“Trasferimento in massa di detenuti nel carcere di Alghero, Delmastro bugiardo: si dimetta”

ALGHERO – «Il sottosegretario Delmastro ha mentito sapendo di mentire. E oggi i fatti lo dimostrano in modo inequivocabile». Durissimo intervento del consigliere regionale Valdo Di Nolfo dopo un nuovo trasferimento in massa di detenuti nella Casa circondariale di Alghero: «Lunedì, durante la sua visita in Sardegna, Andrea Delmastro ha annunciato un “lento sfollamento” dei detenuti arrivati ad Alghero per situazioni emergenziali, assicurando che il carcere avrebbe mantenuto la sua vocazione trattamentale. Balle! Ieri invece un volo militare atterrato alle 13:51 all’Aeroporto militare della Riviera del Corallo ha portato quasi una ventina di detenuti comuni, provenienti da carceri della Lombardia, trasferiti poi con un bus nella Casa di reclusione “Tomasiello”. L’ennesimo trasferimento massivo in una struttura già sofferente» spiega l’onorevole.

Secondo l’unico rappresentante di Alghero in Consiglio regionale non si tratta di un’emergenza o una casualità: «Ho documenti dai quali si evince che questi trasferimenti erano programmati da settimane. Ciò significa che quando il sottosegretario ha incontrato i media isolani lunedì sapeva perfettamente cosa sarebbe accaduto pochi giorni dopo: ha quindi mentito consapevolmente ai sardi». Per Di Nolfo si tratta di un fatto politico gravissimo: «Quel bugiardo di Delmastro ha fatto una scelta precisa: dire una cosa alle telecamere e ai sardi mentre il suo Ministero ne stava facendo un’altra. Mentire pubblicamente a una comunità è un atto che non può essere archiviato con una giustificazione burocratica: questo è il modus operandi del governo Meloni e dà la perfetta e amara misura della considerazione che hanno della Sardegna e dei sardi».

Adesso ad Alghero il termine “sovraffollamento” diventa tristemente realtà: «La Casa di Reclusione “Giuseppe Tomasiello” ha storicamente sempre avuto una media di 80-90 detenuti: numeri cresciuti vertiginosamente in quattro anni di governo di destra fino ad arrivare a 159 detenuti fino a martedì. Con gli arrivi di ieri si sfora la quota 180: a forza di bugie e imposizioni il temine sovraffollamento ad Alghero è diventato la realtà» analizza Di Nolfo.

La situazione è esasperata anche sotto il profilo del personale: «Nel suo intervento Delmastro ha parlato anche di nuove unità invece ad Alghero la situazione è al limite e oltre gli standard di sicurezza anche per i lavoratori all’interno del carcere. Il sottosegretario con delega alla polizia penitenziaria annuncia l’arrivo di nuovi agenti invece l’unica cosa che arriva sono voli e bus stracolmi di detenuti. I numeri dei lavoratori, soprattutto notturni, all’interno del carcere di Alghero allarmanti se si pensa al numero di detenuti che non smette di crescere»

Il consigliere regionale torna quindi a difendere quello che è stato il modello carcerario algherese: «Da tempo denunciamo il rischio che Alghero venga trasformata nella valvola di sfogo delle politiche fallimentari del Governo Meloni sul sistema penitenziario. Avevo detto che il rappresentante di Fratelli d’Italia sarebbe venuto per dare il colpo di grazia a un modello virtuoso e così è stato!»

«Adesso è troppo tardi, Delmastro non può limitarsi al silenzio – conclude Di Nolfo –: il sottosegretario chieda scusa alla città di Alghero e alla Sardegna e si assuma le conseguenze di quanto accaduto. Dopo aver mentito ai cittadini, le sue dimissioni sono l’unico atto di responsabilità possibile».

“No alla chiusura dell’ambulatorio infermieristico di Fertilia”

ALGHERO – “In merito alle notizie relative alla sospetta o meglio ipotetica chiusura e trasferimento dell’ambulatorio infermieristico di Fertilia presso la Casa della Salute di via degli Orti ad Alghero, esprimo forte preoccupazione per una decisione che rischierebbe di generare gravi disagi e significative penalizzazioni per la popolazione di Fertilia e dell’agro.
L’ambulatorio infermieristico, attivo dal 2024, rappresenta un presidio sanitario essenziale di prossimità. Ogni mese accoglie mediamente tra le 150 e le 160 persone, garantendo assistenza professionale a pazienti oncologici, pazienti con stomie e ulcere, oltre a numerosi cittadini fragili affetti da pluripatologie, anziani, disabili e residenti nelle zone rurali dell’agro.
Si tratta di un servizio che non offre soltanto prestazioni sanitarie, ma costituisce un punto di riferimento fondamentale sotto il profilo sanitario, sociale ed economico. La sua presenza sul territorio consente di assicurare continuità assistenziale, prevenzione e monitoraggio costante delle condizioni cliniche di pazienti che, in molti casi, hanno difficoltà negli spostamenti o non sono autonomi.
L’eventuale trasferimento presso la Casa della Salute di via degli Orti priverebbe Fertilia di un presidio strategico, aggravando i disagi logistici per i cittadini più vulnerabili e per chi vive in aree periferiche, con inevitabili ripercussioni sull’accesso alle cure e sulla qualità dell’assistenza territoriale di base.
In un momento storico in cui si parla di rafforzamento della sanità territoriale e di medicina di prossimità, una simile scelta andrebbe in direzione opposta, indebolendo la rete dei servizi e aumentando le difficoltà per le fasce più fragili della popolazione.
Come Presidente della Commissione consiliare Sanità, ritengo necessario aprire immediatamente un confronto con l’ASL competente e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, affinché venga scongiurata una decisione che rischia di compromettere un servizio fondamentale per la comunità di Fertilia e dell’agro.
La tutela della salute passa attraverso la presenza capillare dei servizi sul territorio. Difendere l’ambulatorio infermieristico di Fertilia significa difendere il diritto alla cura, alla dignità e all’assistenza per tutti i cittadini, senza lasciare indietro nessuno”

Christian Mulas
Presidente Commissione Consiliare Sanità

“41bis, Grillini si arrendano: smontato il falso allarmismo della Todde”

ALGHERO – «Le dichiarazioni del sottosegretario Andrea Delmastro mettono definitivamente fine a una polemica costruita ad arte» dichiarano Pino Cardi e il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia.
«Casomai alla sinistra non fosse bastata l’asfaltata subita in Consiglio comunale ad opera del nostro capogruppo Alessandro Cocco, che ha spiegato numeri, competenze e quadro normativo del 41 bis, nel corso della visita ad Alghero, Delmastro è stato perentorio: nessuna invasione mafiosa, nessun aumento incontrollato dei detenuti al 41 bis nelle carceri sarde, numeri invariati a Uta e Bancali rispetto alle scelte dell’ex ministro grillino Bonafede, mentre 129 detenuti di alta sicurezza sono già stati trasferiti nella penisola, alleggerendo il sistema sardo.
«Altro che colonizzazione – sottolineano da Fratelli d’Italia – più sicurezza, meno detenuti di alta sicurezza e maggiore rigidità del regime. I fatti hanno smentito in modo inequivocabile le polemiche strumentali agitate in queste settimane».
Dispiace vedere esponenti cittadini del campo largo – dal Movimento 5 Stelle ad AVS – tentare ancora di tenere in piedi una polemica che ormai tutti hanno compreso essere infondata. Dopo essere stati smentiti in aula e ora anche dal Governo, si insiste nel raccontare una narrazione che non trova riscontro nei numeri.
«L’allarmismo – come ha detto Delmastro – serve solo a coprire le catastrofi della sanità regionale e le difficoltà politiche della Presidente Todde» proseguono Cardi e il Coordinamento. «È evidente che il 41 bis è stato utilizzato come arma di distrazione di massa mentre la Sardegna affronta problemi ben più seri».
Fratelli d’Italia ribadisce con forza che la lotta alla mafia non si fa con slogan ma con atti concreti. Il 41 bis è uno strumento di legalità e sicurezza dello Stato, non un terreno di propaganda politica. «Invitiamo i grillini ad occuparsi di sanità e sviluppo economico algheresi. Sul 41-bis la polemica è finita. I fatti parlano chiaro».

Regione, Sorgia entra in Fdi: politica in fermento, voto anticipato?

CAGLIARI – Cresce il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia. Alessandro Sorgia, eletto con la Lega, da cui era fuoriuscito da qualche mese, entra ufficialmente nel partito di Giorgia Meloni. L’annuncio è stato dato nella giornata di oggi dal coordinatore regionale, l’onorevole Francesco Mura.

E’ evidente, anche dalla tappa sarda di ieri del vice segretario nazionale della Lega, Durigon, e soprattutto dalle forti tensioni e strappi tra la presidente Todde e il Partito Democratico, e non solo, il movimentismo di Forza Italia, che la possibilità di elezioni regionale anticipate sta sempre più circolando e potrebbe vedere una coincidenza con le amministrative che ancora devo essere fissate, ma come sempre cadranno tra fine maggio e primi di giugno

Maggioranza Cacciotto contro il trasferimento del Serd: “Venga riportato in via Degli Orti”

ALGHERO – “Contrarietà al trasferimento del Serd di Alghero e richiesta di ripristino presso la
sede di Via degli Orti nel rispetto del modello di sanità territoriale previsto dal DM 77/202”, questo l’oggetto dell’ordine del giorno a firma del presidente della commissione sanità Christian Mulas e dei gruppo consiliari di maggioranza Noi Riformiamo Alghero, Orizzonte Comune, Partito Democratico e Futuro Comune, ovvero la forza politica, in dote a Europa Verde, che esprime, tra gli altri, anche il sindaco Cacciotto. Assenti, tra i firmatari, 5 Stelle e Avs denotando dunque una differente visione su tale atto che sarà discusso, e votato, in Consiglio Comunale.

Queste le richieste della maggioranza alla guida del Comune di Alghero: “Richiedere formalmente alla ASL n.1 di Sassari: una relazione tecnica dettagliata che giustifichi la scelta del trasferimento; o la dimostrazione della piena coerenza del provvedimento con quanto previsto dal DM 77/2022 e con il modello di assistenza territoriale vigente” e inoltre “a sollecitare l’attivazione immediata di un tavolo istituzionale di confronto tra ASL, Amministrazione comunale, Commissione consiliare competente e rappresentanze del territorio; a chiedere la sospensione del provvedimento di trasferimento nelle more di un approfondimento tecnico e politico condiviso; a richiedere il ripristino del SERD presso la sede di via degli Orti, o altra struttura nel rispetto del modello territoriale previsto dalla normativa nazionale e a tutela della dignità e dei diritti delle persone più fragili.

E chiudono i firmatari “La sanità territoriale rappresenta un pilastro fondamentale della coesione sociale e della tutela della salute pubblica, non può arretrare. Non può farlo sulla pelle dei pazienti più vulnerabili”.

 

Nella foto il Palazzo della Sanità ad Alghero dove l’Asl ospitava il Serd poi trasferito in viale Primo Maggio, presso il Marino

 

ORDINE DEL GIORNO SU SPOSTAMENTO DEL SER.D ALGHERO 3 MARZO 2026

“Le assemblee elettive non sono ornamenti: la Sardegna vuole un tavolo sul 41-bis”

ALGHERO – “Il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Delmastro è venuto in Sardegna per parlare di referendum e di giustizia, con toni che vorrebbero essere rassicuranti. È legittimo. Ma resta il fatto che sul 41-bis – materia su cui esercita una delega diretta – continua a non affrontare nel merito le questioni sollevate dalle istituzioni sarde.
Come ha dichiarato anche il nostro deputato del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni, il confronto non può essere sostituito da dichiarazioni davanti alle telecamere. Il tema è serio e merita risposte politiche, non spostamenti di attenzione.
In questi mesi il tema non è stato agitato per polemica. È stato affrontato nelle sedi istituzionali. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione, quasi all’unanimità, con cui si chiede l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo. Non una presa di posizione simbolica, ma un atto formale che impegna la Regione a chiedere chiarezza e dialogo.
Anche il Consiglio comunale di Alghero ha discusso e approvato una mozione chiara, esprimendo contrarietà alla destinazione di detenuti in regime di 41-bis nelle carceri della Sardegna. È stata una scelta politica assunta in aula, con un voto, assumendoci una responsabilità pubblica davanti alla città.
Il punto non è negare la necessità della lotta alla criminalità organizzata. Il punto è il metodo e la portata delle scelte. Quando decisioni che incidono in modo rilevante su un territorio – anche per la presenza di detenuti appartenenti a clan criminali di particolare pericolosità – vengono percepite come unilaterali, senza un confronto preventivo con chi rappresenta quella comunità, si apre una questione politica che riguarda il rapporto tra Stato e autonomie.
Le assemblee elettive non sono luoghi ornamentali. I Consigli comunali e il Consiglio regionale rappresentano direttamente le comunità e hanno una loro dignità istituzionale che merita rispetto. Quando votano un atto, non stanno facendo propaganda: stanno esercitando un mandato democratico.
Aprire un tavolo di confronto non significa arretrare sul piano della legalità o della sicurezza. Significa riconoscere che le istituzioni sarde hanno pieno titolo a essere ascoltate su scelte che incidono sul loro territorio.
La dignità delle istituzioni passa anche da qui: dal riconoscimento reciproco, dal confronto leale e dalla volontà di discutere nel merito, non di aggirare il tema. Ed è questo che oggi continuiamo a chiedere”.
Giusy Piccone per il Movimento 5 stelle

Serd, l’affondo di Mulas: “Trasferito senza confronto e contro la riforma sanitaria”

ALGHERO – “Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità, Christian Mulas, interviene con fermezza ancora una volta contro la decisione della ASL n.1 di Sassari di trasferire il SERD di Alghero da Via degli Orti ai locali dell’ex Guardia Medica in Viale Primo Maggio presso Ospedale Marino.
La motivazione fornita dall’ASL per mezzo stampa “al fine di consentire la conclusione dei lavori
del PNRR previsti nel poliambulatorio di Via degli Orti” appare fragile e poco convincente. Se la
ragione fosse esclusivamente tecnica, legata agli interventi PNRR, perché è stato trasferito soltanto
il SERD e non gli altri servizi presenti nella medesima struttura? È legittimo ritenere che si sia di
fronte a una decisione già programmata, accompagnata da una spiegazione costruita
successivamente.
Ancora più grave è il metodo: nessun coinvolgimento preventivo del Sindaco, Autorità sanitaria
locale, né della Commissione Sanità. Un atto assunto unilateralmente, senza confronto istituzionale
e senza una valutazione pubblica dell’impatto sui pazienti.
Nel comunicato dell’ASL si parla di interlocuzioni con l’Amministrazione comunale per la ricerca
di locali alternativi. Si precisa, non risulta alcuna richiesta formale relativa al trasferimento del
SERD. L’unica richiesta avanzata al Sindaco riguardava spazi per i servizi veterinari, circostanza
che rende ancora più opaca l’intera vicenda.
Il quadro normativo è chiaro: il Decreto Ministeriale 77/2022 stabilisce che i Servizi per le
Dipendenze sono parte integrante della rete territoriale, collocati nei Distretti e nelle Case della
Comunità, secondo un modello fondato sulla prossimità e sull’integrazione sociosanitaria.
La riforma nazionale punta a rafforzare l’assistenza territoriale, non a ricondurla in ambito
ospedaliero. Collocare stabilmente il SERD in un contesto ospedaliero rappresenta una scelta in
evidente controtendenza rispetto agli indirizzi nazionali. Il mancato finanziamento diretto tramite
PNRR non costituisce un vincolo normativo e non può essere utilizzato come giustificazione per
uno spostamento che altera il modello organizzativo previsto dalla riforma.
Il SERD è un presidio strategico che segue un’utenza fragile e vulnerabile, purtroppo in costante
aumento. Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità, dichiara:

“Le dipendenze da sostanze sono sempre più diffuse. È fondamentale non ghettizzare questi
pazienti ma aiutarli concretamente. Lo spostamento deciso dall’ASL non va in questa direzione.
Trasferire il servizio in un contesto ospedaliero rischia di aumentare lo stigma, di rendere più
difficile l’accesso e di interrompere percorsi terapeutici delicati. Non possiamo permettere che
scelte organizzative penalizzino proprio chi ha più bisogno di sostegno.”
Lo spostamento comporta criticità evidenti:
• maggiore difficoltà di accesso;
• rischio di frammentazione della continuità terapeutica;
• possibile compromissione della privacy in un contesto ad alta affluenza;
• indebolimento dell’integrazione con i servizi sociali comunali e il terzo settore.
A pagare le conseguenze di questa decisione saranno i pazienti e le loro famiglie su una questione
così delicata non possono esserci ambiguità. Si chiede formalmente:
• la trasmissione di una relazione tecnica dettagliata che giustifichi la scelta;
• la dimostrazione della coerenza della decisione con il DM 77/2022;
• l’attivazione immediata di un tavolo istituzionale di confronto;
• la sospensione del provvedimento.
E soprattutto si chiede il ripristino del SERD nella sede di Via degli Orti, nel rispetto del modello
territoriale previsto dalla normativa nazionale e, soprattutto, della dignità e dei diritti delle persone
più fragili.
La sanità territoriale non può arretrare. Non sulla pelle dei pazienti.
Sono pronto ad una petizione di firme per riportare il Ser.D in via degli Orti presso palazzo della
Sanità”.

Christian Mulas, presidente della commissione ambiente del Comune di Alghero

“Porto Torres merita stabilità: avanti con la continuità amministrativa, no agli esperimenti politici”

PORTO TORRES – “Porto Torres si trova in una fase decisiva della propria storia amministrativa ed economica. Nei prossimi anni si giocheranno partite fondamentali: risorse da intercettare, cantieri da chiudere, investimenti da consolidare, opportunità industriali e turistiche da trasformare in lavoro reale.

In questo contesto, la città non può permettersi improvvisazioni. Non è il momento di esperimenti politici, di alleanze costruite all’ultimo minuto o di progetti senza radicamento amministrativo. È il momento della responsabilità, della competenza e della continuità.

La continuità amministrativa non significa immobilismo. Significa portare a compimento ciò che è stato avviato, correggere con serietà ciò che va migliorato e garantire stabilità istituzionale in una fase strategica per il futuro della città.

Porto Torres ha bisogno di governo, non di prove tecniche.
Ha bisogno di credibilità verso investitori, imprese e istituzioni sovracomunali.
Ha bisogno di una guida solida, capace di assumersi decisioni chiare.

La priorità resta il lavoro, l’emergenza abitativa, il rilancio produttivo dell’area industriale, la piena valorizzazione del porto e del patrimonio turistico e culturale. Il futuro non si costruisce con slogan, ma con responsabilità. Porto Torres merita serietà. Porto Torres merita stabilità”.

Porto Torres Avanti

“Taglio tasse aeroporti, impegno concreto di Orizzonte Comune”

ALGHERO – “A seguito di diversi comunicati effettuati da esponenti dei partiti di opposizione nel comune di Alghero, come coordinamento di Orizzonte Comune Alghero, informiamo gli stessi e tutta la cittadinanza  dell’impegno preso a livello regionale da Orizzonte Comune sulla mitigazione della tassa aeroportuale a livello regionale sul sistema aeroportuale e, in particolare, con un impegno sull’aeroporto di Alghero che darà ulteriore sviluppo al nostro territorio. La proposta è articolata con queste specificità:
Abbattimento per tutti gli aeroporti sardi della cosiddetta tassa, a carico di tutti i passeggeri, nei 5 mesi invernali con un ulteriore abbattimento della stessa di ulteriori 3 mesi  (aprile-maggio-ottobre) per l’aeroporto di Alghero che risulta essere ancora il più debole nel sistema aeroportuale sardo.
Vogliamo inoltre sottolineare che, aldilà delle mistificazioni fatte da “qualcuno” il 2026 si apre con l’aeroporto di Alghero che segna una ulteriore crescita nel mese di gennaio in totale controtendenza rispetto agli altri aeroporti sardi: Alghero registra un +2,6% mentre Cagliari segna un trend negativo del -1,7% e Olbia un preoccupante -5%.
Il coordinamento algherese esprime un plauso ai propri rappresentanti in regione per il lavoro che stanno proficuamente svolgendo anche per il nostro territorio”.
Coordinamento Orizzonte Comune

Parco, incontro dell’onorevole Di Nolfo: “Più partecipazione, risorse e collegialità”

ALGHERO – Due ore di confronto aperto e ragionato, ospitate nella sala “Cici Peis” della Fondazione Laconi ad Alghero: l’incontro pubblico promosso dall’onorevole regionale Valdo Di Nolfo sul futuro del Parco Naturale Regionale di Porto Conte ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Sala gremita, interventi di spessore e un dibattito durato quasi due ore, alla presenza del sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e del presidente del Parco, Emiliano Orrù. «L’idea emersa con forza – ha sintetizzato nelle conclusioni l’onorevole Di Nolfo – è quella di una comunità funzionale e istituzionalizzata: la necessità di una governance più snella, più autorevole e più collegiale, capace di funzionare davvero e di includere tutti gli attori coinvolti: Comune di Alghero, Regione Sardegna, Città Metropolitana di Sassari e Agenzia Forestas».

Il contributo fondamentale è arrivato dai numerosi interventi: hanno infatti preso la parola associazioni ambientaliste, operatori economici, rappresentanti dell’Università di Sassari e di Forestas, comitati di borgata, cittadine e cittadini. Un dibattito percepito come necessario e condiviso, che segna l’avvio di un percorso concreto di partecipazione.

La volontà sottolineata pubblicamente dall’unico consigliere regionale di Alghero è quella di inserire questo momento partecipativo nel percorso della nuova legge quadro sui parchi naturali regionali, su cui si sta già lavorando a Cagliari. «Dopo l’importante lavoro messo in campo dall’Assessorato regionale all’Ambiente il disegno di legge entrerà nella Commissione competente e sarà lì che lavoreremo con serietà e confronto – ha spiegato Di Nolfo –. La governance del territorio verrà rilanciata: il Comune di Alghero manterrà la maggioranza nell’assemblea e continuerà a esprimere il presidente del Parco. Su questo non c’è alcun dubbio».

In chiusura, il ringraziamento a chi si impegna per il territorio: «Chi ha un ruolo istituzionale ha il dovere di farlo. Ma il mio plauso va in particolare a chi, senza incarichi pubblici, sceglie ogni giorno di dedicare tempo ed energie alla propria comunità. È da qui che si costruisce il futuro del Parco». L’incontro di Alghero segna dunque l’inizio di un percorso politico istituzionale e partecipativo che punta a restituire centralità al territorio, rafforzando il ruolo di Alghero nella guida del Parco e aprendo una nuova fase di lavoro condiviso con la Regione.