ALGHERO – “Si continua a parlare di Alghero come della città a vocazione turistica, della “porta d’oro” del turismo sardo. Ma la domanda che sorge spontanea è una sola: a quale turismo aspira davvero questa città?
Turismo culturale? Enogastronomico? Balneare? Sportivo? Della terza età?
Osserviamo la realtà. Per quanto ci si sforzi di individuare una direzione, emerge una sensazione sempre più evidente: Alghero sembra aver rinunciato a una vera politica turistica, lasciando che sia il mercato a determinarne il futuro.
Oggi la maggior parte dei posti letto è garantita dalle strutture extra-alberghiere. È stata una scelta strategica o il risultato di uno sviluppo privo di una regia?
Il centro storico si è trasformato in una grande area dedicata alla ristorazione e al consumo turistico. È il frutto di una visione o dell’assenza di programmazione?
La crisi abitativa costringe sempre più algheresi a trasferirsi nei comuni limitrofi. È una conseguenza inevitabile o il prezzo di politiche che non hanno saputo governare il fenomeno?
Nel frattempo la popolazione invecchia. La storica Casa di Riposo di viale della Resistenza resta abbandonata, mentre molti nostri anziani sono costretti a cercare assistenza in altri comuni.
La viabilità è in sofferenza, il servizio di raccolta dei rifiuti presenta criticità, i parcheggi sono insufficienti e, più in generale, molti servizi non sono all’altezza di una città che vorrebbe vivere di turismo. Eppure si continua a puntare soprattutto sull’organizzazione di eventi, senza affrontare con decisione le carenze strutturali. È una strategia o è semplice miopia?
Il sistema turistico di Alghero mostra evidenti segni di affanno. Ognuno, legittimamente, cerca di salvare la propria stagione e di chiudere l’anno con un risultato economico positivo. Ma una destinazione turistica non può reggersi esclusivamente sugli sforzi dei singoli operatori: ha bisogno di una visione, di una governance e di obiettivi condivisi.
La realtà, intanto, presenta il conto: una città sempre più caotica, una rete elettrica sotto pressione, opere pubbliche ferme, manutenzioni insufficienti e un mercato immobiliare che rende sempre più difficile trovare una casa.
La questione, allora, non è se Alghero debba continuare a investire nel turismo. La vera domanda è un’altra: quale città vogliamo consegnare ai nostri figli nei prossimi vent’anni?
Perché, senza una visione chiara e senza il coraggio di governare i cambiamenti, sarà ancora una volta il mercato a decidere il futuro di Alghero. E la politica si limiterà a inseguirlo”.
Francesco Sasso, avvocato e presidente dell’associazione culturale e politica Iniziativa Alghero