ALGHERO – “I 10 milioni di euro stanziati con la variazione di bilancio per il bando
sulle nuove rotte aeree rischiano di restare lettera morta per un’altra stagione”. A dichiararlo il
capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Le risorse sono arrivate in ritardo, la gara
non è stata ancora bandita e si attende ora il via libera dell’Unione Europea: il risultato è che il
bando potrà essere pubblicato solo quando la programmazione dell’estate 2027 sarà già chiusa
dalle compagnie aeree. La stagione invernale, va detto, è già stata programmata: senza il bando
regionale. “Ancora una volta l’assessore Manca e la giunta Todde dimostrano di non avere alcuna
contezza dei tempi dell’aviazione commerciale” continua Truzzu. “Ancora una volta la mancanza di
visione strategica della giunta Todde si fa sentire e blocca lo sviluppo regionale bloccando di fatto
al “check in” i trasporti aerei dell’isola. “Le compagnie aeree programmano le rotte con oltre un
anno di anticipo: chi governa la Sardegna dovrebbe saperlo. Invece si arriva sempre in affanno, si
perdono le finestre utili e si dilapidano risorse che il centrodestra aveva lasciato in eredità a questa
amministrazione”. “Non è un dettaglio tecnico: significa un’estate 2027 con meno collegamenti,
meno turisti e meno opportunità per le imprese sarde. Su questo la giunta Todde ha fallito ancora”
conclude Truzzu.
SARDEGNA
“Con la Todde è in atto lo smantellamento della Sanità pubblica”
CAGLIARI – “Il Nido del Santissima Trinità ha chiuso. Non è un incidente improvviso e neppure un’emergenza imprevedibile: è il risultato di una gravissima mancanza di programmazione del personale e l’ennesimo pezzo della sanità pubblica sarda che viene meno sotto la gestione della Presidente e Assessore alla Sanità Alessandra Todde”. Lo dichiara Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulla chiusura del Nido del Santissima Trinità di Cagliari per carenza di pediatri, denunciata anche dalla UIL FP. “Purtroppo, la sanità cagliaritana sta pagando anche le scelte scellerate del “Poltronificio Todde”: la rimozione dei precedenti vertici delle aziende sanitarie ha aperto un vulnus gestionale e organizzativo senza precedenti, interrompendo la continuità amministrativa proprio mentre il sistema avrebbe avuto bisogno di stabilità, programmazione e capacità decisionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: servizi che perdono pezzi, emergenze che si susseguono e una governance sanitaria che evidentemente non riesce a essere all’altezza della gravità della situazione” dichiara Mloni. “Stiamo parlando di un’eccellenza regionale, con quasi 1.500 parti all’anno, circa un sesto di quelli complessivi della Sardegna. Eppure, oggi questa struttura non è più in grado di garantire la propria attività per la mancanza di pediatri, con il conseguente trasferimento di donne in gravidanza e bambini verso altre aziende sanitarie” continua Meloni. “Il fatto ancora più grave è che questa situazione era ampiamente prevedibile. La carenza di personale era nota da tempo. Non siamo quindi davanti a una calamità caduta dal cielo: qualcuno aveva il dovere politico e amministrativo di programmare per tempo le assunzioni necessarie e non lo ha fatto”. Questo episodio fotografa perfettamente il fallimento della politica sanitaria della Giunta Todde. Un servizio sanitario pubblico non viene smantellato soltanto quando qualcuno decide formalmente di chiudere un reparto o un ospedale. Lo si smantella anche lasciandolo progressivamente senza medici, infermieri e operatori fino a renderne materialmente impossibile il funzionamento. Ed è esattamente quello che sta accadendo in Sardegna” continua il meloniano. Per Meloni il problema va infatti ben oltre il Santissima Trinità. “La Presidente Todde, che continua a trattenere su di sé anche la delega alla Sanità, non può più nascondersi dietro le emergenze. Dopo oltre due anni di governo, le emergenze sono diventate il prodotto dell’assenza di programmazione. Chi governa deve prevenire i problemi, non limitarsi a rincorrerli quando i servizi hanno già chiuso”. “Il Nido del Santissima Trinità deve essere riaperto immediatamente, adottando tutte le misure straordinarie necessarie, ma contemporaneamente serve un cambio radicale nella gestione del personale sanitario. Perché oggi chiude il Nido del Santissima Trinità, domani quale altro servizio perderanno i cittadini sardi? Questa è la domanda alla quale Todde deve rispondere. La sanità pubblica sarda non può continuare a morire un reparto alla volta” conclude Meloni.
Porto Torres, il progetto dell’antemurale è realtà
PORTO TORRES – Dopo le lunghe fasi di progettazione, i monitoraggi ambientali, le opere propedeutiche e gli interventi di preparazione dei fondali, il nuovo Antemurale del porto di Porto Torres entra oggi nella sua fase più concreta. Con l’arrivo, nella giornata di ieri, del terzo cassone prefabbricato, iniziano ufficialmente le operazioni di immersione e posa dei grandi manufatti che costituiranno il prolungamento della nuova diga a protezione del Porto Civico dalle mareggiate. Un intervento, quello che sta gradualmente prendendo forma, che rappresenta uno degli investimenti strategici più rilevanti per il futuro dello scalo turritano e che segna un ulteriore passo avanti verso la ridefinizione del layout portuale e il potenziamento della sua capacità operativa. In base al progetto, sono in tutto 20 le unità da immergere in sequenza. Tutte prodotte in serie dalla società Sales nello stabilimento di Piombino e trasferite, progressivamente, a Porto Torres per essere collocate sul tratto di fondale già predisposto con le relative opere di imbasamento. L’avanzamento del cantiere è stato recentemente caratterizzato dal completamento di alcuni interventi propedeutici, ma altrettanto decisivi, previsti dalle Prescrizioni contenute nel Decreto VIA dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali del febbraio 2018. Tra questi, lo spostamento, nel Molo Alti Fondali, del fortino militare della Seconda Guerra Mondiale. Bene sottoposto a tutela storico-culturale che, il 16 luglio scorso, è stato arretrato di 170 metri rispetto alla sua posizione originaria attraverso una complessa operazione di pre-consolidamento, sollevamento e traslazione. Operazione simile ha interessato anche la statua della Madonnina, rimossa temporaneamente dalla sua posizione originale e custodita nei locali della Soprintendenza in attesa del riposizionamento definitivo al termine dei lavori dell’Antemurale. Due tasselli fondamentali per consentire la prosecuzione dell’opera di resecazione dell’esistente banchina che verrà riportata ad una nuova lunghezza totale di circa 380 metri. “Con l’avvio delle operazioni di immersione del primo cassone, quella che fino a ieri era una grande sfida progettuale diventa, oggi, opera concreta – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo futuro degli interventi affinché l’opera possa al più presto diventare un nuovo volano di sviluppo e garantire ulteriori opportunità di crescita sia per lo scalo Porto Torres che per l’intero Sistema portuale della Sardegna”.
“Sanità, concorsi direttore a rischio illegittimità: fallimento della Todde”
CAGLIARI – “Il disordine amministrativo della sanità sarda al centro delle polemiche. Questa è l’ennesima conseguenza di una gestione priva di qualsivoglia autorevolezza e totalmente improvvisata che la Todde persiste a portare avanti. A dichiararlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, primo firmatario dell’interrogazione depositata in Consiglio regionale sulle presunte gravi anomalie riscontrate nelle procedure di reclutamento dei dirigenti amministrativi del Servizio sanitario regionale. Attualmente esistono due recenti graduatorie di concorso ARES per Dirigente Amministrativo, ma anziché procedere al loro integrale scorrimento, si continuano a bandire nuovi concorsi. Le stesse aziende sanitarie hanno dimostrato nei fatti che il ruolo del dirigente amministrativo è unico, avendo utilizzato graduatorie nate per un’area specifica per coprire incarichi completamente diversi. Quando “conviene” il dirigente amministrativo è considerato fungibile; quando invece bisogna scorrere una graduatoria, improvvisamente diventa non fungibile, moltiplicandosi così casi di comandi e mobilità del personale. È una contraddizione che merita una risposta politica immediata. L’Istituto Zooprofilattico, pur avendo necessità di dirigenti amministrativi, ha tentato di ricorrere a una convenzione con un Comune anziché utilizzare la graduatoria esistente, fino ad arrivare a sottoscrivere una convenzione con il Ministero della Salute per lo scorrimento di una graduatoria di imminente scadenza, anziché attingere dalle vigenti graduatorie del Servizio Sanitario Regionale. “Il quadro che emerge è ormai sbiadito. Una sanità priva di alcuna regia amministrativa, di programmazione e soprattutto di controllo. Se le norme prevedono una precisa sequenza: mobilità preventiva, stabilizzazioni, utilizzo delle graduatorie e solo in ultima istanza nuovi concorsi, non è accettabile che tali principi vengano continuamente aggirati, esponendo le aziende sanitarie al rischio di ricorsi e possibili responsabilità erariali” continua Meloni. “È l’ennesima dimostrazione del fallimento della presidente-assessora che è caratterizzata da improvvisazione e assenza di indirizzo politico. La Presidente Todde non può continuare a limitarsi agli annunci a mezzo stampa, ha scelto di accentrare su di sé anche l’Assessorato alla Sanità e deve assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che accade. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente per liquidare i sultanati sanitari e ripristinare la legalità amministrativa, garantire lo scorrimento delle graduatorie vigenti, sospendere le procedure che appaiono in contrasto con la normativa e assicurare una gestione uniforme del personale in tutte le aziende del Servizio sanitario regionale. La sanità sarda non può permettersi un futuro fatto di improvvisazione e anarchia il cui tratto distintivo rischia di essere l’amichettismo” conclude Meloni.
Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio
Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.
La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,
Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna
CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.
Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.
“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.
La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.
La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.
Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.
“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.
Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.
“Rendiconto Giunta Todde, anno horribilis per la Sardegna”
Porto Ferro: rifiuti ovunque e camper senza assicurazione, sanzionati dalla Polizia locale
SASSARI – La chiamano “estate cafona”, ma è riduttivo: si tratta di comportamenti molto pericolosi per la fauna e la flora locale, spesso protetta da apposite leggi, oltreché per le persone e le cose. Per questo la Polizia locale concentra la sua attività nei litorali e negli spazi verdi, come le pinete, dove il rischio incendi è elevatissimo. In pochi giorni sono state elevate decine di sanzioni, l’ultima delle quali ieri, giovedì 23 luglio, a un gruppo di sardi che aveva piazzato il camper, non assicurato, nella pineta di Porto Ferro, rendendola una discarica a cielo aperto.
Gli agenti di via Carlo Felice, arrivati sul posto e visto il degrado in cui era stata ridotta la pineta, hanno contestato ai giovani la violazione dei divieti di sosta in pineta, campeggio abusivo, abbandono di rifiuti, oltre alla mancata assicurazione del mezzo, che è stato immediatamente sequestrato. Il gruppo di sardi dovrà pagare sanzioni per 1500 euro.
Quella di ieri è soltanto l’ultima delle situazioni illecite e irrispettose per il nostro territorio a cui la Polizia locale, nell’ultima settimana, ha assistito e ha denunciato, sanzionando gli autori. Lo scorso fine settimana gli agenti hanno individuato uno scuolabus, senza bambini al seguito, usato dall’autista per fare “la gita fuori porta” e parcheggiato in divieto. In quei giorni era attivo il Centro Operativo Comunale (Coc) per l’elevato rischio incendi e un comportamento che può apparire una leggerezza potrebbe invece scatenare incendi devastanti. Così come gli attendamenti abusivi presenti nella pineta di Porto Ferro, che sono stati smantellati e gli autori sanzionati. Proprio in questa area, protetta da norme europee, le auto parcheggiate nella pineta, dove è segnalato dalla cartellonistica il divieto con la motivazione, hanno rischiato di innescare incendi che avrebbero devastato la macchia mediterranea.
Particolare attenzione è riservata anche al controllo sull’uso corretto degli stalli riservati alle persone con disabilità, specie nella rotonda di Platamona.
Più di venti agenti della Polizia locale dall’inizio della stagione sono impegnati nel monitoraggio delle spiagge sassaresi, per garantire la sicurezza dei bagnanti e il rispetto delle regole, a tutela delle persone, dell’ambiente e delle cose. L’obiettivo è scoraggiare e prevenire condotte illecite particolarmente gravi, come il campeggio abusivo, la sosta indiscriminata dei veicoli sulle aree boschive e dunali, l’accensione dei fuochi per alimentare fornelli da campeggio, l’abbandono dei rifiuti. Comportamenti che possono causare grave pericolo per le persone e l’ambiente, distruggendo irrimediabilmente fauna e flora, in certi casi anche in via di estinzione.
Tragico incidente, auto contro il jersey in cemento: conducente morto sul colpo
BUDONI – Tragedia in Sardegna. Ennesimo incidente mortale. Questa volta a fare da teatro allo scontro mortale è stata l’arteria 131 dcn nel territorio comunale di Budoni. L’allarme è scattato intorno alle 4.00 di stanotte, quando una Wolkswagen Passat è andata a sbattere contro un jersey in cemento che delimitava un cantiere stradale.
L’impatto è stato terribile: un uomo di nazionalità ucraina è morto sul colpo. Mentre, per fortuna, un bambino di 10 anni, seduto nei sedili posteriori, è riuscito a salvarsi. Sul posto la Polizia Stradale che ha effettuato rilievi.
“Ordinanze sui pericolo dal caldo, comprendono anche altri lavoratori”
“CAGLIARI – In giornate con temperature eccezionalmente elevate, per le quali la stessa Regione sollecita massima prudenza e attenzione, gli operatori del settore dell’igiene ambientale devono proseguire il lavoro senza alcuna deroga”. Lo denunciano la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda, e il segretario regionale Gianluca Langiu, che hanno scritto, per la seconda volta nel giro di poche settimane, ai vertici della Regione, a tutti i Comuni e alle Asl.
“Gli addetti alla raccolta dei rifiuti, allo spazzamento, ai servizi di igiene urbana e alla gestione dei centri di raccolta – sottolineano – svolgono attività fisicamente gravose, prevalentemente all’aperto e con l’utilizzo obbligatorio di indumenti da lavoro e dispositivi di protezione individuale che aumentano ulteriormente il carico termico”. Particolarmente critica è la situazione dei centri di raccolta comunali, “dove il personale è spesso costretto a permanere per molte ore su superfici asfaltate o cementate, in prossimità di cassoni metallici esposti al sole e, in diversi casi, senza adeguate zone ombreggiate, locali climatizzati o spazi idonei al recupero. In tali condizioni, il rischio di disidratazione, stress termico, malori e colpi di calore è concreto e non può essere sottovalutato”.
Per queste ragioni, Camedda e Langiu chiedono alla presidente della Regione e agli assessorati competenti “un intervento immediato affinché le disposizioni regionali in materia di alte temperature siano integrate includendo espressamente il settore dell’igiene ambientale e fornendo indicazioni uniformi ai Comuni, agli enti affidanti e alle aziende”. Chiedono, inoltre, la convocazione urgente di un tavolo regionale con gli assessorati competenti, l’ANCI Sardegna, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e gli organismi di vigilanza, per definire misure immediate e un protocollo strutturale per la prevenzione dei rischi derivanti dalle alte temperature nel comparto dell’igiene ambientale