“Cucca: Pd leale, no al Consuntivo”

CAGLIARI – “Il Partito Democratico guarda con attenzione alla crisi in atto nel Comune di Alghero e si impegna per facilitare il dialogo tra maggioranza e minoranza, e ristabilire un clima di leale collaborazione.” Il segretario Cucca interviene in merito alla crisi algherese, appoggiando la posizione espressa dal direttivo del PD cittadino che, in vista della prossima seduta del Consiglio comunale, con all’ordine del giorno il voto sul bilancio consuntivo, invita i consiglieri comunali a prendere le distanze dal documento contabile frutto dell’azione amministrativa della maggioranza, respingendo ogni maldestro tentativo di addossare al Partito Democratico la responsabilità dell’eventuale caduta del governo della città. “Il PD, nonostante il ruolo di minoranza all’interno del Consiglio comunale, precisa Cucca , ha sempre svolto un’azione di controllo sull’operato dell’amministrazione guidata da Mario Bruno, in modo leale e trasparente, manifestando apertamente i dissidi e, talvolta, sostenendo le decisioni della maggioranza senza pregiudizi, perché ritenute valide nel merito.

“La stessa lealtà – prosegue il segretario – non è stata dimostrata da alcuni componenti della coalizione che avanzano la pretesa di scaricare sul PD la responsabilità della crisi. Sarebbe auspicabile che ciascuna forza politica, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative, agisca con la massima chiarezza, dando seguito al mandato elettorale, e si assuma l’impegno di portare la città fuori dal guado.” “Non è al PD – conclude Cucca – che il sindaco e la sua maggioranza devono rendere conto del loro operato, ma ai cittadini algheresi che da troppo tempo sono ostaggio dei dissapori interni alla coalizione.”

Nella foto Pier Luigi Cucca, senatore e segretario regionale del Partito Democratico

S.I.

Pd boccia Bruno e Consuntivo

ALGHERO – “Il Consiglio Comunale convocato per l’11 Settembre 2017 con all’ordine del giorno il bilancio consuntivo dovrebbe rappresentare per l’amministrazione di Alghero non una semplice tappa, non solo una presa d’atto dei dati numerici sui conti comunali, ma piuttosto un momento di celebrazione degli obiettivi raggiunti”. Cosi si apre l’atteso e cruciale documento del Partito Democratico di Alghero. Dichiarazioni importanti a firma del Direttivo del Pd condivise anche dal segretario provinciale Gianpiero Cordedda. Viene anticipato il voto contrario al Bilancio Consuntivo da parte del Gruppo Consigliare del Pd ciò a seguito, com’era palese, di quello che è stato il percorso di questi anni che hanno visto Bruno e i suoi candidarsi proprio contro il Pd.

“Si rende necessario, tuttavia, alla luce del paventato voto negativo di parte della maggioranza che lo ha prodotto, un serio confronto politico, in particolare sulla composizione del Consiglio Comunale stesso, dopo l’abbandono di UDC e UPC. E’ consuetudine, in democrazia, che chi governa abbia il consenso della maggioranza dei consiglieri comunali. Mentre la minoranza svolge un compito di controllo, di proposta, e di opposizione a ciò che è ritenuto non adatto alla comunità”.

Sempre in democrazia, quando non si è più in maggioranza (e si retrocede a minoranza) lo si ammette e ci si comporta di conseguenza. In genere, si rassegnano le dimissioni, magari interrogandosi sulle motivazioni che hanno prodotto tale fallimento. Certo non si cerca ostinatamente di trasferire la propria responsabilità a chi in maggioranza non è mai stato, ed ha invece nel tempo, coerentemente con il ruolo di minoranza assegnatogli dal voto dei cittadini, condotto una attività a favore di un inascoltato progetto di crescita per la città.

“Il rendiconto della gestione 2016, dunque, sottoposta ad approvazione del Consiglio è la summa della attività politica della maggioranza. Ma è anche il conto economico che parte della maggioranza stessa disconosce. E’ altresì la traduzione in numeri di scelte di governo che non appartengono al PD e che, come è noto, non sono mai state condivise. Il direttivo del circolo, con il gruppo consiliare, non si riconosce nel bilancio consuntivo in questione, ed indica ai consiglieri comunali, come consuetudine, di manifestare attraverso le prerogative consentite dal proprio ruolo istituzionale, la netta presa di distanza dal bilancio consuntivo stesso”.

Nella foto un incontro del Pd coi segretari Cordedda, Salis e il senatore Lai

S.I.

Verso l’11/09: Alghero può resistere

ALGHERO – Oramai sembra di essere dentro il “Secondo tragico Fantozzi”. Film mitico e stravisto. La parte in cui, mentre fingono di guardare la Corazzata Potemkin, ascoltano, alla bene meglio, i risultati della Nazionale di calcio che gioca proprio in quel momento contro l’Inghilterra. “Si diceva che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo”. Ecco, questa, forse, è la migliore fotografia rispetto all’attuale scenario politico cittadino o meglio della sua narrazione.

Perchè, in effetti, rispetto a quanto si dice e scrive, poco o niente è cambiato in questi mesi, se non la certificazione del fallimento su più fronti nella gestione amministrativa in capo all’attuale sindaco e sostenitori. Tutto è rimasto immutato compreso il fil-rouge che lega questi anni in cui abbiamo assistito, nostro malgrado, alla estenuate ricerca di rientro nel Pd dei bruniani. Una fissazione con Alghero, sempre o quasi, nelle retrovie. E questo oggi pesa, molto. Del resto i risultati rispetto agli obiettivi posti ad inizio consigliatura sono praticamente nulli.

Ma per ritornare a Fantozzi, se ne sentono, scrivono e dicono di tutti i colori. Sul Pd, Upc, Nasone, Pirisi, Oggiano e non solo, ma praticamente su tutte le rappresentanze consigliari. Ma, per restare ai fatti, ad oggi, niente è cambiato. Linda Oggiano, per importanti impegni e problemi familiari vive e risiede a Roma. Alessandro Nasone è all’opposizione, così come Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd. Conti alla mano, come detto più volte, la maggioranza, da mesi, non esiste più. Bruno, dunque, potrà, forse, anche superare lo scoglio del Consuntivo, ma come gli ripetono tutti da tempo, la sua esperienza è finita. “E’ solo far perdurare un’agonia per la città”, vine quasi quotidianamente detto.

E ancora, per restare sempre ai fatti, e non ai dettami proveniente da una parte della “grande bidda”, oggi, il Partito Democratico diffonderà una comunicazione in cui sarà resa nota la propria posizione che non potrà non riflettere il percorso di questi anni partendo proprio dalla campagna elettorale avversa all’attuale sindaco e dal posizionamento nei banchi della minoranza. Alghero non merita di essere finita nel tritacarne di correnti, congressi e congressini, questa città attende risposte, piccole e grandi, su diversi temi. Non ha bisogno di diventare la succursale di nessuna altra città messa, tra l’altro, molto peggio. Alghero riacquisti la sua identità, col suo modello di turismo (oggi sotto attacco) e ritorni a brillare, anche grazie alle scelte di qualcuno tentato da sirene che non hanno a cuore il futuro della riviera catalana d’Italia.

Nella foto il Municipio di Alghero

S.I.

Consiglio verità: countdown

ALGHERO – Rendiconto di Gestione relativo all’esercizio 2016, Approvazione E salvaguardia degli equilibri di Bilancio 2017/2019 e Documento Unico di Programmazione 2018/2020. Questi i tre punti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato sabato 9 settembre alle 9 del mattino e l’11 settembre alle ore 18. Siamo punto e a capo. Analisi, commenti, appelli e anche di più da parte delle forze sociali, politiche e dei cittadini totalmente inascoltate: nuovamente si procede con la “seconda convocazione”. Procedure usata anche in passato, ma non con questa continuità utile a nascondere, da mesi, la mancanza del numero legale. Un modo di governare totalmente fuori dal comune e anti-democratico, ribadiscono le opposizioni.

Altra analisi, ancora più centrale, riguarda i tre punti all’ordine del giorno ovvero tematiche cruciali e fondanti per un Ente Locale e ancora di più per una compagine politica e sociale. Col “Consuntivo” si giudica l’operato di un sindaco e sua giunta, mentre col Dup si apprendono le linee d’azione future. Di fatto siamo davanti alle colonne portanti di un’amministrazione. Ciò vuole dire che un voto favorevole (o astensione) significa essere parte integrante di un progetto politico e sociale. Insomma, non si sta votando una delibera sulle potature o asfalti (tra l’altro le uniche due azioni per cui verrà ricordata questa amministrazione), ma sul dna politico riguardante le scelte di Bruno e suoi sostenitori che, come emerso nelle ultime ore, è sempre connesso con l’area soriana dell’ambientalismo radicale.

Non è chiaro cosa possa accadere fra una settimana. Per molti, quasi tutti, vista la paventata possibilità di termine anticipato, il commissario avrebbe già fatto molte cose in più rispetto a Bruno. E questo è un dato oggettivo, ad esempio, le delibere fissate per queste date di settembre sarebbero già state approvate con una già avvenuta liberazione di fondi e assunzione, ad esempio, dei vigili stagionali. Bruno da mesi non ha più una maggioranza certa. Alcuni invocano il notaio. Ma c’è da specificare che questa soluzione, viste le diverse anime che compongono gli oppositori dei bruniani, non trova tutti d’accordo. Del resto è un sindaco, capace e avveduto, che deve comprendere che non ci sono più i presupposti per andare avanti.

Infine, restando all’attuale schema del Consiglio Comunale e a quanto detto e fatto da parte dei singoli consiglieri in questi mesi, i numeri non sono più a favore di Bruno. Ma, in politica, soprattutto quando anche le briciole saziano, tutto è possibile. Certamente è evidente che, anche se sarà superato lo scoglio del Consuntivo, la prospettiva manca e non c’è più un futuro per chi si è candidato per “salvare Alghero”. Città che invece deve essere ancora salvata e questo, sia chiaro, è anche un monito per chi verrà.

Nella foto i banchi del consiglio comunale

S.I.

CC CONVOCAZIONE CONSIGLIO seconda convocazione (1)

La politica ha bisogno di credibilità

ALGHERO – Il momento è catartico, direbbe un noto comico. Ma di fatto, per Alghero, lo è. Nei prossimi giorni ci sarà un punto di svolta cruciale per la città. Inutile acchiapparsi ancora a slogan, dati parziali, annunci e promesse. Questi ultimi anni hanno visto la Riviera del Corallo fermarsi in maniera molto preoccupante. Altri territori hanno messo la freccia e hanno accelerato sulla corsia di sorpasso, qui invece la macchina si è fermata. I turisti, per neanche due mesi, ovviamente, arrivano. Ma poco o niente altro. Nessun tipo di intervento strutturale, atteso e garantito in campagna elettorale dagli attuali amministratori, che potesse permettere ad Alghero di tenere il passo di altre località. Perchè è evidente che abituandoci al poco, non si comprende (e a governanti poco lungimiranti questo tutto sommato va anche bene) quale sia il margine di crescita e di benessere che gli algheresi stanno perdendo. Ad evidenziare la delicatezza del momento è anche l’imprenditore, rappresentante di categoria e politico Enrico Daga.

“La politica ha bisogno di riacquisire credibilità. Solo per dire, sommessamente, che quando non si ha una maggioranza non si può dare la colpa dei propri insuccessi e delle proprie disavventure alle opposizioni, soprattutto quando si sono spesi quasi quattro anni ad insultarle”, afferma il consigliere comunale e dirigente del Partito Democratico. “Il responsabile di questo crescendo è uno (Mario Bruno ndr), e tentare di deviare l’attenzione su persone e forze politiche, fino a ieri considerate marginali, minoritarie, ininfluenti, inutili, subalterne, è profondamente ingiusto, irrispettoso, e contribuisce a restituire colpevolmente io dico, un’immagine della politica come posto marcio, dove gli accordi per il potere (mascherati da bene collettivo) superano l’immaginazione, dove la dialettica si riduce ad un do ut des, dove la coerenza e la dignità sono relegate a valori del passato”.

“Così non può essere, e trovo impossibile (sono pronto a scommetterci) che esistano persone pronte a farsi strumentalizzare al limite dell’autolesionismo. La narrazione a cui assistiamo è parte della tattica di chi, esaurite le frecce nella faretra, prova ad attuare una modestissima “guerra del pane”. Per tornare a me: la mia non è, e non sarà mai una presa di posizione personale, ma è frutto della fermezza di volontà e perseveranza con cui mi confronto democraticamente all’interno e fuori del partito in cui mi impegno quotidianamente. Nei prossimi giorni avremo riunioni importanti e assumeremo collegialmente decisioni inequivocabili”.

Nella foto Enrico Daga e altri dirigenti locali del Pd di Alghero

S.I.

Soru ad Alghero: Bruno chiede aiuto

ALGHERO – Tutto come previsto. O quasi. Dimissioni, neanche a parlarne. Mentre sbarco in Riviera catalana di qualche “boss” confermato. E’ infatti previsto per la prossima settimana, 8 settembre, un convegno sul Turismo. E fino a qui, niente di strano o nuovo. Ma basta vedere relatori, organizzatori e ospiti per comprendere e svelare (finalmente) i giochi politici connessi all’attuale governo cittadino. “Infrastrutture materiali e immateriali per il turismo: Sardegna destinazione europea”, questo il titolo dell’incontro dove interverranno, tra gli altri, Mario Bruno, il consigliere regionale Salvatore Demontis, l’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas, il consigliere regionale Luigi Lotto, l’ex-sindaco Carlo Sechi, l’ex-parlamentare Francesco Carboni, il leader regionale del Wwf Carmelo Spada e soprattutto Renato Soru.

Insomma una parte del gotha della corrente soriana del Partito Democratico. Quella nata con Progetto Sardegna, lista che vide l’elezione a Cagliari proprio di Bruno divenuto anche tesoriere del medesimo gruppo. Per alcuni, con questo convegno, “si è chiuso il cerchio”. Del resto, anche se in netto ritardo, anche l’Udc si è reso conto che questa amministrazione ha un impronta prettamente soriana con saldi legami nel settore del radicalismo ambientalista. Quello che, per essere chiari, in questi giorni sta criticando in maniera aspra proprio la Giunta Pigliaru, con risposta per le rime da parte dell’assessore Erriu, rispetto alle modifiche da attuare al famigerato Ppr.

Proprio quel piano che, a detta di tutti, a parte proprio qualche corporazione politica e pseudo-ambientalista, anche organica agli attuali amministratori, ha ingessato tutte le economie della Sardegna. Ovviamente partendo dall’edilizia passando per il commercio e artigianato fino ad arrivare all’agricoltura e proprio al turismo. Ed è proprio sotto lo sfolgorante abito di un comparto che oggi resiste grazie ai noti problemi in Nord-Africa e alle eterne bellezze naturalistiche dell’Isola, che si “nasconde” il tentativo, ennesimo, forse ultimo, di salvare Bruno e la sua ex-maggioranza. Infatti, se, come detto, le annunciate e promesse in tv dimissioni non sono arrivate, la calata degli assi (di quella corrente) ci sarà.

E questo, è palese, anche per convincere alcuni consiglieri, forse, ancora “indecisi” sul permettere un inutile galleggiamento del Primo Cittadino Tutto in vista dell’11 settembre, ma non solo. Infatti è palese, per tornaconto elettorale, che ad alcuni leader regionali interesserebbe arrivare alle elezioni politiche e forse a quelle regionali con una guida di Alghero molto “vicina” o ancora di più politicamente “dipendente”. Questo a prescindere dal riconosciuto fallimento amministrativo di questi anni e dall’impossibilità di fare in pochi mesi quanto non fatto in oltre tre anni. Ma, c’è anche un ulteriore elemento, fondamentale che va ad inserirsi in questo scenario dove gli algheresi e le loro istanze paiono scomparire, la candidatura di Renato Soru a presidente della Regione. Un clamoroso ritorno anche se ovviamente c’è prima il passaggio delle primarie dove potrebbe scontrarsi con Massimo Zedda o Silvio Lai. A questo punto pare essere più chiaro l’intero disegno che sarebbe anche finalizzato a recuperare qualche supporters e dunque voti in vista di congresso del Pd, primarie ed elezioni. E ciò, come accade sempre in questi casi, vede riempirsi copiosamente il piatto delle lusinghe. Promesse di candidature e fulgide carriere. Sogni infranti il giorno dopo il voto, di solito è così. Ma, come già scrivemmo, non tutti sono in vendita e soprattutto dopo tre anni di critiche, fare improbabili giravolte, anche contro il proprio partito, potrebbe addirittura significare l’aborto di ogni desiderio politico, perfino una rielezione in Consiglio Comunale.

Per adesso resta il dato di fatto è una non troppo mascherata richiesta di aiuto dei bruniani a Soru. Un rapporto che procede come un fiume carsico, legame pluriennale, con alti e bassi, rinvigorito da recenti nomine e presunti nuovi progetti editoriali, tra Bruno e Soru. Connessione basata anche sulla strenua difesa del Ppr da parte dell’allora consigliere regionale algherese. Tema ritornato attuale vista la volontà di larga parte del Pd, tutte le altre forze politiche, società civile e produttiva, di cambiarlo. Proprio quel Piano Paesaggistico che ha messo in ginocchio tutta la bonifica algherese, oltre che tutti gli altri settori dell’economia cittadina. Ma, come detto, l’agro, dunque le borgate, hanno sofferto maggiormente l’impossibilità di poter ampliare le proprie attività e produzioni. Scoglio che si è cercato di aggirare col “Piano della Bonifica” rivelatosi altro ed ennesimo fallimento della gestione bruniana. Soru verrà ad Alghero anche per salvare Bruno? Vedremo, è molto difficile, se non improbabile, che questo accada e arrivi un ulteriore scialuppa di salvataggio. Certamente chi si adeguerà ad eventuali indirizzi dettati dal gruppo dell’ex-editore de L’Unità e patron di Tiscali dovrà in primis rispondere alle scelte delle segretarie del proprio partito e, soprattutto, al proprio elettorato e ultimo, ma non ultimo, alla propria coscienza, politica.

Nella foto l’ex-governatore ed europarlamentare Renato Soru

Bruniani scoprono le partecipate

ALGHERO – “Dopo averle definite in ogni modo, il meno esagerato “carrozzoni”, il centrosinistra bruniano si accorge dell’esistenza delle partecipate. Dopo tre anni e più di governi diretti e indiretti, le tre realtà ideate e realizzate dalle Giunte di centrodestra guidate da Marco Tedde vedono (solo) oggi un estremo interesse da parte di coloro che, senza numeri, governano Alghero”. E’ Forza Italia-Alghero, attraverso il gruppo consigliare composto da Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e Michele Pais, a mettere in evidenza la nuova particolarità dell’amministrazione Brumno e sua ex-maggioranza.

“Non sappiamo se per dare un minimo di durata alla pantomima dell’ultimo consiglio comunale o se anche lui folgorato sulla via di damasco dal fascino dell’In-House ma il consigliere Sartore ha speso il tempo del suo intervento per lodare la bontà dell’azione amministrativa per risanare l’Alghero In-House. Bene! Ci fa piacere che abbia cambiato idea e che dopo aver per tre anni, insieme ai suoi colleghi e al suo sindaco, considerato la società come un cancro da estirpare, i dipendenti come dei parassiti e dopo averne decretato la morte in consiglio comunale non più tardi di un anno fa, ora la considerino strategica e soprattutto efficiente. Eh si, noi l’abbiamo sempre sostenuto che le partecipate comunali costituiscono una risorsa da efficientare e da valorizzare, composte da professionalità che non meritano il trattamento a loro riservato da Bruno & co. con continue minacce di licenziamento o come negli altri casi senza garanzie del posto di lavoro e ancora speriamo che alle parole seguano i fatti. Ma purtroppo sappiamo anche che questa micromaggioranza è tanto brava a parlare quanto incapace a fare e a programmare e così anche per l’Alghero In House, come per Meta e Secal, non vi è nessuna volontà programmatoria ma il tutto è lasciato al caso e alla precarietà”.

“Perché il buon Sartore, se fosse davvero in grado di leggere i numeri dovrebbe chiedere al suo sindaco perché l’In House vada avanti con un contratto di servizio che viene prorogato (peggiorativamente) di anno in anno, anziché avere una durata di cinque anni che consentirebbe davvero di effettuare investimenti, di dare certezze e motivazioni ai suoi dipendenti, chiederebbe perché l’ammontare del contratto di servizio prorogato sia stato ridotto di ben 180.000 euro, mettendo a rischio l’equilibrio economico della società. Inoltre chiederebbe perché non si applichi il regolamento sulla sosta in modo da consentire alla società In House di incassare somme molto più rilevanti, andrebbe ad accertarsi quali investimenti siano stati fatti (zero o quasi nel 2016) e quali siano in previsione nel 2017″.

“E poi domanderebbe a chi di dovere e a se stesso perché dopo aver dichiarato che i dipendenti erano in esubero e dovessero essere licenziati si sia invece provveduto ad assumere 10 lavoratori interinali, si chiederebbe come è possibile che nonostante il divieto di subconcessione dei parcheggi si siano “regalati” 25 stalli ad un soggetto privato, senza nessuna gara ma sono guardandosi intorno fra gli amici stretti e così via! Ma sappiamo anche la verità, che a Sartore occorreva solamente fare un intervento in Consiglio e non realmente pensare alla crescita di Alghero In-House o delle altre partecipate.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero

S.I.

Giunta Pigliaru, è caos urbanistica

CAGLIARI – “Anche il Governo si butta nella zuffa del Partito Democratico sul tema dell’urbanistica e dell’edilizia”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta l’impugnazione della legge regionale ad opera del Consiglio dei Ministri. “Non bastavano le botte da orbi e le scene da osteria tra le diverse anime del partito democratico, le reciproche accuse tra presunti talebani e presunti cementificatori, le macroscopiche contraddizioni come quella tra il Soru politico e padre del PPR e il Soru imprenditore che ha presentato un ricorso per contestarlo per il progetto di Funtanazza. Ora ci si mettono anche Gentiloni e il suo governo”.

“Pigliaru non tenti di contrabbandare questo episodio come un capitolo della sua immaginaria battaglia con lo Stato perché lui con il Governo ha già calato le braghe nel 2014, quando revocò la revisione del PPR approvata dalla giunta di centro-destra e riportò indietro la Sardegna alla versione soriana del 2006. Esattamente come ha sventolato la bandiera bianca sui conflitti con lo Stato instaurati da noi per difendere i soldi dei sardi, facendo perdere all’isola oltre 2 miliardi di euro. Insomma, in tre anni il PD ha riesumato il PPR di Soru, cancellato il piano casa, approvato una ridicola leggina ‘anti-edilizia’ e ora si trova con un’altra legge ‘di manutenzione’ sottoposta al vaglio dei giudici costituzionali. Meno male che – ha concluso Cappellacci- Pigliaru e compagni dicevano che erano arrivati loro, quelli seri…”

Nella foto il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci

S.I.

Commissioni senza numeri: assurdo

ALGHERO – Lo diciamo da tempo che non ci sono più parole per descrivere quanto sta accadendo a livello politico ad Alghero. Siamo oramai al paradosso o addirittura ad un vero teatro dell’assurdo: la maggioranza non ha più numeri ma, non solo fa finta di niente e va avanti, addirittura si incaponisce a convocare le commissioni. Una vera e propria presa in giro per tutti, algheresi in testa.

E non si tratta di un pregiudizio, ma di un certificazione dei fatti. Nella giornata di ieri è saltata la commissione urbanistica. In discussione un tema in apparenza di grande importanza e legato a slogan e annunci in capo all’attuale compagine governativa: i “distributori” di energia per le auto elettriche. Siamo nel campo dell’ambiente. Questione che dovrebbe vedere le associazioni competenti in prima fila denunciare la mancata attuazione di questo provvedimento. Invece niente, silenzio. Come quello che le stesse vogliono imporre alle attività algheresi, ma quella è un’altra storia.

Per adesso resta il fatto che, come un’enorme grande Truman Show, si fissano commissione senza numeri vivendo esclusivamente sul virtuale coi protagonisti di questa messa in scena che oramai sono scomparsi dai radar della vita sociale cittadina. Ma non solo, si insiste pure. Dunque dopo i flop di queste settimane con seconde convocazioni a go-go e reiterata assenza dei numeri, nonostante sia saltata anche quella di Urbanistica, presieduta da Vittorio Curedda, adesso viene fissata per domani (mercoledi) la commissione Ambiente, guidata da Mario Nonne, con oggetto “Parco e Area Marina Protetta” ovvero tutto e niente. Infatti, ancora una volta, non c’è alcun atto prodotto da attivare in relazione alle aree di riserva terrestre e marina, ma sono ancora tanta fuffa.

Nella foto il segretario Canessa e il sindaco Bruno in una commissione di qualche mese fa

S.I.

Bruniani incapaci: liberate Alghero

ALGHERO – “La micro maggioranza che ancora resiste nel far finta di amministrare Alghero, ha perso ancora una volta l’occasione di tacere”. Commento e replica alla nota stizzita dell’ex-maggioranza a sostengo di Mario Bruno [Leggi] da parte delle opposizioni che evidenziano come “ci sono momenti in cui il silenzio è d’oro e di fronte al disastro che questi signori stanno perpetrando nella nostra città dovrebbero smetterla di aprire la bocca per dare aria ai denti. Ridotti al lumicino, sperando ed elemosinando un’assenza piuttosto che un voto favorevole o un’astensione di soccorso per esistere politicamente ancora sei mesi si riempiono la bocca di parole delle quali non conoscono il significato, quali confronto, democrazia, bene della città e bla bla bla”.

“Piuttosto che continuare a mortificare loro stessi ed una città intera, bene farebbero ad ammettere che il loro capo, Mario Bruno, non è stato in grado di fare il sindaco e anche se il regolamento gli consente di chiamare il consiglio in seconda convocazione la democrazia è ben altra cosa. Loro purtroppo sono stati abituati ad alzare la mano spesso ignari delle loro disastrose azioni. Nel giro di dodici mesi, hanno perso la maggioranza costringendo gli algheresi ad attendere che di tanto in tanto riuscissero ad essere in tredici per provare ad assumere qualche provvedimento in aula”.

“Questa pantomima oggi li ha portati a convocare il consiglio e a disertarlo in dispregio degli algheresi, fatto salvo presentarsi il giorno dopo, quando per essere valido erano sufficienti otto consiglieri comunali. Liberate Alghero dalla vostra arroganza ed incapacità, fatelo subito e fatelo in silenzio, caos ne avete già fatto troppo”.

Nella foto i consiglieri che si oppongono a Bruno

S.I.