Alghero condanna la vergognosa repressione in Iran

ALGHERO – Nell’ultima seduta consiliare è stata deliberata all’unanimità la risoluzione presentata in aula dalla consigliera Giovanna Caria del gruppo Forza Italia, con la quale il consiglio comunale di Alghero ha preso posizione ferma e chiara contro la grave e sistematica repressione delle proteste pacifiche, attuata in questi giorni dalle autorità del regime degli ayatollah.

” I principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani costituiscono valori fondamentali dell’ordinamento italiano e dell’Unione europea e le istituzioni locali, pur nel rispetto delle proprie competenze, devono esprimere una posizione chiara e responsabile anche a nome delle comunità rappresentate, di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in questi giorni in diverse città dell’Iran, causando migliaia di morti, fra donne, giovani, studenti, giornalisti e manifestanti pacifici”, si legge nella risoluzione.

La proposta ha trovato il consenso del sindaco e di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione senza se e senza ma, e rappresenta un doveroso e non scontato atto di solidarietà e vicinanza verso il popolo iraniano che chiede di vivere, che chiede libertà e a cui bisogna dare voce anche con questi atti.

Sassari, Giancarlo Profili entra nei Riformatori Sardi

SASSARI – Giancarlo Profili, avvocato sassarese e membro del Consiglio Nazionale Asi, cinquantunenne, già consigliere comunale e presidente della commissione bilancio nella scorsa Consiliatura cittadina, ha aderito ufficialmente al partito dei Riformatori Sardi.

“È per me un onore entrare a far parte del secondo partito più longevo del panorama politico sardo. Un partito del quale ho sposato convintamente battaglie epiche come l’inserimento del principio di insularità in Costituzione nonché, da ultimo, gli sforzi per far riconoscere i nuraghi all’interno del patrimonio dell’Unesco. Ritengo che la comunanza di idee e la condivisione delle esperienze politiche possa portare frutto nella missione che mi impegno a portare avanti. Nella mia scelta ha influito un rapporto consolidato di stima nei confronti del consigliere regionale e Vicepresidente del Consiglio regionale Aldo Salaris e del coordinatore cittadino Michele Saba”.

E Saba e Salaris chiudono: “Il partito si rafforza a Sassari con l’ingresso di esperienza e competenza di un amico che ha avuto e che ha insita come noi la matrice liberal democratica. Ciò non fa che confermare l’attrattività del nostro partito dovuta ad una serietà, coerenza e costanza nella proposizione delle nostre iniziative politiche che ormai ci viene unanimemente riconosciuta da più parti”.

 

Nella foto Giancarlo Profili

Moro e Podda: “Sanità, Fratelli d’Italia Alghero senza vergogna”

ALGHERO – “In una recente comunicazione Fratelli d’Italia definisce la gestione regionale della sanità “un disastro senza precedenti”, un’affermazione che ignora consapevolmente come i precedenti, invece, esistano eccome. Basta scorrere la rassegna stampa del 14 gennaio per leggere i dati del Nuovo Sistema di Garanzia, analizzati nel report della Fondazione Gimbe, che restituisce un quadro oggettivamente allarmante: la Sardegna si colloca sotto la media nazionale, con 192 punti su 300 nei livelli essenziali di assistenza.

L’aspetto paradossale — che dovrebbe suggerire a taluni maggiore prudenza, se non il silenzio — è che il report si riferisce al 2023, periodo in cui al governo della Regione Sardegna, giova ricordarlo anche ai più smemorati, sedevano proprio FDI e la loro coalizione. La nostra isola, del resto, non da oggi registra risultati critici in materia di prevenzione, assistenza territoriale e servizi ospedalieri rispetto alle altre regioni italiane.

Se i colleghi di Fratelli d’Italia avessero realmente avuto a disposizione soluzioni efficaci per affrontare le annose problematiche che, anno dopo anno, hanno affossato la sanità sarda, avrebbero quantomeno dovuto indicarle quando erano al governo. Poiché ciò non è avvenuto, è legittimo ritenere che ci si trovi di fronte all’ennesimo, maldestro tentativo di screditare l’avversario politico attraverso l’avvelenamento del dibattito pubblico.

Non ci aspettiamo niente di più da chi fa riferimento a un partito che a Roma, lavora per portare la spesa per difesa e sicurezza al 5% del PIL entro il 2035 — circa 100 miliardi di euro l’anno — il colpo di grazia per la scuola, il welfare e la sanità italiani.

Senza vergogna e senza responsabilità politica FdI cerca di riscrivere la storia. Un modus operandi di bassa politica e scarsi risultati dalla scala nazionale fino alla politica locale, un atteggiamento pericoloso che rischia di alimentare ulteriormente la frustrazione di una società civile già profondamente sfiduciata. Soffiare sul fuoco non porterà alcun contributo costruttivo, se non quello di innescare un incendio che allontanerà sempre più i cittadini dalle istituzioni.

Parlare di sanità significa inevitabilmente toccare corde sensibili. Lo vediamo nel dibattito che si accende quotidianamente nei nostri territori, spesso con toni accesi e contrapposti. È un fenomeno trasversale che riguarda molti ambiti della vita pubblica, ma quando si parla di salute, la delicatezza del tema impone ancora di più la necessità di riportare la discussione sui dati, sulle criticità reali e sulle soluzioni concrete, evitando narrazioni catastrofiche che rischiano di generare sfiducia invece che costruire prospettiva.

Senza sconti e sempre nell’interesse della comunità, in linea con l’impegno e la strada tracciata dal Sindaco Cacciotto fin dal primo giorno del suo insediamento, continueremo a chiedere risposte, ma allo stesso tempo continueremo a fare la nostra parte, con responsabilità, con spirito di collaborazione e con la convinzione che solo lavorando insieme alle istituzioni ai diversi livelli potremo costruire un sistema più equo, più vicino alle persone e alle esigenze reali della quotidianità.

Giampietro Moro e Beatrice Podda – Europa Verde (Alleanza Verdi e Sinistra)

Regolamento “Pari opportunità”: le parole della consigliera Podda

ALGHERO – “Secondo alcune stime verrà conseguita solo nel 2058, nonostante sia uno degli obiettivi, il quinto, dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Siamo, quindi, ben oltre l’obiettivo. In tema di parità il nostro Paese negli ultimi due anni ha perso 24 posizioni: assistiamo, dunque, ad un preoccupante arretramento. Tra i riferimenti normativi meritano di essere ricordati alcuni articoli della nostra Carta Costituzionale: L’ art. 3 comma primo e secondo, principio di uguaglianza formale e sostanziale; Art. 4 accesso al lavoro; Art. 29 e 31 diritti di famiglia e maternità; Art. 37 lavoro femminile; Art. 48 diritto di voto ed elettorato attivo; Art. 51 accesso alle istituzioni ed elettorato passivo.
Il quadro legislativo e normativo è molto ricco. Qualche timido passo in avanti è stato compiuto, ma la situazione resta ad oggi enormemente critica.
La disparità tra uomo e donna abbraccia moltissimi aspetti della vita comune. Il tasso di disoccupazione femminile è quasi il doppio di quello maschile. Emerge che le lavoratrici sono più spesso impiegate con contratti precari; una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità, causa principale è la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia; l’assenza di servizi di welfare adeguati e a prezzi accessibili, condiziona e limita sogni e aspirazioni femminili.
Solo il 21,1 % delle donne ha contratti da dirigente, contro il 78,9% degli uomini. Politiche attive per il lavoro, un maggiore accesso ai servizi per l’infanzia e la promozione della leadership femminile, rappresentano e sono azioni irrinunciabili e fondamentali per colmare il gap di genere. “L’insieme di barriere sociali culturali e psicologiche che si frappone come un ostacolo insormontabile, ma all’apparenza invisibile, al conseguimento della parità di diritti e alla concreta possibilità di fare carriera nel campo del lavoro per categorie storicamente soggette a discriminazioni”. È questo il significato dell’espressione “Soffitto di cristallo”. Si parla spesso di Padri costituenti meno, invece, di Madri costituenti.
Furono 21 le donne elette all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno 1946 in netta minoranza fecero ingresso nell’emiciclo di Montecitorio, luogo fino a quel momento accessibile e riservato solo agli uomini.
Nilde Iotti, Tina Anselmi, Maria Elisabetta Alberta Casellati, Marta Cartabia, Giorgia Meloni, Alessandra Todde: mondi culturali e politici differenti.
Da un lato, la consapevolezza di aver conquistato uno spazio – e non uno qualsiasi -, ma un ruolo apicale con non poche difficoltà; dall’altro, la caparbietà di voler e di aver invertito la rotta perché la donna al vertice fa notizia, troppa notizia. Tutto questo si scontra con attacchi sessisti e misogini di cui sono bersaglio le donne. Il dibattito pubblico è sempre più inquinato e l’aggressività verbale è particolarmente intensa sui social. Siamo chiamati tutti e tutte – politica compresa – ad un cambio di prospettiva mentale e culturale.
Nel tempo in cui viviamo, l’istituzione di questa commissione diventa strumento fondamentale e risorsa per migliorare la qualità della vita di ciascuno e ciascuna di noi. Insieme alla commissione sono altrettanto importanti i movimenti e le associazioni che sfidano ogni giorno stereotipi e tabù con azioni di contrasto alle discriminazioni, promozione dell’equità nel lavoro bilanciamento tra vita professionale e vita privata, diffusione della cultura del rispetto.
Arriverà il giorno in cui non sarà più necessario parlare di pari opportunità, lo auspico e sono sicura di non essere sola.  Nel frattempo continuiamo questa missione quotidiana, – mi piace chiamarla così – fino a quel giorno”.

Beatrice Podda
Capogruppo Futuro Comune – co-coordinatrice provinciale Europa Verde (AVS)

Dispersione acqua e crisi agricoltura, persi 30milioni: la Nurra è un caso

CAGLIARI – La grande sete della Sardegna, alimentata dalla siccità ma soprattutto dalle gravi inefficienze del sistema idrico regionale, costa ogni anno decine di milioni di euro all’agricoltura e all’allevamento dell’Isola. A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. Un’emorragia economica che nel 2025 ha colpito in maniera particolare, il Nord Sardegna e che trova un simbolo nella Nurra, l’area più colpita dalla sete nell’ultimo anno, dove le perdite superano i 30 milioni di euro solo nel 2025 a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni dell’indotto. La siccità non è più un evento straordinario ma rappresenta una piaga costante e quantificabile considerato che vale l’80% del valore economico dei danni delle calamità naturali, tra effetti del cambiamento climatico e della cattiva gestione della risorsa idrica.
INCONTRO NORD SARDEGNA. È questo il quadro emerso a Sassari, nel secondo incontro territoriale del percorso promosso da Coldiretti in un ciclo di confronti nei territori che sta facendo emergere con forza criticità ormai non più rinviabili e la necessità di scelte strutturali
CASO NURRA. Emblematico, in questo senso, il caso della Nurra dove si contano perdite per 30 milioni di euro, tra produzioni perse e colture mai messe a dimora a causa delle restrizioni sull’uso dell’acqua. Qui si aggiungono altri 10 milioni dell’indotto. Numeri che raccontano una situazione senza precedenti: 940 ettari di mais non sono stati coltivati: nessuna semina è stata possibile; dei 700 ettari di erba medica-foraggera, il 70% è andato perso; sui 1.150 ettari di vigneto si registra una perdita del 30% della produzione; sull’olivicoltura, 50% di produzione in meno su 350 ettari coltivati; le ortive, normalmente estese su 600 ettari, sono state azzerate; tra carciofo e frutteti, su 220 ettari, il 40% delle produzioni è stato perso.
LE CAUSE. Sotto la lente di ingrandimento di Coldiretti Nord Sardegna c’è la dispersione delle reti che pesa come una condanna. Ridurre drasticamente – o addirittura azzerare – questa percentuale significherebbe superare gran parte delle criticità legate alla siccità, abbattendo i danni economici e riducendo drasticamente anche il ricorso ai ristori pubblici.
FOIS. “La priorità assoluta è mettere mano alle reti idriche – sottolinea il presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois – perché non è accettabile continuare a perdere metà dell’acqua disponibile mentre agricoltori e allevatori sono costretti a rinunciare alle produzioni”. Nel Nord Sardegna, prosegue Fois “la situazione è diventata insostenibile. La Nurra è il simbolo di una crisi che riguarda tutta l’Isola. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo e la Regione deve dare una risposta immediata, non più rinviabile. Serve una programmazione forte, strutturata, che metta al centro gli investimenti sulle reti e la gestione della risorsa – continua – altrimenti si continua a incidere sempre di più sulla tenuta delle imprese, sulla fiducia dei giovani agricoltori e sulla permanenza delle famiglie nei territori rurali, alimentando spopolamento e una crescente richiesta di interventi pubblici”.
LOCCI. Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, che rimarca come il risparmio idrico sia direttamente collegato alla competitività delle aziende. “Ogni metro cubo d’acqua risparmiato – spiega – è nuovo reddito per le imprese agricole. Ogni giorno di ritardo sulla risoluzione del problema significa veder chiudere qualche azienda o vedere un giovane perdere la speranza di restare nel comparto o investirci. Senza agricoltura i territori si desertificano”. Locci sottolinea anche i sacrifici affrontati dagli agricoltori nel 2025: “Alle aziende è stato chiesto di scegliere quali colture salvare e quali sacrificare. Una decisione drammatica, che ha fatto calare la produzione di cibo, fondamentale non solo per il consumo interno ma anche per le esportazioni”.
INVASI: MINIMI STORICI. A rendere ancora più critico il quadro sono i livelli degli invasi. Nel Nord Sardegna ci sono solo 30 milioni di metri cubi; in Baronia si assiste allo sversamento a mare di alcuni invasi importanti per via di lavori in atto, nel Sulcis si è in continua sofferenza. Nello specifico solo nel Nord Sardegna, sottolinea Coldiretti, si contano: Nel Temo: 22,3 milioni di metri cubi su una capienza di 77,6; Cuga: appena 5 milioni su 20,4 potenziali; Bidighinzu: 2,1 milioni su 10,9. Numeri che spiegano perché, oggi, fare agricoltura in questi territori significhi lavorare in condizioni di emergenza permanente.
ANBI. All’appuntamento a Sassari sono presenti tutti i presidenti e amministratori dei Consorzi di bonifica della Sardegna e dai vertici di Anbi regionale. Per Gavino Zirattu “Quello che succede nel Nord Sardegna quest’anno, in particolare nella Nurra, non è un episodio sporadico ma una costante e rappresenta lo spaccato di tutta la Sardegna – dice il presidente Anbi – Ci sono tre cose da fare immediatamente, lavorare su manutenzione delle reti e sui contattori; completare le interconnessioni tra i bacini e analizzare il territorio per capire se si ha necessità di fare invasi. Senza le dighe in Sardegna non avremmo avuto acqua”.

“Amianto in via Grazia Deledda”, Mulas chiede un intervento

ALGHERO – “È inaccettabile apprendere che una struttura coperta da amianto si trovi a ridosso del cortile di una scuola, dove i bambini escono quotidianamente per la ricreazione» dichiara Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Ambiente e Sanità. «Ancora più grave è il fatto che, nonostante le numerose segnalazioni e denunce presentate negli anni dai cittadini residenti in quelle vie, nessun intervento risolutivo sia mai stato attuato per rimuovere l’amianto e mettere in sicurezza l’area.
Si tratta di una struttura privata di circa 400 metri quadrati, completamente coperta da un tetto in amianto visibilmente lesionato e deteriorato dal tempo, che si estende da via Deledda n. 27 fino a via Andreoni, posizionata a ridosso del muro perimetrale della scuola.
Ho già informato il Comandante della Polizia Municipale  prosegue il presidente Mulas e porterò la questione nelle sedi competenti. Non è più tollerabile che, a fronte di ripetute segnalazioni dei cittadini, non si sia intervenuti. È necessario procedere con urgenza alle verifiche e agli atti conseguenti per la rimozione dell’amianto. La tutela della salute pubblica, e in particolare quella dei più piccoli, deve essere una priorità assoluta e non può più essere rimanda”
presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas

Caos Sanità, la Todde si difende: “Sentenza Tar non cambia nulla, andiamo avanti”

CAGLIARI – “La sentenza era attesa, tanto che nella delibera del 31 dicembre abbiamo detto che non avremmo proceduto nella nomina del direttore della Asl 1 di Sassari proprio per questo motivo. Quindi non cambia assolutamente nulla rispetto al percorso che stiamo portando avanti”. Al margine della conferenza stampa della Luis Vuitton America’s Cup, stamane la Presidente della Regione Alessandra Todde ha risposto alle domande relative al recente pronunciamento del Tar sul caso Sensi. La Presidente ha poi voluto proseguire il suo ragionamento sulla Sanità in Sardegna, in risposta alle critiche del centro-destra:

“Abbiamo visto i numeri del 2023, resi noti anche da Gimbe e che pongono la Sardegna come penultima regione nell’ambito del mancato rispetto dei Lea. A chi, in questo momento, sta cercando di portare avanti una narrativa di disastro la domanda che faccio è: dove erano quando governavano loro? Perché non hanno portato avanti le loro ricette salvifiche nel momento in cui avevano la possibilità di governare?”.

“Lo stesso vale per i Direttori Generali: un tema che va portato avanti con le competenze. Noi non abbiamo guardato colori politici, né le appartenenze: ci siamo basati sulle capacità e su quello che devono fare le persone”, ha proseguito la Presidente Todde. “In questi mesi abbiamo già iniziato il recupero delle liste d’attesa: richiameremo decine di migliaia di sardi, a partire dai 30 mila nell’ambito dell’area vasta di Cagliari di competenza della Asl 8. Questo vuol dire che ci muoveremo nella giusta direzione. E siccome a me piace misurarmi sui numeri vedremo quali saranno i numeri del 2025, del 2026 e più in avanti”. “La responsabilità va presa sulle cose che si fanno, non sulla demagogia”, ha concluso la Presidente.

“Palacongressi, basta sproloqui e tentennamenti: Alghero ha bisogno di idee chiare”

ALGHERO – “Sul futuro del Palacongressi la sinistra porta avanti un siparietto di dichiarazioni contraddittorie che certificano l’assenza totale di una linea politica da parte dell’Amministrazione Cacciotto. Alle domande puntuali dell’opposizione sulle affermazioni rilasciate alla stampa dall’assessore Daga – che parlava apertamente di “recupero della struttura” – è seguita una risposta elusiva e incoerente, che ha di fatto smentito quanto dichiarato pubblicamente. A completare il quadro, è arrivata la dichiarazione del Sindaco, che ha a sua volta preso una direzione ancora diversa.
Il risultato è evidente: una Giunta che si smentisce da sola e un Sindaco incapace di garantire una direzione chiara.
Il centrodestra non è contrario a ragionare su percorsi di valorizzazione del Palacongressi, anche in continuità con il lavoro tecnico e progettuale già avviato negli anni scorsi. Ma una cosa è il confronto serio, un’altra è la propaganda fatta di inglesismo e suggestioni mediatiche, prive di atti concreti.
Sul Palacongressi esistono già studi, analisi e perfino un progetto di fattibilità che definisce funzioni, costi e obiettivi. Oggi, invece, la città assiste a un rimpallo di dichiarazioni da parte dell’amministrazione, senza sapere cosa si vuole fare, con quali risorse e in quali tempi.
La responsabilità politica è tutta del Sindaco Cacciotto, che dovrebbe guidare la Giunta e non limitarsi a smentire i propri assessori a posteriori. Su un bene strategico come il Palacongressi non è più accettabile navigare a vista.
Alghero ha bisogno di scelte chiare, atti conseguenti e una guida politica vera. Il resto è solo confusione”.

Forza Italia – Marco Tedde
UDC – Lelle Salvatore
Lega – Michele Pais
Fratelli d’Italia – Alessandro Cocco
Prima Alghero – Massimiliano Fadda

Monte Carru sbarca in Consiglio, proposte di Pais e Martinelli

ALGHERO – “Per il quartiere Monte Carru urgono le opere di urbanizzazione ad opera del Comune, interventi attesi da decenni,  altrimenti il rischio è che passino altri 5 anni coi residenti che si troverebbero ancora a subire una vera ingiustizia con, ad esempio, l’impossibilità di avere a disposizione l’acqua potabile”, così, nell’ultimo consiglio comunale Michele Pais e Gianni Martinelli riguardo l’annosa, e irrisolta, questione che vede, come ultima notizia, “una proposta conciliativa riguardo gli interventi attesi nella lottizzazione di Monte Carru”.
“Non si faccia pagare ai cittadini, bambini, anziani, conteziosi che non gli appartengono e per questo chiediamo al sindaco, insieme all’ufficio legale, di seguire la vicenda al fine di arrivare ad una definitiva soluzione che possa portare giovamento a tutti e in particolare ai residenti del quartiere”
Nella foto Gianni Martinelli

“Ad Alghero e sassarese, sanità in smantellamento: Cacciotto si faccia sentire”

ALGHERO –  «Ad Alghero e in tutto il territorio del sassarese, la sanità pubblica sta vivendo una fase di progressivo smantellamento che colpisce cittadini, famiglie e giovani. Ad Alghero 8000 cittadini, ben il 20% della popolazione, senza medico di base. Ma non solo: il reparto di Endocrinologia faticosamente conquistato all’Ospedale Marino a rischio chiusura, fino al Centro di Medicina sportiva ormai di fatto non operativo». Lo denuncia Michele Pais, consigliere comunale di Alghero, che rilancia anche l’allarme lanciato da una ventina di associazioni sportive del territorio.

«Il Centro di Medicina sportiva del Marino, che garantiva migliaia di prestazioni sanitarie annue, rischia la chiusura per gravi carenze di personale. Dal 1° febbraio il medico di riferimento andrà in pensione senza sostituti e la recente interruzione del servizio cardiologico rende impossibile la piena operatività», afferma Pais.
La conseguenza sarebbe lo spostamento obbligato verso il privato, con un costo stimato di oltre 480 mila euro a carico delle famiglie. «Una situazione inaccettabile che crea disuguaglianze nell’accesso allo sport, soprattutto tra i giovani».
Pais collega la crisi della Medicina sportiva a quanto sta avvenendo nel resto del presidio. «All’Ospedale Marino l’Endocrinologia è a rischio ridimensionamento, con un solo medico in comando e nessuna previsione di reparto nell’atto aziendale della ASL. Altro che passaggio senza conseguenze: è un passaggio al buio».
«Ai proclami sul cambio di passo – conclude – seguono solo balletti di nomine illegittime e slogan. Il sindaco di Alghero, faccia sentire la sua voce chiamando in causa l’intero territorio della città metropolitana di Sassari, nelle stessa drammatica situazione, con paesi sforniti del tutto di assistenza medica. Si faccia prevalere l’interesse pubblico e la difesa dei cittadini, alla vuota appartenenza politica».