ALGHERO – Dopo la serie di inchieste e di arresti, ritorna in prima pagina il tema delle mafie in Sardegna. A puntare ancora i riflettori sulla delicata questione che, ovviamente, ha diverse implicazioni anche sociali e di prospettiva della nostra Isola e dei vari territori, in particolare quelli più frequentati e vivi (almeno in estate), è lo scrittore Roberto Saviano.
Sulle pagina della Nuova Sardegna, rispondendo ad alcune domande, si sofferma anche su Alghero. E ciò che non può che allarmare è il fatto che lo stesso quotidiano regionale abbia dato ampia evidenza (in prima pagina!) il riferimento al centro catalano riguardo una lunga intervista in cui emergono diversi spunti tra cui, come detto, quello piuttosto preoccupante, relativo alla Riviera del Corallo come “epicentro del riciclaggio”.
Nello specifico, l’intervistatore chiede: “Alghero sembra uno degli epicentri del riciclaggio, lo dicono diverse inchieste, dove dobbiamo guardare per leggere il fenomeno in città?” A tale domanda Saviano replica di fatto confermando: “Il fattore che nessuno vuole nominare: le carceri. Alghero è a venti minuti da Sassari, e la Sardegna ospita da decenni detenuti mafiosi di rango. Lo ha dimostrato “Platinum-Dia”: esponenti della ’ndrina Boviciani di San Luca che facevano di Alghero la base logistica dei futuri traffici, con relazioni “maturate durante la permanenza carceraria”. Il carcere non isola le reti, le ricombina. Secondo, l’assenza di una borghesia imprenditoriale abbastanza forte da dire di no: chi resiste subisce ritorsioni, e ad Alghero ci sono stati incendi. Terzo, le concessioni balneari rimesse a gara: lì bisogna guardare adesso, non dopo”.