No al Referendum: parla Pais |video

ALGHERO – Forza Italia Alghero si schiera per il NO al Referendum. Una scelta già nota che è stata illustrata nelle sue motivazioni nella giornata di ieri presso la sede del partito in via Giovanni 23esimo. Tra gli interventi anche quello di Michele Pais che abbiamo sentito ai microfoni di Algheronews dove brevemente ha spiegato i motivi principali secondo i quali gli algheresi dovrebbero bocciare il quesito proposto dal Governo Renzi.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Reddito sociale: urge delibera |video

CAGLIARI – Poco più di 33.000.000 di euro restano fermi nelle casse della Regione Sardegna anziché essere pagati sotto forma di reddito d’inclusione ai 400 mila sardi che si trovano in condizioni di povertà” – A dichiararlo è Marco Tedde, Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale.

“Il Consiglio Regionale ha approvato ad agosto una legge con la quale viene introdotto in Sardegna il reddito d’inclusione sociale conosciuto anche come “reddito di cittadinanza”. Una misura di sostegno a tutte quelle famiglie, anche di fatto o mononucleo, che versano in condizioni di povertà. La legge – spiega il consigliere regionale algherese – prevede che entro 60 giorni dalla sua pubblicazione la Giunta Regionale adotti una deliberazione con la quale vengono definite le regole di attuazione. Ad oggi, dopo oltre 60 giorni dalla pubblicazione la Giunta Pigliaru non ha ancora adottato quella delibera. E pensare – prosegue l’ex Sindaco di Alghero – che la maggioranza guidata dal Professore aveva raccomandato al Consiglio Regionale di fare in fretta perché il quadro sardo è grave e allarmante”.

“Che alla notizia dell’approvazione della legge era stata data ampia diffusione mediatica. Dov’è finita la preoccupazione per le 147 mila famiglie sulla soglia della povertà? È questa la considerazione per i 400 mila sardi ai quali è necessario garantire “risorse e prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana”? Il 2016 volge al termine. – conclude il consigliere forzista – Mancano poco più di due mesi alla fine dell’anno e gli oltre 33.000.000 di euro stanziati per il 2016 rischiano di essere perduti da quei sardi che hanno problemi di sopravvivenza ai quali qualcuno dovrà spiegare che la Giunta Pigliaru si è dimenticata una deliberazione che servirebbe ad alleviarli.”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Renzi deforma la Costituzione

ALGHERO – “Presentato oggi il Comitato per il No alla riforma costituzionale di Forza Italia Alghero, alla presenza dell’On. Marco Tedde. Andrea Delogu, Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais, promotori del comitato, unitamente a Marco Tedde hanno illustrato le ragioni del No ad una riforma sbagliata, mediocre, che accentra nelle mani di un partito l’intero potere legislativo, che mortifica l’autonomia delle Regioni, il diritto di rappresentanza dei cittadini, che anziché’ semplificare ed ammodernare il sistema politico lo rende più’ farraginoso e che porta al solo risultato di deformare la nostra carta costituzionale”. Cosi hanno spiegato durante l’incontro di oggi (venerdi) gli esponenti politici

“Forza Italia Alghero per far conoscere le ragioni del No ha presentato una serie di manifestazioni che nell’ultimo mese di campagna referendaria cercheranno di far realmente conoscere le distonie di questa pseudo riforma, con incontri pubblici, con l’intervento di costituzionalisti,il primo dei quali previsto per il 19 novembre e con un’informativa costante con gazebo e banchetti, di concerto con gli altri comitati civici costituiti ad Alghero
Apprezzato intervento nel corso della conferenza stampa del Prof. Mario Tocci, dell’Universita’ di Sassari, che ha illustrato con chiarezza le lacune di questa riforma e ha affermato la necessita di una riforma che realmente incida sul sistema politico italiano, che salvaguardi le Autonomie Regionali e che sia davvero una modifica condivisa da tutti i cittadini, e non da una maggioranza/minoranza, figlia di un parlamento illegittimo”.

Nella foto la conferenza stampa di oggi

S.I.

Doppia Preferenza: Alghero c’è

ALGHERO – Il Consiglio Comunale di Alghero si schiera a favore della doppia preferenza di genere per le elezioni del Consiglio Regionale, uno strumento già presente nei Comuni sopra i 5.000 abitanti. Lo stabilisce una mozione approvata ieri dall’assemblea civica e che ha visto come promotrice Monica Pulina che ha coinvolto Maria Grazia Salaris, Mimmo Pirisi e Maurizio Pirisi a sottoscrivere la mozione. Un ottimo risultato dalla massima assise algherese e dunque dalla città che ha visto l’Aula votare tutta a favore a parte i consiglieri di 5 Stelle (che hanno motivato il loro no), mentre rispetto agli altri centri dalla mozione è stata tolta la voce dei promotori ovvero “Meglio in Due” per richiesta di alcuni esponenti della lista di Bruno vista la vicinanza dell’iniziativa ai Riformatori Sardi. In effetti tale progetto è nato proprio in seno al partito guidato a livello regionale da Pietrino Fois. Ma, nonostante queste beghe, il documento è stato approvato.

«Ringraziamo i consiglieri comunali che hanno aderito a questa mozione – dice Monica Pulina – perchè abbiamo dato un valido contributo per la qualità della democrazia. Ma devo ringraziare l’associazione Meglio in Due guidata da Lucia Tidu, Elena Secci e Carla Poddana che sta portando avanti una mobilitazione coinvolgendo tutti i Comuni della Sardegna. Con la nostra iniziativa – conclude Monica Pulina – anche l’assemblea cittadina di Alghero porta un forte contributo a questa mobilitazione.»

«Dopo il successo iniziale scandito da centinaia di adesioni formali dei sindaci sardi, a oggi sono numerosi i comuni che hanno già approvato la mozione a sostegno dell’iniziativa» dichiarano le promotrici dell’associazione Meglio in Due che annunciano con soddisfazione di attendere l’incontro con il Presidente del Consiglio Regionale al quale è stato richiesto di portare all’attenzione del consiglio stesso la modifica della legge, considerata la forte volontà di adesione da parte di 107 comuni che stanno sostenendo questa mobilitazione.

Nella foto Monica Pulina

S.I.

Referendum: Forzisti per il No

ALGHERO – Venerdì 28 ottobre alle ore 10.30, presso la sede cittadina al Centro Commerciale Ferroni, Forza Italia Alghero presenterà alla stampa il “Comitato per il No alla Riforma Costituzionale” recentemente costituito ad Alghero con affiliazione al comitato nazionale. “Saranno esposte le motivazioni che spingono il partito a bocciare una riforma costituzionale mediocre, sbagliata, che arreca solamente danni all’Italia e alla nostra Sardegna. Sarà presente l’intero gruppo consiliare di Forza Italia e il consigliere regionale Marco Tedde”, cosi il portavoce Andrea Delogu.

Nella foto un incontro di Forza Italia

S.I.

Referendum: Alghero dice No

ALGHERO – Il comitato “ Alghero dice No” nasce dall’impegno un gruppo di cittadine e cittadini algheresi che vogliono sostenere e diffondere le ragioni del “NO” al referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre.
Sono diverse le ragioni condivise che ci hanno spinto a costituire questo comitato civico per il NO. Siamo certi che partendo da ciascuna comunità locale si possa vincere questa battaglia di verità e di libertà, soprattutto nell’interesse dei sardi e della Sardegna. Ragione esposte questa mattina durante la conferenza stampa tenuta da Mario Conoci, Maria Grazia Salaris, Marco Di Gangi, Stefano Lubrano, Monica Pulina, Massimiliano Lepri e Maurizio Papa.

“La Costituzione che, ricordiamo, venne approvata nel 1947 con l’88% dei voti favorevoli dovrebbe essere la Costituzione di tutti, capace di unire e non dividere l’Italia così come avviene oggi con una riforma approvata con il colpo di mano di una finta maggioranza che stravolge il nostro Ordinamento e genera una marcata contrapposizione. Una finta maggioranza, guidata da un premier non espresso dai cittadini, i cui unici punti di forza sono gli slogan demagogici e privi di sostanza dei suoi sostenitori”.

“Una riforma pasticciata che sconvolge radicalmente gli equilibri ed alcuni dei principi cardine del nostro Ordinamento, definendo un sistema di “premierato assoluto” che potrebbe vedere un uomo solo al comando, senza gli adeguati contrappesi e porta al superamento della democrazia parlamentare. Ma oltre a tutte queste aberrazioni ci sono ragioni tutte Sarde, tutte locali, che impongono di dire NO alla riforma della costituzione voluta da Renzi. La riforma infatti, al di là degli aspetti demagogici utilizzati da Renzi come carta colorata per incartare un pacco che riserva invece solo brutte sorprese, ha un obiettivo fondamentale: accentrare più potere possibile nelle mani del governo centrale sottraendolo alle assemblee elettive e soprattutto alle già debolissime autonomie locali e quindi, nel nostro caso, alla Sardegna”.

“Il governo, seguendo anche le influenze dei grandi poteri finanziari e politici, ha bisogno di decidere mettendo da parte le garanzie democratiche e soprattutto la sovranità popolare. Insomma il volere e il voto popolare, ovvero i valori più alti e rappresentativi della democrazia, diventano un fastidioso impiccio per chi deve manovrare e decidere. Lo stesso principio della Democrazia parlamentare viene messo all’angolo, ridimensionando così, ulteriormente, la già ridotta influenza del corpo elettorale. In un sistema così riformato è evidente che la Sardegna, regione geograficamente emarginata ed economicamente e demograficamente debole, sarebbe in balia di decisioni che verrebbero assunte tutte sopra la testa dei Sardi e certamente non nel nostro interesse. Le regioni a statuto speciale sono fatte salve dalla riforma, è il mantra che viene ripetuto per tranquillizzarci.
In realtà la Sardegna e le altre autonomie speciali sarebbero, dopo il voto, adeguate al risultato referendario con due motivazioni che appaiono tuttavia evidenti.

“La prima è che demolire adesso le regioni a statuto speciale avrebbe voluto dire per Renzi perdere il consenso di molti milioni di cittadini, in modo particolare i milioni di voti siciliani, cosa non conveniente in questa fase. La seconda è che, una volta incassato il voto favorevole alla riforma, sarebbe facile e soprattutto logico, con la forza dell’avallo popolare, eliminare le specialità regionali che già oggi vedono ostilità diffuse e maggioritarie non solo nel governo. Fatte queste premesse è necessario tuttavia capire quali sarebbero le conseguenze pratiche per la Sardegna e per noi sardi una volta persa la già scarsa autonomia di cui, si fa per dire, godiamo”.

“Grazie alla indebolita rappresentatività dei parlamenti ed alla crescita smisurata del potere esecutivo del governo romano e soprattutto con la applicazione della clausola di supremazia, esercitata nel nome di un non meglio precisato superiore interesse nazionale, sarebbe facile e soprattutto conveniente ad esempio consentire ricerche petrolifere nei nostri mari o sulla terraferma; imporre in modo indiscriminato la realizzazione di centrali eoliche o solari sul nostro territorio; sarebbe altrettanto semplice imporre nuove regole sulle entrate fiscali con la giustificazione della necessità di uniformarsi alle altre regioni; così come sarebbe ancora più determinata la volontà di mantenere nella nostra isola le infinite servitù militari che già oggi ci sottraggono enormi e pregiatissime porzioni del nostro territorio. Ma l’esempio più semplice, e anche più drammaticamente realistico, è quello della scelta della Sardegna per il deposito nazionale delle scorie nucleari. Quale posto migliore di una terra isolata, lontana dalla penisola e scarsamente abitata per essere scelta quale discarica nucleare d’Italia? Per il governo, qualunque governo italiano, sarebbe la cosa più semplice. Meglio sacrificare un milione e seicentomila sardi, disarmati della loro autonomia, piuttosto che inimicarsi sessanta milioni di italiani residenti nella penisola. Semplice, ma le spiegazioni semplici sono sempre quelle che fanno più paura a chi governa perché tutti le possono capire”.

“Una Sardegna privata della sua autonomia sarebbe semplicemente oggetto di scelte assunte lontano e quindi lontane dagli interessi dei sardi. Per questi motivi scegliere il NO al referendum su una riforma che scippa sovranità al popolo e autonomia alle regioni significa soprattutto e in primo luogo mantenere la libertà di scegliere, ovvero proprio quella libertà che questa scellerata riforma cerca di sottrarci”.

Nella foto la presentazione del Comitato Alghero dice No

S.I.

Spopolamento: urge legge-famiglia

ALGHERO – Per un uomo delle istituzioni arrendersi allo spopolamento dopo che negli anni si sono anche prodotti provvedimenti all’opposto di quelle che sono le direttrici dello sviluppo e crescita è come alzare bianca. Ma non solo. Vista la compartecipazione a questa deriva è come palesare in maniera esplicita le proprie colpe. Però non si sta parlando di questioni molto serie come, ad esempio, l’utilizzo malsano dei fondi ai gruppi o altro, ma qualcosa ancora di più grave ovvero la morte di un territorio. Per questo le parole, di quale mese addietro, dell’assessore alla Sanità Arru che fanno il paio ad altre dichiarazioni di esponenti della medesima parte politica tra cui anche l’ex-patron di Tiscali Renato Soru, hanno fatto sobbalzare sulla sedia tutti.

“Non è giusto lavarsi la coscienza invocando gli immigrati quando si affronta il tema del decremento demografico.
Qando nessuno si preoccupa di facilitare la vita delle coppie che decidono di avere dei figli, il ricorso al tema dell’immigrazione diventa retorica”, commenta cosè l’esponente politico del Partito Democratico Enrico Daga le parole proprio del delegato della Giunta Pigliaru. “Sapete che per chi ha dei figli non esiste uno sconto per trasporti, sanità, sport, studio?”

“Che ticket sanitari e tariffe di acqua, luce e gas non tengono conto del numero dei componenti della famiglia e, anzi, il sistema attuale, penalizza i nuclei familiari numerosi? E che dire degli sforzi che gravano sulle spalle delle mamme, impegnate in una vera e propria odissea per incastrare gli impegni della giornata: lavoro, figli, abitazione. Gli esperti la chiamano: “conciliazione donna lavoro”. Quanti figli non nascono per la paura di non farcela?” E arriva alla chiusura Daga: “insomma, perché non utilizzare la nostra specificità per mettere in cantiere una legge che metta al centro la famiglia, per vivere meglio e, di conseguenza, combattere lo spopolamento? Facciamo una legge per la famiglia, presto, subito”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Referendum e oltre: Alghero si prepara

ALGHERO – La data del referendum si avvicina, le forze politiche si organizzano e si schiariscono le nubi nel cielo della politica cittadina. E di conseguenza iniziano anche dei movimenti che vanno ben oltre la data del 4 dicembre. Come abbiamo anticipato su Algheronews [Leggi], del resto, dicembre sarà un mese fondamentale per l’immediato futuro del centro catalano: aeroporto, inchiesta fondi ai gruppi e nello specifico il voto sulla Riforma Costituzionale.

Innanzi tutto la cronaca. Per questo mercoledi è fissata la conferenza stampa per di “Alghero dice No”. Si svolgerà il 26 ottobre alle ore 10:00 presso la Sala Rossa adiacente a quella del Consiglio Comunale in via Columbano. “All’incontro parteciperanno il coordinamento del comitato, composto, tra gli altri, dai consiglieri comunali Maria Grazia Salaris, Alessandro Nasone e Monica Pulina, da Marco Di Gangi di Azione Alghero, da Pasqualina Bardino del Circolo Popolare Europeo, da Giuliano Tavera e Mario Conoci del Psd’Az, da Stefano Lubrano di Patto Civico e da Massimiliano Lepri di Unidos”, fanno sapere gli organizzatori che “lo scopo del Comitato è quello di sostenere le ragioni del No al referendum del 4 dicembre prossimo mediante alcune iniziative che si concentreranno ad Alghero e nel suo territorio”. Un’area del No che presto si arricchirà anche della proposta di Stefano Parisi. Il suo brand sarà presentato a fine novembre a Sassari e a guidarlo ci saranno anche degli esponenti politici algheresi.

Cambiando campo, il sostegno al Si vede prendere forma quello che nessuno si sarebbe mai aspettato ovvero la riunificazione di alcune porzioni del centrosinistra e in particolare del Pd che da qualche tempo sono agli antipodi. In particolare i bruniani coi dem catalani. Entrambe le rappresentanze, infatti, sono favorevoli alla cambiamento della costituzione voluto da Renzi. Anche se all’interno delle rispettive squadre ci sono dei distinguo, i leader sono, come da scelte esplicite, per il Si. Ma il nocciolo della questione è questo: il voto del 4 dicembre non potrà non avere anche un riflesso su eventuali prossime composizioni di alleanze in vista di voti anticipati. Molto probabile quello per il rinnovo al Parlamento che dovrebbe arrivare nella primavera nel 2017, un anno prima della naturale scadenza. Questo, a cascata, potrebbe avere effetti anche sugli enti locali e non è escluso pure su alcuni centri sardi tra cui Alghero, Sassari e Porto Torres.

Nella foto Marco Di Gangi di Azione Alghero

S.I.

Commissioni: ok alle riprese video

ALGHERO – “Le Commissioni consiliari potranno essere videoriprese liberamente, nel chiaro e condiviso rispetto delle norme sulla privacy. I portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Alghero, plaudono all’approvazione del loro emendamento, avvenuta lo scorso lunedì 17 ottobre in occasione della discussione e votazione inerente il Regolamento delle Commissioni consiliari”. Cosi il Movimento 5 Stelle Alghero su quanto deciso dell’ultima seduta consigliare in merito al regolamento dei lavori dell’ente.

“Un passo indietro. Tramite apposito post a contenuto video pubblicato sui nostri canali social, portavamo a conoscenza della popolazione le affermazioni del sindaco di Alghero, Mario Bruno, che in tema di videoriprese ribadiva in Consiglio comunale che, come da programma elettorale, sarebbe stata valutata e concretizzata la possibilità di realizzare lo streaming delle sedute delle Commissioni consiliari. Il testo del Regolamento proposto in Consiglio comunale però disattendeva quanto precedentemente dichiarato, in particolare il sesto comma dell’articolo tre presente nella proposta formulata dalla maggioranza, di fatto, vietava ogni tipo di videoripresa: “Ne è vietata la pubblicazione e diffusione in qualsiasi forma”, si legge nel testo. Come Movimento Cinque Stelle abbiamo quindi presentato un emendamento, poi votato all’unanimità, in cui fatte salve le norme dell’ordinamento giuridico in materia di privacy (D.Lgs. 196/2003), veniva finalmente sdoganato il diritto ad informare e ad essere informati dei cittadini”.

“Una piccola grande vittoria per chi fa della trasparenza amministrativa un’esigenza, da contestualizzare però nel quadro di una discussione che non ha accolto il suggerimento di alcune correzioni e bocciato un altro importante emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle, quello relativo alla richiesta di un numero dispari di componenti le Commissioni – per ovvi e necessari motivi di liceità del voto – e della riduzione a sette del numero dei componenti, con conseguente riduzione della spesa e inalterata garanzia di rappresentatività”.

“Un Regolamento che, a nostro avviso, poteva essere ulteriormente migliorato in diversi punti. Un Regolamento che, chiaramente, non rappresenta il nostro intendere e ha comportato la nostra astensione in fase di votazione finale. Regolamento che però, grazie al passaggio dell’emendamento sulle videoriprese, ha finalmente sdoganato una essenziale componente della democrazia partecipativa, cancellando la censura e liberalizzando la realizzazione e diffusione delle immagini delle sedute in Commissione”. C’è da aggiungere, a margine della comunicazione dei Pentastellati catalani, che negli anni passati, a prescindere dal regolamento che adesso lo dice chiaramente, i presidenti di commissione hanno sempre permesso le ripresa video, l’utilizzo degli audio ai media e la realizzazione di immagini, oltre che la presenza dei cittadini e la divulgazione delle date delle commissioni.

Nella foto il consigliere comunale di 5 Stelle Ferrara

S.I.

“Portavoce non sono capi politici”

ALGHERO – “Con riferimento ed in risposta ad alcune delle recenti dichiarazioni apparse su alcune testate online locali a nome del Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Alghero, Graziano Porcu, doverosamente e per educazione Meetup Alghero risponde. Il consigliere Porcu illustra la lettera ai Meetup di Di Battista e Fico ma dimentica, sarà un caso, uno dei punti più importanti: i portavoce non possono fungere da organizer, ne tantomeno da capi politici, visto che il Movimento, non essendo un partito , non necessita ne di capi ne di capetti”. Cosi il Meetup Alghero riguardo ancora la querelle del movimento grillino.

“I portavoce sono semplicemente “portavoce dentro le istituzioni”, e usciti da esse non possono trasformarsi in capi politici. Sarebbe per esempio illegittimo e molto grave se i portavoce si ponessero a capo di un gruppo e lo fomentassero contro un altro gruppo a difesa di se stessi. E’ solo un esempio patologico tra i tanti che si potrebbero portare, ma è giusto per illustrare un concetto che è di per se rivoluzionario. Segnalata questa dimenticanza, esaminiamo alcune delle affermazioni salienti fatte dal consigliere Porcu, citando un gruppo di 5-6 persone, attivisti storici del meetup Alghero che, a suo avviso, lo screditerebbero per acquisire loro stesse credito e credibilità e per questo li denuncerà”.

“Che alluda al Meetup Alghero appare anche più chiaramente nelle versioni integrali dei suoi comunicati, quelli circolati sui social network, nel suo profilo ed in alcuni blog, a cominciare dal giorno 17 ottobre. Le allusioni alla consistenza numerica, peraltro tutta da verificare, testimonierebbero una certa trita e ritrita retorica dei capi partito o aspiranti tali, che prestano molta attenzione ai numeri più che alle idee, alle conte più che ai principi, all’accorruomo ed alla clac a gettone più che alla verità”.

“L’impressione è sicuramente sbagliata, visto il Movimento 5 Stelle non prevede capi politici. D’altra parte, a proposito di consistenza numerica, appare utile ricordare a tutti che le riunioni settimanali del Meetup Alghero/Movimento 5 Stelle Alghero, svoltesi per due anni e mezzo, hanno visto la partecipazione di un numero di attivisti mediamente oscillante attorno agli 8-10, con massimi occasionali di 13-15 (in occasione delle audizioni degli stakeholder) e minimi non episodici di 3-5. E non possiamo certo fare una colpa al consigliere comunale Porcu, in carica per oltre due anni, per non essere riuscito ad avere mai molto seguito tra la cittadinanza. La conferma dello scarso seguito arriva anche dal recente evento pubblico dell’8 ottobre 2016, al quale l’onda lunga delle oltre mille persone mobilitate da Alessandro Di Battista appena sette giorni prima , ha invece garantito 17 presenze contate (tra seguaci e passanti occasionali), che scendono a 15 se si esclude una bambina ed un “contestatore”.

“Il Meetup Alghero non farà mai pesare al consigliere del Movimento 5 Stelle Alghero , in carica già da un biennio, di aver avuto purtroppo scarso seguito; nemmeno lo inviterà ad interrogarsi su quale possa esserne il motivo. Ciò di cui gli si è invece chiesto conto, gli si chiede conto e gli si continuerà a chiedere conto è la motivazione del suo operato dentro le Istituzioni, in qualità di portavoce del Movimento 5 Stelle. Del perché abbia diverse volte mantenuto il numero legale alla maggioranza; del perché pare che raramente abbia votato contro la maggioranza; del perché pare che la sua attività si sia caratterizzata per un grande numero di assenze ed astensioni”.

“E questo con buona pace di qualunque risentimento personale per lesa maestà, con buona pace di qualunque tentativo di marginalizzazione, con buona pace di qualunque tentativo di boicottaggio, con buona pace di qualunque attacco personale, con buona pace di qualunque minaccia più o meno velate di denunce più o meno improbabili. Il fatto che Porcu adombri congiure di persone che cercano di screditarlo per accreditarsi al suo posto, secondo una sua particolarissima e personale concezione della teoria dei vasi comunicanti, parrebbe ricordare, ancora una volta, una certa retorica complottistica e vittimistica dei capi partito o aspiranti tali. L’impressione è sicuramente sbagliata, visto il Movimento 5 Stelle non prevede capi politici. Per concludere, appare quasi superfluo ricordare che è il soggetto a screditare eventualmente se stesso con il suo proprio operato quotidiano, non le persone che ne segnalano le contraddizioni e ne chiedono conto”.

“Se ad esempio, qualcuno mente platealmente davanti ad oltre 1.000 persone dicendo di aver ricevuto 5.000 voti alle elezioni amministrative del 2014, quando al contrario ne ha presi meno di 3.000, si scredita da solo. Se ad esempio, qualcuno facente parte dell’opposizione, mantiene in diverse occasioni il numero legale alla maggioranza e le vota contrario rarissime volte, probabilmente si scredita da solo, deludendo fortemente quell’elettorato, che tanta speranza aveva risposto nel Movimento 5 Stelle Alghero”.

Nella foto un banchetto durante incontro di Di Battista

S.I.