Bike to work apre agli studenti

ALGHERO – “Il Bike to work sbarca in Sardegna e per la prima volta in Italia si apre agli studenti. Il progetto è del Comune di Alghero e ha già incassato il parere entusiasta delle associazioni ciclo-sportive”. Cosi fanno sapere da Sant’Anna e spiegano “il Comune corrisponderà un incentivo economico per l’uso della bicicletta per raggiungere il posto di lavoro, frequentare l’università o andare a scuola”.

“L’incentivo è finalizzato a promuovere modalità di trasporto che limitino progressivamente l’utilizzo dei mezzi motorizzati a favore della mobilità sostenibile, orientata alla salvaguardia dell’ambiente ed al miglioramento della salute, della sicurezza e del benessere della popolazione. Si inizia con la sperimentazione: a cento cittadini partecipanti al progetto l’Amministrazione Comunale corrisponderà un incentivo economico per ogni chilometro percorso. Destinatari dell’avviso che sarà pubblicato nelle prossime settimane sono i genitori che portano i bambini a scuola in bicicletta, gli studenti di età superiore ai 16 anni e i lavoratori con sede ad Alghero o che raggiungono il treno”.

Nella foto una persone in bicicletta

S.I.

#Decideteviday: marcia per Alghero

ALGHERO – Ci voleva Massimiliano Lepri, nella vita termo-idraulico con una sua attività, ma da anni attivo nella politica e associazionismo locale, per smuovere dal torpore (pur essendo in pieno inverno) le coscienze degli algheresi. Un popolo da sempre, e negli ultimi anni ancora di più, diviso, altezzoso, carico di invidia e lontano da qualsivoglia azione unitaria volta al bene della sua città. Forse per qualche tempo ci siamo illusi di essere prima tutti piccoli berlusconi e ora tutti dei mini renzi o grillini. Nel mezzo i marziani (governativi e non) che ad un tratto, dopo anni in cui guardavano tutto e tutti, criticandoli aspramente, da un oblò, convinti che controllare la stanza dei bottoni fosse tutto “rose e fiori”, pacche sulle spalle e passerelle, si sono scontrati contro Monte Doglia, visto che qui trovare un iceberg è raro. Anche se, forse, ci hanno anche provato.

Ed è cosi che, grazie ad una persona volenterosa, insieme ad altri cittadini di varia estrazione e stufi di bandierine nazionali e colori politici utili solo agli allocchi, ha deciso di mettersi in moto per organizzare una “marcia per Alghero”. In realtà è stata battezzata “DecideteviDay”. Questo per legarla al fatto delle estenuante trattativa col Partito Democratico e Udc al fine di realizzare in aula quel sostegno utile al Sindaco per poter governare (forse) con meno problemi di quelli innumerevoli affrontati in questi primi quasi due anni di amministrazione. O altrimenti, come indicato più volte, staccare la spina e andare al voto.

Ma come evidenziato giustamente più volte da Lepri, questi ragionamenti non sono centrali. Alghero, destra, sinistra, alto, basso, poco conta, dopo anni di non-governo, Si trova ad un bivio. Gli altri territori, come vediamo tutti i giorni, basta vedere il recente annuncio dei tanti collegamenti aerei da Olbia e Cagliari, oltre che gli investimenti che si stanno pianificando in diverse zone della Sardegna. Tutti sanno, oramai, che Alghero è appetibile. Sarebbero pronti grosse progettualità a partire da anni (grazie ad imprenditori locali) su Maria Pia e poi invece con anche società di livello internazionale su porto, aeroporto, strutture ricettive e altri servizi, eppure niente. C’è qualcuno che, per mantenere le proprie posizioni al sole (sempre più adombrate) o legato a schemi di (finta) talebana salvaguardia del paesaggio oppure per manifesta incapacità non coglie queste possibilità. E intanto Alghero, e l’intero Nord-Ovest dell’Isola, muore.

Ma non tutti sono cosi ignavi, o peggio, complici di questo disastro. Ed è cosi che venerdi 18 marzo, dalle ore 10.00, ci sarà una grande occasione per tutti per andare in Piazza Porta Terra e marciare verso Sant’Anna, sede del Comune di Alghero, ma senza alcun intento malevolo, solo per dare una sveglia a chi oggi può e deve fare il possibile per garantire un presente e futuro alla nostra città. Il tempo è scaduto, vedremo se gli algheresi, e non solo, avranno tutti un sussulto di orgoglio e lasceranno social, bar e stupide divisioni per manifestare per la propria città.

Nella foto algheresi in piazza per l’aeroporto

S.I.

Avis Alghero: 1345 donazioni

ALGHERO – “Le donazioni di sangue ad Alghero, grazie alla collaborazione tra l’Avis Comunale, quella Provinciale di Sassari e il servizio Immunotrasfusionale di Alghero, negli ultimi 5 anni hanno registrato un incremento di circa il 300% delle attività, come si può evincere dai dati del Servizio Regionale di coordinamento e del Centro Nazionale Sangue oltre che dai dati Associativi. E’ anche aumentata la produzione di plasma per emoderivati e l’assistenza sul territorio, in particolare quella offerta ai talassemici”. Cosi il Consiglio Direttivo dell’Avis di Alghero.

“La nostra sezione A.V.I.S. di Alghero ha contribuito a tale incremento aumentando le proprie donazioni da 802 nell’anno 2009 alle 1345 dell’anno 2015. Significativa è stata la partecipazione dei giovani alle raccolte di sangue, grazie alla capillare sensibilizzazione svolta nelle scuole superiori ed alla assegnazione di borse di studio agli studenti donatori”.

“Sappiamo con certezza inoltre che la attività del Centro Trasfusionale, col quale l’A.V.I.S comunale di Alghero ha sempre collaborato con generosità ed entusiasmo, non solo ha garantito tutti gli interventi chirurgici e trasfusionali ma ha persino ceduto le eccedenze di sangue ad altre ASL della Sardegna.
Alla luce di questi numeri appare particolarmente grave, mortificante ed ingiustificato che per il Centro Trasfusionale algherese, che opera in modo assolutamente efficiente presso il locale ospedale civile, sia previsto un declassamento a semplice Emoteca. Stupisce ed indigna inoltre che, mentre è stata riconosciuta la necessità del più qualificato Servizio Immunotrasfusionale al territorio di Lanusei , che conta solo 58.000 abitanti, in quanto presidio disagiato, la necessità di tale Servizio venga negata al territorio di Alghero, in quanto presidio turistico che supera costantemente tale numero ed arriva, per oltre 4 mesi all’anno, a ospitare non meno di 100.000 persone”.

“E se ciò non bastasse non possiamo assolutamente accettare che la Struttura Ospedaliera di Alghero-Ozieri venga ridotta ad un modesto Presidio di Base, nonostante alla Provincia di Sassari siano necessari due presidi di I° livello ed uno di II° per poter assicurare una decente assistenza sanitaria ai suoi 330.000 abitanti. Tale disposizione appare incomprensibile se si considera che viene attribuito un ospedale di primo livello al territorio che fa capo a San Gavino Monreale che dista solo poche decine di Km dal polo sanitario di Cagliari e serve una popolazione di soli 100.000 abitanti. D’altronde, se il ridimensionamento della sanità pubblica sarda è motivato dalla necessità di effettuare dei risparmi sulle spese gravanti sulle casse regionali, c’è da chiedersi perché la Regione Autonoma della Sardegna elargisca 60 milioni di euro all’anno per una struttura ospedaliera privata ubicata ad Olbia e persino dotata, stando alle notizie apparse sulla Stampa, di pista per l’equitazione e l’ippoterapia”

“Tale menomazione della Sanità cittadina non potrà che avere ripercussioni negative anche sulle attività turistiche algheresi. E, se non verranno tempestivamente modificati i criteri che ispirano la Delibera RAS 6/15, sarà materialmente impossibile continuare a raccogliere il quantitativo di sangue raccolto finora grazie alla generosità dei donatori ed alla concreta attività delle relative Associazioni di Volontariato, tra cui primeggia la nostra. Inoltre è facile prevedere che ciò causerà nuove migrazioni per motivi sanitari verso località esterne alla nostra Isola con un aggravio delle spese a carico della nostra Regione e dei disagi per i sardi. Comporterà, infine, un inevitabile aumento dell’acquisto di sangue fuori dalla Sardegna e, conseguentemente, farà salire sensibilmente la somma di euro 5.700.000 sborsata nel 2015 per detti acquisti”.

Nella foto la donazione di sangue

S.I.

Bando Surigheddu: plauso a Pigliaru

ALGHERO – “Con l’avviso esplorativo volto a verificare l’interesse del mercato sulla ex azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas finalmente la Regione si impegna concretamente per il recupero produttivo di quel l’immenso patrimonio abbandonato da trent’anni. È un fatto estremamente positivo e viene incontro alle sollecitazioni e alla progettualità dell’amministrazione comunale”. Cosi il Sindaco Mario Bruno che continua “sono certo che il Presidente Pigliaru che in settimana terrà una conferenza stampa ad Alghero per ufficializzare l’operazione, in simultanea con la pubblicazione dell’avviso sul Buras e sui principali quotidiani e periodici regionali, nazionali e internazionali, non ha a cuore solo il ritorno alla produttività per quelle terre fertilissime, ma soprattutto gli sbocchi occupazionali e imprenditoriali degli agricoltori del territorio, giovani in particolare”.

“Due le proposte che ho già avanzato nei tavoli tecnici, certamente condivise dalla Regione, ma che ribadisco con forza. La prima: porre come condizione del bando successivo all’indagine esplorativa, l’accordo di eventuali acquirenti di dimensioni nazionali e internazionali con le imprese locali e con gli agricoltori del territorio. La seconda: tenere conto delle proposte che arrivano dalle realtà produttive della nostra zona, salvaguardando la destinazione d’uso delle aziende e destinando una parte a coltivazioni biologiche, in terreni particolarmente adatti soprattutto dopo il lungo periodo di riposo cui sono stati sottoposti, anche nell’ambito di iniziative di natura sociale come quelle delle cooperative di tipo B per una porzione delle terre che devono comunque restare pubbliche”.

“L’occasione data dalla Regione con il recupero produttivo di Surigheddu e Mamuntanas e gli imminenti bandi per dare la terra ai giovani anche nel nostro territorio (penso alle borgate come Sa Segada o ai terreni di Porticciolo, per esempio) favoriscono un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, in linea con le richieste del mercato, finalmente capace di generare lavoro e economia. L’incontro in settimana con il presidente Pigliaru e gli assessori Erriu e Falchi servirà anche per fare il punto sugli immobili regionali nelle borgate da riqualificare. Buone notizie, ma occorre garantire la sintonia con il territorio e con le sue aspettative di crescita, dopo tanti anni di abbandono e di disinteresse.”

Nella foto il sindaco Bruno

S.I.

Ipab Ploaghe: pagate gli stipendi

CAGLIARI – “Il Commissario Straordinario della Fondazione San Giovanni Battista ha fatto la sua parte nel procedimento di estinzione dell’Ipab, trasmettendo la propria deliberazione all’assessorato della sanità con richiesta di soppressione ed estinzione dell’ ente. Ci sono alcuni passaggi da sviluppare, ma anche Pigliaru deve fare celermente la propria parte decretando l’estinzione della Fondazione a cui seguirà lo scorporo dell’attività sociale e l’assegnazione delle funzioni, del patrimonio, del personale e dei rapporti giuridici attivi e passivi alla Asl di Sassari.” E’ ancora il vice presidente del gruppo di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire sul delicato tema della Fondazione.

“Nel frattempo -secondo l’ex sindaco di Alghero- occorre intervenire con urgenza per pagare almento un acconto ai lavoratori che attendono il pagamento di ben sette mensilità. Una situazione che da insostenibile rischia di diventare esplosiva -denuncia Tedde-. Un vero e proprio dramma sociale che deve essere affrontato con la necessaria determinazione dopo un lungo periodo di inaccettabile lassismo. Forza Italia continuerà a vigilare -chiude il consigliere regionale algherese- affinchè questo grande patrimonio di esperienze e attività sanitarie di grande rilevanza non vada disperso o depauperato”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Lampis-Cherchi: rilancio mercati

ALGHERO – Sopralluogo oggi presso il mercato ortofrutticolo di via Sassari da parte degli Assessori alle attività produttive Natacha Lampis e alle manutenzioni Gianni Cherchi, con il comandante della Polizia Municipale Guido Calzia. Ciò anche in risposta a quanto segnalato, con forti critiche verso l’amministrazione Bruno, da parte dell’ex-sindaco Carlo Sechi [Leggi].

“I mercati civici – affermano dall’amministrazione Bruno – sono oggetto di un programma di rilancio che l’Amministrazione ha definito per attribuire due principali funzioni strategiche alle strutture poste nel cuore della città: Vetrina delle eccellenze del territorio e riferimento per le produzioni locali di qualità; ruolo strategico a servizio dell’economia turistica. Un programma di rilancio che dovrà caratterizzare la struttura del centro, e anche le altre, in luoghi simbolo della peculiarità culturale e della valorizzazione delle produzioni agroalimentari, in stretta correlazione con l’aspetto turistico che ciò comporta. Nel frattempo si lavora per la messa in sicurezza del mercato ortofrutticolo: oggi la valutazione degli interventi da attuare e gli adempimenti da mettere in atto, allacci idrici ed elettrici, relativi allo spostamento dei banchi di ortofrutta presso il mercato della carne e del pesce”.

“Verificata anche la reale entità del danno: si è trattato del distaccamento della copertura in plastica leggera di una plafoniera e non dell’intero corpo illuminante. Interventi per la messa in sicurezza presto in atto: nel bilancio di previsione è prevista una importante dotazione finanziaria da impiegare nelle manutenzioni, anche per il mercato civico, in cui saranno ripristinate le condizioni di sicurezza generali”.

Nella foto il Consiglio Comunale con sindaco e assessore Cherchi

S.I.

Lavori in centro: riunione urgente

ALGHERO – Ed a conferma di quanto anticipato da Algheronews [Leggi], con l’allarme di commercianti e residenti per dei lavori nella rete idrica del centro storico, è arrivata la comunicazione ufficiale dal Comune di Alghero.

“Nella giornata di martedì 8 marzo (ore 14,30) è convocata a Sant’Anna la riunione alla presenza dei tecnici Abbanoa, commercianti e residenti del centro storico in merito all’avvio dei lavori di riqualificazione della rete idrico-fognaria che interesseranno le vie Carlo Alberto, via Gilbert Ferret (nel tratto da via Carlo Alberto a via Principe Umberto), Piazza Civica, Piazza Duomo, via Sant’Erasmo (tratto). Le modalità di esecuzione degli interventi, comprese le tempistiche, saranno oggetto di concertazione con i diretti interessati (commercianti e residenti)”.

Una scelta da parte dell’amministrazione evidentemente finalizzata a trovare una soluzione condivisa per evitare l’inizio di lavori durante la “bella stagione” che coincide con l’arrivo dei turisti e la maggiore presenza di clienti per le attività nella parte vecchia di Alghero.

Nella foto dei lavori di questi giorni nel centro storico di Alghero

S.I.

Lavori in centro? Tutti contro

ALGHERO – E’ allarme nel centro storico. Sembra che per delle scelte di Abbanoa sia imminente l’inizio di importanti lavori alla rete idrica. L’annuncio sarebbe già stato al Sindaco Bruno nei giorni scorsi. Le associazioni di categoria, in particolare Confcommercio, sono sul piede di guerra e non vogliono sentire neanche lontanamente la parola “lavori” associata al periodo della “bella stagione” che significa un minimo di boccata d’ossigeno per il comparto.

Dopo un inverno che ha visto un notevole calo del giro d’affari per tutte le attività con anche alcune storiche che hanno abbassato la serranda, l’ipotesi di trasformare la parte vecchia di Alghero, nello specifico le vie Carlo Alberto Roma, in una mega cantiere sta creando grande preoccupazione. E’ innegabile che i lavori siano necessari e che la rete idrica, come vediamo ad ogni pioggia sulla Riviera, vada sistemata al più presto, ma quello che chiedono esercenti e residenti è che vengano realizzati dopo l’estate.

Nella foto dei lavori nel Centro Storico di Alghero

S.I.

Bogamarì: scelte da incompetenti

ALGHERO – “È dello scorso marzo 2015 un intervento nel quale, come Riformatori, mettevamo in evidenza il pressapochismo con cui era stata organizzata la Sagra del Bogamarì, appuntamento che ricordiamo essere uno degli eventi storici e caratterizzanti della nostra città, da sempre attrattore di flussi turistici. Avevamo altresì fatto un paragone con la Sagra del Carciofo di Uri, constatando che quest’ultima fosse organizzata e promossa decisamente meglio, tanto che i risultati in termini di presenze risultavano essere decisamente a favore dei nostri vicini di casa, con la differenza che Uri non ha certamente la stessa vocazione turistica di Alghero!”. Cosi dal coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi sulla polemica di questi giorni a seguito della nuova veste della sagra [Leggi].

“Quest’anno si apprende che la Sagra del Carciofo di Uri si internazionalizza grazie ad un gemellaggio con il Comune di Riga (Lettonia), con il Comune di Sacalaseni (Romania), con il comune di Halàsztelek (Ungheria), con il comune di Mellieha (Malta) e con il Comune e la Pro Loco di Clusone (Bergamo). Tale iniziativa, che per l’intera comunità di Uri rappresenta un’importante opportunità di sviluppo e crescita culturale, economica e sociale, coinvolge nel progetto il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, la Prefettura, la Regione Autonoma della Sardegna con la Presidenza del Consiglio, l’Assessorato all’Agricoltura, le Agenzie Laore – Argea – Agris, la Camera di Commercio, la Coldiretti, Coldiretti Giovani e tutte le Associazioni culturali, sportive e di volontariato, la Consulta Giovanile, gli operatori economici e le aziende del Comune di Uri”.

“Verrebbe da chiedersi: e Alghero? Ad Alghero la Sagra del Bogamarì si è ridotta ad essere una semplice rassegna culinaria, probabilmente, pensiamo noi, a causa di una totale superficialità e fatuità da parte di chi, nella pubblica amministrazione algherese, dovrebbe occuparsi della promozione e programmazione turistica del territorio senza averne le dovute competenze“.

Nella foto i ricci di mare

S.I.

Mercati: grave stato di degrado

ALGHERO – “Mentre attendiamo che l’Amministrazione comunale trovi soluzioni pratiche ed affronti in tempi brevi le problematiche ordinarie, intendiamo portare all’attenzione il gravissimo stato di degrado in cui versano i civici mercati, in particolare quelli di via Sassari”. E’ lo storico movimento politico Sardenya i Llbertat ad intervenire su un altro tema “caldo” e soprattutto questione irrisolta per Alghero: i mercati.

“Innanzitutto, denunciamo lo stato di degrado e abbandono di una struttura e di un servizio primario dedicati alla funzione commerciale di prodotti locali, la cui qualità era riconosciuta ben oltre Alghero. Inoltre, il mercato ha rappresentato uno dei punti di riferimento tradizionali in grado di mantenere le relazioni sociali tra cittadini residenti nei diversi quartieri della città e di questi con visitatori e turisti” e ancora “la struttura è fatiscente nelle mura esterne, con un evidente, lungo e colpevole abbandono, con manomissioni varie, disinvolte chiusure e aperture di accessi in disprezzo delle norme di salvaguardia e tutela degli edifici storici”.

“È risaputo che l’Amministrazione Tedde avesse sui civici mercati un suo disegno, a cui ci siamo opposti, ma a noi interessa conoscere il disegno dell’attuale Amministrazione in cui abbiamo creduto, a suo tempo sostenuto e votato. L’anarchia regna sovrana, gli orari di apertura e chiusura un tempo disciplinati da apposito Regolamento comunale non sono più rispettati, anche perché ogni commerciante dispone di chiavi e può accedervi in qualsiasi momento senza alcun controllo. Anche la postazione fissa dei Vigili urbani che un tempo svolgeva quotidianamente il servizio di polizia municipale, non è più presente. Inoltre i mercati civici, in base allo stesso Regolamento, dovrebbero essere gestiti da un direttore, che allo stato delle cose risulta solo sulla carta”.

“Il capitolo decoro ed igiene dovrebbe interessare oltre l’Amministrazione comunale anche la ASL, ma pare che la maggiore preoccupazione sia rivolta al movimento turistico e ai suoi “grandi” numeri. Però i turisti una delle prime visite la fanno proprio al mercato civico, con le inevitabili conseguenze sull’immagine della nostra città. Negli ultimi tempi la vigilanza del servizio veterinario della A.S.L. pare essersi allentata e spesso l’unica forma di controllo è quella esercitata dalla Guardia costiera”.

“La metà dei banchi è vuoto, nonostante ci siano operatori esterni che hanno manifestato interesse di portare la propria attività commerciale all’interno del mercato civico. A tal proposito l’Amministrazione Bruno aveva annunciato la predisposizione di un bando pubblico, di aggiornare le tabelle merceologiche per favorire l’interesse degli utenti, residenti e turisti, quindi favorendo in tal modo l’aumento del numero dei rivenditori e dell’offerta commerciale. Il complesso destinato al commercio del pesce e della carne da anni subisce la presenza inopportuna di un’attività di ristorazione, che ne snatura la sua funzione originaria, avendo l’una e le altre esigenze differenti”.

“Per tutte le ragioni suddette riteniamo che il mercato debba essere ristrutturato, potenziato e valorizzato (per es. parcheggi zona disco, gratuiti per la prima ora), per la sua funzione calmieratrice dei prezzi, con apposite iniziative promozionali legate alla stagionalità e alla genuinità dei prodotti, con il coinvolgimento degli operatori del settore, delle organizzazioni di categoria e del vicino Istituto alberghiero”.

“In conclusione, in osservanza di un principio di giustizia fiscale, occorre verificare la regolarità del pagamento dei tributi di tutti i concessionari degli spazi commerciali sia dei mercati al coperto che di quelli all’aperto, che garantirebbe un’entrata certa da reinvestire sullo stesso servizio”.

Nella foto l’ex-sindaco Carlo Sechi leader storico di Sardenya i Llbertat

S.I.