“Caval Marì, progetto modificato: la Giunta Cacciotto continua a non fare chiarezza”

ALGHERO – “L’Associazione Punta Giglio Libera, impegnata nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni pubblici, interviene nuovamente sul procedimento riguardante l’immobile denominato “Caval Marì”, situato sul Lungomare Dante ad Alghero. A distanza di mesi dalle osservazioni formali trasmesse al Comune in data 26 gennaio 2026, con cui venivano richiesti accertamenti sulla conformità urbanistica, demaniale e paesaggistica dell’intervento, non risulta ancora pervenuto alcun riscontro pubblico da parte dell’Amministrazione. Il silenzio degli uffici assume oggi un rilievo ancora più significativo alla luce degli elementi emersi nel dibattito cittadino, dai quali si apprende che sul progetto sarebbero tuttora in corso valutazioni, interlocuzioni e possibili modifiche rispetto all’assetto originariamente posto a base della concessione. Ciò conferma che il procedimento è tutt’altro che definito e che all’interno dell’Amministrazione persistono verifiche e riconsiderazioni di cui, tuttavia, non viene fornita alcuna comunicazione trasparente alla cittadinanza. Per Punta Giglio Libera il nodo centrale resta però un altro, e precede le eventuali modifiche progettuali. L’operazione Caval Marì nasce infatti da una concessione di valorizzazione costruita fin dall’origine per attrarre investimenti privati attraverso l’introduzione di funzioni turistico-ricettive e di ristorazione, cioè mediante una rifunzionalizzazione economica del bene orientata alla sostenibilità gestionale del concessionario. Si tratta di un’impostazione che imprime sull’immobile e sull’area pubblica una pressione trasformativa di natura sostanzialmente privatistica, in evidente tensione con la destinazione urbanistica vigente, che qualifica quel compendio come spazio destinato a servizi pubblici e collettivi. Non ci si trova di fronte a un semplice recupero edilizio di un manufatto degradato, ma a una procedura che ha assunto come obiettivo la riconversione funzionale di un bene pubblico verso usi economicamente remunerativi, senza che risultino pubblicamente chiariti i presupposti urbanistici e pianificatori di tale scelta. È evidente che non può essere gestita esclusivamente all’interno degli uffici una trasformazione che investe un bene demaniale, uno spazio urbano pubblico e una destinazione urbanistica definita dal Piano Particolareggiato del Centro Storico. L’Associazione ribadisce che il cambio di destinazione d’uso prospettato non può essere considerato una mera questione edilizia, poiché incide direttamente sulla funzione urbanistica dell’area, tuttora pianificata come spazio destinato a servizi pubblici e collettivi. In assenza di una variante urbanistica o di una pubblica e motivata verifica di piena compatibilità con il Piano vigente, il procedimento continua pertanto a presentare un evidente deficit di trasparenza e di legittimazione. Mentre il progetto sembra ancora oggetto di verifiche interne e possibili rimodulazioni, il Comune continua infatti a non chiarire: se il cambio di destinazione d’uso verso ricettivo e ristorazione sia effettivamente compatibile con il Piano Particolareggiato vigente; quali valutazioni urbanistiche siano state svolte a monte della concessione; se il progetto oggi in istruttoria coincida con quello originariamente selezionato; quali siano gli esiti delle verifiche demaniali e paesaggistiche richieste. Caval Marì non può diventare l’ennesimo caso in cui scelte territoriali di rilevanza collettiva vengono progressivamente ridefinite attraverso procedimenti tecnici e autorizzativi sottratti a un reale confronto pubblico. Punta Giglio Libera chiede pertanto che l’Amministrazione renda pubblici lo stato effettivo del procedimento, gli atti istruttori maturati negli ultimi mesi e le verifiche urbanistiche poste a fondamento dell’intera operazione. La trasformazione di un bene collettivo non può continuare a svilupparsi nel chiuso degli uffici e senza un confronto trasparente con la città”

“Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco”

 

Nella foto la presentazione della prima versione del progetto durante gli ultimi mesi della Giunta Conoci

Commercio e litorali, “troppo caos e disordine”. Giunta Cacciotto: “Pronti al confronto”

ALGHERO – E’ corto-circuito ad Alghero nell’ambito delle manifestazioni realizzate, iin ambito mercantile e di intrattenimento, da parte dell’Amministrazione. In particolare cresce il malumore per la mancanza di organizzazione e ordine riguardo tali proposte. A rimarcarlo, in questi giorni, alcune rappresentanze di categoria che hanno palesato tale, reiterata, condizione che, però, sembra quasi azzardato dirlo, visto il silenzio assordante che lo circonda, deriva dalla mancanza di strumenti pianificatori. In questo caso del “Piano del Commercio” e a braccetto di quello dei “Litorale”. Strumenti che, a prescindere dal percorso regionale, potevano e doveva già essere adottati al fine di non arrivare al far-west. che si trascina da tempo ma che oggi sta registrando livelli preoccupanti.
“Numerose iniziative di rilievo attualmente in programmazione sono il risultato di consolidate collaborazioni con enti e realtà del territorio, tra cui la Camera di Commercio e Promocamera (Alguer Wine Week), ACI (Rally e Scala Piccada), il Distretto Rurale (evento dedicato all’olio), la Pro Loco (Sant Joan) e le istituzioni scolastiche. In ambito sportivo, assumono particolare importanza appuntamenti di livello internazionale quali il Triathlon e l’Ironman. Si tratta di eventi di elevato profilo qualitativo, frutto di una pianificazione pluriennale e del contributo sinergico di molteplici attori”, scrivono da Porta Terra.
“Con riferimento alle recenti osservazioni formulate da Confcommercio e FIPE Alghero in merito all’utilizzo del Lungomare Barcellona per un evento previsto a partire dalla prossima domenica, l’Amministrazione accoglie con favore eventuali proposte che le suddette organizzazioni vorranno avanzare in un’ottica costruttiva, finalizzate alla valorizzazione e promozione della città”.
“Si precisa, inoltre, che l’Amministrazione ha già chiarito di non intendere concedere aree caratterizzate da elevato carico antropico, quali la Rambla o il Piazzale della Pace, nei mesi di luglio e agosto, al fine di evitare criticità legate alla viabilità e alla fruizione degli spazi urbani. Le proposte attualmente accolte si collocano infatti in periodi dell’anno, come la fine di aprile, in cui non si registra ancora la pressione tipica della piena stagione estiva”.

Emergenza casa, Bamonti con Mulas: “Ottenere subito gli alloggi di Fertilia”

ALGHERO – “Non è più il tempo delle analisi né delle giustificazioni: è il tempo delle decisioni e delle azioni immediate. Il caso dei 34 alloggi dell’Aeronautica Militare a Fertilia, oggi ancora vuoti, è il simbolo di un bisogno sociale crescente e urgente. Mentre famiglie, lavoratori e giovani non riescono a trovare una casa, esistono abitazioni che restano inspiegabilmente ferme. Questa situazione non è più accettabile. È necessario pressare con forza: tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, devono attivarsi senza ulteriori rinvii per completare ogni passaggio amministrativo e trasferire questi 34 alloggi al Comune di Alghero. 

Non servono più tavoli, promesse o interlocuzioni infinite. Serve una tempistica certa e rapidissima, perché ogni giorno di ritardo significa lasciare cittadini senza risposte e alimentare un disagio sociale sempre più grave. Il Comune deve essere messo nelle condizioni di procedere subito con l’assegnazione di quegli alloggi, dando una risposta concreta alla sete urgente di case che oggi caratterizza la città. Chi ha responsabilità agisca ora”

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero.

“Sanità sarda in stato comatoso, serve urgente cambio di passo”

CAGLIARI – “Le criticità della sanità sarda non sono più oggetto di confronto tra posizioni politiche contrapposte, ma emergono ormai anche all’interno della stessa maggioranza regionale.” Così Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati, commenta la relazione del gruppo consiliare del Partito Democratico. “È un dato che dovrebbe indurre tutti, a partire dalla presidente Todde, ad aprire una fase nuova, fondata su scelte chiare, responsabilità e capacità di governo. In questi due anni si sono susseguiti annunci e interventi che non hanno prodotto i risultati attesi, mentre i cittadini continuano a confrontarsi ogni giorno con disservizi e difficoltà di accesso alle cure. Su un diritto fondamentale come la salute non possono esserci divisioni ideologiche né logiche di parte. Occorre superare ogni impostazione comunicativa e concentrarsi su decisioni concrete, efficaci e verificabili. Da parte nostra, come già fatto in passato, confermiamo piena disponibilità a collaborare, anche attraverso il contributo del livello nazionale, nell’interesse esclusivo dei cittadini sardi. La gravità della situazione – conclude Cappellacci- impone un cambio di passo immediato e uno sforzo condiviso per restituire efficienza, qualità e fiducia al sistema sanitario regionale.”

“Invasione posidonia e politica lumaca, altro che Porta d’Oro: 25 posti di lavoro a rischio”

ALGHERO – “Siamo giovani imprenditori nautici attivi sul territorio dal 2010. Dopo anni di lavoro nel settore della locazione di gommoni, del noleggio e delle escursioni in barca, nel 2023 uno di noi ha realizzato un campo boe a servizio di tutte le nostre aziende e della città, nato per rispondere alla cronica carenza di posti barca nel porto di Alghero soprattutto per le attività del turismo nautico che da anni soffrono per questo problema. Un progetto costruito con sacrificio, importanti investimenti in studi tecnici di geometri, ingegneri, biologi e geologi, e una visione chiara: restituire valore a un’area inutilizzata da anni, a ridosso del molo di sottoflutto, davanti alla spiaggia di San Giovanni, seguendo esempi virtuosi già presenti in altre realtà dell’est Sardegna come Cala Gonone. La concessione ottenuta prevede un info point di 3×3 metri per accoglienza e biglietteria, un camminamento a servizio del campo boe, un corridoio di lancio fruibile da tutti e uno specchio acqueo che oggi ospita fino a 60 imbarcazioni. Negli anni, grazie a risorse esclusivamente private, l’area è rinata. Abbiamo mantenuto lo spazio pulito e fruibile, ricevendo riconoscenza dai cittadini, dai turisti, dalle scuole vela del porto costrette da anni ad utilizzare uno scalo non sicuro e dagli operatori del settore nautico turistico, che hanno trovato nel campo boe un punto di riferimento e finalmente una “casa”. Un modello che, osservato dall’esterno, rappresenta esattamente ciò che una città turistica dovrebbe offrire: servizi, organizzazione e accoglienza. La realtà operativa, purtroppo, è ben diversa. Da anni ci scontriamo con ostacoli burocratici e carenze strutturali che restano irrisolti. Solo a titolo d’esempio: il semplice allaccio alla rete idrica per avere un servizio essenziale, nonostante il pozzetto installato dal Comune, a causa della mancata comunicazione di fine lavori ha impedito ad Abbanoa di procedere con l’allaccio. Ciò malgrado i numerosi incontri, le richieste e le promesse. E oggi ci ritroviamo ancora a inizio stagione senza una risposta concreta. A tutto questo si aggiunge il problema crescente dell’accumulo di posidonia sulla spiaggia di San Giovanni. La situazione è diventata insostenibile: l’impossibilità di installare il camminamento a causa della posidonia accumulata costringe i clienti a camminare affondando fino alle ginocchia dopo le mareggiate, causando un’enorme perdita di credibilità nei confronti degli utenti che fruiscono del campo boe. Ma, soprattutto, perdita di posti di lavoro, danni economici concreti per tutte le aziende coinvolte e rischi per l’incolumità sia dei clienti stessi sia dei lavoratori, con depauperamento straordinario dell’immagine della città. Non esiste un interlocutore chiaro, non c’è programmazione degli interventi e non è definito chi debba occuparsi della pulizia. Ci viene indicato in modo erroneo che i concessionari devono provvedere autonomamente, nonostante la concessione riguardi esclusivamente lo spazio di 3×3 metri per l’info point, senza alcuna competenza sulla spiaggia, considerando anche che in quel tratto di spiaggia si accumulano quantità straordinarie di posidonia a causa della barriera artificiale del molo di sottoflutto. Tramutandosi in costi enormi di smaltimento per le nostre attività che non sviluppano valore grazie alla spiaggia, che utilizziamo solo ed esclusivamente per il passaggio dei clienti che devono usufruire del servizio di locazione gommoni. Oggi il campo boe ospita 35-40 imbarcazioni, ospita 5 aziende e garantisce lavoro a circa 20-25 collaboratori che rischiano il loro posto. Un sistema che funziona e si regge solo grazie alla professionalità, serietà e passione di chi ci lavora, permettendo di mantenere alto l’onore e l’immagine della città di fronte ai turisti, ma che purtroppo non trova supporto nelle istituzioni. Questo appello non è solo personale. È la voce di chi investe, lavora e crede in Alghero. Non si può continuare a promuovere la città come destinazione turistica d’eccellenza senza garantire servizi essenziali e condizioni minime per chi quel turismo lo rende possibile ogni giorno. Chiediamo risposte chiare, tempi certi e responsabilità definite. Chiediamo di poter lavorare. Perché senza il supporto delle istituzioni, anche le migliori iniziative rischiano di spegnersi. E con esse, opportunità, occupazione e credibilità per l’intero territorio. Alghero deve scegliere se essere davvero una “Porta d’Oro del turismo” o rimanere un’immagine da cartolina”.

*Simar srls di Simula Michele e Caneo Fabiana *Sea soul di Moccia Gianluca *Overboard di Martiri Salvatore *Sailing for living srls di Dario Delogu e Falchi Giulio *Sun e Sea di Simula Michele *Jet Ski di Luca Bonato

“Crisi abitativa e cantieri fermi, cosa stanno facendo Piu e Di Nolfo?”

ALGHERO – «Il blocco dei lavori nel cantiere di edilizia popolare del Caragol è un fatto gravissimo. Parliamo di alloggi attesi da anni, con una fine lavori prevista per dicembre 2024, oggi trasformati nell’ennesimo cantiere fermo». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulla situazione degli alloggi AREA.

Pino Cardi, coordinatore cittadino, lancia l’allarme: «Mentre decine di famiglie algheresi aspettano una casa, il cantiere si svuota e nessuno spiega cosa stia accadendo. È una situazione inaccettabile che richiede risposte immediate».

FdI chiama in causa la Regione: «AREA è un ente regionale. Le responsabilità sono chiare e ricadono in capo all’assessorato ai Lavori pubblici guidato da Antonio Piu, espressione della stessa area politica del sindaco Cacciotto. È necessario chiarire subito perché i lavori si sono fermati e quali soluzioni si intendono adottare».
E sul territorio: «Chiediamo al consigliere regionale Valdo Di Nolfo cosa stia facendo concretamente su questa vicenda. Non vogliamo dichiarazioni generiche, servono interventi e risultati».

Nel merito interviene il capogruppo Alessandro Cocco: «In una città dove la crisi abitativa è evidente, non possiamo permetterci opere ferme. E mentre mancano case, il Comune continua a mantenere livelli di tassazione altissimi, a partire dall’IMU, chiedendo ai cittadini di versare più tasse di quelle che poi l’amministrazione riesce a spendere in servizi. Serve una politica coerente: meno tasse e più interventi concreti».

Sul quadro complessivo Marco Di Gangi, responsabile regionale Dipartimento Turismo FdI Sardegna, torna sul tema della crisi abitativa: «Il problema si risolve innanzitutto portando a termine gli interventi di edilizia popolare. Cantieri fermi come quello del Caragol rappresentano un freno diretto alla disponibilità di alloggi e aggravano una situazione già critica».

«Serve un intervento immediato per sbloccare i lavori – concludono da FdI –. La città non può più tollerare cantieri fantasma».

 

Nella foto il cantiere fermo degli alloggi regionali a Caragol

Tangenziale: “l’Anas non ascolta la Giunta Cacciotto”, residenti esausti

ALGHERO – Ieri pomeriggio abbiamo incontrato in Comune l’Assessore ai Lavori Pubblici e Vicesindaco Francesco Marinaro e l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia per avere aggiornamenti sugli interventi mitigatori inerenti alla nuova tangenziale, di cui si era discusso a suo tempo in due incontri, uno con il Comitato (7 Febbraio 2025) e uno pubblico svolto alla scuola del Carmine (17 Marzo 2025).
Dall’incontro di oggi è emerso quanto segue: Il comune ha fatto richiesta all’Anas di inserire in corso d’opera due sottopassi per garantire la permeabilità pedonale della Tangenziale, uno in corrispondenza del Carmine ed uno in corrispondenza di via Montagnese”.

“La risposta dell’Anas, arrivata ad inizio di quest’anno, è stata negativa e non adeguatamente motivata, ragione per cui il Comune ha inoltrato una nuova richiesta dando fin da subito la disponibilità alla completa gestione dei sottopassi. Si attende quindi una nuova risposta da parte di Anas. La mancata realizzazione di sottopassi rappresenterebbe un grave problema per il raggiungimento a piedi del quartiere della Pietraia per chi abita al Carmine, Carmine 2 e Montagnese. Una volta realizzata la strada non sarebbero più realizzabili, l’unica soluzione sarebbe quella di sovrappassi o attraversamenti pedonali, al momento non previsti”.

“Il Carmine 2, il cui unico accesso attuale verrà chiuso con la realizzazione della Tangenziale, verrà collegato a via di Santa Chiara adeguando la vecchia stradina, prolungamento di via Pere Català i Roca. Tale opera verrà eseguita da ANAS”.

“La viabilità locale di via di Santa Chiara e via Angelerio verrà adeguata con progetti che il comune sta portando avanti. Al momento è stato richiesto il finanziamento per il rifacimento della rotonda di ingresso al quartiere Caragol, a cui verrà poi connessa via Angelerio. La stessa via Angelerio verrà adeguata con marciapiedi e illuminazione e verrà collegata con via di Santa Chiara e via Pere Català i Roca tramite un’altra rotonda”.

“Il futuro declassamento della Tangenziale, nel tratto che va dalla rotonda del Carmine fino in prossimità del primo svincolo sopraelevato (svincolo Ungias) andrebbe negli interessi sia del Comune che di ANAS, ma potrebbe rivelarsi una procedura complessa. Il successivo adeguamento del tratto declassato, con l’inserimento di rotonde e limite di velocità a 50 km/h, non ha ancora né la copertura finanziaria né la cabina di regia che dovrebbe occuparsi della progettazione. L’Assessore Corbia ci fornirà appena possibile aggiornamenti in merito”.

“Gli Assessori segnalano che stanno operando con Arst per modificare la zona della rotonda tra via Don Minzoni, via Fermi e via Galilei, nei pressi della stazione ferroviaria. Facciamo comunque notare che rimarrebbe il problema che, per chi arriva da Sassari e imbocca la Tangenziale, il primo ingresso disponibile in città non sarà in via Fermi (lo svincolo incompleto di Ungias non lo consente) ma in via degli Orti, decisamente stretta e irregolare, non adeguata ad alti volumi di traffico; Rimane escluso, ma questo era già emerso nei precedenti incontri, che via Fleming possa essere collegata alla Tangenziale e alla Superstrada Alghero Sassari, nonostante la breve distanza”

“Pur apprezzando l’impegno dell’Amministrazione Comunale, che riconosce come il progetto della Tangenziale sia altamente problematico sotto molti punti di vista, non possiamo non constatare che le risposte siano ad oggi ancora insufficienti e in alcuni casi preoccupanti. I lavori procedono spediti, non c’è altro tempo da perdere se non vogliamo che si realizzi ciò che il progetto attualmente prevede: una strada a scorrimento rapido che creerà molti più problemi che vantaggi. Il prossimo aggiornamento con l’Amministrazione è stato concordato per il 20 di Maggio”.

“Siamo andati per ribadire che la cittadinanza non può restare in attesa .Pur apprezzando l’ascolto dell’Amministrazione, non possiamo ignorare che le risposte attuali restano insufficienti rispetto alla velocità dei lavori”,  Donato Capuano, presidente Tangenziale 291.

Sassari, edilizia sociale nel centro storico: via libera ai project financing

SASSARI – L’amministrazione Mascia apre al project financing come formula per costruire una concreta azione pubblica che potrà coinvolgere anche i privati nell’ampliamento dell’offerta di immobili da destinare ai servizi pubblici e all’edilizia sociale. Lo fa attraverso la delibera con cui la giunta comunale – su proposta dell’assessore alla Programmazione, Giuseppe Masala – accoglie con favore l’istanza avanzata da un operatore economico per ottenere dati e informazioni utili a formalizzare una proposta di partenariato pubblico-privato. L’amministrazione in carica considera come sue priorità strategiche la rigenerazione urbana e il contrasto allo spopolamento del centro storico.

Nel Documento unico di programmazione è scritto a chiare lettere che la volontà è di «valutare strumenti eccezionali per favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato e la ristrutturazione degli immobili» e di «prevedere misure in grado di agevolare le attività che operano in questa parte di città, incentivando i nuovi insediamenti». In tema di patrimonio immobiliare, poi, si sostiene che «l’ambizione è di valorizzarlo, favorendo l’alienazione, la dismissione, la locazione o la concessione per realizzare progetti di rigenerazione urbana». E quanto all’orientamento in tema di politiche urbanistiche, la volontà è altrettanto chiara: «ridurre il consumo di suolo, puntando a facilitare e favorire il riuso del patrimonio immobiliare preesistente, e ricucire e riqualificare le aree edificate con le aree verdi». Un progetto strettamente legato a quell’idea di «promuovere modelli di sviluppo basati sull’abitare sociale, sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità architettonica», sempre per citare i documenti programmatici elaborati dall’amministrazione Mascia. Stimolati dallo scenario prefigurato dagli atti di programmazione sin qui licenziati da giunta e consiglio, importanti operatori di livello nazionale e internazionale hanno bussato alla porta di Palazzo Ducale e hanno manifestato la volontà di investire sul centro storico di Sassari e di «realizzare interventi di recupero edilizio, con particolare focus sull’offerta residenziale sociale e sulla rifunzionalizzazione di immobili per uffici pubblici», come rivela la delibera licenziata dalla giunta comunale. Prima di avanzare un project financing, i proponenti chiedono di poter visionare tutti i dati necessari e di poter acquisire tutte le informazioni disponibili. L’accoglimento della manifestazione d’interesse preliminare non costituisce avvio di una procedura di gara, né impegna l’amministrazione alla dichiarazione di fattibilità, ma è finalizzato esclusivamente a rendere disponibili i dati necessari per la formulazione di una proposta dettagliata.

«Il partenariato pubblico-privato può rappresentare uno strumento idoneo a garantire l’apporto di capitali privati e di competenze gestionali per il perseguimento dei nostri fini, che sono tanto ambiziosi quanto complessi», afferma Giuseppe Mascia, secondo il quale «va nell’interesse dell’amministrazione e della comunità la scelta di valutare proposte di finanza di progetto, purché coerenti con la visione strategica di rilancio del centro storico che abbiamo promosso nei nostri documenti di programmazione». Il sindaco rimarca che «dopo l’individuazione dei finanziamenti per la riqualificazione di beni come l’ex Tipografia Chiarella e a poco tempo dal varo del Piano Città, inneschiamo un altro processo virtuoso che si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato». Come spiega l’assessore Giuseppe Masala, «riconoscendo nella manifestazione di interesse presentata dall’operatore economico un interesse pubblico, abbiamo dato mandato al direttore generale di coordinare la raccolta e la pubblicazione, nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale, di dati, informazioni ed elaborati tecnici necessari per consentire a tutti gli operatori interessati di predisporre una proposta formale di project financing».

Cra, Piscina, Multipiano e Illuminazione: nasce una “cabina di regia” a Porta Terra

ALGHERO – Avviare accordi strategici per l’uso, il riuso e la rigenerazione di beni e servizi comunali attivando un percorso mirato alla riconsiderazione degli strumenti di finanziamento alternativi alle risorse pubbliche, per avvalersi delle opportunità offerte dalle forme di cooperazione con soggetti privati. È il compito principale della cabina di regia costituita dalla Giunta del Sindaco Raimondo do Cacciotto, su proposta dell’Assessore alle Opere Pubbliche Francesco Marinaro e condivisa dall’Assessore alla Programmazione Enrico Daga, per l’avvio di una nuova stagione di programmazione che utilizza le diverse forme di reperimento di risorse, tra le quali il partenariato pubblico privato, il Project Financing, la locazione finanziaria di opere pubbliche, gli accordi di programma. Dalla piscina comunale al vecchio Cra di Viale della Resistenza, il sistema di illuminazione pubblica, il multipiano di Piazza dei Mercati: sono gli ambiti di applicazione principali dei progetti di investimento individuabili per una collaborazione tra pubblico e privato di reciproca efficacia, efficienza ed economicità delle risorse da impegnare. A coordinare i procedimenti sarà un gruppo di lavoro che, recependo gli indirizzi dell’Amministrazione, curerà l’organizzazione delle attività inerenti le singole iniziative di investimento : una cabina di regia composta da tutti i dirigenti del Comune, che avrà a capo la Segretaria Generale Dott.ssa Rita Debora Fonnesu.

“È un percorso strategico basato sulla concretezza – spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – e che sfrutta l’innovazione per affrontare realisticamente le criticità di alcune situazioni sulle quali vogliamo intervenire per completare il nostro quadro di rigenerazione delle strutture sportive e dei beni comuni”. Il gruppo di lavoro avrà il compito di definire le linee guida per la gestione dei singoli progetti di investimento, identificare le fonti di finanziamento, predisporre gli atti necessari per la presentazione del progetto, gestire le relazioni con gli investitori e le eventuali istituzioni finanziarie, attuare gli adempimenti necessari secondo le modalità di Legge. “L’obiettivo principale che vogliamo perseguire coinvolgendo tutti gli assessorati è la continuità del percorso che abbiamo avviato fin dal nostro insediamento con investimenti di rigenerazione in diverse parti della città, affrontando con slancio anche questo passaggio decisivo per concretizzare gli interventi necessari”, conclude il Sindaco.

“Dopo due anni la Giunta Cacciotto scopre Surigheddu e Mamuntanas”

ALGHERO – «Vediamo che con la primavera qualcuno si accorge finalmente che ad Alghero esiste Surigheddu e Mamuntanas. Una buona notizia, ma non possiamo evitare di chiedere se in giunta conoscessero il progetto di Laore». Pino Cardi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo le dichiarazioni dell’assessore Daga.
«Quel progetto esiste, è stato aggiornato e già condiviso con l’assessorato regionale al Demanio. È negli uffici del Comune. E il fatto che per due anni l’amministrazione, a partire dall’assessore competente, sia rimasta in silenzio su un compendio di questa portata, lascia più di un dubbio» aggiunge il capogruppo consiliare Alessandro Cocco.
Da FdI incalzano: «Sarebbe bene che l’assessore cercasse bene il progetto nei cassetti dell’assessorato. Perché una base concreta da cui partire c’è già, ma in questi due anni sembra che nessuno se ne sia occupato. In questi due anni quali atti sono stati fatti? Quali interlocuzioni con la Regione? Quali risultati?».
Fratelli d’Italia ribadisce la linea: «Surigheddu rappresenta esattamente la vocazione di Alghero: integrazione tra agricoltura e turismo. Non a caso, durante l’amministrazione Conoci, il centrodestra ha promosso e realizzato il Distretto Rurale, uno strumento previsto dalla normativa regionale, che aggrega imprese agricole e territorio e può attrarre finanziamenti importanti. Anche su questo, però, tutto tace».
«Dopo due anni di immobilismo – concludono da FdI – è difficile parlare di “visione”. Servono scelte, atti e lavoro concreto. Il resto sono parole».