Parte la stagione di prosa ad Alghero, divertimento e grande teatro

ALGHERO – Focus sul gioco delle passioni tra (auto)ritratti al femminile e racconti d’amore e d’amicizia, immortali capolavori e testi di autori contemporanei, raffinate coreografie e performances acrobatiche con la Stagione 2022-2023 de La Grande Prosa, Danza e Circo Contemporaneo organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna al Teatro Civico di Alghero con il patrocinio del Comune di Alghero e il sostegno della Fondazione Alghero, il patrocinio e il sostegno della Regione Sardegna e del MiC / Ministero della Cultura e il contributo della Fondazione di Sardegna. Undici titoli in cartellone da novembre ad aprile con i grandi protagonisti della scena, dall’attrice, scrittrice e conduttrice Chiara Francini a Debora Caprioglio con Pino Quartullo e Gianluca Ramazzotti, alle eclettiche attrici e performers Benedicta Boccoli e Lorenza Mario, e ancora Caterina Costantini e Eva Grimaldi con Eva Robin’s e Evelina Nazzari, Marco Quaglia con Adalgisa Manfrida e Lucrezia Forni e tre giovani talenti isolani come Noemi Medas, Federico Giaime Nonnis e Leonardo Tomasi.

Michele Sinisi firma la regia di “Tradimenti” di Harold Pinter con Stefania Medri e Stefano Braschi e Valentina Esposito porta in scena la sua visionaria e distopica “Destinazione non umana”; spazio alla danza con “Tango Fuego” della compagnia Naturalis Labor e “Le Quattro Stagioni” di COB / Compagnia Opus Ballet mentre il Teatro del Sottosuolo propone “Paidia” nel segno del cirque nouveau. Un ricco carnet di eventi per una Stagione 2022-2023 ricca di fascino e di emozioni, pensata per attrarre differenti fasce di pubblico, dagli amanti della prosa agli appassionati di danza, con una particolare attenzione verso le giovani generazioni, con un focus sulla drammaturgia d’oltre Manica, da Harold Pinter a Mike Bartlett e sugli autori italiani, da Gianni Clementi a Fausto Paravidino, da Roberta Skerl a Valentina Esposito e Chiara Francini per affrontare temi universali e questioni cruciali del presente, dall’amore (e il disamore) all’ambiguità dei legami, dal ruolo e la condizione delle donne al rapporto tra genitori e figli, i labirinti della mente e i meccanismi del potere, la perdita degli ideali, le ambizioni e i sogni d’artista e perfino lo spirito del gioco e la fantasia.

Ouverture – mercoledì 30 novembre alle 21 – con “Una ragazza come io” dove Chiara Francini, anche autrice del testo con Nicola Borghesi (che firma la regia), si racconta, ripercorrendo i momenti fondamentali della sua vita: «l’infanzia di paese, i nonni con cui è cresciuta, la famiglia matriarcale, l’adolescenza, il percorso di ragazza di provincia sano e caparbio, il desiderio odierno combattuto e vivissimo di voler diventare mamma e la fierezza dell’essere ora e sempre una diversa, una strana, una fuoriposto, un’inadeguata, una parvenue». Un monologo frizzante in cui l’artista si mette a nudo, parla di sé e rivela «cosa significhi per lei essere una donna oggi».

La magia e il divertimento del nouveau cirque – martedì 6 dicembre alle 21 – con “Paidia” del Teatro del Sottosuolo, uno spettacolo di e con Ado Sanna e Lorenzo Gessa, «di sapore nonsense con retrogusto noir»: una performance che sposa clownerie e giocoleria, numeri virtuosistici e ironia per regalare un pizzico di “follia”. Sotto i riflettori due artisti che condividono «una propensione al ritrovarsi in bilico tra brivido ed errore, una complicità nel preferire gli ultimi e un’indispensabile curiosità intellettuale»: sulla falsariga del libro di Roger Caillois “L’uomo e il gioco”, mettono in scena la “Paidia”, ovvero «l’improvvisazione, la sorpresa, la novità», in un poetico ritorno all’infanzia.

Focus sul conflitto generazionale – mercoledì 14 dicembre alle 21 – con “Snowflake” di Mike Bartlett, con Marco Quaglia, Adalgisa Manfrida e Lucrezia Forni per la regia di Stefano Patti: una pièce che parla «della difficoltà di ascoltarsi in questo periodo storico». Il dialogo interrotto tra un padre e una figlia, un silenzio che dura da tre anni, da quando lei è andata via di casa, mentre lui spera che possa tornare, magari in occasione del Natale, perché certi legami resistono nonostante la distanza e le differenze ideologiche. «Una fotografia del nostro contemporaneo che ci fa ridere e piangere, mentre ognuno di noi riconosce le proprie fragilità e riesce a vedere le ragioni dell’altro».

Un affresco del Belpaese negli Anni Quaranta – domenica 15 gennaio alle 21 – con “Preziose Ridicole”, dal capolavoro di Molière, con Benedicta Boccoli e Lorenza Mario, in scena con Stefano Artissunch, che firma adattamento e regia: invece delle due provinciali prese in giro da corteggiatori respinti, le protagoniste sono due artiste d’avanspettacolo che si esibiscono in una sorta di “Café Chantant”. Qui «il Prezioso è Lo Spettacolo, “Lo Show” dove comici e cantanti lottano per essere all’altezza delle proprie ambizioni» – spiega Artissunch –. «Come non cogliere il parallelismo con la nostra società dove i social network offrono a tutti l’illusione di essere al centro del mondo?»

Un classico “triangolo” sentimentale si colora di sottili sfumature psicologiche – lunedì 30 gennaio alle 21 – in “Tradimenti” di Harold Pinter, nella versione di Michele Sinisi, uno dei più interessanti e originali artisti contemporanei, in scena con Stefano Braschi e Stefania Medri per una riflessione sulla precarietà delle relazioni. La pièce ripercorre la storia di Emma e Jerry, amico di Robert, il marito tradito, quasi per flashback, in un viaggio a ritroso nel tempo seguendo il filo dei ricordi e delle emozioni, per un’indagine sull’amore e sul desiderio, le insicurezze e le fragilità, le segrete inquietudini, le illusioni e il disincanto, in una mise en scène moderna e avvincente.

La sensualità del popolare ballo argentino – venerdì 10 febbraio alle 21 – con “Tango Fuego” di Naturalis Labor, con ideazione, coreografie e regia di Luciano Padovani: sulle note del Trio Tango Spleen, i tangueros Loredana De Brasi e Samuele Fragiacomo, Sebastian Nieva e Celeste Rey, Ayelen Sanchez e Walter Suquia interpretano un seducente racconto per quadri. Una grammatica intessuta di sguardi, di passi, di mani che si stringono e piedi che si incrociano, fatta di incontri e addii, vibrante di passione e struggente malinconia, al ritmo sincopato e vertiginoso di «un pensiero triste che si balla», per riscoprire il fascino di un folgorante «romanzo d’amore che si consuma in tre minuti».

Una gioventù smarrita e disorientata – sabato 25 febbraio alle 21 – in “Due Fratelli” di Fausto Paravidino (vincitore del Premio Riccione Teatro 1999) con Noemi Medas, Federico Giaime Nonnis e Leonardo Tomasi, per la regia di Maria Assunta Calvisi: una “commedia” nera incentrata sul legame tra Boris e Lev e la difficile convivenza con la loro coinquilina Erica. Tra dialoghi serrati, in cui emergono conflitti e contraddizioni, segreti di famiglia e traumi e ferite del passato, i tre protagonisti si mostrano in tutta la loro vulnerabilità, ciascuno con le sue idiosincrasie e ossessioni, finché la situazione quasi claustrofobica “esplode” in un drammatico e inquietante, forse inevitabile finale.

La strana avventura di una coppia – venerdì 10 marzo alle 21 – con “Buoni da morire” di Gianni Clementi, con Debora Caprioglio e Pino Quartullo accanto a Gianluca Ramazzotti, per la regia di Emilio Solfrizzi: un cardiochirurgo affermato e la moglie, in ansia per un figlio “allo sbando”, decidono di trascorrere la vigilia di Natale insieme ai volontari, per dare conforto e assistenza ai clochards. Un’esperienza insolita che li induce a ripensare la propria scala di valori, rinsaldando il loro legame e facendo loro scoprire il gusto della solidarietà… salvo poi ritrovarsi davanti alla porta uno di quei barboni, ex compagno di scuola del figlio, con il dilemma se accoglierlo o lasciarlo fuori al gelo.

Una riflessione sulla predestinazione e sulla brevità dell’esistenza – domenica 19 marzo alle 21 – con “Destinazione non umana”, la pièce scritta e diretta da Valentina Esposito e interpretata da Fabio Albanese, Alessandro Bernardini, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Massimo Di Stefano, Michele Fantilli, Emma Grossi, Gabriella Indolfi, Giulio Maroncelli, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi. «Una favola senza morale, amara e disumana» – spiega l’autrice e regista – «costruita sulle solitudini alle quali ci costringe il tempo che viviamo e sul pensiero della morte, sul dolore, la rabbia, la paura. Sullo sforzo bestiale di vivere contro e nonostante la certezza della morte».

Ironia in scena – sabato 1 aprile alle 21 – con “Tutto per Lola” di Roberta Skerl, una brillante commedia in giallo con Caterina Costantini, Eva Grimaldi, Eva Robin’s e Evelina Nazzari accanto a Geremia Longobardo per la regia di Silvio Giordani: le protagoniste sono ex professioniste dell’amore, ormai in pensione, che si godono la meritata tranquillità. Nella quiete della loro villetta irrompe però il delitto: le quattro signore, anche per i loro trascorsi burrascosi, finiscono per essere sospettate, ma proprio in una situazione così difficile e pericolosa emergono i legami di amicizia e solidarietà che permettono loro di fare fronte comune contro la cattiveria e le insidie del mondo.

Sulle note di Antonio Vivaldi – venerdì 14 aprile alle 21 – “Le Quattro Stagioni” di COB / Compagnia Opus Ballet con coreografia di Aurelie Mounier: geometrie di corpi in movimento per raccontare l’eterno ciclo dei mesi e delle stagioni, i mutamenti del paesaggio e della luce. Una creazione originale per «meditare sul rapporto tra la natura, l’uomo e il tempo» – si legge nella presentazione – «prendono così forma nel nostro pensiero, le piante, gli animali, il vento, i sassi…»: il risveglio della natura e l’ardore dell’estate, i colori dell’autunno e la quiete dell’inverno si traducono in quadri danzati, ricchi di suggestione, che riflettono il ritmo e il respiro della vita.

 

 

Cerimonia del 4 novembre, oggi ad Alghero la celebrazione

ALGHERO – Il 2022 segna anche ritorno delle celebrazioni del 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il Covid aveva imposto lo stop a cerimonie e cortei che ritornano, invece, anche ad Alghero dove questa mattina sono state celebrate le tradizionali commemorazioni dei Caduti, delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale. Una data ricca di significato quella del 4 novembre, che esprime la riconoscenza del Paese per il contributo alla pace, alla sicurezza ed alla libertà della comunità nazionale e internazionale offerto dalle Forze Armate. Il Sindaco Conoci al termine della commovente cerimonia ha voluto in particolare ricordare il sacrificio di 13.000 giovani sardi che nella prima guerra mondiale hanno perso la vita per restituire al Paese la libertà.

“Un sacrifico per la pace – ha detto il primo cittadino – che mai come oggi costituisce un bene prezioso che dobbiamo custodire e difendere anche e soprattutto per rendere onore a quelle giovani vite spezzate dalla guerra e non vanificare il dono che ci hanno voluto lasciare. – il Sindaco ha concluso leggendo una frase del discorso dell’allora Primo Ministro Orlando – Quando vidi quei valorosi sardi della Brigata Sassari sentiti l’impulso di inginocchiarmi dinanzi a loro, perché vidi riassunte in Essi tutte le virtù dell’esercito. L’Italia ha contratto verso la Sardegna un grande debito di riconoscenza e questo debito pagherà.“. “Un debito che non è stato ancora ripagato.” – ha commentato Conoci.

Alla manifestazione hanno partecipato le Associazioni combattentistiche di Alghero, le Forze Armate e le Forze dell’Ordine del territorio, l’On. Marco Tedde, il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Salvatore ed il Vicesindaco Giovanna Caria.

Crisi sanità, lettera di Bruno a Conoci e Salvatore: svegliamoci tutti

ALGHERO – Signor Sindaco, Signor Presidente, Mario, Lelle, avrei potuto utilizzare, insieme ai colleghi consiglieri di minoranza, le prerogative che il regolamento consiliare ci offre per poter mettere all’ordine del giorno l’ennesima mozione sulla sanità algherese che si concluderebbe – fra qualche mese – con una risoluzione anche unitaria, come al solito disattesa da Regione e Aziende sanitarie. Credo, però, almeno su questa materia, dobbiamo uscire dalle logiche maggioranzaminoranza e poter intervenire unitariamente e con forza risolutiva su queste tematiche che riguardano le persone più fragili e la difesa di un territorio che vediamo sempre più abbandonato. Le ultime proposte di atti aziendali da parte di AOU e ASL su Alghero sembrano una presa in giro e prima che arrivino in Regione è opportuno siano discusse in Consiglio Comunale per avere un quadro esatto del progetto sanità ad Alghero: reale, concreto, non un libro dei sogni, non in contrasto con la normativa sovraordinata, senza doppioni, senza moltiplicazione di strutture complesse fuori da ogni logica. Dobbiamo arrivare ad un progetto sanitario condiviso e difeso da tutto il territorio, senza distinzione di colori politici, ma con possibilità concrete di attuazione. Partiamo dall’ospedale civile in capo alla ASL. L’atto aziendale prevede due direzioni di presidio ospedaliero distinte tra Sassari e Ozieri, impossibili da realizzare senza la modifica della legge di riforma della rete ospedaliera e delle stesse linee guida che prevedono esplicitamente un solo direttore per i due ospedali, funzionalmente accorpati. L’atto Asl prevede la terapia intensiva, ma non ci dice quando e dove la asl reperirà gli anestesisti in numero sufficiente. Se è vero che è stato proposto, sulla carta, un reparto di anestesia anche al Marino, in capo all’AOU, ci chiediamo quando da Sassari arriveranno i rianimatori, posto che ancora oggi e chissà per quanto tempo l’ortopedia continuerà ad operare al Civile, per i lavori delle sale operatorie al Marino che vanno a rilento. L’atto aziendale della ASL contiene anche la traumatologia ortopedica come dipartimento strutturale all’Ospedale Civile. Ma analogo reparto viene mantenuto al Marino. Due reparti? Ma ne facessero funzionare uno, posto che dal marzo scorso sono state chiuse le sale operatorie del Marino con un via vai di ortopedici e pazienti da un ospedale all’altro e l’impossibilità di intervenire su patologie che necessitano di chirurgia protesica, chirurgia di piede e mano, artroscopia del ginocchio e della spalla. Le liste d’attesa sono nel frattempo cresciute a dismisura e consentono di intervenire solo su fratture, ma spesso con interventi a distanza di troppi giorni dall’evento traumatico e con sofferenze indicibili da parte dei pazienti. Recentemente, i rianimatori del Civile si sono trovati di fronte al dilemma se operare le persone fratturate o i pazienti di otorinlaringoiatria, e si è deciso di intervenire praticamente solo su questi ultimi. Può durare a lungo questo stato di cose? Possiamo tollerare che solo col ricorso al privato si possano ottenere visite in tempi brevi? E chi non ha le risorse, non si cura? Personale che manca anche al pronto soccorso dove viene istituita sulla carta l’osservazione breve, ma senza medici effettivi e infermieri per far funzionare l’ordinario e con un responsabile facente funzioni da troppo tempo in carica. La lungodegenza prevista dalla rete ospedaliera al Marino, compare nell’atto della Asl ora all’Ospedale Civile, ma senza personale e senza l’adeguamento strutturale dei reparti resterà solo un’affascinante teoria. Niente lungodenza, dunque, nessuna RSA prevista in città, niente hospice, nessun ospedale di comunità. Proseguirà il sovraffollamento della medicina e l’intasamento del pronto soccorso, senza soluzioni residenziali per i pazienti post-acuti. Appare nell’atto aziendale dell’AOU al Marino anche la riabilitazione funzionale, negli ultimi anni ridotta di spazi, per la condivisione del reparto con ortopedia, e di servizi, ed appare un reparto di traumatologia dello sport e di chirurgia ortopedica innovativa, ma scompare dall’atto la parola robotica. Anche in seno al Consiglio regionale e alle forze politiche cittadine avanza l’ipotesi di riportare l’Ospedale Marino in capo alla ASL, visto il fallimento della scelta di trasferire all’AOU il “Regina Margherita” e vista l’inosservanza della legge per quanto riguarda la mancata convenzione tra la Regione e l’Università e il mancato decollo dell’ospedale di primo livello, per non parlare del nuovo ospedale, sparito dall’agenda del Presidente della Regione. Ecco, perché serve un momento vero di confronto tra i componenti dell’assemblea civica cittadina per poi manifestare il progetto della città in rapporto con le istituzioni sarde che hanno l’obbligo di assicurare anche la salute di questo territorio. Non facciamoci, ancora una volta, dettare l’indirizzo dall’esterno della città. Coinvolgiamo i cittadini, le associazioni, i sindacati, le forze politiche e sociali. Svegliamoci tutti, perché il tempo è scaduto.

Cordialmente, Mario Bruno

Maristella (borgata da 400 abitanti): continua l’era della Desogos

ALGHERO – “Il 30 ottobre u.s. si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Comitato di Borgata di Maristella, con ben 17 candidati a significare che la vita in borgata è vivace e che nessuno ha paura (di cosa poi dobbiamo ancora capirlo), pertanto ci si candida seguendo i principi della democrazia che prevedono di mettersi sempre in gioco con regolari elezioni.

Ottima l’affluenza: lo spoglio ha visto eletti i signori Coccini Alessandro, Tonina Desogos, Radovini Maria Giovanna, Mariotti Raimondo,  Melone Dolores, Canessa Rosanna, Balzani Alessandro, Floris Salvatore, Sorbara Caterina.

I nove premiati dal voto si sono riuniti oggi eleggendo Tonina Desogos presidente, Coccini Alessandro Vice presidente, Canessa Rosanna Tesoriere, Radovini Maria Giovanna Segretario.

Nella prima dichiarazione il presidente Tonina Desogos ha ringraziato i nove componenti del Consiglio  Direttivo per la fiducia e la stima ancora una volta a lei riservata. Ha sottolineato inoltre con soddisfazione come il Comitato di Borgata si sia arricchito di competenze indispensabili e pronte a impegnarsi per il bene comune: arricchimento dato dall’inserimento dei nuovi eletti che andranno a integrarsi e amalgamarsi con le riconferme che hanno maturato una indiscussa esperienza. Nel ricordare che il Comitato vigilerà e lavorerà sempre per il bene della borgata, ha rinnovato gli auguri di un buon lavoro ai nuovi eletti, ai riconfermati e un sincero ringraziamento ai membri uscenti e agli abitanti che hanno voluto democraticamente esprimere le proprie preferenze.

Il presidente ha colto l’occasione per ricordare che il Comitato è una struttura apolitica e apartititica spiegando, per chi non capisse o ancora non volesse capire, che è formato da persone che fanno volontariato all’interno dello stesso. Ogni persona ha una propria vita con proprie scelte anche politiche pertanto si sono rispedite e si rispediranno in futuro al mittente le allusioni più o meno velate a partiti, esternate solo perché i membri del comitato ne fanno parte, sono stati candidati o semplicemente simpatizzano per questo o per quell’altro partito.

Il presidente ha ringraziato infine la stampa locale per l’attenzione che ha riservato e che vorrà riservare sempre alle vicende del comitato e della borgata di Maristella, auspicando però che tale attenzione sia scevra da commenti legati ai partiti e che ci sia la stessa, ricca dovizia di particolari, dedicata ad ogni comitato presente nella zona”.

Per il Comitato di Borgata di Maristella

Il presidente Tonina Desogos

“Blocchiamo la Caporetto dell’Ospedale Marino”

CAGLIARI  – “Ieri su 16 interventi programmati su fratturati eseguito uno solo per carenza di anestesisti. Interrompiamo questa china pericolosa.” Così il Consigliere regionale Marco Tedde commenta il “black wednesday” della chirurgia ortopedica, bloccata dalla indisponibilità delle sale operatorie e di anestesisti e dalla asfittica dotazione di  due piccole sale operatorie presso l’Ospedale Civile per ben 6 specialità chirurgiche. Una situazione insostenibile che ha preso l’avvio nel 2017 ed è peggiorata all’inizio di marzo, allorché sono state chiuse le sale operatorie del Marino  e l’attività chirurgica è stata spostata presso il Civile con un via vai biblico di ortopedici e pazienti e l’impossibilità di intervenire  su patologie che necessitano di chirurgia protesica, chirurgia di mano e piede, artroscopia del ginocchio e della  spalla. Queste difficoltà hanno ampliato a dismisura le liste di attesa e consentono di affrontare solo la patologia da trauma con interventi su fratturati eseguiti anche a distanza di venti giorni dall’evento acuto, con insopportabili sofferenze per i poveri  pazienti. “E’ vero –sottolinea Tedde- che questi problemi  hanno avuto origine nel 2017. Ma debbono essere affrontati e risolti oggi. O con la retrocessione del Marino all’ASL, in quanto onestà intellettuale impone di riconoscere che  il trasferimento all’AOU non ha funzionato. O con l’attuazione della legge di riforma e la firma del protocollo di intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari e delle convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio, compresa la previsione di risorse dell’ordine di qualche decina di milioni di euro, anche al fine del mantenimento dei requisiti degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero.” Nell’immediato secondo Tedde occorre però prendere in locazione almeno due moduli chirurgici scarrabili per consentire l’attività chirurgica presso il Marino e non sovraccaricare il Civile già in affanno.  “Ora qualche funzionario delle aziende ospedaliere interverrà per conto terzi per preannunciare l’apertura delle sale operatorie del Marino fra qualche mese.  Ma ancora una volta segnalo che occorre intervenire con grande urgenza, prima che sia troppo tardi  –chiude l’ex sindaco di Alghero-.”

 

“Vino pericoloso come il fumo, follia: ci opporremo”

CAGLIARI – “L’Organizzazione Mondiale della Sanità equipara il vino alla pericolosità del fumo e dei superalcolici, prevedendo la possibilità nelle etichette di immagini ostili e macabre che si vedono nei pacchetti delle sigarette: follia!”, cosi il presidente del Consiglio Regionale Michele Pais. “Ci opporremo fermamente, pronti a dare battaglia in ogni modo, i saperi e i sapori della nostra tradizione rappresentano un patrimonio che vogliamo difendere e valorizzarne la sua unicità”.

Al Parco di Porto Conte la delegazione svizzera del “Comptoir Broyard”

ALGHERO – Lo scorso giovedì, il Parco di Porto Conte ha accolto la visita istituzionale della delegazione svizzera del comitato organizzatore del “Comptoir Broyard”, un importante evento fieristico internazionale che ha luogo ogni due anni nel territorio del Friburgo.  Il Presidente del Parco, Raimondo Tilloca, ha accolto al MASE la delegazione composta da Philippe Arrighi, Presidente dello sportello, dal Capo degli Ospiti d’Onore 2023 Pierre Roggo, da Claude-Alain Chardonnens, Sponsor dell’evento, e dal Deputato del Cantone di Friburgo Jean-Daniel Chardonnens. Al termine della visita al Museo Antoine De Saint-Exupéry, gli ospiti sono stati accolti dal Direttore del Parco Mariano Mariani a Casa Gioiosa: qui, ha avuto luogo una riunione tecnica per una futura partecipazione all’edizione 2023 della Fiera per la promozione del nostro EcoMuseo. Nel pomeriggio la delegazione ha poi incontrato il Sindaco di Alghero Mario Conoci Sindaco.

Aeroporto ai privati, vacua chimera: Solinas non trascuri i trasporti

ALGHERO – “Come da diversi anni succede è calato il gelo sulla Sardegna e in particolare su Alghero. Non si tratta certo di temperature, vista l’attuale splendida situazione climatica estiva; ma bensì del sistema dei trasporti della Sardegna ed in particolare del nostro aeroporto. Nel 2016 gli esponenti politici che allora governavano a tutti i livelli, avevano esultato per l’avvento della privatizzazione al buio del nostro aeroporto, facendoci credere che questa sarebbe stata la soluzione ottimale per un nuovo slancio dei trasporti aerei, senza dover ricorrere all’utilizzo di soldi pubblici per garantire le rotte da e per la Sardegna.
Questa “chimera” è durata giusto  il tempo di un annuncio, ma la realtà dei fatti ci parla di una situazione in cui non solo non sono mai partite in maniera incisiva le programmazioni, soprattutto per la stagione invernale; ma si è ovviamente ripresentata subito la necessità di ricorrere a fondi pubblici, attraverso il sistema di finanziamento del co-marketing.
Oggi, addirittura , si chiede al sistema delle imprese di intervenire economicamente affinché si possano garantire le rotte aeree. Questa è la dimostrazione palese che , forse è anche vero che le infrastrutture aeroportuali della nostra isola hanno difficoltà a “tenersi in piedi” esclusivamente pensando ai meri equilibri di bilancio di un’azienda; ma è altrettanto vero che, per chi vive una situazione di isolamento geografico, come la Sardegna, i trasporti debbano essere considerati alla stregua di altri settori fondamentali ed importanti per la società, come ad esempio la sanità, dove quindi diventa prevalente l’obiettivo di fornire un servizio al cittadino, e ogni euro pubblico speso non deve essere considerato uno spreco, ma piuttosto un servizio primario per il cittadino.
Dal 1 novembre, fino all’inizio della stagione estiva prossima, al di la di una minima ed ordinaria programmazione sui voli nazionali,  l’aeroporto di Alghero viene tagliato fuori, praticamente, da qualsiasi programmazione con scali internazionali, che avrebbero permesso da una parte di attirare flussi esteri anche in bassa stagione; dall’altra di poter permettere ai tanti sardi che per motivi di svago, ma anche di lavoro e studio, si muovono ormai in tutta Europa, di poter godere dei collegamenti.
Noi crediamo che ci sia da considerare ed approfondire il problema del sistema aeroportuale sardo nel suo complesso, che, viste le ataviche carenze dei collegamenti interni su ferro e gomma nella nostra regione, non possa che prevedere l’implementazione di rotte internazionali durante tutto l’anno,  anche negli scali, come quello di riferimento del Nord-ovest della Sardegna, che viene invece trattato maldestramente come aeroporto stagionale.
In questo ragionamento non si può ovviamente non rimarcare l’immediata necessità di dare stabilità definitiva ad una vera e propria continuità territoriale almeno con le tratte basilari di Roma e Milano, che preveda tariffe giuste e fisse non solo per i residenti sardi, ma per chiunque voglia raggiungere con facilità la nostra isola.
Visto che la giunta Solinas, fino ad oggi ha notevolmente trascurato questo tema, speriamo almeno che entro  la  fine della legislatura si possano dare maggiori risposte ai sardi”.

Noi con Alghero

Calcio italiano: Top e Flop di Serie A, Serie B

Questi mesi sono determinanti per il raggiungimento e la riuscita degli obiettivi stagionali prefissati dalle squadre di calcio, nei maggiori campionati italiani. Ogni sito scommesse con le quote della Serie B offre come squadra favorita il Genoa e il Frosinone.

Il Cagliari saltella entrando e uscendo dalla zona playoff ma ancora non è riuscito a diventare protagonista del campionato di Serie B, complici i risultati altalenanti ma soprattutto le due sconfitte contro Bari e Venezia. Ecco tutti i top e flop di Serie A e Serie B.

 

Napoli al top per la volata scudetto

 

Diverse le quote Serie A che danno come favorito il Napoli. 9 vittorie e 2 pareggi nelle prime 11 gare fanno del Napoli un’armata incontenibile, l’unica capace di restare imbattuta in Serie A in questo primo frammento di campionato. I Partenopei possiedono il miglior reparto offensivo della categoria con ben 26 reti nelle gare prese in considerazione, la vittoria a corto muso sulla Roma di Mou per 0 – 1 ha confermato le potenzialità di questo Napoli, che vuole vincere lo scudetto a tutti i costi.

 

Benevento Flop in Serie B

 

Cannavaro non ha risolto la situazione negativa degli Stregoni, che continuano a scivolare verso la zona playout, il Patron del Benevento, Oreste Vigorito ha rifiutato le dimissioni del tecnico Campione del Mondo e la società sta cercando una soluzione rapida, efficace e soprattutto indolore. Intanto, il Benevento continua a floppare in Serie B.

 

Cagliari nel limbo ma serve più determinazione

 

Alla luce di un ritorno in Serie A quello del Cagliari è un vero flop, perché si trova nel limbo della zona playoff e manca la continuità di risultati. Tuttavia, non si può ancora parlare di campionato negativo perché alla nona giornata, i Sardi si trovano soltanto a 4 punti dalla quarta in classifica: serve solo più determinazione per ribaltare le sorti di questo campionato.

 

Flop Fiorentina, serve più grinta

 

Quella contro l’Inter è stata una grandissima partita per la Viola, che ha perso il punto soltanto nei secondi finali, dimostrando di poter combattere ad alti livelli. Tuttavia, nelle prime 11 gare pesano come un macigno le sconfitte contro Atalanta, Lazio e la stessa Inter, mentre la Fiorentina si mostra in un tragico flop tattico oltre metà della classifica: serve più grinta.

 

Frosinone e Genoa al Top

 

Entrambe nella zona della promozione diretta a 21 punti nelle prime 10 gare, Frosinone e Genoa dettano legge nel campionato di Serie B e sono le squadre più al top della categoria. Il segreto del loro successo è sicuramente dovuto i reparti difensivi che sono delle vere barricate, in questo frammento di campionato, il Frosinone ha subito soltanto 6 reti e il Genoa solo 7 gol.

 

Sia la Serie A che la Serie B costituiscono campionati molto agguerriti quest’anno, dove nulla è scontato, per questo le sorti delle squadre sono destinate a cambiare da un momento all’altro, intanto siamo nel vivo delle due competizioni.

“Alghero, opere pubbliche ferme: ma va tutto bene”

ALGHERO – “Ennesimo sovralluogo a favore di telecamere e taccuini del cantiere sulla circonvallazione aperto il 20 Giugno 2020; un’opera di grande portata attesa da molto tempo,  per la cui esecuzione sono disponibili 10,5 milioni di finanziamento regionale, la cui prima tranche di 4 milioni ad opera della Giunta Soru e la restante parte ad opera della Giunta Cappellacci. Definita la progettazione e gli espropri dalla Giunta Bruno, con la Giunta Conoci vengono avviati i lavori circa 800 giorni fa. Estirpate e ricollocate oltre tracciato 180 piante ( in totale sono circa 650 ) la strada a 4 corsie viaggia da troppi mesi verso la  realizzazione del fondo stradale. Oggi si è svolto un ennesimo sopralluogo del Sindaco e dell’Assessore alle Opere Pubbliche , con i responsabili dell’impresa,  che sta eseguendo i lavori. “Circa due anni la durata delle opere, ma non è escluso che si possa velocizzare ulteriormente” si affermava anche qualche anno fa dalla voce dell’amministrazione comunale. Siamo già a quasi due anni e mezzo, ma Conoci e i suoi continuano giusto a organizzare sopralluoghi e inaugurazioni.
Ma ciò che soprattutto preoccupa in città, al di là della circonvallazione, che tutti vorremmo poter vedere conclusa presto, è che gran parte dei lavori pubblici sono assolutamente fermi per opere che vedono  finanziamenti e progetti ereditati: la piscina comunale coperta, la riqualificazione del palazzo civico con i consiglieri comunali sfrattati dall’aula consiliare da due anni e oltre, l’ex cotonificio di via Marconi. E se la scuola del nuovo millennio di via Tarragona finanziata col progetto Iscola vede finalmente piazzato almeno  il ponteggio esterno, i lavori nel mercato civico e nella piazza della pietraia sono lontani dal prendere avvio, col rischio di perdere il finanziamento conquistato dalla Giunta Bruno. Si sono perse le tracce dei lavori nella Grotta verde e regna il silenzio assoluto sul mancato appalto della Sassari-Alghero.
Ma per Conoci, naturalmente, va tutto bene”.
Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune e PD