Centro Intermodale: fermi 33milioni

SASSARI – “Il forte disagio e l’evidente degrado a cui sono costretti, oramai da anni, sia gli utenti che i lavoratori dei trasporti pubblici, ha oggi determinato una situazione oramai non piu sostenibile. E’ dal lontano dicembre 2014 che questa Amministrazione detiene in cassa i 33 milioni di euro necessari per la realizzazione di bonifiche dell’area e della tanto attesa opera”. Ritorna sul tema sollevato anche da UilTrasporti del Centro Intermodale [Leggi] anche il consigliere comunale di Sassari Manuel Alivesi.

“Di anno in anno si susseguono proclami ed annunci di inizio dei lavori, che però non iniziano mai. Per anni, l’Amministrazione Ganau prima e la Giunta Sanna poi, hanno inscenato uno squallido balletto di competenze tra l’Amministrazione regionale attraverso l’Arst ed il Comune di Sassari, balletto che ha avuto come unico effetto il blocco di qualsiasi azione di realizzazione del Centro Intermodale. Sassari e la sua Amministrazione del Partito Democratico, sembra abbia abdicato ancora una volta a svolgere il suo ruolo di “Capofila dell’Area Vasta”.

“Il tanto atteso Centro Intermodale può infatti ambire ad unire il trasporto su gomma e rotaie, costituendo la vera porta di collegamento per la Città. Come ricordato recentemente in un comunicato della segreteria territoriale della Uil Trasporti di Sassari, sono trascorsi piu di 90 giorni dalla consegna delle chiavi del più volte annunciato cantiere, senza che ad oggi sia stata data la benché minima notizia dell’esito dello studio di caratterizzazione, delle costose procedure di verifica e del conseguente avvio delle bonifiche per quasi 3 milioni di euro, bonifiche che continuano a rappresentare solo un miraggio per la nostra Sassari”.

“Ci domandiamo che fine faranno tutti i finanziamenti messi a disposizione dalla Ras all’Amministrazione Comunale, e se queste non corrano il rischio di dover essere restituite al mittente o peggio ancora, dirottati su altre opere. Riteniamo che sia urgente provvedere alla regolamentazione del traffico nelle ore di punta ed allestire e mettere ordine in Via Padre Ziranu, dove sono stati collocati gli spazi di arrivi e partenze. E’ necessario sopperire tempestivamente alla mancanza della sicurezza per i costanti rischi di incidente ed anche per garantire la semplice incolumità delle persone che vi stazionano. Desideriamo sapere quali siano le intenzioni del Primo Cittadino Nicola Sanna”.

Nella foto l’area del Centro Intermodale

S.I.

Sanna pompiere. Ma resta il rogo

SASSARI – Questa sera il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha comunicato ufficialmente al consiglio comunale le dimissioni dell’assessore al Bilancio, Tributi, Programmazione, Patrimonio e contratti Alessio Marras. Sarà lo stesso primo cittadino ad assumere ad interim le deleghe. «Voglio cogliere l’occasione per ringraziare l’assessore – ha detto – per la sua dedizione, l’impegno e la serietà politica e umana che ha sempre manifestato in tutta questa esperienza». Il sindaco ha subito chiarito però che «non c’è alcuna conseguenza di carattere politico, sia in ordine ai partiti di maggioranza e di coalizione, sia ai rapporti con gli assessori. La giunta lavorerà da subito per promuovere l’approvazione del bilancio 2017 che era già a buon punto, con il lavoro svolto dall’assessore. Nella prossima seduta del consiglio comunale comunicherò la nomina del nuovo componente della giunta». Il primo cittadino ha quindi ricordato che assieme alla giunta si sta predisponendo il bilancio di metà mandato.

Dunque, ancora una volta, il sindaco Sanna getta getta acqua sul fuoco. Ma la situazione politica resta molto critica. Le distanze che separano la maggioranza dal Primo Cittadino non sono ancora state colmate e difficilmente lo saranno. Infatti il Partito Democratico, almeno nella sua componente più corposa, chiede da tempo un cambio di passo che, però, stenta ad arrivare. E ciò, in vista anche di prossime scadenze elettorali, potrebbe pesare sull’esito delle votazioni. Dunque, ancora, massima allerta. E’ molto probabile che il “caso Sassari”, cosi come quello regionale e forse pure l’analogo di Alghero troveranno compimento con la definizione della nuova segreteria del Pd conseguente al congresso di metà marzo.

Nella foto il sindaco Sanna

S.I.

Sassari: dimissioni ed elezioni subito

SASSARI – Sono passate settimane, mesi e perfino quasi tre anni, ma il termometro politico a Sassari è sempre bollente. Frizioni mai sopite tra larga parta della maggioranza, e dunque del Partito Democratico, e il sindaco Sanna. Ultimo segnale le dimissioni (confermate) dell’assessore Marras considerato uno dei più attivi, anche dalle opposizioni. Da mesi i vertici del Pd chiedono un cambio di marcia che trova sponda sui rappresentanti consigliari. Ma questo scatto in avanti ancora non c’è stato e, come accade per gli altri maggiori centri del territorio (Alghero e Porto Torres), la crisi si taglia a fette e la gente è evidente che voglia andare al voto.

A fare sintesi, sull’intera situazione, è il consigliere sassarese di opposizione Giancarlo Carta. “Le dimissioni di uno degli assessori più vicini al sindaco, nonché fra quelli che era lievemente sopra la sufficienza rispetto al grigiore generale della giunta Sanna, ci fa capire che malgrado le rassicurazioni (dimissioni per causa di lavoro) il terreno sotto i piedi del sindaco sta velocemente franando. La maggioranza non riesce a nominare da tre mesi il presidente della commissione lavori pubblici lasciando in stallo la stessa commissione, i lavori nelle strade cittadine sono fermi o con ritardi biblici, i servizi ai cittadini lasciano a desiderare, le continue liti all’interno della maggioranza ci fanno capire solo una cosa: che sarebbe opportuno che si dimettesse l’intera giunta e si dia la parola ai cittadini”.

E ancora Carta commenta. “Perché una tale situazione di stallo che ormai dura dall’inizio di questo mandato non si era mai vista nella nostra città. Sassari ha bisogno in un momento così delicato dell’economia di un governo forte e che lavori, non di queste beghe fini a se stesse che stanno mortificando ancora di più il nostro comune. Se il sindaco e la giunta di sinistra non riescono a governare che si facciano da parte una volta per tutte e diano la parola ai cittadini”.

Nella foto Giancarlo Carta

S.I.

Entrate, Sel e Pd criticano Pigliaru

CAGLIARI – «La vertenza entrate è chiusa solo sulla carta. Alla Sardegna mancano 1300 milioni di euro». Dopo il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale Franco Sabatini (Pd) anche quello della Commissione Autonomia Francesco Agus(Sel) prende posizione sullo grave situazione delle casse regionali e lancia un appello alla Giunta. «La questione va affrontata nel suo complesso. Serve un fronte comune tra Consiglio, Giunta e parlamentari sardi per ottenere da Roma ciò che ci spetta».

A preoccupare Agus non sono solo le storture denunciate la scorsa settimana dal collega Sabatini: peso eccessivo degli accantonamenti (684 milioni di euro) nuovi Lea (54 milioni) e tagli agli enti locali (274 milioni tra fondi del 2016 e arretrati). «Tutte cose vere e condivisibili – afferma Agus – a quegli effetti negativi se ne aggiungono però degli altri determinati dalla mancata riscossione dei tributi devoluti dallo Stato che pesano nelle casse regionali per 1,3 miliardi di euro». Secondo il presidente della Commissione Autonomia, l’approvazione delle norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto ha sortito benefici solo aleatori: «Quest’anno lo Stato non ha trasferito alla Sardegna la quota di risorse arretrate per Ires, giochi, tasse di fabbricazione etc., mentre trattiene tutti i soldi destinati agli accantonamenti. Il risultato è che la Regione non può onorare gli impegni assunti».

I dati forniti da Agus ai giornalisti sono allarmanti. «L’83 per cento della spesa regionale è servito per tenere in piedi la macchina amministrativa e la Sanità. Il 50% del bilancio regionale viene destinato al sistema sanitario, il 10% per le spese di funzionamento, il 7% al Fondo Unico degli enti locali, il 4% per il trasporto pubblico locale e il 2% per le rate dei mutui. Il restante 17% serve a pagare tutto il resto: scuole, politiche per il lavoro sostegno alle povertà, politiche di settore, investimenti per lo sviluppo. «Per finanziare questo 17 per cento, lo scorso anno la Regione ha assunto impegni per 3,77 miliardi di euro e pagandone solo 1,149. Ciò vuol dire che per ogni tre euro stanziati si riesce a erogarne uno. Il dato è drammatico: si riesce a garantire solo le spese obbligatorie. Il resto, o non viene pagato o si paga con notevole ritardo con conseguenze nefaste per le imprese e i cittadini».

Per questo serve un’azione forte da parte della Regione: «L’Agenzia delle Entrate è uno strumento che può tornare utile ma occorre dare gambe al progetto. L’Agenzia ha uno scopo se riesce a riscuotere i tributi e a prendersi i soldi che spettano alla Sardegna. Credo però che in questo momento serva aprire un tavolo complessivo con lo Stato, inutile ragionare per compartimenti stagni – conclude Agus – la Giunta finora non ha mai convocato i parlamentari sardi. Per ridare fiato alla finanza regionale è necessario fare fronte comune e agire tutti insieme verso un unico obiettivo».

Nella foto Agus nella conferenza stampa di questa mattina

S.I.

“Entrate, guerra con armi di carta”

CAGLIRI – “Dopo essersi più volte presentato al cospetto di Renzi col cappello in mano, ora Pigliaru indossa un elmetto di carta e va alla guerra contro Gentiloni brandendo una spada di compensato.” Così il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta la svolta belligerante di Pigliaru nei confronti del Governo Gentiloni. “Sbagliava prima, quando in modo imbarazzante per i sardi esaltava gli stanziamenti vecchi e il restyling dei fondi ordinari che venivano contrabbandati da Renzi come fondi aggiuntivi nel Patto per la Sardegna, e non tentava nemmeno di essere nominato commissario straordinario per l’attuazione del Patto”.

“E sbaglia oggi nel metodo: quelle sul tavolo –denuncia Tedde- sono giuste rivendicazioni di portata epocale, che non si possono fare con una letterina che è utile solo ad ingannare qualche buontempone e a fargli credere che la Regione è pronta a combattere per i diritti negati dei Sardi. Un miliardo di euro di crediti verso lo Stato, la vertenza latte per la quale il Ministro Martina ha solo simulato un intervento di 100 milioni di soldi dei sardi, 100 milioni di risorse negate alle province sarde e il caso la Maddalena sono solo alcuni degli esempi dell’atteggiamento levantino dei governi Renzi e Gentiloni contro la Sardegna. Occorre reagire e agire –attacca l’ex sindaco di Alghero- chiedendo un incontro immediato a Gentiloni e creando un gruppo di lavoro costituito da Ministri e Assessori che in due mesi analizzi i problemi e metta in campo le soluzioni nominando un commissario per la loro attuazione. Con le letterine e le spade di compensato –chiude il consigliere regionale di Forza Italia- non si vincono le guerre.”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Sardegna: sanità al collasso

CAGLIARI – Gli ospedali sardi sono al collasso e in tutto questo la Giunta regionale pensa ai massimi sistemi invece di fare azioni concrete come l’immediato stop alla delibera 43/9 del 2015 che blocca il turnover nella sanità. Lo chiede il consigliere regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa. «Nelle strutture ospedaliere sarde – dice Cossa – la situazione è davvero drammatica e il blocco delle assunzioni sta creando tantissimi problemi. I servizi talvolta chiudono e se ciò non accade è semplicemente perché il personale si sacrifica. Ma inevitabilmente le liste d’attesa si allungano, mettendo così a rischio la qualità dell’assistenza. Senza considerare che il personale della sanità è vecchio, l’età media è di quasi 55 anni. Tutto questo perché con questa delibera la Regione ha imposto un blocco totale e generalizzato al rinnovo del personale».

Ovviamente la Giunta regionale non ha trattato tutti allo stesso modo. «Ci piacerebbe tanto sapere – dice ancora Cossa – su quali basi la direzione generale dell’assessorato ha deciso deroghe per alcune aziende e rigidità totale per altre. Il solito sistema della sinistra becera che pensa di poter governare tutto dal centro, elargendo concessioni a sua totale discrezione». Ma adesso, prosegue Cossa, «non si capisce perché si continui a mantenere un blocco del turnover che sta creando solo danni. La riforma della sanità è operativa e i manager sono lautamente pagati: dovrebbero essere loro ora a decidere se e come sostituire il personale. Dando anche anche i direttori generali la possibilità di varare atti aziendali in linea con quanto il Consiglio regionale ha chiesto: controllo della spesa, maggiori servizi e di qualità elevata».

Nella foto i coordinatore regionale Cossa

S.I.

Puc e Cultura: Alghero ferma |video

ALGHERO – Tralasciando gli argomenti di facciata, le azioni ordinarie e le varie contingenze ciò che inizia a mancare in maniera decisa e anche grave ad Alghero sono le scelte sulle grandi tematiche. Quelle che possono veramente incidere sul tessuto sociale e dare impulso alle attività produttive per implementare giro d’affari e dunque assunzioni. Una su tutte: il Puc, ma non solo. Anche un grande piano promozionale per la Cultura con appuntamenti che creino non solo un dibattito in città e sui media, ma si realizzino delle ricadute tangibili positive nelle strutture ricettive e dunque in tutta la città. Su due delle questioni fondamentali abbiamo chiesto un commento al consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde.

Nella foto un recente incontro di Forza Italia

S.I.

Giunta Sanna: dimissioni per Marras

SASSARI – «L’assessore mi ha rappresentato di avere esclusivi motivi personali, legati innanzitutto alla propria attività professionale per la quale si profila la necessità di un ulteriore e totalizzante impegno – afferma il Sindaco che ha appreso con sorpresa della necessità della scelta dell’assessore –. Credo che si tratti di un momento passeggero, l’assessore Marras è persona seria, competente con grandissimo senso del dovere e lealtà nei confronti dell’amministrazione comunale. Il recente periodo lo ha visto ottimamente impegnato nell’assolvimento dei compiti assessoriali: primo fra tutti la gestione del bilancio e dei tributi, del patrimonio, cui si è aggiunto quello importantissimo della programmazione. Di fronte alle nuove sfide, alle quali l’assessore Marras sarà chiamato sul fronte della propria attività professionale, ha ritenuto, con onestà, di rappresentarmi che il periodo prossimo sarà caratterizzato da una gran mole di lavoro aziendale che lo assorbirà notevolmente. Si tratta di un periodo che, tra l’altro, comporta la difficile preparazione del bilancio di previsione e che cade in contemporanea a questo nuovo impegno professionale non prevedibile nei mesi precedenti.

«È importante recuperare le energie – aggiunge – e noi tutti come giunta siamo disponibili anche ad alleggerire il carico di lavoro. Ricordo che, di recente, cosi come ho affidato all’assessore la delega alla Programmazione, è certamente possibile attribuire tale delega ad altro componente della giunta.

«Non c’è necessità di verifica politica – precisa – quanto di una validazione sul bilancio di metà mandato e una condivisione precisa sul programma di fine mandato, fatto di realizzazioni e conclusioni di attività ancora aperte e in corso. Ho chiesto all’assessore, oltre che all’amico, di ritirare le dimissioni – conclude – nella convinzione che questo momento di difficoltà e pressione lavorativa possa rientrare nel breve periodo nell’alveo della normalità. Le dimissioni, pertanto, sono per me congelate».

Nella foto l’assessore Marras

S.I.

Ritorna il Consiglio e Calabona

ALGHERO – Dopo l’impasse dell’ultima seduta consigliare con l’assenza dei numeri da parte della maggioranza, con i lavori che sono iniziati e proseguiti grazie alla presenza in aula delle opposizioni, ritorna il Consiglio. Fissate le date per le prossime adunanze: mercoledi 8 febbraio alle 17 e in prosecuzione il giorno successivo semore al medesimi orario. E proprio al primo posto c’è il tema che ha creato lo “strappo” con il consigliere Vittorio Curedda ovvero “l’Approvazione del verbale della seduta del 13 gennaio”. Passaggio indispensabile per rendere valida la delibera sulla lottizzazione di Calabona a seguito dell’interpretazione autentica del Prg.

Una scelta, quella di Curedda, forse legata anche al paventato intervento di organismi terzi per un voto dell’Aula che potrebbe richiamare tali attenzioni. Sarà interessante cogliere la scelta dell’esperto esponente di maggioranza durante la prossima seduta. A seguire diversi importanti punti ancora inevasi e molto importanti quali l’Approvazione del Programma Triennale dei Lavori Pubblici, determinazione prezzi di cessione per le aree che possono essere vendute, piano valorizzazione e alienazione immobili comunali e poi i tributi con le addizionali Iperf, Imu e Tasi. In apertura, come sempre, le brevi segnalazioni. Ancora da discutere e votare il Documento Unico di Programmazione (Dup).

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

“E’ meglio città della coltura”

ALGHERO – “Premesso che la scelta della città della cultura da parte del Ministero dei Beni Culturali utlizza una metodologia di valutazione completamente sballata, mettendo in competizione grandi città ricche di storia e tradizioni con cittadine o paesi che per quanto anch’essi dotati di storia, cultura e bellezze naturali e paesaggistiche importanti, difficilmente possono pensare di poter competere con le prime”. Cosi Gianfranco Langella del direttivo di Fratelli D’Italia Alghero che interviene sulla bocciatura del centro catalano rispetto alla selezione di Città della Cultura.

“Per usare un termine calcistico, sarebbe come far giocare nello stesso campionato squadre di serie A con compagini di IV serie. Detto questo e venendo alla candidatura di Alghero a città della cultura 2018, ci viene da pensare che forse il troppo amore, se di questo si dovesse trattare, per la nostra città, abbia appannato e non poco la vista dei nostri Amministratori. Infatti se è vero, come è vero, che Alghero offre non poche cose sia dal punto di vista culturale, paesaggistico e storico, ivi compresa la catalanità della nostra cultura e della nostra lingua, è altrettanto vero che le tante criticità purtroppo superano di gran lunga le cose positive”.

“Il troppo amore, forse, o la troppa presunzione, hanno probabilmente portato i nostri Amministratori a confondersi nell’utilizzo di una vocale compresa nella parola cultura e scrivere invece “coltura”. Se infatti la città avesse preteso un ruolo importante nelle tante “colture”, o coltivazioni che dir si voglia, avrebbe avuto sinceramente molte più chances. Come non parlare infatti della “coltura” delle erbacce presenti in maniera massiccia in tutta la città, per le vie, nelle aiuole dei parchi cittadini, e nelle così dette fioriere che fanno bella mostra di sé nel lungomare o nella zona portuale, riuscendo anche a coprire le cartacce o le lattine presenti al loro interno. Probabilmente la mancata vittoria di Alghero non è del tutto negativa per la nostra città poiché ha fatto si che negli occhi dei giudici per l’assegnazione della città della cultura, rimangano le cose belle, interessanti culturalmente e i paesaggi mozzafiato che Alghero sa offrire”.

“Peggio sarebbe stato infatti se i nostri ospiti avessero visto, insieme a queste bellezze e positività, le strade dissestate, piene di buche, i nostri mercati, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello di una città turistica, sporchi, degradati e con la presenza di tutta una serie di suppellettili che avrebbero potuto trovare più degna collocazione presso un ferrovecchio o presso l’ecocentro comunale. Se il nostro Sindaco e la nostra Assessora alla cultura ci consentono un consiglio, sarebbe bene che un po’ di modestia e di senso della realtà fossero presenti nelle loro scelte e che quelle positività di cui si è parlato rimanessero per costruire il punto di partenza dei loro atti amministrativi che debbono produrre quei risultati positivi che tutti noi cittadini aspettiamo da loro, e di cui abbiamo diritto”.

Nella foto un incontro di Fratelli d’Italia Alghero con anche Gianfranco Langella

S.I.