“Sanità della Todde, Sardegna ultima in Italia”

CAGLIARI – “A buon punto? Sì, come sul PNRR: ultimi in Italia.” Così il deputato Ugo Cappellacci commenta le dichiarazioni della presidente Alessandra Todde, che nel suo messaggio di auguri ai sardi rivendica un presunto “percorso di ricostruzione” della sanità regionale. “La presidente Todde – afferma Cappellacci – se la suona, canta e balla, ma il suo canto incanta solo i suoi adepti. La realtà, certificata dai fatti e dai dati, racconta tutt’altro: una sanità allo sbando, paralizzata da commissariamenti, riforme contraddittorie e una governance instabile che sta compromettendo servizi, diritti e investimenti.” Per queste ragioni è stata depositata un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute, per fare piena chiarezza sulla situazione della sanità sarda e, in particolare, sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 6 Salute. “Altro che “a buon punto” – prosegue Cappellacci –

la Sardegna risulta drammaticamente in ritardo nella realizzazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità, negli interventi sugli ospedali e nella digitalizzazione sanitaria. Ritardi gravi, generalizzati, che rischiano di far perdere risorse europee fondamentali e di negare ai cittadini sardi cure e servizi essenziali.” L’interrogazione chiede al Ministro di verificare lo stato reale di avanzamento dei progetti PNRR Salute in Sardegna, di accertare se i ritardi denunciati corrispondano al vero, di chiarire quali azioni di monitoraggio e supporto siano state attivate e se non ritenga necessario un intervento urgente di affiancamento o rafforzamento della governance, per evitare ulteriori danni e tutelare il diritto alla salute. “La sanità non è un terreno per la propaganda – conclude Cappellacci – né un palcoscenico per autocelebrazioni. Quando i cittadini aspettano mesi per una visita, quando gli ospedali vengono smontati e rimontati come un Lego politico, parlare di “ricostruzione” non è ottimismo: è negazione della realtà.”

Sartore esalta tutti: “La vera regina del Capodanno è Alghero”

ALGHERO – “Il meraviglioso spettacolo dance di Gabry Ponte ha chiuso nel migliore dei modi una riuscitissima tre giorni di festeggiamenti, confermando Alghero e il suo Cap d’Any come il primo Capodanno di Sardegna, al vertice da 30 anni. 
Anche i più scettici e i critici di professione sono stati travolti dallo spettacolo musicale di una delle icone della musica dance internazionale, che ieri ha trasformato il porto di Alghero in una enorme sala da ballo, coinvolgendo migliaia di persone tra residenti e visitatori.
Complimenti vivissimi alla oliata macchina della Fondazione Alghero e al suo vulcanico presidente, Graziano Porcu, che, insieme alla Shining production, sono stati capaci di costruire una formidabile 3 giorni di divertimento, che ha accontentato tutte le generazioni.
D’altronde Alghero è il suo Cap d’Any non falliscono mai e durano nel tempo. Da quando Antonio Costantino e l’Azienda Autonoma inventarono il brand del Cap d’Any, che resiste incontrastato da 30 anni, fino agli ultimi capodanni quando, da presidenti della fondazione, prima Massimo Cadeddu, che inventò il format in più giorni e poi Andrea Delogu, che lo fece diventare una tre giorni, con in aggiunta l’intuizione di spostare lo spettacolo dal porto al Piazzale della Pace, hanno mantenuto in vetta il Capodanno algherese. 
Insomma, cambiano le amministrazioni, cambiano i presidenti della fondazione, cambiano i cantanti e cambiano gli attori principali, ma, se ne facciano tutti una ragione, quando si parla di Capodanno in Sardegna bisogna parlare solo di Alghero e dell’unico e vero Capodanno di Sardegna, il Cap d’Any de l’Alguer!”
Pietro Sartore, consigliere comunale Partito Demcratico

“Caos Sanità del Campo Largo della Todde”, interrogazione in Parlamento

ROMA – “Ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Salute per chiedere una verifica immediata sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in Sardegna, alla luce del caos istituzionale e amministrativo che sta paralizzando il sistema sanitario regionale.” Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera.  “La situazione determinata dalla gestione della presidente Alessandra Todde – sottolinea Cappellacci- ha prodotto un vuoto di governance senza precedenti: aziende sanitarie prive di una guida pienamente legittimata, catene decisionali incerte, atti esposti al rischio concreto di annullamento o nullità. Non si tratta di un’ipotesi astratta, ma di uno scenario realistico e prevedibile. Questo disordine si somma a criticità già note e strutturali – liste d’attesa, carenze di personale, disuguaglianze territoriali – aggravando il rischio che non siano più garantite le prestazioni sanitarie essenziali cui i cittadini hanno diritto. Con l’interrogazione chiedo al Ministro se sia a conoscenza della situazione, se intenda rafforzare le verifiche sui LEA e quali iniziative urgenti intenda assumere per prevenire una compromissione del diritto alla salute. È doveroso chiarire che, qualora il caos amministrativo dovesse tradursi in una violazione dei LEA, si aprirebbe un problema costituzionale, con l’eventuale attivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. La sanità non è propaganda né terreno di sperimentazione politica. È un servizio essenziale che richiede stabilità, competenza e rispetto rigoroso delle regole. Se si arriverà a misure straordinarie – ha concluso Cappellacci-, non sarà una scelta politica del Governo, ma la conseguenza di un fallimento annunciato della gestione regionale.”

Asl, nominati i nuovi direttori: manca Sassari

CAGLIARI – La Giunta regionale ha nominato i direttori generali nelle aziende sanitarie. Su proposta della presidente e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, l’Esecutivo ha infatti adottato all’unanimità le delibere con cui vengono formalizzati gli incarichi di direttore generale delle Aziende Sanitarie e delle Aziende Ospedaliero Universitarie.

“È una scelta politica assunta da una maggioranza unita, che si assume fino in fondo la responsabilità di governare uno dei settori più delicati per la vita delle persone e per le finanze pubbliche regionali”, afferma la presidente Alessandra Todde.

“Le nomine – aggiunge Todde – si collocano nel solco degli impegni assunti nelle nostre dichiarazioni programmatiche: ricostruire il governo della sanità, rafforzare il servizio pubblico, garantire il diritto alla salute superando disuguaglianze territoriali e improvvisazioni gestionali”.

Le delibere fanno seguito a quanto previsto dalla Legge regionale 8, licenziata dal Consiglio regionale l’11 marzo 2025.

I direttori generali sono stati scelti tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale dei direttori generali (art. 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171) e resteranno in carica per tre anni a partire dalla data di sottoscrizione del contratto.

La Giunta regionale ha indicato i seguenti nominativi:

ASL 3 NUORO: Francesco Trotta

ASL 4 OGLIASTRA: Andrea Fabbo

ASL 5 ORISTANO: Grazia Cattina

ASL 6 MEDIO CAMPIDANO: Antonio Spano

ASL 7 SULCIS: Paolo Cannas

ARNAS BROTZU: Maurizio Marcias

AOU CAGLIARI: Vincenzo Serra

AOU SASSARI: Serafinangelo Ponti

AREUS: Angelo Serusi

“Abbiamo scelto di procedere con responsabilità e prudenza – conclude la presidente Todde – seguendo il percorso più tutelante per l’interesse pubblico e per le risorse della Regione. Per questo, tre ulteriori nomine nelle ASL (ASL 8 Cagliari, ASL 1 Sassari e ASL 2 Gallura) non sono state nominate e saranno formalizzate nei prossimi giorni, per consentire la conclusione ordinata e completa di tutti i passaggi previsti. Non accelerazioni forzate, ma scelte solide e difendibili”.

“La Giunta Cacciotto sta amministrando bene: concretezza e visione”

ALGHERO – “Credo che Tedde e i capigruppo delle forze di minoranza debbano rassegnarsi: non è attraverso interpretazioni immaginarie e mistificatorie delle mie parole che si possa innalzare la qualità della proposta dell’opposizione, né tantomeno mettere in difficoltà una Giunta che sta amministrando bene la città.

Il mio giudizio sulla Giunta Cacciotto è chiaro e netto: sta affrontando con serietà e con il giusto piglio le numerose problematiche amministrative e, al tempo stesso, sta progettando con visione il futuro della città.

Le opere pubbliche in corso di realizzazione, comprese quelle sportive, il Piano Urbanistico Comunale che potrebbe arrivare all’adozione già nella prima parte del prossimo anno, la cura del verde urbano e il nuovo appalto per la nettezza urbana — di cui inizieremo a vedere risultati concreti nel corso del 2026 — rappresentano solo alcune delle direttrici che mi portano a ritenere che questa consiliatura, guidata da Raimondo Cacciotto, sarà positiva e lascerà un segno duraturo.

Anche l’auspicato rafforzamento dell’esecutivo va letto in questa prospettiva: migliorare ulteriormente la qualità complessiva del governo cittadino e rendere più armonico ed efficace il rapporto con le società partecipate.

Quindi, un grande augurio a Raimondo Cacciotto, perché possa continuare nella sua azione. Lo vedo crescere sempre più al servizio della città, con grande trasparenza, competenza e autorevolezza. E questo è un grande bene per Alghero, di cui essere orgogliosi. Auguri a tutti”.

Mario Bruno, dirigente regionale Partito Democratico

“Acquisto sede Aspal, soddisfazione da Pirisi”

ALGHERO – “Sono estremamente soddisfatto dell’acquisto della sede ASPAL di
Alghero, un risultato raggiunto grazie ai fondi del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo investimento rappresenta un
importante passo avanti per la nostra città, permettendoci di mantenere
e migliorare i servizi essenziali per i cittadini e le imprese.

Il voto unanime del Consiglio Comunale dimostra la condivisione di
questo progetto da parte di tutte le forze politiche, e ci impegna a
continuare a lavorare per lo sviluppo economico e sociale di Alghero.

Grazie a questo acquisto, risparmieremo circa 40 mila euro all’anno di
fitti, che saranno reinvestiti in servizi essenziali e sociali per la
città, a beneficio dei nostri cittadini.

L’ASPAL offre servizi fondamentali per l’orientamento, la formazione e
l’inserimento lavorativo, e con questo acquisto garantiamo la continuità
e il miglioramento di questi servizi per i nostri cittadini.”

Il Presidente del Consiglio Mimmo Pirisi

“Dopo un anno e mezzo, Cacciotto e’ bocciato dalla sua stessa Maggioranza”

ALGHERO –  I gruppi consiliari di Forza Italia, UDC, Lega, Fratelli d’Italia e Prima Alghero, per voce dei rispettivi capigruppo Marco Tedde, Lelle Salvatore, Michele Pais, Alessandro Cocco e Massimiliano Fadda rilevano come, dopo 18 mesi di amministrazione, il giudizio più severo sulla Giunta Cacciotto arrivi dal cuore stesso della maggioranza.
Le dichiarazioni di Mario Bruno sono politicamente inequivocabili e, anche nel tentativo di mascherare il giudizio, fotografano una situazione di profonda inadeguatezza dell’attuale esecutivo cittadino. Mentre sulla sanità, l’assenza totale di una visione sul nuovo ospedale e il ripiegamento su soluzioni parziali per le strutture esistenti certificano la mancanza di una prospettiva regionale per un presidio fondamentale per Alghero e il territorio.
Non meno significativa è l’ammissione di difficoltà sul fronte delle opere pubbliche, tutte progettate e finanziate dalle precedenti amministrazioni. Parlare oggi di “sblocco” equivale a riconoscere che, dopo un anno e mezzo di governo, quei cantieri sono fermi. Una responsabilità che non può essere scaricata sugli uffici, ma che viene attribuita al sindaco e alla giunta.
Il passaggio più rilevante resta proprio la richiesta di un “rafforzamento” della Giunta. Tradotto dal linguaggio politichese, significa ammettere che l’attuale squadra -compreso l’assessore del PD con responsabilità sulle strutture sportive- non funziona, non incide e non produce risultati adeguati. Un elemento vistoso, con un sindaco costretto spesso a sostituirsi ai suoi assessori. Una valutazione che assume un peso ancora più decisivo proprio perché formulata dalla figura più autorevole del Partito Democratico cittadino.
A rafforzare questo quadro si aggiungono le dichiarazioni del consigliere Emiliano Piras, esponente di spicco delle forze centriste, che in Aula ha parlato apertamente di sprechi e scelte prive di utilità, confermando una frattura interna ormai evidente.
Dopo 18 mesi, la realtà è inequivocabile: la Giunta Cacciotto manca di una guida politica forte né offre una direzione riconoscibile alla città. O si cambia radicalmente passo, oppure si prende atto di un fallimento ormai certificato anche dalla stessa maggioranza”

Caos sanità, Centrodestra: “La Todde riferisca subito in Commissione”

CAGLIARI – “Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, la convocazione urgente della VI Commissione, affinché l’assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde, possa riferire sul caos conseguente alla recente sentenza della Corte costituzionale (n.198/2025) e alla successiva comunicazione del Direttore generale dell’Assessorato, oltre che su quali azioni la Giunta intenda intraprendere per restituire serenità e stabilità all’intero sistema sanitario sardo”. Così hanno detto i capigruppo della minoranza, Paolo Truzzu, Angelo Cocciu, Antonello Peru, Umberto Ticca e Stefano Schirru.

Sanità della Todde bocciata: “Atti illegittim, anche il passaggio del Marino”

ALGHERO – «La sentenza n. 198 della Corte Costituzionale ha determinato un effetto chiarissimo: i commissari delle aziende sanitarie sarde, compresi quelli dell’ASL di Sassari e dell’AOU di Sassari, sono decaduti di diritto, essendo venuta meno la norma che ne aveva giustificato la nomina».
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che richiama anche quanto formalmente riconosciuto dall’Assessorato regionale alla Sanità.
«Con nota del 27 dicembre – sottolinea Pais – il direttore generale dell’Assessorato della Sanità, Giovanni Oppo, prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale, ha dichiarato decaduti i commissari e ha assegnato la gestione delle aziende all’ordinaria amministrazione, in capo ai direttori sanitari e amministrativi, richiamando l’articolo 3, comma 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992».
Un passaggio che però non risolve, ma anzi aggrava il problema. «Al netto della stessa legittimità di tale atto amministrativo, sulla quale esistono forti e fondati dubbi – precisa Pais – la norma citata è chiarissima: ai direttori è attribuita esclusivamente l’ordinaria amministrazione, con esclusione esplicita di qualsiasi atto di riorganizzazione strutturale».
Ed è proprio qui che si innesta il nodo dell’ospedale Marino di Alghero. «Il trasferimento del Marino dall’AOU di Sassari all’ASL di Sassari – spiega l’esponente leghista – costituisce a tutti gli effetti una riorganizzazione strutturale, che comporta il passaggio di funzioni, personale, rapporti giuridici e obbligazioni. Atti che, in questo quadro, non possono essere legittimamente adottati».
Pais parla senza mezzi termini di un pasticcio amministrativo di proporzioni enormi. «Non siamo di fronte soltanto a un problema di straordinaria amministrazione: anche atti apparentemente ordinari rischiano di essere travolti da profili di nullità, con conseguenze gravissime».
L’allarme sale ulteriormente: «Andare avanti facendo finta che non sia successo nulla, come se la Corte Costituzionale non si fosse pronunciata, configurerebbe un comportamento doloso, certamente valutabile in sede giudiziaria. Nessuno può fingere di non sapere che è intervenuta una pronuncia che ha modificato in modo profondo il quadro giuridico precedente».
Il monito finale è netto: «Chi oggi si avventurasse a sottoscrivere atti di questo tipo si esporrebbe a responsabilità patrimoniali dirette e personali. Norma e buon senso imporrebbero di fermarsi immediatamente».
E l’affondo politico: «Tutto questo è il risultato del pressapochismo e della smania della giunta Todde di spartirsi poltrone e potere, senza alcuna attenzione alle ricadute amministrative, giuridiche e finanziarie. Un modo irresponsabile di governare che rischia di fare danni enormi alla sanità sarda».

Partito Socialista: “Gli Aeroporti sardi devono restare pubblici”

CAGLIARI – “Ci sono scelte che segnano una linea. E la privatizzazione degli aeroporti sardi è una di quelle. Il Partito Socialista Italiano – Federazione della Sardegna – si oppone con decisione all’ipotesi di affidare la gestione dei nostri scali a un unico soggetto privato. Non si tratta solo di un passaggio societario, ma di una resa politica su un bene pubblico essenziale.

Trasformare in merce ciò che è essenziale alla vita di una Regione insulare significa abdicare alla responsabilità politica. Il trasporto aereo in Sardegna non è un lusso, è diritto alla mobilità, presidio territoriale, continuità economica e sociale.

Affidare le chiavi di questo sistema a un unico soggetto privato, peraltro già in posizione dominante negli scali di Olbia e Alghero, significa creare un oligopolio che risponde al mercato, non ai cittadini. I fondi finanziari internazionali non conoscono le urgenze di un malato che deve partire, né quelle di una piccola impresa che ha bisogno di collegamenti certi per sopravvivere. Producono dividendi, non garanzie. Producono utili perché non sono società che possono andare in perdita, producono utili dopo che sono state investite ingenti quantità di risorse pubbliche.

Come Socialisti diciamo con chiarezza: gli aeroporti devono restare pubblici. Al pari della sanità, della scuola, delle infrastrutture vitali per la collettività. La logica del profitto non può sostituire la logica del servizio.

Ci chiediamo con preoccupazione quale sia oggi la posizione reale della Regione Sardegna.
Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. E se non era in quegli accordi, non può essere decisa senza un confronto politico chiaro e trasparente.

“Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. A meno che – e ci scuserà la Presidente – non fossimo tutti distratti da qualche turbolenza di troppo e ci sia sfuggita la voce “svendita degli aeroporti” nel testo.

Per questo chiediamo alla Presidente della Regione Alessandra Todde, di sospendere ogni decisione e convocare con urgenza una riunione con le forze di maggioranza, perché un’operazione di tale portata non può consumarsi nel silenzio delle stanze societarie.

Inoltre, la partecipazione regionale oggi ridotta a poche percentuali è del tutto simbolica: non consente né di orientare né di controllare nulla. Chiediamo che la Regione aumenti in modo sostanziale la propria quota societaria, sia nello scalo di Cagliari, sia in quelli di Olbia e Alghero, per esercitare una funzione pienamente pubblica, non marginale.

Se la Sardegna intende avere voce, deve possedere strumenti. Chi ha le quote, decide. Chi non le ha, guarda.

Il PSI non è contrario per ideologia, ma per visione: un’isola come la nostra non può cedere ciò che la tiene collegata al resto del mondo”.

Gianfranco Lecca

Segretario regionale Partito Socialista