Latte, Paci: Oilos unici interlocutori

CAGLIARI – Il vice presidente della Regione, Raffaele Paci, ha portato questa mattina il saluto della Giunta all’insediamento del Consiglio di amministrazione dell’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo (Oilos). I lavori, aperti dal presidente Oilos Salvatore Pala, si sono tenuti nella sede dell’ARA (Associazione regionale allevatori) di Nuraxinieddu a Oristano alla presenza anche del presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale, Luigi Lotto, e del direttore generale dell’assessorato dell’Agricoltura, Sebastiano Piredda. “L’Organismo che la Regione individua come interlocutore del comparto ovicaprino è l’Oilos e non ce ne saranno altri”. Così Paci che ha aggiunto: “Si tratta di un soggetto riconosciuto dal Ministero e che raggruppa buona parte del mondo del latte ovino. Ci auguriamo che anche chi ancora non ha aderito lo faccia al più presto”.

I dati. “Senza dati ufficiali su tutta la filiera, dai litri di latte prodotti ai quintali di formaggi trasformati, non si può fare una programmazione seria. Non si può continuare su questa strada. Con i dati infatti si può creare la fiducia fra produttori e trasformatori. Quella fiducia che serve per costruire il futuro del settore garantendo l’equità dei profitti fra i vari soggetti della filiera”, ha spiegato il vice presidente.

Il mercato. “La stabilità del mercato del Pecorino romano – ha osservato Paci – la possiamo governare e costruire autoregolamentando le quantità delle produzioni, soprattutto per quelle DOP. Sul latte ovino, uno dei pochi casi del nostro agroalimentare, la Sardegna può condizionare il prezzo anche a livello nazionale. Abbiamo i numeri per poterlo fare. Programmiamo le produzioni di latte e dei formaggi così da evitare le cicliche fluttuazioni del mercato che fanno male a tutta la filiera”.

Il Consiglio regionale. Il vice presidente ha quindi concluso ricordando i lavori portati avanti in Consiglio regionale: “La Quinta Commissione ha fatto un buon lavoro accogliendo anche le proposte della Giunta – ha proseguito l’esponente dell’Esecutivo –. Le idee elaborate dalla Commissione saranno presentate nei prossimi giorni al Consiglio regionale per la discussione”. Per domani mattina a Cagliari è fissato un nuovo incontro tra tutti gli attori del comparto ovicaprino (comprese le organizzazioni di categoria agricola) e il vice presidente Raffaele Paci

Nella foto Raffaele Paci

S.I.

Valle di Rosello: basta spaccio

SASSARI – Questa mattina un gruppo di militanti della locale sezione di CasaPound Italia ha organizzato un presidio di protesta tra via Col di Lana e via Palmaera, nella vallata di Rosello, esponendo uno striscione recante la scritta “Basta spaccio e degrado nella valle di rosello” per contestare l’abbandono di questa area da parte dell’amministrazione. “La situazione ha dell’incredibile – afferma Andrea Farris coordinatore regionale di CasaPound Italia – intere palazzine assediate ogni notte da spacciatori e tossicodipendenti, case diroccate occupate da immigrati e cumuli di rifiuti in ogni angolo, il tutto a 50 metri da uno dei monumenti simbolo della città: la Fontana di Rosello “.

“Non c’è traccia del sistema delle valli con parchi, servizi ed orti tanto promesso dal centrosinistra nelle ultime tre campagne elettorali -continua Farris – ma gli unici interventi messi in atto dall’amministrazione sono sterili tagli periodici dell’erba”. “Già il mese scorso avevamo segnalato il degrado e i pericoli per la sicurezza di questa area – prosegue Farris – ma ad oggi i cittadini non ci segnalano alcun intervento concreto da parte delle istituzioni”. “Crediamo sia giunto il momento che il centrosinistra cittadino dia seguito alle promesse elettorali – conclude Farris – dando inizio finalmente ad una riqualificazione concreta dell’area, e una sua riconsegna ai sassaresi”.

Nella foto la manifestazione di Casapound

S.I.

Meningite: vaccino obbligatorio

CAGLIARI – “Condivido l’appello del senatore Silvio Lai e la sua presa di posizione sull’obbligo della vaccinazione per l’accesso agli asili”. Lo afferma l’assessore della Sanità, Luigi Arru. “Ben venga l’intesa raggiunta tra il Ministero della Salute e le Regioni su questo punto e anche l’inserimento di nuovi vaccini nei Lea: noi faremo la nostra parte, con uno stanziamento previsto nella manovra di bilancio 2017. Con i vaccini somministrati gratuitamente – compresi quello per il meningococco di tipo B – e una corretta e chiara informazione sull’utilità delle vaccinazioni e sui possibili e previsti effetti collaterali, decidere di non vaccinare i propri bambini rappresenta un comportamento rischioso e irresponsabile, non accettabile per chi deve proteggere la salute di un’intera Comunità”. L’esponente della Giunta, in stretto contatto con la Direzione generale dell’Aou di Sassari, sta seguendo da questa mattina l’evolversi delle condizioni di salute della donna ricoverata al Santissima Annunziata per meningite.

Nella foto una vaccinazione

S.I.

Piano Centro Storico al via

SASSARI – Un altro tassello del programma di mandato della maggioranza guidata dal sindaco Sanna è pronto per la città. Il piano che studia nel dettaglio i 3.600 edifici presenti nel centro storico e che, grazie al lavoro di riordino fatto dagli uffici di via Demuro, suddivide in 9 comparti l’area della vecchia città, salvaguarda e valorizza l’aspetto storico, architettonico e identitario dei beni presenti. Il nuovo piano particolareggiato della “città murata” nei giorni scorsi è approdato all’esame della terza commissione Urbanistica presieduta dal consigliere Marco Manca. Un’occasione straordinaria di pianificazione di un’area che riveste un enorme interesse per la città e che, lunedì 30 gennaio, vedrà ancora una volta riuniti i componenti dell’organismo consiliare. Questa volta si aprirà il dibattito sull’adozione dello strumento che detterà le nuove regole della disciplina urbanistica nel centro storico.

«Si tratta di una pratica molto importante – ha detto in apertura di seduta Marco Manca – che la cittadinanza attende e che dovrebbe servire al rilancio del comparto del centro storico». A illustrare il piano particolareggiato del centro storico sono stati l’assessore all’Urbanistica Gianni Carbini, il dirigente del Settore Claudio Castagna e i funzionari Roberta Omoboni e Sebastiano Frau. «Il piano – ha detto l’assessore – ha portato un attento riordino e dai singoli piani previsti per i vari comparti del centro storico, attraverso una loro omogeneizzazione, ha consentito la formulazione di un unico piano particolareggiato della “città murata”. Il piano, dopo la sua approvazione in consiglio comunale, dovrà passare al vaglio dell’Ufficio tutele del paesaggio». Nel centro storico, suddiviso in nove comparti, vengono individuati ben 3.600 edifici, per i quali si prevedono singoli studi di dettaglio. Numerose le azioni che, grazie alla presenza del piano, sarà possibile realizzare nel vasto perimetro del centro storico. Si va dalla possibilità di manutenzione ordinaria e straordinaria al restauro conservativo, dal restauro alla ristrutturazione conservativa. Importanti le novità introdotte dallo strumento che prevede anche la possibilità di demolizione e ricostruzione di alcuni edifici quindi la sopraelevazione, l’ampliamento, la nuova costruzione o la sola demolizione.

È stato il dirigente del Settore Urbanistica a sottolineare l’importanza della novità rappresentata dalla “ristrutturazione di tipo conservativo”. Si tratta – è stato spiegato – della tipologia di intervento che mantiene immutati alcuni elementi strutturali qualificanti, con possibili integrazioni funzionali o strutturali, senza incrementi di superficie, di volume e variazioni della sagoma storicamente esistente. Tra questi elementi qualificanti degli edifici vengono previsti i vani scala che hanno caratteristiche di bellezza architettonica e decoro, che non possono essere cambiati. Nelle zone di Sant’Apollinare e San Donato vengono previsti gli interventi più significativi di demolizione e ricostruzione, mentre sono circa 26mila i metri cubi di volumi previsti in aumento.

Di interesse, poi, la possibilità di creare, per ciascun comparto, un progetto pilota che prevede il coinvolgimento del privato, del pubblico, del privato e del pubblico assieme per la realizzazione di servizi per la collettività. Il piano prevede anche un progetto di sviluppo urbanistico con la possibilità di creare degli edifici di residenzialità pubblica. Il privato, cioè, potrebbe cedere una parte dell’edificio a questo scopo, ottenendo in cambio una premialità nei volumi. Si prevede, ancora, la possibilità di dividere in due gli appartamenti e realizzare garage – prima non era possibile – al piano terra seguendo un determinato percorso. Il piano ripropone poi i parcheggi interrati nelle piazze Mazzotti e Università, quindi nell’area di piazza Mazzotti la possibilità di creare spazi verdi e collettivi con percorsi di riscoperta archeologica. Sulla valle del Rosello si prevede un grande parco urbano, la ristrutturazione conservativa delle case che si affacciano sul Rosello quindi la ristrutturazione significativa di altre e, infine, la realizzazione di strutture a servizio degli orti urbani.

Nella foto l’incontro a Sassari

S.I.

Latte, La Base contro il centrosinistra

CAGLIARI – “Sono arrabbiato e deluso con la maggioranza che governa la Regione. Sul prezzo del latte fanno peggio di Ponzio Pilato: hanno i soldi, il sostegno del comparto e gli strumenti per risolvere il problema in dieci giorni”. E’ quanto sostiene il presidente de La Base Efisio Arbau. “In modi diversi ma convergenti sia i rappresentanti dei pastori, la Coldiretti, che quelli degli industriali, Confindustria, chiedono alla Giunta regionale di ritirare il surplus di Pecorino romano dal mercato garantendo ricadute certe sui pastori. Dall’altra, la Regione sostiene, per voce del suo vicepresidente, di avere i soldi: circa 50 milioni. E’ la strada indicata anche dall’Europa con il Patto del latte”.

Proposta sintetizzata proprio dal movimento La Base in una interpellanza presentata anche in Consiglio regionale con l’onorevole Gaetano Ledda. “Serve una politica che guarda agli interessi del suo popolo e non ai piccoli tornaconti di bottega: con il Patto del latte in una settimana si risolverebbe una delle vertenze principali della nostra isola – evidenzia Arbau -. La Regione non fa il prezzo del latte ma non sta neppure alla finestra”.

In sintesi. La Regione deve occuparsi di ritirare/ammassare i 50 mila quintali di Pecorino romano indicati da Confindustria a 6 euro al kg (servirebbero 30 milioni di euro). E lo fa a patto che i trasformatori firmino un contratto collettivo con i pastori in cui garantiscono la remunerazione del latte a non meno di 80 centesimi. “Fantascienza? No, politica ordinaria – conclude Arbau -. Ma forse il problema è tutto qui”.

Nella foto un gregge di pecore sarde

S.I.

Sassari, persi parcheggi: polemiche

SASSARI – «Dopo aver rifatto il manto stradale, in via Alghero il comune ha cancellato buona parte dei posteggi», la denuncia arriva dal coordinatore cittadino di Italia Attiva Sardegna, Alessio Paganini, che lancia l’allarme sulla perdita di preziosi posti auto in una zona già sofferente al riguardo. «Gli stalli che prima erano disegnati a spina di pesce – lamenta il rappresentante di Ias – sono stati ridisegnati paralleli al marciapiede. Una modifica che di fatto, ha privato la via di numerosi spazi, indispensabili per i residenti e per chi ogni giorno si reca negli uffici».

Tutto questo piove come una mazzata sui residenti, in una zona dove è presente una sezione locale delle Poste e numerosi carico e scarico merci riservati alle attività. Secondo la sezione comunale di Italia Attiva, l’unica soluzione per i cittadini sarà quella di usufruire dei posteggi a pagamento di viale Dante. Sempre che, sottolineano i dirigenti del partito, l’eliminazione di gran parte degli stalli in via Diaz (utilizzati per la costruzione della pista ciclabile) non vada a saturare la struttura, senza lasciare più spazio a chi viene da via Alghero.

«A questo si aggiunge l’aggravio di costi per i cittadini che saranno costretti a pagare per posteggiare la loro auto – prosegue Paganini –. Ciò dimostra quanto la giunta comunale sia distante dagli interessi della comunità, che continua a subire le conseguenze di scelte scellerate, contrarie alle vere esigenze dei Sassaresi». Italia Attiva Sardegna chiede l’immediato intervento da parte del Comune per ripristinare i posteggi com’erano in passato. «Questo non risolverà il problema – conclude Paganini – ma senz’altro non aggraverà la situazione».

Nella foto via Alghero a Sassari

S.I.

Agnello e carciofi: successo in Svizzera

CAGLIARI – L’agnello sardo e il carciofo spinoso hanno conquistato i palati degli svizzeri. Dal 7 al 22 le due eccellenze che si fregiano dei marchi di qualità (Igp il primo e Dop il secondo) sono stati i protagonisti della quinta edizione della rassegna gastronomica “La Sardegna in Rassegna”. Un evento di successo che si è tenuto a Breganzona, nel ristorante l’Argentino grazie alla collaborazione tra il Consorzi di tutela del Carciofo spinoso di Sardegna Dop e quello dell’Agnello di Sardegna Igp (Contas). Per 15 giorni, lo chef Pietro Sabbadin del ristorante l’Argentino, affiancato per l’occasione da Angela Murgia, official Chef del Consorzio di tutela del Carciofo spinoso di Sardegna Dop, hanno proposto una ricetta tipica sarda con i due prodotti certificati simbolo dell’agricoltura sarda.

“E’ stato un grandissimo successo. Un ottimo risultato in termini di promozione oltralpe – sostiene il presidente del Contas Battista Cualbu -. La rassegna è un’importante vetrina per i nostri prodotti e per il territorio e la cultura sarda, in una terra, la Svizzera, che guarda sempre con maggiore interesse la Sardegna. Si tratta di una ulteriore occasione di promozione che si inserisce all’interno del nostro programma”.
“Come Consorzio riteniamo fondamentale lavorare in sinergia con le altre eccellenze agroalimentari nostrane – spiega il presidente -. Per questo stiamo consolidando quelle già avviate, come con il Consorzio del carciofo spinoso sardo, e stiamo lavorando per intesserne nuove”.

“La migliore promozione dei nostri prodotti – conclude la direttrice del Consorzio del Contas Patrizia Pitzalis – la si fa in modo unitario e coordinato. Presentiamo non un semplice prodotto ma un territorio, con una antica cultura agricola ed enogastronomica. In questo modo si risparmiano soldi e si è più efficaci nella comunicazione”. Il Consorzio del Carciofo spinoso sardo Dop, guidato dal presidente Tore Terzitta e diretto da Carlo Cherchi, conta su 35 soci: 25 produttori e 10 confezionatori. Nell’ annata scorsa la produzione totale di Carciofo Spinoso di Sardegna Dop, è stata di 1.504.456 capolini. Il Contas, che recentemente ha trasferito la propria sede a Macomer, conta invece circa 4mila soci e certifica oltre 650 mila agnelli.

Nella foto i carciofi sardi

S.I.

Crisi ovicaprino, strappo de La Base

CAGLIARI – “Il comparto ovino è nel baratro e ci chiede un intervento immediato e concreto. Il prezzo del latte è sotto i 60 centesimi e quello del Pecorino romano è in caduta libera. I pastori chiedono disperatamente un prezzo più remunerativo perché con meno di 60 centesimi non coprono neppure i costi di produzione, mentre il mondo della trasformazione chiede interventi per togliere dal mercato il surplus del Pecorino romano”. Cosi il partito della Base sulla vertenza del latte e soprattutto sulla grave difficoltà in cui si trova il comparto ovicaprino e in generale l’agricoltura.

La risoluzione non da nessuna risposta. E’ molto vaga e non all’altezza della crisi. Non emerge un’idea e una strada in cui indirizzare il comparto fuori dal pantano. “Sono queste le motivazioni che mi hanno spinto a non votare questa proposta – spiega il consigliere regionale de La Base Gaetano Ledda -. In questo momento non serve una politica chiacchierona che schiva il problema, ma una autorevole che si assume delle responsabilità e da risposte”. “Con il mio movimento La Base – sostiene il consigliere Gaetano Ledda – abbiamo avanzato una proposta, discussa anche in Consiglio regionale, che da risposte immediate con delle ricadute per tutta la filiera: la Regione acquista le eccedenze di Pecorino romano al prezzo del latte dell’annata 2015/16, a condizione che i trasformatori paghino il latte ad un prezzo non inferiore a 80n centesimi al pastore”.

In questo modo si danno delle risposte ai trasformatori e ai produttori: si sblocca il mercato del Pecorino romano, sottraendolo ad un meccanismo al ribasso che altrimenti spingerà sul baratro l’intero comparto; mentre dall’altra si consente ai pastori di spuntare 25 centesimi in più di quelli attuali, che porterebbero nelle tasche dei pastori oltre 70 milioni di euro in più. Una manna dal cielo, viste la situazione contingente”. Il tutto lo si può fare mettendo in campo il Patto per il latte, un accordo tra trasformatori e pastori, sotto la regia della Regione che ha il via libera dall’Europa. “Chiedevamo alla Regione di fare la sua parte e di esercitare il suo ruolo – dice il presidente de La Base Efisio Arbau -. La soluzione per una volta ce la indica l’Europa”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Pigliaru ignora crisi pastorizia

CAGLIARI – Le indiscrezioni sulla risoluzione proposta dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale sulla crisi del settore lattiero caseario fanno emergere posizioni lontanissime da quanto proposto da Coldiretti Sardegna. “In un momento drammatico per i pastori, con il latte pagato a meno di 60 centesimi, la Commissione delegata dal Consiglio regionale per elaborare un documento che affronti la crisi, pare stia partorendo una risoluzione dove il problema reale del calo del reddito dei pastori non è assolutamente affrontato”. E’ il giudizio di Coldiretti Sardegna sui lavori che si stanno svolgendo nella Commissione regionale Attività produttive.

“Non si intravede alcuna risposta immediata al grido di dolore delle 12 mila aziende sarde – tuona il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Prendiamo atto che l’attenzione alla trasformazione ed al prodotto è assolutamente superiore a quella riservata ai pastori che sono i veri danneggiati da questo sistema. Durante l’audizione in Commissione abbiamo evidenziato il problema e suggerito le soluzioni: in questo momento non c’è alternativa all’intervento diretto che compensi il reddito dei pastori”.

“Abbiamo indicato lo strumento nell’articolo 1 della legge Regionale 15 del 2010 – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Inoltre, abbiamo anche detto e ripetuto che qualsiasi intervento pubblico deve avere delle ricadute su tutta la filiera ed in particolare sui pastori che sono stati costretti ad accollarsi tutto il peso della crisi. Sono loro con il latte a meno di 60 centesimi che stanno pagando i 150milioni persi dal crollo del prezzo del Pecorino romano”. “La crisi non è dovuta ai pastori, che non hanno munto un litro di latte in più rispetto all’annata precedente – precisa Battista Cualbu -, ma all’incapacità e disorganizzazione dei trasformatori che hanno allarmato il mercato con la bufala delle sovrapproduzioni di latte (inducendo i grandi compratori americani di Pecorino ad abbassare il prezzo) ed hanno prodotto più Pecorino romano”.

“Finora non abbiamo visto nessun intervento contro la speculazione avvenuta e contro la disorganizzazione nella programmazione produttiva – evidenzia Coldiretti Sardegna -. Si scaricano tutte le colpe al mercato americano senza tenere conto che sono stati prodotti 356 mila quintali di Pecorino romano quando la domanda conosciuta era di 240 mila quintali. Ancora oggi dopo avere svelato il bluff della sovrapproduzione di latte la Commissione da indicazione di una produzione di latte di 350 mila tonnellate, dato assolutamente sovrastimato”.

Nella foto una protesta della Coldiretti

S.I.

Danni maltempo, Regione: 5milioni

CAGLIARI – Sale ancora la disponibilità finanziaria della Regione per venire incontro ai territori delle zone interne colpiti, la scorsa settimana, dalle eccezionali nevicate. Ai due milioni di euro della legge 28, gestita dalla Protezione civile, e al milione di euro della legge 26 dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente, dedicato per il ristoro dei danni ai privati e alle attività produttive, si aggiungono altri 2 milioni in dotazione immediata dell’assessorato dell’Agricoltura. Una volta dichiarato lo stato di Calamità naturale da parte dei Comuni colpiti e una volta giunte le indicazioni sui danni subiti alle aziende agricole partiranno sul campo le verifiche della task force di tecnici regionali, messi a disposizione dalle Agenzie Argea e Laore. Sulla base dei riscontri operati nei territori, l’assessorato dell’Agricoltura disporrà inoltre della Misura specifica, la 5, all’interno del Programma di sviluppo rurale dedicata proprio al “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali”.

Rinvio bando Misura 6.1. Sentite le associazioni di categoria, l’assessorato dell’Agricoltura ha disposto la sospensione dell’apertura del bando della Misura 6.1 (Primo insediamento dei giovani in agricoltura), previsto per il prossimo 31 gennaio 2017. Nei prossimi giorni verrà comunicata la nuova data di riapertura. Dal 19 gennaio a oggi sono infatti giunte le dichiarazioni dello stato di Calamità naturale e le relative richieste di rinvio dell’apertura del bando della Misura 6.1 dai seguenti Comuni: Bitti, Ardara, Urzulei, Mamoiada, Lodine, Sorgono, Desulo, Pattada, Talana, Giave, Orune, Nuoro, Oliena, Nule. La richiesta di rinvio è arrivata anche da parte della Federazione regionale dei dottori agronomi e dei dottori Forestali della Sardegna. Alla base di tale richiesta le difficoltà e i contrattempi derivanti dall’emergenza metereologica.

Regione e territori. L’attenzione della Regione verso le zone interne della Sardegna, attraverso l’invio di mezzi utili per la tutela del territorio nei servizi ambientali e nel trasporto locale, prosegue oggi con il ristoro dei danni su un percorso avviato già da inizio legislatura. Circa un anno fa infatti, fra dicembre 2015 e gennaio 2016, grazie a uno straordinario lavoro delle strutture dell’assessorato dell’Agricoltura e dell’allora assessora Elisabetta Falchi, venivano soddisfatte le richieste pervenute da Comuni e da Unioni dei Comuni con la consegna di 266 automezzi, seguiti al bando pubblicato nell’ottobre 2014 con una rimodulazione di risorse del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Dopo una spesa di oltre 10milioni e 700mila euro sono stati consegnati 51 autocarri attrezzati con modulo antincendio; 63 macchine operatrici di tipo terna con braccio decespugliatore e sistemi avanzati per la manutenzione della viabilità; 75 fuoristrada “Pick up”, 5 posti, con vano di carico, destinati ai servizi ambientali; 77 minibus, 9 posti, allestiti anche per il trasporto di persone diversamente abili. Un’azione importante e tanto attesa dalle amministrazioni locali che in più occasioni ne hanno pubblicamente apprezzato i risultati.

Nella foto le strade innevate della Sardegna

S.I.