“Rifiuti, Lubrano meglio di Bruno”

ALGHERO – “Apprendiamo da notizie di stampa che gli operai della Energeticambiente, società controllata dall’Aimeri, non ricevono lo stipendio dal mese di agosto. Se fosse vero tutto questo saremmo difronte all’ennesima prova di incapacità da parte dell’amministrazione comunale di Alghero nel fare fronte a una questione che il sindaco Mario Bruno dichiarava, all’atto de proprio insediamento in consiglio comunale, come prioritario. Neanche il nuovo assessore all’ambiente sta dimostrando capacità e competenze per affrontare tali problematiche”. Cosi Psd’Az, Patto Civico e Ncd aprono l’intervento sulla grave situazione in cui si trova il servizio di igiene urbana come fatto emergere in anteprima da Algheronews [Leggi] e che ha visto esplodere forti tensioni nell’ultimo Consiglio Comunale [Leggi].

“L’atteggiamento dell’amministrazione comunale conferma l’assoluta inconsistenza amministrativa ed incapacità di intervento su un aspetto, quello dell’igiene, così fondamentale per la città. Speravamo di non dover leggere ancora una volta le solite litanìe del tipo “è colpa di chi c’era prima” oppure “non abbiamo gli strumenti”. Ci dispiace rilevare, d’altro canto, la volontà da parte di alcune forze politiche di opposizione a non essere capaci di fare debiti distinguo tra chi oggi governa Alghero e chi l’ha immediatamente preceduto. Ci piace ricordare a tal proposito che Energeticamabiente-Aimeri opera oggi, su regime di proroga, sulle basi del vecchio appalto assegnato alla Manutencoop nel 2007 a cui subentrò la Aimeri nel 2009 avendo quest’ultima rilevato dalla Manutencoop stessa il ramo d’azienda del settore ambiente”.

“Ritornando a ciò che è possibile fare, in caso di criticità da parte dell’azienda che svolge il servizio, ricordiamo che le opportunità di intervento sono molteplici, e vanno ben oltre le sanzioni da comminare ad una azienda che tiene in scacco la città e che vorrebbe continuare a farlo. Esiste ad esempio il potere sostitutivo grazie al quale l’amministrazione si può frapporre tra azienda ed operai erogando il valore degli stipendi a quest’ultimi e scontando quella somma dal successivo pagamento all’azienda”.

“A tal proposito ricordiamo a tutti che grazie a questo strumento nel dicembre del 2012 la Giunta Lubrano attivò gli uffici per garantite il pagamento delle 13me a tutti i dipendenti Aimeri e, successivamente, per garantire il pagamento degli stipendi agli operai la giunta Lubrano impose all’Aimeri l’apertura di un conto corrente presso la filiale algherese di un istituto di credito. Oltre ad applicare la norma, e ad attivarsi fattivamente una amministrazione comunale può anche attuare delle azioni moral suasion imponendo all’Aimeri, in questo caso, di pagare agli operai nel giugno del 2013 e per intero gli importi relativi alla 14ma. Si vada oltre le apparenze e si guardi alla sostanza, troppi selfie, troppi post, zero concretezza da parte di chi più di due anni fa si presentava alla città dicendo che Alghero sarebbe diventata una seconda Svizzera; purtroppo siamo ben lontani da quel risultato, drammaticamente lontani”.

Nella foto la condizione del porto una delle sere di agosto

S.I.

Sassari città delle incompiute

SASSARI – «L’entusiasmo creato dalla decisione del comune di spostare la pista ciclabile da viale Dante in via Diaz non deve allontanare l’occhio dai tanti problemi che affliggono la città, dovuti alle incompiute della Giunta comunale». Il coordinatore comunale di Sardegna Unica Alessio Paganini ricorda che i problemi in città sono tanti e punta il dito verso il sindaco Sanna e le sue scelte amministrative. «Il risultato ottenuto dai cittadini è senz’altro un segnale di attenzione da parte del sindaco Sanna, forse resosi conto (molto tardi) dell’impopolarità raggiunta negli ultimi mesi. Rimane il rammarico per viale Italia, arteria fondamentale per la città di Sassari, ostruita da una pericolosa quanto inutile (almeno in quel tratto di strada) pista ciclabile», fa notare Paganini. Non dobbiamo però perdere di vista le tante cose importanti di cui necessita la città e il territorio.
Qualche esempio.

Scala Erre. Nel 2015 è stato approvato il progetto definitivo-esecutivo per la creazione dell’ultimo modulo da 200mila metri cubi che dovrebbe garantire almeno altri 5/6 anni di autonomia ai comuni che utilizzano la discarica, ma ancora non sappiamo quando sarà realizzato. Se è vero però, che bisogna trovare altre soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti, se i piani della regione parlano di termovalorizzatore, forse è il caso di affrontare il problema e subito. Ciò che sta accadendo ormai da qualche tempo in alcune note città italiane, dovrebbe dare l’input per trovare ora la soluzione al problema, l’ultimo modulo che dovrà essere fatto a Scala Erre è solo un posticipare il problema, una gabella per le generazioni future che si troveranno a dover far fronte alle non scelte dell’amministrazione comunale.

Ex Mattatoio di via Zanfarino. Da qualche tempo il comune parlava di lavori ormai in dirittura d’arrivo nel 2015, è ormai alla fine del 2016 non si conoscono ancora i tempi della consegna, lavori partiti nel lontano 2010. Un progetto importante per la città di Sassari che consegnerebbe ottomila metri quadri riservati alla cultura e alla ricerca. Strade e marciapiedi. La realizzazione della pista ciclabile ha giocato un ruolo importante ma anche le vie non interessate dal suo passaggio sono totalmente abbandonate. Il sindaco Sanna in più occasioni ha cercato di calmare gli animi, per far fronte a queste spese, il Comune ha acceso un mutuo da sette milioni di euro, speriamo che questo non comporti aumenti nelle tasse comunali, altrimenti a pagare saranno sempre i cittadini, forse con un più attento controllo della città, si sarebbe potuto intervenire tempestivamente facendo una semplice manutenzione preventiva che avrebbe evitato al comune l’indebitamento. Vedremo se e quando sarà effettivamente utilizzato il prestito.

«Siamo anche preoccupati – prosegue Paganini – di com’è gestito il verde pubblico, in questi ultimi mesi sono stati abbattuti diversi alberi, per problemi che non comprendiamo ma che non sono certo quelli che il comune ci comunica per giustificare il loro taglio. Basti pensare a quelli eliminati durante i lavori della ciclabile, la prima giustificazione è stata quella di alberi ormai malati». Non possiamo inoltre, non ricordare i problemi del cimitero, dovuto sempre al contenzioso aperto dal Comune con le imprese appaltatrici. Un problema che si è trasformato in un’ingiunzione da 14 milioni di euro, un mattone sulla testa dei cittadini che oltre al danno si aggiunge la beffa, oggi non ci sono più loculi disponibili. La soluzione più economica per tumulare l’estinto è la cremazione o il campo comune, diversamente si può scegliere le tombe a quattro posti con costi molto alti e non da tutti sostenibili. Oggi, per mettere una pezza momentanea a questa situazione, il comune ha deciso di concedere temporaneamente l’uso delle cappelle non ancora vendute, un problema già noto dal mese di luglio che ancora non ha avuto soluzione. Inoltre, chi pagherà i 14 milioni? Qui chi ha colpa non può non essere chiamato in causa.

A tutto questo si aggiunge il disastro Abbanoa.
Disagi infiniti che oggi si aggravano con le restrizioni idriche dovute alla siccità. Del famoso “ristoro nella bolletta di Abbanoa se l’acqua non è potabile” chiesto dal sindaco Sanna, ancora nemmeno l’ombra, questo non risolverebbe certo i problemi ma andrebbe a restituire al cittadino, i soldi extra spesi per l’utilizzo dell’acqua minerale in bottiglia ormai utilizzata non solo in cucina ma anche per lavarsi. L’acqua non sola è sporca ma anche maleodorante. Il coordinamento cittadino di Sardegna Unica chiede che il “ristoro in bolletta” sia retroattivo e segua l’inizio e la fine dei disservizi. Il sindaco Sanna è anche presidente dell’Egas, ente che governa tutto il servizio idrico, quindi anche Abbanoa. Questa sua posizione dovrebbe garantirci l’esito positivo della richiesta. Sarebbe la dimostrazione di attenzione verso chi vive da mesi questa pesante situazione, mettendo davanti agli interessi politici quello dei cittadini. Non si può far pagare un servizio del quale purtroppo i cittadini ormai da qualche tempo non godono.

Per finire il crollo del muro della Rotonda di Platamona, rimane ancora un cantiere. Oltre un anno, una stagione estiva 2016 ormai finita e i lavori non sono stati ancora ultimati. Un’immagine disastrosa è apparsa ai numerosi turisti arrivati questa estate (record di presenze), che di certo non andrà a fare una buona pubblicità del nostro litorale, disseminato di ruderi fatiscenti e pericolosi, dove a tutto questo degrado si aggiunge la sporcizia della spiaggia. Un plauso va certo a quegli imprenditori locali che con il loro coraggio e la loro determinazione, sono riusciti nel degrado più totale a creare qualche oasi curata. «Grande risultato dei cittadini sulla pista ciclabile ma sono ancora troppi i problemi di Sassari, non bisogna abbassare la guardia. Sardegna Unica sarà vigile», conclude Paganini.

Nella foto l’ex-mattatoio a Sassari

S.I.

Olimpiadi in Sardegna: vietato perderle

CAGLIARI – L’assurdo e inspiegabile “no” alle Olimpiadi da parte del sindaco di Roma Raggi e del movimento 5 Stelle potrebbe far perdere un importante occasione di sviluppo per la Sardegna. E questo è un fatto gravissimo che qualifica come irresponsabili coloro che propongono questa tipologie di scelte dettate dalla mancanza di volontà di assumersi responsabilità e governare per il vero bene comune. Ad intervenire sul tema è l’ex-assessore regionale al Turismo Roberto Frongia. Il leader dei Riformatori Sardi si rivolge direttamente al Presidente della Regione Francesco Pigliaru attraverso una lettera aperta.

Pregiatissimo Presidente della Giunta Regionale,
le Olimpiadi possono rappresentare, oggi, l’occasione storica per fare un passo decisivo verso la rinascita dell’Isola.
Senza voler disputare sulle responsabilità del ritardo strutturale, abbiamo l’opportunità di veder riconosciuti quei diritti negati ai sardi: le pari opportunità, vale a dire il diritto di avere le stesse possibilità che hanno i popoli che vivono sulla piattaforma continentale; il tema è quello dell’insularità, oggetto di statuizioni di diritto internazionale, in specie pattizio, e comunitario, a cui bisogna sommare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce all’articolo 14 un divieto generale di discriminazione. Possiamo dare prova di legalità e trasparenza nella gestione degli appalti. Possiamo raggiungere la reale coesione dell’intero territorio nazionale superando i divari strutturali e infrastrutturali. Abbiamo l’opportunità di migliorare quella percentuale del prodotto interno lordo che risulta formato per meno dell’8 per cento dal turismo.
Insomma, abbiamo l’occasione di fare la storia, Le chiedo pertanto di collaborare con i Governatori del Meridione d’Italia che ritengono di non dover perdere questa chance, permettendo alle regione Sardegna, l’Isola più periferica nel Mediterraneo, una effettiva e illimitata continuità territoriale con la parte continentale della Repubblica e con l’Europa.

Nella foto Roberto Frongia

S.I.

Spazi: mercato chiuso da 6 mesi

ALGHERO – La totale inerzia dell’azione amministrativa e della distanza della politica dalle quotidiane istanze dei cittadini è riscontrabile in diverse problematiche ancora irrisolte e sotto gli occhi di tutti. Tra le tante, che volta per volta andremo ad evidenziare, c’è la chiusura del mercato di frutta e verdura in via Sassari. “Cade una plafoniera sul collo di una operatrice ed è tragedia sfiorata nel mercato ortofrutticolo di Alghero, chiuso per inagibilità. La commerciante per fortuna se l’è cavata con un lieve trauma alla cervicale ma poteva andare anche peggio”, così recitava la cronaca di quei giorni sui quotidiani. Ovvero il 7 marzo del 2016.

Sono trascorsi sei mesi e la struttura è ancora chiusa. Le attività sono state tutte accorpate nel plesso di via Cagliari. Anche qui, nonostante vi sia una dichiarata volontà di poter realizzare un’offerta unica con anche carne e pesce, è necessario che per giungere a tale obiettivo vengano attuati degli interventi di riqualificazione. Invece entrambe le strutture si trovano ancora in attesa di annunciate azioni da parte dell’amministrazione compresa quella di realizzare nello spazio adiacente Piazza Pino Piras un luogo dove ospitare manifestazioni culturali e spettacoli.

Ciò visto anche la recente discussioni sugli spazi che vede Alghero, nonostante l’annunciata candidatura a capitale della cultura del Mediterraneo, non abbia uno spazio al chiuso proprio dove fare cultura. Una situazione a dir poco paradossale, anzi in linea con quelle che sono le dinamiche degli ultimi anni tutte basate su apparenze e promesse e molto poco su azioni concrete volte a dare vigore al tessuto sociale ed economico. E questo che si parli di comparto mercantile, con la rivendita storica di frutta e verdura chiusa da sei mesi per la caduta di un lampadario, o che ci si soffermi sul tema tanto decantato della cultura che vede un Teatro Civico sempre più museo e ancora meno luogo reale di rappresentazioni, spettacoli, cultura e dunque vita reale.

Nella foto il mercato della frutta e verdura ancora chiuso

S.I.

Piogge: litorale danneggiato |foto

ALGHERO – L’acquazzone di pochi giorni fa, oltre che mandare in tilt la città, creare numerosi danni a case e attività, ha anche danneggiato diverse strutture pubbliche del territorio. [Leggi] Come segnalato da alcuni cittadini, davanti alla piazzetta Maria Carta, lungo il litorale sabbioso a pochi metri dal Lido, l’abbondante pioggia ha scavato un canale dalla strada verso il mare, una sorta di naturale sfogo, portando alla luce diverse rocce e soprattutto andando a ridurre in macerie parte del muretto che divide la pista ciclabile dalla spiaggia impedendo in questo modo un’adeguata e sicura discesa mare.

Condizione che si è creata, anche in questo caso, per una scarsa manutenzione di questa porzione del territorio che in vista del temporale del 14 notte, doveva trovare maggiore attenzione nella pulizia delle caditoie e nella creazione artificiale di canali utili a far defluire l’acqua piovana verso il mare. Piccole azioni che avrebbero impedito che ci fossero i danni soprattutto in quella zona della città solitamente interessata dai problemi connessi ai nubifragi. Rispetto ai danni a pochi metri dagli stabilimenti, i cittadini chiedono un intervento immediato vista anche la pericolosità di transitare in quel punto molto frequentato anche da famiglie, bambini e turisti.

Nella foto la zona danneggiata

S.I.

“Bruno spenga il play-back”

ALGHERO – Nonostante siano trascorsi ben 5 anni dal secondo mandato di Marco Tedde a guida delle amministrazioni di centrodestra, ancora oggi chi governa continua a tirali in ballo riguardo presunte responsabilità sulle varie problematiche cittadine. Un modo di gestire la cosa pubblica non proprio responsabile e lungimirante. Governare col torcicollo, è stato già ribadito più volte [Leggi], significa sbattersi ad un ogni ostacolo dando sempre le colpe agli altri e mai a se stessi. Così potrebbe condurre verso il baratro una comunità buttando ogni questione in polemica, diffondendo annunci con rare occasioni per adoperarsi nel trovare delle soluzioni ai tanti problemi.

Questo vale, tra le tante questioni ancora irrisolte, pure per il sistema idrico. E’ evidente che ci sono ataviche problematiche, ma chi amministra ha il dovere (non solo morale) di lavorare per risolverle e non puntare il dito continuamente contro chi non siede più a Sant’Anna da diversi anni. Senza considerare che l’attuale sindaco di Alghero e in particolare importanti rappresentanti del suo gruppo e maggioranza, assessori compresi, governano già dal 2012. Tutto ciò non dimenticando che in maggioranza è presente anche l’Udc che è stato colonna portante coi suoi leader proprio delle compagine guidate da Tedde. E nel weekend il web è esploso in una serie infinita di commenti e post, spesso ironici, ma anche molto severi, rispetto le rinnovate accuse verso i precedenti amministratori riguardo l’appalto di igiene urbana [Leggi] fino anche da irridere l’amministrazione sul grave caso di cronaca che ha visto una bimba essere morsicata da un grosso topo mentre dormiva nella casa dei suoi genitori alla Petraia [Leggi]. “”Diranno che si tratta di topi del centrodestra”, è stato rimarcato in maniera irrisoria da alcuni esponenti politici e cittadini.

Ad evidenziare il concetto è stato anche il consigliere comunale ed imprenditore Enrico Daga: “Marco Tedde non è più sindaco da quasi cinque anni, le lacune che evidenzi (il riferimento è a Mario Bruno ndr) sono il motivo del fatto che hanno dato a te la fiducia per risolvere dopo di lui. Prima ci hai provato con Lubrano, poi l’hai fatto fuori e ti ci sei messo in “prima persona plurale”, con i risultati evidenti. Guardati allo specchio, li troverai tutte le risposte. Qualcuno gli dica di spegnere il play back, tutto questo è insopportabile”.

Nella foto il lungomare Dante allagato

S.I.

Caos rifiuti, Selva: colpa del passato

ALGHERO – “Dispiace che l’urlatore Pais sia tra i pochi a non veder miglioramenti nel servizio di nettezza urbana in città e gli sforzi che, a tutti i livelli, si son messi in campo per far fronte ad una situazione difficile causata anche dalle numerose proroghe del discusso servizio nato negli anni dell’amministrazione da lui partecipata. Preferisce sparlare e calunniare, senza capire che solo col responsabile atteggiamento e coinvolgimento di tutte le parti interessate – cittadini, amministrazione e azienda – si potrà seriamente affrontare il delicato passaggio al nuovo capitolato”. Lo dichiara l’assessore all’ambiente ed ecologia del comune di Alghero, Raniero Selva, in risposta alla nota [Leggi] del consigliere ed ex amministratore di Forza Italia, Michele Pais che si basava su quanto già pubblicato da Algheronews [Leggi] ovvero che i lavoratori del servizio igiene urbana non prendono lo stipendio da mesi e soprattutto hanno un parco mezzi in piena decadenza, oltre che all’orizzonte una proroga illimitata che sta provocando disastrosi effetti su servizio stesso.

“Nell’attesa, a differenza di quanto possa pensare Pais, c’è una presenza attenta e costante affinché la ditta osservi con puntiglioso impegno i propri doveri, e uno sforzo comunicativo perchè anche i cittadini, residenti e non, possano essere messi nelle condizioni di rispettare a pieno le poche regole di conferimento, contribuendo così in modo decisivo a migliorare il decoro urbano. Da parte dell’Amministrazione comunale non c’è alcun ritardo negli adempimenti burocratici inerenti i pagamenti all’azienda (però con le amministrazione precedenti, l’azienda non otteneva le mensilità fino a che non pagava gli stipendi ndr), seppur gli uffici del servizio ambiente negli ultimi tempi abbiano comminato numerose contravvenzioni a causa del mancato espletamento di alcuni servizi essenziali”.

“Per tutte queste ragioni, l’unica gravità e drammaticità sta nell’avere consiglieri comunali, alcuni dei quali perfino partecipi e coautori dell’amministrazione che ha licenziato l’appalto tuttora in vigore, che anziché contribuire seppur col solo esempio a migliorare la situazione, utilizzano strumentalmente lavoratori e dipendenti col probabile desiderio che nulla cambi”.

Nella foto uno dei tanti stalli che in queste settimane hanno visto il caos rifiuti ad Alghero

S.I.

Piano agro ancora molto lontano

ALGHERO – “Non perderemo neppure un euro del nuovo PSR!”, questo è stato il fin troppo ottimistico mantra rifilato dalla nostra Amministrazione comunale fin dallo scorso mese di marzo. Eppure, se non fosse stato per il fortuito slittamento della data di presentazione delle domande, di giovedi scorso, 15 settembre, tutti gli imprenditori agricoli della Sardegna avrebbero iniziato ad inoltrare agli uffici competenti le proposte di finanziamento.
In effetti non proprio tutti: Alghero esclusa, s’intende!

E questo, in buona sostanza, avrebbe significato la rapida, inesorabile e costante erosione delle risorse a valere sulle misure relative all’ammodernamento delle aziende agricole e insediamento dei giovani agricoltori.
Una clessidra monetaria dove ogni euro speso è un euro perso per Alghero e i suoi imprenditori agricoli.
Ma, per nostra fortuna, non è stato così: evidenti lacune dei bandi stessi ne hanno suggerito l’immediata sospensione e la proroga a data da destinarsi ma, comunque, non successiva al 21 ottobre p.v. (almeno stando alle dichiarazioni dell’Assessorato). Tale slittamento, tuttavia, non dovrebbe rappresentare motivo di giubilo per l’amministrazione algherese impegnata nella redazione del Piano di valorizzazione delle aree di bonifica o, come ormai i più intendono, nel “PUC dell’agro”. Come più volte ricordato, la cantierabilità degli interventi oggetto di finanziamento rende necessario avviare le pratiche per la partecipazione dei bandi ben prima della loro apertura. Per Alghero, verosimilmente, questi tempi saranno oltremodo incrementati per via degli evidenti vincoli paesaggistici.

E’ evidente, quindi che, calcolatrice alla mano, se anche il “PUC dell’Agro” venisse approvato oggi, difficilmente un imprenditore agricolo algherese potrebbe accedere, nell’immediato, a gran parte dei finanziamenti. Ma, ahimè, il Piano di valorizzazione non verrà approvato né oggi né nei prossimi giorni. Le notizie diffuse mezzo stampa dall’Amministrazione cittadina, infatti, evidenziano che si è appena intrapresa la fase di scoping (analisi preliminare) della valutazione ambientale con la consegna degli elaborati da parte del Comune di Alghero agli Enti portatori di interesse. Come dire che se non si è in alto mare, quantomeno ci si trova ben lontani dalla costa. A margine di questi, che considero dati di fatto, mi permetto alcune considerazioni da tecnico e cittadino di Alghero. Probabilmente si sono commesse “leggerezze” in passato: parlo della semplicità con cui l’allora Governatore Soru, con il beneplacito di tutto il PD (attuale e meno attuale), sia riuscito a vincolare funzionalmente gran parte dell’agro algherese; parlo della semplicità con cui sono stati approvati dei vincoli così restrittivi da rendere difficile, dieci anni dopo, lo scioglimento di quelle maglie volute proprio dal PPR; parlo del modo in cui, così grossolanamente, si sia sottovalutata la portata del PSR a tal punto, persino oggi, da non ricorrere a tutte le risorse disponibili, in termini di tempo e capitale umano, per evitare di perdere il sostegno economico a favore delle aziende agricole. Non mi pare, tuttavia, un buon motivo per continuare a perseverare in questo errore di fondo.

Siamo, oramai, al giro di boa e questa Amministrazione dovrebbe, inevitabilmente, decidere che destino offrire al proprio territorio, al di là della mera espletazione dei compitini da fare a casa suggeriti dalle strutture regionali. È diventata non più procrastinabile la definizione delle potenzialità del nostro agro e della direzione che ad esso si vorrà far assumere. Non è concepibile, oggi, pensare che tutta la nostra economia agricola si possa basare su poche (seppur, per fortuna, importanti) realtà imprenditoriali, relegando, di fatto, le attitudini produttive dei nostri agricoltori a mere elucubrazioni oniriche. Non è superfluo ricordare come il benessere economico, la tutela del paesaggio, il miglioramento dell’ambiente di vita, il richiamo turistico derivino, in buona parte, da una ragionata politica agricola. La stessa che oggi pare non trasparire dagli atti pubblici e dalla snervante lentezza con cui si interviene sugli iter procedurali. Siamo in periodo di vendemmia e, per ogni buon viticoltore, è giunto il momento di cogliere i frutti del suo duro lavoro. Per quelli meno bravi, il tempo per osservare con invidia il campo del vicino, sbraitare levando i pugni al cielo o millantare circa prossimi, ed improbabili, futuri raccolti.

Dott. Ferdinando Manconi
Agronomo e Pianificatore Territoriale

“Bruno fa il portavoce di Abbanoa”

ALGHERO – “Se prima avevamo qualche dubbio sulla capacità di Bruno di manifestarsi ed agire come rappresentante di una comunità, oggi ne abbiamo la certezza.” L’ex sindaco di Alghero Marco Tedde replica a Bruno nella “querelle” [Leggi] sul mancato uso dei vasconi realizzati per impedire gli allagamenti in caso di forti piogge. “Avremmo avuto la possibilità di denunciare con prove inconfutabili –prosegue il vice capogruppo di Forza Italia- che la maggior parte dei danni causati dall’acquazzone sono ascrivibili alla cronica assenza di interventi di pulizia delle caditoie, ma non lo abbiamo fatto. Abbiamo preferito, invece, dare un contributo con rilievi e proposte tecniche sull’utilizzo dei vasconi di polmonazione al fine di porre fine agli allagamenti e agli sversamenti a mare. Questo per far fare alle strutture ciò per cui sono state realizzate. Tutti elementi che Bruno può apprendere nel dettaglio incontrando i tecnici comunali che hanno seguito i lavori. Lo stizzito Bruno –sottolinea il consigliere regionale algherese- ha risposto a modo suo: con le solite illazioni e velate minacce di azioni giudiziarie che rinviamo al mittente che suo malgrado, invece, nuota nell’agone giudiziario”.

“Ma ciò che veramente preoccupa è che Bruno dimostra di essere il portavoce di Abbanoa. Decida Bruno –punta il dito Tedde- se intende rappresentare gli algheresi e far funzionare i vasconi di polmonazione o continuare a proteggere Abbanoa per ingraziarsi ben noti potentati economici e politici che gravitano sull’asse Nuoro Cagliari, dai quali spera di ottenere riconoscenza. Smetta di fare il portavoce acritico di Abbanoa, della quale conosciamo le negligenze nella gestione del sistema idrico fognario cittadino certificate da vari procedimenti sanzionatori della Provincia. Si spogli dalle vesti della suocera lagnosa e inizi ad affrontare i problemi di una città che lo percepisce attento ai palcoscenici mediatici ma distratto sull’impegno per la soluzione dei problemi che s’è candidato a risolvere. Interrompa questo stucchevole e maleodorante gioco dello scaricabarile sulle precedenti amministrazioni. In oltre quattro anni che di fatto amministra Alghero –evidenzia Tedde- non ha dimostrato di avere le idee chiare sui problemi che l’affliggono”.

“E, dulcis in fundo, decida se con sprezzo del ridicolo è meglio dare credito alle tesi dilatorie e strumentali di Abbanoa oppure –chiude il consigliere regionale- se nell’interesse degli algheresi è necessario affidarsi alla esperienza e conoscenza dei problemi che risiede negli uffici dell’amministrazione e nei suoi funzionari che hanno sempre combattuto contro l’incapacità di questo ente regionale di gestire il servizio idrico integrato in modo dignitoso.”

Nella foto Marco Tedde in Consiglio Regionale

S.I.

Caos rifiuti: servizio al collasso

ALGHERO – “Situazione gravissima, per non dire drammatica, quella del servizio di nettezza urbana ad Alghero.
Nonostante i proclami trionfalistici del Sindaco e un avvicendamento nell’incarico assessoriale che avrebbe dovuto cambiare verso ad una gestione pessima del servizio, quello che sta avvenendo in queste ore, ha del drammatico”. E’ il consigliere di Forza Italia Alghero Michele Pais a riprendere quanto fatto emergere da Algheronews riguardo i gravi problemi del servizio di Igiene Urbana ad Alghero in capo all’assessore Selva.

“Infatti, ad oggi, tutti i dipendenti della società appaltatrice, la Energetika Ambiente Srl controllata dalla Aimeri SpA, si trovano senza avere ancora percepito lo stipendi di Agosto. Un ritardo gravissimo che aumenta i dubbi circa la possibilità e capacità di tale società a gestire un appalto così delicato. Si ripete ancora una volta quanto già accaduto nel passato con ritardi gravissimi nel pagamento degli stipendi e che ha visto l’Amministrazione di Alghero come una passiva spettatrice incapace di intervenire e evitare che simili avvenimenti possano accadere. Un fatto simile non fa altro che aggravare la condizione di degrado ambientale della nostra città, posto che non è difficile immaginare che la grave situazione di disagio a cui sono costretti i lavoratori si ripercuoterà sul servizio, già pessimo. Ma la cosa che fa più rabbia è l’assenza totale dell’Amministrazione comunale, che però torna ad essere presente quando si tratta di chiedere il pagamento della Tassa sui rifiuti parametrata sui maggiori costi del nuovo appalto mai partito. Oltre al danno di avere un servizio pessimo, viviamo la beffa di pagare per servizi mai erogati! Una situazione che mette l’amministrazione comunale in una condizione di assoluta illegittimità che, mi auguro, le associazioni dei consumatori rilevino al fine di restituire ai cittadini il maltolto. Per non parlare del servizio stagionale, partito con oltre un mese di ritardo, svolto malissimo e che oggi vede non riconfermati 10 stagionali sui 19 storici e continuativi. L’ennesima emorragia di posti di lavoro creati dall’amministrazione Bruno, incapace di far funzionare qualsiasi servizio ma, evidentemente capacissima a distruggere tutto ciò che in precedenza funzionava”.

“Ma il Sindaco di Alghero, così solerte nel calcare i palcoscenici delle manifestazioni (neanche ideate da lui) così veloce a farsi i selfie dall’autodromo di Monza e annunciare la partenza del Giro d’Italia da Alghero, in queste situazioni in cui dovrebbe fare il Sindaco, sparisce! Dove sono lui e il suo nuovo assessore? Cosa stanno facendo mentre la Città sprofonda nel baratro ogni giorno di più? Smettano di fare “gomma” sui media e su fb e si attivino immediatamente per disporre il pagamento degli stipendi agli operi, anche intervenendo direttamente col potere sostitutivo, sanzionando al contempo in maniera esemplare gli inadempimenti dell’azienda. Ma soprattutto si interroghino sull’utilità di una loro permanenza al governo della Città, che ormai per la stragrande maggioranza dei cittadini è inesistente”.

Nella foto Michele Pais

S.I.