ALGHERO – E’ l’ex-sindaco e imprenditore del sistema ricettivo Stefano Lubrano ad analizzare e fare una sintesi oggettiva dei dati pubblicati in questi giorni dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Una “fotografia” che, al netto di un evidente e comprovato aumento degli arrivi e presenze, mette a fuoco e cristallizza un aspetto che, da settimane, è sulla bocca di tutti: tutto questa massa di persone crea una ricaduta positiva, strutturata e diffusa per il territorio? La risposta è nei numeri. E, sicuramente, non rappresenta una realtà così “rose e fiori” come in certi casi palesata e narrata.
“In questi giorni di piena estate, l’Assessore Regionale al Turismo presenta e commenta i dati su arrivi e presenze nel sistema ricettivo sardo per il 2025. La prassi si ripete con tempi e modalità solite: si sfrutta il clima estivo e l’attenzione più bassa per esaltare ciò che serve alla propria propaganda”, così Stefano Lubrano che continua “proviamo ad abbassare il volume del racconto, come quando si guarda una partita di calcio senza il commento del telecronista (soprattutto se di parte!)”
“Utilizzando esclusivamente i dati pubblicati dall’Assessore, vediamo cosa emerge davvero: l’esplosione delle strutture ricettive: negli ultimi due anni le strutture registrate in Sardegna sono passate da 27.525 a 52.147. (Tralasciamo l’evidente errore riportato dall’Assessore che parla di una crescita del 40,1%, quando in realtà è dell’89,45%).
L’effetto CIN (Codice Identificativo Nazionale): questo quasi raddoppio non è una “creazione da zero”, ma l’effetto dell’obbligo per tutte le tipologie ricettive a livello nazionale di richiedere e ottenere il CIN. La misura ha costretto ad emergere dall’economia sommersa migliaia di appartamenti e ville prima non censiti.
Presenze vs Strutture: la verità dei numeri: se le strutture registrate crescono dell’89,45% e le presenze dichiarate aumentano, sul 2024 e 2023, per percentuali tra il 16% e il 34% non siamo di fronte a un boom turistico! Siamo semplicemente difronte a un fenomeno che prima esisteva nel sommerso e che oggi viene finalmente conteggiato nei dati ufficiali.
La composizione del mercato sardo: Le locazioni private sono cresciute del 113%, passando da 21.591 a ben 46.024. 9 strutture su 10 (88,26%) oggi in Sardegna sono quindi appartamenti privati destinati a locazione breve.
Solo l’11,74% (appena 6.123 strutture) rappresenta l’offerta tradizionale: hotel, villaggi, B&B tradizionali, campeggi e agriturismi. In sintesi: prima di lasciarsi andare a toni trionfalistici — magari per giustificare costose campagne di comunicazione — la politica dovrebbe analizzare i numeri con più prudenza e trasparenza”, chiude Lubrano