Continuità navale, funzioni alla Regione

CAGLIARI – La Giunta avvia il procedimento per il trasferimento alla Regione delle funzioni sulla continuità territoriale marittima attraverso l’inserimento della richiesta nelle norme di attuazione statutarie. Su proposta dell’assessore dei Trasporti, Carlo Careddu, è stata approvata oggi la delibera che individua il percorso di carattere normativo contenuto in un decreto da sottoporre alla Commissione paritetica per l’attuazione dello Statuto Sardo presieduta da Francesco Sanna.

“Oggi definiamo con chiarezza una strada per rafforzare le prerogative del diritto alla mobilità e per stabilire con quali modalità esercitarlo”, dice il presidente Francesco Pigliaru. “Il principio guida che si vuole affermare, supportato da diverse fonti del diritto, è quello di attribuire alla Sardegna la regolamentazione esclusiva della continuità territoriale marittima in termini di tariffe, frequenze e capacità sia per le persone sia per le merci”. “È un atto di autodeterminazione, una battaglia decisiva non più eludibile che stiamo portando avanti per essere protagonisti di scelte fondamentali e per consentire ai sardi di viaggiare liberamente alle stesse condizioni di tutti i cittadini europei”, dice Carlo Careddu. “Emerge dunque la necessità – continua l’assessore – di adottare una disciplina uniforme nel campo della continuità territoriale marittima attraverso apposite norme di attuazione e in vista della prossima scadenza della convenzione tra lo Stato e CIN –Tirrenia”.

Aspetti normativi. In virtù dell’articolo 4 dello Statuto Sardo, La Regione ha competenza legislativa concorrente riguardo alle linee marittime ed aeree tra i porti e gli scali isolani e, sempre in base allo Statuto Speciale, su questa materia può quindi esercitare le funzioni amministrative relative. Il provvedimento della Giunta Pigliaru richiama quindi la legge finanziaria 2007 dello Stato dove si ribadisce il passaggio di consegne alla Sardegna delle funzioni sulla continuità territoriale e la sentenza della Corte Costituzionale 230 del 2013 dove, in termini generali, si afferma la necessità di coinvolgimento della Regione nella elaborazione delle convenzioni sui trasporti tra isola e continente. Anche e per effetto dell’articolo 53 dello Statuto: “La Regione è rappresentata nella elaborazione delle tariffe ferroviarie e della regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei che possano direttamente interessarla”.

Bozza di decreto. La delibera varata oggi dà mandato alla Direzione generale dei Trasporti di predisporre uno schema di decreto legislativo con le norme di attuazione per il trasferimento di competenze. Tale procedura potrebbe attribuire al presidente della Regione il potere di convocare una conferenza di servizi a cui partecipano tutte le amministrazioni pubbliche interessate. La Conferenza avrebbe il compito di precisare i contenuti dell’onere di servizio pubblico, con particolare riferimento ai porti che devono essere collegati in regime di continuità territoriale, alle tariffe, ai soggetti beneficiari e alle condizioni e modalità del servizio; di adottare il decreto di imposizione degli oneri di servizio pubblico; di indire la gara pubblica europea per l’assegnazione delle rotte.

Risorse. Si chiede sia lo Stato a farsi carico degli oneri finanziari in via continuativa, richiamando l’attuale normativa che consente anche la contribuzione del governo centrale per i collegamenti interni diurni. Infine, si suggerisce una valutazione sull’opportunità di estendere l’ambito di applicazione delle norme anche alla disciplina della continuità territoriale aerea, seppure risulti ad oggi regolamentata in via amministrativa.

Nella foto una nave Tirrenia

S.I.