Ceas Aperti, Parco di Molentargius protagonista: azioni e attività

CAGLIARI – Ogni ecosistema vive di relazioni. L’acqua disegna il suolo, ogni specie riconosce il proprio habitat, una scuola impara il territorio quando comincia a osservarlo. Da questa trama concreta prende forma CEAS Aperti 2026, la quinta edizione della manifestazione regionale presentata questa mattina nell’Edificio Sali Scelti del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline.

“INTERAZIONI – Trame di paesaggi, biodiversità e funzioni” è il nome scelto per rendere leggibili i legami che attraversano la natura e la vita delle comunità. Dal 24 settembre al 15 ottobre, cinquanta Centri di educazione all’ambiente e alla sostenibilità della Rete INFEAS – Informazione, formazione ed educazione ambientale e alla sostenibilità – apriranno questa prospettiva nei territori con 94 appuntamenti: 40 destinati alle scuole e 54 alla cittadinanza.

Il racconto della mattinata ha seguito la stessa trama, affidando a ogni voce una parte precisa. Stefano Secci, presidente del Consorzio Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ha portato lo sguardo del Parco, ente capofila. Matteo Muntoni, direttore generale dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, ha ricondotto il progetto alla strategia regionale dell’educazione ambientale. Enrico Orrù, direttore del Servizio sostenibilità ambientale, valutazione strategica e sistemi informativi (SVASI), ha illustrato la parte economica, le risorse disponibili e la loro articolazione. Lara Bassu, rappresentante del Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) “Molentargius aperto al mondo”, soggetto gestore del CEAS Molentargius, ha restituito attraverso un’esperienza concreta ciò che accade quando l’educazione ambientale cambia il modo di guardare un luogo.

La manifestazione è promossa nell’ambito della Rete INFEAS per rafforzare il sistema regionale di educazione all’ambiente e alla sostenibilità e valorizzare il ruolo dei CEAS nei territori. Il progetto è finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito della deliberazione della Giunta regionale n. 35/69 del 4 luglio 2025, Azione 1. Il Servizio sostenibilità ambientale, valutazione strategica e sistemi informativi (SVASI) cura il coordinamento della Rete INFEAS e definisce gli indirizzi della comunicazione; il coordinamento operativo è affidato al Consorzio Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, titolare del CEAS Molentargius ed ente capofila. Le risorse complessive ammontano a 200 mila euro.

Per il Parco di Molentargius, attraverso il CEAS Molentargius, l’edizione 2026 unisce il coordinamento delle attività diffuse all’organizzazione dell’appuntamento residenziale. Nelle parole del presidente Stefano Secci trovano spazio la responsabilità dell’ente capofila, la collaborazione con i CEAS e la scelta di investire sulla formazione degli operatori: «Il Parco di Molentargius è il custode di un patrimonio ambientale che abbiamo fuori dall’uscio di casa. Il ruolo dei CEAS, in particolare nell’ambito di CEAS APERTI, è quello di potenziare la consapevolezza dell’importanza della tutela ambientale, perché il rispetto della natura si trasforma in rispetto della salute delle persone, e quindi nel rispetto di noi stessi. »

Il calendario diffuso costituisce il cuore di CEAS Aperti. Ciascun Centro ha costruito almeno una giornata di attività secondo le caratteristiche del proprio contesto: laboratori, osservazioni sul campo, incontri e percorsi rivolti alla cittadinanza, alle scuole, ai docenti e agli operatori dei CEAS. Le iniziative condividono lo stesso orizzonte, trasversale ai Goal dell’Agenda 2030: comprendere come paesaggi, biodiversità, persone, specie e funzioni ecosistemiche dipendano gli uni dagli altri e come questa consapevolezza possa orientare gesti, scelte e pratiche di cura.

Alla prospettiva regionale e al valore di CEAS Aperti nel sistema dell’educazione ambientale è stato dedicato l’intervento di Matteo Muntoni, direttore generale dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente:

«Il titolo scelto quest’anno, “INTERAZIONI – Trame di paesaggi, biodiversità e funzioni”, richiama un principio fondamentale: in natura nulla è isolato e ogni elemento è parte di un sistema di relazioni. CEAS APERTI traduce concretamente questo concetto, grazie all’impegno della Regione per rafforzare l’educazione ambientale e la cultura della sostenibilità. Nel triennio 2025-2027 sono stati destinati 4,6 milioni di euro alla Rete regionale INFEAS, mentre per questa iniziativa sono stati stanziati 200 mila euro, che saliranno a 250 mila dalla prossima edizione. Un investimento che accompagna la crescita della rete dei CEAS, passati dai 42 del 2023 ai 59 di quest’anno, rafforzando la presenza dell’educazione alla sostenibilità nei territori e nelle comunità sarde per consolidare una rete di relazioni orientata alla sostenibilità.»

I CEAS svolgono così una funzione di cerniera nei territori. Rendono accessibili temi complessi, accompagnano le scuole e coinvolgono le comunità in esperienze concrete. La quinta edizione consolida questo lavoro e offre alla Rete INFEAS una narrazione unitaria, lasciando a ogni Centro la libertà di scegliere luoghi, orari e destinatari delle proprie proposte.

Dopo la comunicazione e il lancio di settembre e l’evento diffuso nei territori, il percorso proseguirà il 22 e 23 ottobre a Cagliari con l’evento residenziale ospitato nel Parco di Molentargius: il momento conclusivo di incontro, formazione e condivisione per la Rete INFEAS. Le due giornate saranno dedicate agli operatori dei CEAS e coinvolgeranno anche personale di ARPAS, Forestas e Corpo forestale. Una delle novità dell’edizione 2026 riguarda la formazione: le precedenti “Isole Vetrina”, dedicate alla presentazione delle esperienze dei singoli Centri, lasciano il posto a quattro laboratori nati dai temi emersi lo scorso anno. Gli incontri affronteranno metodologie didattiche inclusive; osservazione e lettura dell’ambiente; comunicazione e linguaggi; rapporto fra educazione ambientale e intelligenza artificiale. Saranno proposti in due sessioni, per permettere ai partecipanti di seguire più percorsi, e affiancati da momenti di confronto e da una visita al Parco.

Mulas e Selva: “Ripulita dai rifiuti l’area della banchina del Calich”

ALGHERO – È stata liberata dai rifiuti l’area situata nella zona del Calich, presso la banchina del Calich in via Laguna, nelle vicinanze del Ponte Romano di Fertilia, dove da tempo erano presenti materiali abbandonati, tra cui plastica, ferro e cartongesso e altrimateriali pericolosi.
L’intervento è stato possibile grazie all’interessamento del presidente della Commissione consiliare Ambiente, Christian Mulas, e dell’assessore all’Ambiente Raniero Selva, a seguito della segnalazione effettuata dall’associazione FIPSAS.
«Dopo aver ricevuto la segnalazione da parte dell’associazione  dichiara il presidente della Commissione Ambiente Christian Mulas  mi sono immediatamente attivato affinché il sito venisse liberato dai materiali abbandonati. Era necessario intervenire per restituire decoro e sicurezza a un’area frequentata dai bambini e dalle loro famiglie».
L’intervento è stato realizzato con il coinvolgimento dell’Ufficio Ecologico e del servizio Manutenzioni del Comune di Alghero, grazie al coordinamento dell’assessore Raniero Selva.
Particolarmente importante è stato il ruolo della FIPSAS, associazione che, attraverso la pesca sportiva promuove tra i bambini l’educazione, il rispetto dell’ambiente e la pratica sportiva. L’associazione dispone inoltre della concessione per lo svolgimento delle proprie attività nell’area.
«Ringrazio i bambini, i genitori e i responsabili della FIPSAS  aggiunge Mulas per aver segnalato una situazione che da tempo necessitava di attenzione. La loro sensibilità dimostra quanto sia importante il contributo delle associazioni che vivono quotidianamente il territorio».
Il presidente della Commissione Ambiente esprime infine un ringraziamento all’assessore Raniero Selva, all’Ufficio Ecologico e agli operatori della Manutenzione del Comune di Alghero per aver dato seguito alla segnalazione e consentito di liberare il sito.
«La collaborazione tra associazioni e amministrazione  conclude Mulas  è fondamentale per tutelare il nostro territorio. In questo caso abbiamo dato una risposta concreta a una segnalazione e restituito alla comunità un’area più decorosa e rispettosa del contesto ambientale del Calich».
Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambiente.

Importante accordo tra Parco di Porto Conte e Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna

ALGHERO – Sottoscritto un accordo di collaborazione per promuovere attività di informazione, formazione e divulgazione delle buone pratiche di fruizione degli ambienti naturali impervi. Con il primo incontro operativo è stata avviata la pianificazione  delle attività congiunte

È entrata nella fase operativa la collaborazione tra il Parco naturale regionale di Porto Conte e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Servizio regionale Sardegna. Lo scorso venerdì 11 settembre, presso la sede del Parco si è svolto il primo incontro operativo tra le rispettive direzioni, dando avvio alla definizione e pianificazione delle prime attività congiunte.

L’accordo di collaborazione, sottoscritto la scorsa primavera,  nasce dalla volontà di mettere a sistema le rispettive competenze, esperienze e professionalità allo scopo di promuovere il rispetto dell’ambiente naturale, favorire una fruizione consapevole del territorio e contribuire alla prevenzione degli incidenti negli ambienti montani, impervi e ipogei.

L’intesa prevede la realizzazione di iniziative di informazione, formazione ed educazione ambientale, con particolare attenzione alla diffusione delle buone pratiche per la fruizione consapevole degli ambienti naturali presenti all’interno del Parco, in modo particolare di quelli impervi ed ipogei. Azioni che consentiranno, inoltre, di far conoscere l’attività istituzionale del Soccorso Alpino e Speleologico e il ruolo che svolge quotidianamente con gli interventi di soccorso in ambiente impervio e nel campo della prevenzione.

Tra le prime attività congiunte individuate nel corso dell’incontro, assumono particolare rilievo i percorsi di educazione ambientale rivolti alle scuole di ogni ordine e grado. Grazie al coinvolgimento dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, gli studenti potranno approfondire i temi della sicurezza e delle buone pratiche per la frequentazione degli ambienti naturali e lo svolgimento delle attività outdoor. In programma anche l’organizzazione di eventi specifici, di rilievo regionale e nazionale, dedicati alla sicurezza in montagna, oltre alla realizzazione di materiali informativi finalizzati a diffondere la conoscenza delle corrette procedure per la richiesta di soccorso e delle principali modalità di intervento in caso di incidente in ambiente montano e ipogeo.

«La collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico della Sardegna per noi è strategica per avviare un percorso di fertilizzazione, informazione e divulgazione verso i nostri visitatori e le nuove generazioni per un approccio davvero consapevole ai nostri percorsi e ai luoghi naturali presenti nel nostro Parco che seppure meravigliosi e suggestivi possono nascondere insidie e pericoli se non  si conosce il corretto equipaggiamento con cui affrontarli e gli imprevisti potenziali che si potrebbero verificare», ha dichiarato Giulio Ermenegildo Maria Plastina, Direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte. Soddisfatto dell’accordo anche il presidente del Parco Emiliano Orrù: “Abbiamo sostenuto fortemente la formalizzazione di questo accordo come consiglio direttivo, proprio perché convinti che il miglior insegnamento e la migliore testimonianza di come occorra approcciarsi lungo i sentieri naturali debba provenire da coloro che materialmente ogni giorno sono chiamati a soccorrere chi poi si trova in pericolo, raccontando anche delle difficoltà che s’incontrano nelle fasi di recupero. Tutto ciò al fine di educare e prevenire.”

«Grazie a questa collaborazione, le parti metteranno in campo iniziative concrete per far conoscere la montagna, i suoi rischi e l’importanza di rispettarla. Fare prevenzione durante le attività outdoor è fondamentale per limitare i potenziali rischi e incidenti e ridurre le attivazioni della catena del soccorso. Questa collaborazione darà vita a progetti positivi dedicati soprattutto ai giovani, custodi del futuro della società», ha dichiarato Davide Farci, Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna.

“Il Parco di Porto Conte e’ di Alghero e non di altri potentati”

ALGHERO – “Chiediamo l’immediata convocazione della Commissione Ambiente, confidando nell’attenzione del presidente Christian Mulas, per discutere della bozza di modifica della legge regionale sui parchi e, in particolare, del futuro assetto del Parco di Porto Conte». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulle interlocuzioni in corso tra il sindaco Cacciotto e la Regione.

«Stiamo parlando di un ente fondamentale e sensibile per Alghero, che incide su ambiente, sviluppo, pianificazione, fruizione del territorio e futuro delle borgate. Non è accettabile che una modifica così delicata venga gestita attraverso interlocuzioni riservate, sottraendola al confronto democratico del Consiglio comunale e della città».

Per Fratelli d’Italia «sul tema si sono già levate voci critiche non solo dall’opposizione, ma anche dentro la stessa maggioranza, come dimostra la posizione espressa dal consigliere Martinelli. Questo conferma che la questione non può essere chiusa in un rapporto privato tra sindaco e Regione».

«Il fatto che l’Assemblea del Parco coincida con il Consiglio comunale rappresenta un’importante conquista della città di Alghero, ottenuta nella fase di elaborazione della legge regionale istitutiva del Parco. Una scelta allora fortemente voluta e largamente condivisa, per garantire che l’intera comunità locale, attraverso il suo organo di massima rappresentanza democratica, fosse pienamente coinvolta nelle decisioni riguardanti un’area strategica del proprio territorio».

«Il Piano del Parco e gli strumenti collegati hanno effetti sovraordinati su temi decisivi come tutela ambientale, sviluppo, attività economiche, fruizione turistica e gestione degli spazi. Per questo il controllo democratico non può essere indebolito».

«Se l’Amministrazione intende discutere modifiche alla governance del Parco, venga subito in Commissione, presenti la bozza, chiarisca obiettivi, contenuti e interlocuzioni avute con la Regione. Il Parco non è proprietà del sindaco né della Giunta: è patrimonio della città».

Grotta Verde ed Ecomuseo del Parco di Porto Conte: principali attrattori della Sardegna | video

ALGHERO – Grotta Verde ed Ecomuseo del Parco di Porto Conte si confermano tra i principali attrattori ambientali, naturalistici e turistici della Sardegna. Anche questa stagione, nonostante le ripetute ondate di calore che hanno certamente inciso sulle scelte dei visitatori, l’offerta dell’area protetta con sede a Casa Gioiosa continua a consolidarsi e a raccogliere interesse.
Sono sempre numerosi i visitatori stranieri che scelgono di vivere un’esperienza sempre più apprezzata e gradita. Nel mese di agosto, in particolare, a primeggiare sono gli italiani, seguiti da francesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, olandesi e rumeni. A questi si aggiunge una quota in crescita di visitatori provenienti dalle diverse parti dell’Isola, desiderosi di scoprire e apprezzare le bellezze del Parco di Porto Conte e, in particolare, della Grotta Verde. Dalla fine di giugno è stato attivato un nuovo modello di accoglienza e mobilità sostenibile con l’apertura dell’area di sosta adiacente a Casa Gioiosa. Un intervento fortemente voluto e realizzato grazie alla stretta sinergia tra Amministrazione comunale di Alghero, Parco di Porto Conte e Fondazione Alghero.
L’opera rappresenta una risposta concreta alle problematiche che da anni interessano il promontorio di Capo Caccia, sia sotto il profilo della sicurezza stradale sia sotto quello della tutela ambientale. L’obiettivo di ridurre l’impatto antropico in una delle aree naturalistiche più pregiate del Mediterraneo, migliorando al tempo stesso la fruibilità dei principali attrattori turistici del territorio, sta progressivamente diventando realtà.

Contestualmente all’apertura del parcheggio è stato attivato il nuovo servizio navetta, con corse quotidiane, dalle ore 8 alle ore 19, e collegamenti continui da e per il promontorio di Capo Caccia.  Il parcheggio è gratuito e consente a cittadini e turisti di lasciare comodamente il proprio veicolo e raggiungere le principali attrazioni dell’area attraverso il servizio navetta. Il costo del trasporto è di 5 euro a persona per andata e ritorno, mentre una speciale tariffa family prevede una spesa massima di 10 euro per nucleo familiare. Un’offerta integrata per vivere Capo Caccia in modo sostenibile. A disposizione dei visitatori ci sono inoltre ulteriori servizi a basso impatto ambientale, a partire dalla mobilità elettrica leggera, con biciclette e altri mezzi ecocompatibili. Si va così delineando un sistema integrato di accoglienza e mobilità che permette di vivere l’esperienza di Capo Caccia in maniera ancora più comoda, sicura e rispettosa dell’ambiente, contribuendo a ridurre progressivamente il traffico veicolare privato, eliminando così il pericolo incendi causato dalla massiccia presenza di auto e moto, in uno dei siti naturalistici più visitati della Sardegna, garantendo, così, anche massima sicurezza ai fruitori degli attrattori, ai lavoratori che si recano quotidianamente a Capo Caccia e all’ecosistema naturalistico esistente. Biglietti e informazioni anche nel porto di Alghero: a partire dal mese di agosto, alla biglietteria del parcheggio di Tramariglio e a quella all’interno di Casa Gioiosa si aggiunge anche un nuovo ticket office e info-point nel porto di Alghero. In banchina Dogana, tutti i giorni dalle ore 18 alle 22, è possibile acquistare i biglietti per la Grotta Verde e per tutti i siti del Parco di Porto Conte, oltre a ricevere informazioni e indicazioni sull’offerta naturalistica, ambientale e turistica dell’area protetta. Un ulteriore servizio pensato per rendere l’esperienza dei visitatori più semplice e organizzata, facilitando l’accesso alle diverse attrazioni del Parco già dal centro della città e offrendo un punto di riferimento diretto per conoscere le opportunità di visita e i servizi disponibili. L’insieme delle nuove modalità di accoglienza, mobilità e informazione conferma così l’impegno del Parco di Porto Conte e dei suoi partner istituzionali nel costruire un’offerta turistica sempre più accessibile, integrata e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico dell’area e, al tempo stesso, di tutelarlo per le generazioni future.

Punta Giglio, parcheggi o fascia taglia fuoco? Esposto alla Forestale

ALGHERO – “L’Associazione “Punta Giglio Libera. Ridiamo vita al Parco” interviene sulla trasformazione dell’area alla base del compendio di Punta Giglio, all’interno del Parco di Porto Conte e della Rete Natura 2000. L’intervento è stato autorizzato dal Provvedimento Unico SUAPE numero 6347 dello scorso 31 luglio 2026, il cui oggetto ufficiale è lo sfalcio vegetazionale per pulizia e costituzione di una fascia tagliafuoco. Oggi, tuttavia, sul terreno si presenta una situazione che merita un attento e rigoroso accertamento da parte delle autorità preposte.
Le immagini scattate prima e dopo l’intervento mostrano una superficie ampiamente priva della vegetazione originaria, regolarizzata e ricoperta di materiale granulare chiaro, attualmente utilizzata per la sosta di numerosi veicoli. Da qui nasce la domanda spontanea dell’Associazione, che chiede di verificare se il provvedimento autorizzasse soltanto lo sfalcio e la costituzione di una fascia tagliafuoco oppure se comprendesse anche le pesanti lavorazioni necessarie a trasformare la superficie in un’area stabilizzata destinata alla sosta delle auto. È proprio per rispondere a questo interrogativo che l’Associazione ha presentato un esposto formale al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, richiedendo un sopralluogo urgente e la verifica della corrispondenza tra quanto autorizzato sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul posto. Non si tratta di anticipare conclusioni affrettate sull’esistenza di un abuso, ma si chiede agli organi competenti di verificare gli eventuali profili edilizi, ambientali e forestali dell’intervento. Particolare attenzione viene posta sulla vegetazione presente ai margini della superficie, sulla rimozione della copertura vegetale spontanea, sulla movimentazione e sistemazione del terreno e sulla natura del materiale granulare utilizzato per il fondo stradale.
Parallelamente, l’Associazione ha presentato al Comune di Alghero un’istanza di Accesso Civico Generalizzato per acquisire l’intero fascicolo amministrativo e tecnico, compresi gli elaborati progettuali e cartografici. Tra gli aspetti che si intendono chiarire vi sono l’esatta situazione ante operam, la superficie realmente interessata dallo sfalcio, le lavorazioni sul terreno previste e la reale necessità antincendio della fascia. Si intende inoltre accertare se fossero previsti accessi carrabili, modifiche della viabilità o aree di sosta, quale documentazione sia stata trasmessa al Parco di Porto Conte, quale fosse l’atto che il Parco era chiamato a rendere nell’endoprocedimento e sulla base di quali presupposti il SUAPE abbia considerato acquisito il relativo assenso. Infine, si chiede di verificare se sia stata effettuata la verifica di assoggettabilità alla VInc.A. e quali valutazioni siano state effettuate sugli habitat e sugli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000. Il provvedimento individua infatti il Parco tra le amministrazioni coinvolte per le verifiche relative agli interventi in area protetta, ma dall’atto non emerge una sua determinazione espressa, dando invece conto della mancata trasmissione delle determinazioni e della conseguente acquisizione dell’assenso secondo il meccanismo del silenzio-assenso. È necessario quindi capire che cosa sia stato trasmesso al Parco, quale valutazione fosse richiesta e perché il suo silenzio sia stato considerato sufficiente alla conclusione del procedimento.
La prevenzione degli incendi è certamente una finalità importante, ma in un’area protetta e inserita nella Rete Natura 2000 occorre sapere perché quella specifica fascia tagliafuoco fosse necessaria, chi ne abbia individuato l’esigenza e quale istruttoria tecnica ne abbia determinato localizzazione, dimensioni e caratteristiche. E soprattutto occorre verificare il rapporto tra il titolo autorizzativo e ciò che oggi si trova sul terreno. L’Associazione non sta dicendo che il provvedimento abbia autorizzato un parcheggio, ma sta chiedendo di verificare se ciò che oggi vediamo sul terreno corrisponda a ciò che è stato effettivamente autorizzato. È questa la ragione dell’esposto al Corpo Forestale e della richiesta di accesso agli atti, perché a Punta Giglio non basta sapere che cosa c’è scritto in un provvedimento, ma bisogna poter verificare che cosa è stato progettato, che cosa è stato autorizzato e che cosa è stato effettivamente realizzato. Punta Giglio è patrimonio della collettività e le regole di tutela devono essere trasparenti e uguali per tutti”
Associazione Punta Giglio Libera

Parcheggio di Punta Giglio, Mulas e il Parco chiedono se è tutto legittimo

ALGHERO – Dopo la segnalazione, tramite nota stampa, arriva anche l’interrogazione. La firma è sempre di Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che chiede delucidazioni immediate sul neonato parcheggio alle pendici del compedio forestale di Punta Giglio. Area sempre al centro di polemiche, ma in maniera alternata.  Tale intervento vede anche la missiva del Parco di Porto Conte che col direttore Giulio Plastina chiede alla Forestale se vi siano irregolarità e se tutto quanto realizzato è a norma oppure no. Qualora non lo fosse, sono pronti a scattare i provvedimenti del caso. Certamente, anche questa vicenda, a prescindere da eventuali reponsabilità, evidenzia un diffuso lassismo nei vari interventi che si stanno realizzando nel territorio comunale di Alghero.

 

INTERROGAZIONE CONSILIARE  Realizzazione di una nuova area destinata a parcheggio in località Punta Giglio richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, procedimento amministrativo, tutela ambientale e trasformazione di un’area precedentemente destinata a fascia tagliafuoco. Il sottoscritto Christian Mulas, Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, PREMESSO CHE nelle ultime ore sono state segnalate importanti trasformazioni di un’area situata in località Punta Giglio, con la realizzazione di un’ampia superficie apparentemente destinata a parcheggio; nell’area risultano essere stati realizzati o installati elementi propri di un’area di sosta, tra cui segnaletica stradale, illuminazione, delimitazioni e altre opere funzionali alla fruizione del parcheggio; sarebbero inoltre stati effettuati interventi di movimentazione del terreno, sistemazione dell’area, modifiche alla vegetazione e alla macchia mediterranea, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e realizzazione o modifica di un accesso direttamente dalla viabilità esistente; tale trasformazione desta particolare attenzione in quanto l’area interessata sarebbe stata precedentemente individuata e utilizzata anche in relazione alla fascia tagliafuoco realizzata alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio, intervento che aveva assunto anche una funzione di sicurezza antincendio e di riduzione della sosta incontrollata delle autovetture lungo la strada; appare pertanto necessario comprendere se la nuova sistemazione abbia interessato, modificato, ristretto o eliminato, anche solo parzialmente, la precedente fascia tagliafuoco, e quali siano oggi le condizioni della stessa e la sua effettiva funzionalità ai fini della prevenzione e sicurezza antincendio; ATTESO CHE: Punta Giglio non può essere considerata una zona franca. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di un parcheggio, ma il modo in cui viene governato un territorio di straordinario valore ambientale e sottoposto a specifici vincoli di tutela. Se esiste un progetto regolarmente autorizzato, se sono stati acquisiti tutti i pareri e se tutte le procedure sono state rispettate, sarà sufficiente mettere gli atti a disposizione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Ma se, al contrario, emergessero interventi realizzati senza i necessari titoli o senza il rispetto delle procedure previste, sarà necessario individuare con chiarezza chi ha autorizzato, chi ha eseguito e chi avrebbe dovuto controllare. La tutela dell’ambiente, la sicurezza antincendio e la trasparenza amministrativa non possono essere principi applicati a seconda delle circostanze. CONSIDERATO CHE il Comune di Alghero ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di aree da destinare a parcheggi a servizio del litorale, comprendendo, per quanto risulta, anche le zone di Fertilia e Porticciolo; desta particolare interesse verificare se l’area oggi trasformata in parcheggio a Punta Giglio sia ricompresa tra quelle oggetto della manifestazione di interesse e, in caso affermativo, quale sia stato l’iter seguito dall’Amministrazione per la sua individuazione e destinazione; la trasformazione di un’area naturale o precedentemente destinata ad altra funzione in un parcheggio di rilevanti dimensioni non può prescindere dalla verifica della compatibilità urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e di sicurezza dell’intervento; Punta Giglio ricade in un contesto di particolare pregio naturalistico e ambientale e interessato da specifici regimi di tutela, compreso il sistema della Rete Natura 2000; proprio per la particolare sensibilità ambientale del sito, occorre verificare se gli interventi realizzati fossero soggetti a Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) o ad altri procedimenti di valutazione, autorizzazione o nulla osta; appare altresì necessario verificare quale sia stato il ruolo del Parco di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta e degli altri enti competenti nella fase preventiva rispetto alla realizzazione dell’intervento; è stato inoltre riferito della presenza sul posto del Corpo Forestale, che avrebbe effettuato rilievi e accertamenti, circostanza che, se confermata, rende ancora più importante conoscere l’esito degli eventuali controlli effettuati; RILEVATO CHE la realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni, con opere accessorie, accessi, segnaletica e illuminazione, non appare riconducibile a una semplice attività di manutenzione ordinaria dell’area, rendendo necessario conoscere quale sia il titolo amministrativo e progettuale alla base delle opere realizzate; TUTTO CIÒ PREMESSO INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per sapere: se l’Amministrazione comunale fosse preventivamente a conoscenza della realizzazione del nuovo parcheggio in località Punta Giglio; chi abbia richiesto, proposto o autorizzato la trasformazione dell’area in parcheggio e quale soggetto ne sia l’attuale gestore o utilizzatore; se esista un progetto formalmente presentato relativo alla realizzazione del parcheggio e, in caso affermativo, di conoscere gli estremi del progetto, il soggetto proponente, la data di presentazione e gli uffici/enti che lo hanno esaminato; quale sia il titolo amministrativo, urbanistico, edilizio o altro titolo autorizzativo sulla base del quale sono state realizzate le opere; se siano state acquisite tutte le autorizzazioni, concessioni, nulla osta e pareri previsti dalla normativa vigente; se sia stata convocata una Conferenza di Servizi e, in caso affermativo: in quale data; da quale amministrazione; quali enti siano stati invitati; quali enti abbiano partecipato; quali determinazioni siano state assunte; se sia stata presentata o richiesta la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) e, qualora non fosse necessaria, sulla base di quale valutazione tecnica e normativa sia stata esclusa; se il Parco di Porto Conte sia stato preventivamente informato del progetto e coinvolto nel procedimento, e se abbia espresso pareri, autorizzazioni o nulla osta; se siano stati interessati, per quanto di competenza, Corpo Forestale, enti competenti in materia di prevenzione incendi, uffici paesaggistici e ambientali e quali siano stati gli eventuali pareri o prescrizioni espressi; se gli interventi abbiano interessato la precedente fascia tagliafuoco di Punta Giglio, modificandone superficie, larghezza, tracciato o funzionalità; in caso affermativo, chi abbia autorizzato la modifica o l’eliminazione, anche parziale, della fascia tagliafuoco e quali siano oggi le misure alternative adottate per garantire la sicurezza antincendio dell’area; se siano stati effettuati sbancamenti, movimenti di terra o interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea e, in caso affermativo, con quale autorizzazione; chi abbia autorizzato lo spostamento dei dissuasori in cemento precedentemente presenti nell’area; chi abbia autorizzato la realizzazione o modifica del nuovo accesso dalla strada e se siano state effettuate le necessarie verifiche sulla sicurezza della viabilità; chi abbia autorizzato e realizzato l’illuminazione e la segnaletica stradale installate nell’area; se l’area oggi destinata a parcheggio sia ricompresa nell’avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo all’individuazione di aree destinate a parcheggi a servizio del litorale di Alghero, e quale sia stato l’esito della procedura relativamente a tale area; se esista un contratto, una convenzione, una concessione o altro accordo tra il Comune e il soggetto che utilizza o gestisce l’area; se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali prima, durante o dopo la realizzazione delle opere e quali risultanze siano emerse; se l’Amministrazione sia a conoscenza degli eventuali accertamenti effettuati dal Corpo Forestale e, qualora tali accertamenti siano stati trasmessi al Comune, quale sia il loro esito; infine, se il Sindaco e la Giunta intendano acquisire e rendere disponibili al Consiglio comunale tutti gli atti relativi alla realizzazione del parcheggio, comprese autorizzazioni, progetti, pareri, verbali della Conferenza di Servizi, eventuale documentazione VIncA, nulla osta del Parco e ogni altro atto amministrativo connesso alla trasformazione dell’area. SI CHIEDE INOLTRE che l’Amministrazione chiarisca come sia stato possibile passare, in un arco temporale estremamente breve, da un’area precedentemente interessata dalla funzione di fascia tagliafuoco a una superficie di parcheggio di rilevanti dimensioni, dotata di accessi, segnaletica e illuminazione, indicando con precisione tutti i passaggi amministrativi che hanno consentito tale trasformazione. Si chiede, infine, che la questione venga portata all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente, e Parco di Porto Conte, affinché possano essere esaminati gli atti e ascoltati, per quanto di competenza, gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento. Christian Mulas Consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte.

“Altro che notti di qualità, spiagge trasformate in pattumiere”

Quando manca il rispetto, finisce tutto. Anche le feste». È la denuncia del presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas, che questa mattina stigmatizza con fermezza le condizioni in cui sono state lasciate alcune delle spiagge di Alghero dopo i festeggiamenti di Ferragosto.
«Quello che ci siamo trovati davanti stamattina è una vergogna denuncia Mulas . Le nostre spiagge, che dovrebbero essere un patrimonio da custodire e rispettare, sono state trasformate da alcuni incivili in una discarica a cielo aperto. Rifiuti, sporcizia e materiali abbandonati ovunque: è un vero e proprio delitto contro la natura, contro la nostra città e contro tutti gli algheresi».
Particolarmente grave, sottolinea il presidente della Commissione Ambiente, la situazione riscontrata nella spiaggia di San Giovanni e nella pineta, dove sono stati lasciati rifiuti e sono stati arrecati danni agli spazi pubblici.
«È inaccettabile che dopo una giornata di festa siano gli operatori ecologici a dover intervenire per rimediare ai comportamenti di persone che evidentemente non hanno alcun rispetto per il bene comune. Questa mattina diversi operatori sono al lavoro per ripulire e sistemare i danni provocati da veri e propri maleducati che, dopo essersi divertiti sulle nostre spiagge, hanno pensato bene di lasciare dietro di sé una montagna di rifiuti».
Mulas rivolge quindi un appello alla cittadinanza e a tutti coloro che frequentano il litorale algherese: «Le spiagge non sono proprietà di qualcuno, sono di tutti. Rispettarle significa rispettare noi stessi, i nostri figli e il futuro della nostra città. Non possiamo accettare che il divertimento di pochi si trasformi nel disagio e nel lavoro degli altri».
«Ringrazio gli operatori ecologici che anche oggi, mentre molti stanno ancora trascorrendo la giornata di Ferragosto, sono impegnati a ripristinare il decoro delle nostre spiagge. Ma non possiamo continuare a pensare che la soluzione sia sempre e soltanto pulire ciò che altri sporcano. Serve più educazione, più senso civico e, dove necessario, maggiori controlli e sanzioni».
Il presidente conclude con un messaggio netto: «Alghero merita rispetto. Il mare, la pineta, le spiagge e l’ambiente non possono essere trattati come una discarica dopo una festa. Divertirsi è un diritto, sporcare e vandalizzare no. Quello che è successo dopo Ferragosto non deve diventare la normalità».

“Campi boe e non solo, la Politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale”

ALGHERO – “In questi giorni il dibattito politico cittadino è tornato a concentrarsi sul progetto dei campi boe dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, accompagnato da alcune ricostruzioni che rischiano di alterare la realtà dei fatti.

Nella nostra qualità di ex componenti del Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte riteniamo doveroso contribuire a riportare la discussione sui binari della correttezza storica e amministrativa, ricordando il percorso effettivo seguito dai progetti.

Il primo intervento, relativo alla realizzazione di 60 boe, nasce da una proposta avanzata dal Direttivo del Parco presieduto da Gavino Scala, durante la consiliatura guidata dal sindaco Mario Bruno. Quel progetto venne successivamente finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito del programma comunitario P.O. FESR Sardegna 2014-2020, attraverso l’Azione 6.5.1 collegata al Prioritized Action Framework.

Il secondo intervento, che prevedeva un ulteriore ampliamento del sistema degli ormeggi, è stato invece finanziato nel 2023 attraverso le risorse del PNRR.

È importante ricordare che entrambi i progetti sono stati inseriti negli strumenti di programmazione economico-finanziaria del Parco di Porto Conte e precisamente in tre bilanci previsionali e in due successive variazioni di bilancio. Gli atti sono stati sottoposti agli organi competenti e approvati nel corso degli anni attraverso i normali procedimenti amministrativi.

Dalla documentazione relativa alle sedute dell’Assemblea del Parco emerge che tali provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole della maggioranza allora alla guida dell’amministrazione e che non vi furono, salvo specifiche eccezioni negli ultimi anni e in prossimità delle elezioni comunali, significative prese di posizione contrarie da parte delle forze politiche presenti in Consiglio.

Per questo motivo sorprendono alcune prese di distanza successive e alcune ricostruzioni che sembrano attribuire ad altri responsabilità esclusive per scelte che, invece, sono state conosciute, discusse e accompagnate nel tempo da più amministrazioni e da diversi rappresentanti politici.

La politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’aver sostenuto un progetto quando si riteneva che rappresentasse una scelta utile alla tutela ambientale e alla corretta gestione di un’area di grande pregio naturalistico. Allo stesso modo, non c’è nulla di cui vergognarsi nel ritenere oggi necessario un diverso equilibrio tra tutela ambientale, fruizione del territorio e salvaguardia delle attività economiche.

Ciò che non è condivisibile è cercare oggi di riscrivere la storia degli atti amministrativi o scaricare su altri decisioni che hanno seguito un percorso pubblico, trasparente e condiviso.

Il confronto politico è legittimo, così come è legittimo rivedere le proprie valutazioni. Ma il confronto deve partire dalla verità dei fatti e dal rispetto della documentazione amministrativa”

Raimondo Tillocca
Adriano Grossi
Pasqualina Bardino

“Campo Boe in Commissione: clima di grande collaborazione e intesa per il bene di tutti”

ALGHERO – Nella giornata di ieri, presso Villa Maria Pia, si è riunita la Commissione Consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, convocata dal presidente Christian Mulas, per affrontare il tema del progetto del campo boe e le prospettive di gestione condivisa dell’Area Marina Protetta.
Alla seduta hanno preso parte il vicesindaco e assessore Francesco Marinaro, il presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, il direttore del Parco Giulio Maria Plastina, oltre ai commissari di maggioranza e opposizione e a una rappresentanza del Comitato “No al Campo Boe”.
Aprendo i lavori, il presidente Christian Mulas ha ricordato il percorso svolto dalla Commissione Ambiente negli ultimi sette anni, sottolineando come il lavoro sia sempre stato improntato alla collaborazione con il Parco di Porto Conte, con le associazioni e con tutti i soggetti coinvolti nelle politiche ambientali del territorio.
“Il lavoro della Commissione Ambiente parla da sé ha dichiaratoil presidenteMulas. In questi anni abbiamo sempre dato ascolto ai cittadini e affrontato con serietà tutte le questioni che riguardano l’ambiente e la tutela dell’ecosistema. Anche oggi il nostro obiettivo è quello di favorire un confronto propositivo e costruttivo, mettendo al centro il bene del territorio.”
Nel suo intervento introduttivo, il presidente ha evidenziato come il progetto del campo boe abbia suscitato un ampio dibattito, soprattutto per le modalità con cui è stato presentato e per la mancanza di un adeguato percorso di condivisione.
“Oggi abbiamo il dovere di lavorare uniti, maggioranza e opposizione, per capire come migliorare questa iniziativa, tutelando l’ambiente e, allo stesso tempo, gli interessi del territorio. Il compito della Commissione è quello di approfondire il progetto e individuare soluzioni capaci di conciliare la salvaguardia dell’ecosistema con le esigenze dei cittadini, degli operatori e di tutti i portatori di interesse.”
Il presidente Christian Mulas ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a tutti i commissari, evidenziando il clima di responsabilità che ha caratterizzato il confronto.
“Desidero rivolgere un plauso a tutti i componenti della Commissione. Ciascuno, con il proprio contributo, ha partecipato a un dibattito serio e approfondito. Anche i commissari di opposizione hanno offerto un apporto importante e, pur attraverso un confronto acceso, si è riusciti a raggiungere un’intesa condivisa nell’interesse della comunità.”
“Nel corso della seduta sono stati affrontati e condivisi diversi punti operativi relativi alla gestione del progetto del campo boe. In particolare è stato illustrato che: sono state esaminate le attività attualmente in essere; è stata prevista la redistribuzione del poligono di Porto Conte; sarà aumentato il limite di vento per l’utilizzo delle boe, portandolo fino a 35 nodi;
verranno utilizzati cavi tarozzati per ampliare gli spazi destinati al libero ancoraggio;
al termine della stagione estiva si procederà alla rimodulazione dei campi boe attraverso un percorso condiviso con tutti i portatori di interesse; entro il mese di agosto sarà riconvocata la Commissione Ambiente per avviare la discussione sul disciplinare relativo alla stagione 2026.
La Commissione conferma così la volontà di proseguire il proprio lavoro nel segno del dialogo, della trasparenza e della partecipazione, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che garantiscano la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dell’Area Marina Protetta e lo sviluppo sostenibile del territorio”, cosi il presidente Mulas.