Fabbrica della Creatività a Cagliari

CAGLIARI – Ricerca e sperimentazione, cultura, contaminazione, aggregazione e tecnologia: sono i principi ispiratori del Piano di gestione della ex Manifattura Tabacchi di Cagliari approvato il 23 dicembre scorso dalla Giunta. Il percorso verso la Fabbrica della Creatività nello splendido spazio restituito alla città è dunque nettamente tracciato: da aprile 2016 Sardegna Ricerche ha svolto le operazioni preliminari all’apertura per rendere disponibili gli spazi alle imprese culturali e tecnologiche, prevedere la contaminazione e collaborazione fra le professionalità e sperimentare il modello di gestione che sarà messo a gara. “L’approvazione del Piano di attività è un altro importante tassello per rendere l’ex Manifattura pienamente e rapidamente fruibile, un obiettivo a cui questa Giunta ha sempre lavorato per dare vita a una grande fabbrica della creatività con luoghi condivisi e dotati di adeguate infrastrutture tecnologiche”, dice l’assessore della Programmazione Raffaele Paci. “Un luogo dove start-up e cultura si incontrano, dialogano, collaborano e lavorano insieme. Un ambiente favorevole all’open innovation, dove l’arte e la creatività potranno esprimersi al meglio. Alle esigenze del settore culturale isolano diamo la priorità: la programmazione di medio e lungo termine prevede incentivi per lo sviluppo e il supporto di proposte culturali, con bandi che prevedono agevolazioni finanziarie e supporto”.

A gestire la programmazione integrata e la contaminazione in ambito artistico-culturale sarà un Manager Culturale con un budget di 500mila euro. Nella fase transitoria le attività centralizzate e funzionali all’organizzazione sono in carico a Sardegna Ricerche. È anche prevista l’attivazione di un bar, mentre nella seconda fase sarà attivato un servizio di ristorazione completo, con un contratto di gestione di 3 anni. A usufruire degli spazi della Manifattura saranno le imprese culturali, creative e del digitale: sarà selezionato con bando pubblico uno o più soggetti aggregatori di imprese per gestire gli incubatori o gli spazi di co-working, con concessione fino a un massimo di 6 anni. Per le imprese culturali è anche prevista una dote finanziaria di 500mila euro per gli allestimenti necessari allo svolgimento delle attività. In particolare gli spazi a disposizione delle imprese culturali e del digitale sono il primo e secondo lotto al primo piano della ex Manifattura, mentre alle sole imprese culturali sono riservati il lotto 5 al piano terra e il lotto 3 nel sottopiano.

Le attività temporanee, sempre legate alla creatività, potranno essere realizzate sino ad un massimo di 15 giorni negli spazi al piano terra che si affacciano al chiostro e nella sala convegni. Questi spazi sono già disponibili dall’inizio dello scorso novembre e prenotabili tramite il sito di Sardegna Ricerche, sezione Manifattura, in base al regolamento di utilizzo e al calendario delle prenotazioni. Il costo, in linea con gli altri spazi disponibili a Cagliari, va dai 100 ai 450 euro al giorno e comprende energia elettrica, banda larga, guardiania, gestione degli impianti centralizzati. Prevede l’agibilità a gennaio, l’affidamento del servizio di ristorazione a febbraio, del facility manager ad aprile e degli spazi imprese a maggio. Il budget per il 2017 prevede 500mila euro per l’allestimento delle imprese culturali, altri 500mila per animazione e contaminazione e un milione di euro per gestione e amministrazione. La costante attività di monitoraggio e valutazione di contenuti e costi del modello, che è una novità assoluta per la Sardegna, consentirà dopo i tre anni di comodato a Sardegna Ricerche di avere un quadro estremamente chiaro.

La Giunta Pigliaru ha scelto di percorrere la strada più rapida per riuscire ad aprire subito dando a Sardegna Ricerche, agenzia pubblica con forti competenze nella gestione di spazi complessi, il mandato di condurre la fase di transizione. Era infatti necessario un Regolamento definito da un soggetto pubblico per garantire la prima apertura. “Dopo le assegnazioni provvisorie e i bandi pubblici per l’assegnazione degli spazi, entro tre anni completeremo la gara europea e daremo l’affidamento ad un unico gestore. In prospettiva lavoriamo al recupero dell’intero complesso, con la possibilità di un nuovo ingresso in via Lanusei e il recupero dell’ex cinema Due Palme. Vogliamo fare della ex Manifattura, luogo splendido che già migliaia di cagliaritani hanno potuto ammirare, un hub di rilevanza europea sui temi della cultura e della creatività”, conclude Paci.

Nella foto l’incontro dell’assessorato sulla Manifattura

S.I.

Urp e Meta: nuovo pasticcio |video

ALGHERO – Ufficio Urp e Meta. Ancora “pasticci” da parte dell’amministrazione Bruno. Almeno questo secondo alcuni pareri, anche illustri, come quello dell’avvocato e docente dei Beni Culturali all’Università di Sassari Mario Tocci. Il rappresentante del “Circolo Terrestri”, attraverso anche ad un’intervista ad Algheronews, ritorna sulla delibera dell’attuale compagine governativa algherese che vorrebbe esternalizzare l’ufficio relazioni col pubblico tramite un esborso di denari della Fondazione Meta che, a dir poco, appare non in linea con le leggi vigenti e comunque non rispetterebbe lo statuto dell’organismo nato per promuovere turisticamente la Riviera del Corallo, dare le linee guida per la realizzazione di eventi e dare risalto e creare economia col patrimonio culturale. Mentre, anche nel caso dell’Urp, la Meta viene “usata” per altri scopi come, in questo caso, pagare tale servizio. Senza considerare la clausola del “gradimento” dei lavoratori da parte dell’amministrazione che di fatto prescinde dal curriculum ed esperienza degli stessi. Un nuovo pasticcio, dunque.

Nella foto il professore Mario Tocci

S.I.

Museo: prime visite e trionfalismi

ALGHERO – “Sono stati oltre 1.500 i visitatori nei primi giorni di apertura del Museo Archeologico della Città di Alghero”. Nota trionfalistica dall’amministrazione Bruno riguardo i primi dati registrati da Sant’Anna riguardo le visite alla struttura del centro storico. Numeri positivi ma che non possono essere considerati un successo a meno che, come si sta facendo da tempo, non si paragoni Alghero a quale paesello della Marmilla o Campidano che ha poche migliaia di abitanti. Solo la città catalana, infatti, anche se registra un forte calo dei residenti, ne ha ancora 39/40.000. Ovviamente, un successo sarebbe stato garantire flussi turistici già da tempo collegati all’offerta culturale e di spettacoli predisposta da Comune e Meta. Ma tant’è, come detto, è da tempo che ci si vuole far abituare al “poco”.

Ed in questa linea sono le parole di Sant’Anna. “Un successo che conferma quanto attesa fosse l’inaugurazione della struttura e forte l’esigenza di racchiudere, poter esporre e raccontare la storia di Alghero. Nel complesso dell’ex Carceretto ed ex caserma di S. Michele, edificio di ambito culturale tardogotico-rinascimentale di matrice catalana appartenente alla fabbrica della Chiesa di S. Michele, sono rappresentati reperti particolarmente significativi per la storia antica della città, articolati in tre temi: Il mare; I modi dell’abitare; Il mondo del sacro e della morte. Ogni tema è illustrato nel suo sviluppo cronologico, dalle prime testimonianze archeologiche fino all’età moderna, attraverso i contesti più rappresentativi e rilevanti dal punto di vista storico e scientifico”.

“Un percorso espositivo che ha incontrato, da subito, il favore dei visitatori. Sono numerosi e tutti entusiasti, infatti, i commenti sull’allestimento e la struttura che ospita il Museo, aperto fino al 31 dicembre compreso tutti i giorni con orario 10,30-13/17-19,30 (ingresso 6 euro, ridotto 4 euro). Dal 2 gennaio 2017 apertura tutti i giorni – 10,30-13/17-19,30 – escluso il lunedì”. Dunque, anche se in ritardo di 5 anni e con il Museo del Corallo ancora aperto a singhiozzo, prende avvio, con troppa lentezza, il sistema museale. Uno delle tante potenzialità di Alghero che avrebbero già potuto produrre economie e posti di lavoro.

S.I.

Sgombero: incontro coi residenti

ALGHERO – Polemiche per lo sgombero dell’immobile di via Vittorio Emanuele. A seguito delle proteste dei residenti arriva la nota dell’amministrazione relativa all’incontro avuto proprio con le persone che vivono nello stabile. “Attivazione immediata dell’Amministrazione, con gli uffici tecnici e i servizi Sociali, a seguito dell’emergenza venutasi a creare a seguito dell’intervento del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco eseguito stamattina che riscontra nello stabile in via Vittorio Emanuele gravi lesioni strutturali al piano seminterrato che compromettono i cinque piani soprastanti l’immobile”. Cosi dal Comune di Alghero.

“Nel palazzo, all’angolo con via Sanzio, vivono 26 famiglie per complessive 58 persone, compresi 14 minori. La successiva relazione tecnica svoltasi nell’immediato, coordinata tra Vigili del Fuoco e con i tecnici del comune obbliga l’inacessibilità sia delle attività commerciali e uffici Asl al piano terra dell’edificio che di tutti gli appartamenti dei piani superiori. La presa d’atto della situazione è contenuta nella conseguente ordinanza di sgombero firmata del Sindaco Mario Bruno, nel pomeriggio, dopo l’incontro con i condomini avvenuto nei locali del Comando dei Vigili di Via Mazzini, alla presenza dell’Assessora ai Servizi Sociali Marisa Castellini e del Comandante della Polizia Locale Guido Calzia”.

“Attivata la rete di intervento dei Servizi Sociali che grazie alla collaborazione della Diocesi ha reperito gli alloggi per le famiglie che non dispongono di sistemazioni alternative. Stabile evacuato e transennato nel pomeriggio. In attesa dei lavori di messa in sicurezza e di ripristino delle condizioni statiche dell’edificio”.

Nella foto l’incontro coi residenti

S.I.

Parco: delibera salva-lavoratori

ALGHERO – Il Parco raddoppia. Certo, tra le due scelte in capo al mitico gioco a quiz di Mike Bongiorno, è certamente meglio di lasciare. Ma si è passati dal paventato rischio che l’ente di Porto Conte restasse senza personale all’attuale proposta di delibera che prevede il passaggio dalle 10 attuali unità ad un totale di 20 nei prossimi tre anni. Un documento a cui ha lavorato alacremente il direttore Mariano Mariani impegnato in prima linea affinchè tutti i dipendenti non venissero lasciati definitivamente a casa dopo la scadenza della convenzione con l’Ati Ifras non rinnovata, insieme agli altri 500 lavoratori del Geominerario, come da scelta della Giunta Pigliaru votata dalla maggioranza di centrosinistra. Ma le proposte in campo, come emerso in questi giorni, avevano creato nuove tensioni nella compagine che sostiene Mario Bruno con una parte che era a favore al mantenimento degli attuali maestranze (Udc e in particolare il componente del cda Gigi Cella) e altri (bruniani) che avevano seri dubbi ed erano propensi per azzerare tutto e ripartire. Tanto che i lavoratori avevano anche già avviato i contatti col Tribunale del Lavoro per verificare anche l’extrema ratio dell’intervento di organismi terzi.

Ma tale eventualità, almeno salvo sorprese, sarà scongiurata. Infatti, l’assemblea convocata per domani (giovedi) alle ore 18, dovrebbe ratificare quanto previsto dalla delibera utile, soprattutto, a salvare gli attuali lavoratori che sono oggettivamente una ricchezza per il Parco vista la loro esperienza nei campi di riferimento. Anche se, è oggettivo, che il Parco attende serie politiche di crescita e sviluppo con anche scelte innovative e moderne per produrre economia ed occupazione stabile senza dover sperare in interventi di salvataggio. Del resto Bruno, ancora una volta in difficoltà dal punto di vista politico, oltre che rispetto alle solite note diffuse problematiche amministrative, ha scelto la “seconda convocazione”. Per cui saranno utili sono 8 consiglieri più lo stesso sindaco. Un totale di nove, dunque appena 5 a favore, utile a raggiungere in extremis l’obiettivo prefissato. Del resto, come oramai accade per quasi tutti i provvedimenti (pochissimi) importanti che giungono in discussione e approvazione nella massima assise cittadina, Bruno può contare su una “maggioranza liquida”. Ma, visto l’avvicinarsi anche degli appuntamenti elettorali, possibile che tale “liquidità” potrebbe venire meno.

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Nella foto una delle ultime assemblee del Parco con pochi consiglieri presenti

S.I.

No concertone: sassaresi poveri

SASSARI – “Dicembre, passato il Natale si corre verso il nuovo anno: l’attività consiliare rallenta sino a fermarsi lasciando però spazio alle riflessioni e ai bilanci. Fatto: Sassari punta ad essere una città turistica, e punta ai grandi eventi. Fatto: il capodanno sassarese, grande evento, costerà all’Amministrazione circa 150mila euro. Fatto: a Platamona, su una panchina “trasformata in casa” con della plastica, vive una persona. Tre fatti da mettere a bilancio che però, il bilancio, lo fanno saltar”. Così Desiree Manca, consigliera comunale dei 5 Stelle, riguardo spese fatte e mancate del Comune di Sassari.

“La portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle, Desirè Manca, pone l’accento sull’intenzione che muove l’Amministrazione comunale del sindaco Nicola Sanna alla ricerca del necessario benessere di tutti i cittadini di Sassari. Gli amministratori sassaresi dicono di aver lavorato tanto per garantire il sopra citato benessere ai sopra citati cittadini, ne parlano senza risparmiarsi. Il Movimento, da parte sua, sostiene la tesi che è però proprio dalle scelte politiche degli amministratori che dipendono, in toto, salvaguardia e benessere della cittadinanza”.

“Sassari città turistica” è slogan tanto caro al sindaco Nicola Sanna e alla sua Giunta, ma fondamentale è che tale slogan, unitamente all’agire politico che lo ha generato e che comporta, non vada a ledere in alcun modo la sfera della dignità delle persone, dei sassaresi, dei cittadini. “Mi piace pensare che il suddetto slogan non venga prima del valore che la dignità di una persona deve avere. Amo pensare anche al benessere e allo svago dei cittadini sassaresi che festeggeranno in piazza d’Italia fine e inizio anno in un momento di svago e condivisione. Ma mi chiedo e chiedo ai miei concittadini: se aveste potuto scegliere avreste speso come è stato fatto circa 150 mula euro per l’evento di fine 2016, oppure avreste utilizzare quella somma ridato dignità a delle persone, a dei sassaresi, a dei nostri concittadini”.

“A Platamona, in corrispondenza di una fermata dell’autobus urbano con pensilina, vive una persona. Ha fatto della pensilina la sua casa, chiusa e “riparata” da improvvisate pareti di plastica. Il caso della signora è già stato portato all’attenzione e quindi noto all’Amministrazione comunale del sindaco Nicola Sanna: il Comune ne è a conoscenza da oltre un anno. “Prendo atto del fatto che l’Amministrazione rimane inerte davanti a situazioni come questa, sintomo sempre più evidente di malessere collettivo e generale, segnale dell’avanzare di una forma di povertà morale e sociale, prima che economica. La domanda è una, ed è molto semplice: quante persone come la signora di Platamona si sarebbero potute aiutare con i soldi spesi per l’evento di fine anno?”.

Nella foto Piazza d’Italia

S.I.

Meta e Urp: dubbi accademici

ALGHERO – “Con delibera n. 355 del 09 dicembre scorso, la Giunta Comunale di Alghero ha attribuito alla locale fondazione M.E.T.A. la gestione dei servizi ex lege demandati all’Ufficio delle Relazioni con il Pubblico (URP) della Municipalità catalana. Invero tale delibera appare di dubbia fondatezza giuridica ed espone l’Esecutivo guidato dal sindaco Mario Bruno ad alcune censure in diritto. Anzitutto non si è tenuto in debito conto che lo statuto della fondazione in questione non prevede tra i propri obiettivi (declinati puntualmente dal disposto dell’articolo 3) lo svolgimento delle mansioni dell’URP del Comune, che pure ne è unico partecipante.

E non potrebbe essere diversamente per due ordini di motivi: in primis la fondazione M.E.T.A. (il cui acronimo corrisponde ai termini Musei, Eventi, Turismo, Alghero) è stata costituita al precipuo fine di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale ed artistico nonché di elaborare e proporre politiche di sviluppo del turismo del territorio algherese; secondariamente l’URP è contemplato – dal disposto dell’articolo 8 della legge 150/2000 – come articolazione interna di ciascuna Pubblica Amministrazione, talché la M.E.T.A., soggetto formalmente distinto ancorché sostanzialmente strumentale (e perciò chiamato ad agire nel rispetto delle disposizioni di natura pubblicistica), giammai risulterebbe legittimata a surrogarne la struttura. Nondimeno è incomprensibile l’economicità della scelta, atteso che il contratto di servizio tra la Municipalità e la M.E.T.A. sotteso alla delibera de qua prevede un apposito stanziamento di fondi.

Vi è poi la questione dei lavoratori concretamente applicati all’URP; sebbene evidentemente dipendenti della fondazione M.E.T.A., essi potrebbero, in forza di apposita clausola della delibera in questione, essere assunti soltanto se graditi (la delibera considerata usa proprio questa terminologia!) al Comune di Alghero. Emerge evidente l’accantonamento del criterio meritocratico (che, pur in seno a scelte di tipo fiduciario, parrebbe il più rilevante presidio paradigmatico) nella scelta del personale, in dispregio al disposto dell’articolo 97 della Carta Costituzionale.

Esternalizzazione dell’URP del Comune di Alghero? Qualche dubbio”…

Mario Tocci, avvocato, docente universitario e componente del “Circolo Terrestri”

“Riapre Museo, Bruno come Totò”

ALGHERO – “Consideriamo con soddisfazione come dopo cinque anni dalla riqualificazione strutturale del “Carceretto” e dall’allestimento del Museo Archeologico della città, realizzati dall’Amministrazione Tedde, il sindaco Bruno sia finalmente riuscito ad inaugurare e rendere fruibile al pubblico l’importante spazio museale”. Il gruppo consigliare di Forza Italia Alghero, composto da Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais, commenta la riapertura della struttura di via Carlo Alberto. [Leggi]

“E’ risaputo che il Sindaco sia un eccellente comunicatore, nessuno è bravo come lui nell’utilizzo dei media, ma che riuscisse addirittura a trasformarsi in novello Totò non ce lo saremmo mai aspettati. Come Totò fece sua la “Fontana di Trevi”, il sindaco, al momento del taglio del nastro, ha presentato la realizzazione del Museo Archeologico come un progetto promosso e realizzato dalla sua amministrazione. Consultando la larga varietà di note stampa diffuse on-line chiunque può rilevare come la struttura fosse pronta per l’apertura già dal 2011 e che la stessa rientrasse in quel programma di riqualificazione e valorizzazione del Centro Storico che ha restituito alla città strutture architettoniche, servizi culturali, piazze e spazi aperti di grande rilievo urbanistico e sociale. Prima che Mario Bruno vi apponga il suo sigillo, ricordiamo: il Museo del Corallo, la “Casa Manno” , le strutture del “Lo Quarter” , il complesso di “Santa Chiara” Piazza “Pino Piras” con i locali adiacenti, solo per citarne alcuni.

“Il museo, così come previsto nel programma di valorizzazione urbana elaborato fin dal 2002, contribuirà ad arricchire il grande patrimonio culturale proposto dalla nostra città, ad approfondire la conoscenza delle nostre radici storiche e a creare ulteriori attrattori in grado di espandere la stagione turistica locale. Ricordiamo con rammarico che per troppo tempo le amministrazioni guidate da Lubrano e da Bruno hanno abbandonato all’incuria e alle intemperie la struttura e i reperti in essa conservati, solo di recente grazie soprattutto alla sensibilità della soprintendenza, e stato possibile la bonifica di alcune infiltrazioni sul tetto e adottare le misure di sicurezza necessarie”.

“Sono bastati pochi mesi di lavoro a fronte di cinque anni di oblio per restituire finalmente la struttura alla città. Auspichiamo che la gestione e fruizione del Museo Archeologico non ricalchi le incertezze e le aperture a singhiozzo che finora hanno caratterizzato la gestione sia del Museo del Corallo che del Teatro Civico, quest’ultimo chiuso oramai da diversi mesi, alla faccia della Città della Cultura”.

Foto: l’allora sindaco Marco Tedde con funzionario comunale Alfonso nel Febbraio 2010, quando iniziarono i lavori di allestimento delle sale espositive. Già dal 2011 il Museo era pronto per mettere dentro teche e reperti.

S.I.

Alghero: Bruno vieta i botti

ALGHERO – Nel periodo tra le ore 08:00 del 24 dicembre 2016 e le ore 08:00 del 09 gennaio 2017, è tassativamente vietato a chiunque far esplodere fuochi d’artificio, petardi, “botti” di qualsiasi tipo su tutto il territorio comunale. Dato atto che, l’accensione ed il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti ed il lancio di razzi è sempre stato causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini, soprattutto per l’uso incontrollato da parte di persone che spesso non rispettano le precauzioni minime di utilizzo; Considerato che tali comportamenti hanno provocato proteste e richieste di emissione di appositi atti interdittivi;

Atteso che l’Ordinanza Sindacale adottata in occasione delle festività natalizie del 2015/2016 ha consentito di contenere il fenomeno garantendo, attraverso la tutela della salute e della tranquillità pubblica, il civile rispetto delle tradizioni; Considerato che l’Amministrazione Comunale, ritenendo comunque insufficiente e inadeguato il ricorso ai soli strumenti coercitivi, intende appellarsi soprattutto al senso di responsabilità individuale e alla sensibilità collettiva, affinché ciascuno sia pienamente consapevole delle conseguenze che tale comportamento può avere per la sicurezza sua e degli altri.

Atteso che è tradizione per la Città di Alghero festeggiare l’inizio dell’anno con una manifestazione pirotecnica avente durata limitata ed affidata a personale munito delle prescritte autorizzazioni di legge; Ordina Che, nel periodo tra le ore 08:00 del 24 dicembre 2016 e le ore 08:00 del 09 gennaio 2017, è tassativamente vietato a chiunque far esplodere fuochi d’artificio, petardi, “botti” di qualsiasi tipo su tutto il territorio comunale. Eventuali deroghe, oltre alla prevista manifestazione di fine anno organizzata dall’Amministrazione Comunale, potranno essere concesse, sulla base di richiesta scritta e motivata, nell’ambito della tenuta di manifestazioni di rilevanza pubblica.

S.I.

Delibera Urp-Meta: un vero scandalo

ALGHERO – “La fantasia del nostro sindaco continua a non avere limiti, quasi quanto le sue carenze in materia di atti amministrativi. Ed ecco per le festività natalizie inventarsi, anche grazie alla disponibilità del suo segretario e della sua corte magica l’esternalizzazione dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, con una delibera e un contratto di servizio relativo che fra uno slalom giuridico e l’altro, degno del Tomba dei tempi migliori, prova a sostenere un affidamento che, ahinoi, non sta in piedi”. E’ Andrea Delogu, portavoce di Forza Italia ALghero, a commentare l’ennesima questione poco chiara legata alle scelte dell’amministrazione Bruno.

“Il mantra di questa amministrazione sembra davvero “Negare l’evidenza e rifiutare le norme” ma questa volta si è davvero esagerato. L’unica cosa incontestabile della delibera è che l’Ufficio Relazioni con il Pubblico è chiuso da mesi per l’incapacità programmatoria di questa giunta, il resto è equilibrismo, peraltro molto pericoloso. Cosa fare per “provare” a riaprire l’URP? In teoria sarebbe bastato (e capacità amministrativo gestionale avrebbe voluto) un progetto, allocare le risorse in bilancio, selezionare con procedura ad evidenza pubblica (concorso) gli addetti”.

“Ma questo è scontato ed allora cosa ci si inventa: ci si rivolge a quella che sempre più sta diventando il “refugium peccatorum”, la Fondazione Meta, buona in tutte le stagioni per aggirare gli ostacoli. E così ci si inventa che la Fondazione è una società in house del comune (smentendo tante e tante delibere dello stesso sindaco che dicevano il contrario), ci si dimentica che la “mission” della Meta è ben altra cosa rispetto allo svolgere in nome e per conto del Comune servizi come quelli che un Urp efficiente dovrebbe garantire. E quindi per continuare lo slalom e tenere in piedi una delibera (senza riuscirci) si trasfigura l’oggetto sociale della Fondazione facendoci credere che la possibilità, contenuta nello statuto come formula residuale, di svolgere “ogni altra attività idonea ovvero di supporto alle attività istituzionali” possa essere letta come possibilità di gestire un servizio come l’URP. Con la stessa ardita interpretazione non ci meraviglieremo se in futuro a Meta verrà fatta fare anche produzione industriale”.

“Ma non è finita qui: il Comune infatti in barba alla normativa inserisce una clausola di gradimento sui tre addetti full time che dovranno svolgere il servizio che saranno quindi di personmalissima scelta e fiducia del segretario generale e che dipendendo dallo stesso si presume non avranno un rapporto di subordinazione con il direttore della fondazione. Probabilmente chi ha redatto delibera e contratto di servizio dovrebbe ripassare (o studiare) la normativa anche sulla somministrazione di personale, perchè sembra palese che l’impostazione adottata acclari il rischio di “caporalato”, in quanto uno pseudo-appaltatore si interpone tra il vero datore e il lavoratore”.

“Ciliegina sulla torta le condizioni economiche. Meta dovrebbe gestire il servizio con un corrispettivo annuo di € 45.081,96 euro come può essere solo pensabile che con quella somma Meta possa assumere tre persone (qualificate) a tempo pieno? Forse Bruno non conosce il costo di un lavoratore dipendente, d’altra parte fa il sindaco, ma qualcuno dovrebbe informarlo che il costo minimo di un dipendente è di € 30.000 annue. Purtroppo sappiamo già come andrà a finire, sarà l’ennesimo fallimento di Bruno e della sua band e a nulla servirà, anche in questo caso, l’ennesimo aiutino proveniente dal consulente toscano, sicuramente proveniente dal solito lotto/i ingaggiato per l’occasione”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.