Disastro Pd. Appello di Tedde

CAGLIARI – “Tutto come da copione.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’atteggiamento del gruppo consiliare del PD che ieri in consiglio comunale ha consentito l’approvazione del rendiconto e il salvataggio “in articulo mortis” del sindaco Bruno. “Un partito spaccato i cui cocci in aula hanno attuato una tattica da gioco delle tre carte, che ha portato un consigliere a votare no ed il capogruppo ad uscire dall’aula per far mancare i numeri all’opposizione, con il contributo del voto favorevole del consigliere Nasone. Ma con una differenza sostanziale: il consigliere Nasone -ricorda l’ex sindaco di Alghero- è stato eletto con questa maggioranza e può essere considerato una pecorella che ritorna all’ovile. Ed è comunque un singolo. Il PD, invece, è il principale partito della sinistra e s’è presentato alle elezioni cittadine con un proprio candidato in aperta, e per certi versi plateale, contrapposizione a Bruno. Oggi il PD facendo da stampella ad una amministrazione priva di vita e di vitalità ha assunto delle importanti responsabilità.

“Tutto politicamente legittimo. Ma ora il PD, dopo avere usato in modo levantino il pallottoliere della politica, si appresta ad accollarsi la responsabilità del fallimento dell’amministrazione Bruno che più volte lo stesso PD ha denunciato assieme alle altre forze di opposizione. Una scelta difficile -sottolinea il consigliere regionale di Forza Italia- che finalmente rischiara il quadro politico. E d’altra parte Bruno, dopo avere giocato sull’altalena dei giudizi sul centrosinistra sardo per tanto tempo, oggi diventa a pieno titolo partecipe delle scelte nefaste del PD sardo in materia di Città Metropolitana, Sanità, Chimica verde e trasporti che hanno annichilito la provincia di Sassari”.

“Il pallino -chiude Tedde- ora passa alle forze politiche dell’area moderata e sardista che recuperano gli spazi lasciati liberi da un PD politicamente frantumato e debbono dimostrare di avere la maturità per ricomporre quel dissstrquadro omogeneo che ha consentito a quest’area culturale e politica di amministrare positivamente Alghero per circa dieci anni, cambiando il volto della città.”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

“Il Pd a pezzi salva Mario Bruno”

ALGHERO – Forza Italia-Alghero, nella seduta di ieri del Consiglio Comunale, ha bocciato il Bilancio Consuntivo. “Una decisione – fanno sapere dal gruppo consigliare di Forza Italia – chiara e limpida in linea col percorso di opposizione avviato già dall’inizio della consigliatura. La seduta di ieri è stata caratterizzata dalle diatribe emerse fra le due anime contrastanti del Pd. Dal confronto ne è uscita vincitrice la fazione che fa riferimento a Mimmo Pirisi a scapito del gruppo che fa capo ad Enrico Daga. Infatti mentre il consigliere Daga ha votato contro l’approvazione del Bilancio Consuntivo, il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi ha abbandonato l’aula consentendo col suo gesto a Mario Bruno, che nelle votazioni ha potuto contare sul trasfugo Nasone, di raggiungere 12 striminziti consensi che però sono bastati per all’approvazione del Consuntivo 2016, rimandando di poco tempo, quello che sarebbe potuto accadere già ieri”.

“La presa di posizione del capogruppo del Pd che – affermano Maurizio Pirisi, Michele Pais e Nunzio Camerada – col suo voto avrebbe potuto mandare a casa il sindaco e la sua maggioranza, cosi come anche la presenza in aula di autorevoli figure del Pd sassarese, legittimano il riconoscimento ufficiale di Mario Bruno nell’ambito del Partito Democratico regionale. La risultante vera di quanto accaduto ieri fa emergere che a pagare il conto sono sempre gli algheresi. La nostra è una città in decadenza da almeno 5 anni per colpa delle due disastrose amministrazioni targate direttamente e indirettamente Bruno e centrosinistra”. E domani Forza Italia-Alghero farà una conferenza stampa su quanto sta accadendo politicamente, e non solo, ad Alghero. Incontro fissato alle ore 10 presso la Sala Rossa di via Columbano.

Nella foto il Consiglio Comunale di ieri

S.I.

Nasone salva Bruno. Pd diviso

ALGHERO – E’ stata definita dagli stessi protagonisti un’anomalia, l’attuale amministrazione. E così non può che essere. Le prove continuano a non mancare. Anche la seduta consigliare di ieri, quella che avrebbe potuto mandare a casa Mario Bruno, lo ha certificato. Durante tutta la serata la parola che ha caratterizzato i lavori è stata “centrosinistra”. Mai si era visto nella massima assise cittadina, dove coloro che vi siedono dovrebbero rappresentare tutti ma proprio tutti i cittadini, anelare apertamente alla volontà di rafforzare e spingere per far rinascere una certa parte politica. Come fosse una qualsiasi sede di partito o un comizio. Dunque non soffermarsi, a lungo e per bene, sulle enormi e infinite problematiche che avvolgono la Riviera del Corallo e non le permettono di agganciare la corsa per la crescita di altre località dell’Isola, ma quasi esclusivamente fare apertamente il tifo per la propria coalizione. Oggi sofferente e dunque in cerca di unità. Assurdo, anomalo, marziano. Certamente, come quasi tutto in questo periodo, lontano anni luce dalle reali esigenze del territorio.

Un Comune, e ritorniamo a ieri, oramai sotto tutela. La presenza di due consiglieri regionali di Sassari della corrente soriana non era un caso. Quest’area ha garantito, come anticipato da Algheronews [Leggi] il salvataggio andato in scena ieri nell’aula di via Columbano. Un coup de theatre (compreso l’arrivo in ritardo dei due novelli brunuani) che agli addetti ai lavori non ha sorpreso. Del resto era noto, anche per quanto detto nelle frenetiche conversazioni di questi giorni, che Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd, avrebbe fatto tutto il possibile per salvare Mario Bruno, e così è stato. Quello che è stato definito “l’agnello sacrificale” è Alessandro Nasone che, vista l’assenza già annunciata di Linda Oggiano (oramai definitivamente all’opposizione) ha dovuto palesare il salvataggio con un voto positivo.

Anche quest’altra anomalia. Raramente, forse mai, si era visto che dai banchi dell’opposizione, senza neanche una comunicazione precedente che aiutasse a capire la scelta di un determinato consigliere, arrivasse un voto positivo al Bilancio Consuntivo. Cioè, Nasone ha promosso tramite il suo “si” l’azione dell’amministrazione proprio nel lasso di tempo in cui lui era all’opposizione (e lui afferma di esserlo ancora). Vista l’assurdità dell’agire, è anche di difficile spiegazione e sorgono domande inevase sul perchè di tale scelta. Fatto sta che, la sceneggiatura ha funzionato. Bruno ha incassato 12 voti positivi e 11 contrari (tra cui quello di Daga del Pd). Dunque ancora, nonostante lo show e lo sbarco dei sassaresi, la maggioranza fissata in 13 consiglieri utile ad avere il numero legale per aprire le sedute non c’è.

Nel frattempo Alghero attende. Aspetta le risposte piccole o grandi. Bruno ha detto ieri che arriveranno tutte in questi mesi. Ma, come sostengono i bene informati, è chiaro che il traghettamento sarà (al massimo) fino alle politiche di fine febbraio. E dunque il voto anticipato a maggio è quasi scontato. Questo salvo ulteriori sbarchi da Sassari utili a far cambiare idea e prendere per il naso qualche altro e rendere ancora di più Alghero la dependance (o sgabuzzino culturale) dell’ex-capoluogo turritano. E pensare che fino poco tempo fa avevano timore a superare Rudas…

Nella foto di ieri Alessandro Nasone che vota a favore del Bilancio (dunque salva Bruno) dai banchi dell’opposizione

S.I.

Bruno sindaco, trattative e annunci

ALGHERO – Oggi, lunedi 11 settembre, alle ore 18 si riunisce il Consiglio Comunale. Dopo oltre due mesi viene riunita la massima assemblea cittadina. Luogo deputato a discutere e far approvare le delibere che dettano le azioni finalizzate a salvaguardare la popolazione e creare nuovi progetti per lo sviluppo del territorio. Facendo un bilancio di questi tre anni e mezzo targati Mario Bruno non è stato fatto niente, o poco, di quanto ci si attendeva ed era stato propagandato. Soprattutto visti i presupposti e il curriculum del Primo Cittadino. Il tratto distintivo del centrosinistra bruniano non è stato quello di dare gambe a progetti attesi da anni e che lo stesso Bruno aveva promesso di portare a termine, ma una lunga ed estenuate trattativa.

Dal primo momento, ovvero la rottura col Pd, fino ad oggi, il termine che meglio descrive il percorso dell’attuale compagine governativa è “trattativa”. Trattative per strappare l’Udc al centrodestra, poi per creare una lista civica con pezzi della sinistra civica e ambientalismo radicale. Trattative per evitare la caduta dopo l’uscita dello Scudo Crociato. Trattative per tamponare l’emorragia a sinistra dopo la “cacciata” della Lampis. Trattative a seguito della porta in faccia sbattuta dall’Upc col passaggio in opposizione di Alessandro Nasone. E soprattutto trattative per provare in ogni modo a rientrare nel Pd e in generale trattative per salvarsi, politicamente, e continuare a galleggiare, come denunciano le opposizioni da tempo.

Oggi, come l’abbiamo già chiamato, sarà il “Consiglio verità”. Le voci di queste ore sono le più disparate. Si sente tutto e il contrario di tutto. Certamente, è arcinoto, Bruno non ha più una maggioranza. Deve fissare il Consiglio, come oggi, sempre in “seconda convocazione”, e soprattutto deve aggrapparsi ad alzate di mano inattese dai banchi dell’opposizione. Al netto del fatto che tutti i partiti, compreso il Pd, non hanno fatto nessuna dichiarazione pro-Bruno soprattutto rispetto al Bilancio Consuntivo, oggi potrebbe finire la consigliatura.

Gli occhi sono puntati su Nasone. Anche se c’è da dire che sarebbe piuttosto particolare, e anch’esso anomalo, che dai banchi della minoranza votasse a favore del bilancio dell’ultimo, criticato anche duramente, anno di amministrazione. Inoltre lo stesso Nasone ha dichiarato su facebook che giustamente non avrebbe preso parte alla votazione del Consuntivo. A ciò aggiungiamo che anche Linda Oggiano è oramai definitivamente all’opposizione, a questo punto i numeri non sorridono più a Bruno. In molti, però, sono pronti a giurare che qualcosa accada anche in vista del Congresso del Pd. In questo caso va specificato che le tessere nuove non possono superare una risicata percentuale e dunque la maggioranza dei dem catalani dovrebbe resatare ben salda nelle mani della corrente Popolare-Riformista (Daga, Sissu, Lai).

E siccome il segretario regionale Cucca ha spiegato che non è il Pd che deve garantire il passaggio del Consuntivo, un voto positivo al documento contabile significa porte definitivamente chiude di via Mazzini e anche nessun tipo di ragionamento su ruoli e altro. Alghero, in tutto questo, appare lontana, sbiadita, sempre più in fondo, cosi come i problemi degli algheresi e gli auspici sui vari progetti. Il vero fallimento è questo, tre anni e quattro estati di quasi nulla a parte le infinite trattative pseudo-politiche e i ripetuti annunci. Ed è anche per questi motivi che sarà solo una naturale conseguenza, per oppositori nuovi e vecchi, votare contrariamente al Bilancio Consuntivo.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Bruniani assenti. Stop triste teatrino

ALGHERO – Come era prevedibile, questa mattina, l’opposizione non si è presentata nella sua interezza. In questo modo non si è potuto procedere in “prima convocazione”. 11 presenti, assenti invece, tra le file della minoranza, Mimmo Pirisi e Alessandro Nasone. Ma, nell’assurdità e anormalità del momento che stiamo vivendo, oramai pare scontato che il gioco e dunque le redini della città le debbano tenere i partiti che hanno perso le elezioni e non coloro che, nel 2014, le hanno vinte sostenendo Mario Bruno sindaco.

L’assenza di questa mattina di tutta la maggioranza e la certificazione ulteriore dell’assenza del numero legale è un atto di sfida verso Alghero rispetto a quelle emergenze tanto sbandierate in queste settimane riguardo l’urgenza, ad esempio, di sbloccare fondi fermi a causa della mancata approvazione del Bilancio Consuntivo. Un sindaco in condizioni normali o anche un commissario avrebbero già approvato il documento contabile, il fatto che queste fasce della società stiano soffrendo, a causa dei denari non erogati, è riferibile a chi dovrebbe governare e invece è da tre anni impelagato in estenuanti trattative.

Gli algheresi sono stufi, stanchi e perfino arrabbiati, pure nella loro essenza di “moderati”. Sono troppi anni che si attendono risposte e, a parte gli annunci di queste ore dove pare che si debba dare tutto quanto non fatto in cinque anni, hanno oramai compreso che questa consigliatura e dunque amministrazione non possono fare più niente di buono per la città. Anche se si dovesse superare il Consuntivo, i numeri sono sempre contro il sindaco. Infatti se dovesse presenziare Linda Oggiano, impegnata a Roma da problemi familiare, siederebbe tra i banchi delle opposizioni. Questo modo di fare politica sta ammazzando un territorio. Oltre Rudas oramai se la ridono, mentre nella Riviera del Corallo non ci resta che piangere. Salvo, finalmente, scatti d’orgoglio degni veramente della politica, con schiena dritta e visione, a cui si fa (anche troppo) riferimento a parole e sui social.

S.I.

“Siamo in 13, Bruno ne prenda atto”

ALGHERO – “Condivido pienamente il pensiero del collega Michele Pais [Leggi domani noi gruppi di opposizione con responsabilità nel pieno rispetto del nostro mandato ci recheremo in Consiglio Comunale”. Monica Pulina, eletta in maggioranza, già da tempo ha deciso di stare all’opposizione di Bruno. Senza tentennamenti e nonostante le lusinghe da parte della oramai ex-maggioranza non ha ceduto restando tra i banchi nella minoranza proprio insieme a Nasone. Fino ad oggi, la prova della verità e, secondo qualcuno, anche dell’onestà politica e personale rispetto alle scelte di questi mesi in relazione al percorso avuto in Consiglio Comunale.

“Se la matematica non è un opinione, insieme ai colleghi del Ncd Maria Grazia Salaris e esare Emiliano Piras, ai colleghi del Pd Enrico Bachisio Daga e Mimmo Pirisi, ai colleghi del Movimento 5 Stelle Roberto Ferrara e Graziano Porcu, ai colleghi dell’Udc Donatella Marino e Alessandro Loi, ai colleghi di Forza Italia Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Italo Pais e al collega del mio medesimo Gruppo Misto, Alessandro Nasone, noi oramai siamo maggioranza, questo dicono i numeri”.

E ancora. “Apriremo i lavori del Consiglio – fa sapere Monica Pulina – per discutere e votare lo strumento contabile all’ ordine del giorno (ovvero il Bilancio Consuntivo). Non è necessaria la seconda convocazione che rispediamo al mittente, in tredici si può, confido nel buon senso che ha sempre contraddistinto l’opposizione, noi domani ci siamo senza se e senza ma”.

Più che un appello, una voglia spasmodica e oramai diffusa in tutti gli algheresi di fare chiarezza. Basta coi giochi, le alchimie
. Il Partito Democratico, dopo mesi di tira e molla, ha sbattuto la porta in faccia a Bruno. Il Primo Cittadino non ha più maggioranza. L’opposizione è in 13, forse anzi 14 (se dovesse venire la Oggiano infatti voterebbe contro). A questo punto chiunque faccia una mossa differente rispetto al suo posizionamento in Consiglio lo dovrà spiegare al suo elettorato, alla città e non solo. Ad oggi, infatti, al netto delle diverse posizioni dell’opposizione oramai da mesi, lo ribadiamo ancora, Bruno non ha più la certezza della maggioranza. Alcuni, forse troppi, vorrebbero traccheggiare, continuare nel galleggiamento, ma gli algheresi sono stufi e sono consci che questa consigliatura è finita.

Nella foto Monica Pulina

S.I.

Consiglio, è l’ora della chiarezza

ALGHERO – “Domani è convocato il Consiglio comunale di Alghero. L’opposizione, stando ai numeri, ha la possibilità di avere il numero legale e pertanto garantire la regolarità dei lavori. In una parola, domani l’opposizione ha la possibilità di essere maggioranza e assumersi la responsabilità di esprimere un giudizio sul rendiconto 2016.
Sono certo che tutti i Consiglieri di opposizione, domani, consapevoli di ciò, saranno presenti per svolgere, in maniera palese e trasparente, il proprio mandato”. Cosi Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia-Alghero, rispetto alla “due giorni” di convocazione del Consiglio Comunale. Doppietta che parte da domani e si conclude lunedi. Da tempo viene messo in evidenza che Bruno non ha più maggioranza. In qualsiasi altro periodo e momento storico si sarebbe andati dal notaio o comunque tale teatrino sarebbe già terminato. Oggi non è cosi, ma oramai è cristallizzato la fine della maggioranza bruniana.

“Ciascuno con i propri distinguo e posizioni. Ma presenti. Qualsiasi assenza, sarebbe di certo tattica e preordinata a favorire in maniera surrettizia e obliqua, l’Amministrazione Bruno. È una esortazione alla presenza e alla responsabilità di mandato che rivolgo prima di tutto a me stesso! Nessuno di noi domani puo’ permettersi di essere ambiguo in perfetto stile furbesco. Mettiamoci la faccia, senza infingimenti o trucchetti che sarebbero fin troppo evidenti”.

“Ecco perché apprezzo la schiettezza del Pd che ha preso una posizione chiara, fugando ogni tipo di dubbio. Sarebbe stato (ed è) grave tentare di prendere in giro i cittadini, con posizioni ambigue e non palesi, magari con assenze ad hoc. È bene assumersi la responsabilità di ciò che si pensa, in maniera chiara e trasparente.
Ne vale della credibilità della politica ma anche di quella personale. Domani contribuiremo a restituire alla politica la credibilità spesso perduta”.

Nella foto il Consiglio Comunale con Pais

S.I.

Energie per Italia: Parisi a Sassari

SASSARI – Venerdì 8 e sabato 9 settembre al parco Bunnari di Sassari si terrà la prima festa regionale di Energie per l’Italia. Tore Piana è il referente per la Sardegna del movimento di Stefano Parisi e si sta occupando di sviluppare il progetto politico nell’isola. “Con Energie per l’Italia”, dichiara Piana “i movimenti civici, come Italia Attiva, trovano un luogo che possano chiamare casa e un’occasione di valorizzazione”. Sabato 9 alle 15:00 sarà presente il fondatore di Energie per l’Italia Stefano Parisi e si confronterà con Emilio Floris (FI) e il padrone di casa, Tore Piana, sui temi di politica nazionale e quelli della coalizione di centrodestra.

“Oggi”, continua Tore Piana “c’è una grande confusione mentre servirebbe un disegno politico forte per far tornare l’Italia a essere un paese prospero. La distanza tra istituzioni e cittadini è drammatica: Energie per l’Italia si rende conto di questa frattura, ricordiamoci che il 50% degli italiani non vota. Epi chiede la loro partecipazione: sicuramente alle urne, ma anche e soprattutto nel momento di elaborazione della proposta politica”.

“Per questo durante la festa”, conclude Tore Piana “ci saranno tre tavole rotonde alle quali si alterneranno le diverse forze politiche e i cittadini potranno interloquire con loro. Sabato si chiuderà alle 15:00 con il fondatore di Epi Stefano Parisi e Emilio Floris (Fi), con loro parleremo dei temi di politica nazionale e del futuro del centrodestra. Venerdì alle 18 i coordinatori provinciali di tutti i partiti di Sassari si incontreranno per ricominciare a dialogare. Sabato mattina alle 11:00, invece, consiglieri regionali di tutte le forze politiche parleranno di sanità, trasporti, agricoltura e turismo e risponderanno alle domande dal pubblico”. Durante la due giorni verranno allestiti gazebo dove si raccoglieranno le adesioni al nuovo movimento di Stefano Parisi. Sarà una grande festa popolare con momento di svago, ed esposizione di prodotti locali espressione della tradizione locale che è un pilastro dell’economia sarda e nazionale. Non più coraggiosi potranno iscriversi alla gara di chi beve più velocemente due litri di birra.

“Questa iniziativa, – scrive il vice-coordinatore Marco Di Gangi – dopo il riuscito convegno svoltosi lo scorso novembre a Sassari insieme a Stefano Parisi vuole segnare un esordio del Movimento e una forte attenzione di Energie per l’Italia e dei suoi dirigenti rispetto ai problemi e alle scelte strategiche per la Sardegna e per i singoli Comuni. Un impegno che il Movimento e le realtà che lo costituiscono, come Azione Alghero, intendono concretizzare in proposte politico – amministrative e per concorrere alla affermazione della coalizione di centro destra in vista dei futuri appuntamenti elettorali.”

Nella foto Marco di Gangi, Stefano Parisi e Mario Tocci a Sassari

S.I.

“Cucca: Pd leale, no al Consuntivo”

CAGLIARI – “Il Partito Democratico guarda con attenzione alla crisi in atto nel Comune di Alghero e si impegna per facilitare il dialogo tra maggioranza e minoranza, e ristabilire un clima di leale collaborazione.” Il segretario Cucca interviene in merito alla crisi algherese, appoggiando la posizione espressa dal direttivo del PD cittadino che, in vista della prossima seduta del Consiglio comunale, con all’ordine del giorno il voto sul bilancio consuntivo, invita i consiglieri comunali a prendere le distanze dal documento contabile frutto dell’azione amministrativa della maggioranza, respingendo ogni maldestro tentativo di addossare al Partito Democratico la responsabilità dell’eventuale caduta del governo della città. “Il PD, nonostante il ruolo di minoranza all’interno del Consiglio comunale, precisa Cucca , ha sempre svolto un’azione di controllo sull’operato dell’amministrazione guidata da Mario Bruno, in modo leale e trasparente, manifestando apertamente i dissidi e, talvolta, sostenendo le decisioni della maggioranza senza pregiudizi, perché ritenute valide nel merito.

“La stessa lealtà – prosegue il segretario – non è stata dimostrata da alcuni componenti della coalizione che avanzano la pretesa di scaricare sul PD la responsabilità della crisi. Sarebbe auspicabile che ciascuna forza politica, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative, agisca con la massima chiarezza, dando seguito al mandato elettorale, e si assuma l’impegno di portare la città fuori dal guado.” “Non è al PD – conclude Cucca – che il sindaco e la sua maggioranza devono rendere conto del loro operato, ma ai cittadini algheresi che da troppo tempo sono ostaggio dei dissapori interni alla coalizione.”

Nella foto Pier Luigi Cucca, senatore e segretario regionale del Partito Democratico

S.I.

Pd boccia Bruno e Consuntivo

ALGHERO – “Il Consiglio Comunale convocato per l’11 Settembre 2017 con all’ordine del giorno il bilancio consuntivo dovrebbe rappresentare per l’amministrazione di Alghero non una semplice tappa, non solo una presa d’atto dei dati numerici sui conti comunali, ma piuttosto un momento di celebrazione degli obiettivi raggiunti”. Cosi si apre l’atteso e cruciale documento del Partito Democratico di Alghero. Dichiarazioni importanti a firma del Direttivo del Pd condivise anche dal segretario provinciale Gianpiero Cordedda. Viene anticipato il voto contrario al Bilancio Consuntivo da parte del Gruppo Consigliare del Pd ciò a seguito, com’era palese, di quello che è stato il percorso di questi anni che hanno visto Bruno e i suoi candidarsi proprio contro il Pd.

“Si rende necessario, tuttavia, alla luce del paventato voto negativo di parte della maggioranza che lo ha prodotto, un serio confronto politico, in particolare sulla composizione del Consiglio Comunale stesso, dopo l’abbandono di UDC e UPC. E’ consuetudine, in democrazia, che chi governa abbia il consenso della maggioranza dei consiglieri comunali. Mentre la minoranza svolge un compito di controllo, di proposta, e di opposizione a ciò che è ritenuto non adatto alla comunità”.

Sempre in democrazia, quando non si è più in maggioranza (e si retrocede a minoranza) lo si ammette e ci si comporta di conseguenza. In genere, si rassegnano le dimissioni, magari interrogandosi sulle motivazioni che hanno prodotto tale fallimento. Certo non si cerca ostinatamente di trasferire la propria responsabilità a chi in maggioranza non è mai stato, ed ha invece nel tempo, coerentemente con il ruolo di minoranza assegnatogli dal voto dei cittadini, condotto una attività a favore di un inascoltato progetto di crescita per la città.

“Il rendiconto della gestione 2016, dunque, sottoposta ad approvazione del Consiglio è la summa della attività politica della maggioranza. Ma è anche il conto economico che parte della maggioranza stessa disconosce. E’ altresì la traduzione in numeri di scelte di governo che non appartengono al PD e che, come è noto, non sono mai state condivise. Il direttivo del circolo, con il gruppo consiliare, non si riconosce nel bilancio consuntivo in questione, ed indica ai consiglieri comunali, come consuetudine, di manifestare attraverso le prerogative consentite dal proprio ruolo istituzionale, la netta presa di distanza dal bilancio consuntivo stesso”.

Nella foto un incontro del Pd coi segretari Cordedda, Salis e il senatore Lai

S.I.