la responsabilità politica dei servizi sociali. La sua denuncia è la prova provata di quanto sia grande e concreta la necessità di servizi per le persone con disabilità e per le loro famiglie.

Non stiamo parlando di una famiglia che chiede un privilegio, ma di una persona con disabilità e di una madre caregiver che, dopo sedici anni di assistenza h24, ha dovuto trasferirsi in Veneto per trovare quella che dovrebbe essere una normalità, quindi un pulmino, una giornata al centro, educatori, OSS, volontari, socialità e inclusione.

Da anni mi batto perché Alghero possa dotarsi di un Centro diurno per le persone con disabilità e ho sollecitato più volte l’Amministrazione arrivando a presentare un ordine del giorno nel marzo 2025 per l’istituzione di un Centro Diurno a Villa Maria Pia, con la richiesta che il tema fosse affrontato con la massima priorità. Oggi quella testimonianza ci ribadisce che la necessità è urgente.

E allora è inevitabile chiedersi: quali sono le priorità dell’assessorato ai Servizi sociali? Se, come sostiene l’Amministrazione, si sta lavorando sul Centro diurno di via Tarragona, chiediamo all’assessora a che punto sia oggi, concretamente, quel progetto. Quali sono i passaggi già compiuti, quali quelli ancora da compiere e quali sono i tempi previsti per arrivare finalmente all’attivazione del servizio”

Riformatori Sardi Alghero

“Riabilitazione al Marino, un’eccellenza da valorizzare e potenziare”

ALGHERO – “La Riabilitazione dell’Ospedale Marino Regina Margherita di Alghero, dedicata alla presa in carico di pazienti con disabilità di origine ortopedica e neurologica, rappresenta oggi un importante punto di riferimento per il territorio e una realtà che merita di essere valorizzata e ulteriormente potenziata.
Un risultato reso possibile grazie al lavoro quotidiano e alla professionalità di medici fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, personale infermieristico e OSS, che garantiscono ai pazienti percorsi assistenziali e riabilitativi personalizzati, accompagnandoli nelle diverse fasi del recupero.
A sottolinearlo è il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas, che evidenzia come il reparto abbia mantenuto un’attività a pieno ritmo durante tutta l’estate, garantendo continuità assistenziale e percorsi riabilitativi a pazienti provenienti da tutto il territorio.
«La Riabilitazione del Marino ha messo la quinta marcia sottolinea Mulas  e i numeri dell’attività dimostrano concretamente la qualità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti. Siamo davanti a una vera eccellenza sanitaria, che deve essere sostenuta, valorizzata e messa nelle condizioni di continuare a crescere».
Secondo Mulas, la crescita della Riabilitazione si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo dei servizi dell’Ospedale Marino, dove anche l’attività ortopedica continua a rappresentare un presidio importante per il territorio, nonostante la disponibilità attuale di una sola sala operatoria, che oggi opera a mezzo servizio.
«È importante sottolineare  aggiunge il presidente della Commissione Sanità che l’attività dell’ospedale non può essere valutata guardando soltanto alle singole criticità. Al Marino ci sono professionalità, competenze e servizi che stanno crescendo e che devono essere messi nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Anche l’attività ortopedica, pur dovendo oggi fare i conti con una sola sala operatoria che lavora a mezzo servizio, rappresenta un elemento fondamentale per la risposta sanitaria del territorio».
PERCORSI RIABILITATIVI ORTOPEDICI E NEUROLOGICI
L’attività del reparto è rivolta a persone che presentano una riduzione o perdita delle capacità motorie e funzionali conseguente a patologie neurologiche, interventi chirurgici, traumi o patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
La presa in carico parte dalla valutazione fisiatrica, attraverso la quale vengono definiti i bisogni riabilitativi della persona, la prognosi funzionale, gli obiettivi e il programma riabilitativo più appropriato.
Il percorso non riguarda quindi soltanto il recupero del movimento e della forza, ma più complessivamente il raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia nelle attività della vita quotidiana e di partecipazione sociale.
Accanto ai percorsi ortopedici assume particolare rilievo la riabilitazione neurologica, rivolta in particolare ai pazienti con esiti di ictus e ad altre condizioni neurologiche che determinano disabilità motorie e funzionali.
L’attività comprende inoltre la presa in carico di pazienti con amputazione d’arto, attraverso percorsi personalizzati finalizzati al recupero funzionale e dell’autonomia e, quando indicato, alla preparazione alla protesizzazione e al successivo addestramento all’utilizzo della protesi.
NUOVO ECOGRAFO: TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA RIABILITAZIONE
Un ulteriore passo avanti è arrivato alla fine di luglio 2026, quando il reparto ha ricevuto in dotazione, grazie all’intervento della Direzione della ASL di Sassari, un nuovo ecografo di ultima generazione.
L’ecografia rappresenta uno strumento di crescente importanza anche in Medicina Fisica e Riabilitativa. Consente infatti lo studio dinamico di muscoli, tendini e altre strutture dell’apparato muscolo-scheletrico e può supportare il fisiatra sia nella valutazione clinico-funzionale sia nell’esecuzione di procedure interventistiche ecoguidate.
«L’arrivo del nuovo ecografo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il Marino e verso la Riabilitazione – aggiunge Mulas –. È una tecnologia che consentirà di ampliare ulteriormente le possibilità di valutazione e trattamento dei pazienti. L’ecografo sarà a breve collaudato e potrà entrare pienamente nell’attività del reparto».
POSTI LETTO OCCUPATI E UN TEAM MULTIPROFESSIONALE
Un dato particolarmente significativo riguarda anche l’occupazione dei posti letto: il reparto registra attualmente la piena occupazione dei posti disponibili, a conferma di una domanda assistenziale importante e della necessità di continuare a investire nella struttura.
La Riabilitazione può contare su un team composto da medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, compresa la direttrice della struttura, 14 fisioterapisti e 2 terapisti occupazionali, oltre al personale infermieristico e agli OSS impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti.
«È proprio il lavoro di squadra a fare la differenza – sottolinea Mulas –. La qualità di un reparto di riabilitazione non dipende soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalle persone che vi lavorano. Fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, infermieri e OSS svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale, spesso complesso, accompagnando pazienti fragili in percorsi che possono essere lunghi e impegnativi».
La terapia occupazionale rappresenta una componente importante del percorso riabilitativo, in particolare nei pazienti con maggiore compromissione funzionale. Il suo obiettivo è favorire il recupero dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana e consentire alla persona di utilizzare al meglio le capacità recuperate o residue.
Particolarmente significativa è l’attività dedicata alla neuroriabilitazione: attualmente 15 pazienti con esiti di ictus sono inseriti nei percorsi riabilitativi del reparto, accanto ai pazienti con problematiche ortopediche e alle persone che necessitano di programmi riabilitativi a maggiore complessità.
UN PERCORSO DEDICATO ALLE PERSONE CON AMPUTAZIONE D’ARTO
Tra le attività avviate assume particolare importanza il percorso riabilitativo rivolto alle persone con amputazione d’arto.
La riabilitazione della persona amputata è un processo complesso che accompagna il paziente nelle diverse fasi del recupero: dalla cura e preparazione del moncone al recupero delle capacità motorie e dell’autonomia, fino alla protesizzazione, quando indicata, e all’addestramento al corretto utilizzo della protesi.
«La protesi non è semplicemente un dispositivo che viene applicato spiega Mulas . Il paziente deve essere accompagnato in un percorso riabilitativo che gli consenta di imparare a utilizzarla in maniera efficace, integrandola progressivamente nello schema corporeo e nelle attività della vita quotidiana. È un lavoro complesso che richiede competenze specifiche, tempo e un approccio multiprofessionale».
Quando necessario, anche il sostegno psicologico può rappresentare una componente importante del percorso, accompagnando la persona nel processo di adattamento alla nuova condizione e nel recupero dell’autonomia personale, familiare e sociale.
NUOVI PRESIDI PER UN ULTERIORE SALTO DI QUALITÀ
La Direzione generale ha già approvato l’arrivo di nuove strumentazioni e presidi destinati a implementare ulteriormente i percorsi riabilitativi.
Secondo Mulas, tuttavia, è necessario proseguire su questa strada e programmare ulteriori investimenti nelle tecnologie e negli ausili in grado di migliorare la qualità, l’intensità e la personalizzazione dei trattamenti.
«Se vogliamo continuare a garantire un’assistenza riabilitativa di alto livello, dobbiamo mettere il reparto nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati alla complessità dei pazienti. Ci sono presidi e tecnologie che consentirebbero di compiere un ulteriore salto di qualità».
Tra le necessità individuate figurano strumentazioni per la valutazione e l’esercizio isocinetico, carrozzine e ausili adeguati alle differenti esigenze funzionali, deambulatori, sistemi per la verticalizzazione e tecnologie avanzate di supporto al recupero neuromotorio, oltre agli ulteriori dispositivi necessari per completare e potenziare i percorsi riabilitativi.
«INVESTIRE SUL MARINO SIGNIFICA INVESTIRE SUL TERRITORIO»
Per il presidente della Commissione Sanità è quindi necessario guardare alla Riabilitazione e, più in generale, all’Ospedale Marino, con una prospettiva di crescita.
«Il mio appello è rivolto alla Direzione affinché continui a investire sul Marino e, in particolare, sulla Riabilitazione conclude Christian Mulas . Qui abbiamo professionalità, competenze, un reparto che lavora a pieno regime e una domanda assistenziale importante. Non possiamo limitarci a mantenere ciò che abbiamo: dobbiamo investire per far crescere questa eccellenza».
«Allo stesso tempo  prosegue Mulas  dobbiamo continuare a sostenere la crescita dei servizi dell’ospedale e intervenire sulle criticità che ancora ne limitano le potenzialità. Anche l’attività ortopedica, con una sola sala operatoria attualmente operativa a mezzo servizio, ha bisogno di condizioni adeguate per poter rispondere pienamente alle esigenze della popolazione».
Valorizzare la Riabilitazione dell’Ospedale Marino significa garantire un servizio di qualità non soltanto ad Alghero, ma a tutto il territorio. Una realtà nella quale competenze professionali, lavoro multiprofessionale, tecnologie e presa in carico globale della persona concorrono a un unico obiettivo: favorire il massimo recupero possibile dell’autonomia e della qualità della vita.
«Il dato più importante  conclude Mulas  è che abbiamo un reparto pienamente operativo, con i posti letto occupati, professionisti altamente qualificati e percorsi che rispondono a bisogni assistenziali complessi. È da questa base solida che dobbiamo partire per costruire il futuro della Riabilitazione e dell’intero Marino».

Strada aeroporto buia, 2 Mari indecorosa e attesa rotatoria: Piras da’ la sveglia a Mascia

ALGHERO – “La Città Metropolitana di Sassari deve tornare ad avere maggiore attenzione sui progetti che riguardano Alghero e in particolare sulla cura della viabilità e delle strade provinciali di sua competenza.
Chiediamo che venga immediatamente previsto il ripristino dell’illuminazione della Strada Provinciale 44 che porta all’aeroporto, ormai al buio da troppo tempo, a seguito del furto dei cavi.
Chiediamo inoltre che venga data dignità alla rotatoria della “strada dei due mari” che rappresenta l’ingresso della nostra città e il primo biglietto da visita per chi arriva in nave e in aereo; una rotatoria che oggi versa in condizioni di incuria e che merita decoro e manutenzione.
Infine, chiediamo la realizzazione della rotatoria di Santa Maria La Palma, il cui progetto giace da tempo nei cassetti di Palazzo Sciuti.
Un’opera che era già stata oggetto di finanziamento quando la Città Metropolitana era ancora Provincia e che aveva già visto la variante urbanistica approvata dall’amministrazione comunale precedente. Non si può continuare a rinviare un’opera strategica per la sicurezza di residenti e turisti.
Crediamo che dopo diversi mesi di rodaggio dalla sua nascita, per la città metropolitana siano ampiamente maturi i tempi per poter dare risposte al territorio del Nord-Ovest della Sardegna”

Noi RiformiAmo Alghero

“Sport e Periferie, la Giunta Cacciotto non partecipa al bando: perso 1 milione”

ALGHERO – «Adesso è ufficiale: il Comune di Alghero non ha presentato alcuna candidatura al bando nazionale “Sport e Periferie 2026”, rinunciando così alla possibilità di ottenere fino a un milione di euro da destinare alla riqualificazione degli impianti sportivi cittadini». A denunciarlo sono i consiglieri comunali del centrodestra Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Lelle Salvatore (UDC), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).

La conferma arriva direttamente dal Comune in risposta a una specifica istanza di accesso agli atti presentata dal consigliere Michele Pais, che aveva chiesto di conoscere gli atti relativi alla partecipazione dell’Amministrazione al bando.

Nella risposta ufficiale, il responsabile del Servizio Programmazione e Sviluppo Strategico mette nero su bianco che «il Comune non ha presentato alcuna candidatura riferita al Bando del Dipartimento per lo Sport denominato “Sport e Periferie 2026”».

«Quindi non siamo davanti a un progetto presentato e non finanziato, né a una candidatura esclusa: Alghero non ha proprio partecipato. Una scelta incomprensibile, considerato lo stato e le necessità di numerosi impianti sportivi della città».

Il bando nazionale metteva a disposizione importanti risorse per interventi di rigenerazione, recupero, messa in sicurezza ed efficientamento degli impianti sportivi esistenti, consentendo ad Alghero di concorrere per un contributo fino a un milione di euro.

«Una somma che avrebbe potuto essere utilizzata, ad esempio, per la riqualificazione definitiva e non rattoppata del campo Mariotti, che necessita di un intervento complessivo, ma anche per altri impianti sportivi cittadini che attendono lavori di ammodernamento, efficientamento e messa in sicurezza.

La vicenda evidenzia inoltre un problema più generale nel modo in cui questa Amministrazione reperisce e utilizza le risorse. Il Comune continua ad attingere in maniera consistente all’avanzo di amministrazione senza dimostrare la stessa capacità e determinazione nella ricerca di fonti di finanziamento esterne, statali o regionali.

L’avanzo non è un pozzo senza fondo: rappresenta patrimonio e risorse della comunità algherese accumulate nel tempo. Da un lato si consuma progressivamente questo patrimonio, dall’altro si mantiene una pressione tributaria molto elevata sui cittadini, quando una maggiore capacità di intercettare finanziamenti regionali e statali consentirebbe di realizzare opere pubbliche salvaguardando maggiormente le risorse comunali e creando le condizioni anche per alleggerire il carico fiscale sugli algheresi.

È proprio questo che distingue la semplice spesa dalla buona programmazione: prima di utilizzare le risorse proprie dei cittadini occorre cercare e intercettare ogni euro disponibile fuori dal bilancio comunale. Lasciare inutilizzate opportunità come “Sport e Periferie” significa invece far ricadere ancora una volta sul Comune, e quindi sugli algheresi, il costo degli investimenti che avrebbero potuto trovare copertura attraverso finanziamenti nazionali.

Quando vengono messe a disposizione linee di finanziamento di questa portata, un’Amministrazione deve farsi trovare pronta, con progetti e programmazione. Non partecipare significa rinunciare in partenza a un’opportunità concreta per la città e per le società sportive.
Oggi abbiamo la riprova che la propaganda dell’amministrazione non può supplire all’efficienza e alla ordinaria programmazione.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di spiegare pubblicamente perché Alghero non abbia partecipato al bando “Sport e Periferie 2026, per quale ragione non sia stato predisposto alcun progetto da candidare e quali siano i progetti cantierabili».

Michele Pais – Lega
Marco Tedde – Forza Italia
Lelle Salvatore – UDC
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori

“Puc, litorali e porto: da Cacciotto solo promesse”

ALGHERO – “La maggioranza conferma esattamente il problema che abbiamo sollevato, la distanza tra quello che questa Amministrazione ha promesso e quello che oggi mette a disposizione della città. Di fatto, l’Amministrazione ha sempre annunciato che il PUC fosse il presupposto indispensabile per sbloccare il PUL e gli altri strumenti strategici, tanto che, a loro dire, sul Piano del Porto esisteva già “un progetto maturo”, che sarebbe stato sottoposto a breve alla discussione pubblica. Oggi, a settembre, chiediamo semplicemente dove siano gli elaborati e quando verranno presentati.

Sul PUL la questione è particolarmente evidente. Nel programma elettorale di Cacciotto era scritto che doveva essere pianificato l’utilizzo dei litorali e che bisognava pianificare l’assetto dei litorali e delle concessioni in base alla capacità di carico degli ecosistemi. Quindi non siamo noi a sostenere che PUC e PUL debbano essere la stessa cosa, ma è chi oggi è chiamato a governare che ha promesso di pianificare i litorali e aveva detto che gli strumenti di pianificazione avrebbero proceduto in modo coordinato. Tra l’altro, anche gli incontri con i gruppi consiliari che l’assessore aveva annunciato per affrontare il tema non sono mai stati promossi. Un altro esempio, quindi, della distanza tra gli annunci e i fatti.

Noi stiamo solo chiedendo di spiegare alla città come l’Amministrazione stia coordinando questi strumenti e, soprattutto, quando arriveranno. Perché c’è una questione che non può essere liquidata con un richiamo alle procedure. Il PUC è lo strumento generale che deve indirizzare lo sviluppo futuro di Alghero e, se tra gli obiettivi c’è lo sviluppo turistico, se si immagina una crescita della ricettività e se si continua a parlare di destagionalizzazione, non si può arrivare dopo a decidere come organizzare i litorali, quali servizi garantire, quale sarà il carico antropico e quale ruolo avranno le attività balneari. Si tratta di visione e di programmazione.

Continuiamo quindi a chiedere al sindaco e all’assessore competente date precise e la risposta a queste semplici domande: quando arriva il PUL? Quando viene presentato il Piano Regolatore Portuale? Quando verrà rispettata la promessa di portare avanti in modo coordinato gli strumenti di pianificazione?“

Riformatori Sardi

“Nuovo assetto del Parco, Alghero sarà protagonista”

ALGHERO – “La proposta di legge regionale sulla governance dei parchi non riguarda esclusivamente il Parco di Porto Conte, ma introduce un riordino complessivo dei parchi regionali della Sardegna. Presentarla come un’iniziativa pensata per sottrarre il Parco alla città significa alimentare un allarmismo preventivo e ingiustificato, ignorando un iter istituzionale che chi ha ricoperto responsabilità in Regione conosce molto bene. La proposta dedica, invece, particolare attenzione alla specificità di Alghero, che rappresenta l’unico caso di parco regionale monocomunale. Proprio per questa ragione sono previste numerose deroghe e disposizioni specifiche. Tra queste, la previsione che gli atti fondamentali dell’Ente Parco, come ad esempio il Piano del Parco, debbano acquisire il parere e il voto obbligatorio del Consiglio comunale. Le decisioni strategiche resterebbero quindi sottoposte all’assemblea rappresentativa dell’intera città. È inoltre prevista una Giunta esecutiva, la cui individuazione spetterebbe al Consiglio comunale. La bozza lascia volutamente allo statuto la definizione della composizione, del numero dei componenti e dei criteri di bilanciamento tra maggioranza e opposizione. Sarà dunque il Consiglio comunale a dover discutere e formulare una proposta capace di garantire la più ampia rappresentatività delle forze presenti in aula. La Regione sta predisponendo una cornice comune per il riordino del sistema dei parchi regionali, all’interno della quale Alghero è chiamata a portare il proprio contributo. È questo il passaggio sul quale la maggioranza intende lavorare: assicurare che, pur trattandosi di un parco regionale, i principali centri decisionali restino saldamente collegati alla città e alle sue istituzioni democratiche. La riforma può inoltre rafforzare il ruolo della Regione sul piano finanziario e favorire una collaborazione più efficace con FoReSTAS e con la Città metropolitana di Sassari, soggetti il cui coinvolgimento è coerente con la dimensione territoriale e ambientale del Parco. Un maggiore coordinamento istituzionale può tradursi in più risorse, strumenti operativi e autonomia gestionale. Il confronto dovrà quindi concentrarsi sui contenuti della proposta e sulle modifiche che Alghero riterrà opportuno avanzare, non su ricostruzioni allarmistiche che descrivono come già assunte decisioni ancora inserite in un percorso istituzionale. La maggioranza lavorerà affinché il nuovo assetto garantisca rappresentatività, controllo democratico e centralità della città, valorizzando al tempo stesso la natura regionale del Parco e le opportunità che possono derivare da una governance più solida e coordinata”

Maggioranza Consiliare

“Villa Maria Pia, nessuna risposta. Chi è la maggioranza consiliare?”

ALGHERO – “Da Porta Terra arriva una lunga risposta per non dire nulla sulle questioni sollevate. Abbiamo chiesto una cosa molto semplice: che Villa Maria Pia venga utilizzata secondo regole chiare e uguali per tutti. E su questo la nota firmata genericamente “la maggioranza consiliare” evita accuratamente di entrare nel merito». Lo dichiarano i gruppi di opposizione di centrodestra.

«Cominciamo dal regolamento. La delibera di giunta n. 252 concede gratuitamente Villa Maria Pia richiamando l’articolo 28 del regolamento sulla valorizzazione dei beni immobili, che precisa che il bene non deve essere utilizzato per fini istituzionali. Peccato che sia stata proprio la Giunta Cacciotto, con la delibera n. 334 del 5 dicembre 2024, a destinare Villa Maria Pia a sede della Sala consiliare, della Sala di rappresentanza e della Presidenza del Consiglio».

«Ma c’è di più: il contratto sottoscritto pochi giorni dopo cambia completamente riferimento e richiama l’articolo 34 del regolamento, relativo ai beni patrimoniali disponibili. Allora Cacciotto decida: Villa Maria Pia ricade nell’articolo 28 o nell’articolo 34? È patrimonio disponibile o no? Invece di fare filosofia sui beni “da vivere”, risponda agli atti che la sua amministrazione ha approvato».

La maggioranza sostiene poi che sarebbero stati utilizzati «spazi distinti» dell’immobile. Ma distinti secondo quale provvedimento? Mostrino l’atto amministrativo che avrebbe operato questo presunto frazionamento funzionale. Le ali appartengono allo stesso immobile e sono comunicanti. Una planimetria che individua alcune camere non crea da sola una nuova e autonoma destinazione giuridica».

«E finalmente la maggioranza ammette ciò che abbiamo denunciato: quegli spazi hanno, parole loro, “caratteristiche di foresteria”. Anche in questo caso qllora chiariscano quali atti ne consentano l’utilizzo per il pernottamento di persone: agibilità, destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, sicurezza antincendio, capienza, vie di fuga, assicurazioni e adempimenti relativi all’identificazione degli ospiti, che di norma vengono richiesti per le attività di questo tipo. Se è una foresteria pubblica, non basta chiamarla tale in un comunicato stampa».

Ancora più singolare è il capitolo assicurativo.
«La Giunta impone una polizza RCT da almeno 1,5 milioni di euro con il Comune quale terzo co-assicurato. Nel contratto quella polizza diventa improvvisamente “eventuale”. Come mai? È stata stipulata oppure no? Anche qui non servono slogan, basta una risposta».

E sui costi: «La delibera assicura che non vi siano oneri diretti per il bilancio comunale; il contratto mette invece espressamente a carico del Comune energia elettrica, acqua, gas, telefono, rete dati e rifiuti per ventuno giorni. Anche questa sarebbe valorizzazione “a costo zero”?».

Resta infine il punto economico: «Ad Alghero ci sono alberghi, B&B e strutture extralberghiere che pagano personale, tasse, utenze e rispettano regole precise. Il Comune sceglie invece di offrire gratuitamente camere e servizi per ospitare staff e artisti di una manifestazione. È legittimo chiedere con quali criteri ciò avvenga e perché un servizio normalmente acquistato sul mercato debba essere fornito attraverso patrimonio pubblico».

«Infine una curiosità politica: chi ha scritto la nota inviata alla stampa? Come abbiamo ricordato più volte, se i comunicati stampa del campo largo dovessero essere scritti da un dipendente pubblico, pertanto pagata da tutti gli algheresi, si configurerebbe un vera e propria fattispecie di reato. Visto che parliamo di trasparenza, comincino dalla loro firma».

«Ora andremo fino in fondo con la visione degli atti. E più la maggioranza prova a coprire le contraddizioni con gli slogan, più diventa evidente perché questa vicenda meriti di essere approfondita».

Fratelli d’Italia

Forza Italia

UdC

Lega

Prima Alghero

Riformatori Sardi