SASSARI – Tre storie da ricostruire, tre podcast realizzati dagli studenti, una domanda da cui partire: che cosa serve per tornare a desiderare il futuro? Genera Festival 2026 porta questa riflessione tra Sassari e Alghero. Dal 1° al 5 ottobre giornalisti e autori si incontreranno con il pubblico in biblioteche, teatri e altri spazi delle due città per parlare di ambiente e diritti. Tra reportage d’inchiesta, libri e podcast, il festival darà spazio alle domande dei giovani e alle loro idee per il futuro. Il festival si apre con un’anteprima a Sassari, mercoledì 30 settembre alle 18, alla Biblioteca Universitaria di Piazza Fiume dove Emanuela Pala presenterà il suo libro Ostinata umanità. A bordo della Global Sumud Flotilla in dialogo con il giornalista Giampaolo Cassitta. Giovedì 1° ottobre la parola passa agli studenti. Infatti alle 10, nella Biblioteca Comunale di Piazza Tola, presenteranno dei podcast realizzati nelle officine narrative del festival con il supporto di professionisti dell’informazione quali sono Gabriella Simoni, Giampaolo Cassitta, Pier Luigi Piredda, Pier Giorgio Pinna, Daniela Scano e Manuel Soro. Alle 15 è in programma un trekking letterario nel centro storico di Sassari e nel pomeriggio proseguirà, sempre nella stessa biblioteca alle 17.30, con Gabriella Simoni e il suo Non solo maranzine. Alle 18.30 Tiziana Ribichesu e Pasquale Alfieri, in dialogo con Andrea Frigo, presenteranno Onde e cavalli vapore – Come il servizio pubblico radiotelevisivo ha messo in moto il Paese. Alle 19.30 Gaia Piccardi parlerà di Piovuto dal cielo. Come Jannik Sinner sta cambiando la storia del tennis insieme ad Andrea Sini. «Ci siamo chiesti se i giovani abbiano davvero smesso di desiderare. Nei podcast che hanno costruito abbiamo trovato una risposta: vogliono capire, fare domande e scoprire le storie dietro le notizie. Hanno lavorato su tre vicende forti, dal pestaggio di San Sebastiano all’uccisione della dottoressa Monica Moretti, fino alla scomparsa dell’elicottero Volpe 132. Ascoltarli sarà uno dei momenti più importanti del festival», spiega Giampaolo Cassitta, direttore artistico. Venerdì 2 ottobre il festival farà tappa ad Alghero, nel Parco di Porto Conte. La mattina sono in programma le visite alla Grotta Verde e al Museo Antoine de Saint-Exupéry. Nel pomeriggio gli appuntamenti proseguiranno a Casa Gioiosa, in località Tramariglio, con lo spettacolo immersivo Sogni di libertà e un incontro dedicato alle rotte del futuro con Simona Tedesco, Marco Cattaneo, Gabriella Simoni, Emanuela Pala e Marzio G. Mian. La giornata si concluderà alle 21 con uno show cooking in omaggio a Grazia Deledda. Casa Gioiosa, sede del Parco Regionale di Porto Conte, ospita anche la mostra Nostro Fratello d’Assisi. Storia di una esperienza di Dio. San Francesco a fumetti. Organizzata per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e curata da padre Stefano Gorla e Paolo Guiducci, riunisce tavole di autori tra cui Dino Battaglia, John Buscema, Altan, Gianni De Luca, Giorgio Trevisan e Luca Salvagno. Sarà visitabile fino al 10 ottobre 2026, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 17, con ultimo ingresso alle 16. Sabato 3 ottobre il festival farà tappa in libreria, a partire dalle ore 11, con un laboratorio alla Cyrano di Alghero. Alle 18, al Teatro Civico, si terrà la cerimonia del Premio Giornalistico della Sardegna, condotta da Tiziana Ribichesu che quest’anno riconosce il lavoro di Marzio G. Mian, Andrea Vianello, Marco Cattaneo, Silvia Vecchini e Sualzo, Giovanni Fancello, Attilio Mastino, Emanuela Pala e Maria Gianniti. A seguire Polyphony of Stones ( La polifonia delle Pietre) progetto musicale ideato dal sassofonista jazz Enzo Favata insieme ai Tenores di Bitti. La serata proseguirà alle Tenute Delogu con un omaggio musicale dedicato a Ornella Vanoni presentato da Elisa Carta accompagnata dalla chitarra di Francesco Ogana. «Abbiamo premiato chi sceglie di essere presente dove accadono i fatti, anche quando raccontarli comporta dei rischi. Lo sguardo, la sensibilità e la coscienza di un giornalista danno alle notizie un valore che nessuna tecnologia può sostituire», afferma Gianni Garrucciu, presidente della giuria. Il festival si concluderà a Sassari lunedì 5 ottobre alle 18, alla Biblioteca Universitaria, con l’incontro “Navigare alla ricerca dell’essenziale per generare futuro” dove Andrea Vianello presenterà il suo libro I figli si baciano di notte in dialogo con Gianni Garrucciu. L’evento è promosso da Genera Associazione Culturale con il sostegno della Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna, Camera di Commercio di Sassari attraverso Salute & Trigu, Comune di Sassari, Città di Alghero e Fondazione Alghero
AMBIENTE
Ceas Aperti, Parco di Molentargius protagonista: azioni e attività
CAGLIARI – Ogni ecosistema vive di relazioni. L’acqua disegna il suolo, ogni specie riconosce il proprio habitat, una scuola impara il territorio quando comincia a osservarlo. Da questa trama concreta prende forma CEAS Aperti 2026, la quinta edizione della manifestazione regionale presentata questa mattina nell’Edificio Sali Scelti del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline.
“INTERAZIONI – Trame di paesaggi, biodiversità e funzioni” è il nome scelto per rendere leggibili i legami che attraversano la natura e la vita delle comunità. Dal 24 settembre al 15 ottobre, cinquanta Centri di educazione all’ambiente e alla sostenibilità della Rete INFEAS – Informazione, formazione ed educazione ambientale e alla sostenibilità – apriranno questa prospettiva nei territori con 94 appuntamenti: 40 destinati alle scuole e 54 alla cittadinanza.
Il racconto della mattinata ha seguito la stessa trama, affidando a ogni voce una parte precisa. Stefano Secci, presidente del Consorzio Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ha portato lo sguardo del Parco, ente capofila. Matteo Muntoni, direttore generale dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, ha ricondotto il progetto alla strategia regionale dell’educazione ambientale. Enrico Orrù, direttore del Servizio sostenibilità ambientale, valutazione strategica e sistemi informativi (SVASI), ha illustrato la parte economica, le risorse disponibili e la loro articolazione. Lara Bassu, rappresentante del Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) “Molentargius aperto al mondo”, soggetto gestore del CEAS Molentargius, ha restituito attraverso un’esperienza concreta ciò che accade quando l’educazione ambientale cambia il modo di guardare un luogo.
La manifestazione è promossa nell’ambito della Rete INFEAS per rafforzare il sistema regionale di educazione all’ambiente e alla sostenibilità e valorizzare il ruolo dei CEAS nei territori. Il progetto è finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito della deliberazione della Giunta regionale n. 35/69 del 4 luglio 2025, Azione 1. Il Servizio sostenibilità ambientale, valutazione strategica e sistemi informativi (SVASI) cura il coordinamento della Rete INFEAS e definisce gli indirizzi della comunicazione; il coordinamento operativo è affidato al Consorzio Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, titolare del CEAS Molentargius ed ente capofila. Le risorse complessive ammontano a 200 mila euro.
Per il Parco di Molentargius, attraverso il CEAS Molentargius, l’edizione 2026 unisce il coordinamento delle attività diffuse all’organizzazione dell’appuntamento residenziale. Nelle parole del presidente Stefano Secci trovano spazio la responsabilità dell’ente capofila, la collaborazione con i CEAS e la scelta di investire sulla formazione degli operatori: «Il Parco di Molentargius è il custode di un patrimonio ambientale che abbiamo fuori dall’uscio di casa. Il ruolo dei CEAS, in particolare nell’ambito di CEAS APERTI, è quello di potenziare la consapevolezza dell’importanza della tutela ambientale, perché il rispetto della natura si trasforma in rispetto della salute delle persone, e quindi nel rispetto di noi stessi. »
Il calendario diffuso costituisce il cuore di CEAS Aperti. Ciascun Centro ha costruito almeno una giornata di attività secondo le caratteristiche del proprio contesto: laboratori, osservazioni sul campo, incontri e percorsi rivolti alla cittadinanza, alle scuole, ai docenti e agli operatori dei CEAS. Le iniziative condividono lo stesso orizzonte, trasversale ai Goal dell’Agenda 2030: comprendere come paesaggi, biodiversità, persone, specie e funzioni ecosistemiche dipendano gli uni dagli altri e come questa consapevolezza possa orientare gesti, scelte e pratiche di cura.
Alla prospettiva regionale e al valore di CEAS Aperti nel sistema dell’educazione ambientale è stato dedicato l’intervento di Matteo Muntoni, direttore generale dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente:
«Il titolo scelto quest’anno, “INTERAZIONI – Trame di paesaggi, biodiversità e funzioni”, richiama un principio fondamentale: in natura nulla è isolato e ogni elemento è parte di un sistema di relazioni. CEAS APERTI traduce concretamente questo concetto, grazie all’impegno della Regione per rafforzare l’educazione ambientale e la cultura della sostenibilità. Nel triennio 2025-2027 sono stati destinati 4,6 milioni di euro alla Rete regionale INFEAS, mentre per questa iniziativa sono stati stanziati 200 mila euro, che saliranno a 250 mila dalla prossima edizione. Un investimento che accompagna la crescita della rete dei CEAS, passati dai 42 del 2023 ai 59 di quest’anno, rafforzando la presenza dell’educazione alla sostenibilità nei territori e nelle comunità sarde per consolidare una rete di relazioni orientata alla sostenibilità.»
I CEAS svolgono così una funzione di cerniera nei territori. Rendono accessibili temi complessi, accompagnano le scuole e coinvolgono le comunità in esperienze concrete. La quinta edizione consolida questo lavoro e offre alla Rete INFEAS una narrazione unitaria, lasciando a ogni Centro la libertà di scegliere luoghi, orari e destinatari delle proprie proposte.
Dopo la comunicazione e il lancio di settembre e l’evento diffuso nei territori, il percorso proseguirà il 22 e 23 ottobre a Cagliari con l’evento residenziale ospitato nel Parco di Molentargius: il momento conclusivo di incontro, formazione e condivisione per la Rete INFEAS. Le due giornate saranno dedicate agli operatori dei CEAS e coinvolgeranno anche personale di ARPAS, Forestas e Corpo forestale. Una delle novità dell’edizione 2026 riguarda la formazione: le precedenti “Isole Vetrina”, dedicate alla presentazione delle esperienze dei singoli Centri, lasciano il posto a quattro laboratori nati dai temi emersi lo scorso anno. Gli incontri affronteranno metodologie didattiche inclusive; osservazione e lettura dell’ambiente; comunicazione e linguaggi; rapporto fra educazione ambientale e intelligenza artificiale. Saranno proposti in due sessioni, per permettere ai partecipanti di seguire più percorsi, e affiancati da momenti di confronto e da una visita al Parco.
Mulas e Selva: “Ripulita dai rifiuti l’area della banchina del Calich”
Importante accordo tra Parco di Porto Conte e Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna
ALGHERO – Sottoscritto un accordo di collaborazione per promuovere attività di informazione, formazione e divulgazione delle buone pratiche di fruizione degli ambienti naturali impervi. Con il primo incontro operativo è stata avviata la pianificazione delle attività congiunte
È entrata nella fase operativa la collaborazione tra il Parco naturale regionale di Porto Conte e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Servizio regionale Sardegna. Lo scorso venerdì 11 settembre, presso la sede del Parco si è svolto il primo incontro operativo tra le rispettive direzioni, dando avvio alla definizione e pianificazione delle prime attività congiunte.
L’accordo di collaborazione, sottoscritto la scorsa primavera, nasce dalla volontà di mettere a sistema le rispettive competenze, esperienze e professionalità allo scopo di promuovere il rispetto dell’ambiente naturale, favorire una fruizione consapevole del territorio e contribuire alla prevenzione degli incidenti negli ambienti montani, impervi e ipogei.
L’intesa prevede la realizzazione di iniziative di informazione, formazione ed educazione ambientale, con particolare attenzione alla diffusione delle buone pratiche per la fruizione consapevole degli ambienti naturali presenti all’interno del Parco, in modo particolare di quelli impervi ed ipogei. Azioni che consentiranno, inoltre, di far conoscere l’attività istituzionale del Soccorso Alpino e Speleologico e il ruolo che svolge quotidianamente con gli interventi di soccorso in ambiente impervio e nel campo della prevenzione.
Tra le prime attività congiunte individuate nel corso dell’incontro, assumono particolare rilievo i percorsi di educazione ambientale rivolti alle scuole di ogni ordine e grado. Grazie al coinvolgimento dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, gli studenti potranno approfondire i temi della sicurezza e delle buone pratiche per la frequentazione degli ambienti naturali e lo svolgimento delle attività outdoor. In programma anche l’organizzazione di eventi specifici, di rilievo regionale e nazionale, dedicati alla sicurezza in montagna, oltre alla realizzazione di materiali informativi finalizzati a diffondere la conoscenza delle corrette procedure per la richiesta di soccorso e delle principali modalità di intervento in caso di incidente in ambiente montano e ipogeo.
«La collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico della Sardegna per noi è strategica per avviare un percorso di fertilizzazione, informazione e divulgazione verso i nostri visitatori e le nuove generazioni per un approccio davvero consapevole ai nostri percorsi e ai luoghi naturali presenti nel nostro Parco che seppure meravigliosi e suggestivi possono nascondere insidie e pericoli se non si conosce il corretto equipaggiamento con cui affrontarli e gli imprevisti potenziali che si potrebbero verificare», ha dichiarato Giulio Ermenegildo Maria Plastina, Direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte. Soddisfatto dell’accordo anche il presidente del Parco Emiliano Orrù: “Abbiamo sostenuto fortemente la formalizzazione di questo accordo come consiglio direttivo, proprio perché convinti che il miglior insegnamento e la migliore testimonianza di come occorra approcciarsi lungo i sentieri naturali debba provenire da coloro che materialmente ogni giorno sono chiamati a soccorrere chi poi si trova in pericolo, raccontando anche delle difficoltà che s’incontrano nelle fasi di recupero. Tutto ciò al fine di educare e prevenire.”
«Grazie a questa collaborazione, le parti metteranno in campo iniziative concrete per far conoscere la montagna, i suoi rischi e l’importanza di rispettarla. Fare prevenzione durante le attività outdoor è fondamentale per limitare i potenziali rischi e incidenti e ridurre le attivazioni della catena del soccorso. Questa collaborazione darà vita a progetti positivi dedicati soprattutto ai giovani, custodi del futuro della società», ha dichiarato Davide Farci, Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna.
“Il Parco di Porto Conte e’ di Alghero e non di altri potentati”
ALGHERO – “Chiediamo l’immediata convocazione della Commissione Ambiente, confidando nell’attenzione del presidente Christian Mulas, per discutere della bozza di modifica della legge regionale sui parchi e, in particolare, del futuro assetto del Parco di Porto Conte». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulle interlocuzioni in corso tra il sindaco Cacciotto e la Regione.
«Stiamo parlando di un ente fondamentale e sensibile per Alghero, che incide su ambiente, sviluppo, pianificazione, fruizione del territorio e futuro delle borgate. Non è accettabile che una modifica così delicata venga gestita attraverso interlocuzioni riservate, sottraendola al confronto democratico del Consiglio comunale e della città».
Per Fratelli d’Italia «sul tema si sono già levate voci critiche non solo dall’opposizione, ma anche dentro la stessa maggioranza, come dimostra la posizione espressa dal consigliere Martinelli. Questo conferma che la questione non può essere chiusa in un rapporto privato tra sindaco e Regione».
«Il fatto che l’Assemblea del Parco coincida con il Consiglio comunale rappresenta un’importante conquista della città di Alghero, ottenuta nella fase di elaborazione della legge regionale istitutiva del Parco. Una scelta allora fortemente voluta e largamente condivisa, per garantire che l’intera comunità locale, attraverso il suo organo di massima rappresentanza democratica, fosse pienamente coinvolta nelle decisioni riguardanti un’area strategica del proprio territorio».
«Il Piano del Parco e gli strumenti collegati hanno effetti sovraordinati su temi decisivi come tutela ambientale, sviluppo, attività economiche, fruizione turistica e gestione degli spazi. Per questo il controllo democratico non può essere indebolito».
«Se l’Amministrazione intende discutere modifiche alla governance del Parco, venga subito in Commissione, presenti la bozza, chiarisca obiettivi, contenuti e interlocuzioni avute con la Regione. Il Parco non è proprietà del sindaco né della Giunta: è patrimonio della città».
Grotta Verde ed Ecomuseo del Parco di Porto Conte: principali attrattori della Sardegna | video
Contestualmente all’apertura del parcheggio è stato attivato il nuovo servizio navetta, con corse quotidiane, dalle ore 8 alle ore 19, e collegamenti continui da e per il promontorio di Capo Caccia. Il parcheggio è gratuito e consente a cittadini e turisti di lasciare comodamente il proprio veicolo e raggiungere le principali attrazioni dell’area attraverso il servizio navetta. Il costo del trasporto è di 5 euro a persona per andata e ritorno, mentre una speciale tariffa family prevede una spesa massima di 10 euro per nucleo familiare. Un’offerta integrata per vivere Capo Caccia in modo sostenibile. A disposizione dei visitatori ci sono inoltre ulteriori servizi a basso impatto ambientale, a partire dalla mobilità elettrica leggera, con biciclette e altri mezzi ecocompatibili. Si va così delineando un sistema integrato di accoglienza e mobilità che permette di vivere l’esperienza di Capo Caccia in maniera ancora più comoda, sicura e rispettosa dell’ambiente, contribuendo a ridurre progressivamente il traffico veicolare privato, eliminando così il pericolo incendi causato dalla massiccia presenza di auto e moto, in uno dei siti naturalistici più visitati della Sardegna, garantendo, così, anche massima sicurezza ai fruitori degli attrattori, ai lavoratori che si recano quotidianamente a Capo Caccia e all’ecosistema naturalistico esistente. Biglietti e informazioni anche nel porto di Alghero: a partire dal mese di agosto, alla biglietteria del parcheggio di Tramariglio e a quella all’interno di Casa Gioiosa si aggiunge anche un nuovo ticket office e info-point nel porto di Alghero. In banchina Dogana, tutti i giorni dalle ore 18 alle 22, è possibile acquistare i biglietti per la Grotta Verde e per tutti i siti del Parco di Porto Conte, oltre a ricevere informazioni e indicazioni sull’offerta naturalistica, ambientale e turistica dell’area protetta. Un ulteriore servizio pensato per rendere l’esperienza dei visitatori più semplice e organizzata, facilitando l’accesso alle diverse attrazioni del Parco già dal centro della città e offrendo un punto di riferimento diretto per conoscere le opportunità di visita e i servizi disponibili. L’insieme delle nuove modalità di accoglienza, mobilità e informazione conferma così l’impegno del Parco di Porto Conte e dei suoi partner istituzionali nel costruire un’offerta turistica sempre più accessibile, integrata e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico dell’area e, al tempo stesso, di tutelarlo per le generazioni future.
Punta Giglio, parcheggi o fascia taglia fuoco? Esposto alla Forestale
Parcheggio di Punta Giglio, Mulas e il Parco chiedono se è tutto legittimo
ALGHERO – Dopo la segnalazione, tramite nota stampa, arriva anche l’interrogazione. La firma è sempre di Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che chiede delucidazioni immediate sul neonato parcheggio alle pendici del compedio forestale di Punta Giglio. Area sempre al centro di polemiche, ma in maniera alternata. Tale intervento vede anche la missiva del Parco di Porto Conte che col direttore Giulio Plastina chiede alla Forestale se vi siano irregolarità e se tutto quanto realizzato è a norma oppure no. Qualora non lo fosse, sono pronti a scattare i provvedimenti del caso. Certamente, anche questa vicenda, a prescindere da eventuali reponsabilità, evidenzia un diffuso lassismo nei vari interventi che si stanno realizzando nel territorio comunale di Alghero.
INTERROGAZIONE CONSILIARE Realizzazione di una nuova area destinata a parcheggio in località Punta Giglio richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, procedimento amministrativo, tutela ambientale e trasformazione di un’area precedentemente destinata a fascia tagliafuoco. Il sottoscritto Christian Mulas, Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, PREMESSO CHE nelle ultime ore sono state segnalate importanti trasformazioni di un’area situata in località Punta Giglio, con la realizzazione di un’ampia superficie apparentemente destinata a parcheggio; nell’area risultano essere stati realizzati o installati elementi propri di un’area di sosta, tra cui segnaletica stradale, illuminazione, delimitazioni e altre opere funzionali alla fruizione del parcheggio; sarebbero inoltre stati effettuati interventi di movimentazione del terreno, sistemazione dell’area, modifiche alla vegetazione e alla macchia mediterranea, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e realizzazione o modifica di un accesso direttamente dalla viabilità esistente; tale trasformazione desta particolare attenzione in quanto l’area interessata sarebbe stata precedentemente individuata e utilizzata anche in relazione alla fascia tagliafuoco realizzata alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio, intervento che aveva assunto anche una funzione di sicurezza antincendio e di riduzione della sosta incontrollata delle autovetture lungo la strada; appare pertanto necessario comprendere se la nuova sistemazione abbia interessato, modificato, ristretto o eliminato, anche solo parzialmente, la precedente fascia tagliafuoco, e quali siano oggi le condizioni della stessa e la sua effettiva funzionalità ai fini della prevenzione e sicurezza antincendio; ATTESO CHE: Punta Giglio non può essere considerata una zona franca. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di un parcheggio, ma il modo in cui viene governato un territorio di straordinario valore ambientale e sottoposto a specifici vincoli di tutela. Se esiste un progetto regolarmente autorizzato, se sono stati acquisiti tutti i pareri e se tutte le procedure sono state rispettate, sarà sufficiente mettere gli atti a disposizione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Ma se, al contrario, emergessero interventi realizzati senza i necessari titoli o senza il rispetto delle procedure previste, sarà necessario individuare con chiarezza chi ha autorizzato, chi ha eseguito e chi avrebbe dovuto controllare. La tutela dell’ambiente, la sicurezza antincendio e la trasparenza amministrativa non possono essere principi applicati a seconda delle circostanze. CONSIDERATO CHE il Comune di Alghero ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di aree da destinare a parcheggi a servizio del litorale, comprendendo, per quanto risulta, anche le zone di Fertilia e Porticciolo; desta particolare interesse verificare se l’area oggi trasformata in parcheggio a Punta Giglio sia ricompresa tra quelle oggetto della manifestazione di interesse e, in caso affermativo, quale sia stato l’iter seguito dall’Amministrazione per la sua individuazione e destinazione; la trasformazione di un’area naturale o precedentemente destinata ad altra funzione in un parcheggio di rilevanti dimensioni non può prescindere dalla verifica della compatibilità urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e di sicurezza dell’intervento; Punta Giglio ricade in un contesto di particolare pregio naturalistico e ambientale e interessato da specifici regimi di tutela, compreso il sistema della Rete Natura 2000; proprio per la particolare sensibilità ambientale del sito, occorre verificare se gli interventi realizzati fossero soggetti a Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) o ad altri procedimenti di valutazione, autorizzazione o nulla osta; appare altresì necessario verificare quale sia stato il ruolo del Parco di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta e degli altri enti competenti nella fase preventiva rispetto alla realizzazione dell’intervento; è stato inoltre riferito della presenza sul posto del Corpo Forestale, che avrebbe effettuato rilievi e accertamenti, circostanza che, se confermata, rende ancora più importante conoscere l’esito degli eventuali controlli effettuati; RILEVATO CHE la realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni, con opere accessorie, accessi, segnaletica e illuminazione, non appare riconducibile a una semplice attività di manutenzione ordinaria dell’area, rendendo necessario conoscere quale sia il titolo amministrativo e progettuale alla base delle opere realizzate; TUTTO CIÒ PREMESSO INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per sapere: se l’Amministrazione comunale fosse preventivamente a conoscenza della realizzazione del nuovo parcheggio in località Punta Giglio; chi abbia richiesto, proposto o autorizzato la trasformazione dell’area in parcheggio e quale soggetto ne sia l’attuale gestore o utilizzatore; se esista un progetto formalmente presentato relativo alla realizzazione del parcheggio e, in caso affermativo, di conoscere gli estremi del progetto, il soggetto proponente, la data di presentazione e gli uffici/enti che lo hanno esaminato; quale sia il titolo amministrativo, urbanistico, edilizio o altro titolo autorizzativo sulla base del quale sono state realizzate le opere; se siano state acquisite tutte le autorizzazioni, concessioni, nulla osta e pareri previsti dalla normativa vigente; se sia stata convocata una Conferenza di Servizi e, in caso affermativo: in quale data; da quale amministrazione; quali enti siano stati invitati; quali enti abbiano partecipato; quali determinazioni siano state assunte; se sia stata presentata o richiesta la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) e, qualora non fosse necessaria, sulla base di quale valutazione tecnica e normativa sia stata esclusa; se il Parco di Porto Conte sia stato preventivamente informato del progetto e coinvolto nel procedimento, e se abbia espresso pareri, autorizzazioni o nulla osta; se siano stati interessati, per quanto di competenza, Corpo Forestale, enti competenti in materia di prevenzione incendi, uffici paesaggistici e ambientali e quali siano stati gli eventuali pareri o prescrizioni espressi; se gli interventi abbiano interessato la precedente fascia tagliafuoco di Punta Giglio, modificandone superficie, larghezza, tracciato o funzionalità; in caso affermativo, chi abbia autorizzato la modifica o l’eliminazione, anche parziale, della fascia tagliafuoco e quali siano oggi le misure alternative adottate per garantire la sicurezza antincendio dell’area; se siano stati effettuati sbancamenti, movimenti di terra o interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea e, in caso affermativo, con quale autorizzazione; chi abbia autorizzato lo spostamento dei dissuasori in cemento precedentemente presenti nell’area; chi abbia autorizzato la realizzazione o modifica del nuovo accesso dalla strada e se siano state effettuate le necessarie verifiche sulla sicurezza della viabilità; chi abbia autorizzato e realizzato l’illuminazione e la segnaletica stradale installate nell’area; se l’area oggi destinata a parcheggio sia ricompresa nell’avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo all’individuazione di aree destinate a parcheggi a servizio del litorale di Alghero, e quale sia stato l’esito della procedura relativamente a tale area; se esista un contratto, una convenzione, una concessione o altro accordo tra il Comune e il soggetto che utilizza o gestisce l’area; se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali prima, durante o dopo la realizzazione delle opere e quali risultanze siano emerse; se l’Amministrazione sia a conoscenza degli eventuali accertamenti effettuati dal Corpo Forestale e, qualora tali accertamenti siano stati trasmessi al Comune, quale sia il loro esito; infine, se il Sindaco e la Giunta intendano acquisire e rendere disponibili al Consiglio comunale tutti gli atti relativi alla realizzazione del parcheggio, comprese autorizzazioni, progetti, pareri, verbali della Conferenza di Servizi, eventuale documentazione VIncA, nulla osta del Parco e ogni altro atto amministrativo connesso alla trasformazione dell’area. SI CHIEDE INOLTRE che l’Amministrazione chiarisca come sia stato possibile passare, in un arco temporale estremamente breve, da un’area precedentemente interessata dalla funzione di fascia tagliafuoco a una superficie di parcheggio di rilevanti dimensioni, dotata di accessi, segnaletica e illuminazione, indicando con precisione tutti i passaggi amministrativi che hanno consentito tale trasformazione. Si chiede, infine, che la questione venga portata all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente, e Parco di Porto Conte, affinché possano essere esaminati gli atti e ascoltati, per quanto di competenza, gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento. Christian Mulas Consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte.
“Altro che notti di qualità, spiagge trasformate in pattumiere”
“Campi boe e non solo, la Politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale”
ALGHERO – “In questi giorni il dibattito politico cittadino è tornato a concentrarsi sul progetto dei campi boe dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, accompagnato da alcune ricostruzioni che rischiano di alterare la realtà dei fatti.
Nella nostra qualità di ex componenti del Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte riteniamo doveroso contribuire a riportare la discussione sui binari della correttezza storica e amministrativa, ricordando il percorso effettivo seguito dai progetti.
Il primo intervento, relativo alla realizzazione di 60 boe, nasce da una proposta avanzata dal Direttivo del Parco presieduto da Gavino Scala, durante la consiliatura guidata dal sindaco Mario Bruno. Quel progetto venne successivamente finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito del programma comunitario P.O. FESR Sardegna 2014-2020, attraverso l’Azione 6.5.1 collegata al Prioritized Action Framework.
Il secondo intervento, che prevedeva un ulteriore ampliamento del sistema degli ormeggi, è stato invece finanziato nel 2023 attraverso le risorse del PNRR.
È importante ricordare che entrambi i progetti sono stati inseriti negli strumenti di programmazione economico-finanziaria del Parco di Porto Conte e precisamente in tre bilanci previsionali e in due successive variazioni di bilancio. Gli atti sono stati sottoposti agli organi competenti e approvati nel corso degli anni attraverso i normali procedimenti amministrativi.
Dalla documentazione relativa alle sedute dell’Assemblea del Parco emerge che tali provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole della maggioranza allora alla guida dell’amministrazione e che non vi furono, salvo specifiche eccezioni negli ultimi anni e in prossimità delle elezioni comunali, significative prese di posizione contrarie da parte delle forze politiche presenti in Consiglio.
Per questo motivo sorprendono alcune prese di distanza successive e alcune ricostruzioni che sembrano attribuire ad altri responsabilità esclusive per scelte che, invece, sono state conosciute, discusse e accompagnate nel tempo da più amministrazioni e da diversi rappresentanti politici.
La politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’aver sostenuto un progetto quando si riteneva che rappresentasse una scelta utile alla tutela ambientale e alla corretta gestione di un’area di grande pregio naturalistico. Allo stesso modo, non c’è nulla di cui vergognarsi nel ritenere oggi necessario un diverso equilibrio tra tutela ambientale, fruizione del territorio e salvaguardia delle attività economiche.
Ciò che non è condivisibile è cercare oggi di riscrivere la storia degli atti amministrativi o scaricare su altri decisioni che hanno seguito un percorso pubblico, trasparente e condiviso.
Il confronto politico è legittimo, così come è legittimo rivedere le proprie valutazioni. Ma il confronto deve partire dalla verità dei fatti e dal rispetto della documentazione amministrativa”
Raimondo Tillocca
Adriano Grossi
Pasqualina Bardino