“Sardegna e Alghero investano nel turismo golfistico”

ALGHERO – “Il turismo golfistico rappresenta uno dei segmenti più dinamici del mercato turistico internazionale. Con circa 60 milioni di praticanti nel mondo e un giro d’affari stimato in oltre 20 miliardi di dollari l’anno, il golf attrae visitatori con una capacità di spesa mediamente molto superiore rispetto al turista tradizionale, con effetti positivi su tutta la filiera dell’accoglienza: alberghi, ristorazione, servizi e trasporti.
Non sorprende quindi che il tema sia tornato al centro del dibattito nazionale grazie all’attenzione incondizionata manifestata dal ministro dello Sport Abodi e da quella molto prudente, quasi rinunciataria, dell’assessore del Turismo della Giunta Todde.
La Sardegna possiede caratteristiche straordinarie per diventare una destinazione golfistica di livello internazionale. Tuttavia, l’offerta attuale è ancora limitata. Nell’isola sono presenti solo pochi campi di livello, tra cui eccellenze riconosciute come il Pevero Golf Club, il Tanka Golf Club e il Is Molas Golf Club.
Se si vuole davvero competere con le principali destinazioni europee del turismo golfistico, è evidente che l’offerta debba crescere in modo programmato e sostenibile.
Per aggirare i detrattori ideologici e gli ambientalisti “a prescindere”, è però importante chiarire un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: i campi da golf non devono necessariamente essere realizzati lungo la fascia costiera. Possono essere progettati anche nell’entroterra, a 30, 40 o 50 chilometri dal mare, contribuendo così alla valorizzazione delle aree interne e alla diffusione delle opportunità economiche su tutto il territorio regionale. Ecco, quindi, che viene a cadere ogni obiezione di tipo urbanistico o ambientale. Per il paesaggio credo vi sia ben poco da obbiettare: il verde del golf coniugato alla qualità architettonica delle sue strutture sicuramente migliora il “colpo d’occhio” e lo impreziosisce.
Dal punto di vista territoriale, inoltre, l’impatto sarebbe assolutamente contenuto. Un campo da golf richiede mediamente circa 50 ettari di superficie. Anche ipotizzando la realizzazione di 30 campi da golf, la superficie complessiva interessata sarebbe di circa 1.500 – 2.000 ettari. Una estensione che, rapportata alla dimensione della Sardegna, non rappresenta affatto un consumo sproporzionato di territorio.
Naturalmente, lo sviluppo del golf deve essere accompagnato da soluzioni tecnologiche moderne e sostenibili, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Oggi esistono sistemi avanzati che consentono di ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente, come l’utilizzo delle acque reflue depurate provenienti dagli impianti di trattamento come accade ad Alghero, l’impiego di impianti di desalinizzazione e tecnologie di irrigazione di ultima generazione che ottimizzano il consumo idrico. Non va dimenticato, inoltre, che campi da golf vengono realizzati e gestiti con successo anche in aree desertiche o semidesertiche, dove la disponibilità di acqua è molto più limitata rispetto alla Sardegna. In questi casi si utilizzano tecnologie specifiche (acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligenti, erbe resistenti alla siccità, desalinizzazione). Nel deserto del Qatar abbiamo il Doha Golf Club, un campo da 18 buche costruito nel deserto, progettato con laghi artificiali, piante desertiche e irrigazione controllata. In Giordania l’Ayla Golf Club – Aqaba, campo progettato da Greg Norman in una zona arida sul Mar Rosso, realizzato con criteri di sostenibilità ambientale e bacini artificiali che recuperano acqua e favoriscono anche la biodiversità. Negli Emirati Arabi Uniti il Saadiyat Beach Golf Club – Abu Dhabi: campo costruito in un ambiente desertico costiero, irrigato in gran parte con acqua riciclata proveniente dal sistema urbano, con programmi certificati di sostenibilità. Questo dimostra che, con una progettazione intelligente e con l’impiego delle tecnologie adeguate, è possibile conciliare sviluppo turistico e tutela dell’ambiente.
Se inserito in una strategia seria e lungimirante, il golf può diventare uno strumento importante per la destagionalizzazione del turismo, attirando visitatori nei mesi primaverili e autunnali e aumentando il tasso di utilizzo delle strutture ricettive dell’isola.
La vera sfida non è opporre la tutela del territorio allo sviluppo, ma costruire un modello di crescita basato su qualità, sostenibilità e programmazione. In questo quadro, il turismo golfistico può rappresentare una leva significativa per rafforzare la competitività della Sardegna e creare nuove opportunità economiche per le comunità locali”,

Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia

“Deserto invernale, la Sardegna deve investire nel golf”

CAGLIARI – “Oltre 7 milioni di golfisti europei cercano il sole della primavera e dell’autunno. Noi li mandiamo in Spagna e Portogallo. Eppure il nostro clima è migliore della Costa del Sol, la nostra cucina non ha rivali e il nostro territorio è unico al mondo. La Sardegna chiude di fatto la stagione turistica a settembre. Da ottobre a maggio alberghi vuoti, ristoranti chiusi, lavoratori stagionali senza reddito e aeroporti con traffico ridotto raccontano una realtà che non è inevitabile: è il risultato di politiche turistiche che per troppo tempo hanno puntato quasi esclusivamente sul turismo balneare.
Il mare resta un pilastro dell’economia dell’isola, ma da solo non basta più. Se vogliamo davvero aumentare il PIL turistico e creare occupazione stabile dobbiamo puntare con decisione sulla destagionalizzazione. In questo scenario il turismo golfistico rappresenta una delle opportunità più concrete e già sperimentate in molte destinazioni del Mediterraneo.
In Europa esistono oltre 7,8 milioni di golfisti tesserati e milioni di viaggiatori che scelgono le proprie vacanze proprio in funzione della possibilità di giocare a golf nei mesi di primavera e autunno. È un mercato enorme che oggi guarda soprattutto alla Spagna e al Portogallo, mentre la Sardegna — pur avendo condizioni climatiche straordinarie — intercetta solo una parte minima di questi flussi.
La Sardegna offre oltre 300 giorni l’anno di clima ideale per il golf, con circa 2.900 ore di sole annue, più della Costa del Sol e dell’Algarve. Con 4-6 campi da golf di standard internazionale l’isola potrebbe attrarre tra 20.000 e 80.000 turisti golf all’anno, generando fino a 150 milioni di euro di indotto e creando fino a 3.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Soprattutto, permetterebbe di allungare concretamente la stagione turistica, portando visitatori proprio nei mesi oggi più difficili per il settore.
Il turismo golfistico è tra i più redditizi del mercato internazionale. Un golfista spende mediamente tra 450 e 700 euro al giorno, tre o quattro volte più di un turista balneare medio. Un gruppo di quattro golfisti che soggiorna una settimana in Sardegna può generare tra 12.000 e 20.000 euro di spesa sul territorio, distribuita tra hotel, ristorazione, trasporti, shopping e attività culturali. E questa spesa avviene soprattutto nei mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre, quando l’economia turistica dell’isola rallenta.
Il golf inoltre non è un’attività isolata: è un moltiplicatore di valore per tutto il territorio. Il turista golfista non si limita a giocare, ma visita i siti archeologici, scopre i nuraghi, percorre le strade del vino e dell’olio, frequenta agriturismi e ristoranti, acquista prodotti dell’artigianato locale. In questo modo il golf diventa una vera porta d’ingresso per il sistema Sardegna, capace di valorizzare enogastronomia, archeologia nuragica, borghi dell’interno e turismo esperienziale.
È ciò che è accaduto in molte realtà europee. L’Algarve in Portogallo genera oggi circa 1,5 miliardi di euro l’anno, La Costa del Sol in Spagna ha costruito un settore da oltre 2 miliardi di euro annui, mentre Cipro, un’isola più piccola della Sardegna, produce oltre 300 milioni di euro l’anno.
Tutti esempi che dimostrano come il golf non sia un lusso, ma una vera infrastruttura turistica capace di attrarre presenze e investimenti durante tutto l’anno.
Anche le obiezioni ambientali oggi possono essere superate grazie alla tecnologia. I campi da golf moderni utilizzano acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligente e varietà erbose a basso consumo idrico, riducendo drasticamente l’impatto ambientale. In Spagna e Portogallo oltre il 70% dei campi è già irrigato con acque reflue trattate: lo stesso modello può essere adottato in Sardegna, rendendo questi impianti pienamente compatibili con gli obiettivi di sostenibilità.
Per questo proponiamo una strategia chiara: un Piano regionale per il turismo golfistico, con aree vocate, regole paesaggistiche e ambientali precise, utilizzo obbligatorio di acque reflue depurate, incentivi per investimenti certificati e programmi di formazione per nuove professionalità del settore. L’obiettivo è sviluppare un turismo di qualità che integri golf, cultura, paesaggio e identità.
Noi crediamo che questa scelta sia non solo possibile, ma necessaria. E chiediamo alla maggioranza di avere il coraggio di guardare ai dati e di costruire insieme una strategia di sviluppo che la Sardegna non può più rimandare”

Antonello Peru capo gruppo Sardegna al Centro 20VentiConsiglio Regionale della Sardegna

Ignazio Angioni nuovo presidente di Legacoop

CAGLIARI – Ignazio Angioni eletto Presidente di Legacoop Sardegna. Succede a Claudio Atzori. Elezione all’unanimità della Direzione regionale riunita al THotel di Cagliari venerdì 6 marzo.  Ignazio Angioni è il nuovo Presidente di Legacoop Sardegna. L’elezione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 6 marzo al THotel di Cagliari, dove si è riunita la Direzione regionale dell’organizzazione, che lo ha eletto all’unanimità.

Cagliaritano, laureato in Giurisprudenza, dopo diversi anni di lavoro nel territorio Angioni approda nel 2007 in Legacoop Sardegna, ricoprendo nel corso degli anni diversi incarichi. Tra gli altri, quelli di Direttore e di Responsabile dell’Area Legislativa e del Lavoro. Da ultimo ha rivestito il ruolo di Vice Presidente e Responsabile dell’Area Produzione e Servizi.

Angioni succede a Claudio Atzori, oristanese, alla guida di Legacoop Sardegna dal 2013 ad oggi, che lascia la Presidenza regionale dopo oltre un decennio di mandato. Atzori ricopre attualmente anche il ruolo di Vice Presidente nazionale di Legacoop con delega al Mezzogiorno.

L’elezione del nuovo Presidente si è svolta al termine della giornata “Strategia Cooperativa”, promossa da Legacoop Sardegna e dedicata al confronto sul futuro della cooperazione e dello sviluppo economico e sociale dell’isola. Prima della Direzione regionale si è inoltre riunita l’Assemblea dei delegati di Legacoop Sardegna.

«La cooperazione rappresenta uno strumento fondamentale per lo sviluppo e la vita dei territori e delle comunità», ha dichiarato il neo Presidente Ignazio Angioni. «L’impegno di Legacoop Sardegna sarà quello di continuare a rafforzare il ruolo delle imprese cooperative nell’economia regionale, sostenendo innovazione, lavoro di qualità e capacità di costruire reti tra imprese, istituzioni e comunità».

La Direzione regionale ha inoltre rivolto un ringraziamento a Claudio Atzori per il lavoro svolto alla guida dell’organizzazione negli ultimi tredici anni, caratterizzati da un forte impegno nel rafforzamento del movimento e del ruolo della cooperazione in Sardegna.

Setmana Santa a l’Alguer, religione e tradizione: il programma

ALGHERO – La città di Alghero si prepara a vivere uno dei momenti più partecipati, identitari e intimi della sua centenaria tradizione: 16 i cori che partecipano ai riti della Setmana Santa a l’Alguer 2026, provenienti da diversi paesi. Tutto pronto per il ripetersi di un rito che ad Alghero si rinnova da oltre 500 anni. Le antiche vie della città, illuminate con i caratteristici drappi rossi che rendono la città vecchia ancora più affascinante, ospiteranno le suggestive processioni e le numerose celebrazioni religiose in programma dal 27 marzo al 5 di aprile. Presentato oggi al Quarter il programma delle celebrazioni realizzato in collaborazione tra la Diocesi Alghero-Bosa, la Confraternita della Misericordia, l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Alghero, che vede la partecipazione di numerose associazioni del territorio che da diversi anni ormai accompagnano le processioni insieme alla Banda Musicale A. Dalerci di Alghero. Un evento in grado di coinvolgere nell’intimo i cittadini e affascinare sempre di più i visitatori ed i turisti che in occasione delle festività Pasquali scelgono di trascorrere e vivere le emozioni uniche che la Riviera del Corallo è in grado di trasmettere.  Insieme al presidente della Fondazione Alghero, alle assessore alla Cultura e Turismo, alla Confraternita della Misericordia di Alghero e il dirigente dell’Istituto Istruzione Superiore A. Costantino, gli alunni e insegnanti che firmano l’immagine dell’edizione 2026 della Setmana Santa con in testa “L’Abbraccio dolente” di Giulia Dettori della classe 3 Architettura e Ambiente. Il rito del Discendimento – il Desclavament – evento tra i più partecipati dell’intera settimana di processioni, sarà trasmesso in diretta dall’emittente Catalan Tv, sul maxischermo all’esterno della Cattedrale di Santa Maria e sul canale Youtube della Diocesi di Alghero-Bosa. L’atteso Incontro di Gesù Risorto con la Madonna (Bastioni C. Colombo, Angolo Via C. Alberto) nel giorno della Santa Pasqua, sarà impreziosito, come tradizione, dalla manifestazione di spari a salve curata dall’Associazione Gruppo Cacciatori Armeria Tanda.

ITINERARIO PROCESSIONI SETTIMANA SANTA 2026 27 MARZO: Venerdì di Passione   Ore 20:00 – Processione dell’Addolorata Percorso: dalla Chiesa di San Francesco, via C. Alberto, Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Cavour, Via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via Simon, Via Roma, Via C. Alberto, Chiesa di San Francesco. Rientro della Confraternita alla Chiesa della Misericordia. 29 MARZO: Domenica delle Palme Ore 10:00 – Benedizione delle Palme nella Chiesa di San Francesco. Processione verso la Cattedrale: via P. Umberto, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. Ore 10:30 – Cattedrale: Santa Messa presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Rientro della Confraternita presso la Chiesa della Misericordia.

31 MARZO: Martedì Santo   Ore 20:00 – Processione dei Misteri Percorso: dalla Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Omelia in Cattedrale, Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Cavour, Via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Largo San Francesco, Via Kennedy, Via XX Settembre, Via S. Agostino, Via V. Veneto, Via V. Emanuele, Via Roma, Via C. Alberto, Chiesa di San Francesco, rientro presso la Chiesa della Misericordia.

2 APRILE: Giovedì Santo   Ore 10:00 Cattedrale: Santa Messa Crismale celebrata dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino – Accompagna la funzione il Coro Diocesano Alghero-Bosa Ore 18:30 Cattedrale: Messa in “Coena Domini” e rito della lavanda dei piedi celebrata dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Ore 21:00 – Processione per visita Eucaristica | “Les Cerques” Percorso: Chiesa della Misericordia, Via Misericordia, Chiesa di San Michele, Via C. Alberto, Via G. Ferret, Largo San Francesco, Via Kennedy, Via XX Settembre, Via Giovanni XXIII, Via Mons. Ciuchini, Chiesa della Mercede, Via Mons. Ciuchini, Via Giovanni XXIII, Via XX Settembre, Via Kennedy, Largo San Francesco, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale, Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Cavour, Via Don Deroma, Via P. Umberto e rientro presso la Chiesa della Misericordia. Ore 22:00 Cattedrale: Adorazione Eucaristica presso l’Altare della Reposizione.

3 APRILE: Venerdì Santo Ore 08:00 Cattedrale: Ufficio delle letture e Lodi Mattutine Ore 11:20 Processione della Via Crucis Percorso: Chiesa della Misericordia, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via Simon, Piazza Porta Terra, via Sassari, Scalo Tarantiello, Banchina Dogana, Porto Salve, Piazza Civica, Piazza Duomo, Cattedrale di Santa Maria. Ore 11:40 Cattedrale: Innalzamento del Cristo – Accompagna la funzione l’Associazione Musicale Lo Frontuni Ore 16:00 Cattedrale: Celebrazione Liturgica della Passione del Signore. Presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino, Lettura della Passione, Adorazione della Croce, Comunione Eucaristica. Ore 20:00 Processione del Discendimento verso la Cattedrale Percorso: Chiesa della Misericordia, Via P. Umberto, Via G. Ferret, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. Ore 20:30 Cattedrale: Predica del Discendimento – accompagna il rito il Coro Polifonico Algherese Proiezione esterna della funzione in Piazza Duomo Ore 21:30 – Processione del Venerdì Santo Percorso: Cattedrale, Via Santa Barbara, Via Cavour, via Don Deroma, Via P. Umberto, Via G.Ferret, Via Cavour, Bastioni C. Colombo, Via C. Alberto, Via G. Ferret, Largo San Francesco, Via Kennedy, Piazza Sulis (ore 22:10 circa) , Lungomare Dante, Via Gramsci, Via Pascoli, Via Sassari, Via Carducci, Piazza della Mercede (ore 22:40 circa), Via Nuoro, Via S. Agostino, Via V. Veneto, Via V. Emanuele, Torre di Porta Terra (ore 23:20 circa), Via Roma, Via C. Alberto, Via G. Ferret, Via P. Umberto, Chiesa della Misericordia (ore 23:40 circa).

4 APRILE: Sabato Santo Ore 21:00 Cattedrale – Solenne Veglia Pasquale, Liturgia della Luce, Liturgia della Parola, Liturgia Battesimale ed Eucaristica presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino – il Coro Polifonico Algherese cura i canti della celebrazione.

5 APRILE: Domenica di Pasqua Ore 9:00 Processione della Madonna Percorso: Chiesa di San Francesco, Via C. Alberto, Bastioni C. Colombo angolo Via C. Alberto (Incontro) Ore 09:30 Processione di Gesù Risorto Percorso: Chiesa della Misericordia, Via Misericordia, Bastioni C. Colombo angolo Via C. Alberto (Incontro) Ore 09:45 – Incontro di Gesù Risorto con la Madonna (Bastioni C. Colombo, Angolo Via C. Alberto) manifestazione di spari a salve a cura dell’Associazione Gruppo Cacciatori Armeria Tanda Ore 09:50 Processione Percorso: via C. Alberto, via G. Ferret, Largo San Francesco, via Kennedy, Via XX Settembre, Via La Marmora, Via V. Emanuele, Via Roma, Via C. Alberto, Piazza Duomo, Cattedrale. Ore 10:30 – Cattedrale: Messa Solenne presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino. Ore 12:00 – Rientro della processione presso la Chiesa della Misericordia: Piazza Duomo, Via Santa Barbara, Via Don Deroma, Via P. Umberto, Chiesa della Misericordia. Ore 12:00 Cattedrale: Santa Messa 12 APRILE: Seconda Domenica di Pasqua Ore 10:30 Santuario N.S. di Valverde: Santa Messa presieduta dal Vescovo Padre Mauro Maria Morfino- canta l’Associazione Coro Polifonico Olmedese Incantos I fedeli sono invitati ad indossare l’abito scuro nelle processioni del giovedì e venerdì Santo

EVENTI COLLATERALI 27 marzo – Venerdì di Passione Ore 20:30 – Cattedrale “Concerto Spirituale” a cura dell’Associazione Musicale “Lo Frontuni” – Cattedrale di Santa Maria al termine della processione. 29 marzo – Domenica delle Palme Ore 18:30 – Parrocchia di S.G.Bosco Les ondes de gener. La storia del Cristo di Alicante raccontata con i versi di Franco Cano accompagnata dalle musiche tradizionali della Settimana Santa Algherese, con la partecipazione di Gabriella Buseddu, Paola Gallo ed Enza Castellaccio. A cura dell’Associazione Banda musicale “Antonio Dalerci” 29 marzo – Domenica delle Palme Ore 20:30 – Cattedrale “Le sette ultime parole di Nostro Signore sulla Croce” di Saverio Mercadante – Un viaggio nella musica Sacra | L’Associazione “Pro Arte” Alghero propone l’intenso oratorio per soli, coro e orchestra che mette in musica le ultime frasi di Cristo sulla Croce. Un capolavoro di profonda spiritualità che unisce solennità sacra e forza drammatica. 11 aprile: Concerto di Musica Sacra  – Cattedrale, a cura del Kultur Centrum Niederrhein e.V. Ensemble vocale tedesco e solisti Quartetto d’archi Claudio Sanna, Organo/Pianoforte Giovanni Solinas, direttore Un evento che unisce tradizione sacra e dialogo timbrico moderno, valorizzando la Cattedrale di Alghero come spazio di spiritualità, bellezza e ascolto condiviso. Quì il programma: https://bit.ly/SetmanaSanta_Alghero2026

La Maddalena: controlli, denunce e sanzioni dei Carabinieri

LA MADDALENA –  Nel corso delle verifiche sono state deferite tre persone per violazioni al Codice della Strada: un conducente è stato sorpreso alla guida di un ciclomotore nonostante la patente fosse già
stata revocata, con conseguente confisca del veicolo, mentre altri due conducenti sono stati
denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica, accertata mediante prova etilometrica. Le
patenti di guida sono state ritirate e trasmesse alla Prefettura per i provvedimenti di
competenza.
Nel corso dei controlli tre persone sono state inoltre segnalate alla Prefettura quali assuntori di
sostanze stupefacenti, poiché trovate in possesso di modeste quantità di sostanza
verosimilmente riconducibile a marijuana e cocaina, sottoposte a sequestro amministrativo.
Nei giorni precedenti i Carabinieri avevano inoltre deferito una persona per detenzione ai fini
di spaccio di sostanze stupefacenti.

I controlli rientrano nell’attività di prevenzione svolta quotidianamente dall’Arma sul
territorio, con particolare attenzione alla sicurezza della circolazione stradale e alla tutela della
comunità.

“La vocazione turistica del Parco di Porto Conte non pregiudichi la sua conservazione e tutela”

ALGHERO – “Il Parco Naturale Regionale di Porto Conte rappresenta uno dei patrimoni naturali più importanti della Sardegna e dell’intero Mediterraneo. La tutela dei suoi ecosistemi, della biodiversità e del paesaggio costituisce un interesse pubblico che riguarda non solo il territorio di Alghero, ma l’intera comunità regionale. Per questo motivo la nostra associazione ha analizzato il bilancio previsionale 2026–2028 e i principali documenti di programmazione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte. L’obiettivo di questa analisi non è esprimere giudizi polemici, ma contribuire a una riflessione pubblica informata sul futuro della gestione dell’area protetta. Dalla lettura del bilancio emerge innanzitutto una situazione formalmente equilibrata dal punto di vista contabile: il documento non presenta condizioni di indebitamento e mantiene il pareggio finanziario. Tuttavia, un’analisi più attenta evidenzia un elemento significativo: le risorse pubbliche ordinarie destinate alla gestione del Parco non sembrano sufficienti a sostenere in modo stabile tutte le attività necessarie alla tutela e alla gestione del territorio. Per mantenere l’equilibrio finanziario, l’ente è costretto a ricorrere a una combinazione di contributi straordinari, progetti finanziati e attività legate alla fruizione turistica del territorio. Questo evidenzia una criticità strutturale: la tutela della biodiversità e degli ecosistemi non dovrebbe dipendere principalmente dalla capacità di generare entrate o attrarre visitatori. Negli ultimi anni il Parco ha sviluppato numerose attività di valorizzazione del territorio in chiave turistica: servizi per i visitatori, percorsi museali, iniziative culturali, mobilità turistica e progetti finanziati attraverso programmi nazionali ed europei. Queste iniziative possono contribuire a migliorare la conoscenza del territorio e a sostenere la gestione dell’ente. Tuttavia, quando la sostenibilità economica di un’area protetta dipende sempre più dalla fruizione turistica o dalla partecipazione a bandi e progetti, si crea inevitabilmente una tensione tra due obiettivi: la tutela della natura e la valorizzazione economica del territorio. Un ulteriore elemento di riflessione riguarda l’assenza del Piano del Parco, lo strumento di pianificazione previsto dalla normativa nazionale sulle aree protette. Senza questo strumento, che dovrebbe definire con chiarezza le regole di tutela e gli indirizzi di gestione del territorio, le scelte strategiche dell’ente finiscono per emergere indirettamente attraverso il bilancio, il piano delle attività e i progetti finanziati. Questa situazione solleva una domanda più ampia sul ruolo delle aree naturali protette nel nostro Paese. La legge quadro sulle aree protette del 1991 stabilisce infatti che la finalità primaria dei parchi naturali è la conservazione degli ecosistemi, della biodiversità e del paesaggio. Tutte le altre attività – turismo, valorizzazione territoriale, iniziative economiche – devono essere compatibili con questo obiettivo e subordinate ad esso. Il confronto con altre realtà della Sardegna aiuta a comprendere meglio questa questione. Il Parco Nazionale dell’Asinara mantiene una struttura istituzionale fortemente orientata alla conservazione degli ecosistemi, mentre il Parco di Molentargius-Saline ha sviluppato una chiara identità legata alla tutela delle zone umide e alla gestione di un ecosistema urbano complesso. Nel caso di Porto Conte, invece, il Parco appare sempre più coinvolto nelle dinamiche territoriali e nei progetti di valorizzazione del territorio ma, come già detto, in chiave turistica. Questa evoluzione non è necessariamente negativa. I parchi naturali possono contribuire allo sviluppo di economie locali sostenibili e alla diffusione della cultura ambientale. Tuttavia è fondamentale che questo processo non comprometta la missione principale delle aree protette. La nostra associazione ritiene quindi necessario aprire una riflessione pubblica sul futuro del Parco di Porto Conte e sul modello di gestione delle aree protette in Sardegna. È importante che Regione e istituzioni nazionali garantiscano risorse stabili e adeguate per la gestione delle aree naturali protette, evitando che la tutela della natura dipenda principalmente da finanziamenti temporanei o dalla capacità di generare entrate turistiche. Il Parco di Porto Conte rappresenta un patrimonio naturale, scientifico e culturale di valore straordinario. Proteggerlo significa garantire la conservazione di ecosistemi unici e trasmettere alle generazioni future un bene che appartiene all’intera comunità”.

“Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco”

“Fertilia è parte della storia di Ferrara”

 FERRARA – Il 7 e l’8 marzo la città di fondazione di Fertilia (borgata del Comune di Alghero) ha celebrato il 90° anniversario con un programma di appuntamenti istituzionali e momenti simbolici dedicati alla storia della comunità e al suo futuro. Un traguardo significativo per una realtà nata nel 1936 dall’incontro tra i coloni ferraresi e del Polesine, impegnati nei lavori di bonifica, le famiglie sarde già presenti e la comunità catalana di Alghero.

“Questo legame è un forte esempio di valorizzazione delle proprie radici: poter festeggiare il novantesimo anniversario dalla fondazione di Fertilia significa che lo scambio culturale e identitario con questa terra e tra le due comunità è ancora molto forte”, dichiara l’assessore Matteo Fornasini, presente ai festeggiamenti a testimonianza del legame tuttora presente tra la città sarda e la città estense, portando i saluti del Sindaco Alan Fabbri. “Siamo di fronte a una storia fatta di incontro tra persone, di esperienze condivise vissute nel segno del lavoro e dei valori della comunità. Valori che appartengono in modo profondo al nostro territorio”.

 

Le celebrazioni, promosse dal Comune di Alghero e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale, hanno preso il via sabato alle ore 18.00 presso il Teatro Civico di Alghero con l’esecuzione dell’Inno Nazionale a cura del Maestro Domenico Balzani e all’esibizione del Coro Baratz.

Momento centrale e significativo è stata la premiazione ad ambasciatrici della comunità di sei donne simbolo di Fertilia: Marisa Brugna, Norma Gnani e Maria Dolores Silanos, figure che con il loro impegno hanno rappresentato Fertilia anche oltre i confini locali; Maria Del Caro, Isetta Squizzato e Francesca Marras, donne che hanno scritto pagine importanti della storia cittadina.

Durante la serata, all’assessore Fornasini è stato consegnato un riconoscimento che il Comune di Fertilia ha dedicato alle Città di Fondazione e alle Città Amiche di Fertilia (Tresigallo, Arborea, Trieste e Gorizia).  Le celebrazioni sono proseguite poi domenica 8 marzo, con l’inaugurazione della stele commemorativa presso l’Ex Cineteatro di Fertilia, sul Lungomare Rovigno: un segno tangibile e permanente dedicato ai novant’anni della città, dalle sue origini fino ad oggi, comunità viva e dinamica.

“Il novantesimo anniversario non è solo una ricorrenza storica, ma un momento di riflessione collettiva per mantenere viva la memoria, valorizzare le persone che hanno costruito l’identità della città e guardare al futuro, siamo onorati di poter essere qui con la comunità di Fertilia a festeggiare questo importante giorno insieme ai nostri conterranei che hanno creduto in questa terra”, conclude l’assessore Fornasini.

Piano Strategico: “Rottura con Bruno-Tedde e nuove spese pazze”

ALGHERO – “L’annuncio dell’avvio di un nuovo Piano Strategico per la città di Alghero da parte dell’amministrazione comunale, che si manifesta completamente slegato da quello precedente, solleva più di una perplessità.
Non si capisce infatti per quale ragione si scelga di ripartire completamente da zero quando la città dispone già di un Piano Strategico elaborato durante l’amministrazione Tedde e successivamente aggiornato nel corso dell’amministrazione Bruno. Un lavoro serio, costruito con il contributo dell’università, delle categorie economiche, delle imprese, dei lavoratori, delle associazioni e di tanti attori della comunità algherese.
Quel piano non era un semplice documento programmatico, ma un vero percorso condiviso che individuava scelte strategiche, spunti illuminati che utilizzavano i talenti algheresi e indirizzi di sviluppo e proposte concrete per accompagnare Alghero verso il futuro. Un patrimonio di analisi, idee e progettualità che oggi rischia di essere ignorato.
La decisione di avviare un piano “ex novo”, senza alcun evidente collegamento con quanto già elaborato, appare quindi una scelta difficilmente comprensibile. Significa ripetere studi già fatti, riaprire processi già svolti e destinare nuove risorse pubbliche – anche rilevanti – per rifare un lavoro che la città ha già pagato e già costruito.
Il rischio è evidente: allungare i tempi e moltiplicare i costi, mentre Alghero avrebbe bisogno di attuare strategie e non di ricominciare ogni volta da capo. Potremmo comprendere se così facendo il Campo Largo volesse emarginare il lavoro concluso dal centrodestra. Ma non comprendiamo perché voglia fare altrettanto con il lavoro del leader del centrosinistra Bruno.
Ci riserviamo di comprendere meglio i contenuti e l’impostazione di questo nuovo percorso quando l’amministrazione lo presenterà formalmente alle forze politiche e alla città.
Da parte nostra non mancherà un contributo di idee e proposte, ma è evidente che qualsiasi riflessione seria sul futuro di Alghero non può che partire dal lavoro già realizzato e dal patrimonio strategico costruito negli anni con il coinvolgimento della comunità, dell’università, delle categorie economiche e sociali. Fare finta che quel lavoro non esista non significa innovare: significa semplicemente perdere tempo e risorse”.

Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo di Forza Italia

Tassa di Soggiorno per i voli, Forza Italia con Sartore e aggiunge: “Creare settore avio a Lo Quarter”

ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia interviene sulla indefinita proposta avanzata da un consigliere comunale del Campo Largo in merito all’utilizzo di una quota dell’imposta di soggiorno per garantire nuovi collegamenti aerei invernali dall’aeroporto di Alghero.
L’obiettivo della destagionalizzazione e del rafforzamento dei collegamenti europei è certamente condivisibile. Da anni sosteniamo che senza accessibilità stabile e programmata non possa esistere una vera economia turistica per 8-9 mesi l’anno. Proprio per questo riteniamo che su un tema così delicato non si possano fare annunci generici o proposte prive di un reale fondamento tecnico.
Il trasporto aereo è un mercato liberalizzato a livello europeo e ogni intervento pubblico deve rispettare regole stringenti in materia di concorrenza, trasparenza e aiuti di Stato. Non è possibile immaginare contributi diretti alle compagnie o affidamenti discrezionali senza procedure pubbliche e strumenti giuridicamente corretti. Parlare genericamente di utilizzo della tassa di soggiorno per “garantire voli” rischia quindi di trasformarsi in un esercizio di propaganda più che in una proposta amministrativa concretamente realizzabile.
Se davvero si vuole affrontare il tema con serietà, occorre costruire un percorso strutturato: procedure trasparenti, eventuali servizi di marketing territoriale verificabili, coordinamento con la programmazione regionale e confronto operativo con il gestore aeroportuale. Senza questi elementi il dibattito resta inevitabilmente sul piano degli slogan.
Ma c’è anche un’altra questione che non può essere ignorata e che riguarda il ruolo reale dell’aeroporto di Alghero all’interno dell’attuale sistema di gestione.
Oggi la governance dello scalo non è più espressione di una strategia locale. L’aeroporto è inserito in un sistema molto più ampio, nel quale le decisioni strategiche e le trattative con i vettori vengono gestite a livello centrale dal gruppo che controlla la maggioranza societaria. Non è un mistero che le principali interlocuzioni con le compagnie aeree si svolgano fuori dalla Sardegna e che le strategie complessive tengano conto di equilibri che riguardano più aeroporti, non soltanto Alghero.
In questo contesto la capacità di iniziativa del territorio si è progressivamente ridotta. Peraltro, la rappresentanza algherese nel consiglio di amministrazione della società di gestione appare sempre più confinata a una presenza testimoniale, degna di eccellere nel programma televisivo “Chi l’ha visto”, del tutto priva di un reale peso nelle scelte strategiche o anche solo tattiche al pari dell’amministrazione locale.
Una condizione che, purtroppo, ricorda da vicino quanto avviene anche sul piano politico regionale, dove il principale riferimento politico algherese, nonché mentore del membro algherese del CdA Sogeaal, sembra relegato a rivendicare come proprie decisioni e programmi che in realtà risalgono alla precedente amministrazione regionale, limitandosi spesso a mettere il cappello su iniziative avviate anni fa e oggi semplicemente portate a compimento.
Nel frattempo, però, il nord ovest della Sardegna continua a soffrire una progressiva perdita di centralità nelle politiche aeroportuali e turistiche, mentre le compagnie aeree orientano le proprie scelte soprattutto in funzione della riduzione dei costi operativi e delle condizioni economiche offerte dagli scali.
Per questo motivo riteniamo che il dibattito non possa fermarsi a proposte superficiali. Se davvero si vuole lavorare alla destagionalizzazione e al rafforzamento dei collegamenti, occorre restituire al territorio capacità di proposta, strumenti di confronto con i vettori e una strategia di medio periodo condivisa con il sistema turistico.
In questa prospettiva potrebbe essere utile rafforzare il ruolo della Fondazione Alghero, dotandola di un “settore avio” e attribuendole anche una funzione di interlocuzione e analisi nei confronti della Sogeaal, dei mercati e delle compagnie affinché il territorio torni ad essere soggetto attivo e non semplice spettatore delle decisioni prese altrove.
Forza Italia è pronta a lavorare in questa direzione con spirito costruttivo. Ma proprio per rispetto dei cittadini e degli operatori economici riteniamo che il futuro dell’aeroporto di Alghero e della destagionalizzazione turistica non possa essere affrontato con annunci o operazioni di comunicazione, bensì con serietà, competenza e una visione politica chiara. Lo hanno dichiarato Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia

Referendum, Nichi Vendola (Alleanza Verdi e Sinistra) a Sassari per il “NO”

SASSARI – Nuovo incontro sul referendum. Per il fronte del “No”, ci sarà un appuntamento promosso da Alleanza Verdi e Sinistra, terrà mercoledì 11 marzo alle 17:30 nella sala Angioy del Palazzo della Provincia.  Ospite d’eccezione il presidente nazionale di Sinistra Italiana (insieme ad Europa Verde forma Avs)., il già ministro e deputato, Nichi Vendola. I lavori saranno introdotti e coordinati dalla co-portavoce provinciale di Europa Verde Beatrice Podda e dal segretario provinciale di Sinistra Italiana Andrea Lai. All’iniziativa parteciperanno inoltre il sindaco della Città Metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia, gli avvocati del foro di Sassari Antonella Chirigoni ed Elias Vacca

L’incontro sarà concepito come occasione di confronto e informazione su una riforma che tocca aspetti fondamentali dell’ordinamento giudiziario italiano, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e alla riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura. L’iniziativa, aperta al pubblico, punta a favorire un dibattito informato e trasparente sui contenuti della riforma, stimolando la partecipazione dei cittadini alla discussione sul futuro del sistema giudiziario nazionale.