Magliette rosse e polemiche

ALGHERO – Anche ad Alghero si è svolta l’iniziativa delle “Magliette rosse”, con ritrovo a ridosso dello scalo Tarantiello e poi al Porto, per ricordare le vittime dei migranti che attraversano il Mediterraneo in cerca di fortuna. Tale tipologia cromatica è utile ai soccorritori per comprendere quanti bambini ci sono sulle imbarcazioni gestite dalle Ong dopo che, quasi a ridosso delle coste libiche, sono caricati i cittadini africani portati e lasciati in mezzo al mare dagli scafisti. Un tema enorme e vasto per essere trattato in un semplice articolo a margine della manifestazione di sabato che, tra l’altro, ha visto pochi partecipanti, tra cui come esponente politico, il consigliere comunale Mimmo Pirisi. Non sono mancate, come sempre accade, le polemiche sui social con pro e contro come quasi ogni tema che viene dibattuto nell’arena virtuale.

E’ certo che l’Italia e in particolare il Meridione non sono “L’America”, anzi. Cosi come accadde per gli albanesi, raccontato proprio nel film di Giovanni Amelio, cosi per quelli africani, la tv ha avuto una sicura influenza nel far credere che questo fosse il Paese della fortuna, salvo poi ricredersi e percorrere altri strade fino al centro e nord Europa. Tutto questo ha causato, come quasi naturale effetto collaterale, che tali disgrazie venissero sfruttate dalla malavita, italiana e del nord-Africa, con i risultati che sono noti a tutti a partire da “Mafia Capitale” fino al fiume di “nuova schiavitù”, per droga e prostituzione, che giunge in particolare dalla Nigeria. Per questo, è giusto ricordare le vittime, ribadire i principi dell’antirazzismo, ma è evidente che fino a che l’Europa non sosterrà l’Italia in questa difficile impresa, e non solo con “soldi a pioggia”, il problema resterà irrisolto. Compreso quello delle tante, troppe, piccole vittime dalle magliette rosse.

Nella foto la manifestazione di sabato ad Alghero

S.I.