Azione Alghero: incontro su Riforme

ALGHERO – L’associazione “Azione Alghero” vi invita sabato 28 novembre, dalle ore 10:00, presso l’hotel Carlos V di Alghero, Lungomare Valencia 24, con gli amministratori locali, le associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato, i sindacati confederali, e i rappresentanti del sistema produttivo del Nord Sardegna per discutere della proposta di riforma degli Enti Locali attualmente all’attenzione del Consiglio Regionale della Sardegna e delle iniziative da intraprendere.

Considerata l’importanza strategica che tale riforma avrà per l’intero territorio e per le ripercussioni che produrrà non solo nella vita degli Enti Locali, ma nei riguardi di tutta la collettività Vi invitiamo ad essere presenti. Introduce e modera Marco Di Gangi, professor Omar Chessa docente ordinario di Diritto costituzionale dell’ateneo di Sassari, Franco Cuccureddu, Sindaco di Castelsardo, Marco Tedde, Consigliere Regionale, interventi del pubblico e infine il dibattito.

Nella foto il presidente di Azione Alghero Marco Di Gangi

S.I.

Lavoro: 100mila giovani per strada

ALGHERO – 100.000 mila giovani sardi non studiano e non cercano lavoro. In periodi storici diversi, magari durante l’ondata punk di primi anni ’80, poteva essere anche letta come una scelta da parte di chi si rifiuta di entrare nel mondo produttivo, oggi non è così. La condizione generale della Sardegna, nonostate i politici di turno cerchino di edulcorarla, è drammatica. Una desertificazione sociale mai vista dal dopo-guerra ad oggi. Gli effetti della crisi, da cui dicono che stiamo uscendo, si vedono tutti.

E i numeri, come sempre, sono la migliore fotografia, fredda, ma reale. Quello emersa quest’oggi durante il convegno a Cagliari organizzato dalla Giunta Pigliaru sul tema del lavoro con oggetto il progetto “Garanzia Giovani”, presente l’assessore competente Virginia Mura, inquadra al meglio la tragedia che attraversa l’Isola. Nonostante anche durante il convegno si sia cercato di portare come esempi virtuosi i risultati raggiungi in questi mesi grazie a tirocini e corsi di formazione, la situazione è nera.

Inutile girarci intorno e continuare a fare finta di non vedere con un modus operandi derivante totalmente dal mondo accademico (del resto la giunta è composta quasi totalmente da professori universitari): la Sardegna ha bisogno di una scossa. Uno choc che le permetta di ripartire da zero. Tutti i giorni, o quasi, il presidente Renzi e il Ministro Boschi, seguiti a ruota dal Governatore Pigliaru, non fanno altro che ricordare come sia necessario aprire agli investimenti e in particolare alle idee e progetti dei privati, salvo poi annotare che la stessa politica (in particolare quella regionale) e gli uffici si trovano avvolti nell’abbraccio mortale della burocrazia che la diffusa inerzia bloccano ogni scatto in avanti.

E allora inutile, poi, piangerci addosso e rendere noti dei dati così devastanti. Oggi la Sardegna, anche per motivi storici legati a quanto sta accadendo negli altri continenti, è ad un bivio: o decide o è la fine. Si rischia la quasi totale desertificazione sociale dei territori. L’emigrazione è alle stelle. Chiunque non faccia lo struzzo vede quanti giovani partono per Londra, Berlino, Barcellona e fin’anche Australia e soprattutto quante imprese e attività commerciali sono alla canna del gas. Alcuni spiragli di luce si vedono e, ovviamente, sono legati all’arrivo di denari freschi dall’estero. Il tracheggiare degli attuali amministratori (a più livelli) è più dannoso che fare delle scelte, seppur, sbagliate. Chi governa deve scegliere, altrimenti stia a casa. D’altra parte è chiaro che tutti i sardi hanno compreso cosa vuol dire mandare al potere personaggi che professano il “sardismo” e poi propongono di voler ripopolare la Sardegna con gli immigranti che vanno a coltivare i terreni incolti. Tutto questo mentre i loro figli studiano nelle migliori Università Europpe o lavoro in aziende di rilievo. L’Isola può e deve rinascere. Il momento è quello giusto. Ma è l’ora delle scelte non degli ingnavia.

Nella foto un ufficio del lavoro in Sardegna

S.I.

Affittuari Laore: Zidda rassicura

ALGHERO – Si è tenuto nei giorni scorsi presso la sede nella borgata di Sa Segada, un incontro del Comitato Zonale Nurra con argomento principale il passaggio delle ex case Laore alla Regione Sardegna e relative implicazioni per gli affittuari.

Il presidente del Comitato, Antonio Zidda, dopo un’attenta discussione con i consiglieri presenti e alla luce di quanto emerso dalle interlocuzioni con gli uffici competenti regionali, rassicura tutti gli affittuari delle case ex Laore e consiglia di mettersi direttamente in contatto con il Dott. Madeddu, del Servizio Demanio e Patrimonio e Autonomie Locali, al numero di telefono 079/2088705, il quale sarà disponibile a chiarire ogni eventuale dubbio sull’iter in corso. L’obiettivo della Regione è quello di regolarizzare tutti i contratti di locazione in essere.

Nella foto Antonio Zidda

S.I.

Mensa: mamme sul piede di guerra

ALGHERO – Uno dei recenti casi che hanno visto impelagata l’amministrazione Bruno riguarda il regolamento mensa. Questione sollevata dall’Ncd ha visto una serie di scontri e polemiche con anche la mancata risposta in Consiglio da parte della Giunta. Fatto a dir poco inusuale e inedito che qualifca l’attuale situazione politica. Sul tema, però, i genitori non vogliono più aspettare e chiedono una risposta dopo essere stati ricevuti a Sant’Anna. Incontro a cui non sono seguiti i fatti come annunciato. Cosi la delegazione di mamme ha scritto una lettera aperta che qui pubblichiamo integralmente.

Lettera delle mamme all’amministrazione Bruno:
“Il giorno 23.10.2015 si è svolto un incontro tra alcuni genitori degli alunni della Scuola dell’Infanzia e Primaria di Alghero e l’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Mario Bruno e dall’assessore alla pubblica istruzione Gabriella Esposito. Il colloquio verteva sulla necessità di segnalare il disagio, avvertito da numerose famiglie della nostra città, relativo alle nuove modalità di accesso e fruizione del servizio mensa scolastica. A tal proposito è necessario ricordare che l’attuale amministrazione ha commutato la precedente modalità di pagamento, che prevedeva l’acquisto di buoni pasto, in una retta, da versare anticipatamente in una soluzione unica o in rate bimestrali. Questo pagamento copre l’erogazione dei pasti fino a maggio. L’eventuale fruizione della mensa a giugno dovrà essere corrisposta a parte.

Apparentemente non cambia il costo del singolo pasto, ma notevoli sono le diversità per quanto concerne l’ammontare totale e gli eventuali rimborsi. Così come scritto, infatti, nella brochure esplicativa del comune (scaricabile all’indirizzo http://www.comune.alghero.ss.it/.galleries/doc-comunicazione/Mensa_2015-2016.pdf): “La quota di contribuzione spettante a ciascun utente ( elaborata a seguito di un’analisi dettagliata dei pagamenti predisposti dagli utenti negli ultimi tre anni) è la quota da pagare del genitore/tutore in base alla fascia di reddito a cui appartiene, moltiplicata per i giorni di mensa che l’amministrazione intende erogare e che sono stati rilevati in 146 giornate annuali, decurtata il numero di assenze nell’arco dell’intero periodo di refezione scolastica, che è mediamente di circa il 20% per la scuola dell’infanzia e del 10% per la scuola primaria.”

Le assenze che dovessero tuttavia superare tale quota non sono rimborsate se non in seguito ad una mancata fruizione continuativa della refezione scolastica, pari a 10 giorni per la scuola primaria e 12 giorni per la scuola dell’infanzia.

Durante l’incontro era stata garantita la possibilità di rimodulare le modalità di pagamento, in base alle proprie esigenze e senza dover fornire motivazioni specifiche, soprattutto per una questione di riservatezza, segnalando le proprie intenzioni anche solo via e-mail. L’assessore Esposito si era anche impegnata affinché fosse garantita la possibilità di rimborso nel caso in cui il totale delle assenze, in riferimento alle percentuali previste per le due tipologie di scuole e certificabile dalle stesse, si fosse discostato di un certo numero di giorni non cumulativi rispetto a quelli già previsti dalla “statistica”.

Il resoconto dell’incontro e l’esito, a parole positivo, avrebbe dovuto essere reso pubblico di lì a poco. Abbiamo atteso invano che l’amministrazione diffondesse attraverso i suoi canali ufficiali, gli accordi raggiunti, sollecitando con garbo questa doverosa divulgazione anche attraverso l’invio di alcune e-mail all’indirizzo del sindaco, alle quali si andrà ad aggiungere la raccolta firme, avviata già da alcune settimane. A tutt’oggi non vi è stata alcuna risposta, sebbene l’argomento sia di notevole importanza, dal momento che coinvolge numerose famiglie, le quali a breve, tra l’altro, dovranno far fronte al pagamento della seconda rata bimestrale, in scadenza il 5 Dicembre.

Dal momento che siamo a ridosso di tale termine e che la parola data rende merito solo a chi davvero la rispetta, determinandone in alcuni casi anche l’affidabilità, è più che mai opportuna e non più differibile una solerte risposta da parte dei referenti dell’amministrazione comunale”.

La delegazione dei genitori
Alessandra Saiu, Oriana Burruni, Anna Di Perla, Cristina Costantino,
Maria Giuseppina Caputo, Antonella Nieddu

Porto e aeroporto: Alghero si gioca tutto

ALGHERO – Come anticipato da Algheronews.it, mentre la politica locale è avulsa da tematiche legate all’ordinario e alla crisi politica in cui si trova la maggioranza consigliare, si giocano partite fondamentali per il presente e futuro di Alghero. Il benessere della comunità è legato a doppio filo ad alcuni temi di cui si sente parlare poco o niente: porto e aeroporto.

Per quanto riguardo l’approdo, mentre altre località sarde (ad esempio Stintino, Villasiumius, Palau) hanno messo la freccia ed hanno scelto di indirizzare parte del proprio sviluppo anche sul versante della nautica, nella Riviera del Corallo, dove si trova uno dei porti turistici più grandi e belli del Mediterraneo, si vive dell’incertezza o peggio nel mantenimento dello status quo che tradotto significa avere uno scalo che cade a pezzi, senza adeguati servizi e con un traffico in profondo calo dove le imbarcazioni di lusso sono solo una chimera. Stesso discorso per le iniziative sportive e sociali di rilievo. Sono anni che non si vedono delle regate degne di questo nome che potrebbero, anch’esse, attirare un gran numero di turisti. Questo, ovviamente, senza dimenticare l’importanza della nautica di alto livello che rappresenta un giro d’affari enorme. Come sanno tutti nei cassetti della Regione giaciono due progetti uno (già da oltre due anni) facente capo a Marina di Alghero (del gruppo di caratura internazionale Marinedi che gestisce oltre 20 porti tra Italia ed estero) e l’altro del Consorzio del Porto di Alghero. Al netto del giudizio sulle due proposte, cose che spetta agli uffici con sede a Cagliari, è assurdo che Alghero si trovi ancora a non avere risposte e soprattutto che non si faccia fronte comune, a partire dall’amministrazione comunale in carica, per fare in modo che gli assessorati preposti (Maninchedda e Erriu) sbrighino la pratica, definendo il tanto agognato “project financing” al fine di decidere chi debba realizzare il nuovo scalo algherese. Questo determinerebbe benessere, crescita e numerosi posti di lavoro anche nell’ottica di uno sviluppo più generale.

Situaziona simile riguarda l’aeroporto. L’allarme dell’abbandono di Ryanair è una litania che ciclicamente si ripete. In questo caso è ovvio che ogni ragionamento sul futuro del vettore irlandese è strettamente connesso alla privatizzazione della Sogeaal. Come anticipato da Algheronews.it, è chiaro che il subentrante deciderà quali rapporti avere con le compagnie presenti in loco. E Ryanair è una di queste. Tutti sanno che la compagnia con sede a Dublino ha continuato ad operare ad Alghero, grazie ai sostanziosi finanziamenti regionali erogati in regime di co-marketing. Oltre la solita “spada di Damocle” del giudizio dell’Unione Europea su questi fondi, giudicati come “aiuti di Stato”, in base alla legge 10, c’è da comprendere se la nuova proprietrà vorrà accollarsi questo onere. Ovviamente è anche un onore avere i collegamenti di O’ Leary. Gli unici che garantiscono un po’ di turismo ad un territorio asfittico che da anni non offre niente o poco per richiamare i flussi dei viaggiatori. Ma quelle rotte, di cui molte non risultano più prenotabili dopo marzo 2016, sono appetibili da altri vettori. Anche in questo caso, come detto, si gioca una partita cruciale per la vita del territorio. Pochi giorni da sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte di privatizzazione in ottemperanza del bando realizzato dall’attuale management. Pare che abbiano partecipato 3 o 4 realtà. Alcune pronte a creare un vero “hub turistico” previa definizione di radicali investimenti sul territorio. Speriamo che la politica, o quel che resta di essa, riesca a governare questi processi altrimenti c’è il serio rischio che quest’area della Sardegna soccomba definitivamente a favore di altre molto più dinamiche e attrattive grazie alla straordinaria azione sinergica tra amministratori e privati.

Nella foto il porto di Alghero

S.I.

Terroristi all’Asinara? Mai più

CAGLIARI – “Mai più un carcere all’Asinara”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando la proposta del segretario del Sappe. “Quella dell’Asinara come sito per detenuti è una storia chiusa – prosegue l’esponente azzurro- e la Sardegna ha già avviato un percorso orientato al turismo sostenibile, che auspichiamo prosegua nonostante il cambio di maggioranza in Regione e la vicenda grottesca commissariamento infinito della Conservatoria delle Coste”. Una proposta quella del sindacato di polizia penitenziaria fuori luogo e fuori tempo. Resta scioccante che ancora per la Sardegna vengano avanzate proposte di sviluppo legate al passato remoto e non attuali e moderne com’è il turismo, da quello ambientale a quello enogastronomico.

“Noi abbiamo attivato in collaborazione con la Conservatoria delle Coste dei percorsi per realizzare l’albergo diffuso, un centro diving, un centro velico, un ristorante a chilometri zero, ittiturismo e altre attività legate al chartering nautico. Vogliamo che l’Asinara diventi l’emblema di uno sviluppo che porti non solo benessere economico ma anche un miglioramento della qualità della vita nel rispetto dei valori della società sarda. La Sardegna ha già dato – prosegue l’esponente azzurro-, ha già pagato un prezzo alto alle esigenze nazionali ed è giunta l’ora che abbia una giusta e doverosa compensazione, non decisioni che rappresenterebbero un inaccettabile ritorno al passato”.

“Le finalità indicate dal segretario del Sappe – ha concluso il forzista- possono essere perseguite in altri siti e non certo portando i jihadisti in un paradiso terrestre, per troppo tempo sottratto alla fruibilità dei cittadini sardi e dei turisti”.

Nella foto l’ex-carcere dell’Asinara

S.I.

Edilizia scolastica: attesa per bandi

ALGHERO – “Il Piano straordinario di investimenti sull’edilizia scolastica, che prevede ad Alghero un progetto pilota e complessivi 6,5 milioni, arriva sul tavolo degli uffici regionali come da cronoprogramma. La bozza contenente la documentazione tecnica relativa al progetto da 3 milioni di euro relativo alla scuola media di Via Tarragona è all’esame dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione”. Cosi da Sant’Anna che spiegano anche: “Si attende ora il via libera per procedere al bando per la progettazione dell’opera che riqualificherà l’istituto, gli spazi interni ed esterni e con la costruzione di un auditorium. I tempi: entro il 2015 la risposta della Regione, a inizio 2016 il bando per la progettazione e tutte le fasi successive, per arrivare all’appalto nel 2017”. L’argomento è stato oggetto dei lavori della IV Commissione Consiliare presieduta da Franca Carta.

“Con l’Assessore alla Pubblica istruzione Gabriella Esposito è stato fatto il punto sullo stato del progetto Iscol@, illustrato negli aspetti tecnici dal geom. Salvatore Chelo. Il progetto vede Alghero protagonista, con il progetto pilota La Scuola del Nuovo Millennio, così è definito l’Asse I di riferimento degli interventi regionali, avrà il volto in Sardegna delle nuove scuole medie di via Tarragona, con un moderno e funzionale auditorium per sostenere la vocazione musicale che in questi anni l’istituto comprensivo ha sviluppato con ottimi risultati”.

“Il programma regionale Iscol@ prevede inoltre, con l’Asse II, interventi straordinari su tutte le strutture scolastiche cittadine per ulteriori 3,5 milioni di euro. Un investimento fondamentale sull’edilizia scolastica, 6,5 milioni di euro complessivi, volto a combattere la dispersione scolastica e che punta a migliorare l’offerta formativa per giovani algheresi. Scuole sicure e accoglienti, aperte alla comunità con attività extra scolastiche di formazione, culturali e ludiche: il programma di investimenti vede la città di Alghero in prima fila”.

Nella foto la palestra Grazia Deledda

M.S.R.

Famiglie numerose: bando aperto

ALGHERO – Sono aperti i termini per la presentazione delle domande per accedere ai contributi di sostegno economico alle famiglie numerose. I contributi sono destinati ai nuclei familiari residenti nel Comune di Alghero che alla data del 30 Aprile 2015 siano composti da 4 o più figli fiscalmente a carico, di età compresa tra 0 e 25 anni, aventi un reddito ISEE non superiore a 20.000 euro.

Le domande dovranno essere presentate entro la data del 2 Dicembre 2015, presso l’Ufficio Protocollo del Comune, utilizzando l’apposita modulistica messa a disposizione dall’Ufficio dei Servizi Sociali di viale della Resistenza, o scaricabile dal sito del Comune di Alghero, dal seguente link: http://www.comune.alghero.ss.it/it/servizi-al-cittadino/documento/Avviso-Bonus-Famiglie-Numerose-annualita-2015/

Giovanni Chessa

g.chessa@comune.alghero.ss.it

ufficiostampa@comune.alghero.ss.it

cell. 3470763412

uff. 079/9978879

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comunicato stampa – MEM incontro pubblico
U12:27
Ufficio Stampa Cagliari
Comunicato Stampa Ufficio Stampa del Comune di Cagliari Giovedì 19 novembre alle 17.30 allla MEM

Sant’Anna muta: Alghero perde il film

ALGHERO – “Purtroppo, devo darvi un brutta notizia. Affranto, deluso, rammaricato e incazzato nero, vi comunico che è ufficialmente svanito il sogno di fare il mio primo film nella mia città. “Chi salverà le rose?” non verrà girato in Alghero, ci dobbiamo spostare velocemente”. Questa la secca comunicazione tramite facebook da parte del registra Cesare Furesi ideatore di questo importante progetto collegato alla realizzazione in città di un un festival del cinema.

“La Corallo Film – la casa di produzione che da circa tre anni manda avanti il progetto – suo malgrado, annuncia lo slittamento della lavorazione per consentire l’adattamento in sceneggiatura a nuove locations. Nonostante gli innumerevoli sforzi, non sono arrivate le risposte che si attendevano dal territorio e dall’amministrazione. Gli impegni con le distribuzioni, con cast e troupe, obbligano a cercare altre soluzioni, e il ritardo dovrà essere contenuto entro i ristretti limiti imposti dai contratti in essere. Qualunque sia la destinazione, volontà degli autori è fare di tutto per poter girare almeno alcune delle scene nella splendida città catalana”.

“E siccome Alghero è un condominio, pare che il tema trattato, l’omogenitorialità, abbia disturbato. Non ci voglio credere, ma se questa cosa del tema ha davvero dato fastidio alla mia città, allora ho sbagliato io a nascerci. Alghero ha fatto una pessima figura, questo penso, soprattutto con gli attori di tutto rispetto che si sono innamorati del mio amore per la mia città. Carlo Delle Piane, Caterina Murino, Lando Buzzanca, Philippe Leroy, Antonio Careddu, Guenda Goria, Massimiliano Buzzanca, Maurizio Pulina, Antonio Luvinetti e tanti altri. A loro si dovrà chiedere scusa. Sono così amareggiato che l’ultima frase del comunicato la faccio cancellare, anzi non lo faccio uscire nemmeno. Noi “Le Rose” le salviamo comunque”.

Nella foto Cesare Furesi

S.I:

Chi vuole ammazzare Ozieri?

ALGHERO – “Chi vuole uccidere Ozieri?” O meglio, la Sardegna? Non è chiaro chi siano i mandanti o forse lo sappiamo bene: la politica. Quella che non c’è. E’ assente da troppo tempo. Ma attenzione, per politica s’ìntende i delegati dal popolo, dunque noi stessi. Dunque, i responsabili di questa situazione siamo noi, inutile girarci intorno. I sardi sono così: quando una cosa non riguarda il proprio orticello, nella migliore delle ipotesi non interessa, nella peggiore viene contrastata fino a farla morire. Cosi sta accadendo da qualche tempo a questa parte riguardo la cosi detta “movida”. Ma chi si candida al ruolo di amministratore è come un padre di famiglia è deve dimostrare saggezza, lungimiranza e attenzione per chi lo ha delegato e non il contrario ovvero dimostrare ignavia, incapacità e poco visione.

Questa estate, per giustificare le nuove azioni conservatrici con Alghero simbolo di questa “nouvelle vague del proibizionismo”, si è parlato del povero giovane morto fuori dalla discoteca Cocoricò. Locale chiuso per diversi mesi. Tante le reazioni in Italia. Claudio Coccoluto, star dei dj italiani, commentò: “Di questa situazione, Ibiza ringrazia”. Non solo ma tante località turistiche del Mediterraneo che, giustamente, invece stanno investendo in questo settore: Croazia, Spagna, Grecia, Israele e pure l’Albania. Mentre qui da noi accade il contrario. E dunque ci troviamo con “La Centrale” di Ozieri, unico locale che propone, quando può, della buona musica andando appena oltre gli orari canonici per andare a letto degni di un centro residenziali anziani che arrivano le forze dell’ordine chiudono la strada, fermano la musicano, sequestrano l’impianto e convocato titolare e dj in caserma. In estate, come detto, c’è stata ad Alghero la chiusura del locali Maracaibo e Kelu per una rissa accaduta nelle vicinanze e soprattutto per una manifestazione che, grazie a Dio, il “Music Wellness” ha richiamato migliaia di giovani senza che accadesse niente di rilevante per la cronaca a parte qualche riffiuto di troppo e qualche turista in preda dai fumi dall’alcool. Nessuno, ovviamente, dice che non bisogna rispettare le regole, anzi, chi organizza deve per forza stare dentro le leggi, altrimenti è giusto che venga sanzionato e le forze dell’ordine in quel caso fanno solo il loro lavoro.

Ma allora la politica sia matura, definisca delle norme chiare e soprattutto indichi delle zone dove fare più tardi e altre meno. Perchè nella Riviera Romagnola e altri luoghi ci sono riusciti definendo delle aree divise in orari di spegnimento della musica: 24, 02 e infinite. Oppure, sempre la politica, sia chiara se si vuole una Sardegna come Isola fantasma abitata qualche settimana all’anno da famigliole e anziani, venga detto. E cosi si facciano azioni per sviluppare un turismo, se esiste, per questo tipo di villeggianti, ma cosi non si può andare avanti. Non sono sufficienti i mezzi pienoni per qualche festa comandata (Pasqua, Capodanno, sagre, etc) Questo settore, sia chiaro, è quello che dà da mangiare a tante famiglie tra titolari degli immobili (quelli che più ne giovano con affitti da pazzi), gestori, camerieri, fornitori, pulizie, musicisti, grafici, comunicatori, organizzatori, cuochi, etc etc, tante persone che campano grazie alla “movida”. Gente che altrimenti deve farsi, anch’essa, un biglietto solo andata per Londra o Berlino.

Nessuno pensa ad una Sardegna come Ibiza, ma almeno imitarli appena considerando che mentre noi facciamo 4milioni di turisti, le Baleari ne fanno 40milioni all’anno. Decidano i nostri politici: continuare ad uccidere la nostra Isola oppure garantire il futuro del popolo della nostra Regione, anche con la salvezza, dentro le regole, del settore dell’intrattenimento.

Nella foto una splendida immagine di Ozieri di notte scattata da Andrea Fancellu

S.I.