La Corte d’Appello non si tocca

SASSARI – “La presenza della Corte d’appello a Sassari, come sede distaccata o meglio ancora come sede distinta da quella di Cagliari, non è un vezzo del nord Sardegna. È un’esigenza reale che oltre ad essere storicamente legata al grande lavoro svolto e ai disagi geografici oggi appare sempre più necessaria per esigenze di sicurezza, alla luce della presenza delle nuove carceri con ampi spazi destinati al 41bis nell’isola”. Cosi intervengono i senatori Giuseppe Cucca, della commissione Giustizia, e Silvio Lai, della commissione bilancio, dopo le notizie apparse sulla stampa sull’orientamento della commissione Vietti e della sottocommissione Birrittieri che entro il 31 dicembre deve rivedere la geografia giudiziaria del Paese.

“La geografia giudiziaria deve essere vista certamente con gli occhi della riduzione dei costi e dell’equilibrio di bilancio ma anche con gli occhi della efficienza della giustizia e della sicurezza dei cittadini – proseguono i senatori. Ci rasserena la presenza di esperti come il prof Guido Melis, che conosce la situazione ed è sempre stato impegnato su questo tema specifico, e siamo certi sarà in grado di orientare il dibattito interno alla commissione. Questa avrà il compito di fare una proposta sulla quale si devono esprimere il Governo e il Parlamento. Ed è proprio compito del Parlamento assumere, infine, qualunque decisione su questo tema, e le argomentazioni a favore della permanenza di una corte d’appello a Sassari sono non solo di buon senso ma talmente forti da consentirci di fare una battaglia a viso aperto, qualora ce ne fosse bisogno”.

Nella foto Silvio Lai

Verde: appalti diretti e soldi buttati

ALGHERO – “Un altro appalto per la cura del verde pubblico, un altro affidamento diretto parrebbe, diciamo parrebbe perché nonostante la ditta stia operando dal 12 ottobre, ad oggi non si trova traccia della determinazione di affidamento dell’incarico”. Cosi il Movimento 5 Stelle su un nuovo caso che riguarderebbe l’amministrazione comunale.

“A parte questa grave (vorremmo essere smentiti) mancanza formale e sostanziale, siamo contrariati anche rispetto ad una gestione sempre in emergenza, quando di emergenza non si tratta. La cura del verde, i trattamenti delle palme attaccate dal punteruolo rosso e l’eventuale abbattimento non sono nulla d’imprevisto o imprevedibile, anzi, la pianificazione degli interventi e dei trattamenti devono essere programmati con cadenza costante. Abbiamo già ricevuto rassicurazioni dall’amministrazione che nel 2016 tutto cambierà, con progetti lavoro e bandi di gara, utilizzando parte degli introiti della tassa di soggiorno, cosa che già avviene per gli affidamenti diretti alle ditte che hanno operato in questi mesi.

“In tutta questa emergenza (?) e la costante lamentela del “non ci sono i soldi”, siamo stupiti del fatto che non venga richiamato quel personale qualificato che un tempo era alle dipendenze dirette del Comune e su cui il Comune ha investito soldi pubblici per la loro formazione. Invece proprio non si spiega il perché non vengano utilizzate tutte le risorse che il Comune potrebbe effettivamente adoperare “gratuitamente” per la cura del decoro urbano e del verde pubblico. Gli esempi sono diversi: dall’attingere risorse umane tramite i lavori di pubblica utilità come sanzione sostitutiva della pena, o l’opera gratuita del Corpo Forestale della Sardegna, fino al baratto amministrativo.
Invece no! …e la città permane in uno stato indecoroso”.

“Proprio sulla Forestale ci sarebbe da aprire un capitolo, infatti Alghero risulterebbe essere uno dei pochi Comuni della Sardegna che non usufruiscono gratuitamente dei servizi qualificati e specializzati che potrebbe ottenere dall’ente regionale. Infatti, nei tanti piccoli comuni vicini a noi, alcune attività come le potature e gli abbattimenti degli alberi, gli sfalci nei margini stradali, i trattamenti sulle palme, i nuovi impianti delle alberature le fanno gli operai della forestale. Ora, non è ovviamente pensabile che la forestale possa occuparsi di tutto e ovunque, ma nei casi di emergenza e per quelle necessità non programmabili la si potrebbe coinvolgere”.

“Crediamo infatti – chiudono i Pentastellati – sia assurdo e profondamente sbagliato continuare con l’affidamento di appalti in modo diretto e senza gara, inventando emergenze sulla carta, soprattutto se molte operazioni potrebbero essere fatte quasi a costo zero. Invece non possiamo che constatare che ad altri sembri non fregare niente perchè, d’altra parte, i soldi della tassa di soggiorno in un modo o in un altro andranno pur buttati via…ops, pardon, spesi.

Nella foto il taglio delle palme ad Alghero

S.I

Legge 162: incontro ad Alghero

ALGHERO – Martedì prossimo 27 Ottobre ore 17 sala Meta, Piazza Porta Terra. Fondo non autosufficienza e Legge 162: ultime novità sui progetti in corso, le prospettive 2016. Il Convegno affronta il tema dell’attuazione dei livelli essenziali di assistenza in favore delle persone non autosufficienti e di riqualificazione del sistema di presa in carico da parte dei servizi, ed entra nello specifico della Legge 162/98, in un periodo di revisione della spesa pubblica nel quale vanno difesi i servizi personalizzati e co-progettati in favore delle persone con disabilità: un modello virtuoso questo che migliora la qualità della vita e allo stesso tempo è nettamente meno costoso di qualunque altra forma di assistenza alla persona, dal quale non si può tornare indietro.

Apre i lavori il Sindaco di Alghero Mario Bruno, con l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Alghero Nina Ansini Con Marco Espa – presidente nazionale ABC, componente della Giunta nazionale FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Francesca Palmas – Osservatorio ministeriale MIUR, Gruppo tecnico fondo non autosufficienza Regione Sardegna

Soldi per associazioni di giovani

ALGHERO – L’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Alghero rilancia l’opportunità offerta dalla Regione per il sostegno ai progetti di aggregazione giovanile, con la concessione di contributi per la realizzazione di progetti, nell’ambito dei programmi “CultuRas” e “CultuRas2″, finanziati dal Fondo nazionale per le politiche giovanili. L’intervento promosso dall’Assessorato regionale sostiene le forme di aggregazione, di incontro e la diffusione di iniziative culturali tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni, residenti o domiciliati in Sardegna. L’Assessore alle politiche giovanili Alberto Bamonti promuove l’iniziativa rivolta alle organizzazioni di volontariato iscritte al registro generale del volontariato della Regione Sardegna, alle associazioni di promozione sociale iscritte nel relativo registro regionale, alle cooperative sociali iscritte all’apposito albo regionale.

“Una opportunità importante – spiega – in grado di sviluppare le capacità creative dei giovani impegnati in diversi ambiti del volontariato, un settore particolarmente vivace e ricco di risorse della nostra città”. In particolare il programma intende sviluppare la creatività e le capacità propositive dei giovani, attraverso la partecipazione a progetti di educazione artistica, espressiva e sociale; l’autonomia e la responsabilità dei giovani, per mezzo di interventi di orientamento studio/lavoro e forme di aggregazione nel territorio; “le competenze alla vita”, con la creazione di forme alternative ai sistemi educativi e formativi tradizionali, come la partecipazione ad attività ludico-creative e di volontariato. Le domande di contributo dovranno pervenire entro il 19 novembre 2015 alla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport- Direzione Generale Pubblica Istruzione – Servizio Università e Politiche giovanili- 2° piano- Ufficio protocollo – Viale Trieste, 186 – 09123 Cagliari.

Sasso: basta con questa politica

ALGHERO – Inizia su Algheronews.it una serie di interviste coi personaggi pubblici di Alghero e non solo. Tematiche e settori differenti per provare ad offrire degli spunti diversi e nuovi riguardo il particolare e inedito momento che il territorio attraversa. Una crisi che ancora morde il freno ma che in altri luoghi sta iniziando ad essere meno dura. Un periodo in cui la classe dirigente deve obbligatoriamente avere le giuste intuizioni per far uscire dal pantano una comunità che per anni è stata il faro della Sardegna ed oggi, invece, annaspa. Discorso che riguarda gran parte della Sardegna, anche se in alcune località dell’Isola emerge chiara e forte la volontà di superare questo momento difficile anche con scelte azzardate e lungimiranti.

Partiamo con Francesco Sasso, già capogruppo dell’Udc, assessore all’Edilizia Privata, presidente del Parco e oggi, come vuole sottolineare lui stesso, “solo avvocato”. Ma la passione politica, visto anche l’ambiente familiare in cui è cresciuto, col padre Mino, uno dei migliori sindaci che ha avuto Alghero, è sempre presente.

1) Avvocato Sasso, pur essendo giovane, ha ricoperto diversi ruoli in seno alla struttura comunale del territorio di Alghero e in quella politica nel partito in cui ha militato.
Partiamo da una sua fotografia odierna di Alghero.

Alghero oggi paga la mancanza di una vera classe dirigente e la crisi della politica si riflette sul tessuto sociale cittadino. Stiamo vivendo una profonda crisi progettuale e l’incapacità di produrre idee e visioni per la città ci sta portando verso un declino dal quale sarà molto difficile uscirne.

2) Alghero, da alcuni anni, attraversa un periodo molto complicato. Quali sono, a suo parere, le cause di questa crisi che sta impoverendo il tessuto economico cittadino?
Dobbiamo analizzare attentamente quali sono stati fino a pochi anni fa i settori trainanti della nostra economia. Partiamo dal settore edilizio. Oggi questo settore sta attraversando una profonda crisi. Mi domando, quali risposte si stanno mettendo in campo per far ripartire questo settore? Nessuna. E non ritengo che con il piano urbanistico l’edilizia ritorni ai tempi di una volta. In questo settore abbiamo commesso molti errori. Si è pensato che continuando a costruire nuove residenze il mercato avrebbe fatto tutto il resto. Non è stato così. Oggi questo settore deve necessariamente essere reindirizzato. Penso che lo sviluppo edilizio possibile per la nostra città sia quello legato ai servizi turistici. Ad Alghero mancano molti servizi turistici e per questo motivo l’altro settore trainante della nostra economia, il turismo, annaspa. La nostra offerta turistica è insufficiente. Pensiamo ai B&B. Hanno colmato un tipo di offerta che da noi manca. Parlo degli hotel urbani. Con il turismo generato dai voli low cost l’offerta alberghiera cittadina si è mostrata inadeguata in termini di posti letto. Non si può certo pensare che un turista che viene in città per pochi giorni vada ad alloggiare a Porto Conte.

3) Come giudica la precedente amministrazione politica targata Lubrano?
Quell’amministrazione ha prodotto un risultato pari alle sue capacità amministrative.

4) Lei è stato assessore all’Edilizia Privata. Con la sua guida ci fu un rilancio di quel settore. Un suo commento sulla situazione urbanistica attuale in connessione con l’eterna incompiuta che è il Puc.
Ritengo che in questo settore è necessario fare delle scelte che coinvolgano l’intero territorio in un progetto di sviluppo. Per esempio, bisogna decidere che sviluppo dare alle borgate che possono diventare un traino per la nostra economia. Pensiamo al turismo enogastronomico. Ritengo che Santa Maria La Palma, con un progetto di sviluppo serio, possa giocare un ruolo di primo piano. Mentre Fertilia con il recupero del suo centro storico, con una rivisitazione del porto, con una riqualificazione del lungomare Rovigno e con una valorizzazione dello stagno possa diventare una meta turistica. Anche Maristella e Guardia Grande devono essere rilanciate con uno sviluppo turistico collegato al Parco di Porto Conte.

5) Tra i vari ruoli, ha ricoperto anche quello di presidente del Parco. Come vede oggi l’area di riserva? Il Parco di Porto Conte sta procedendo a piccoli passi. Penso che su quell’area il Comune dovrebbe crederci di più. Non si può pensare che il Parco cresca con i finanziamenti regionali e comunitari. Durante la mia presidenza ho puntato molto sul turismo. Abbiamo formato le guide del parco, abbiamo reperito finanziamenti per riqualificare il vecchio forno di Tramariglio per farne un negozio dei prodotti del Parco. Abbiamo ottenuto in comodato diversi immobili, a Fertilia, a Porticciolo e a Tramariglio. Abbiamo creato il marchio di qualità dei prodotti e delle aziende.
Oggi tutte queste progettualità stanno andando a compimento. Bene, adesso però è necessario dare autonomia economica al Parco mettendo a reddito tutti i beni presenti all’interno dell’area protetta. Ad esempio la caserma di Punta Giglio, riqualificata e messa a reddito, potrebbe diventare un interessante meta per i turisti.

6) Lei è visto come un importante riferimento politico dell’area di centro. L’Udc è un partito oramai estinto, l’Ncd non raggiunge il 2%, Scelta Civica si è sciolta, secondo lei qual è il futuro di quell’area politica un tempo assimilabile alla Democrazia Cristiana?
Penso che oggi quell’esperienza non sia riproponibile. Ritengo che i partiti che lei ha citato non siano capaci di elaborare un progetto politico serio. E le intenzioni di voto dei cittadini dimostrano proprio la mancanza di credibilità di quelle formazioni politiche.

7) Oggi al governo di Alghero ci sono colonne portanti delle giunte Tedde, come l’Udc, e partiti i cui rappresentanti ancora oggi si definiscono comunisti. Secondo lei questo è un mix che sta dando dei buoni frutti per la città?
Il problema di queste coalizioni è che nascono con un solo obiettivo: vincere le elezioni.
Ma una volta al governo della città, vista la mancanza di un progetto, emergono tutte le contraddizioni presenti al loro interno e la città si ritrova di fronte agli stessi problemi di instabilità politica.

8) Come vede il futuro della Riviera del Corallo. Secondo lei quali sono i settori penalizzati e le iniziative inespresse che potrebbero rappresentare il rilancio del territorio?
Per la classe dirigente che la nostra città esprime non vedo un futuro roseo. La mancanza di idee sta portando questa città verso l’apatia. La politica è diventata solo ricerca di visibilità. Manca una vera discussione sulle prospettive di crescita. Manca un progetto di sviluppo della città.

9) Un suo commento sulle due più importanti infrastrutture del territorio: porto e aeroporto.
Queste due infrastrutture sono la conferma di quanto ho detto. Hanno avuto uno sviluppo disordinato. Non sono integrate con il territorio e mancano dei servizi basilari. Se venissero rilanciate potrebbero creare sviluppo e occupazione.

10) Ad oggi è il presidente dell’associazione Iniziativa Futura con cui ha dato vita a tante interessanti iniziative e idee. Ha in mente un suo ritorno in politica?
Ho dato vita, insieme ad un gruppo di amici, ad Iniziativa Futura, un laboratorio di idee, per elaborare proposte da offrire alla città. Però ho notato che, in questa città, non c’è più entusiasmo. Le persone partecipano poco perché sono sfiduciate da una politica inconcludente.
Per quanto riguarda una mia ricandidatura ritengo che aver servito la mia città per sette anni sia sufficiente. E mi creda: è stato bello ma anche molto faticoso. Non ho in mente di ricandidarmi come d’altronde ho già fatto alle ultime elezioni.

Nella foto Francesco Sasso in studio

S.I.

Sfogo di Piras: Giunta Pigliaru scandalosa

ALGHERO – Passano gli anni, cambiano le amministrazioni, ma la musica non cambia: Cagliari è (sempre più) lontano da Alghero. Un trait d’union che caratterizza ogni governo cittadino rispetto a chi guida la Regione. Negli anni di massimo splendore di Forza Italia con Alghero dominata dagli azzurri le giunte, rosse o azzurre, praticamente neanche ci consideravano. Neanche la presenza in seno alla massima assise isolana di alcuni esponenti algheresi, di maggioranza o opposizione, è servita a portare grossi vantaggi al territorio. Adesso, nonostante l’annuncio della possibile nascita di uno straordinario “triangolo d’oro” tra Alghero (Bruno), Cagliari (Pigliaru) e Roma (Renzi) ci troviamo lontani anni luce dalla stanza dei bottoni con sede nel sud Sardegna.

Ma se qualche anno fa, con un panorama generale molto differente, un sistema economico più florido e un tessuto sociale vivace e produttivo la pazienza degli algheresi era maggiore, oggi tutto questo è svanito. La gente, com’è evidente, è stufa nonchè sempre meno avulsa dalle questioni, seppr importanti, propinate dalla politica. Si attendono risposte. E non si parla del solito accontentarsi delle briciole, Alghero attende lo sblocco di importanti partiti che potrebbero significare un nuovo rilancio del territorio. Mentre oggi si continua a tracheggiare. Tale generale malcontento riferito, in questo caso alla giunta regionale, lo ha raccolto, in un commento, il consigliere comunale di opposizione Emiliano Piras.

“L’Assessore Erriu oggi dichiara che nella riforma degli enti locali solo Cagliari sarà città metropolitana. L’Assessore Arru tra le righe ci fa capire che nel sassarese non ci sarà un ospedale di primo livello.Assessore Deiana quando chiama Roma per i problemi dell’ aeroporto e per l’ autorità portuale del nord Sardegna, stranamente non riceve mai buone risposte. L’Assessore Paci non ne vuole sapere delle nostre società in House. L’Assessore Firino non riesce a distinguere il catalano dal sardo. L’Assessore Morandi si è dimenticato che in Sardegna esiste una risorsa che si chiama Turismo. Gli altri Assessori non sappiamo nemmeno che faccia abbiano. Il Presidente Pigliaru sembra essersi dimenticato le sue origini e il Presidente del Consiglio Ganau si è “sdraiato” con la testa verso Cagliari”, chiude Emiliano Piras.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

Caso Palmavera: denuncia di Pais |Video

ALGHERO – S’infittisce il caso Palmavera. Tutto è iniziato con l’annuncio dell’amministrazione Bruno riguardante l’acquisto di un terreno adiacente il nuraghe di Palmavera. Obiettivo creare nuovi servizi tra cui parcheggi e un punto ristoro. Subito si è scatenata una furiosa polemica a seguito del mancato perfezionamento dell’atto d’acquisto che, invece, era stato annunciato attraverso una conferenza stampa a Sant’Anna.

Ma non è solo questo il motivo della contesa. Infatti ha destato scalpore che un cittadino potesse vendere ad un prezzo piuttosto esiguo (50mila euro) un terreno in una zona così di pregio. (tra Lazzareto e Porto Conte). Oltre questo c’è stata anche la denuncia di un’eventuale impossibilità da parte della Fondazione Meta di procedere con l’acquisto di immobili. Insomma una serie di punti oscuri che hanno fatto infuriare l’opposizione e insinuato una serie di dubbi nella cittadinanza.

A questo si aggiunge un ultimo caso che è deflagrato nell’ultimo consiglio comunale. E’ stato il consigliere Michele Pais ad informare l’aula riguardo la presenza, già da diversi anni, di “un’offerta protocollata in Comune a fine anni 90 da parte di un privato proprietario di un terreno, il signor Leonardo Pisanu, sempre adiacente al nuraghe Palmavera, al fine di donarlo in maniera gratuita all’ente locale per realizzare parcheggi e un chiosco per la vendita dei prodotti del parco”. Un fulmine a ciel sereno. “Per qui si parla di soldi pubblici”. La situazione si complica ulteriormente c’è chi parla, addirittura, di eventuali interventi di organi terzi e comunque di una prossima denuncia per danno erariale. Fatto sta che ad oggi siamo davanti ad un vero e proprio “Caso Palmavera”.

Intervista-denuncia la questione del terreno di Palmavera

Nella foto Pais

S.I.

Rotte minori: Alghero senza continuità

ALGHERO – E’ sempre caos sui cieli della Sardegna. Continuità territoriale sempre al centro di disagi e problematiche che vedono i sardi sempre subire un regime che condanna la mobilità da e per l’Italia. Condizione a dir poco imbarazzante e totalmente contraria alle tante promesse dei governanti. “La nuova CT era pronta a partire, con bandi pubblici aperti a tutti, dopo la delibera della nostra Giunta e il conseguente decreto del Governo, ma nell’Ottobre del 2014 Pigliaru ha disfatto tutto, chiedendo e ottenendo l’abrogazione del decreto”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando le notizie riguardanti il caos sulla continuità per le cosiddette rotte minori.

“Con una nota del 6 Ottobre 2014 – ricorda l’esponente azzurro- la Giunta ha chiesto al Governo abrogazione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte cosiddette “minori” (Alghero-Bologna e viceversa, Alghero-Torino e viceversa, Cagliari-Bologna e viceversa, Cagliari-Napoli e viceversa, Cagliari-Torino e viceversa, Cagliari-Verona e viceversa, Olbia-Bologna e viceversa, Olbia-Verona e viceversa). Il Governo, preso atto della volontà della Giunta, ha adottato il decreto di abrogazione. Pigliaru– prosegue Cappellacci, richiamando sempre la lettera dell’attuale presidente – manifestò l’intendimento della medesima Regione di elaborare un nuovo regime di oneri di servizio pubblico sulle rotte minori sarde. Cosa è accaduto in un anno? Nulla. Come in altri campi, hanno disfatto e non fatto. Ora sentiamo parlare di lettere, di non meglio precisate trattative, di altri pastrocchi che poco si addicono ad una Giunta in cui abbondano i professori universitari”.

“Se vogliono essere seri e credibili, come sostengono in ogni occasione, tornino sui loro passi, chiedano scusa ai sardi e producano atti politici, idonei a restituire alla Sardegna un regime di continuità territoriale per le rotte minori adeguato alle esigenze dei sardi. Una continuità che – ha concluso Cappellacci- deve passare attraverso bandi pubblici e non attraverso i comunicati stampa della Giunta, privi di effetti sul piano concreto”.

S.I.

Città metropolitane: è scontro

SASSARI – «Ci stupisce la dichiarazione espressa dall’assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu sulla questione della città metropolitana quando è appena iniziata la discussione in consiglio e i cui esiti sono tutti da verificare. La posizione dell’assessore Erriu, a nostro avviso, rischia di dividere la Sardegna». Lo dice il sindaco di Sassari Nicola Sanna all’indomani dalla diffusione della nota con la quale il rappresentante della giunta regionale, con tono perentorio, afferma che lo schema di riordino del sistema degli Enti locali in Sardegna deciso dalla giunta regionale prevede una sola città metropolitana, a Cagliari.

«Quando un’area svolge funzioni direzionali di primaria importanza e non consente ad altre realtà urbane complesse, con altrettante funzioni metropolitane, di qualificarsi nel panorama nazionale ed europeo come sistema metropolitano – riprende il sindaco di Sassari – lede le possibilità di sviluppo del restante territorio regionale». «Occorre, invece, – sottolinea Nicola Sanna – operare una ridefinizione degli ambiti territoriali adeguati e omogenei che, così come dice l’Anci nella Carta di Cagliari approvata il 10 luglio scorso, “interessino il sistema dei Comuni, entro i quali realizzare processi di riorganizzazione territoriale per rafforzare la rappresentanze degli Enti, la capacità progettuale, quella dell’offerta dei servizi ai cittadini e alle imprese”. In Sardegna le funzioni metropolitane possono essere svolte indipendentemente da un limite dimensionale demografico».

«È il momento di attribuire funzioni istituzionali più forti, con l’affermazione del principio di una perfetta simmetria tra Nord e Sud dell’Isola: oltre all’area metropolitana di Cagliari, che già svolge le funzioni di capoluogo di regione e che nessuno mette un discussione, – ribadisce con forza il primo cittadino di Sassari – va istituita anche quella di Sassari, affinché siano date al Nord Sardegna le stesse chance del Sud. L’architettura istituzionale della nostra Regione non è perciò un optional ininfluente per le opportunità di sviluppo dei nostri territori», conclude il sindaco di Sassari.

Nella foto il sindaco Sanna

Abbanoa fuori legge: ora basta

ALGHERO – “Continuano le punizioni per atteggiamenti di Abbanoa non conformi a legge: dopo la sanzione di otre un milione di euro dell’Antitrust, ora arriva la severa condanna del Tribunale di Sassari al pagamento di circa sei milioni di euro per mora nel pagamento di servizi depurativi”. Lo afferma Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“Alla luce del disposto delle due pesanti condanne – prosegue l’esponente azzurro- appare evidente che non sono i cittadini ad essere morosi, ma Abbanoa che, peraltro, investe importanti risorse pubbliche per campagne pubblicitarie alla “Mulino bianco” tendenti a contrabbandare una immagine “familiare” e “buonista” di una società che dimostra assoluto cinismo nei confronti dei poveri cittadini tartassati. Il problema non è Abbanoa in sé, ma un management evidentemente inadeguato. L’auspicio è che il Presidente Pigliaru prenda atto dell’indifendibilità dei vertici di Abbanoa e – ha concluso il consigliere regionale di Alghero – assuma le necessarie determinazioni”.

M.S.R