Nuovo Direttore al Parco di Porto Conte, avviato l’iter: ecco l’avviso
ALGHERO – Indetta la selezione per titoli e colloquio, finalizzata alla individuazione di un soggetto qualificato per la copertura della Direzione dell’Azienda speciale del Parco di Porto Conte, figura apicale della struttura organizzativa, con competenze gestionali e connesse responsabilità in relazione agli indirizzi, ai programmi e agli obiettivi definiti dagli organi di indirizzo e controllo (Assemblea, Presidente e Consiglio direttivo). Sono richieste conoscenze tecniche specialistiche approfondite, con necessità di aggiornamento costante in materia di tutela delle aree protette, terrestri e marine; competenze e capacità trasversali in relazione alla maturità professionale acquisita. I candidati che rispettano i requisiti di ammissione, dovranno essere in possesso di esperienza professionale non inferiore ad anni 5 con qualifica dirigenziale o in funzioni equiparate nella Pubblica Amministrazione. L’incarico avrà inizio dalla data di sottoscrizione del contratto e avrà un termine finale di cinque anni. Il rapporto di lavoro sarà costituito mediante stipulazione di contratto subordinato a tempo pieno e determinato con la retribuzione fissa equiparata al trattamento economico previsto dall’ultimo Contratto Collettivo Nazionale vigente dell’Area dirigenziale Funzioni locali.
Per partecipare alla selezione gli interessati devono presentare la domanda di ammissione completa delle dichiarazioni e allegati richiesti, pena l’esclusione dalla selezione, entro il termine perentorio di 20 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente avviso (avvenuta il 10 marzo 2026) esclusivamente sul “Portale unico del reclutamento” della pubblica amministrazione, all’indirizzo www.InPA.gov.it (ogni comunicazione ai candidati concernente la selezione, compreso il calendario e il luogo dei colloqui e del loro esito, è effettuata attraverso il Portale). L’avviso completo di tutte le informazioni è consultabile anche sul sito internet dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte, sezione bandi di concorso. Gli interessati possono inviare eventuali richieste di chiarimenti o informazioni alla seguente casella di posta elettronica: psinis@parcodiportoconte.it o rivolgersi al Servizio Affari Generali di questa Azienda dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 14:00 – tel. 079-945005.
“Nonostante gli annunci, le strade di Alghero sono una gruviera: dove sono i nuovi asfalti?”
ALGHERO – “Gli interventi di manutenzione straordinaria delle strade cittadine erano stati annunciati dall’amministrazione comunale lo scorso gennaio. Ricordiamo che nel comunicato ufficiale diffuso da Porta Terra, infatti, si parlava di una prima tranche di lavori da 1,4 milioni di euro su ventidue strade cittadine, con affidamento previsto tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio e con apertura dei cantieri indicata per il mese di marzo. Siamo praticamente arrivati a metà marzo e riteniamo sia legittimo chiedere all’amministrazione, a nome di tutti quegli algheresi che stanno subendo danni alle proprie automobili causati dalle buche nelle strade, a che punto si è. A tal proposito abbiamo qualche domanda da fare alla luce della situazione sempre più critica in alcune zone della città: la gara è stata aggiudicata? I lavori sono stati affidati? A quale impresa? Chi è il RUP? Quando apriranno concretamente i cantieri? Non che una via sia meglio dell’altra, ma tra tutte segnaliamo via Molise e le vie circostanti, in condizioni incommentabili. Le buche sono diventate veri e propri crateri e, quando piove, la strada si allaga creando situazioni di pericolo per automobilisti, motociclisti e pedoni. E proprio Via Molise era stata indicata tra le strade interessate dagli interventi nella zona nord della città. Se i lavori dovevano partire a marzo è evidente che la città ha bisogno di sapere quando vedrà i cantieri. Gli annunci non bastano più, servono risposte e soprattutto interventi. La situazione è ancora più grave se si guarda alle prossime settimane. Tra pochi giorni, infatti, entreremo nel periodo di Pasqua e inizieranno ad arrivare i primi flussi turistici della stagione. Non è pensabile che la città si presenti con strade dissestate, buche profonde e tratti completamente degradati. Chiediamo dunque un aggiornamento immediato sul cronoprogramma dei lavori e interventi urgenti nelle situazioni più critiche. La sicurezza stradale e il decoro urbano non possono restare solo nelle dichiarazioni”.
Riformatori Sardi Alghero
Rapinatori mascherati da “La Casa di Carta”: quattro fermi
ALGHERO – Manca ancora la conferma degli inquirenti, ma sembra che le indagini condotte in queste settimane abbiano portato ad un buon esito. I carabinieri avrebbero fermato 4 uomini tra i 24 e i 26 anni, ritenuti coinvolti a vario titolo nella serie di tentate rapine e colpi messi a segno negli ultimi mesi ai danni di diverse attività commerciali di Alghero.
Il divenuto noto rapinatore de “La Casa di Carta”, come evidenziato già da qualcuno, potrebbero essere, dunque, più persone. Sono state eseguite alcune perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta e sono anche stati eseguiti degli interrogatori in caserma. Secondo quanto sarebbe emerso, al momento non è stato notificato alcun provvedimento ufficiale e nessuna persona risulterebbe formalmente raggiunta da misure dell’autorità giudiziaria.
Sanità, nuova bufera sulla Giunta Todde: gli ex-dg fanno ricorso e si appellano a Mattarella
CAGLIARI – Non c’è pace per il sistema sanitario in Sardegna. Dopo il ricorso (vinto) da parte dell’ex e poi reintegrato direttore generale dell’Asl di Sassari, Flavio Sensi, adesso anche gli altri sei ex direttori generali di aziende sanitarie sarde ‘dimissionati’ dalla Giunta di Alessandra Todde con una legge ritenuta incostituzionale dalla Consulta, hanno presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Obiettivo chiedere contro la Regione Sardegna l’annullamento della procedura di selezione e degli elenchi degli idonei alla nomina dei loro successori. Il ricorso è stato promosso da Marcello Tidore, Marcello Acciaro, Agnese Foddis, Giuliana Campus, Giorgio Carboni e Simonetta Cinzia Bettellini, già direttori generali di Asl, Arnas Brotzu e Areus.
Alghero, presentata la corsa podistica notturna all’Aeroporto
ALGHERO – Si è svolta oggi, presso l’Aeroporto di Alghero, la conferenza stampa di presentazione di ALGUERUNWAY 2026, la manifestazione podistica non competitiva che nella notte tra sabato 21 e domenica 22 marzo trasformerà la pista di volo in un luogo simbolico di incontro, partecipazione e solidarietà. Un evento unico per il territorio del Nord Ovest della Sardegna, che unirà sport, comunità e impegno sociale in uno scenario straordinario: la pista aeroportuale. Promossa da Alguerunners ASD, in collaborazione con SOGEAAL S.p.A. e con il patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero e della ASL n. 1 di Sassari, ALGUERUNWAY 2026 prevede due distanze – 5 e 10 chilometri – e si svolgerà in orario notturno per garantire piena compatibilità con le attività operative dello scalo.
Durante la conferenza stampa sono intervenuti i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Sogeaal, Alguerunners, Fondazione Alghero e Asl di Sassari
“Piano Strategico: guardiamo in alto, ma coi piedi per terra”
ALGHERO – “Il Piano Strategico della città di Alghero servirà a mettere in relazione ciò che stiamo facendo con ciò che dovremo ancora costruire, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni, università, professionisti e cittadini in un processo aperto e responsabile. Per fare questo abbiamo affidato lo sviluppo a Lombardini22, una delle principali realtà italiane di progettazione integrata, che da anni lavora sulle trasformazioni urbane mettendo insieme architettura, ingegneria, sostenibilità, economia dei territori e qualità dello spazio pubblico. Un lavoro che sarà guidato dal capo progetto Marco Marcatili, economista urbano che per lungo tempo ha guidato le analisi territoriali di Nomisma, uno dei più autorevoli centri di ricerca italiani sull’economia delle città. Non è di certo una scelta di immagine, ma di metodo, di umiltà”. È il pensiero dell’Assessore alla programmazione Enrico Daga in merito all’avvio del percorso di costruzione del Piano Strategico della città cominciato con il primo ciclo di incontri ai quali hanno partecipato l’azienda speciale Parco di Porto Conte, la Fondazione Alghero, la Camera di Commercio di Sassari, il Consorzio del Porto, il Consorzio Turistico Riviera del Corallo, i Consorzi Domos e Wellcome (extra alberghiero) e Sogeaal. “Non abbiamo idea di tralasciare ciò che di buono è stato fatto finora, ma dobbiamo tenere conto che oggi è raro commisurarsi con piani strategici decennali, come accadeva fino a pochi anni fa – spiega Daga. “I tempi cambiano velocemente, le parliamo di un mondo nuovo. Le guerre, i mutamenti, impongono all’Europa di guardare dentro se stessa dove luoghi come il nostro sono ideali per un nuovo protagonismo, anche alla luce del rientro di cervelli Europei da oltre oceano cacciati dalle università e istituzioni americane. Il lavoro che abbiamo avviato ha quindi la funzione di approfondire i temi basilari della nostra città quali l’identità, la cultura, la vocazione turistica e il pregio ambientale, per orientare l’azione in un quadro strategico e territoriale nuovo, con nuovi indirizzi che questa Amministrazione ha impresso, quali la people strategy e l’innovazione, per accogliere e sfruttare al meglio le nuove opportunità che si presentano grazie al lavoro che stiamo svolgendo insieme ai partner autorevoli quali la fondazione Bruno Kessler, per fare un esempio”. “Perché – afferma Daga – per essere davvero strategico, un Piano deve essere ambizioso. Non può limitarsi a ciò che abbiamo già collaudato o compreso, ma deve portarci verso obbiettivi nuovi e inediti. Guardiamo in alto, ma con i piedi piantati per terra, consapevoli di tradurre la nostra visione ambiziosa in obiettivi concreti. Questo è lo spirito che ci distingue, rinnovando il nostro impegno con la città. La programmazione territoriale del prossimo settennato – conclude l’Assessore Daga – renderà sempre più centrali i comuni che sapranno dare conferma di avere un’idea chiara del proprio modello di sviluppo e della propria strateg
“Sardegna e Alghero investano nel turismo golfistico”
ALGHERO – “Il turismo golfistico rappresenta uno dei segmenti più dinamici del mercato turistico internazionale. Con circa 60 milioni di praticanti nel mondo e un giro d’affari stimato in oltre 20 miliardi di dollari l’anno, il golf attrae visitatori con una capacità di spesa mediamente molto superiore rispetto al turista tradizionale, con effetti positivi su tutta la filiera dell’accoglienza: alberghi, ristorazione, servizi e trasporti.
Non sorprende quindi che il tema sia tornato al centro del dibattito nazionale grazie all’attenzione incondizionata manifestata dal ministro dello Sport Abodi e da quella molto prudente, quasi rinunciataria, dell’assessore del Turismo della Giunta Todde.
La Sardegna possiede caratteristiche straordinarie per diventare una destinazione golfistica di livello internazionale. Tuttavia, l’offerta attuale è ancora limitata. Nell’isola sono presenti solo pochi campi di livello, tra cui eccellenze riconosciute come il Pevero Golf Club, il Tanka Golf Club e il Is Molas Golf Club.
Se si vuole davvero competere con le principali destinazioni europee del turismo golfistico, è evidente che l’offerta debba crescere in modo programmato e sostenibile.
Per aggirare i detrattori ideologici e gli ambientalisti “a prescindere”, è però importante chiarire un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: i campi da golf non devono necessariamente essere realizzati lungo la fascia costiera. Possono essere progettati anche nell’entroterra, a 30, 40 o 50 chilometri dal mare, contribuendo così alla valorizzazione delle aree interne e alla diffusione delle opportunità economiche su tutto il territorio regionale. Ecco, quindi, che viene a cadere ogni obiezione di tipo urbanistico o ambientale. Per il paesaggio credo vi sia ben poco da obbiettare: il verde del golf coniugato alla qualità architettonica delle sue strutture sicuramente migliora il “colpo d’occhio” e lo impreziosisce.
Dal punto di vista territoriale, inoltre, l’impatto sarebbe assolutamente contenuto. Un campo da golf richiede mediamente circa 50 ettari di superficie. Anche ipotizzando la realizzazione di 30 campi da golf, la superficie complessiva interessata sarebbe di circa 1.500 – 2.000 ettari. Una estensione che, rapportata alla dimensione della Sardegna, non rappresenta affatto un consumo sproporzionato di territorio.
Naturalmente, lo sviluppo del golf deve essere accompagnato da soluzioni tecnologiche moderne e sostenibili, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Oggi esistono sistemi avanzati che consentono di ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente, come l’utilizzo delle acque reflue depurate provenienti dagli impianti di trattamento come accade ad Alghero, l’impiego di impianti di desalinizzazione e tecnologie di irrigazione di ultima generazione che ottimizzano il consumo idrico. Non va dimenticato, inoltre, che campi da golf vengono realizzati e gestiti con successo anche in aree desertiche o semidesertiche, dove la disponibilità di acqua è molto più limitata rispetto alla Sardegna. In questi casi si utilizzano tecnologie specifiche (acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligenti, erbe resistenti alla siccità, desalinizzazione). Nel deserto del Qatar abbiamo il Doha Golf Club, un campo da 18 buche costruito nel deserto, progettato con laghi artificiali, piante desertiche e irrigazione controllata. In Giordania l’Ayla Golf Club – Aqaba, campo progettato da Greg Norman in una zona arida sul Mar Rosso, realizzato con criteri di sostenibilità ambientale e bacini artificiali che recuperano acqua e favoriscono anche la biodiversità. Negli Emirati Arabi Uniti il Saadiyat Beach Golf Club – Abu Dhabi: campo costruito in un ambiente desertico costiero, irrigato in gran parte con acqua riciclata proveniente dal sistema urbano, con programmi certificati di sostenibilità. Questo dimostra che, con una progettazione intelligente e con l’impiego delle tecnologie adeguate, è possibile conciliare sviluppo turistico e tutela dell’ambiente.
Se inserito in una strategia seria e lungimirante, il golf può diventare uno strumento importante per la destagionalizzazione del turismo, attirando visitatori nei mesi primaverili e autunnali e aumentando il tasso di utilizzo delle strutture ricettive dell’isola.
La vera sfida non è opporre la tutela del territorio allo sviluppo, ma costruire un modello di crescita basato su qualità, sostenibilità e programmazione. In questo quadro, il turismo golfistico può rappresentare una leva significativa per rafforzare la competitività della Sardegna e creare nuove opportunità economiche per le comunità locali”,
Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia
“Deserto invernale, la Sardegna deve investire nel golf”
CAGLIARI – “Oltre 7 milioni di golfisti europei cercano il sole della primavera e dell’autunno. Noi li mandiamo in Spagna e Portogallo. Eppure il nostro clima è migliore della Costa del Sol, la nostra cucina non ha rivali e il nostro territorio è unico al mondo. La Sardegna chiude di fatto la stagione turistica a settembre. Da ottobre a maggio alberghi vuoti, ristoranti chiusi, lavoratori stagionali senza reddito e aeroporti con traffico ridotto raccontano una realtà che non è inevitabile: è il risultato di politiche turistiche che per troppo tempo hanno puntato quasi esclusivamente sul turismo balneare.
Il mare resta un pilastro dell’economia dell’isola, ma da solo non basta più. Se vogliamo davvero aumentare il PIL turistico e creare occupazione stabile dobbiamo puntare con decisione sulla destagionalizzazione. In questo scenario il turismo golfistico rappresenta una delle opportunità più concrete e già sperimentate in molte destinazioni del Mediterraneo.
In Europa esistono oltre 7,8 milioni di golfisti tesserati e milioni di viaggiatori che scelgono le proprie vacanze proprio in funzione della possibilità di giocare a golf nei mesi di primavera e autunno. È un mercato enorme che oggi guarda soprattutto alla Spagna e al Portogallo, mentre la Sardegna — pur avendo condizioni climatiche straordinarie — intercetta solo una parte minima di questi flussi.
La Sardegna offre oltre 300 giorni l’anno di clima ideale per il golf, con circa 2.900 ore di sole annue, più della Costa del Sol e dell’Algarve. Con 4-6 campi da golf di standard internazionale l’isola potrebbe attrarre tra 20.000 e 80.000 turisti golf all’anno, generando fino a 150 milioni di euro di indotto e creando fino a 3.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Soprattutto, permetterebbe di allungare concretamente la stagione turistica, portando visitatori proprio nei mesi oggi più difficili per il settore.
Il turismo golfistico è tra i più redditizi del mercato internazionale. Un golfista spende mediamente tra 450 e 700 euro al giorno, tre o quattro volte più di un turista balneare medio. Un gruppo di quattro golfisti che soggiorna una settimana in Sardegna può generare tra 12.000 e 20.000 euro di spesa sul territorio, distribuita tra hotel, ristorazione, trasporti, shopping e attività culturali. E questa spesa avviene soprattutto nei mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre, quando l’economia turistica dell’isola rallenta.
Il golf inoltre non è un’attività isolata: è un moltiplicatore di valore per tutto il territorio. Il turista golfista non si limita a giocare, ma visita i siti archeologici, scopre i nuraghi, percorre le strade del vino e dell’olio, frequenta agriturismi e ristoranti, acquista prodotti dell’artigianato locale. In questo modo il golf diventa una vera porta d’ingresso per il sistema Sardegna, capace di valorizzare enogastronomia, archeologia nuragica, borghi dell’interno e turismo esperienziale.
È ciò che è accaduto in molte realtà europee. L’Algarve in Portogallo genera oggi circa 1,5 miliardi di euro l’anno, La Costa del Sol in Spagna ha costruito un settore da oltre 2 miliardi di euro annui, mentre Cipro, un’isola più piccola della Sardegna, produce oltre 300 milioni di euro l’anno.
Tutti esempi che dimostrano come il golf non sia un lusso, ma una vera infrastruttura turistica capace di attrarre presenze e investimenti durante tutto l’anno.
Anche le obiezioni ambientali oggi possono essere superate grazie alla tecnologia. I campi da golf moderni utilizzano acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligente e varietà erbose a basso consumo idrico, riducendo drasticamente l’impatto ambientale. In Spagna e Portogallo oltre il 70% dei campi è già irrigato con acque reflue trattate: lo stesso modello può essere adottato in Sardegna, rendendo questi impianti pienamente compatibili con gli obiettivi di sostenibilità.
Per questo proponiamo una strategia chiara: un Piano regionale per il turismo golfistico, con aree vocate, regole paesaggistiche e ambientali precise, utilizzo obbligatorio di acque reflue depurate, incentivi per investimenti certificati e programmi di formazione per nuove professionalità del settore. L’obiettivo è sviluppare un turismo di qualità che integri golf, cultura, paesaggio e identità.
Noi crediamo che questa scelta sia non solo possibile, ma necessaria. E chiediamo alla maggioranza di avere il coraggio di guardare ai dati e di costruire insieme una strategia di sviluppo che la Sardegna non può più rimandare”
Antonello Peru capo gruppo Sardegna al Centro 20VentiConsiglio Regionale della Sardegna
Ignazio Angioni nuovo presidente di Legacoop
CAGLIARI – Ignazio Angioni eletto Presidente di Legacoop Sardegna. Succede a Claudio Atzori. Elezione all’unanimità della Direzione regionale riunita al THotel di Cagliari venerdì 6 marzo. Ignazio Angioni è il nuovo Presidente di Legacoop Sardegna. L’elezione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 6 marzo al THotel di Cagliari, dove si è riunita la Direzione regionale dell’organizzazione, che lo ha eletto all’unanimità.
Cagliaritano, laureato in Giurisprudenza, dopo diversi anni di lavoro nel territorio Angioni approda nel 2007 in Legacoop Sardegna, ricoprendo nel corso degli anni diversi incarichi. Tra gli altri, quelli di Direttore e di Responsabile dell’Area Legislativa e del Lavoro. Da ultimo ha rivestito il ruolo di Vice Presidente e Responsabile dell’Area Produzione e Servizi.
Angioni succede a Claudio Atzori, oristanese, alla guida di Legacoop Sardegna dal 2013 ad oggi, che lascia la Presidenza regionale dopo oltre un decennio di mandato. Atzori ricopre attualmente anche il ruolo di Vice Presidente nazionale di Legacoop con delega al Mezzogiorno.
L’elezione del nuovo Presidente si è svolta al termine della giornata “Strategia Cooperativa”, promossa da Legacoop Sardegna e dedicata al confronto sul futuro della cooperazione e dello sviluppo economico e sociale dell’isola. Prima della Direzione regionale si è inoltre riunita l’Assemblea dei delegati di Legacoop Sardegna.
«La cooperazione rappresenta uno strumento fondamentale per lo sviluppo e la vita dei territori e delle comunità», ha dichiarato il neo Presidente Ignazio Angioni. «L’impegno di Legacoop Sardegna sarà quello di continuare a rafforzare il ruolo delle imprese cooperative nell’economia regionale, sostenendo innovazione, lavoro di qualità e capacità di costruire reti tra imprese, istituzioni e comunità».
La Direzione regionale ha inoltre rivolto un ringraziamento a Claudio Atzori per il lavoro svolto alla guida dell’organizzazione negli ultimi tredici anni, caratterizzati da un forte impegno nel rafforzamento del movimento e del ruolo della cooperazione in Sardegna.