Treno a idrogeno e trasporti locali: critiche e proposte di Gianni Cherchi

ALGHERO – “Certamente è stata la mancanza di strategia politica e anche di conoscenza delle problematiche relative ai trasporti pubblici sardi a far sì che, nel PNRR nazionale che prevedeva quote per interventi strutturali sui fondi europei, la Regione Sardegna i suoi rappresentanti politici e i dirigenti abbiano scelto, tra le altre poche cose, di rispondere in modo positivo all’intenzione di provare l’efficienza di un trasporto pubblico con un treno, alimentato ad idrogeno, e per questo progetto è stata scelta la linea ferroviaria Sassari Aeroporto Alghero, inserendo una nuova tratta ferroviaria di 6/7 km, con partenza dalla fermata di Mamuntanas sino all’Aeroporto. Questo tronco ferroviario verrà realizzato ex novo e, per la sua costruzione e la costruzione di un impianto di stoccaggio per l’idrogeno, sono stati messi a disposizione, sempre attraverso il PNRR, circa 250 milioni di euro. Premetto di non essere assolutamente contrario a questa nuova frontiera dell’idrogeno ma desidero esprimere alcuni dubbi sulla reale utilità di questa nuova tratta ferroviaria. Per prima cosa vorrei capire come si svolgerebbe il viaggio Sassari Alghero e viceversa, passando anche attraverso l’aeroporto, premesso che, ad oggi, i 30 km della tratta ferroviaria Sassari Alghero hanno un tempo di percorrenza di 41 minuti, alla media di 41,800 km orari; va da sé che, passando per l’aeroporto, questo viaggio, già così lungo, aumenterebbe sensibilmente di almeno altri 15 minuti; avremmo, inoltre, un consumo del territorio non giustificabile né dai proprietari dei terreni nel comune di Alghero, che lì svolgono la loro attività lavorativa, né dalla popolazione algherese e, penso, anche dell’aria metropolitana in generale. Molte riunioni si sono svolte chiedendo il blocco di questo nuovo tratto ferroviario, ma nessuno è riuscito a sospendere questa inutile opera. Anche se qualcuno avesse pensato di poter utilizzare questo tratto solo per la Sassari aeroporto, è comunque una visione che certamente non porterà nessun miglioramento, né nei tempi di percorrenza né nella comodità; infatti consideriamo che da Sassari a Mamuntanas sono necessari 35minuti, alla luce della situazione attuale, e poi si deve arrivare all’aeroporto. Inoltre, se qualcuno avesse dato un’occhiata alle statistiche dei viaggiatori che da Sassari sino ad oggi hanno utilizzato l’autobus, si accorgerebbe che la media dei viaggiatori è di circa 7-8 persone per tratta: appare evidente che non siano numeri che possano giustificare un investimento così importante e uno sperpero cosi scellerato.
Ma come da mia consuetudine non mi limito a parlare delle criticità, così evidenti, ma ritengo che si
possano apportare modifiche per una idea progettuale diversa, fermo restando il polo per l’idrogeno a
Mamuntanas e il riammodernamento della tratta Sassari Alghero oggi esistente, così che possa essere
percorsa con il treno ad idrogeno ma con , con le opportune modifiche, si abbatterebbero i tempi di
percorrenza di 15-20 minuti, di fatto creando una metropolitana di superficie che finalmente possa
congiungere Alghero a Sassari nel tempo massimo di 20 minuti, traguardo che può essere raggiunto con gli investimenti previsti dal PNRR. Sarebbe un evento storico rendere la tratta Sassari Alghero con una
percorrenza di 20 minuti, addirittura si potrebbero evitare gli scambi e collegare le due città in modo veloce e consono ad una Città Metropolitana. Voglio ricordare a tutti che la tratta Sassari Alghero ha il maggior traffico passeggeri dell’intera Sardegna. Se questo dovesse succedere, rimangono due opzioni per collegare l’aeroporto con l’intera Area Metropolitana: Creare un pre-terminal a Mamuntanas e utilizzare i 6 Km di viabilità esistenti da percorrere con autobus elettrici; Potenziare il servizio autobus da Alghero e da Sassari con linee dedicate. Se veramente si vuole utilizzare questo finanziamento del PNRR nell’interesse dell’intera area Metropolitana, dobbiamo riammodernare la linea ferroviaria Sassari Alghero. Sarebbe un’opera straordinaria che tutti auspicano da sempre”

 

Gianni Cherchi, già Assessore e Consigliere per la Sardegna del ministero delle infrastrutture e opere pubbliche

“Architettura sui Bastioni: nonostante le segnalazioni, restano degrado e incuria”

ALGHERO – In qualità di Presidente della V Commissione consiliare, sento il dovere di denunciare pubblicamente ancora una volta, l’inaccettabile stato di abbandono in cui versa l’ex Ospedale Santa Chiara, oggi sede del corso di Architettura dell’Università di Sassari, nel cuore dei Bastioni, uno dei luoghi più identitari, prestigiosi e culturalmente rilevanti della nostra città.
Sono trascorsi quasi dieci mesi dalle prime segnalazioni e, nonostante comunicati stampa, interventi pubblici e perfino un’interrogazione formale, la situazione non solo non è migliorata, ma appare ulteriormente compromessa. La facciata dell’immobile si presenta in condizioni di evidente decadenza e degrado, offrendo un’immagine indecorosa e mortificante per Alghero.
Parliamo di una struttura di straordinario valore storico e architettonico, inserita in un contesto di pregio assoluto come il Centro Storico, consegnata  insieme ad altri immobili comunali  all’allora nascente polo accademico algherese. Un investimento strategico per il futuro culturale ed economico della città che oggi rischia di essere svilito da incuria e immobilismo.
Al netto della mancata realizzazione di servizi essenziali e attesi da anni, come la “Casa dello Studente”, resta gravissima l’assenza di interventi concreti di riqualificazione sugli immobili concessi in uso all’Università. Nei mesi scorsi è emerso un poco edificante rimpallo di responsabilità tra enti e istituzioni. Ma ai cittadini, agli operatori economici, ai turisti che visitano Alghero e soprattutto agli studenti e al corpo docente, questo scaricabarile interessa ben poco.
Ciò che tutti chiedono è semplice: restituire dignità a spazi che rappresentano un biglietto da visita per la città. L’estetica, in un luogo come i Bastioni, non è un dettaglio secondario ma un elemento sostanziale dell’identità urbana e dell’attrattività turistica.
A questa situazione si aggiungono le condizioni precarie della Torre della Polveriera e le criticità che interessano alcuni cannoni collocati sui Bastioni, in punti di straordinaria importanza, visibilità e transito. Un insieme di problematiche che rischia di compromettere l’immagine della città proprio mentre ci si avvicina a una nuova stagione turistica.
Per queste ragioni, ci appelliamo ancora una volta alla massima autorità cittadina, il Sindaco di Alghero, affinché si attivi con urgenza, promuovendo un tavolo operativo tra tutti gli enti coinvolti e individuando responsabilità chiare e tempi certi di intervento.
Alghero non può permettersi di affrontare un’altra stagione turistica con questo obbrobrio sotto gli occhi di residenti e visitatori. La città merita rispetto, cura e visione. E chi ha responsabilità di governo ha il dovere di garantirle”.
Christian Mulas, Presidente della Quinta Commissione consiliare Comune di Alghero

Sicurezza ad Alghero, replica della Maggioranza

ALGHERO –  “In merito al recente dibattito sulla sicurezza, vogliamo innanzitutto esprimere la massima solidarietà e vicinanza alle attività commerciali colpite dall’azione criminale di uno o più balordi che in questi giorni stanno creando disordine in città. Condanniamo con fermezza questi episodi, che non rendono giustizia alla tranquillità e all’immagine della nostra bella città. Riteniamo altresì doveroso fare chiarezza e rassicurare la cittadinanza: l’Amministrazione sta affrontando il tema sicurezza con la massima serietà e attenzione. Fin dall’inizio del mandato, il nostro obiettivo è stato quello di rafforzare il Corpo di Polizia Locale, nominando un Comandante preparato e motivato, investendo in risorse umane, mezzi e strumenti adeguati al delicato lavoro che gli agenti svolgono ogni giorno. Abbiamo di recente approvato il Regolamento di Polizia Urbana, strumento fondamentale per garantire un efficientamento dei servizi al cittadino, con l’obiettivo di consolidare le attività di contrasto a tutte le forme di insicurezza e degrado urbano. Stiamo inoltre lavorando alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza integrato, capace di mettere in rete pubblico e privato e di supportare in modo efficace l’azione delle forze dell’ordine nel presidio del territorio. Siamo naturalmente al fianco delle autorità competenti e confermiamo il pieno sostegno alle forze dell’ordine impegnate nelle attività di indagine. È però importante che si eviti di parlare a sproposito e inquinare il dibattito politico, perché certi atteggiamenti non fanno che creare confusione, soprattutto sui ruoli. L’Amministrazione comunale, così come il Sindaco, non può e non deve sostituirsi alle autorità competenti, che operano in piena autonomia e con gli strumenti previsti dalla Legge. Chi critica il nostro operato o propone soluzioni improvvisate e prive di fondamento è invitato a distinguere correttamente tra indirizzo politico e azione operativa delle forze dell’ordine. Mescolare questi piani non aiuta a risolvere i problemi e rischia solo di alimentare disorientamento. È altrettanto necessario evitare accostamenti impropri: episodi di microcriminalità locale non possono essere confusi con fenomeni di criminalità organizzata. Questa distinzione, in questo specifico contesto, non significa abbassare la guardia, ma esercitare responsabilità e prudenza, evitando di diffondere allarmismi inutili. Alimentare il panico non rende una città più sicura. Ricordiamo ai colleghi di Forza Italia che questa città ha vissuto giorni peggiori quando un ex sindaco girava sotto scorta. Alghero resta una città tranquilla, nella quale è possibile vivere e muoversi serenamente in ogni momento della giornata. Il nostro impegno è fare in modo che continui a esserlo, intervenendo con decisione per limitare e contrastare episodi di disagio o criminalità, che purtroppo possono verificarsi anche nelle realtà più tranquille. Vogliamo rassicurare tutte e tutti: il Sindaco è in costante contatto con la Prefetta, il Questore, il Comandante dei Carabinieri e il Comandante della Polizia Locale, affinché gli autori degli episodi che stanno creando scompiglio in città vengano individuati e assicurati al più presto alla giustizia.”
Maggioranza Consiliare di Centrosinistra per Cacciotto

“Sicurezza, nè allarmismi, nè spallucce: urge un report ufficiale”

ALGHERO – “Da troppi mesi le pagine di cronaca riguardanti la città di Alghero riportano episodi che alimentano una crescente sensazione di insicurezza. Rapine a mano armata nelle attività commerciali, vetrine spaccate, auto incendiate e quant’altro. Una sequenza continua di fatti che sta minando la serenità della nostra comunità.

Comprendiamo che il sindaco continui a sostenere pubblicamente che Alghero sia una città sicura, che l’Amministrazione sarebbe “sempre sul pezzo” e che, a suo dire, i “reati siano in calo”. Una narrazione rassicurante, che però stride sempre più in modo evidente con ciò che gli algheresi vivono e percepiscono ogni giorno.

Noi Riformatori, invece, con la dovuta prudenza, non abbiamo alcuna intenzione di minimizzare o, al contrario, di rincorrere allarmismi. Ma abbiamo il dovere politico e istituzionale di chiedere, e riteniamo sia necessario, che il sindaco presenti alla città, con dati certi, report ufficiali e, magari in una conferenza stampa dedicata, la documentazione che dimostrerebbe quanto da lui affermato.

Perché gli algheresi hanno paura, paura di ritrovarsi l’auto bruciata sotto casa, paura di trovarsi in un supermercato quando entra un rapinatore armato, paura che l’ennesimo atto vandalico colpisca loro o la loro attività.

Esattamente un anno fa lanciammo lo stesso allarme, ma da allora, purtroppo, la situazione non è migliorata. Anzi, i fatti di queste settimane confermano un problema che non può essere derubricato a episodio isolato ogni volta che accade.

Oggi assistiamo a risposte rassicuranti che non bastano più. Riteniamo necessario che il Sindaco dimostri ufficialmente che “i reati sono in calo”, perché dire che “non bisogna strumentalizzare”, a nostro avviso, significa non cogliere la gravità del clima che si respira in città”.

 

Il coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi

Antonello Muroni
Maria Vittoria Porcu
Nicola Salvio
Rodolfo Valentino
Alessandro Balzani

 

 

“Sardegna al Centro”, Donato Capuano coordinatore di Alghero

ALGHERO – Lunedi 9 febbraio il Coordinatore Metropolitano di Sassari di Sardegna Al Centro 2020Manuel Alivesi, alla presenza del Vice Coordinatore Toni Faedda, Sindaco di Olmedo, ha ufficializzato la nomina del nuovo Coordinatore cittadino di Alghero, Donato Capuano, rafforzando così la presenza e l’azione del movimento nel territorio algherese.

Donato Capuano, professionista della salute e dei funzionari radiologo, Presidente del Comitato tangenziale 291 di Alghero, Allenatore del Fertilia Calcio, dirigente sindacalista.

Donato Capuano sostituisce Federica Bandinu, che ha operato nel ruolo di Coordinatrice Cittadina distinguendosi in modo pregevole per il suo impegno e capacità.

La nomina rientra in un più ampio percorso di strutturazione e radicamento politico del Partito guidato dal Consigliere Regionale Antonello Peru, Sardegna al Centro 2020 nella Provincia di Sassari, con l’obiettivo di valorizzare le realtà locali, promuovere il dialogo con i cittadini e portare avanti proposte concrete per lo sviluppo del territorio.

«Alghero rappresenta una realtà strategica per la nostra azione politica, ha dichiarato Manuel Alivesi.

Con questa nomina intendiamo dare continuità e maggiore forza all’impegno del movimento, puntando su una figura capace di interpretare le esigenze della comunità e di lavorare in sinergia con il coordinamento metropolitano e regionale».

Il nuovo Coordinatore cittadino avrà il compito di organizzare e coordinare le attività politiche sul territorio, favorire la partecipazione attiva dei cittadini e contribuire alla costruzione di un progetto politico condiviso, fondato sui valori del riformismo, dell’autonomia e della centralità della Sardegna.

Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori iniziative e momenti di confronto con la cittadinanza

Giorno del Ricordo, per non dimenticare la tragedia della foibe

SASSARI – E’ dal 2004 che in Italia è stato istituito il “Giorno del ricordo”, dedicato alla memoria della tragedia giuliano-istriano-dalmata e alle stragi delle foibe.

Purtroppo, è necessario sottolineare, che l’Italia è un Paese in cui si devono istituire le memorie obbligatorie e in cui si sancisce per legge il Ricordo, o la Memoria, nazionale.

E’ un Paese strano il nostro, è un posto in cui si riesce a passare sopra gigantesche magagne e ci si azzuffa sul diritto di ricordare dei morti.

Un Paese in cui, tutt’ora, la politica e il tifo calcistico sono metafore speculari: in cui ci si appropria delle memorie e, con la scusa di renderle patrimonio comune, si cerca di trarne debito vantaggio o, peggio, di farne prevalere alcune a scapito di altre. Sono passati settant’anni dai drammatici eventi delle foibe, ma la foiba è ancora un argomento che suscita a qualcuno l’orticaria. Non amiamo particolarmente le giornate della memoria.

Crediamo che l’unica memoria autenticamente incisa nell’identità di un Popolo debba essere quella che ne plasma ogni giorno il suo carattere: non quella che si deve ricordare solamente una volta all’anno per legge. Tuttavia, poiché l’Italia, per molteplici ragioni, ha vissuto e vive un clima culturale fortemente contrastivo, comprendo che però una legge possa essere utile a tutelare un diritto alle memoria che, altrimenti, rischierebbe di essere negato.

Ovunque ed in qualunque epoca esistono e sono esistiti i prepotenti: cioè gente che crede che l’unico modo di affermare la propria idea sia quello di zittire chi ne possieda una diversa.

Ma questa non è storia: questa è solo una cattiva propaganda politica.

Negare la Shoah o fingere che l’olocausto armeno non sia mai esistito non ha a che fare con la Storia, ma solo con la cattiva coscienza: è un caso di inumanità, non di dottrina storiografica. E così è per le foibe.

«Invitiamo iscritti, simpatizzanti e tutti i cittadini – prosegue Alivesi – a partecipare alle iniziative commemorative organizzate sul territorio, come segno di vicinanza e responsabilità civica. La memoria condivisa è un patrimonio comune che unisce e rafforza la nostra comunità». Il Coordinamento Metropolitano di Sardegna Al Centro 2020 rinnova così il proprio impegno nel promuovere momenti di riflessione storica e civile, nel rispetto dei valori democratici e della dignità di tutte le vittime

Manuel Alivesi, coordinatore provinciale di Sardegna al Centro

Europa Verde (Avs) mette radici ad Alghero: sede, organizzazione e impegni elettorali

ALGHERO – Procede a grandi passi la definizione di Europa Verde, partito del sindaco Cacciotto e dei consiglieri Podda e Moro che ha in dote un’importante numero di amministratori tra giunta ed enti.

Dalle civiche ad una forza nazionale, il passaggio è stato abbastanza celere, oltre che piuttosto annunciato e prevedibile. Del resto, nonostante la vittoria sia stata raggiunta con delle realtà politiche locali e, per la verità, soprattutto per quanta riguarda “Città Viva”, nate proprio per ampliare il plafond a favore del candidato, poi vittorioso, era nelle cose della politica assistere ad un mutamento volto a strutturare la centralità di alcuni esponenti, vedi l’assessore regionale Antonio Piu, nello schema dell’attuale maggioranza cittadina. 

Ed è così che per lunedi 23 febbraio, alle ore 18.00, è prevista l’inaugurazione della sede di Europa Verde che, a livello extraterritoriale e, in vista delle prossime elezioni regionali, nazionali e si presume anche provinciali e cittadine, significa e di fatto rappresenta anche il simbolo di Alleanza Verdi e Sinistra. Nella nuova sede di via Pascoli 16, saranno presenti il co-portavoce regionale e assessore regionale Antonio Piu, il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e i consiglieri comunali Beatrice Podda e Giampietro Moro.

Le scadenze elettorali sono apparentemente lontane ma, tra smottamenti in Regione, province che (si spera a breve) avranno un’elezione diretta dei rappresentanti e soprattutto le politiche fra circa un anno con sorprese sempre dietro l’angolo, non sono così distanti. E, come giusto che sia, la politica, anche a livello locale, in questo caso il Centrosinistra, con le sue forze più a sinistra, si organizza, e male non fa. 

 

“Sassari, Pronto Soccorso solo per le urgenze? Assurdo”: esplode il caso

SASSARI – “Da molto tempo si parla del necessario rifacimento del Pronto Soccorso
dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, ma solo ora prendono avvio i lavori, con
uno stanziamento di 850 mila euro di fondi PNRR.
È difficile comprendere le ragioni di un avvio così tardivo, a soli quattro mesi dalla
scadenza del 30 giugno, data oltre la quale, in caso di mancata conclusione dei lavori, si
rischierebbe la perdita del finanziamento.
Un’operazione ad alto rischio, anche perché i lavori avviati in fretta e furia spesso
lasciano molte cose a metà.
I titoli di stampa invitano la popolazione a recarsi al Pronto Soccorso solo in caso di
urgenza, rinviando i casi non urgenti ai medici di medicina generale, alla guardia medica e
ai servizi territoriali.
Un messaggio che appare contraddittorio, dal momento che per definizione il Pronto
Soccorso rappresenta l’ultima spiaggia e il primo approdo per chi ha un
problema di salute urgente, fermo restando che la valutazione del grado di gravità
delle condizioni cliniche può essere effettuata esclusivamente da un medico.
Una comunicazione formulata in questi termini rischia di scaricare su cittadini e medici di
base una responsabilità che non può essere lasciata all’improvvisazione.
Il Pronto Soccorso di Sassari opera da tempo in una condizione di
sovraffollamento cronico, con carenze di personale, riduzione dei posti letto e un carico
assistenziale già al limite. La temporanea sottrazione di circa un terzo degli spazi rischia di
aggravare una situazione già critica, con un aumento dei tempi di attesa, una maggiore
pressione sugli operatori sanitari e un incremento dei rischi clinici.
Ancora più preoccupante è il contesto territoriale: la medicina generale e la
continuità assistenziale sono da tempo in forte sofferenza, con carenze di organico,
ambulatori saturi e servizi non sempre garantiti nelle 24 ore. In questo scenario, chiedere
al territorio di assorbire una quota maggiore di domanda sanitaria senza un piano
straordinario visibile appare quantomeno azzardato.

La distinzione tra “urgenza reale” e “caso non urgente” non è sempre immediata né
evidente, soprattutto in presenza di sintomi iniziali, atipici o subdoli.
Il rischio concreto è che il messaggio “venite solo per le urgenze” produca ritardi
nell’accesso alle cure, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute dei cittadini.
Per queste ragioni ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta e orale alla
Presidente della Regione, investendo anche l’Assessorato regionale alla Sanità (ad
interim), per ottenere risposte chiare ad alcuni punti fondamentali:
chi stabilisca concretamente, durante il periodo dei lavori, cosa debba intendersi per
“emergenza reale” e su chi ricada la responsabilità della valutazione nei casi di
accesso o mancato accesso al Pronto Soccorso; se siano state valutate e stimate le ricadute cliniche e organizzative della riduzione
degli spazi del Pronto Soccorso in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento
cronico; quali azioni siano previste per tutelare i cittadini dal rischio di diagnosi tardive e gli
operatori sanitari da un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro; se non si ritenga opportuno rivedere la comunicazione istituzionale adottata, affinché non si traduca in un messaggio dissuasivo all’accesso alle cure, potenzialmente pericoloso.
Non si tratta di mettere in discussione l’importanza dei lavori, ma di chiedere come la
Regione intenda governare questa fase delicatissima, evitando che un intervento
necessario si trasformi in un ulteriore fattore di rischio per il sistema sanitario e per la
popolazione”.

On. Francesca Masala
Consigliera Regionale
Gruppo Fratelli d’Italia

“Maggioranza spaccata, il sindaco mente o non governa”

ALGHERO – “La vicenda della chat “parallela”, utilizzata per mesi da una parte della maggioranza per coordinare atti e posizioni politiche escludendo consiglieri comunali, il Presidente del Consiglio e lo stesso Sindaco, solleva un problema politico e istituzionale di estrema gravità” – lo dichiarano i capigruppo del centrodestra.

Se il Sindaco non era a conoscenza di questo luogo decisionale ristretto, allora è evidente che non governa la propria maggioranza, lasciando che altri partiti o gruppi interni al campo largo la coordinino al suo posto. Se invece ne era a conoscenza, e oggi sostiene il contrario, il problema è ancora più serio, perché saremmo di fronte a una ricostruzione che solleva interrogativi seri sul suo ruolo e che necessiterebbe di chiarimenti.
In entrambi i casi, l’immagine che emerge è quella di un’Amministrazione priva di una guida politica chiara, attraversata da uno scollamento interno: da un lato una “maggioranza della maggioranza” che opera attraverso meccanismi opachi e l’ostracismo nei confronti di chi, dall’altro, non si allinea passivamente.
Un metodo che rivela la vera natura di PD, AVS e Movimento 5 Stelle: chi esercita il proprio ruolo in modo autonomo viene progressivamente isolato. Oggi è toccato ai consiglieri Colledanchise e Mulas; domani potrebbe toccare ad altri, a partire dai centristi. Il centrodestra esprime umana solidarietà ai consiglieri esclusi perché quanto accaduto rappresenta un brutto episodio e una assoluta mancanza di rispetto dei ruoli elettivi.
Alghero sta soffrendo per la mancanza di guida e per la confusione che pervade l’amministrazione. Noi, dall’opposizione, continueremo a esercitare il nostro ruolo segnalando ciò che non funziona e difendendo la trasparenza istituzionale. Continueremo a stare al fianco della città in modo costruttivo, ma riteniamo che questa maggioranza stia arrivando al capolinea e, soprattutto, stia creando gravi danni alla città e ai cittadini algheresi”, lo hanno dichiarato i capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale: Marco Tedde (Forza Italia), Lelle Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero).

“Piano del porto e molo di sopraflutto, la sfida di rilevanza strategica dell’Amministrazione”

ALGHERO – Incontro sul porto nei giorni scorsi con tecnici e progettisti per definire le azioni da adottare per programmare il rilancio dell’infrastruttura insieme alla Regione.

Con il Sindaco Raimondo Cacciotto, gli Assessori all’Urbanistica, opere pubbliche e ambiente, Roberto Corbia, Francesco Marinaro e Raniero Selva, il Presidente della Commissione urbanistica Emiliano Piras, l’Ing. Andrea Ritossa, progettista incaricato per la redazione del Piano regolatore del Porto, i dirigenti Comunali Paolo Greco e Giuliano Cosseddu.

Due i temi preminenti che risultano centrali negli scenari della programmazione: il Piano Regolatore del Porto e il futuro prossimo del molo di sopraflutto.  Il Piano Regolatore del Porto, il cui procedimento è stato avviato a metà degli anni 2000 tramite un protocollo d’intesa tra Regione e Comune, ha registrato negli ultimi anni avanzamenti sul piano tecnico. L’ultima versione è stata realizzata su indicazione della precedente amministrazione comunale nella quale l’attuale presidente di Commissione Emiliano Piras rivestiva l’incarico di Assessore all’Urbanistica. Una versione che attualmente si trova nella fase di verifica degli scenari progettuali, in coerenza con il lavoro in corso sul nuovo PUC, con il quale dovrà essere pienamente armonizzato e coerente. Ed è proprio con il Piano Urbanistico Comunale che il piano del porto dovrà integrarsi, in linea con gli intendimenti dell’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto e in integrazione con il lavoro del ricostruito Ufficio di Piano, che determinerà un impulso rilevante per i procedimenti in corso. “Il Piano Regolatore Portuale – specifica il Sindaco Raimondo Cacciotto –  è giunto ad una versione matura che intendiamo riportare a breve alla discussione pubblica, ma la cui concreta attuazione resta necessariamente subordinata all’adozione e all’approvazione del nuovo PUC, che costituisce il presupposto essenziale per ogni successivo intervento”. Dal tavolo è emersa la volontà di rafforzare il fruttuoso dialogo con la Regione, per avviare un confronto serrato finalizzato a risolvere i nodi più intricati che hanno impedito di portare a termine l’Iter di questo strumento di assoluta rilevanza strategica per la città e per il territorio. “Ci troviamo oggi nella necessità di colmare, con grande determinazione, diversi ritardi nella pianificazione che hanno reso vane molte progettualità avviate nel tempo e mai giunte a compimento proprio a causa di questa inerzia” afferma l’Assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, che aggiunge : “siamo fortemente concentrati su questo obiettivo, che rappresenta la sfida più rilevante per la nostra Amministrazione”.

In piena integrazione con gli obiettivi di pianificazione, allo stesso tempo l’amministrazione è concentrata sul tema del molo di sopraflutto, per il quale è in corso una riflessione riguardante la possibilità di procedere per un primo step attuativo dell’intervento anche separatamente all’adozione dello strumento di pianificazione. Le condizioni attuali, con un fondale di 5 metri, costituiscono la base per aprire il discorso alla possibilità di ospitare yacth di medio – grandi dimensioni. Un percorso che secondo l’Assessore Marinaro  “va affrontato con la Regione Sardegna per risolvere alcune criticità presenti a seguito dei lavori realizzati con incarico del 2009”. L’obiettivo è quello di riuscire ad arrivare all’utilizzo del molo in tempi ragionevoli,  attraverso la partecipazione della Regione alle fasi di definizione del procedimento e il collaudo dell’opera.