L’Udc saluta: tutti gli sbagli di Bruno

ALGHERO – “A seguito delle azioni intraprese dalla direzione cittadina dell’Udc, che hanno comportato il ritiro della propria delegazione in giunta a seguito dei gravissimi fatti ed atteggiamenti assunti dal Sindaco Bruno è stata convocata l’Assemblea degli iscritti. Nella riunione, molto partecipata, che si è tenuta sabato 14 novembre, alla presenza dei dirigenti, consiglieri ed ex assessori, sono state spiegate le ragioni che hanno comportato l’abbandono delle deleghe assessoriali”. Se fosse ancora una volta necessario ribadirlo, l’Udc conferma con una nota di essere fuori dalla maggioranza. Dopo aver contribuito in maniera decisiva a far vincere l’attuale sindaco, lo Scudo Crociato si tira fuori e decide di porsi alla stessa stregua delle forze di opposizione: votiamo i provvedimenti utili al bene della città. Certamente è evidente che se già nel primo anno e mezzo, con gli assessori centristi in giunta, il Consiglio ha visto diverse assenze, figuriamoci adesso con l’uscita dal governo cittadino. Insomma, ribadiamo quello che raccontano i freddi numeri: ad oggi, visti gli impegni personali della Oggiano, Mario Bruno può contare sicuri solo su 12 consiglieri, dunque meno della soglia utile per govenare.

E l’Udc spiega la sua scelta: “le motivazioni addotte sono state indicate nel metodo posto in essere da Bruno che, in piena e solitaria autonomia, ha ritenuto opportuno non informare il secondo partito di governo su alcuni importantissimi provvedimenti alcuni riguardanti aspetti rilevanti dell’economia ed altri la indispensabile coesione sociale con vaste porzioni della nostra società. Esempi eclatanti: il mancato confronto con gli operatori del settore turistico, per l’aumento della tassa di soggiorno; la mancata informazione sull’acquisto del terreno in località Palmavera, in una sorta di trattativa privata, che mal si concilia con le procedure previste per legge. Ancora: la mancata, necessaria ed urgente convocazione del Consiglio Comunale per assumere determinazioni in merito all’Area Vasta, segnatamente all’inserimento della Provincia di Sassari nell’interno di quest‘ultima; non da ultimo l’ottusa posizione assunta nei confronti delle Borgate, che ha spinto i rispettivi comitati a farsi promotori della richiesta di istituzione di un nuovo comune, e ciò in difetto di ascolto delle istanze legittime formulate dai medesimi in ordine alle richieste di erogazione di servizi primari, ed alle seginenze di ascolto di quella porzione importantissima e strategica del nostro territorio. Tutto ciò a discapito dell’unità della collettività algherese e della integrità storica e culturale del suo territorio”.

“Infine non può più sottacersi un certo atteggiamento dispotico assunto dal Sindaco nei confronti dei rappresentanti del partito sia i Giunta sia in Consiglio, culminato in dispregio ai tanto decantati principi di trasparenza e partecipazione – peraltro rimasti tali sulla carta – in azioni politicamente, oltre che sul piano dei rapporti personali, scorrette e finalizzate a far diminuire il peso politico dell‘Udc in seno al Consiglio Comunale”.

“Alla luce dei sopradetti fatti, l’Assemblea ha confermato all’unanimità le azioni intraprese dalla direzione cittadina dell’Udc, dando ampio mandato alla stessa affinché riprenda piena autonomia e libertà di voto, in seno al Consiglio Comunale, sugli argomenti proposti, valutando, volta per volta, la bontà dell’operato amministrativo, avendo come unico obiettivo il bene della città”.

Nella foto gli ex-assessori Ansini, Bamonti e il capogruppo Loi

S.I.

Ferrara fa 13: “per il bene del Parco”

ALGHERO – “Il motivo principale della nostra partecipazione all’assemblea era quella di rendere note, a tutti i componenti, le problematiche che abbiamo evidenziato sul Piano del Parco in gestazione, Piano sovraordinato allo stesso Puc.” In questo modo il movimento 5 Stelle, nello specifico il consigliere Ferrara, spiegano la loro posizione rispetto a quanto fatto emergere da Algheronews.it ieri riguardo la presenza del consigliere che ha permesso di raggiungere in Assemblea i magico numero di 13. Infatti al momento finale del voto erano solo in 12 gli esponenti della maggioranza di Bruno, ovvero sotto il numero di legge per rendere valida la riunione.

Ma Ferrara spiega: “il secondo punto era quello legato alla gestione del Parco, in quanto l’attuale direttore è in scadenza e per la corretta gestione del Parco era necessario individuare un direttore pro tempore, in attesa dello svolgimento della prova concorsuale necessaria per individuarne uno nuovo.
Per sgomberare il campo da illazioni o supposizioni stravaganti, noi non sosteniamo e non sosterremo questa maggioranza in Consiglio Comunale”.

“Il Consiglio Comunale è una cosa, il Parco di Porto Conte un’altra, e proprio per il Parco abbiamo fortemente voluto un’ampia rappresentanza cittadina (gratuita) in seno all’assemblea quando, invece, alcuni spingevano per ridurla come numero di componenti e coinvolgendo entità non algheresi. Ora siamo responsabili delle sue sorti con un Parco che può e deve essere una risorsa del territorio, deve essere ben amministrato anche a discapito dei giochi di potere. Rimaniamo dunque sbalorditi nel leggere le reazioni scomposte sulla nostra partecipazione, soprattutto da una parte del PD cittadino, che suscitano in noi grande ilarità. Ancora una volta, infatti, dimostrano di non riuscire a capire la politica dei cittadini per i cittadini e si atteggiano a statisti e politici ultranavigati, atteggiamenti che sono lontani anni luce dalle necessità della nostra comunità e, in questo caso, dalla vita stessa del Parco, ma sono piuttosto figlie di logiche esclusivamente legate a giochi di potere. Forse (sic!) sarebbe il caso di contribuire a farlo ben amministrare questo Parco, anziché cercare di affossarlo giusto per il gusto di far fare brutta figura al Sindaco e alla sua risicata maggioranza”.

Nella foto i consiglieri di 5 Stelle

S.I.

Bruno story: “sventura per Alghero”

ALGHERO – “Non dovrebbe essere nostro compito, probabilmente, quello di fare chiarezza sulle vicende politiche della maggioranza di governo, ma la generale rassegnazione e le particolari dinamiche che rischiano di far sprofondare ulteriormente Alghero, ci obbligano ad intervenire anche per il rispetto che dobbiamo al nostro elettorato”. Cosi Michele Pais che con un lungo documento fotografa il percorso politico di Mario Bruno degli ultimi anni. Un’immagine a tinte fosche che inquadra in maniera più negativa l’attuale sindaco.

“Non possiamo prescindere dal ricordare, per meglio capire ciò che sta succedendo oggi ad Alghero, che l’odierno Sindaco, già Consigliere regionale e referente locale di Renato Soru, fu il primo difensore dell’atto che ha contribuito a distruggere l’encomia sarda: il famigerato Ppr. Un piano che ha cancellato l’edilizia sarda e con essa migliaia di posti di lavoro. Non pago di aver contribuito ad annientare la nostra economia, Bruno ha dapprima sostenuto e accreditato la candidatura a sindaco di Stefano Lubrano, per poi disarcionarlo violentemente dalla carica con una astuta attività di “boicotaggio” funzionale a creare le condizioni per una sostituzione con se medesimo. E che sia così lo dimostra il fatto che le originarie ragioni, dallo stesso Bruno dichiarate, che gli impedivano di accettare la candidatura a Sindaco “in prima persona” erano fondamentalmente.

“Che per Alghero era più utile la sua permanenza in Regione, la necessità di risolvere, prima di ogni altra candidatura, alcune vicende personali che lo vedevano coinvolto. Tuttavia, una volta preso coscienza dell’impossibilità di riproporre la propria candidatura in Regione (ruolo assai gratificante, in tutti i sensi), nonostante il permanere del secondo motivo ostativo di carattere personale, non ha esitato a scalzare dalla poltrona di sindaco il povero Stefano Lubrano, per prenderne il posto. E gli algheresi, in quel momento, hanno ritenuto, sbagliando, di dargli un’altra volta fiducia, convinti che l’esperienza Lubrano fosse la peggiore esperienza amministrativa che Alghero potesse conoscere, cosi come che le colpe fossero tutte e solo di Lubrano. Lo ritenevamo anche noi come forze di opposizione cadute, insieme a tutti gli algheresi ed al povero Stefano Lubrano, nella fine trappola tesa proprio dall’allora On. Bruno”.

“Nostro malgrado, oggi ci rendiamo conto che questa Amministrazione sia decisamente peggiore rispetto a alla precedente. Lo è nei metodi e nel merito dell’azione amministrativa tutta tesa e sbilanciata sulla propaganda finalizzata ad ottenere il compiacimento cittadino, scollegato tuttavia dalla concretezza delle azioni poste in campo, assolutamente inesistente. Con queste premesse, era evidente che fosse solo questione di tempo che un partito come l’Udc, assolutamente distante dalla cultura politica di Mario Bruno ed incompatibile con quella di alcune forze politiche della sinistra antagonista, parte integrante della eterogenea coalizione di sinostra, prendesse le distanze da un modo così capestro di amministrare, tutto teso ad imporre ed accrescere la figura del Sindaco e di alcuni suoi fidi assessori, e ciò in danno di tutti coloro i quali non fossero all’interno del cosi detto “cerchio magico”.

“Nessuna condivisione dell’azione amministrativa ma una corsa in solitaria salvo poi imporre in consiglio la ratifica di decisioni assunte in assoluta autonomia. Trasparenza, partecipazione, condivisione sono solo bellissimi “slogan” abusati da questa amministrazione, che però mai hanno realmente informato l’azione di governo. Oggi Bruno, confermando la sua astuzia, schernisce gli ex alleati dell’Udc ostentando sicurezza apre le porte di ciò che è rimasto della sua armata Brancaleone al PD, nei confronti della cui classe dirigente locale, a partire dal Segretario cittadino, aveva riservato ogni tipo di considerazione negativa in termini di inadeguatezza ed irrilevanza politica. Tanto da imporre la sua candidatura con uno strappo con quello che era il suo partito di appartenenza per dimostrare la propria forza e autonomia rispetto ad un partito che, probabilmente, non sentiva più come suo, sicuro com’era di poterne fare a meno”.

“Chissà se, ancora una volta, le sue doti di affabulatore riusciranno ad avere la meglio su quello che invece dovrebbe essere epilogo naturale di una azione politica e di una amministrazione cittadina disastrosa. Chissà se riuscirà a far ingoiare al Pd il rospo delle continue umiliazioni subite, e prendersi in carico la responsabilità di tentare di salvare un’esperienza amministrativa fallita, col rischio, concreto ed attuale di farsi trascinare nel destino al quale sembra destinata questa Amministrazione. Ma forse Bruno, più che salvare la propria amministrazione e gli interessi della Città, è proprio questo che vuole, distruggere definitivamente il PD, trascinandolo con lui nel baratro in cui sta lentamente scivolando”.

“Nel frattempo non un solo problema degli algheresi è stato risolto, ma anzi tutti i preesistenti al suo insediamento si sono notevolmente aggravati e se ne sono creati di nuovi: sanità, decoro cittadino, nettezza urbana, occupazione, sviluppo economico, non c’è settore che non abbia visto un sensibile peggioramento in questo anno e mezzo. Oggi, quel cartello elettorale raffazzonato che ha vinto, non esiste più e la ricerca di nuove maggioranze fecondate “in vitro” sarebbe un ulteriore prova dello scarso rispetto che invece si deve ai cittadini elettori, sempre e comunque. Penso che la politica, se vuole acquisire credibilità e ritrovare quei principi etici ai quali dovrebbe informarsi, a questo punto della “parabola bruniana”, debba fare un’unica cosa: restituire la parola ai cittadini algheresi. Ogni giorno che passa in questa condizione è un giorno perso per Alghero e per il suo futuro”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Parco: maggioranza sotto. Ferrara ci sarà

ALGHERO – Nonostante i recenti proclami con anche note ufficiali che parlano di “maggioranza compatta” (come è possibile dirlo con l’uscita del secondo partito della coalizione che vanta tre consiglieri, questo non è chiaro), alla prima chiamata utile ecco che il castello cade. Nel tardo pomeriggio di oggi è stata fissata l’assemblea del Parco di Porto Conte. Saranno discussi vari punti tra cui le dichiarazioni del Presidente Farris.

A quanto risulta, se tutta la maggioranza andrà compatta saranno in 12. Infatti, come spiegato da Algheronews.it, anche se è un’ovvietà forse omessa da altri, Linda Oggiano non potrà essere anche questa volta presente. Dunque niente numero legale. Questo almeno se nessuno dell’opposizione dovesse recarsi a Casa Gioiosa.

Ma voci di corridoio, confermate poi dallo stesso protagonista, danno per certa la presenza di Roberto Ferrara del Movimento 5 Stelle. All’accusa che voglia “salvare la maggioranza” lui risponde cosi: “Io andrò al Parco unicamente perchè voglio che mi sia data una risposta chiara ed esaustiva sulle cartografie (il caso dei pennarelli blu), ma io non sostengo nessuna maggioranza, anzi spero di essere l’unico della minoranza proprio per far capire che vado unicamente per questo motivo e non per questioni politiche già evidenti nella crisi della maggioranza”. Nel frattempo, nonostante le gravi emergenze, il Consiglio Comunale non viene ancora convocato.

Nella foto Ferrara

S.I.

“Bruno ha fallito, riparta da zero”

ALGHERO – La politica, si sa, può tutto. Ed è cosi che, inaspettatamente si registra un avvicianamento tra il sindaco Mario Bruno e il Partito Democratico. La sua ex-casa, oggi nell’unica sede via Mazzini, ha riaperto le porte nella serata di domenica. A ricevere il Primo Cittadino è stato il segretario Mario Salis. Ad una specifica richiesta, i democratici algheresi non potevano dire di no. Del resto fino poco tempo fa, anche se con divisioni di vedute che si sono sempre più acuite fino alla nota diaspora, entrambi i raggruppamenti (quello oggi al governo e gli oppositori) facevano parte della stessa casa.

Una casa, però, adesso molto rinnovata. Non tanto, o non solo, negli uomini e nelle donne al suo interno, ma nel suo dna. Ad incidere maggiormente in questo cambiamento sono stati gli eventi esterni. In particolare a livello regionale il ritorno in auge di Giacomo Spissu e soprattutto la leadership nazionale di Matteo Renzi il quale ha spostato l’asse del Pd molto più al centro rispetto al passato con tematiche e sentimenti più vicini all’area “socialista” che della “falce e martello”. Alcuni dicono anche quasi nel campo del centrodestra. Ed infatti molte questioni possono essere relegate in quell’area fino poco tempo fa avversa. Ma è cosi, con l’ex-sindaco di Firenze la “ragione sociale” del Partito Democratico è notevolmente cambiata.

Come al solito, in Sardegna questi effetti tardano ad arrivare. Questo per legami ancora a idealismi e soprattutto a personaggi oramai sotto naftalina, non per l’età sia chiaro, ma per i loro propositi legati ad un modo passato. Oggi chi governa deve avere una visione strategica. Avere delle idee, azzardare e rischiare. Sono finiti i tempi dei divieti, del “partito del no”, del mantenimento dello status quo: o si cambia o si muore. C’è poco da fare. Per questo il nuovo avvicinamento tra i due “mondi” del Pd algherese non deve essere visto in un ottica di “scambi, poltrone e soprattutto del mantenimento in vita dell’attuale amministrazione e maggioranza.

“Il progetto di Bruno è al palo, c’è un chiaro fallimento”. Lo raccontano gli accadimenti, non le interpretazioni: il maggiore alleato è uscito, uno dei più votati si dimesso, la giunta è quasi dimezzata, i consigli sono poco produttivi e spesso senza numero legale. Senza considerare le grandi partite da cui amministrazione e maggioranza paiono lontani anni luce. Ma, come detto, la politica può tutto. Dunque, non essendo Mario Bruno certamente un novizio in politica, ne conosce bene le dinamiche. E sa benissimo che per andare avanti deve rinunciare a qualcosa. Un qualcosa ufficializzato ieri sera dalla riunione della segreteria del Partito Democratico: azzeramento della giunta, inteso come tutti i ruoli apicali dell’amministrazione, presidenza del consiglio compresa. Azzeramento dello staff del sindaco e stesso discorso per gli enti, dunque Meta, Parco e Secal. Insomma ripartire, come forse avrebbe dovuto, dall’indomani del voto. Vedremo se Bruno accetterà di cospargersi il capo di cenere e ripartire da zero. Per adesso il consiglio è bloccato, la giunta a mezzo servizio e Alghero, da quattro anni, più vicina a marte che alla terra.

Nella foto Pirisi, Salis e Daga del Pd di Alghero

S.I.

Forza Italia: stop “cagliaricentrismo”

ALGHERO – Si è svolta ieri una partecipata assemblea di Forza Italia, nella quale, alla presenza del consigliere regionale Marco Tedde e dei consiglieri comunali algheresi, dei consiglieri comunali di Forza Italia di Ozieri e del capogruppo in consiglio comunale di Sassari si sono analizzate le criticità del disegno di legge di riforma delle autonomie locali e di costituzione della città metropolitana di Cagliari, disegno di legge che prevede, ancora una volta, la moritificazione del territorio del nord sardegna a vantaggio del “cagliaricentrismo”.

Un dibattito estremamente interessante, dal quale è emersa la volontà di fare fronte comune nel territorio al fine di scongiurare il pericolo che ancora una volta Sassari ed il suo territorio vengano penalizzati da una riforma che disegnerà l’assetto normativo della Sardegna per i prossimi 20 anni. Il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato sin dallo scorso mese di luglio una mozione che verrà fatta propria dai rappresentanti delle altre città, al fine di dare impulso all’azione, e di spronare il Sindaco Bruno, sino ad oggi silente, così come la maggioranza consiliare algherese, a farsi parte attiva per il riconoscimento di uno status di territorio metropolitano che avrebbe indubbi benefici per lo sviluppo economico della nostra città e dell’intero territorio.

Allo scopo di far conoscere alla città e al territorio le dinamiche e le opportunità derivanti da una modifica del disegno di legge verranno organizzati una serie di incontri, al fine di mobilitare l’intero territorio.

Nella foto l’incontro di Forza Italia

S.I.

Enti: Forza Italia sveglia l’Aula

ALGHERO – Stamane il gruppo di Forza Italia ha protocollato la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale per la discussione del tema più importante all’ordine del giorno, che può essere secondo solo alla modifica dello Statuto della Regione Sardegna. Una proposta di Legge che modifica radicalmente l’architettura istituzionale della Sardegna e dalla quale discenderanno le future chance di crescita del territorio.

“Purtroppo il Comune di Alghero, in tale discussione è completamente assente e, al pari di quanto successo con la sanità, decide di non prendere una posizione forte in contrasto con le scelte cagliaricentriche della Regione”, cosi Michele Pais che sottolinea quanto anche evidenziato da Algheronews.it per cui Alghero si trova sempre più isolata.

“La mozione è stata presentata a luglio scorso ma ancora non portata in discussione in Consiglio comunale per i noti problemi politici della maggioranza che ne stanno condizionando negativamente i lavori. Per tale ragione abbiamo ritenuto utilizzare la possibilità offerta dallo Statuto del Comune di Alghero che, all’art. 26, dispone che venga convocato il Consiglio comunale quando ne faccia richiesta almeno 1/5 dei Consiglieri”.

“Vogliamo in questo modo qualificare a nostra azione politica, restituendo dignità al Consiglio comunale e ai Consiglieri che potranno affrontare un tema che investe in modo eclatante il futuro del nostro territorio e rispetto l’Amministrazione Bruno ne ha impedito qualsiasi tipo di coinvolgimento”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Medicina al collasso, Pd: ora basta

ALGHERO – “Si sta ripetendo ad Alghero un fatto grave che merita tutta l’attenzione dei media perché, al di là dei facili populismi, si parla della tutela della salute e quindi della dignità delle persone. Il reparto medicina dell’Ospedale Civile è al punto di collasso: come fanno notare in molti (sindacati e assocciazioni varie ), ad oggi sono ospitati piu di 30 ricoverati quando i posti previsti sono a malapena poco più di 20, mentre le corsie sono occupate dalle barelle e il personale è costretto a turni inumani per fronteggiare questa situazione di autentica emergenza”. E’ il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi a puntare i riflettori su un grave prolema per Alghero e tutto il suo territorio.

“Tutto ciò – spiega Pirisi – è ben presente ai cittadini algheresi che, per vari motivi, frequentano la nostra realtà ospedaliera ed assistono in prima persona alla situazione critica dell’Ospedale Civile; lo stesso dicasi per il personale che lavora al suo interno, costretto a lottare ed arrangiarsi con gli scarsi mezzi a disposizione”.

“Circa un mese fa l’assessore alla Sanità Arru aveva assicurato che il presidio accorpato Alghero-Ozieri diventerà ospedale di primo livello, offrendo quindi prestazioni potenziate rispetto alle attuali, come ad esempio Rianimazione, Radiologia con Tac, laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, servizio immuntrasfusionale e così via. Nel frattempo però assistiamo alla sproporzione tra pazienti e posti letto di uno dei reparti più importanti, e si racconta pure di pazienti dimessi in anticipo sui tempi per liberare il loro posto a favore di altri: si intuisce quindi come l’Ospedale Civile stia vivendo un momento critico. La misura della dignità e civiltà di un popolo la si riconosce anche nella gestione della sanità pubblica e degli ospedali, nonché nella cura degli afflitti e dei malati: il Partito Democratico, partito attento alla solidarietà sociale, sarà a fianco dei sindacati e delle associazioni per sensibilizzare le istituzioni e far sì che l’Ospedale Civile garantisca in maniera efficiente l’assistenza sanitaria dei cittadini algheresi”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Sanità: malati algheresi al palo

ALGHERO – La Regione Sardegna si ricorda solo nel dicembre del 2014 di trasferire al Comune di Alghero le risorse che servono per pagare i contributi delo stesso anno agli algheresi affetti da gravi patologie. Il grave ritardo ha impedito la liquidazione a causa degli effetti di un complesso meccanismo contabile che a Cagliari avevano trascurato.

“Presumibilmente a dicembre, con un anno di ritardo, il Comune di Alghero potrà pagare i leucemici, oncologici e talassemici algheresi. – così il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde che interviene sulla vicenda con un interrogazione presentata oggi presso il capoluogo sardo. – Nel 2014 – afferma l’ex Sindaco di Alghero – anche la Regione Sardegna è stata obbligata ad applicare le regole del nuovo ordinamento contabile che imponevano all’ente regionale di ripulire il proprio bilancio da tutta una serie di partite che dovevano essere chiuse entro il 2014. La Regione se ne ricorda tardi, a dicembre, e trasferisce le risorse destinate agli affetti da gravi patologie dopo il 30 novembre quando il Comune di Alghero non può più impegnarle e liquidarle. Quel che è peggio – prosegue l’esponente azzurro – è che a causa dell’applicazione di questo meccanismo contabile, il Comune di Alghero, stando alle informazioni fornite dagli uffici comunali, potrà pagare quei contributi solo il prossimo dicembre, esattamente un anno dopo”.

“Un inaccettabile ritardo che ricadrà su leucemici, oncologici e talassemici algheresi e le loro famiglie già costrette ad anticipare le spese destinate alle cure ed ai controlli medici necessari ed a sopportare uno sforzo finanziario notevole, talvolta superiore alle loro disponibilità. Il peso delle questioni contabili – conclude il Consigliere Regionale algherese – non può schiacciare le persone che ancora una volta hanno mal riposto la propria fiducia nell’istituzione regionale che dovrebbe distinguersi per tempestività a tutela di quei nuclei familiari che si prendono cura di persone con gravi patologie”.

Nella foto l’ospedale Civile

M.S.R.

Energia: Pigliaru brancola nel buio

CAGLIARI – «Sul tema dell’energia la Giunta regionale brancola nel buio, Pigliaru deve avviare un confronto immediato con il Governo nazionale perché alla Sardegna vengano riconosciute “pari opportunità energetiche” rispetto alle altre regioni». Lo sostengono i Riformatori sardi che, questa mattina in conferenza stampa, hanno annunciato la presentazione di una mozione urgente in Consiglio regionale sul tema dell’energia.

«In questi giorni assistiamo a polemiche sterili sul rischio di una revoca del regime di essenzialità per le centrali sarde – afferma il consigliere regionale Miche Cossa – il problema vero è che in Sardegna manca una strategia per arrivare a un sistema energetico moderno e meno inquinante». Secondo l’esponente dell’opposizione, il Governo ha il dovere di riconoscere una proroga dell’essenzialità a favore delle centrali termoelettriche dell’Isola, almeno fino all’attuazione del piano di metanizzazione o all’entrata a regime dell’utilizzo del GNL (gas naturale liquefatto) per l’alimentazione degli impianti di produzione di energia elettrica”. I Riformatori puntano a una immediata conversione delle centrali: «E’ ora di avviare il processo di decarbonizzazione – sostiene Sergio Pisano, ex consigliere regionale e rappresentante del Centro Studi del partito – utilizzare GNL anziché oli combustibili o carbone consentirebbe di ridurre notevolmente le emissioni di CO2. La Sardegna ha un triste primato: immette nell’atmosfera 700 grammi di anidride carbonica contro i 393 della media nazionale». Il gruppo di minoranza contesta le linee di indirizzo per la modifica del Piano energetico regionale adottate dalla Giunta con la delibera del 2 ottobre scorso. «Si tratta di una strategia superata. Prevede la costruzione di 38 minigassificatori e di una rete di gasdotti locali per alimentare abitazioni e attività produttive con il gas metano mentre gli studi dicono che il fabbisogno energetico sarà sempre più orientato verso l’energia elettrica – sottolinea Pisano – si pensi invece a produrla utilizzando fonti meno inquinanti come il metano o le rinnovabili».

Presenti alla conferenza stampa anche il professore Carlo Bernardini e il nefrologo Piergiorgio Balasco. Il primo ha ribadito che in Italia è il gestore del sistema di trasmissione (Terna) a decidere la quantità di energia da immettere in rete. «Oggi si fa un gran baccano sull’essenzialità – ha detto Bernardini – la richiesta di proroga ha un senso solo se accompagnata da proposte chiare. Oggi serve a salvare i posti di lavoro ma, allo stesso tempo, si deve pensare a una riconversione delle centrali che consenta alle imprese di operare anche senza il regime degli incentivi». Secondo Balasco, infine, la politica deve tenere conto dei danni provocati alla salute dei cittadini dall’inquinamento atmosferico. «In Sardegna il costo delle cure oncologiche è altissimo – ha spiegato il nefrologo della Asl 8 – non si può pensare di continuare a immetter veleni nell’aria, un cambio di rotta consentirebbe di risparmiare anche nella spesa sanitaria».

S.I.