Bella Ciao, forti critiche da Pais

ALGHERO – “C’è poco da fare, l’Amministrazione Bruno non riesce a far parlare di Alghero, oltre le mura, se non per scandali, casi e questioni che gettano una luce fosca sulla città. Eppure, viste la basi di partenza, non sarebbe stato difficile fare bene. Ma agli attuali amministratori piace proprio complicarsi la vita”. Cosi Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia Alghero, che, attraverso una nota diffuso a mezzo stampa, interviene sulla polemica di queste ore che ha invaso i social e di cui ne parla in tutta Alghero [Leggi.]

“Ciò avviene anche nell’ambito della gestione degli spettacoli e, in particolare, degli appuntamenti natalizi e di fine anno. Mi riferisco, in particolare, alla performance “Bella Ciao” (il nome dice già tutto) in cui una artista francese, seduta immobile nella centralissima Via Roma con indosso solo una sottile sottana, è stata travolta da un particolarissimo “fiume” di patate, fresche e pulite, che ha fermato la sua corsa proprio attorno alla protagonista”.

“Al di là dello sdegno per il cibo buttato per terra, che personalmente ho trovato di pessimo gusto soprattutto dal punto di vista simbolico per il messaggio immediato che trasmetteva (il cibo non si butta mai, neanche quello povero come le patate), non capisco come una iniziativa simile, a dir poco “ermetica” e incomprensibile ai più, possa conciliarsi con i festeggiamenti di fine anno e ancora di più col clima natalizio. Sia chiaro, non si vuole criticare l’offerta degli eventi proposti e degli allestimenti della Città curati dalla Fondazione Meta a cui, grazie alla buona volontà del CdA e del suo Presidente in particolare, si può dare un giudizio complessivamente positivo, ma la decontestualizzazione della suddetta “rappresentazione culturale” penso sia assolutamente incontestabile, così come totalmente incomprensibile”.

“Così come pessima è stata la risposta degli organizzatori secondo cui le patate, sarebbero state raccolte e donate al centro di accoglienza degli emigrati Vell Marì. Sul punto mi verrebbe da fare delle considerazioni durissime che, per rispetto di queste persone, pudore ed educazione, evito di esporre. In conclusione, una domanda mi sorge spontanea… quanto è costato il suddetto “spettacolo”? Fosse stato gratis, la considerazioni non muterebbero ma sapere quante risorse pubbliche abbia comportato è comunque interessante oltreché fondamentale perché i cittadini possano formarsi un giudizio su come vengono spesi i denari pubblici”.

G.V.

“Chi dorme non piglia Rally”

CAGLIARI, 13 DICEMBRE 2016 – “La Giunta si svegli dal suo torpore e assicuri alla Sardegna il mondiale di Rally”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commentando le notizie riguardanti i ritardi nell’accordo con gli organizzatori. “Il binomio rally mondiale-Sardegna rappresenta una tradizione vincente e un veicolo formidabile per la promozione della nostra isola, perché porta il nome della nostra terra in tutto il mondo. Ad una giunta regionale che finora si è distinta solo nei tardivi addobbi aeroportuali, con una promozione rivolta a chi è già arrivato in Sardegna, chiediamo di non dissipare un patrimonio consolidato negli anni e di mantenere nell’isola il rally”.

“Poiché già in passato altre aree del Paese hanno tentato di aggiudicarsi la competizione – sottolinea l’esponente azzurro- sarebbe stupido fare un regalo simile e soprattutto sarebbe un danno in termini di presenze turistiche in un momento in cui la competizione con altri territori è alta. Tra una vertice e l’altro per il rimpasto, il presidente della Regione – ha concluso Cappellacci- si occupi anche della Sardegna”.

Nella foto un momento del rally 2015

S.I.

Asinara: urgono scelte coraggiose

PORTO TORRES – “Da oltre un secolo l’isola dell’Asinara è l’oggetto dei desideri di regnanti, ministeri, funzionari dello stato e sindaci di località limitrofe. L’avvio alle azioni di saccheggio le mise in atto Re Umberto 1° con il Regio Decreto n. 3183 del 1885, quando espropriò il 50% del territorio di Porto Torres per farne un Lazzaretto a Cala Reale ed una colonia penale a Cala d’Oliva. Le battaglie condotte unitariamente dentro e fuori il Consiglio Comunale di Porto Torres sono servite a smuovere le coscienze di deputati e senatori Sardi, con in testa il Democristiano Montresori ed il Sardista Franco Meloni, che riuscirono ad inserire l’isola dell’Asinara nel nascente Parco Nazionale del Gennargentu”. Cosi il Partito Sardo d’Azione, sezione Simon Mossa, di Porto Torres, riguardo il tema dell’Asinara.

“Fu quella una intuizione politica di alto profilo istituzionale che permise la liberazione dell’isola da una pesantissima servitù carceraria. Qualsiasi altra strada si sarebbe rivelata fallimentare, in quanto erano in atto gigantesche pressioni per l’istituzione, su quel Paradiso Terreste, di un carcere leggero che lo avrebbe vincolato a vita. Grazie a quella rivendicazione politico/istituzionale oggi il Parco Nazionale dell’Asinara è in essere…mentre quello del Gennargentu è abortito. Il PSd’Az, a tutti i livelli, si è sempre speso per limitare al massimo la presenza ingombrante dello Stato Italiano nel nostro territorio, tant’è che è ancora agli atti del Consiglio Regionale la nostra proposta di regionalizzare il governo del Parco. La stessa conquista della continuità territoriale con partenza da Porto Torres, è frutto del lavoro sinergico tra le passate Amministrazioni e l’assessorato regionale ai trasporti a guida Sardista”.

“Nella storia della città, per quanto riguarda l’Asinara, Porto Torres ha dato molto di più di quanto abbia avuto in cambio, sia in costi economici che sociali. È giunto il momento di presentare il conto! Non è più tollerabile che la nostra comunità subisca inerme decisioni assunte in altre sedi, ma che ci riguardano direttamente. Va riportata in capo al nostro comune la centralità delle decisioni sulla pianificazione strategica dell’isola dell’Asinara. Se Whheeler sarà capace di farlo, noi saremo al suo fianco per darle man forte”.

“In questi anni abbiamo assistito a diverse proposte di tipo provocatorio da parte del comune di Stintino: inserimento nel loro statuto di autonomia la possibilità di annessione del territorio dell’isola Parco, l’interconnessione di piani strategici, essere terminali di impianti di approvvigionamento idrico e quant’altro. Non abbiamo mai visto, viceversa, lo stesso comune fare grandi battaglie contro il Governo Italiano, quando lo Stato si è riservato gli immobili di Cala Reale per usi governativi, togliendoli alla fruibilità sociale e turistica. Non lo abbiamo inteso protestare nei confronti della Regione Sardegna, quando quest’ultima istituì la Conservatoria delle Coste, avocando a se la gestione del patrimonio immobiliare dell’isola”.

“L’Asinara può e deve essere il volano economico per l’intero territorio. Perché ciò si verifichi, non servono rivalità istituzionali e tanto meno primogeniture politiche. Piuttosto occorrono alleanze coese e sinergiche, dove il comune di Porto Torres non può essere subalterno a nessuno. Ci sono ancora grandi battaglie da compiere affinché il Parco possa creare sviluppo e occupazione e le controparti si chiamano Stato Italiano e Regione Sarda. Il Consiglio Comunale si faccia carico di redigere un progetto strategico da presentare alla città prima ed ai comuni dell’Area Vasta poi. Progetto che non potrà prescindere da: Il potenziamento della linea Porto Torres Cala Reale, con natanti veloci che riducano i tempi di percorrenza, viaggiando in continuità territoriale; La riperimetrazione del Parco, estrapolando il borgo di Cala d’Oliva per farlo diventare “quartiere” di Porto Torres a tutti gli effetti; La requisizione degli immobili a Cala Reale, destinabili a civile abitazione, per darli a Portotoresi che vorranno vivere ed abitare stabilmente sull’Isola Parco, La requisizione di un immobile di pregio, tra quelli presenti a Cala Reale, per farne la sede stabile del Comune di Porto Torres; La requisizione di un immobile, tra quelli attualmente destinati a caserme a Cala Reale, da adibire a fini scolastici, per l’attività didattica e di educazione ambientale, che le scuole cittadine pianificheranno”.

“Chiediamo, pertanto, a Sindaco e Presidenza del Consiglio Comunale di creare le condizioni affinché, sulla questione Asinara, si possano concretizzare decisioni coraggiose e lungimiranti, assunte con la massima unità e condivisione di tutte le forze politiche che siedono sui banchi dell’assemblea civica. Se saranno in grado farlo, il PSd’Az darà loro man forte e, su temi di respiro economici e sociali come questi, non farà mai mancare il proprio sostegno politico e supporto logistico”.

Nella foto l’Asinara

S.I.

Impianti sportivi: ancora problemi

ALGHERO – “Spiace dirlo, però non possiamo più aspettare in eterno. Come gruppo stiamo facendo enormi sacrifici pur di riportare il calcio A5 agonistico in città ed è veramente una beffa non avere la possibilità di poterci allenare al coperto. Stiamo affrontando la serie C2 regionale, e nonostante pioggia, freddo e umidità continuiamo ad allenarci su un sintetico all’aperto”. E’ l’allenatore dell’Audax, Antonio Baldino, a ritornare su una questione che pareva risolta, almeno restando agli annunci e comunicati ufficiali dell’amministrazione Bruno, e in particolare dall’assessore allo Sport Usai [Leggi], ed invece siamo ancora fermi alle parole. Infatti il passatto degli impianti sportivi ai privati è ancora solo sulla carta, ma nei fatti le società (pare per qualche problema burocratico) non hanno ancora preso possesso delle strutture e questo sta creando non pochi problemi, diretti e indiretti, come proprio nel caso dell’Audax.

“Purtroppo – commenta Baldino – i tempi del bando comunale di dare le strutture sportive cittadine in gestione, si sta prolungando e stiamo valutando la possibilità di emigrare dalla nostra città. Giochiamo le partite casalinghe al PalaCorbia ma in tre mesi e mezzo di campionato, non siamo riusciti ad avere la possibilità di poterci allenare. Abbiamo preso contatti con il comune di Olmedo e stiamo discutendo sulla possibilità di spostarci nel comune vicino x proseguire nell’attività di difendere e indossare i colori giallorossi della nostra città.

“La cosa che non si riesce a capire sono i tempi che si stanno allungando per tale procedimento. Se ci dovesse essere qualche società che non può più rispettare il bando a cui ha partecipato, che lo dicano chiaramente. Che venga annullata quella concessione e rivenga messa a bando in tempi stretti. Le società hanno bisogno di certezze e non di iter lunghissimi”, o meglio infiniti, potremmo dire.

Nella foto Antonio Baldino

S.I.

Scuolabus: vogliamo risolvere tutto

ALGHERO – – “Un caso limite che tuttavia va risolto. C’è tutta la volontà da parte dell’Amministrazione di impedire che le polemiche e le strumentalizzazioni, e anche gli esposti, producano l’unico risultato che si vorrebbe evitare: rendere ostico recarsi a scuola”. Il caso sollevato in questi giorni non può infatti prescindere dal fatto che per usufruire del servizio scuolabus del Comune di Alghero, come da regolamento, è necessario risiedere nel Comune di Alghero. [Leggi]

“Molte, quasi tutte, le criticità del servizio sono state risolte – aggiunge Gabriella Esposito – con buon senso. L’Amministrazione sta compiendo tutte le iniziative necessarie a trovare un accordo con il Comune di Sassari, tenendo presenti le prescrizioni di legge e che le prassi adottate in precedenza vanno necessariamente confrontate con gli obblighi normativi a cui gli uffici devono far riferimento”. Da verifiche in corso risultano altri casi simili, cioè di famiglie che risiedono in territorio di Sassari e di Olmedo i cui figli frequentano le scuole di Santa Maria La Palma.

In questi casi il servizio viene svolto dagli scuolabus del Comune di Sassari con relative tariffe differenti da quelle di Alghero. Al riguardo, e per definire tutti i casi simili, l’Assessorato all’Istruzione ha preso contatti on il Comune di Sassari per programmare un incontro al fine di addivenire ad una forma di accordo, una strada che possa portare ad una convenzione per il trasporto scolastico dei residenti nel comune di Sassari in aree limitrofe alla delimitazione dei due territori.

Attualmente va tenuto presente che vi sono due atti inequivocabili che rendono impossibile, nonostante la volontà di mettere in campo tutto il buon senso, dimostrata con lo svolgimento di sopralluoghi tecnici appositi, alla presenza del Sindaco Mario Bruno e dell’Assessora Gabriella Esposito, la fermata degli scuolabus nella strada statale 291 della Nurra. Il primo è quello della Motorizzazione Civile che rileva l’inapplicabilità delle norme del codice della strada all’interno di proprietà private e quindi il divieto di ingresso. Il secondo è quello della Polizia Municipale di Alghero che ha rilevato le condizioni di assoluta pericolosità delle operazioni di sosta e fermata, condizioni peraltro evidenziate a apposita segnaletica orizzontale e verticale.

Nella foto l’assessore Esposito

S.I.

Agro, comitati: incontro con Erriu

ALGHERO – “Abbiamo incontrato ieri pomeriggio, come rappresentanti dei Comitati di Borgata di Maristella, Sa Segada Tanca Farrà e Guardia Grande – Corea l’Assessore Regionale agli Enti Locali, Finanza e Urbanistica Cristiano Erriu per fare il punto della situazione sul Piano di Conservazione e Valorizzazione della Bonifica”. Cosi fanno sapere i responsabili dei Comitati di Borgata di Maristella, Sa Segada Tanca Farrà e Guardia Grande – Corea.

“Sono mesi che dall’Amministrazione di Alghero non giungono segnali e le ultime informazione che avevamo erano dello stallo della pratica in Comune. L’Assessore Erriu è stato come sempre molto gentile, ci ha aggiornati e ha preso degli impegni precisi a stretto giro. Per domenica 18 dicembre il Sindaco Bruno ha indetto una riunione alle ore 10,30 aperta a tutti nella Borgata di Guardia Grande allo scopo di informare gli abitanti sullo stato dell’iter e sulle problematiche che sta incontrando il Comune in riferimento alle integrazioni al Piano richieste dalla Regione. Come Comitati di Borgata stiamo seguendo passo passo la vicenda spronando al lavoro tutti gli attori coinvolti affinché il documento veda la luce nel più breve tempo possibile. Ringraziamo i consiglieri comunali Mimmo Pirisi e Enrico Daga per aver promosso l’incontro di ieri con l’Assessore Regionale Cristiano Erriu”.

Nella foto un incontro tra l’assessore Erriu e i rappresentanti delle borgate

S.I.

Borgate, tempo scaduto: incontro

ALGHERO – “Si informano tutti i cittadini e gli imprenditori agricoli della bonifica storica algherese che il Sindaco di Alghero ha convocato per Domenica 18 Dicembre 2016 alle ore 10:30 presso il salone sociale di Guardia Grande un’assemblea per la presentazione delle novità legate al Piano di Valorizzazione e Conservazione della Bonifica storica algherese”. Cosi il presidente del Comitato Zonale Nurra Daniele Dore.

“Come è noto l’approvazione del piano di valorizzazione da parte della Regione è una delle condizioni necessarie per poter sbloccare gli attuali vincoli urbanistici, quindi l’impossibilità a edificare, imposti dalla legge denominata Piano Paesistico Regionale. L’approvazione di questo importante strumento urbanistico risulta quindi fondamentale per poter presentare i progetti di miglioramento fondiario usufruendo delle ingenti risorse messe a disposizione dai bandi del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), condizione necessaria in quanto per la partecipazione viene richiesto il requisito della “canteriabilità”, ovvero la disponibilità immediata di tutte le autorizzazioni, edilizia e paesaggistica. Tale condizione attualmente è impossibile per via dei vincoli introdotti dal PPR sul nostro territorio, classificato come bene identitario, che richiedono la predisposizione del PUC, Piano Urbanistico Comunale, e di un piano particolareggiato per le aree soggette a vincolo, il piano di valorizzazione e conservazione del bene identitario”.

“L’iter del piano di valorizzazione, avviato a marzo 2016 grazie ad una delibera della Giunta regionale che ne consentiva lo stralcio dal Puc come variante urbanistica al Prg, ha subìto uno stop ad ottobre 2016 con la richiesta da parte degli uffici regionali di un preventivo adeguamento del Piano di Assetto Idrogeologico che non viene aggiornato dal 2005. Adempimenti che l’assessore Usai dichiarò avrebbero portato ad un ulteriore ritardo di almeno un anno, auspicando un maggiore coordinamento tra agenzie e assessorati regionali per arrivare ad una soluzione per non rendere vani gli sforzi dell’amministrazione comunale”.

“Durante l’evento di chiusura di #mondorurale il 20 novembre a Guardia Grande, il Sindaco aveva ribadito l’impegno per sbloccare la situazione del piano di valorizzazione e annunciato un incontro a fine novembre per studiare di concerto con gli uffici regionali una soluzione che potesse consentire di arrivare in tempi brevi all’approvazione e consentire così agli agricoltori e imprenditori agricoli della bonifica storica algherese di avere le stesse opportunità delle aziende del resto della Sardegna, rilanciando al contempo un settore trainante dell’economia di Alghero. Invitiamo quindi tutti gli interessati a partecipare all’assemblea convocata dal Sindaco a Guardia Grande dove saranno presenti i tecnici e i dirigenti regionali competenti, auspicando che si arrivi finalmente ad una soluzione per concludere l’iter di approvazione del Piano di Valorizzazione e Conservazione della Bonifica storica algherese”.

Nella foto Daniele Dore

S.I.

Olmedo, Pigliaru dimentica lavoratori

CAGLIARI – “Il silenzio della Giunta Pigliaru sulla vertenza della miniera di Olmedo è l’ennesima triste dimostrazione della assenza di politica industriale della Regione, aggravata dalle liti del centrosinistra che stanno paralizzando la Sardegna”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna. “Con l’Assessore regionale dell’industria che pare essere sulla via dell’abbandono della Giunta, il centro-sinistra ha dimenticato questa crisi che rischia di affossare un territorio già emarginato dalle politiche regionali incapaci di disegnare prospettive di sviluppo”.

“Con una Giunta che dimostra di ricordare l’esistenza del problema solo in occasione delle solite passerelle e delle rituali dichiarazioni dell’Assessore dell’industria. Nel frattempo -denuncia l’ex sindaco di Alghero- 35 lavoratori e le loro famiglie vivono nell’incertezza assoluta del loro futuro, nonostante il subentro di un nuovo soggetto imprenditoriale, la E.B. S.A., che per iniziare l’attività di coltivazione ha ufficialmente comunicato di essere in attesa che la Regione rimuova gli ostacoli amministrativi e operativi che crei le condizioni minime per la ripresa dell’attività. E per di più, nonostante sia trascorso quasi un anno dalla sua presentazione, l’interrogazione di Forza Italia su questa triste vicenda non ha ricevuto risposta”.

“Chiediamo con forza -attacca Tedde- che Pigliaru si faccia carico della ripresa dell’attività mineraria e della sorte di 35 minatori e delle loro famiglie, mettendo in campo le formule più adatte alla bisogna, semplificando e non complicando il procedimento amministrativo di subentro della E.B. S.A. Forza Italia è disponibile a collaborare lealmente in Consiglio Regionale per arrivare alla conclusione del percorso amministrativo che oggi stenta ad avanzare, ma basta – ha concluso Tedde- con queste paradossali negligenze”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Patate e arte: polemiche ad Alghero

ALGHERO – L’arte, spesso, è provocazione. E per questo fa sempre molto discutere. Per questo chi la commissiona, diffonde e realizza non può sorprendersi o, ancora di più, offendersi quando arrivano delle critiche, anche feroci. Soprattutto quando si tratta di espressioni artistiche contemporanee e d’avanguardia. In questo ore, ad Alghero, sta esplodendo sul web la polemica sulla performance realizzata da Romina De Novellis dal titolo “Bella Ciao” [Leggi] curata dall’associazione di Cagliari Expopteatro (dentro l’edizione di Festivalguer) e inserita nel calendario degli appuntamenti del mese di dicembre dall’amministrazione Bruno e Fondazione Meta.

Il web si è scatenato. Tante critiche, ma pure qualche difesa. Tra le prime, molto sono rivolte all’utilizzo delle patate lasciate lungo alcune vie del centro storico a contorno della perfmormer dopo che la stessa, seduta da sola su una sedia, è stata figurativamente lapidata con l’utilizzo degli stessi tuberi (che ovviamente non saranno buttati, ma dati in beneficenza). Questa in estrema sintesi la fotografia della proposta che, nelle intenzioni dei proponenti, “è un tentativo incompiuto di rivolta popolare: fine delle utopie e degli ideali. Le patate, come natura morta e come fine di ogni possibilità di ribellione”.

Come detto, giudicare l’arte è sempre rischioso. O meglio: esiste, anche in tale ambito l’oggettività del giudizio che, però, è insita (come ogni campo) negli esperti del settore. D’altra parte se un’amministrazione comunale decide di inserire all’interno del programma dei festeggiamenti di fine anno collegati, da sempre, ad un clima mite, familiare in una parola “natalizio”, un appuntamento particolare e, obiettivamente, non di facile comprensione e certamente non per tutti, dentro il cuore della città, in uno dei momenti dell’anno di maggiore frequentazione del centro storico anche per le compere natalizie, è chiaro che si possa andare incontro ad una valanga di critiche. Ancora di più se il luogo in cui viene realizzata tale “opera” non è certo noto al mondo per essere fulcro dell’arte contemporanea, anzi.

E infatti è anche questo il nocciolo, e qualcuno sui social lo ha fatto notare. Non solo, come criticato da molti, nel periodo della festa popolare per eccellenza, sarebbe stato meglio proporre altro, ma, probabilmente, altro aspetto è che Alghero negli ultimi anni ha avuto uno sprofondamento sociale che non può che riflettersi anche sulla cultura. E da questo, i governanti, dunque chi fa le scelte, ma anche le associazioni, non possono far finta di niente e prescindere dunque dal contesto in cui certe proposte vengono presentate. Al netto dei giudizi personali che contavano poco, fino all’esplosione dei social dove tutti commentato tutto, e che vedono allo scrivente non dispiacere la proposta di Romina De Novellis, resta il fatto che, presa coscienza del giudizio democratico, sempre tanto richiesto e (a parole) apprezzato dalle aree politiche dei proponenti, probabilmente sarebbe stato meglio realizzarla in altro periodo e, forse, in altro luogo. Ma tant’è, anche scatenare queste polemiche è il bello dell’arte.

A supporto di questo ragionamento potrebbe arrivare una scena dello straordinario film di Sorrentino “La Grande Bellezza” in cui il protagonista, Jep Gambardella, nel vagare per Roma, tra salotti “radical chic”, ricolmi di “intellettuali”, lontani anni luce dalla realtà e posti più popolari, dove riscopre le sue vere origini, va a seguire, in uno spettacolare scenario bucolico e archeologico, la performance di colei che deve ricordare Marina Abramovic (artista contemporanea nota per le sue forti, crude e provocatorie performance). Jep, dunque il regista, fa capire quanto spesso, troppo spesso, in questi casi si cada nell’autoreferenzialità da parte di coloro che, pura animati da buone intenzioni, sono alle volte, eccessivamente slegati dalla realtà.

Nella foto da una parte la performance “Bella Ciao” e dall’altra alcune installazioni presenti in altre città

S.I.

La scena del film “La Grande Bellezza” in cui si far riferimento nell’articolo

“Agro a secco, Bruno accusi se stesso”

ALGHERO – “Con l’apertura dei bandi relativi al PSR 2014-2020 si avvicendano sui media le dichiarazioni dei rappresentanti di categoria e politici sul merito e sulla forma di questi. Apprendo con soddisfazione le affermazioni rilasciate dal Direttore provinciale di Sassari ed Olbia-Tempio della Coldiretti, il dott. Mazzetti, sulle difficile, se non impossibile, partecipazione degli agricoltori algheresi ai finanziamenti regionali. Soddisfatto, da una parte, per avere il sostegno da parte di una così autorevole rappresentanza sindacale ad una denuncia che, da oltre un anno, viene mossa da esponenti del mondo professionale tra cui il sottoscritto, ma non certo per il quadro che abbiamo davanti”. Cosi il dottore agronomo e rappresentante del “Circolo Terrestri” Ferdinando Manconi che ribadisce la gravità della situazione dell’agro algherese che è rimasto senza i soldi dei fondi messi a disposizione della Regione. E questo perchè buona parte del territorio è “congelata” dal Piano Paesistico di Soru che, nonostante anche le recenti promesse, non è stato superato da alcun Puc.

“Ancora oggi l’amministrazione algherese, infatti, con a capo il suo sindaco, puntano il dito verso altri, rei, a loro dire, di causare lungaggini burocratiche, responsabili della mancata attuazione del Piano di Valorizzazione delle aree di bonifica. Ma la lista dei “j’accuse” è lunga e dovrebbe interessare proprio chi oggi siede alla guida della città e ieri, con Renato Soru, della Regione. La stessa regìa, le stesse mani, hanno posto dapprima vincoli assurdi sulle aree di Bonifica per poi, anni dopo, cercare di arginare i danni con pezze legislative (leggi Piano di Valorizzazione) di non rapida applicazione anche per le amministrazioni più virtuose, figurarsi quella di Alghero”.

“Nel mentre si sono opposti, con ostentato accanimento, alle modifiche strutturali del Ppr proposte dalla giunta regionale di Centrodestra, scomodando illustri urbanisti che oggi, tuttavia, tacciono davanti alle ingiustizie perpetrate a carico dell’agro algherese, lasciandoci con un eloquente quanto disarmante silenzio (sarebbe opportuno che Edoardo Salzano, dopo essersi speso senza riserve contro le modifiche al Ppr, oggi ci offra una sua positiva lettura del regresso dell’agricoltura algherese. Ma non mi illudo che questo appello trovi risposte). E pensare che nel 1933-34 con l’Ente Ferrarese di Colonizzazione (ma ancor prima, alla fine dell’800 con la colonia penale di Cuguttu) si volle iniziare un processo di bonifica a carico della Nurra, poi concluso, a partire dal 1951, dall’Ente di Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna (Etfas), in grado di consegnare terre fertili, strappate alla malaria, a contadini assegnatari affinché potessero sostenere se stessi e le proprie famiglie. Dopo mezzo secolo la filosofia che mosse ingenti capitali e mezzi in Sardegna è stata stravolta da uno strumento urbanistico, il PPR, che, in luogo di tutelarla, ne ha mortificato il senso, trasformando il fiorente agro algherese in una fotografia in bianco e nero degna di un format televisivo documentaristico dal titolo “Come Eravamo”.

“La campagna referendaria di questi ultimi mesi ha avuto, quantomeno, il merito di ricordarci che tutte le norme, comprese la Costituzione italiana, sono potenzialmente riformabili: una ragione in più per prendere in mano il Ppr, e le successive norme da esso derivanti e dipendenti, e svincolare le aree di bonifica dai stretti legacci normativi, permettendo un rapido avvio dello sviluppo produttivo, un accesso paritario ai finanziamenti comunitari e una rinnovata concorrenzialitá con i competitors regionali, nazionali ed esteri. Percorrere una simile strategia avrebbe, tra l’altro, l’indiscusso merito di sollevare l’attuale amministrazione comunale dall’onere di elaborare un importante strumento di pianificazione territoriale quale il Piano di Valorizzazione. Onere al quale, a più riprese, ahimè, ha dimostrato di non poter assolvere”.

“La situazione descritta risulta ancor più mortificante per l’agro di Alghero se si pensa che le Assessore uscenti alle attività produttive del comune catalano e assessora regionale all’agricoltura sono espressione dello stesso partito (Rossomori ndr) e, quindi, con hanno avuto un evidente possibilità di interlocuzione privilegiata. Questo, tuttavia, non ha permesso ai bandi del PSR di prendere in considerazione la specificitá della bonifica algherese ma, anzi, di evidenziare negativamente l’impossibilitá, per le azienda in essa insistenti, di non poter disporre di progetti cantierabili e, di conseguenza, non ammissibili ai finanziamenti regionali “.

Nella foto Ferdinando Manconi

S.I.