“Mi dispiace per Alghero, ma con Cacciotto la città è allo sbando”

ALGHERO – “Alghero oggi appare come una splendida nave lasciata in balia del mare, senza una guida, senza una rotta, senza nessuno realmente al timone”. È l’amara analisi del consigliere comunale della Lega, Michele Pais, che “con estremo dolore denuncia una situazione di totale sbando politico e amministrativo”.

“Il sindaco – evidenzia Pais – non sembra avere più il controllo né della sua Giunta né della stessa maggioranza, dove ormai ciascuno risponde solo a sé stesso. La fotografia più evidente di questo caos è un Consiglio comunale costretto, dopo appena due anni di mandato, a riunirsi sistematicamente in seconda convocazione, come fosse l’assemblea di un qualsiasi condominio, incapace persino di garantire il numero legale per approvare atti fondamentali”.
Secondo il consigliere della Lega, “nessun settore della città pare realmente governato. Non esiste un’azione concreta, tangibile, percepita dai cittadini. Esistono invece annunci, slogan, voli pindarici, progetti irrealizzabili e scenografie costruite per coprire il vuoto amministrativo”.
Pais cita la gestione della posidonia come “emblema dell’approssimazione e della propaganda”. “Abbiamo assistito persino a immaginarie inaugurazioni di impianti di smaltimento della posidonia, utilizzate come fumo negli occhi per nascondere l’assenza di soluzioni vere”.
Ma le criticità, evidenzia, riguardano ogni ambito della vita cittadina: “Le politiche di sviluppo sono ferme, la manutenzione delle strade è inesistente, le opere pubbliche restano incompiute, i cantieri diventano eterni. Alghero vive sospesa, galleggia alla giornata, sperando semplicemente nel bel tempo”.
“Persino su temi delicatissimi che riguardano le difficoltà economiche di tante famiglie – prosegue Pais – questa amministrazione sta dimostrando tutta la propria inadeguatezza. La rottamazione dei tributi comunali, fortemente voluta dalla Lega e dal centrodestra per venire incontro ai cittadini in difficoltà, non è ancora stata approvata perché il testo predisposto dall’amministrazione si è rivelato insufficiente e inadeguato, tanto da dover essere corretto, modificato e praticamente stravolto dal Consiglio comunale. Anche su un provvedimento di buon senso e di aiuto concreto ai cittadini si sono fatti trovare impreparati”.
“L’unica cosa realmente aumentata in questi anni – continua Pais – sono le tasse e il prelievo forzoso di denaro dalle tasche degli algheresi, insieme all’insopportabile proliferare incontrollato dei parcheggi a pagamento, senza che a questo corrispondano servizi adeguati o benefici concreti per la città”.
Il consigliere della Lega ironizza poi sulla denominazione dell’assessorato all’Urbanistica: “Che venga chiamato ‘Assessorato all’immaginazione urbana’ è forse la rappresentazione più autentica di questa amministrazione. Un assessorato che ci si può soltanto immaginare, perché nella realtà non si vede. Ed è immaginaria, purtroppo, l’intera amministrazione cittadina”.
“Per l’amore che nutro per questa città – aggiunge Pais – sono sempre disposto a tendere la mano all’amministrazione, che regolarmente la rifiuta. E continua a fare peggio. Avessero l’umiltà di ascoltare, le cose andrebbero certamente meglio”.
“Gli algheresi – conclude Pais – se ne sono ormai accorti. Alghero merita ben altro: una guida seria, presente, concreta e capace di governare davvero. Ogni volta che la sinistra ha amministrato questa città il risultato è stato lo stesso: divisioni, immobilismo e declino”.

 

 

“La gita in Cina dell’assessore Manca è a dir poco surreale e scollegata dalla realtà”

ALGHERO –  “Più che una missione istituzionale strategica per il futuro della mobilità sarda, quella dell’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca in Cina appare come una suggestiva e costosa scampagnata fuori Europa, totalmente scollegata dalla realtà territoriale, economica e infrastrutturale della Sardegna”. Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
“Il tentativo di accostare il modello dei trasporti cinese a quello sardo è semplicemente surreale. Da una parte abbiamo la Cina, una superpotenza continentale di quasi dieci milioni di chilometri quadrati, con oltre un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, una pianificazione centralizzata, risorse finanziarie gigantesche e un sistema politico che consente di realizzare infrastrutture in tempi rapidissimi, senza gli ostacoli ambientali, urbanistici, paesaggistici, culturali e burocratici che esistono in Europa e in Italia. Dall’altra abbiamo la Sardegna, un’isola con poco più di un milione e mezzo di abitanti, un territorio fragile, vincoli paesaggistici diffusi, densità abitativa bassissima e una domanda di mobilità completamente diversa”.
“L’assessora Manca visita Chengdu, le smart city cinesi, i sistemi di intelligenza artificiale applicati al traffico urbano e le gigantesche piattaforme logistiche del Sichuan come se la Sardegna potesse diventare la replica mediterranea di una metropoli asiatica da venti milioni di abitanti. Siamo al paradosso. La Sardegna non ha bisogno di inseguire modelli fantascientifici costruiti per megalopoli e corridoi industriali continentali. Ha bisogno, molto più concretamente, di strade sicure, continuità territoriale efficiente, trasporto pubblico locale funzionante, collegamenti interni veloci e servizi adeguati per cittadini, studenti, lavoratori e imprese”.
“Il confronto fra Cina e Sardegna è improponibile. La Cina investe centinaia di miliardi in infrastrutture ferroviarie, aeroportuali e portuali perché ha dimensioni, popolazione, capacità industriale e obiettivi geopolitici globali. La Sardegna combatte quotidianamente con reti viarie incomplete e dissestate, ferrovie lente, collegamenti marittimi incerti e aeroporti che dipendono dalla stagionalità turistica. Pensare di trarre soluzioni concrete per i problemi dell’Isola osservando sistemi progettati per un’altra scala geografica, economica e politica significa non comprendere la realtà sarda e vivere con la testa fra le nuvole”.
“Colpisce inoltre la totale assenza di concretezza di questa missione. Solo incontri istituzionali, visite aziendali e dichiarazioni generiche sull’innovazione e sulla mobilità intelligente”. “Bene avrebbe fatto Manca a visitare isole con spiccata propensione al turismo, quali Canarie o Baleari, per visionare e capire sistemi di trasporto e servizi infrastrutturali di dimensioni territoriali piuttosto che continentali.”
“Nel frattempo i sardi continuano a fare i conti con trasporti inefficienti, tariffe elevate, disagi quotidiani e infrastrutture inadeguate. Prima di guardare alle megalopoli cinesi, la Giunta regionale dovrebbe occuparsi delle emergenze reali della Sardegna. Parafrasando Marco Bellocchio: “La Cina non è vicina”.
“Questa missione rischia quindi di restare ciò che appare oggi: un’allegra trasferta internazionale pagata dai contribuenti sardi, priva di ricadute concrete e incapace di produrre benefici reali per il sistema economico e sociale dell’Isola”, conclude Tedde.

“All Seasons, la Città Metropolitana snobba ancora Alghero”

ALGHERO – “Accogliamo con favore l’idea di lavorare sulla destagionalizzazione e sul rafforzamento dei collegamenti aerei, obiettivi strategici per tutto il Nord Ovest della Sardegna. Tuttavia, nel Patto “Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons” emergono alcune criticità politiche e istituzionali che non possono essere ignorate.
La prima riguarda l’assenza, tra i firmatari, della Città Metropolitana di Sassari, che dovrebbe rappresentare il principale livello di coordinamento per una strategia di area vasta. Se si parla di un progetto che coinvolge l’intero Nord Ovest della Sardegna, è difficile comprendere perché manchi proprio l’ente deputato alla pianificazione e alla costruzione di una visione complessiva del territorio.
Allo stesso modo, colpisce l’assenza degli altri Comuni turistici del territorio, a partire da Castelsardo, e di tante realtà che beneficerebbero direttamente dell’aumento dei flussi turistici e del rafforzamento dei collegamenti aerei garantiti dall’aeroporto di Alghero.
Persino la denominazione del progetto, “Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons”, sembra privilegiare una dimensione esclusivamente algherese, senza valorizzare adeguatamente il carattere condiviso e sovracomunale che un’iniziativa di area vasta dovrebbe avere.
In questo quadro appare legittimo chiedersi perché debba essere il Comune di Alghero a destinare una quota dell’imposta di soggiorno al finanziamento di un progetto destinato a produrre ricadute economiche diffuse su tutto il territorio, senza che vi sia, almeno allo stato attuale, una partecipazione chiara e concreta degli altri enti locali.
Manca infatti un accordo realmente condiviso; manca una partecipazione economica degli altri Comuni; manca una governance ampia, rappresentativa e trasparente. Mancano, soprattutto, criteri chiari sulla distribuzione dei benefici e delle responsabilità.
La destagionalizzazione deve rappresentare una sfida comune, ma proprio per questo non può poggiare quasi esclusivamente sulle risorse del Comune di Alghero. Prima di impegnare parte degli introiti della tassa di soggiorno, sarebbe opportuno chiarire quali saranno i contributi della Città Metropolitana e degli altri Comuni turistici del Nord Ovest, affinché il progetto non si trasformi in un’iniziativa sostenuta economicamente da Alghero ma costruita per un beneficio territoriale molto più ampio.
Per ora pare di assistere più a un annuncio programmatico che a una strategia strutturata. Quali interventi concreti saranno attuati? Si pensa davvero che il solo incremento dei voli nella bassa stagione possa rendere il territorio realmente attrattivo? Senza servizi, programmazione, infrastrutture e una visione condivisa, il rischio è quello di costruire un progetto privo di solide basi.
Perché le idee e gli slogan funzionano solo se accompagnati da una visione realmente condivisa: non vorremmo che “Orizzonte Riviera” si trasformasse presto in un malinconico “Tramonto Riviera”, ben diverso dal suggestivo tramonto che gli algheresi sono abituati ad ammirare dai bastioni”.

Il Presidente di Iniziativa Alghero
Avv. Francesco Sasso

“Posidonia, impianto inaugurato e (ancora) non operativo: basta propaganda”

ALGHERO – “L’amministrazione continua a raccontare l’impianto di trattamento della posidonia come un grande successo amministrativo, ma la realtà è ben diversa da quella descritta nei continui annunci propagandistici”, cosi il gruppo consiliare di Forza Italia che ritorna sull’impianto di San Marco che, nonostante l’inaugurazione, “non vede ancora una piena operatività”.

“Ad oggi, infatti, l’impianto -frutto dell’impegno della precedente Amministrazione- non è nelle condizioni di funzionare realmente. Manca ancora il piazzale indispensabile per il deposito e la movimentazione della posidonia da trattare, elemento essenziale senza il quale l’impianto non può operare a pieno regime. Nelle condizioni attuali, la struttura può trattare quantitativi insignificanti, assolutamente insufficienti anche rispetto alle reali esigenze di Alghero.
Per questo motivo riteniamo che il continuo tam tam mediatico dell’amministrazione rappresenti soltanto propaganda gassosa, priva di una concreta corrispondenza con lo stato reale delle cose.
Ma il problema è anche un altro, ed è persino più grave”

“Questo impianto può reggersi economicamente ed essere realmente utile soltanto se utilizzato dall’intero territorio della città metropolitana e dai comuni costieri del nord Sardegna. Se invece l’impianto quando sarà operativo continuerà a servire esclusivamente il Comune di Alghero, i costi di trattamento non subiranno alcuna riduzione significativa.
I prezzi possono abbassarsi solo attraverso economie di scala, aumentando i conferimenti e quindi il numero dei Comuni che utilizzano il servizio.
Ecco perché riteniamo indispensabile il coinvolgimento diretto della Città Metropolitana, che deve assumere un ruolo attivo nella gestione politica e organizzativa di questo impianto, incentivando i comuni della costa a conferire qui la posidonia e gli altri materiali trattabili.
Diversamente, il rischio concreto è quello di aver speso ingenti risorse pubbliche per creare una piccola cattedrale nel deserto.
Parliamo di circa 7 milioni di euro complessivi: 5 milioni provenienti dal PNRR e 2 milioni finanziati dalla Regione, investimenti che oggi rischiano di produrre un’infrastruttura largamente sottoutilizzata.
Le opere pubbliche, quando vengono realizzate senza un serio programma operativo e senza una visione gestionale concreta, finiscono inevitabilmente per essere inutili o utilizzate soltanto in parte, con grave spreco di denaro pubblico.
Ed è esattamente ciò che sta accadendo oggi con l’impianto di trattamento.
Grande clamore mediatico, grandi annunci, ma nessuna reale funzionalità concreta. E non sappiamo neppure per quanto tempo questa situazione andrà avanti, considerato che non esistono ancora certezze sui tempi di completamento della piattaforma necessaria al funzionamento dell’impianto stesso.
Forza Italia ritiene che questa amministrazione debba smettere di fare propaganda spicciola e iniziare finalmente a lavorare seriamente sulla programmazione, sulla ricerca delle risorse e soprattutto sulla predisposizione di progetti realmente cantierabili.
Oggi le risorse disponibili sono sempre più limitate e non possono essere disperse in iniziative prive di una visione strategica complessiva”

“Le difficoltà che il Comune incontra oggi nel reperire e sviluppare progetti concreti sono il risultato evidente di una gestione priva di programmazione e scollegata dalle reali priorità del territorio.
Forza Italia continuerà a vigilare con attenzione sull’operato dell’amministrazione comunale, che fino ad oggi ha dimostrato di non avere la capacità di dare risposte concrete e durature agli algheresi”, lo hanno dichiarato Tedde, Peru, Bardino e Ansini del gruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Alghero

“Parco e Amp, ambiente e trasparenza: il benvenuto al nuovo direttore”

ALGHERO – “L’Associazione Punta Giglio Libera rivolge un saluto di benvenuto al dott. Giulio Ermenegildo Maria Plastina, individuato quale nuovo Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte a seguito della procedura pubblica conclusa con la Delibera di Assemblea n. 7 del 5 maggio 2026.

In una fase particolarmente delicata per il futuro del territorio, del Parco naturale regionale di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana e della ZSC di Capo Caccia e Punta Giglio, auspichiamo che il nuovo incarico possa essere svolto nel segno della tutela ambientale, della trasparenza amministrativa e del confronto aperto con la comunità e le realtà associative impegnate nella difesa del patrimonio naturalistico e paesaggistico.

Punta Giglio Libera conferma la propria disponibilità a una collaborazione seria, rispettosa e costruttiva con il nuovo Direttore, nella convinzione che il dialogo tra istituzioni, cittadini e associazioni rappresenti un elemento essenziale per garantire una gestione efficace e condivisa dei beni comuni ambientali.

L’Associazione continuerà a svolgere con spirito civico il proprio ruolo di partecipazione, vigilanza e proposta, nell’interesse della conservazione degli ecosistemi, della legalità amministrativa e di un modello di fruizione del territorio realmente sostenibile.

Al nuovo Direttore formuliamo quindi i migliori auguri di buon lavoro, confidando che il suo mandato possa contribuire a rafforzare il ruolo del Parco quale presidio di tutela, conoscenza e valorizzazione del patrimonio ambientale di Porto Conte e Punta Giglio”.

 

                                               Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco

Nella foto l’ex-consigliera comunale di 5 Sstelle, Maria Antonietta Alivesi (Punta Giglio Libera)

Urbanistica e paesaggio, gli ambientalisti dettano la linea

ALGHERO – L’Associazione Punta Giglio Libera ritiene che il governo del territorio non possa essere affidato a decisioni frammentate, a procedure accelerate o a valutazioni parziali.
Il territorio non è una somma di atti amministrativi.
È un sistema complesso, fatto di equilibri ambientali, paesaggistici e sociali che richiedono visione,
responsabilità e coerenza.
Negli ultimi anni si è progressivamente affermato un modello che, in nome della semplificazione e
della rapidità, ha indebolito il controllo preventivo, sostituendo la pianificazione con interventi
frammentari e disarticolati. Questo modello produce inevitabilmente autorizzazioni fragili,
contenziosi, conflitti e, soprattutto, trasformazioni che incidono in modo permanente sul territorio.
Questo modello si manifesta attraverso dinamiche ricorrenti e riconoscibili:
• interventi inizialmente incompatibili che vengono progressivamente rimodulati per superare
i vincoli più stringenti
• procedimenti costruiti per fasi, in cui le componenti più rilevanti vengono temporaneamente
ridotte o escluse per ottenere il primo titolo autorizzativo
• successive integrazioni e varianti che reintroducono, nel tempo, gli elementi originariamente
esclusi
• frammentazione delle valutazioni tra diversi livelli amministrativi, senza una verifica
unitaria dell’impatto complessivo
• spostamento del controllo dal momento preventivo a quello successivo, con l’intervento
della magistratura quando le trasformazioni sono già avvenute
In questo modo, ciò che non sarebbe autorizzabile in modo diretto tende a diventarlo nel tempo,
attraverso una sequenza di atti formalmente legittimi ma sostanzialmente orientati a un risultato già
definito.
L’Associazione ritiene che questo approccio non sia sostenibile.
La tutela del paesaggio e dell’ambiente non può essere subordinata alla sola esistenza formale di
titoli autorizzativi. Questa criticità emerge in modo ancora più evidente quando le procedure di
semplificazione vengono applicate in contesti sottoposti a tutela paesaggistica.
La tutela del paesaggio non costituisce un interesse amministrativo ordinario, ma un principio
fondamentale riconosciuto dalla Costituzione. Per questa ragione, la valutazione degli interventi in
aree vincolate non può essere ridotta a meccanismi automatici, né affidata a logiche di mera
accelerazione procedimentale.
Le normative sulla semplificazione amministrativa, introdotte anche per regolare i rapporti tra enti e
ridurre i tempi decisionali, non possono tradursi nell’indebolimento della verifica sostanziale sugli
interventi che incidono su beni paesaggistici tutelati.
Ciò assume un rilievo ancora maggiore in Sardegna, dove il Piano Paesaggistico Regionale ha
attribuito agli ambiti costieri una tutela rafforzata fondata proprio sulla necessità di valutazioni
preventive, motivate e approfondite.
In questi contesti, il silenzio, l’inerzia o la frammentazione delle valutazioni non possono sostituire

un parere espresso, analizzato e coerente con gli obiettivi di tutela.
La semplificazione amministrativa non può trasformarsi in semplificazione della tutela.
Le trasformazioni devono essere valutate nella loro interezza e nella loro incidenza reale sui luoghi,
secondo un principio ormai consolidato anche nella giurisprudenza: la forma degli atti non può
prevalere sulla sostanza degli effetti.
Ogni intervento che modifica il territorio deve essere sottoposto a una verifica preventiva,
complessiva e rigorosa della sua compatibilità, tenendo conto non solo dell’interesse economico
immediato, ma degli equilibri complessivi e della loro sostenibilità nel tempo.
Ogni volta che questo equilibrio viene meno, è una sconfitta per la collettività.
È una sconfitta ogni volta che vengono attribuiti nuovi plusvalori economici ad aree di pregio
ambientale senza aver chiarito fino in fondo la compatibilità urbanistica e paesaggistica degli
interventi, riducendo progressivamente il controllo pubblico sul territorio.
È una sconfitta quando mutano destinazioni d’uso e intensità di fruizione senza una verifica adeguata
delle ricadute sui carichi insediativi, sul traffico, sulle infrastrutture, sui servizi e sugli equilibri
complessivi di contesti già sottoposti a forte pressione.
È una sconfitta quando il paesaggio, bene comune non riproducibile, viene inciso da trasformazioni
che producono alterazioni spesso irreversibili.
È una sconfitta, infine, quando risorse pubbliche, tempo amministrativo e credibilità istituzionale
vengono assorbiti da una sequenza continua di contenziosi, annullamenti, dissequestri e nuovi
sequestri, spostando il momento della verifica dalla prevenzione al conflitto.
Il problema non è episodico.
È sistemico.
Per questo l’Associazione afferma con chiarezza alcuni principi:
• la pianificazione deve tornare a essere lo strumento centrale del governo del territorio
• la valutazione preventiva deve prevalere sulla gestione emergenziale
• la tutela del paesaggio deve essere sostanziale e non solo formale
• la responsabilità delle decisioni pubbliche deve essere piena e trasparente
Il territorio è un bene collettivo, non una risorsa da adattare alle decisioni. Sono le decisioni che
devono adattarsi al territorio.
Senza questo cambiamento di prospettiva, ogni vicenda continuerà a riproporsi come emergenza,
mentre rappresenta, in realtà, l’effetto prevedibile di un metodo.
È su questo metodo che l’Associazione Punta Giglio Libera intende continuare a richiamare
l’attenzione pubblica.
Perché la tutela del territorio non è un’opzione.
È una responsabilità collettiva”.

Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco

Dopo Olbia, anche Alghero: patto per destagionalizzare. Oggi la firma

ALGHERO – Il Comune di Alghero, Camera di Commercio di Sassari, Sogeaal e Confcommercio Nord Sardegna sigleranno ufficialmente il protocollo d’intesa “Il Patto – Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons”.

“L’accordo punta a superare il modello stagionale basato esclusivamente sul prodotto balneare, promuovendo un’offerta turistica integrata attiva 12 mesi l’anno. L’intesa di Alghero segue temporalmente quella sottoscritta pochi giorni fa a Olbia. La convergenza dei due principali scali aeroportuali del Nord Sardegna sotto una visione strategica comune definisce un nuovo approccio regionale: le “porte d’accesso” dell’Isola opereranno ora in modo coordinato per garantire la sostenibilità economica dei flussi turistici nel lungo periodo”, cosi da Porta Terra.

Il Patto verrà siglato dal Sindaco Raimondo Cacciotto, dal Presidente della Camera di Commercio di Sassari Stefano Visconti, dall’Amministratore delegato della Sogeaal  Silvio Pippobello  e  dal vicepresidente di Confcommercio Nord Sardegna Salvatore Brichetto e dal vicepresidente vicario  Edoardo Oggianu.

Una cosa è certa: senza l’implementazione di servizi (a partire dal trasporto pubblico locale), di nuovi hotel, di strutture coperte dove realizzare eventi e convegni, di un’adeguata promozione e la disponibilità delle attività, anche pubbliche, di aprire anche nei mesi meno caldi, anche questa iniziativa potrebbe avere “il fiato corto”.

Piano Casa, basta con la propaganda delle Giunte Cacciotto e Todde: portino il Puc”

ALGHERO – «Sul Piano Casa approvato dal Governo Meloni serve serietà, non riflessi ideologici. La crisi abitativa ad Alghero è grave: colpisce famiglie, giovani coppie, lavoratori e residenti che faticano sempre più a trovare casa a condizioni sostenibili. Proprio per questo il tema non può essere affrontato con critiche strumentali prima ancora di valutare davvero il provvedimento». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, dopo la presa di posizione della cosiddetta Alleanza Municipalista, sottoscritta anche dall’assessore Roberto Corbia.

«Il Governo Meloni vuole aumentare l’offerta abitativa recuperando alloggi popolari non assegnabili, valorizzando il patrimonio pubblico, incentivando housing sociale, edilizia convenzionata e prezzi calmierati. Non bonus temporanei, ma case vere da rimettere in circolo».

Per Cocco «è poco credibile bocciare tutto in partenza, dopo che la sinistra, al Governo, in Regione e nei Comuni, ha evitato per anni temi come occupazioni abusive, scarsità abitativa e recupero del patrimonio pubblico. Ancora meno credibile se poi, a livello locale e regionale, non si producono risposte concrete».

«Corbia e l’Amministrazione Cacciotto dicano cosa intendono fare per ridurre le aliquote IMU, che rendono le case di Alghero tra le più tassate e contribuiscono ad aumentare i costi. Dicano anche cosa aspettano a portare in aula il preliminare del PUC, lasciato sostanzialmente pronto dalla precedente amministrazione di centrodestra».

«E la Regione Sardegna – prosegue Cocco – chiarisca quali strumenti intende mettere in campo su edilizia residenziale pubblica, recupero degli immobili inutilizzati e sostegno all’abitare. Perché senza pianificazione urbanistica, alleggerimento fiscale e investimenti veri, ogni discorso sulla casa resta propaganda».

«Il Piano Casa può essere un’occasione anche per Alghero – conclude Cocco – ma le occasioni si colgono se Comune e Regione, invece di criticare Roma, iniziano finalmente a lavorare».

“Gianvittorio”, venerdi la proiezione del documentario

ALGHERO – Venerdì 8 maggio alle ore 19, nella Sala Conferenze Lo Quarter, la Società Umanitaria di Alghero presenta la proiezione del documentario “Gianvittorio”, diretto da Rossana Cingolani. L’iniziativa nasce come omaggio a Gianvittorio Vacca, a pochi anni dalla sua scomparsa, nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Artista e figura profondamente legata alla vita culturale e mondana di Alghero, Vacca ha attraversato con il suo lavoro ambiti diversi: artigianato del corallo, scultura, ceramica, arredamento e scenografia, costruendo un percorso personale, libero da etichette e riconoscimenti formali. Nato ad Alghero nel 1936 e attivo a lungo anche a Cagliari, aveva scelto di tornare nella sua città per sviluppare nuovi progetti, mantenendo sempre uno sguardo radicato nella dimensione popolare del fare artistico.

“Non ho mai cercato di essere celebrato come artista – diceva – tutt’al più ho cercato di essere apprezzato come uomo di bottega”. Il documentario, della durata di 45 minuti, ripercorre la sua storia attraverso la produzione pittorica, la lavorazione del corallo e il suo ruolo nella vita culturale della Alghero degli anni Sessanta, restituendo il ritratto di una personalità capace di lasciare un segno nella memoria collettiva della città e nelle relazioni umane. La proiezione sarà accompagnata dalla presenza in sala della regista Rossana Cingolani, che lavora da oltre trentacinque anni nel montaggio, nell’edizione e nella post-produzione per cinema e televisione. Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Pupi Avati, Francesca Archibugi, Gianni Amelio e Marco Ferreri, con cui ha instaurato una collaborazione particolarmente significativa a partire da La casa del sorriso. «L’otto maggio prossimo mio padre Gianvittorio, se ancora fosse su questo pianeta, avrebbe compiuto 90 anni. E certamente li avrebbe festeggiati con una mostra di pittura, o con qualche altra diavoleria delle sue. Il destino ce lo ha sottratto qualche anno fa […] Il tempo passa, ma io non dimentico. Vi aspettiamo dunque nel giorno del suo compleanno», scrive Elias Vacca, che sarà ospite della serata.

“Salario minimo regionale, un bluff: la Corte boccia la Toscana, idem per la Giunta Todde?”

ALGHERO – «Lo avevamo detto subito, senza ambiguità: quella sul salario minimo regionale era una legge bluff, fumo negli occhi, destinata a crollare. Giunta e Consiglio corrano ai ripari e modifichino la legge per tutelare i lavoratori».
Così Michele Pais (Lega) interviene dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 60 del 30 aprile 2026 ha dichiarato illegittima la norma della Regione Toscana sul salario minimo regionale negli appalti pubblici.
Per Pais si tratta di una conferma netta di quanto aveva denunciato fin dall’approvazione in Sardegna. «Ora rischia la legge sarda. Parliamo di un impianto normativo fragile, costruito su basi giuridiche sbagliate e su un evidente equivoco: si è voluto furbescamente introdurre il concetto del “trattamento economico minimo” scorretto e ben più ampio della “retribuzione minima tabellare”: nella migliore delle ipotesi bisognerà correggere la legge in questa parte».
La decisione della Corte si inserisce nel solco di un orientamento chiaro: in materia di contratti pubblici, prevale l’esigenza di uniformità normativa su tutto il territorio nazionale: «I giudici costituzionali hanno infatti ribadito che la disciplina degli appalti, incidendo direttamente sull’accesso al mercato e sulla selezione degli operatori economici, rientra nell’ambito della tutela della concorrenza, materia riservata in via esclusiva allo Stato».
Un passaggio, questo, che secondo Pais «smonta completamente l’impianto ideologico di chi, anche in Sardegna, ha voluto vendere una misura inefficace come una conquista sociale».
«Inoltre proprio perché gli appalti pubblici perseguono anche finalità sociali, la Corte ha ribadito che ciò oggi è garantito da un sistema articolato di tutele previsto dal Codice dei contratti pubblici. Come dire, tutte garanzie già previste».
Per il consigliere leghista, le conseguenze per la Sardegna sono evidenti: «La norma regionale, che già mostrava limiti applicativi, che peraltro allo stato non si sarebbe applicata agli appalti di portierato e delle pulizie in corso, rischia di fare la stessa fine di quella Toscana».
Da qui l’affondo politico: «Si tratta di una classica operazione di propaganda, una delle tante “operazioni social” più che “sociali”, a cui ci ha abituato l’Assessora del Lavoro. Oggi arriva una bocciatura pesante che certifica l’inconsistenza di quella scelta. Serve serietà: i diritti dei lavoratori non si tutelano con “norme Facebook” , ma con interventi concreti e compatibili con l’ordinamento nazionale».
Pais conclude con un invito alla Assessora del Lavoro Desirée Manca: «Prenda atto della realtà e smetta di inseguire i social assumendo la serietà del ruolo di Governo che le compete»