Vaiolo delle scimmie, primo caso in Sardegna

CAGLIARI – È stato accertato anche in Sardegna il primo caso di vaiolo delle scimmie. A fare la scoperta è stato il Laboratorio analisi del Policlinico Duilio Casula, diretto da Ferdinando Coghe. Il campione analizzato e in fase di sequenziamento appartiene a un paziente di circa 40 anni residente nel Sud Sardegna ricoverato in un ospedale cagliaritano. Il vaiolo delle scimmie, monkeypo (MPX), è una patologia infettiva causata da un Orthopoxvirus (Pox Viridae), un virus simile a quello che causa il vaiolo umano (da cui si differenzia per minore diffusività e gravità).

Mentre il vaiolo umano è stato dichiarato eradicato nel 1980 dall’Organizzazione mondiale della sanità, il vaiolo delle scimmie è tuttora presente in forma endemica in Paesi dell’Africa centrale e occidentale. Si tratta di una zoonosi che può colpire l’uomo attraverso contatto con animali infetti, in particolare primati e piccoli roditori. L’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso la saliva ed altri fluidi corporei o il contatto diretto, mentre il contagio interumano sembra essere scarsamente efficiente e richiedere un contatto stretto.

Il vaiolo delle scimmie nell’uomo inizia con sintomi aspecifici (febbre, mal di testa, brividi, astenia, ingrandimento di linfonodi e dolori muscolari). L’eruzione cutanea compare entro tre giorni: interessa prima la faccia per diffondersi a altre parti del corpo, mani e piedi compresi. Le lesioni cutanee evolvono in forma di papula, poi vescicola, pustola e infine crosta. Le lesioni cutanee generalmente hanno una evoluzione omogenea, differentemente da quello che avviene, per esempio, nella varicella. Per la maggior parte delle persone, il vaiolo delle scimmie è una malattia autolimitante, che dura da due a quattro settimanecon guarigione completa.

“Piscina scoperta, massima trasparenza sulla gestione”

ALGHERO – “Apprendiamo dalla delibera n. 239 del 21-07-2022, che finalmente stanno giungendo a conclusione i lavori di sistemazione della piscina scoperta e che quindi per la prima estate da quando Conoci è sindaco ad agosto potrebbe riaprire la piscina.
Sarebbe opportuno che l’amministrazione a questo punto predisponesse un bando per la gestione, cosa peraltro fattibile già nei mesi scorsi, ma misteriosamente non presa in considerazione dalla Giunta Conoci. In pratica, in 3 anni di chiusura e considerato che i lavori di sistemazione sono in essere da marzo 2022, risulta incredibile che nel frattempo in amministrazione nessuno abbia pensato a predisporre una procedura per affidare la gestione della piscina, quando la stessa fosse stata pronta a riaprire.
Questo ovviamente per garantire massima trasparenza nelle procedure e partecipazione da parte dei soggetti potenzialmente interessati alla gestione. Non vorremmo, infatti, che si sia aspettato l’ultimo momento per avviare le procedure per l’affido in modo di da poter poi giustificare con la fretta una procedura non rigorosa. Ci affidiamo alla serietà e competenza del dirigente incaricato, il Dott. Ing. Michele Fois, perché individui, dunque, una procedura di gara che permetta la più ampia partecipazione, anche per silenziare ogni tipo di pettegolezzi su ipotetici affidatari già individuati.
Giova, inoltre, ricordare che la causa primaria per cui i lavori si sono resi necessari sono alcune lesioni presenti sul fondo della vasca.
Sarebbe, pertanto, opportuno che l’amministrazione facesse una verifica rispetto allo stato in cui i precedenti gestori, che si sono alternati negli anni passati, hanno riconsegnato la struttura e ovviamente in caso di provata responsabilità venissero esclusi coloro che hanno contribuito a causare il danno all’ impianto.
In attesa di capire quale sarà la procedura individuata per l’assegnazione, come opposizione annunciamo comunque già da ora che verificheremo in modo rigoroso tutti gli atti riguardanti l’affidamento dell’impianto”.
Per Alghero, Futuro Comune e Sinistra in Comune e PD

Odissea 4 Corsie, “Solinas si dimetta da Commissario”

ROMA –  “Quando in quattro anni riesci a sbloccare una situazione che per decenni è rimasta ferma al palo e proprio all’ultimo passaggio chi ne ha la competenza decide di non agire, allora significa che manca proprio la volontà politica, intrisa di quella malafede posta in essere per evitare che altri perseguano risultati importanti per i cittadini, per una comunità, per una Regione”.

A dichiararlo è l’onorevole Paola Deiana (Insieme per il futuro) che esprime forte preoccupazione sul silenzio del presidente della Regione Christian Solinas in merito alla nuova richiesta di maggiori finanziamenti per i lavori della SS 291 da parte di Anas.

“Dopo essere andato alla ricerca di capri espiatori, mi chiedo quale sia ora, considerata la sua posizione di Commissario Straordinario per la viabilità in Sardegna, la scusa del governatore Solinas per non rispondere da oltre un mese alla richiesta di Anas”.

Paola Deiana ricorda che il 17 giugno scorso l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali ha informato il presidente di aver concluso l’attività di aggiornamento della parte economica del Progetto Esecutivo. “Da parte di Solinas serve una formale convalida della richiesta di ulteriori finanziamenti necessari per la realizzazione dell’infrastruttura”. “Ora basta – conclude l’onorevole – il presidente rassegni le dimissioni da Commissario straordinario, si faccia da parte e prenda almeno questa decisione per il bene del territorio del nord-ovest della Sardegna”.

Abbanoa, Udc con Tedde: ora basta, la Regione deve tutelare le famiglie

ALGHERO – “Negli anni la gestione da parte di Abbanoa S.p.A. delle reti idriche e degli impianti di potabilizzazione e depurazione è stata caratterizzata da innumerevoli segnalazioni di gravi criticità e disservizi da parte delle Amministrazioni locali e dei cittadini,delineando un quadro di grave ed allarmante inefficienza nella gestione del Servizio Idrico Integrato. L’atteggiamento autoreferenziale da parte dell’azienda, ovvero fare il forte con i deboli è diventato il modus operandi  per mortificare gli utenti  . Ha ragione il Consigliere Regionale Marco Tedde quando dice  «La politica accenda i riflettori su Abbanoa»

Apprendiamo  con preoccupazione la notizia su stampa che l’Antitrust  ha sanzionato Abbanoa irrogandole una sanzione di 5 milioni di euro per non avere adempiuto agli obblighi informativi e per non avere riconosciuto a favore degli utenti la prescrizione biennale su crediti fatturati dopo il 1° gennaio 2020. Certamente non possiamo stare a guardare, la politica ha il dovere di difendere e tutelare i diritti dei cittadini che spesso non gli vengono riconosciuti,ma soprattutto in questo periodo che ancora si sta vivendo il dramma socio economico e pandemico, dove le famiglie  devono tenere conto di arrivare a fine mese cercando  di mettere assieme il pranzo con la cena o pagare le numerose bollette che arrivano. “Prima il Covid ora  il caro bollette”. Alla fine però il comportamento di Abbanoa non è cambiato”Un atteggiamento pesantissimo soprattutto sul piano morale”, aggiunge il capogruppo Christian Mulas dello scudo Crociato , che trova conferma nel fatto che parrebbe che la società continua a inviare le bollette pazze, con fatturazioni datate o magari già in prescrizione”.

 Gruppo consiliare Udc Alghero

Solinas in Planargia, accordo per rilancio del territorio

CAGLIARI – Un accordo di programma per il territorio per favorire sviluppo e occupazione. L’impegno per la Planargia è stato ribadito a Bosa dal Presidente della Regione Christian Solinas, che nell’aula del consiglio comunale ha incontrato gli amministratori locali, per ascoltare le richieste del territorio da tradurre in atti concreti.

“È importante – ha detto il Presidente – un continuo confronto tra i territori e la Regione, che vuole essere sempre più vicina e attenta alle reali esigenze dei cittadini, dei quali i sindaci e gli amministratori, con il loro impegno quotidiano, sono interpreti”. Sanità, servizi, infrastrutture, sostegno al lavoro sono stati al centro del confronto.

“La Regione vuole essere sempre più presente e più vicina – ha detto il Presidente Solinas –. L’accordo raggiunto nel 2019 con il Governo sulla annosa vertenza entrate consente di contare su maggiori disponibilità per interventi mirati. Si tratta, ha ricordato il Presidente, di un miliardo e 600 milioni per opere infrastrutturali e 384 milioni di sconto sui trasferimenti. Questo ci consente di liberare maggiori risorse rispetto al passato. Abbiamo rimesso in ordine i conti della Regione in ordine e accresciuto la nostra capacità di spesa, ha detto. Temi condivisi con i sindaci dei 9 comuni dell’unione della Planargia. Particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, e alla grande importanza rivestita dall’ospedale Mastino, presidio di qualità sul quale la Regione ha già messo in atto importanti investimenti infrastrutturali e tecnologici. Dobbiamo fare passi da gigante per rimediare ai troppi errori del passato, che avevano condannato i piccoli ospedali ad un rapido impoverimento quantitativo e qualitativo dei servizi. Per anni – ha detto il Presidente – il blocco del turn over e le mancate chiamate per la medicina generale hanno causato una grave carenza di organici”.

“La riforma di questa Giunta – ha proseguito, afferma l’importanza dei presidi decentrati. Alla cronica carenza di medici, ha detto il Presidente Solinas, stiamo cercando di rimediare con un aumento delle borse di studio, che abbiamo moltiplicato, così come siamo intervenuti con gli incentivi economici per favorire la scelta dei medici in favore delle piccole realtà. Nel frattempo, sono stati banditi o già programmati concorsi per 1800 assunzioni”.

Non solo sanità, ma anche turismo, infrastrutture, viabilità al centro degli incontri della giornata, dedicati dal Presidente all’incontro con i cittadini e con i rappresentanti di varie categorie. Il Presidente Solinas ha anche visitato la locale stazione del Corpo Forestale regionale. La visita a Bosa è stata inoltre l’occasione per illustrare gli interventi finanziati dalla Regione per la messa in sicurezza del Temo, per un investimento complessivo di dieci milioni e cinquecentomila euro. Entro fine anno verrà bandita la gara d’appalto per i lavori di arginatura che cominceranno entro il 2023. È stato già approvato il progetto definitivo ed è in fase di approvazione  quello esecutivo a seguito della quale si procederà all’espletamento delle procedure di appalto.

“Si tratta – ha detto il Presidente Solinas – di un importante intervento di mitigazione del rischio connesso al dissesto idrogeologico e di valorizzazione dell’intera l’area

“Sanità, abbiamo ripreso la programmazione che mancava da anni”

CAGLIARI –“In Sardegna abbiamo ripreso in mano la programmazione sanitaria dopo tanti anni in cui questa è mancata, sia sul nostro territorio, sia a livello nazionale. Lo abbiamo fatto tra mille difficoltà e una pandemia che dura da due anni e mezzo”. Lo dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, intervenuto al convegno della Cisl ‘Per una sanità con al centro la persona’, che si è tenuto oggi a Cagliari. Nel corso dell’incontro l’esponente della Giunta ha affrontato il tema della carenza del personale sanitario “Oggi più che mai – ha detto – la madre di tutti i problemi”.

“Le criticità arrivano da lontano – ha ricordato l’assessore, in riferimento ai tagli operati in passato – basti pensare che in Sardegna nel 2019, a inizio mandato, risultavano risparmi sul personale pari a 17 milioni di euro, risorse non spese da Ats in seguito al blocco del turnover. Siamo ripartiti da qui, abbiamo dato un nuovo impulso ai concorsi: cento banditi in tre anni”.

Per poter dare immediata risposta alle attuali difficoltà dovute alla carenza di personale l’assessore ha evidenziato la necessità di un intervento da Roma per rivedere gli accordi collettivi nazionali: “Servono strumenti flessibili. Oggi, con le attuali carenze di personale, poter intervenire tempestivamente spostando le risorse dove serve risolverebbe molte delle criticità che ogni giorno si verificano ovunque. Questo, ovviamente, deve avvenire anche attraverso il giusto riconoscimento economico e la revisione di vincoli di spesa per le retribuzioni che a livello nazionale sono bloccati da anni”.

Nel corso del suo intervento l’assessore ha ricordato: “Abbiamo azzerato l’imbuto formativo portando le borse di studio per le scuole di specializzazione da 29 a 250, questo significa, che oggi tutti i laureati in medicina, in Sardegna, hanno la possibilità di accedere alla formazione specialistica. Abbiamo avviato il confronto con le Università di Cagliari e Sassari per potenziare la capacità formativa, diminuita nel tempo, come nel resto d’Italia, a causa dei tagli indiscriminati”. In merito alla formazione l’assessore si è soffermato in modo particolare sulla necessità di un’accelerazione sulle nuove figure previste nel nuovo piano della sanità territoriale e in particolare sugli infermieri di comunità che andranno a supportare le nuove strutture intermedie (ospedali e case della comunità).

Sul tema principale dell’incontro, l’esponente della Giunta ha ribadito: “La centralità del cittadino è alla base del nuovo modello disegnato dal nuovo piano dei servizi sanitari e dal piano dei servizi alla persona approvati dalla Giunta dopo un lungo confronto con tutti i portatori di interesse, due tasselli di uno stesso mosaico rappresentato dall’assistenza socio sanitaria. Il piano dei servizi alla persona, in particolare, mancava in Sardegna da sedici anni. Una sfida importante che guarda al traguardo del 2026 fissato dal Pnrr, sul quale abbiamo programmato investimenti per oltre 290 milioni di euro, e dove il dualismo ospedale-territorio sarà superato da un nuovo modello di presa in carico in grado di accompagnare il cittadino in tutti i suoi bisogni legati alla salute”.

Comune Sassari, decine di progetti per 302 beneficiari di reddito di cittadinanza

SASSARI – Tra aprile e giugno ventisei tra associazioni e cooperative sociali del territorio di Sassari hanno aderito la progetto del Comune di Sassari per creare percorsi in cui inserire soltanto nel 2022 ben 302 beneficiari di Reddito di cittadinanza.

Grazie a fondi specifici ottenuti dall’Amministrazione comunale, figure professionali specificamente dedicate ai Progetti Utili alla Collettività (Puc) hanno portato avanti un lavoro di sensibilizzazione sul territorio per incrementare le adesioni delle associazioni nelle quali inserire nuovi beneficiari RdC e al contempo, monitorare i progetti di ogni singolo partecipante. Così, alle nove realtà inizialmente aderenti (Croce Sarda, Coopas, La Gaia Scienza, La Sorgente, Il Rifugio Gesù Bambino, U.I.C Unione italiana ciechi, Croce Azzurra, New Life OVD) che hanno permesso l’inserimento di 20 beneficiari Rdc, se ne sono aggiunte altre per un totale di ventisei (hanno aderito anche Dueffe Soccorso, Auser, associazione Alzheimer, Anteas, Vosma, Aism, Incontrocorrente, Suore Poverelle di Bergamo, Pass.Soccorso, Bobò Scianel, Piccoli Passi, Officine Condivise, Sandalia Soccorso, Croce Azzurra, A.S.D. P.G.S. Gioins, San Domenica di Caniga, Croce Blu, U.I.S.P. Unione Italiana Sport per Tutti).

Le persone già impegnate nei servizi di utilità collettiva sono a oggi 74 e altre 70 sono in fase di abbinamento e in procinto di iniziare le attività. Da ottobre partiranno progetti per altre 144 persone e così fino all’inserimento di tutte le persone presenti nelle attuali liste in capo ai Servizi Sociali.

I Progetti Utili alla collettività (Puc) rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività perché i percorsi sono strutturati in coerenza con le competenze professionali e con gli interessi e le propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti con il personale del Servizio Sociale del Comune; inoltre devono essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale

“Ruolo di Pais nella sanità, grave errore”

ALGHERO – “Aver consentito al Presidente del Consiglio Regionale di svolgere anche un ruolo esecutivo e di assumere responsabilità e scelte sulla sanità sarda, insieme all’assessore Nieddu, orientando azioni poi coperte da atti legislativi, credo sia stato un grave errore politico, oltre che una abnormità istituzionale. La recente presa di posizione del neo consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde che chiede di tornare indietro sulla scelta compiuta di affidare l’ospedale Marino di Alghero all’AOU ne è una prova evidente. Il caos sulla sanità sarda, le discutibili scelte passate sopra la testa delle autonomie locali, non possono più essere sopportate. Per quanto riguarda il Marino di Alghero al di là delle futuribili aperture di sale operatorie, di annunci per eccellenze improbabili nella robotica chirurgica, la realtà ci dice che in quell’ospedale non si opera più, che le degenze sono solo per pazienti a rischio basso, che non ci sono in organico anestesisti rianimatori, che tutto il carico chirurgico è affidato all’ospedale civile che ha già da gestire le proprie discipline, senza personale aggiuntivo. Allora perché non restituire l’ospedale Marino alla Asl? E il nuovo ospedale annunciato dal presidente Solinas che fine ha fatto? Come hanno giustamente affermato i medici sardi in una nota dell’ANAOO: “se la sanità in Sardegna non funzione non e’ colpa dei medici ma di chi deve organizzarla”. La sanità in Sardegna sta crollando. Serve un cambio di passo deciso. Senza commistioni istituzionali”

Mario Bruno, ex-sindaco di Alghero

Pais a Tedde, “almeno adesso si parla del Marino”

Alghero, 23 luglio 2022 – “Il passaggio del Marino dall’Asl all’Aou, inserito all’interno della riforma sanitaria, è stato dettato dalla necessità di garantire il potenziamento dei servizi e il miglioramento della struttura minata dal rischio oggettivo di chiusura determinata dallo stato di abbandono in cui versava a causa di precedenti scellerate scelte politiche”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Michele Pais.

“Grazie a questo passaggio la stuttura è in corso di potenziamento – continua Michele Pais –  con l’attribuzione di nuovi servizi, cui consegue la necessità di una ristrutturazione massiccia che Aou sta mettendo in essere, grazie a concreti finanziamenti propri e regionali la cui ultima tranche ammonta a 4,5 milioni di euro. Fatti e non parole”.

“Oggi, a differenza che nel passato, tutti parlano del Marino in termini di rilancio concreto. Mi felicito di aver provocato questa attenzione che ci vede tutti positivamente uniti, volta ad un miglioramento concreto, e non solo a parole come nel passato, delle strutture sanitarie algheresi, prima inesistente. Avanti così!” – conclude il presidente Pais.

“Criticità del Marino, l’Ospedale passi dall’Aou all’Ats”

ALGHERO – “Le criticità dell’Ospedale Marino di Alghero ne suggeriscono la retrocessione dalla AOU alla ATS”. E’ il consigliere regionale di FI, membro della Commissione Sanità  e ex sindaco di Alghero Marco Tedde a prendere posizione in maniera netta ma propositiva relativamente alle criticità che affliggono la gloriosa struttura del Marino di Alghero. Un Presidio che con la legge di riforma del sistema sanitario regionale del settembre 2020 è stato trasferito all’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, che in concreto l’ha preso in carico dal 1° gennaio del 2022, col fine dichiarato di  “migliorare le attività integrate nel campo dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione funzionali alle reti formative per le scuole di specializzazione, favorendo inoltre l’attivazione di un polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie chirurgiche ortopediche innovative nel campo della robotica.” “Purtroppo la pericolosa china  dell’Ospedale Marino, iniziata ad aprile del 2017, allorché l’equipe di anestesisti iniziò a non offrire assistenza dopo le ore 14, non è stata invertita e anzi ci sono forti segnali della incapacità di risollevare l’efficienza della struttura –sottolinea l’esponente di FI-“. L’on. Tedde ricorda che a decorrere dall’inizio di marzo sono state chiuse le sale operatorie e l’attività chirurgica è stata spostata presso il Civile con un via vai biblico di ortopedici e pazienti e l’impossibilità di intervenire  su patologie che necessitano di chirurgia protesica, chirurgia di mano e piede, artroscopia del ginocchio e della  spalla. Queste difficoltà hanno ampliato a dismisura le liste di attesa e consentono di affrontare solo la patologia da trauma con interventi su fratturati eseguiti anche a distanza di venti giorni dall’evento acuto, con insopportabili sofferenze da parte di pazienti.

“Alla luce di queste insostenibili criticità, che anche se hanno avuto origine nel 2017 debbono essere oggi affrontate e risolte, è evidente che occorre un atto di coraggio e di onestà intellettuale retrocedendo la struttura alla ATS –attacca Tedde-. Peraltro, all’orizzonte non si intravvede un minimo di indizio di un avvio di attività di robotica chirurgica e di attività di alto profilo formativo. Anzi –sottolinea Tedde, che comunque aveva espresso a suo tempo forte contrarietà per il trasferimento- è al palo la firma del protocollo di intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari e le convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio, compresa la previsione di risorse dell’ordine di qualche decina di milioni di euro, anche al fine del mantenimento dei requisiti degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero.” Ma, nelle more, secondo il consigliere regionale occorre immediatamente riaprire almeno una sala operatoria al Marino, costituendo un pool di anestesisti dedicati, come avveniva in passato, reintegrare la dotazione del personale infermieristico e impegnare immediatamente le risorse assegnate per i lavori di riqualificazione. “Ma occorre intervenire con grande urgenza, prima che sia troppo tardi  –chiude l’ex sindaco di Alghero-.”