“Dopo-Equitalia, non toccare i conti”

PORTO TORRES – Lettera appello sul dopo Equitalia inviata, dal “Partito Sardo D’azione Sezione Antonio Simon Mossa”, a firma della segretaria Ilaria Faedda, alla gentile attenzione dei deputati, senatori sardi e al Presidente della Regione Sardegna. Come partito riteniamo fortemente che sia urgente un’azione che tuteli il già debole sistema imprenditoriale e sociale Sardo. “Vanno messe in campo azioni politiche e legislative finalizzate ad evitare ogni forma di aggressione delle poche risorse depositate nei conti correnti di imprese e persone fisiche che vivono e operano in Sardegna”.

Onorevoli tutti

Dal primo di luglio l’agognata Equitalia non esiste più! Sarebbe già questa una bella notizia, se non fosse che la sua eliminazione si è rivelata una mera azione populista di marketing politico, tenuto conto che è stata sostituita da un ente fotocopia a cui gli sono stati affidati poteri ancora più aggressivi, fino ad arrivare al prelievo forzato di somme dai conti correnti, senza che un giudice ne disponga l’esecuzione. Di fatto il rimedio si è rivelato peggiore del male.

Ciò che non si capisce è la ratio che ha portato a fare tale scelta, venduta al popolo italiano come l’eliminazione di uno strumento vessatorio per i cittadini. Strumento che, a detta di tanti, parrebbe sia stato anche la causa scatenante di numerosi suicidi. Oggi al suo posto ci troviamo un organismo di riscossione decisamente più aberrante e punitivo. Abbiamo certezza che questo provvedimento stia gettando nella disperazione più totale numerosissimi contribuenti onesti, per intenderci, quelli che non ce l’hanno fatta neanche ad aderire alla recente rottamazione delle cartelle esattoriali.

Va ricordato che chi finisce negli elenchi dei contribuenti morosi sono quelle imprese o persone fisiche che a suo tempo hanno prodotto correttamente e onestamente la propria dichiarazione dei redditi, autodenunciando i propri utili e guadagni, ma che, anche a causa di congiunture negative, sia economiche che di mercato, non sono state in grado di assolvere ai loro doveri nei confronti del fisco. Stiamo parlando, pertanto, di cittadini e imprese che non rientrano nella casistica degli evasori, ma piuttosto di semplici debitori dello Stato italiano che, tra l’altro, hanno visto lievitare in maniera esorbitante il loro debito originale, per via di spese, more e interessi che, messi assieme, superano di gran lunga i tassi d’usura.

La cosa che lascia totalmente perplessi è il messaggio che passa davanti un provvedimento di questo tipo: chi comunque ha dichiarato i propri redditi all’Erario e che, anche per colpe non sue, non ha potuto adempiere ai suoi doveri, viene perseguito come se fosse un delinquente abituale, o addirittura paragonato a quei mafiosi a cui gli vengono confiscati i danari dai conti correnti.

Poco importa se una piccola impresa, un artigiano o un commerciate ha deciso di rinviare il pagamento delle imposte, semplicemente perché tra lo scegliere se pagare una cartella o versare gli stipendi ai propri dipendenti, ha preferito la seconda soluzione. Se la sostituzione di Equitalia sta creando apprensione e sconcerto in tutto il territorio italiano, nella nostra regione, e in aree di forte crisi come Porto Torres, la cosa potrà avere effetti ancor più devastanti sotto il profilo economico, sociale e quello dell’ordine pubblico, per la semplice ragione che fare impresa in Sardegna è nettamente penalizzante rispetto al resto della Penisola. La condizione di disparità economica tra la Sardegna ed il resto d’Italia è ampiamente certificata da tutta una serie di fattori e deficienze strutturali:

fino al 2006 l’isola era ancora inserita “obbiettivo 1”, che comprendeva le regioni europee sotto sviluppate, da cui si è usciti non perché siano sensibilmente migliorati gli indicatori economici e sociali, ma bensì in quanto l’unione europea ha integrato regioni più povere della nostra;
ancora oggi si è alla ricerca di misure che compensino le diseconomie derivate dall’insularità;
il costo dei trasporti incide sensibilmente nelle produzioni destinate sia al mercato interno che a quello dell’esportazione;
la desertificazione industriale nei bacini industriali di Porto Torres, della Sardegna centrale e del Sulcis, figlia dei fallimenti delle Partecipazioni Statali e dell’industria di Stato; la Sardegna è tutt’ora l’unica regione ad essere esclusa dalla metanizzazione, determinando un costo energetico del 30% superiore a quello del Continente;
La nostra è la regione italiana ad avere la maggiore estensione di aree, anche di grandissimo pregio ambientale e turistico, occupate da servitù militari e statali in genere.

Pertanto non si può mettere sullo stesso piano chi è costretto ad operare in realtà come la nostra, Porto Torres in primis, dove la “vera impresa” è riuscire a tenere in piedi una struttura aziendale, rispetto a chi ha un’attività imprenditoriale in una delle zone floride del Paese, stracolme di servizi e opportunità.

In Sardegna la maggior parte degli imprenditori che non pagano le tasse alle scadenze canoniche, non lo fanno per occultare i propri guadagni in paradisi fiscali o in banche estere, come avviene in molte aree ricche del Paese, ma semplicemente perché preferiscono dare priorità a stipendi e fornitori. Se a quelle imprese gli dovesse essere pignorato, o peggio ancora prosciugato, il conto corrente, si sancirebbe l’immediata chiusura di quelle aziende, mettendo a repentaglio l’esistenza delle stesse e ed il futuro dei dipendenti con le loro famiglie. Altro aspetto che rende iniquo il rapporto tra il fisco italiano e la Sardegna, è il debito che ha lo Stato nei confronti dell’Isola, in virtù di quanto previsto dalll’art. 8 del Titolo terzo dello Statuto di autonomia della Regione Sarda, dove si dispone che i 7 decimi delle imposte versate in Sardegna devono tornare ai Sardi.

I crediti milionari che vanta la nostra regione nei confronti dell’Erario statale, alcuni sin dal 1991, derivati dalla ormai storica “vertenza entrate”, non sono ancora stati saldati, sancendo una morosità ormai cronica.
Proviamo ad immaginare cosa potrebbe succedere se i Sardi potessero applicare i poteri dati all’Agenzia delle Entrate-Riscossioni nei confronti delle casse del Tesoriere dello stato. Sarebbe una catastrofe! Vi è anche da considerare che lo Stato non può essere aggressivo quando è il cittadino o l’azienda ad avere debiti col fisco, mentre è sfuggente quando sono imprese o persone fisiche ad avere crediti nei confronti dello Stato.

Non si contano più le somme che le imprese Sarde aspettano per aver effettuato prestazioni, forniture e realizzato opere pubbliche per enti statali o direttamente collegati ad essi. Crediti che stanno mettendo in serio pericolo la loro stabilità finanziaria, ma che non riescono ad esigere se non dopo estenuanti solleciti e azioni giudiziarie che durano decenni. In un rapporto alla pari quelle imprese dovrebbero essere messe nelle condizioni di aggredire i conti correnti di quegli enti statali 60 giorni anche solo dopo il primo decreto ingiuntivo.

Ecco perché riteniamo che sia urgente un’azione che tuteli il già debole sistema imprenditoriale e sociale Sardo. Vanno messe in campo azioni politiche e legislative finalizzate ad evitare ogni forma di aggressione delle poche risorse depositate nei conti correnti di imprese e persone fisiche che vivono e operano in Sardegna. Se tutto questo non lo rivendichiamo noi Sardi, attraverso i nostri rappresentanti istituzionali, non aspettiamoci che chi ha usato per anni la Sardegna come colonia possa immedesimarsi nella realtà in cui viviamo.

Nella foto la segreteria del Psd’Az

S.I.

Sanità, Pd: riforma vada avanti

CAGLIARI – “Il PD è fortemente impegnato nella definizione di una rete ospedaliera che abbia come principio guida il riconoscimento del diritto alla salute dei sardi di tutti i territori. Oggi questo diritto non è assicurato pienamente da un sistema ospedaliero che è cresciuto male, senza logiche di rete, che è poco organizzato e poco specializzato, che produce tantissime risposte inappropriate e troppi viaggi della speranza”. Gigi Ruggeri, Consigliere Regionale, Segretario della Commissione Sanità e continua “E’ un sistema che va riformato proprio nel nome della giustizia sociale e di un diritto alla salute che riguardi tutti, affidando ai piccoli ospedali un ruolo insostituibile nell’urgenza e ai grandi un ruolo decisivo nella capacità di affrontare le complessità”.

“Cambiare è necessario, anche se ogni cambiamento induce qualche legittimo timore e sposta qualche interesse meno legittimo. Il PD esercita con grande responsabilità il proprio ruolo riformatore, prestando ascolto e attenzione a tutti i territori della Sardegna, discutendo e facendo sintesi nell’interesse generale. E nell’interesse generale evitiamo di inseguire chi è troppo affamato di visibilità su toni polemici arroganti e accuse sciocche e stucchevoli che non fanno l’interesse dei sardi.”

Nella foto in piedi Gigi Ruggeri

S.I.

Ati-Ifras, Centrodestra vuole certezze

CAGLIARI – “Tempi certi per la vertenza dei lavoratori ATI Ifras”. E’ questa la richiesta emersa durante l’incontro tra una rappresentanza dei lavoratori, che questa mattina hanno manifestato sotto il Consiglio regionale e i consiglieri dell’opposizione, Cappellacci, Dedoni, Oppi, Rubiu, Truzzu e Zedda. Al momento le soluzioni proposte circa l’impiego di 118 lavoratori presso l’IGEA o presso i Comuni ancora non sono giunte a compimento e non c’è chiarezza sul progetto del Parco Geominerario, in particolare sulle prospettive occupazionali, né sulla continuità occupazionale. Il blocco di 10 milioni all’ATI Ifras si sta riverberando sulla situazione dei lavoratori e anche su altre aziende. La richiesta è quella di sbloccare sia le fatture che le procedure per il reimpiego dei lavoratori. L’opposizione ha sottolineato che l’attuale giunta ha ereditato un progetto che avrebbe garantito la posizione dei lavoratori, ma ha perso tre anni tra annunci e continui rinvii”.

“Al momento l’esecutivo non ha presentato nessuna proposta e continua ad avvitarsi sul rimpallo di responsabilità con ATI Ifras. Il centro-destra è al fianco dei lavoratori e diffida il presidente della Regione affinché cessi questo “gioco del nascondino” con appuntamenti che saltano e soluzioni che vengono rinviate a data da destinarsi. Dopo tre anni – concludono i consiglieri di opposizione- non è tempo di annunci e di comunicati stampa, ma di azioni concrete”.

Nella foto l’incontro dei consiglieri di opposizione coi lavoratori

S.I.

Sanità, Areus: nomine e pantano

CAGLIARI – “Continuiamo a chiederci quali sono i motivi che ostacolano la Giunta Regionale nella nomina del Direttore generale dell’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza prevista per legge entro il 31 dicembre dello scorso anno”. Ancora una volta il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ritorna sul tema rovente della grave omissione che rende acefalo il sistema di emergenza urgenza sanitaria sardo.

“Siamo costretti a pensare che il povero Assessore Arru sia sotto schiaffo della maggioranza che litiga per la poltrona. Ma anche che Pigliaru e la sua Giunta, così come sta accadendo, intendano continuare ad anticipare decisioni di competenza del DG in tema di nomine e incarichi, espropriando competenze in capo al DG per poi metterlo davanti al fatto compiuto. Tutto ciò –ricorda l’ex sindaco di Alghero- accade mentre il centrosinistra litiga furiosamente sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, non riuscendo a trovare un punto di caduta che vada nell’interesse dei sardi, provocando le reazioni di Pigliaru che minaccia le dimissioni”.

“E mettendo all’angolo il povero Assessore Arru che non si capacita per questa voracità del centrosinistra. Crediamo sia arrivata l’ora di scrivere la parola fine a questa triste vicenda. Sono oramai 200 giorni che l’Azienda per l’emergenza e urgenza attende di essere governata così come prevede la legge. Non si viola la legge in questo modo prepotente e non si scherza –chiude Tedde- con la salute dei sardi.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

“Sassari, ripuliamo il Centro Storico”

SASSARI – “Ripuliamo il centro storico” e “Basta Feccia” questo il testo degli striscioni e dei manifesti affissi nella notte dai militanti della locale sezione di CasaPound. “Sono ormai all’ordine del giorno le notizie riguardanti reati commessi nel centro storico – afferma CasaPound in una nota – non ultima la scoperta di una vera e propria centrale dello spaccio gestita da nigeriani” “Siamo stanchi di denunciare giornalmente le condizioni di poca sicurezza che vivono gli abitanti del centro storico -continua CasaPound- assediati quotidianamente da bande di stranieri, la maggior parte irregolari, che gestiscono spaccio è prostituzione nel silenzio assoluto delle istituzioni”

“Pensiamo che sia giunta l’ora di liberare la città da questa feccia -prosegue CasaPound- e che sia necessario che le istituzioni, a partire dal Comune, avviino controlli a tappeto in tutto il quartiere vecchio per individuare da un lato i clandestini, dall’ altro le abitazioni affittate irregolarmente e prive di agibilità che spesso divengono centrali di spaccio e prostituzione”. “La popolazione è ormai esasperata -conclude CasaPound- mentre le istituzioni assistono impassibili e complici a questo scempio”,

Nella foto gli striscione affissi a Sassari

S.I.

Windsurf a Santa Teresa: un successo

Santa Teresa Gallura – Si è conclusa nella splendida baia di Porto Liscia la Wind Techno Cup 2017, il Trofeo nazionale di classe Techno 293 propedeutico per le competizioni olimpioniche e valevole anche come tappa della Coppa Italia. È stato un grande successo sia dal punto di vista sportivo, sia sotto il profilo dell’indotto turistico sviluppato intorno dall’evento, che ha fatto registrare cifre mai viste in una manifestazione di windsurf in Sardegna. Questo a dimostrazione del fatto – hanno sottolineato gli organizzatori – che la destagionalizzazione di eventi di questo calibro può contribuire in modo concreto a implementare la presenza di visitatori ed essere un importante vettore economico per la regione.

È stata una settimana a tutto windsurf, che ha confermato le straordinarie potenzialità di Culuccia come uno degli spot più belli al mondo per questo sport. Caratteristiche ben messe in luce dalla presenza di nomi di spicco del settore come Alessandra Sensini, pluricampionessa olimpica e attuale vice presidente del Coni e della Fiv, Ezio Ferin, Presidente internazionale della Classe Techno 293 e Andrea Madaffari, preparatore atletico della Nazionale. Sensini ha riconosciuto il grande valore dello specchio d’acqua di Porto Liscia per specialità di windsurf ai massimi livelli, con un particolare riguardo alla gestione della sicurezza che, in competizioni come la WTC, vede coinvolti sono atleti di giovane e giovanissima età, con pochi anni di esperienza.

Anche Ezio Ferin, presente per il secondo anno consecutivo a Culuccia, ha sottolineato l’importanza della conformazione del territorio in manifestazioni come questa, «tanto è vero che per la prima volta al mondo questo tipo di competizione viene ripetuta per due anni consecutivi nello stesso posto». Tra i presenti in spiaggia preparatori atletici, allenatori e attuali campioni di classe in carica come Giorgia Speciale, detentrice del titolo mondiale di Classe 2016, la sarda Enrica Schirru, seconda al mondo ed Edoardo Tanas, campione Europeo in carica, arrivati a Culuccia con la Nazionale Techno Plus e il coach Mauro Covre per allenarsi in vista del mondiale che si disputerà la prossima settimana a Quiberon in Bretagna.

Per tutte le categorie, i primi tre classificati salgono sul podio della terza tappa della Coppa Italia, mentre vanno avanti nelle qualificazioni per le olimpiadi giovanili Yog 2018, la cui ulteriore scrematura seguirà nelle successive regate del campionato. Le classifiche. Per le competizioni maschili, nella categoria Ch3 (sotto 9-10 anni) il primo è Nicolò Nevierov, il secondo Rocco Sotomayor e il terzo Enrico Pintor. Nella Ch4 (sotto gli 11 anni) si classificano nell’ordine Giuseppe Palopoli, Giulio Orlandi e Gabriele Zavatteri. La categoria Esordienti vede primeggiare Andrea Passamonti, seguito da Michele Dore e Andrea Palamidesi. La Under 13 va a Pier Enrico Mariotti, secondo Alessandro Graciotti e terzo Davide Enrico. Tra gli oltre sessanta iscritti della Under 15 la spunta Alessandro Melis, subito dopo Davide Antognoli e quindi Alessandro Giangrande. Nella Under 17 primo posto a Edoardo Tanas, secondo a Nicolò Gatti e terzo a Giorgio Stancampiano.
Categoria Plus, sopra i 17 anni, trionfa Riccardo Renna del circolo Surf Torbole, secondo Marco Ragusa e terzo Michele Cutaia.

Le classifiche in rosa. Nella Ch 3 la prima è Teresa Medde, seconda Diamante Scampuddu e terza Maja Anderlan. Nella Ch4 vince Anita Soncini seguita da Gaia Barbera e Rebecca Viti. Tra le Esordienti la spunta Sara Pesce, davanti a Costanza Ingianni e Sofia Toblini. La Under 13 va a Sophie Nieverov seguita da Lucia Napoli e Sara Costantino. Lavinia De Felici conquista la Under 15, dietro di lei Sofia Renna e Matilde Fassio. Nella Under 17 primeggia Marta Monge, seconda Erika Nieddu e terza Aurora De Felici. La Plus va a Giorgia Speciale, seguita da Marta Tanas ed Enrica Schirru. Le giornate. Più di duecentoventi ragazzi sono arrivati a Culuccia per vivere una settimana di intenso windsurf inaugurata lunedì mattina dalla Long Distance con partenza a coniglio e vento di Grecale di intensità 8/10 nodi. La prima avvincente giornata di competizioni ha visto scendere in campo centoquaranta giovani atleti.

Martedì e mercoledì si sono disputate le prove di Techno Slalom coordinate dal presidente mondiale di Classe Ezio Ferin. Questa disciplina particolarmente spettacolare e avvincente, vede gli atleti sfrecciare in un percorso rapido ed entusiasmante, con batterie di circa quattro minuti, come se il campo di regata fosse una pista di formula uno e le boe le curve. Richiede infatti un’intensità minima di vento di 12 nodi presente a Culuccia nelle due giornate di Techno Slalom. Giovedì mattina è partita la Terza Tappa di Coppa Italia Techno 293 con vento proveniente da Est di intensità media dieci nodi. Uno spettacolo mozzafiato quello che per tre giorni spettatori e curiosi hanno potuto ammirare nella spiaggia di porto liscia. Più di duecento atleti sono entrati in mare per disputare tre giornate di regate valide per il Trofeo nazionale di classe Techno 293 propedeutico anche per le competizioni olimpioniche. Tra loro i campioni di classe Giorgia Speciale, Edoardo Tanas ed Enrica Schirru. Tre intense giornate di regate disputate in due campi il primo, a est della baia, che ha visto gareggiare le categorie Under 17, Under 15 e Plus mentre il secondo ad ovest, ha visto gareggiare CH3, CH4, Esordienti e Under 13 con vento prevalentemente proveniente da Nord – Est con intensità media 10 /12 nodi per le tre giornate.
La settimana di Culuccia è stata intensa e ricca di eventi collaterali. Tra feste di premiazione, pasta party, gare amatoriali di Wind Surf e Sup per genitori e una Coach Eventi collaterali. Race tra i Team Leader, nel villaggio sportivo allestito dal Club Porto Liscia non è mancato il sano divertimento per atleti, team Leader, importanti ospiti e circa tremila visitatori, presenti giornalmente per assistere alla manifestazione.

Grande la soddisfazione di Stefano Pisciottu, mente organizzativa, che a nome del Club Porto Liscia e con la lega Navale di Santa Teresa ha ringraziato la Classe Techno 293, la guardia Costiera del comune di La Maddalena, la squadra nautica della Polizia di stato, Sabrina Pinato per il supporto in acqua, tutti i circoli che hanno preso parte alla manifestazione, gli importanti sponsor presenti, come GoPro, Boom, Acqua Smeraldina, Dettori Market, Casa del Grano, Wings, RRD, Mafia, Cantieri Grafici Roma, Cricco Service, Obsidian, Bic Sport, Hotel le Dune, Northwest Porto Pozzo, tutte le strutture convenzionate, i volontari ed i giudici FIV. L’evento è stato patrocinato dalla Regione Sardegna e dai comuni di Santa Teresa di Gallura e Palau. Un ringraziamento particolare è andato a Francesca Alvisa, responsabile di Classe Techno 293 per la Sardegna, e a Dario Baffetti, segretario Nazionale di Classe Techno 293, per il meraviglioso lavoro svolto.

Nella foto il trofeo Santa Teresa

S.I.

Ristrutturazione Aou, al via i lavori

SASSARI – La direzione strategica dell’Aou di Sassari ha approvato, nei giorni scorsi, il progetto esecutivo per i lavori di ristrutturazione e adeguamento impiantistico del blocco operatorio dell’ospedale di via De Nicola. Il piano economico prevede un costo per la realizzazione delle opere di 1.150.000 euro. Si tratta di lavori attesi e di notevole importanza, considerata l’obsolescenza di una parte del blocco operatorio al quarto piano del Santissima Annunziata. Una situazione che richiede urgenti interventi di adeguamento alle norme di prevenzione incendi, edili, impiantistici e igienico sanitarie, sia per garantire la sicurezza che per essere autorizzate dal punto di vista delle norme sanitarie.

Per l’adeguamento del blocco operatorio, inoltre – si precisa nella delibera siglata dal direttore generale Antonio D’Urso – sarà necessario realizzare interventi edili e agli impianti anche nelle altre aree di più recente costruzione, così da rendere l’intera struttura adeguata e funzionale alle attuali norme di accreditamento sanitario e antincendio. Le opere avranno un costo di poco superiore al milione di euro e sono state finanziate dalla Regione nel 2016 per 900 mila euro, dai fondi sul “Programma investimenti legge 67/1988”, e più recentemente per 250 mila euro dai fondi Fsc 2017-2020.

Con la delibera approvata giovedì, inoltre, si autorizza la struttura tecnica ad avviare le procedure per la gara d’appalto. Nel frattempo, saranno attive le due nuove sale operatorie dell’ampliamento del Santissima Annunziata, entrate in funzione da una decina di giorni. Queste ultime sono dotate di “recovery room” e hanno ottenuto l’accreditamento provvisorio. Le sale, ultimate nel 2012, tra maggio e giugno sono state oggetto di sopralluogo da parte del gruppo tecnico regionale per la verifica e l’accreditamento.

Nella foto la parte esterna dell’Aou

S.I.

Vannini (non-sardo) all’Asinara

PORTO TORRES – E'”Porto Torres in Movimento” a svelare quello che dovrebbe essere il nuovo presidente del Parco dell’Asinara dopo la morte di Pasquale Federici. Il tono del movimento è polemico, del resto a fronte della richiesta di curricula di persone del posto, sarebbe stato scelto un “non-sardo”.

“E’ singolare il modo con il quale si cerca di rivendicare la Presidenza del Parco a favore di un PortoTorrese da parte delle Istituzioni cittadine e qualche forza politica locale, i quali invitano i cittadini interessati in possesso dei requisiti a presentare curriculum per essere selezionati”, e continua il movimento “pur sapendo, per averlo condiviso e deciso, che il prossimo Presidente è già stato scelto: il prossimo Presidente del Parco Nazionale dell’Asinara è il Prof Marco Vannini, persona seria, capace e concreta, ma non è Portotorrese. Quindi, evitate di perdere tempo a presentare candidature fasulle”.

Nella foto il Parco dell’Asinara

S.I.

“Crisi Sassari, Pd pensa a poltrone”

SASSARI – “Il Partito Democratico a Sassari è riuscito a fare anche questo: aumentare la già diffusa disaffezione e il disinteresse nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti da parte dei cittadini”. Cosi Forza Italia-Sassari sulla irrisolta e continua crisi dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Nicola Sanna.

“Tanti sassaresi ormai vedendo ciò che accade all’interno del partito che governa da quasi 15 anni la città, interessato più alle liti fra correnti ed i loro leader per la spartizione di potere e poltrone, piuttosto che a trovare risposte per creare sviluppo e benessere in città, non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni, che hanno invece il dovere di impegnarsi con il massimo sforzo per aiutare i cittadini a risolvere i mille problemi che devono affrontare quotidianamente”.

“Problemi che in questi anni, grazie a politiche sbagliate, sono cresciuti a dismisura e che hanno portato la nostra città verso un degrado ed un abbandono sempre più evidenti. Partendo dal cuore della città, cioè da quel centro storico che ormai viene visto da molti come una sorta di ghetto, arrivando alle periferie completamente abbandonate a se stesse, senza programmazione per il futuro, con problemi di sicurezza sempre più evidenti e dove i cittadini si sentono sempre meno partecipi e sempre più isolati”.

“Tutto questo deve finire al più presto, senza ulteriore perdita di tempo. Noi del coordinamento cittadino di Forza Italia di Sassari riteniamo inaccettabile questo ennesimo rinvio per la soluzione della crisi di giunta, che continua a lasciare la città in una situazione di stallo che deve essere sbloccata il più fretta possibile per il bene di tutti. Ora davvero basta, non si può aspettare oltre!”

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Morte Doddore, polemiche e ricordi

CAGLIARI – “Vorrei evocare un ricordo umano, perché la sua caratteristica era quella di esprimere una determinazione dura ma mai velenosa”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia, ricorda l’Indipendentista Doddore Meloni. “Vorrei ricordare quella sua gioia nella battaglia che era spesso portata all’azione dimostrativa e che portava anche chi la pensa diversamente da lui a provare un senso di solidarietà. Incontrai Doddore in presidenza o, come diceva lui, a villa “Devota”. Voleva esprimere tutto il suo dissenso per la bocciatura del referendum sull’indipendenza della Sardegna da parte dell’Ufficio elettorale regionale”.

“Abbiamo avuto un lungo dialogo e ci scambiammo uno scritto sulla Sardegna e la sua moneta “Shardana”. Conservo ancora un bel ricordo della persona e non voglio cadere nella politica o nella retorica per rispetto ad un uomo che ha vissuto al di fuori di ogni cliché. Voglio ricordare una persona umana perché credo che si debba fare una riflessione sugli ultimi mesi della sua vita e interrogarci se sia stata umana la sua fine. Prego per lui e per la sua famiglia e credo che nessuno dimenticherà il suo sorriso ribelle”.

Nella foto Doddore Meloni

S.I.