“Rugby Alghero, campo pubblico o campo sotto tutela politica?”

ALGHERO – “Il campo da rugby comunale deve poter essere utilizzato dalle due società cittadine, secondo regole chiare e uguali per tutti. È una questione di principio e di onestà intellettuale. Ad Alghero, invece, l’unico campo attrezzato per questo sport sembra essere diventato un vero e proprio feudo.

Sembrava che tutto si stesse finalmente risolvendo, tanto che le due società algheresi erano state convocate dagli uffici del Comune lo scorso 10 settembre per trovare un accordo, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un calendario condiviso. Il risultato è invece a dir poco sconcertante: nessun calendario, nessuna soluzione, tutti a casa. Chi doveva decidere, ancora una volta, non ha deciso.

A questo punto, dopo l’ennesima presa in giro, ci si domanda chi stia realmente decidendo sul Campo Rugby. Perché, dopo oltre un anno, a giudicare da come viene gestita questa vicenda, sembrerebbe che tutto debba fare i conti con qualche delicato equilibrio politico di maggioranza.

E, lo ribadiamo ancora una volta, non è una questione di Amatori Rugby contro Alguer Rugby. È una questione di come l’Amministrazione comunale gestisce un bene pubblico. Il sindaco, che è il primo responsabile di questa situazione, deve smetterla di nascondersi dietro gli uffici. Se per modificare il calendario servono nuovi atti amministrativi, li faccia adottare da chi ne ha la competenza. Se il problema è politico, lo affronti chi ha ricevuto dagli algheresi la responsabilità di governare.

Perché, a questo punto, viene difficile non chiedersi se a pesare siano anche rapporti familiari e personali che coinvolgono alcuni esponenti della maggioranza e il management dell’Amatori Rugby. Ed è proprio per questo che l’Amministrazione dovrebbe avere un solo modo per fugare ogni dubbio, dimostrando con i fatti di essere terza, imparziale e di considerare il Campo Rugby per quello che è, un bene pubblico, non il feudo di qualcuno”.

Riformatori Sardi Alghero

“Chi ha autorizzato la distruzione del Parco Tarragona? Chi pagherà i danni?”

ALGHERO – «Non è in discussione il diritto delle associazioni cittadine a organizzare eventi e manifestazioni. È in discussione, invece, la capacità dell’Amministrazione comunale di autorizzare, controllare e gestire correttamente l’utilizzo del patrimonio pubblico».

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini intervengono sui gravi danni provocati al parco Tarragona in occasione di uno spettacolo organizzato da un’associazione regolarmente autorizzata dalla Giunta comunale.

«Numerosi cittadini – sottolineano i consiglieri azzurri – ci hanno segnalato con indignazione le condizioni in cui sono stati lasciati i giardini pubblici del Tarragona. Per l’allestimento dello spettacolo sono stati collocati direttamente sul prato una tenda da circo, camion e una roulotte di notevoli dimensioni. Sono stati inoltre conficcati nel terreno picchetti per l’ancoraggio delle strutture. Come documentano le fotografie in nostro possesso, anche mezzi pesanti sono stati fatti transitare e parcheggiare direttamente sul manto erboso».
Il risultato è evidente: il prato, recentemente riqualificato con risorse pubbliche, risulta pesantemente danneggiato, con una parte significativa del lavoro appena realizzato compromessa.
«La questione non è quindi lo spettacolo – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – ma l’assenza di quelle necessarie cautele che un’Amministrazione dovrebbe garantire quando concede l’utilizzo di un bene pubblico. Se un parco appena riqualificato può essere sottoposto a questo tipo di sollecitazioni senza adeguate protezioni e senza controlli durante l’evento, è evidente che qualcosa nel sistema di gestione e vigilanza non ha funzionato».
E il paradosso, secondo Forza Italia, è ancora più evidente perché la riqualificazione del parco Tarragona era stata presentata dalla stessa Amministrazione come uno degli interventi qualificanti della propria azione amministrativa.
«Da una parte si spendono risorse dei cittadini per riqualificare un’area verde, dall’altra non si è in grado di proteggerla quando viene concessa per lo svolgimento di una manifestazione. Così il lavoro viene vanificato e si rischia di dover spendere nuovamente denaro pubblico per riparare danni che potevano essere evitati».
«È l’ennesima dimostrazione – concludono i consiglieri di Forza Italia – di una gestione troppo spesso caratterizzata dalla propaganda e troppo poco dalla cura concreta dei beni della città. Il patrimonio comunale non può essere trattato come un bene disponibile senza regole e senza controlli».
Forza Italia chiede quindi all’Amministrazione comunale di chiarire quali prescrizioni siano state impartite agli organizzatori, quali controlli siano stati effettuati prima e durante lo svolgimento dello spettacolo, chi abbia autorizzato il transito e la sosta dei mezzi sul manto erboso e, soprattutto, chi sosterrà i costi necessari per il ripristino del parco.
«I cittadini hanno già pagato la riqualificazione. Non sarebbe accettabile che debbano pagare una seconda volta anche per rimediare a danni che una vigilanza adeguata avrebbe potuto evitare».

Nella foto mezzi pesanti dentro il Parco Tarragona

“L’Assessorato al Bilancio vuole affossare la Secal”

ALGHERO– «Ill Comune di Alghero ha nuovamente maturato un debito di oltre 500mila euro nei confronti di Secal e i dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio di agosto.  Per la terza volta in due anni di Amministrazione Cacciotto siamo davanti a una situazione gravissima». Lo dichiara Fratelli d’Italia Alghero che torna sul tema.

 

«Da tempo l’Amministrazione parla di rafforzamento di Secal, ma davanti a questi episodi quelle dichiarazioni sono soltanto slogan vuoti. Una partecipata strategica per il Comune, che si occupa di riscossione e servizi fondamentali, non può essere lasciata ciclicamente in difficoltà per ritardi, blocchi o mancati pagamenti da parte dell’Ente».

 

Per il capogruppo consiliare Alessandro Cocco «il paradosso è ancora più grave perché tutto questo avviene nonostante l’ottimo lavoro portato avanti dal direttore e dagli uffici della partecipata, che dal rilancio messo in campo dalla giunta Conoci ha garantito risultati importanti e un trend di riscossione in crescita».

 

«Stupisce, ma fino a un certo punto, il silenzio colpevole del CdA e dei partiti che governano Secal e l’Amministrazione comunale. Così come è ormai evidente l’inconsistenza dell’assessorato al Bilancio, che su questa partita è sempre stato completamente assente».

 

Fratelli d’Italia chiede «che il sindaco e l’Amministrazione chiariscano subito i motivi del debito: perché le fatture non vengano autorizzate, quando saranno pagate e quando i dipendenti riceveranno lo stipendio».

«Qui non si parla di polemica politica, ma di lavoratori, famiglie, fornitori e servizi. Secal va rafforzata con atti concreti, non con comunicati. Chi lavora deve essere pagato e il Comune deve onorare i propri impegni

“Porta Terra non paga la Secal, grave sofferenza finanziaria”

ALGHERO – “S.E.C.AL. in sofferenza, Comune debitore e stipendi in ritardo, Tedde (Forza Italia): Il Comune socio unico è colpevolmente inadempiente: il Sindaco riferisca subito
Alghero, 13 settembre 2026- La S.E.C.AL. è in grave sofferenza finanziaria e gli stipendi relativi al mese di agosto non sono stati corrisposti. Un ritardo che colpisce i lavoratori e impone immediate spiegazioni da parte del Comune di Alghero. S.E.C.AL. è interamente partecipata dal Comune, che ne è socio unico e controllore. La società svolge inoltre una funzione strategica, gestendo attività di accertamento e riscossione delle entrate comunali. Lo stesso Comune, però, risulta debitore della propria partecipata per somme maturate a fronte di prestazioni regolarmente rese. Il mancato pagamento sta determinando una crisi di liquidità che rischia di compromettere la continuità aziendale, il pagamento delle retribuzioni e, di conseguenza, la regolare gestione del servizio di riscossione. Il paradosso è evidente: il Comune non paga la società che controlla, la società entra in sofferenza e questa situazione può riflettersi sulla capacità dell’ente di incassare le risorse necessarie a finanziare i servizi. Il Sindaco, in qualità di rappresentante del socio unico, deve riferire immediatamente in Consiglio comunale e chiarire l’ammontare complessivo del debito del Comune nei confronti della S.E.C.AL. Ma anche quali somme e fatture risultino scadute e non pagate e da quanto tempo persistano i ritardi nei pagamenti e quali conseguenze abbia prodotto il mancato trasferimento delle risorse sulla gestione della società. Il Sindaco non può considerare la vicenda una questione interna alla società. S.E.C.AL. è una società interamente comunale: il Comune è socio unico, controllore e, allo stesso tempo, debitore. La priorità è tutelare i lavoratori e impedire che la crisi finanziaria comprometta un servizio essenziale. Con il rischio concreto che la Secal sia costretta ad adire il Tribunale contro il comune, chiedendo il pagamento delle somme dovute e il risarcimento dei danni derivanti dal grave inadempimento. Il Comune paghi ciò che deve e il Sindaco riferisca subito in Consiglio”, Lo ha dichiarato Marco Tedde, Capogruppo di Forza Italia, Consiglio comunale di Alghero-

“Il campo da rugby sia gestito con regole certe e trasparenza”

ALGHERO  – “Non siamo più di fronte a una semplice controversia tra società sportive. C’è una questione amministrativa che il Comune non ha ancora risolto e che riguarda il possesso di un impianto pubblico che la stessa Amministrazione ha riconosciuto essere privo di titolo”.
Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, consiglieri comunali di Forza Italia.
“Con la deliberazione della Giunta n. 368 del 17 novembre 2025 il Comune ha certificato che il Campo Rugby è ‘attualmente detenuto senza titolo’, disponendo le necessarie verifiche anche sui rapporti patrimoniali con l’Ente. A distanza di mesi, però, la vicenda resta aperta. Prima di qualsiasi nuovo affidamento, anche provvisorio, occorre quindi che siano chiariti i rapporti con il Comune e che siano applicate le regole previste per la gestione degli impianti sportivi”.
Anche la riunione del 10 settembre conferma la difficoltà di una soluzione affidata semplicemente al confronto tra le due società. L’Amatori Rugby ha ribadito la disponibilità a far utilizzare il campo all’Alguer rugby esclusivamente per le partite ufficiali, mentre l’Alguer Rugby 2024 ha chiesto al Comune di predisporre il calendario per l’uso.
“Ma il dato più significativo è un altro: il funzionario comunale ha verbalizzato di non poter predisporre autonomamente un nuovo calendario perché questo avrebbe comportato la modifica di precedenti atti amministrativi, tra cui la deliberazione n. 368/2025 e la determinazione n. 3384/2025. È la conferma che la questione non può essere risolta con una soluzione di fatto”.
Forza Italia richiama inoltre la vicenda della Commissione consiliare convocata sulla gestione degli impianti sportivi, alla quale molti consiglieri di maggioranza non hanno partecipato.
“È un atteggiamento che lascia perplessi. Soprattutto perché, mentre ad alcuni operatori economici della città vengono applicati regolamenti e vincoli con grande rigore, negandogli la possibilità di utilizzare il suolo pubblico, sul patrimonio sportivo comunale sembra prevalere una gestione molto più elastica. Le regole devono valere per tutti: è una questione di imparzialità e di tutela del patrimonio pubblico”.
“Vanno inoltre valutate nelle sedi appropriate eventuali situazioni di sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. E la procedura di partenariato pubblico-privato già avviata per la riqualificazione e la futura gestione dell’impianto dovrà garantire piena parità tra tutti gli operatori”.
“Per questo chiediamo al sindaco di intervenire in tempo reale per sciogliere i nodi di questa antica questione. Preavvisiamo sin d’ora che, qualora non dovessimo ricevere una risposta concreta entro pochi giorni, saremo nostro malgrado costretti a segnalare questo singolare modo di gestire la cosa pubblica agli organismi deputati alla tutela dei beni e del patrimonio pubblico e alla verifica di eventuali responsabilità per danno erariale.”
“Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo che il Campo Rugby, come ogni altro bene pubblico, sia gestito secondo regole certe e uguali per tutti”.

“Caso Sanna-Daga: Cacciotto parla e peggiora le cose, era meglio il silenzio”

ALGHERO – «Dopo tre giorni e mezzo di silenzio, il sindaco Cacciotto interviene sul caso Sanna-Daga e riesce perfino a peggiorare la situazione. Parla di pettegolezzi, ma in verità il tema politico è tutt’altro che chiacchiericcio: la Sanna ha denunciato aggressioni verbali, offese e mobbing politico da parte di Daga in una missiva indirizzata proprio a Cacciotto». Così Fratelli d’Italia Alghero replica alle dichiarazioni del sindaco.
«Cacciotto cerca artificialmente di restringe il campo ai linguaggi sessisti o intimidatori, ma la questione è molto più ampia. Una componente dell’esecutivo si è sentita aggredita e ha ritenuto di dover scrivere al sindaco. Davanti a questo, il primo cittadino non può cavarsela derubricando tutto a dialettica intensa o tono energico. Doveva sentirsi offendere perfino con frasi sessiste per denunciare? Non era già sufficientemente censurabile il modo prevaricatore messo in campo».
Per FdI «la vicenda non nasce dal nulla. L’assessore Daga è già stato protagonista di episodi politicamente pesantissimi: le minacce denunciate dal consigliere Colledanchise, lo spintone in Consiglio comunale, la lite all’ecocentro con gli operatori ecologici, gli insulti gravissimi rivolti sui social a numerosi cittadini che criticavano legittimamente e civilmente l’Amministrazione».
«A questo punto il problema non è più soltanto Daga. Il problema è a tutti gli effetti Cacciotto. Perché se, dopo tutto questo, il sindaco conferma piena fiducia ai suoi assessori e non spende una parola chiara di vicinanza verso chi si è sentita aggredita – ricordiamo che anche in questo caso c’è una persona e c’è una famiglia che ha pazientato per ben due anni – allora sceglie chiaramente da che parte stare».
«Con la sua presa di posizione Cacciotto sembra lasciare sola l’assessore Sanna e spalleggiare chi invece viene accusato di comportamenti da bullo. Sta vicino a chi è accusato di aggredire, non a chi ha sentito il bisogno di denunciare quelle aggressioni».
«Ora aspettiamo che il sindaco venga in Consiglio – concludono da Fratelli d’Italia -, dica la verità e spieghi perché continui a coprire tutto spostando l’attenzione dalla proverbiale luna al dito, invece di assumersi finalmente la responsabilità politica di ciò che avviene nella sua Amministrazione».

“Caso Sanna-Daga, Maggioranza a pezzi: Cacciotto si rivolga alla fonte e ai suoi consiglieri”

ALGHERO – «Il sindaco Cacciotto finalmente parla, ma continua a non chiarire. La sua è una dichiarazione dal lessico politico volutamente semioscuro, che sembra più orientata a spruzzare etere sulla vicenda che a fare luce su ciò che è accaduto. Eppure le domande sono semplici e restano tutte sul tavolo». Lo affermano i capigruppo di centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).

«Il sindaco dice che nella Giunta non sarebbero mai stati utilizzati termini o linguaggi sessisti o intimidatori. Prendiamo atto di questa precisazione. Ma la questione sollevata dall’assessora Sanna non può essere circoscritta a questo. Cacciotto parla di “momenti dialettici intensi” e di toni talvolta “energici”. Bene: chiarisca allora che cosa è successo, quali episodi conosce, se era presente e se ciò che è stato riportato dalla stampa corrisponde o meno alla realtà».
«Non vogliamo pronunciare sentenze contro nessuno. Non lo abbiamo fatto e non intendiamo farlo. Chiediamo semplicemente chiarezza su una situazione antipatica e incresciosa che emerge ogni giorno con maggiore evidenza e che rischia di gettare discredito sulla politica algherese e sulle nostre istituzioni».

«Se il sindaco ritiene di dover muovere delle rimostranze sul modo in cui la vicenda è stata raccontata, si rivolga alla fonte giornalistica che ha pubblicato passaggi molto intensi e virgolettati della lettera che l’assessora Sanna avrebbe inviato allo stesso sindaco e alla segretaria generale. È quella la fonte alla quale chiedere conto della ricostruzione giornalistica. Non certo alle forze politiche che, a loro volta, hanno chiesto chiarezza».

«E a proposito di chiarezza: Cacciotto dovrebbe spiegare se le sue rimostranze siano rivolte anche ai componenti della sua stessa maggioranza che hanno chiesto di andare fino in fondo alla vicenda. Il consigliere Colledanchise è arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessora Daga. Il consigliere Mulas ha chiesto chiarezza. Anche il presidente della Fondazione ha sollecitato un chiarimento. Sono tutti “pettegolezzi”? Sono tutti parte di quel dibattito pubblico che il sindaco considera degradato? Oppure il sindaco ritiene che le loro richieste meritino una risposta?».
«È inutile aggirare l’ostacolo. E non ci sono ostacoli da aggirare. C’è una vicenda che riguarda la Giunta comunale, una lettera che sarebbe stata inviata al sindaco e alla segretaria generale, una ricostruzione giornalistica dettagliata e una serie di prese di posizione, anche all’interno della maggioranza. Il sindaco ha il dovere politico e istituzionale di chiarire, non semplicemente di dichiarare».
«Non basta dire che non si sarebbero utilizzati linguaggi sessisti o intimidatori. Non basta parlare di rispetto reciproco, di dialettica politica e di toni energici. Occorre dire con chiarezza che cosa il sindaco sappia dei fatti denunciati dall’assessora Sanna e se ritenga che la ricostruzione pubblicata dalla stampa sia vera, parzialmente vera o falsa». Peraltro, con una accorata presa di posizione sui social la stessa Sanna ha dichiarato di voler “mantenere riservatezza su quanto sta accadendo in questi giorni” e che non era assolutamente nelle sue “intenzioni che questa cosa diventasse di dominio pubblico” non capendo “ancora oggi a chi possa giovare”. “Che costituisce una palese ammissione di tutte le pesanti accuse contro Daga riportate dalla stampa”
«Cacciotto non spruzzi etere sulla vicenda. Non servono formule, richiami generali alla decenza del dibattito o considerazioni sul comportamento delle opposizioni. Servono risposte. Perché dietro questa storia non ci sono soltanto le dinamiche interne di una maggioranza, ma la credibilità delle istituzioni e il rispetto che si deve alla comunità algherese»

“Caso Sanna-Daga, mai nella Giunta usati termini e linguaggi di natura sessista o intimidatori”

ALGHERO – “Leggo da giorni ragionamenti, sentenze, opinioni, spesso basate sulla presunzione e sul pettegolezzo, prive dell’imprescindibile approfondimento della conoscenza dei fatti per essere considerate almeno ricevibili. Ho costantemente auspicato che il livello del dibattito pubblico e il confronto politico rimanessero entro i confini della decenza e della valutazione critica dei contenuti. Invece viene svilito ed esasperato giungendo finanche agli insulti personali. Questo non è accettabile. Il confronto e la dialettica sui temi fanno parte della vita politica e amministrativa e rappresentano un valore anche (e soprattutto) quando le posizioni sono differenti, purché siano contenute nella invalicabile dimensione del rispetto reciproco. Non posso non apprezzare la passione, l’intelligenza e le competenze con cui ciascun assessore e assessora contribuisce quotidianamente a concretizzare il programma di mandato e ad affrontare le numerose e complesse questioni che interessano la città. E in questo importante lavoro fatto di impegno condiviso, mai nell’attività della giunta si sono usati termini e linguaggi di natura sessista o intimidatori nei confronti di alcuno. Non lo avrei permesso né tollerato io per primo e sono certo che ciascun componente della giunta avrebbe fatto altrettanto. Chi mi conosce sa quale approccio equilibrato e pacato mantengo nelle interlocuzioni politiche e personali: l’indole, il temperamento e il carattere di ciascuno devono contribuire al progetto comune con disponibilità ed ascolto reciproco. È vero, quanto inevitabile, che ci siano stati momenti dialettici intensi, come spesso è accaduto anche in precedenti esperienze amministrative. Il tono talvolta anche energico in politica ci sta, non stiamo giocando ed è giusto e corretto rappresentare con determinazione le proprie posizioni per alimentare un confronto ampio e serio sui vari temi trattati. Garantire che il confronto, anche quando vivace, non travalichi i limiti del rispetto personale e istituzionale, permettendo a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista, è un’attenzione che ho sempre avuto con vigore. Continuerò a chiedere, sia come Sindaco che come semplice cittadino, la massima responsabilità a chiunque voglia contribuire a fare crescere la nostra comunità. Così come persisterò a sollecitare la massima responsabilità, il massimo sforzo e la massima compattezza alle forze politiche che compongono la coalizione che ha ottenuto la fiducia degli algheresi alle scorse competizioni elettorali. La giunta, ricordo da ultimo, possiede una connotazione politica: gli assessori hanno la piena fiducia del Sindaco e il supporto delle forze politiche che rappresentano. Formazioni partitiche che, naturalmente, mantengono al loro interno, in assoluta autonomia, il necessario spazio per un dibattito sereno e costruttivo. A chi annacqua e sporca il confronto, all’evidenza, non interessa né il rispetto delle istituzioni né il rispetto delle persone. A costoro dico che la politica deve tutelare lo spazio e la qualità del dibattito pubblico e nutrirlo con verità e responsabilità”.

 

Raimondo Cacciotto, sindaco di Alghero

“Caos nel Comando della Municipale, sciopero e scontro con Porta Terra”

ALGHERO – “L’imposizione del nuovo disciplinare sull’orario di lavoro non è un episodio isolato, ma rappresenta il culmine di una situazione tesa, deteriorata e cronicizzata ormai da troppo tempo all’interno del Comando di Polizia Locale di Alghero. Un clima di grave sofferenza organizzativa e lavorativa, a cui sommare tutta una serie comportamenti e modalità relazionali del Comandante nei confronti degli Agenti che la CISL FP di Sassari ha più volte segnalato formalmente e denunciato con forza, sia nelle sedi di confronto sindacale sia nei contesti politici e istituzionali, purtroppo senza ottenere le dovute risposte dall’Amministrazione.

È in questo contesto oramai saturo che si è svolta ieri mattina l’Assemblea del personale convocata dalla CISL FP, alla quale ha preso parte una larga maggioranza degli Agenti della Polizia Locale. All’esito del confronto è emerso un quadro organizzativo e umano estremamente critico, caratterizzato da un profondo stato di malessere, forti tensioni, carenza di organico e la costante difficoltà nel programmare la vita familiare a causa di turni comunicati in maniera disordinata a poche ore dall’inizio del servizio.

A fronte della gravità della situazione, la Segretaria Territoriale della CISL FP Sassari, Emanuela Porru, esprime forte allarme per il clima che si respira al Comando: “I dipendenti della Polizia Locale di Alghero sono fortemente preoccupati per l’imposizione autoritaria e unilaterale del nuovo disciplinare dell’orario di lavoro. Un provvedimento calato dall’alto che ignora le reali esigenze operative e la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti”.

Il Segretario Generale della CISL FP Sassari, Antonio Monni, unitamente ad ArmandoRuzzetto, annunciano la ferma presa di posizione del sindacato: “confermiamo lo stato di agitazione di tutto il personale del Comando, già annunciato a S.E. il Prefetto dallo scorso anno. Sarà immediatamente inviata una nota formale alla Prefettura per attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione del conflitto, affinché si ponga fine a questa gestione insostenibile”.

La CISL FP esprime profonda preoccupazione per il palese tradimento della buona fede nelle relazioni sindacali da parte di questa Amministrazione. A luglio, le parti erano state convocate al tavolo negoziale per discutere un testo e una riorganizzazione che prevedevano, al massimo, turnazioni entro le ore 24:00. Nel bel mezzo del dialogo sindacale, l’Ente ha invece presentato un testo del tutto nuovo, peggiorativo e penalizzante, spingendo le coperture ordinarie fino alle 05:50 del mattino nel periodo estivo.

“Ci chiediamo seriamente se questo voltafaccia rappresenti una ritorsione punitiva nei confronti dei dipendenti che hanno osato protestare” – incalza la CISL FP. “Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un’inaccettabile deriva autoritaria, condotta in palese sfregio delle più elementari regole delle relazioni sindacali, della dignità del personale e dei diritti e delle libertà fondamentali dei lavoratori”.

Nel corso dell’incontro, Armando Ruzzetto, per la Segreteria Territoriale CISL FP, ha illustrato nel dettaglio i risultati del sondaggio anonimo sottoposto ai dipendenti con una straordinaria adesione dei lavoratori:

Clima aziendale compromesso: Il 93% del personale giudica l’ambiente di lavoro non soddisfacente, il 96% boccia la gestione del personale e il 93% denuncia la mancanza di neutralità nelle scelte organizzative.

Tensioni e insicurezza permanente: L’89% riferisce di subire elevate tensioni lavorative e lamenta che la struttura ignora i bisogni dei dipendenti; l’85% percepisce una costante insicurezza nello svolgimento dei servizi.

Rifiuto netto dei turni estremi: L’80% del personale si oppone alle estensioni orarie fino alle 24:00, mentre il 100% esige la conoscibilità anticipata della turnazione, ad oggi comunicata in modo disordinato tramite messaggi e chat di servizio anche a poche ore dall’inizio del turno, impedendo di fatto l’organizzazione del tempo di vita-famiglia.

Salute e benessere azzerati: Il 68% attribuisce al proprio benessere lavorativo un punteggio insufficiente o nullo (tra 0 e 2 su una scala di 5).

Se prima del nuovo Disciplinare l’Amministrazione garantiva il presidio notturno finanziando progetti ad hoc (ex art. 208 C.d.S.) per incentivare e remunerare il personale su base volontaria, l’introduzione di turni notturni ordinari fino alle 05:50 stravolge l’organizzazione lavorativa, passando da un’articolazione su 6 giorni a una su 7 giorni su 7, con pesanti ripercussioni sulla vita privata di ciascun operatore.

Sicurezza a rischio: stagionali disarmati di notte e il paradosso del “Family Audit”

Dall’assemblea è emerso con forza il tema della sicurezza. Su una dotazione di 57 dipendenti totali, soltanto 37 sono gli agenti di ruolo idonei ai servizi esterni, mentre 17 sono lavoratori a tempo determinato (stagionali) privi di arma di ordinanza. “La legge parla chiaro: per espletare i servizi notturni operativi esterni è inderogabile il possesso dell’arma di ordinanza”, denuncia la CISL FP. L’Amministrazione ha finora impiegato ed intende continuare a impiegare lavoratori a tempo determinato disarmati nei turni di notte: una prassi palesemente contra legem che espone a pericoli inaccettabili sia l’agente privo di arma, sia il collega armato. Escludendo i precari dalla notte come per legge, la copertura oraria fino alle 05:50 graverebbe interamente sui soli agenti di ruolo, provocando il collasso immediato dei turni, delle ferie e dei riposi.

Infine, la CISL FP sottolinea l’evidente contraddizione dell’Amministrazione algherese: “Il Comune di Alghero ostenta pubblicamente il marchio di certificazione Family Audit per la tutela della famiglia e della conciliazione vita-lavoro, ma dentro le mura del proprio Comando impone turni che devastano la vita familiare e sociale delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia Locale. Non è tollerabile definirsi ‘Comune Amico della Famiglia’ e al contempo imporre d’autorità turni notturni fino alle 6 del mattino a madri e padri di famiglia, frantumando i loro ritmi biologici e personali”.

La CISL FP ha richiesto un ulteriore confronto sindacale che si terrà nel pomeriggio del 15 settembre, ma andrà al tavolo forte della vertenza portata davanti a S.E. il Prefetto per ripristinare il rispetto delle leggi, della sicurezza e della dignità dei lavoratori.

Resta inteso che nel frattempo, in assenza di risposte concrete e di un reale cambio di passo da parte dell’Amministrazione, la CISL FP è pronta ad alzare ulteriormente il livello della vertenza, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali di mobilitazione e protesta ritenute necessarie”

CISL Sardegna

 

“Benessere animale, chi ha voluto questo obbrobrio politico e amministrativo?”

ALGHERO – “Alla fine la consulenza sul “benessere animale” è stata revocata. Era un obbrobrio amministrativo finalizzato a soddisfare le esigenze  della cattiva politica.

L’amministrazione ne esce a pezzi. Ed è un fatto gravissimo.Una cosa va riconosciuta al dirigente: ha avuto il merito di riesaminare l’atto e di fermarsi davanti alle sue nefandezze. Non siamo noi a dirlo. È la stessa determina di revoca a mettere nero su bianco che la precedente era stata adottata sulla base di “un’istruttoria, non supportata da una compiuta e approfondita valutazione delle effettive esigenze funzionali e organizzative dell’Ente”, con “refusi e rimandi inconferenti rispetto alla selezione in essere”. Ma non basta. La determina aggiunge che “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio” e presenta “profili di indeterminatezza nella definizione delle competenze richieste, nel possesso dei requisiti generali e specifici, nonché l’esatta configurazione tecnico-giuridica dell’istituto applicato”. Sono parole pesantissime. E spiegano perché quella consulenza sia stata revocata. La revoca arriva dopo le nostre denunce pubbliche, dopo il mio intervento e quelli di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il controllo dell’opposizione ha acceso i riflettori su un provvedimento che, senza quelle contestazioni, avrebbe rischiato di andare avanti. Ma questa vicenda racconta qualcosa di molto più importante della singola consulenza. Racconta la distanza tra la grande narrazione truffa sul benessere animale e ciò che concretamente è stato messo in campo. Ricordiamo tutti il grande intervento dell’assessore: il nuovo Sportello “Amici degli Animali”, il canile da trasformare, la prevenzione degli abbandoni, l’educazione, il recupero comportamentale, le adozioni, le famiglie, gli anziani, le persone fragili. Un progetto raccontato come una vera e propria nuova politica pubblica per il benessere animale. Tutte cose che esistono già e sono praticate ogni giorno nel nostro canile. Poi, quando si passa dalle parole agli atti, arriva una determina per affidare una presunta “alta consulenza e collaborazione tecnico-scientifica”finalizzata alla redazione di linee guida strategiche. E cinque giorni dopo quella determina viene revocata perché, testualmente, “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio”. È difficile non cogliere la tentata truffa. Tanta enfasi sul benessere animale.
E alla fine, il fatto concreto è che bisognava dare una consulenza che non serviva all’Ente. E allora il dubbio diventa certezza: quel grande progetto era solo finalizzato   a costruire le condizioni per affidare quella consulenza! Perché la determina di revoca dice anche che “i richiami normativi e i contenuti tecnico-giuridici declinati nel provvedimento non consentono di garantire la necessaria e piena coerenza dell’azione amministrativa con gli indirizzi programmatici generali dell’Ente”. E arriva persino a concludere che “l’atto emanato non rispecchia l’effettivo indirizzo politico-amministrativo dell’Ente”. Una disfatta clamorosa e devastante per l’ente, ma annunciata visti i protagonisti.  E qui sta il vero problema politico.

Chi ha voluto quell’atto? E quale indirizzo politico lo ha prodotto?

Perché se la consulenza non serviva alle concrete necessità operative del Comune, qualcuno dovrà spiegare perché si sia tentato di affidarla.

Il canile, poi, è il vero punto.

Perché dietro questa vicenda c’è la gestione del canile, ciò che vi ruota attorno e ciò che si prepara per il futuro. Su questo non pensino di poter distogliere la nostra attenzione.

L’attenzione resterà altissima.

C’è poi il tentativo di violentare la struttura amministrativa. La politica deve dare indirizzi. Ma la struttura amministrativa deve poter lavorare nel rispetto delle norme, della legittimità e delle reali esigenze dell’Ente. E su questo va riconosciuto il ruolo del dirigente che ha corretto il tiro: la struttura non deve essere il luogo nel quale le nefandezze politiche vengono trasformate, a qualunque costo, in atti amministrativi. Chi amministra può chiedere di realizzare un indirizzo. Non può chiedere alla struttura di piegare le regole per raggiungere un risultato illegittimo già deciso. Da ex sindaco, per me questa distinzione è sempre stata fondamentale: la politica indica la direzione, la struttura verifica come percorrerla nel rispetto della legge. Ed è proprio per questo che oggi la domanda è ancora più semplice:

se quella consulenza non serviva al Comune, perché si voleva affidarla?

Non si è cercata una consulenza perché serviva all’Ente. Si è individuato un consulente e poi si è provato a costruirgli intorno una consulenza?

E alla fine la stessa amministrazione ci dice che dietro tutto questo grande racconto sul benessere degli animali, il benessere animale non c’entrava proprio nulla. E allora era corretto chiedersi quello che ci siamo chiesti appena letta le determina revocata: Quale benessere, o di chi, era  l’obiettivo? non certo quello degli animali evidentemente!”

Mario Conoci, Fdi e già sindaco di Alghero