Ma quale “overtourism”…

ALGHERO – Da una parte si festeggia per i numeri record, dall’altra emergono sempre più forti le lamentele e per la massiccia presenza turistica ed eccessivo carico antropico. Da tempo si discute, non solo qui, sui benefici del turismo. E’ evidente che ci sono e sono tanti. Ma, invece di invocare lo spettro del pseudo “overtourism” ci si dovrebbe porre un quesito: se io possiedo una casa dove possono risiedere al massimo 10 persone, perchè ne invito 100? In questo caso è evidente che avrei dei problemi per l’accesso a tutti i servizi,  in primis quelli igienici.

Perciò lascia perplessi apprendere che da una parte si lavora (spendendo anche enormi e sempre più esorbitanti cifre) in promozione, eventi e manifestazioni e dall’altra emergono sempre più lacune nei servizi primari (parcheggi, raccolta rifiuti, alloggi, energia elettrica, traffico, spiagge, centro storico, sanità, etc). Come ogni cosa è evidente che ci vuole equilibrio, buon senso, capacità e soprattutto una vera visione sull’oggi e soprattutto sul domani. Altrimenti ai vantaggi del turismo corrisponderà sempre meno una crescita del benessere per la popolazione, anzi, potrebbero aumentare sempre di più i disagi che andrebbero ad incidere in maniera definitiva sule positività nel vedere la propria città “piacevolmente invasa”.

Su questo tema sono interessanti le parole dell’imprenditore della ristorazione, intrattenimento e del sistema ricettivo Minio Fonnesu: “La massa basso spendente che ha invaso Alghero questo anno è sotto gli occhi di tutti gli operatori, purtroppo ad Alghero prolificano le attività che, a prescindere dalla dubbia proprietà, hanno fatto del junk food il loro core business. La domanda che ci dobbiamo porre è:
Ci dovremo tutti adeguare o c’è la speranza di un riposizionamento verso una fascia media dell’utente?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

A prescindere dalle diverse e rispettabili opinioni è sempre utile ascoltare chi ha esperienza e lavora, da anni, nel settore di riferimento e, sempre amando la propria terra e lavorando per essa, si pone seri dubbi. Perchè solo gli stolti hanno le certezze. E dunque, per chiudere, altro che “overtourism”…un territorio cresce veramente (senza lasciare indietro nessuno) solo quando i residenti stanno bene e poi, di conseguenza, anche i turisti. Altrimenti il turismo diventa esclusivamente un “economia da paese povero”.