Sanità, proposta di Michele Pais: “Ad Alghero un centro di fertilità”

ALGHERO –  “Un centro di fertilità all’interno del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Alghero, capace di offrire tutte le principali tecniche di fecondazione assistita e diventare un punto di riferimento per l’intero territorio regionale, oggi sguarnito. È la proposta del consigliere comunale della Lega Michele Pais, che rilancia il tema della natalità e del sostegno concreto alle coppie.
Secondo Pais, la struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia di Alghero possiede già le competenze necessarie per ambire a un ruolo di eccellenza. In particolare, sottolinea come il direttore, il dottor Mario Farina insieme al suo staff, abbiano le capacità e l’esperienza per guidare la realizzazione di un centro altamente specializzato pubblico, unico in Sardegna, in grado di rispondere a una domanda sanitaria sempre più crescente.
A rafforzare la proposta vi sono anche gli investimenti già effettuati sulla struttura ospedaliera di Alghero, che oggi dispone di spazi e dotazioni adeguate per ospitare un servizio di procreazione medicalmente assistita all’altezza delle esigenze dell’intera Sardegna. Un patrimonio infrastrutturale che, secondo il consigliere leghista, va valorizzato e messo pienamente a sistema.
“La denatalità è una delle emergenze più gravi che stiamo vivendo – evidenzia Pais – e troppo spesso non viene affrontata con strumenti adeguati. Oggi si diventa genitori sempre più tardi, e questo incide inevitabilmente sulla fertilità. Per questo è fondamentale che il sistema sanitario pubblico sia pronto a 0sostenere le coppie, offrendo servizi accessibili, qualificati e all’avanguardia”.
La proposta punta quindi a rafforzare l’offerta sanitaria regionale, evitando che molte coppie siano costrette a spostarsi fuori dalla Sardegna o rivolgersi a centri privati altamente costosi, per accedere a trattamenti di procreazione medicalmente assistita.
“Investire su un centro di fertilità pubblico ad Alghero – conclude Pais – significa non solo migliorare i servizi sanitari, ma anche dare una risposta concreta a un problema sociale sempre più urgente, sostenendo il desiderio di genitorialità di tante famiglie e valorizzando gli enormi investimenti già realizzati sulla struttura ospedaliera algherese che le danno un respiro regionale e non solo territoriale

Grandi eventi identitari, l’elenco finanziato dalla Regione

CAGLIARI – È stato pubblicato il bando relativo al Cartellone degli Grandi Eventi Identitari (GEI). Si tratta del quarto dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/1955.

Potranno presentare istanza, entro il prossimo 5 marzo, gli organismi pubblici, in forma singola o associata, che organizzano le dieci manifestazioni iscritte nel registro regionale dei Grandi Eventi Identitari, di matrice religiosa o laica:

Festa di Sant’Efisio, Festa di San Francesco di Lula, Festa del Redentore, Festa di Sant’Antioco Martire, Patrono di Sardegna, Edizione della Cavalcata Sarda, Discesa dei Candelieri, Festa di San Simplicio, Festa di San Costantino Ardia di Sedilo, La Sartiglia e San Salvatore di Sinis, Corsa degli Scalzi. Mentre Alghero non è inclusa perchè non ha un evento identitario che risalga almeno a 100 anni. Le settimane sante sono escluse da tale finanziamento. Resta il fatto che è piuttosto assurdo che Alghero non abbia sviluppato o meglio recuperato un evento identitario al fine, oltre che culturale e turistico, di reperire ulteriori finanziamenti e creare maggiore attrattività.

“Queste manifestazioni – afferma l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu – la cui concessione del contributo avviene in modo strutturale, costituiscono per l’antica tradizione, per la reputazione internazionale, per il costante sostegno finanziario, una base stabile di grandi avvenimenti territoriali con un forte richiamo turistico, che coinvolgono diverse aree della Sardegna, costiere e dell’interno, ed abbracciano tutte le stagioni dell’anno”.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti presentati nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili e comunque fino ad un massimo di duecentocinquantamila euro. Per le azioni di promozione e comunicazione la spesa obbligatoria minima è del 20% del contributo concesso.

“Aeroporti: senza tutele, lavoro, servizi e una vera CT non c’è sviluppo”

CAGLIARI – “I dati sul traffico aereo negli aeroporti sardi confermano una crescita significativa, con oltre 11 milioni di passeggeri nell’ultimo anno. Un risultato positivo che dimostra la centralità strategica del trasporto aereo per la Sardegna”. Lo dichiara Claudia Camedda, segretaria generale della Fit Cisl, commentando i numeri relativi agli scali di Cagliari, Olbia e Alghero. “Dietro questi record – afferma Camedda – c’è il lavoro quotidiano di migliaia di addetti del settore. È quindi indispensabile che alla crescita dei passeggeri corrispondano investimenti strutturali, rafforzamento degli organici e condizioni di lavoro stabili, superando precarietà e stagionalità”.

Per lil sindacato “non è accettabile celebrare i numeri senza affrontare il tema della qualità dell’occupazione e della sostenibilità del sistema. Servono scelte chiare su infrastrutture, servizi e lavoro, a partire dal personale di terra e dall’indotto. Resta inoltre prioritaria – per la segretaria generale della Fit – la continuità territoriale: il trasporto aereo non può essere governato solo da logiche di mercato. È necessario aprire un confronto immediato con la Regione, i gestori aeroportuali e le compagnie aeree per trasformare questa crescita in sviluppo reale e strutturale per la Sardegna e diritti e migliori condizioni per lavoratrici e lavoratori che – conclude Camedda -, giornalmente, contribuiscono al raggiungimento dei risultati positivi degli scali sardi”.

“Sanità, Pd, 5 Stelle e Sinistra: è guerra di poltrone, danno per i sardi”

CAGLIARI – “La spaccatura nella maggioranza non è più soltanto una dinamica interna: è diventata un danno concreto per i sardi. Dopo due anni e mezzo di legislatura, ciò che emerge non sono riforme o
risultati, ma tensioni continue e scontri SOLO sulle nomine. E mentre si litiga, la Sardegna resta
ferma.” Lo dichiara il consigliere regionale Alberto Urpi, intervenendo sull’ennesima frattura in Giunta in occasione della nomina dei direttori generali delle ASL di Cagliari e Olbia e della protesta del
Partito Democratico che ha disertato la seduta.

“Il quadro che si presenta ai cittadini è sconfortante. In Sardegna, parlare di sanità significa ormai
parlare quasi esclusivamente di nomine, ricorsi, sentenze, e contrapposizioni politiche. Ma fuori
dai palazzi la realtà è ben diversa: pazienti che attendono mesi per una visita, pronto soccorso
sotto pressione, territori che chiedono servizi e certezze. È su questo che dovremmo concentrare
ogni energia.”

Urpi denuncia una deriva che rischia di svuotare la politica del suo ruolo. “Quando i protagonisti
della legislatura diventano i direttori generali e non le riforme, significa che la politica ha perso
centralità. Non è una questione personale, ma di metodo e di visione. Il compito della Giunta non
è gestire equilibri interni, ma governare i problemi e dare risposte.”
“Qualcuno deve dirlo con chiarezza: ai sardi non interessa il nome del direttore generale di turno.
Interessa avere una sanità che funzioni, tempi certi per le prestazioni, servizi efficienti in ogni
territorio. Interessa il diritto alla salute, non la cronaca delle nomine.”
“Basta con una stagione fatta di polemiche e paralisi. È il momento di cambiare passo, di
riportare al centro le priorità reali della Sardegna. La presidente Todde e la Giunta assumano fino
in fondo la responsabilità

“41bis e infiltrazioni mafiose, non pregiudicare il carcere di Alghero”

ALGHERO – Il dibattito sviluppatosi in Sardegna dalla fine del 2025 sul possibile trasferimento nell’isola di circa 250 detenuti sottoposti al regime di cui all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario impone una riflessione seria e responsabile anche da parte della comunità algherese.
Alghero non è un territorio marginale in questa discussione. È, insieme a Lanusei, l’unica città sarda ad avere un istituto penitenziario di dimensioni significative inserito nel proprio tessuto urbano. E a pochi chilometri dal nostro centro abitato opera la Casa Circondariale di Sassari–Bancali, che ospita da oltre dieci anni circa 90 detenuti in regime di 41 bis, con la prospettiva di un possibile incremento fino a 120 unità.
Questo significa che il tema non nasce oggi.
Prima di dividere il dibattito in uno scontro ideologico tra favorevoli e contrari al trasferimento dei detenuti 41 bis, è necessario porsi una domanda: dov’erano, negli ultimi dieci anni, le istituzioni che oggi si dichiarano preoccupate? Quali azioni concrete sono state messe in campo per monitorare e prevenire eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nel nostro territorio, considerata la presenza stabile di detenuti di altissimo profilo criminale a pochi chilometri da Alghero?
Il rischio che la Sardegna diventi un luogo di concentrazione del carcere duro è un tema legittimo, che coinvolge questioni di sicurezza, organizzazione penitenziaria, impatto sociale e reputazione dell’isola. Ma per Alghero il cuore del problema è anche un altro.
La Casa di Reclusione di Alghero è storicamente un istituto destinato a detenuti maschi in regime di media sicurezza con pena definitiva. Negli ultimi venticinque anni era stata indirizzata a diventare un modello di formazione e reinserimento: laboratori professionali, percorsi scolastici, una sezione dell’istituto alberghiero e il Polo Universitario Penitenziario in collaborazione con l’Università di Sassari.
Un’eccellenza.
Negli ultimi dieci anni, però, questo progetto è stato progressivamente ridimensionato: laboratori smantellati, impianti lasciati all’abbandono, infrastrutture tecnologiche disattivate, riduzione delle attività formative. Contestualmente, il profilo dei detenuti trasferiti ad Alghero si è progressivamente discostato da quello funzionale a un centro di formazione per adulti, con un aumento di presenze problematiche e meno inclini a intraprendere percorsi di studio o di qualificazione professionale.
Il rischio concreto è che il carcere di Alghero, da istituto modello, diventi un semplice “carcere contenitore”, funzionale a liberare spazi in altre strutture per far fronte alla riorganizzazione dei circuiti di alta sicurezza e del 41 bis.
Questo scenario non può lasciare indifferente la città.
Alghero deve rivendicare con forza il proprio ruolo all’interno del sistema penitenziario regionale e nazionale. Non con posizioni ideologiche o strumentali, ma con una proposta chiara: rilanciare con decisione la vocazione formativa e rieducativa del nostro istituto.
Chiediamo che l’amministrazione penitenziaria e tutte le istituzioni coinvolte investano nuovamente in:
formazione professionale qualificata;
percorsi scolastici e universitari strutturati;
laboratori moderni e tecnologie avanzate;
personale specializzato e progetti di reinserimento in collaborazione con il territorio.
Un carcere moderno e produttivo non rappresenta un pericolo per la comunità, ma può diventare una risorsa capace di generare lavoro per il personale penitenziario, opportunità per il terzo settore, collaborazione con imprese locali e occasioni professionali per i giovani laureati del nostro territorio.
La scelta che si pone oggi non è “contro” qualcuno o qualcosa. È una scelta “per” Alghero: per un modello di carcere coerente con la sua storia, con la sua funzione e con l’interesse della comunità.
È su questo che chiediamo all’amministrazione comunale una presa di posizione netta, lungimirante e costruttiva”, chiude la nota Christian Mulas consigliere comunale e presidente della V Commissione Consiliare del comune di Alghero

“Nomine Sanità, Pd e Progressisti rompono con la Todde: e’ crisi nel campo largo”

CAGLIARI – Per una compagine che doveva rappresentare il “nuovo” e rompere con le logiche del passato, arenarsi, litigare e arrivare quasi alla rottura sulle nomine delle sanità, non è certo un bel vedere. Ma tant’è.  “La nomina dei direttori della Asl di Cagliari e Gallura da parte della Giunta Todde, destinata a generare nuovi ricorsi, e le significative assenze del Pd e dei Progressisti, in aperto dissenso, non fanno che certificare la crisi irreversibile di quello che fu l’inizio del ‘campo largo’, così il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda che commenta il “caso politico” in seno alla Regione a guida Pd, 5 stelle e Sinistra.
“Questo esperimento politico sopravvive solo per la paura di crollare e dover affrontare nuove elezioni e la profonda crisi della maggioranza tiene bloccata la Sardegna, incapace di dare risposte concrete ai cittadini”.
“La Presidente Todde è ben consapevole di aver vinto per una manciata di voti e che, se si tornasse alle urne, la sua vittoria non solo non sarebbe assicurata, ma vedrebbe un esito opposto. Oggi è Presidente, Assessore della sanità e Commissaria per l’emergenza mal tempo e decide senza il partito di maggioranza relativa e gli alleati, nella settimana di ulteriore sentenza sulla famigerata decadenza. Non è una polemica di parte. Siamo solo spettatori di questo teatrino”

Direttori Asl, Atzori a Cagliari, Irione in Gallura: è rottura tra Todde e alleati

CAGLIARI – La Giunta, su proposta della Presidente della Regione e Assessora ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, Alessandra Todde, ha adottato due delibere per la nomina dei Direttori Generali dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 8 di Cagliari e dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 2 della Gallura.

Per la Asl n. 8 di Cagliari è stato designato il dottor Aldo Atzori. Per la Asl n. 2 della Gallura è stato designato il dottor Antonio Irione. Per entrambi l’incarico avrà durata triennale, con decorrenza dal 23 febbraio 2026.

La riunione di Giunta ha visto l’assenza degli assessori del Partito Democratico e dei Progressisti palesando una netta presa di posizione contraria rispetto alle decisioni e indicazioni della presidente Todde che, di fatto, sul tema sanità si trova sempre più isolata rispetto agli alleati.

“Grave stato della sanità del sassarese”, +Europa contro la Regione

SASSARI – Sanità sassarese: +Europa Sardegna/+Europa Sassari Città Metropolitana aderisce alla manifestazione e chiede l’assunzione di responsabilità politica da parte della Regione

+Europa Sardegna/+Europa Sassari Città Metropolitana aderisce alla manifestazione promossa come dal documento unitario sottoscritto da RSU AOU Sassari e segretarie territoriali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, Nursing Up e Fials, condividendone le ragioni e le preoccupazioni espresse in merito al grave stato in cui versa la sanità nel territorio sassarese.

In più occasioni abbiamo sostenuto le iniziative e i comunicati promossi dai sindacati e continuiamo a denunciare con forza una situazione ormai divenuta inaccettabile, determinata da anni di scelte politiche sbagliate, disattenzioni e mancati investimenti da parte della Regione, che stanno progressivamente compromettendo il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini.

Il fallimento della programmazione sanitaria regionale è oggi sotto gli occhi di tutti: liste d’attesa insostenibili, carenza di personale sanitario, riduzione dei servizi e crescente difficoltà di accesso alle cure rappresentano una realtà quotidiana per migliaia di persone.

Non è più tollerabile assistere al progressivo smantellamento del sistema sanitario pubblico, mentre cresce la mobilitazione civica di chi vive sulla propria pelle i disservizi e l’inefficienza del sistema.

Per queste ragioni, riteniamo indispensabile che la Giunta regionale si assuma pienamente la responsabilità politica della situazione attuale e intervenga con urgenza attraverso misure strutturali e risolutive che restituiscano dignità alla sanità sassarese, garantendo risposte concrete, efficaci e tempestive ai bisogni della comunità.

+Europa Sardegna/+Europa Sassari Città Metropolitana conferma pertanto la propria partecipazione alla manifestazione e ribadisce il proprio impegno a tutela del diritto alla salute e alla qualità dei servizi sanitari del territorio

“Palme pagate e abbandonate: danno erariale e non solo”

ALGHERO – Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Pasqualina (Lina) Bardino e Nina Ansini – del Gruppo consiliare di Forza Italia- intervengono nuovamente sulla vicenda delle palme destinate alla piantumazione in viale Barcellona, alla luce delle preoccupanti novità emerse.

Parliamo di un quantitativo più ampio di palme “Phoenix” ordinato dall’Amministrazione e parzialmente liquidato. Di questo lotto, 12 esemplari risultano da settimane completamente abbandonati nel fango nell’area del “Mariotti”, esposti alle intemperie, senza adeguate cure e senza alcuna messa a dimora. Una condizione che mette seriamente a rischio la loro sopravvivenza e che potrebbe determinare la perdita definitiva delle piante, con conseguente danno economico e ambientale.
La situazione appare ancor più grave alla luce della determina di liquidazione con cui si attesta l’avvenuta esecuzione del servizio di messa a dimora nel 2025, in un arco temporale compreso tra il 19 e il 31 dicembre. La liquidazione, pari a circa 45 mila euro lordi (o somma di poco inferiore), risulta disposta sulla base della regolarità della prestazione.
Ma se il servizio di messa a dimora è stato formalmente eseguito, come è possibile che 12 palme risultino ancora adagiate sulla terra, in stato di abbandono? E le altre dove sono? È stato svolto il servizio solo parzialmente? Oppure non è stato eseguito affatto? E su quali presupposti è stata attestata la regolare esecuzione e il pagamento?
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di perplessità: prima di procedere alla liquidazione di un intervento di messa a dimora, non dovrebbe essere prevista una verifica tecnica e una garanzia minima sull’effettivo attecchimento delle piante?
Siamo di fronte a una vicenda estremamente delicata, che non ha soltanto rilievo politico ma investe direttamente la correttezza degli atti amministrativi, la gestione delle risorse dei cittadini algheresi e profili di rilevanza non solo amministrativa. Oltre al potenziale danno erariale, vi è il mancato rispetto degli impegni assunti nell’ambito del progetto di rigenerazione del verde urbano più volte annunciato dall’Amministrazione.

Forza Italia chiede con urgenza la verifica immediata dello stato fitosanitario delle 12 palme abbandonate e la loro tempestiva messa a dimora, se ancora possibile. Ma nell’interesse degli algheresi chiede anche
un chiarimento puntuale sulle somme liquidate, sulle attestazioni di regolare esecuzione e l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative e non solo.
Non è accettabile che beni acquistati con il denaro pubblico vengano abbandonato per settimane nel fango, con il concreto rischio di essere perduti. Su questi temi servono rigore, trasparenza e rispetto assoluto delle procedure.
Il Gruppo consiliare di Forza Italia continuerà a vigilare con determinazione, nell’interesse esclusivo della città e dei suoi cittadini, e agirà in tutte le sedi per ottenere chiarezza su una vicenda che presenta pesanti ombre”, così il Gruppo Consiliare Forza Italia Algheto

 

Alghero

La finale di Sanremo sarà trasmessa al Teatro Civico di Alghero

ALGHERO – La Fondazione Alghero porta l’atmosfera del Festival della Canzone Italiana nel cuore della città: sabato 28 febbraio, dalle ore 20, il Teatro Civico Gavì Ballero aprirà gratuitamente le sue porte al pubblico per seguire insieme la grande finale del Festival di Sanremo, l’evento televisivo più atteso e condiviso dell’anno. La serata sarà trasmessa integralmente su grande schermo all’interno del Teatro Civico, trasformando lo storico spazio culturale cittadino in un luogo di visione collettiva e partecipazione attiva. Il coinvolgimento del pubblico sarà valorizzato dalla presenza di microfoni aperti in sala per commenti, reazioni e interventi tra un’esibizione e l’altra, trasformando la visione televisiva in un’esperienza partecipata.

Un format pensato per valorizzare la dimensione conviviale che da sempre caratterizza Sanremo: cantare insieme, commentare e condividere emozioni. “Con il CDA abbiamo voluto trasformare un grande evento televisivo in un’occasione di comunità”, dichiara il Presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu. “Il Teatro Civico è il cuore culturale della città e deve essere sempre più uno spazio aperto, inclusivo e vivo. Portare la finale di Sanremo in teatro significa creare un momento di aggregazione trasversale, capace di unire generazioni diverse nel segno della musica e della condivisione”. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di animazione culturale anche nei mesi invernali. L’obiettivo è rafforzare l’offerta della città tutto l’anno, generando occasioni di incontro per i residenti e, allo stesso tempo, mantenendo attrattivo il centro storico anche fuori dalla stagione turistica.

La destagionalizzazione passa anche da eventi partecipativi come questo, che valorizzano gli spazi culturali e consolidano l’identità di Alghero come città viva dodici mesi l’anno. L’iniziativa rientra nel percorso di programmazione della Fondazione Alghero orientato ad ampliare le modalità di fruizione degli spazi culturali cittadini, promuovendo eventi capaci di generare partecipazione, socialità e attrattività.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria su boxoffice.it (link diretto