“Ad Alghero smantellano la sanità, fermatevi”

ALGHERO – “L’ ennesimo colpo inferto alla sanità Algherese. Sono trascorse solo alcune settimane dall’assemblea pubblica svoltasi ad Alghero per chiedere che venga garantita la funzionalità dei servizi ospedalieri, e la risposta giunge rapida al limite della provocazione.
È paradossale, dopo un’ imponente manifestazione a carattere fortemente propositivo, c’è invece chi lavora per acuire le
criticità.
Ciò che connota l’inadeguatezza della sanità pubblica si può riassumere con l’insufficienza delle strutture e la carenza di personale.
La mancata programmazione da parte dì chi è deputato a svolgere funzioni pubbliche essenziali, é alla
base della crisi che da anni attraversa il comparto sanitario.
Nonostante il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in Sardegna voluto fortemente dalla precedente giunta al governo della Sardegna preveda per Alghero un ospedale di
primo livello, le scelte dell’attuale destra al governo vanno in direzione ostinatamente contraria.
E’ di questi giorni la notizia della decisione dello sfratto del servizio di oculistica dall’ospedale Marino e ricollocato al quarto piano dell’ospedale civile.
Un fulmine a ciel sereno, una scelta calata dall’alto all’ insaputa degli stessi
operatori sanitari.
Il trasferimento comporterà l’interruzione del servizio che realizza oltre quaranta interventi di chirurgia
alla settimana : una vera eccellenza nel panorama Sardo (e non solo).
Sappiamo bene che la struttura ospitante necessita di una consistente ristrutturazione, e con essa l’inevitabile interruzione di un virtuoso circuito di prestazioni.
Per assurdo lo spazio liberato al Marino sarà occupato da un servizio di medicina dello sport che, come noto, è un
servizio territoriale e non ospedaliero.

E’ inoltre prevista la chiusura del punto nascita, ufficialmente per un intervento di prossima
ristrutturazione, in realta la causa della chiusura è riconducibile alla mancanza di pediatri.
E’ altresì inspiegabile ciò che sta succedendo con la trasformazione della direzione del reparto di anestesia e rianimazione da ospedaliero a universitario. Una scelta che mortifica senza alcuna
giustificazione le professionalità cresciute in ambiente ospedaliero.
È oltremodo difficile comprendere il significato della nascita di una struttura di chirurgia a direzione
universitaria che si sovrappone a quella ospedaliera.
Mentre rimane senza soluzione il problema dell’assenza di un cardiologo nelle ore notturne che mette in
seria difficoltà li servizio di pronto soccorso. Se a questo si aggiunge Il mancato riconoscimento dell’attività svolta da presidi territoriali come quello di Pneumologia che svolge non solo visite ambulatoriali ed esami strumentali di Fisiopatologia Respiratoria di II LIVELLO, ma anche consulenze per TUTTI i Reparti dell’ospedale Civile compreso il Pronto Soccorso, visite domiciliari anche con prelievi ai pazienti allettati in tutto il territorio del Distretto di Alghero (fino a Bonorva), gestione della ventiloterapia territoriale e che potrebbe essere di notevole e ulteriore supporto al presidio ospedaliero se gli fosse stato riconosciuto l’inquadramento a Struttura Semplice Distrettuale, il disastro è compiuto. Il tutto alla faccia degli investimenti a livello territoriale auspicati col PNRR.
In queste condizioni, la prospettiva, come detto, della realizzazione del DEA di primo livello si allontana sempre più. Intanto lo smantellamento dei nostri ospedali va inesorabilmente avanti. Il Partito Democratico a nome di un’intera comunità vi chiede una sola cosa: fermatevi!”.

Partito Democratico Alghero

Di Nolfo: “Una parte dell’Avanzo di Bilancio vada all’Istituto Verdi”

ALGHERO – “L’Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Alghero nasce nel lontano 1948 in pieno dopoguerra. Fu costituito per volontà di 80 cittadini che vedevano nella musica un mezzo per rispondere alle devastazioni della seconda guerra mondiale: la musica cura. È il 17 ottobre 1948 quando il Consiglio Comunale dell’epoca approvò lo Statuto e votò per la sua erezione ad Ente morale e lo dichiarò Scuola della città. Nel 1952, l’allora Ministro alla Pubblica Istruzione Antonio Segni, lo autorizza ad attivare un liceo musicale, il primo in Italia. Da allora è centro di riferimento culturale e musicale in città con corsi destinati all’infanzia e alle fasce più deboli della cittadinanza.

Il legame tra l’ente Comune di Alghero e l’ente Istituto Musicale Giuseppe Verdi è strettissimo, lo è stato dall’inizio, dal 1948. Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale ha confermato e replicato il sodalizio tra i due enti: un’unione solida che però ha bisogno di sostegno, si sostanza oltre che la forma. Per questo durante il mio intervento ho sottolineato la necessità di destinare una parte dell’avanzo di gestione alle attività del Verdi.

L’assessorato alla cultura guidato da Fratelli d’Italia negli ultimi mesi ha trovato fondi per assurdità tipo 21mila per la comunicazione di un evento di 3 giorni e 25 mila per un videoclip ma 0 assoluto per il Verdi. Dopo il Consiglio Consiglio dell’altro sono giorno sicuro che tutti i capigruppo sosterranno questa mia proposta, passiamo dalle parole ai fatti, all’unanimità”.

Valdo Di Nolfo
Consigliere Comunale
Sinistra in Comune

Grande Centro: “Saremo decisivi per la scelta del Presidente”

CAGLIARI – Il grande Centro arriva in Consiglio regionale con il nuovo gruppo consiliare che conta, per ora, 8 consiglieri. Ne fanno parte Antonello Peru (Sardegna al Centro 20Venti), portavoce e capogruppo del Grande Centro, Stefano Schirru (Alleanza Sardegna), Franco Mula (Alleanza Sardegna), Giovanni Satta (Alleanza Sardegna), Pietro Moro (che lascia il gruppo UDC), Franco Stara (Azione), Valerio De Giorgi (anch’egli lascia il gruppo UDC), Dino Cocco (Sardegna al Centro 20Venti). Al Grande Centro ha aderito anche Gian Filippo Sechi che però per ora mantiene l’adesione tecnica al gruppo dell’UDC.

“Al di là dei numeri, comunque fondamentali, vogliamo incidere ancora di più nell’attività consiliare, a cominciare dalla finanziaria, ma saremo anche determinanti nella scelta del candidato Presidente ha detto il portavoce Antonello Peru. La creazione di questo gruppo infatti ha un significato politico importantissimo nella forma e nella sostanza.

Traduce in azione concreta la voce e le esigenze della gente. È una svolta basata sui programmi, sui temi, sul protagonismo dei territori e sull’autonomia decisionale della Sardegna. Prima di chiederci con chi andremo è giusto chiedere chi vuole venire con noi, chi aderisce al nostro programma e al nostro metodo. Prima di parlare di nomi bisogna ritrovarsi sui progetti per la Sardegna e per i sardi. Ogni partito e movimento che fa parte del Grande Centro – conclude Peru – mantiene la sua indipendenza organizzativa e di gestione, compresa la presentazione di liste autonome alle prossime elezioni.”

Porto Torres, Consiglio Comunale: fondi per patrimonio boschivo

PORTO TORRES – Il Comune di Porto Torres è uno dei 53 comuni della Sardegna per i quali la Regione ha disposto l’assegnazione di un finanziamento complessivo da 4 milioni di euro per l’aumento, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio boschivo su terreni che insistono in prossimità di aree interessate da forme gravi di deindustrializzazione, da cave dismesse, da impianti di incenerimento da rifiuti solidi urbani o di produzione di energia da fonte fossile. Il Programma di ripartizione dei fondi è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera del 30 giugno 2022. Al comune turritano è stato assegnato il finanziamento più alto da 160mila euro. Dall’esecuzione degli interventi per l’attuazione della deliberazione del 17 luglio 2020 sono state inoltre accertate economie per oltre 76mila euro. Pertanto, complessivamente, sono disponibili risorse pari a 236.778,54 euro.

L’approvazione del Programma di ripartizione è stata oggetto dell’ultima seduta del Consiglio comunale del 3 novembre e ha ottenuto l’unanimità da parte dell’assemblea dopo aver già ottenuto il parere concorde della Commissione Ambiente lo scorso 31 ottobre. Gli interventi, che devono essere attuati nel rispetto degli obiettivi di recupero ambientale, rappresentano uno strumento sinergico, integrativo e complementare rispetto alle politiche attive del lavoro, così come definite dalla Giunta regionale, e garantiranno l’occupazione di 17 lavoratori (1 capo squadra, 11 giardinieri e 5 operai comuni) assunti per 30 ore settimanali per 4 mesi. Appena ottenuta l’approvazione da parte del Consiglio, gli uffici tecnici comunali hanno disposto l’avvio del cantiere e immediatamente è partita la richiesta all’Aspal (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro) al fine di stilare la nuova graduatoria relativa all’affidamento dell’incarico ai giardinieri, mentre sono già state individuate le altre figure necessarie. Il servizio, tenendo conto dei benefici per la collettività e degli obiettivi di efficienza, economicità e qualità è affidato alla società in house Multiservizi Porto Torres s.r.l. Le aree di intervento sono 7: Via Pirandello, Via IV Novembre, Via Sassari, Via dell’industria-Via Sassari, Parco Baden Powell, Via Rum, Via dell’industria nelle quali si interverrà attraverso la pulizia del terreno con mezzi meccanici, la potatura di piante esistenti e la messa a dimora di specie arboree ed arbustive endemiche. È prevista inoltre la realizzazione di staccionate e sedute in legno e di percorsi pedonali.

«L’approvazione del programma di ripartizione e il conseguente avvio dei cantieri di forestazione – ha commentato il sindaco Massimo Mulas – rappresentano una boccata d’ossigeno per il territorio in termini occupazionali. Tutta l’amministrazione intende cogliere ogni opportunità e ogni risorsa disponibile per ricondizionare le aree cittadine affinché possano essere idonee a ospitare attività sociali, sportive e conviviali. Grazie all’intercettazione di progetti concreti – ha concluso il primo cittadino – vogliamo contribuire affinché determinate categorie di lavoratori restino inseriti nel circuito impiegatizio»

Nasce il “Grande Centro”, gruppo più numeroso in Consiglio Regionale

CAGLIARI – Nasce il Grande Centro. Alcune forze politiche, in vista delle regionali 2024, si sono riunite in questa aggregazione e trasferiscono l’alleanza nella massima assise isolana: nasce così un nuovo gruppo con lo stesso nome cui aderiscono otto esponenti dell’assemblea. In questo modo diventa il gruppo più numeroso, superando anche il Pd e Alleanza rosso-verde che contano 7 consiglieri ciascuno, e sarà composto da Antonello Peru (Sardegna al centro 20 Venti), Valerio De Giorgi (Nuova democrazia cristiana), Franco Stara (Azione), Pietro Moro (che lascia l’Udc), Dino Cocco (appena entrato nell’Assemblea al posto del dimissionario Stefano Tunis) e i tre consiglieri del Psd’Az Franco Mula, Stefano Schirru e Giovanni Satta, che durante la presentazione del nuovo gruppo, questa mattina alla stampa, hanno annunciato ufficialmente l’addio alla sigla sardista assestando un duro colpo al Psd’Az.

Sardegna al Centro 20venti e Forza Italia, volano gli stracci: attacchi a Peru

SASSARI – “Il nostro intervento di ieri era chiaramente rivolto ad avere risposte dall’amministrazione comunale su un tema di vitale importanza per la Città: lo sviluppo urbanistico. In particolare, dopo la bocciatura di merito da parte della Regione di due importanti iniziative dell’amministrazione sull’argomento. Ci aspettavamo risposte politiche circostanziate da chi ha la responsabilità di certe scelte, peccato la risposta, totalmente denigratoria e senza mai entrare nel merito delle critiche, sia degna della miglior “Corrida, dilettanti allo sbaraglio” di cui i sassaresi considerano il consigliere comunale e coordinatore cittadino di Sardegna al Centro 20Venti leader indiscusso. Era nostra intenzione, e proseguiremo in questo intento, aprire in consiglio comunale un confronto sul tema dell’urbanistica con i nostri due rappresentanti, Ginesu e Palopoli. In quella sede ci auguriamo trovi spazio un sereno dibattito nell’interesse della città.
Il Coordinatore cittadino di Sardegna 20Venti, partito non pervenuto nel 2019 alle elezioni comunali, oggi, dall’alto del suo piedistallo, ci ribadisce i “mirabolanti risultati” della Giunta Comunale dimenticandosi però le numerose debacle, alle quali si aggiunge quella sul cosiddetto “Canalone” del fosso della Noce.
Forza Italia a Sassari ha i numeri e le competenze per stare al centro dello spazio politico del centrodestra. E suo malgrado Luisi dimentica che in Forza Italia il suo attuale leader di “partito” ha mosso i primi passi e raccolto successi e clientele, per poi cambiare casacca a Sassari (da qui il nome del suo partito Cambiamo) e associarsi con i civici e i 5S, mentre in regione continua a stare con il cdx per interessi di bottega.
Forza Italia è più viva che mai, come testimoniano anche le recenti adesioni. Conta in consiglio comunale 2 consiglieri; fa politica a viso aperto e non con la maschera civica dietro la quale si cela solo il prolungamento di carriere politiche prosperate nei partiti che oggi dicono detestare. FI fa politica nell’interesse della città e non al servizio delle ambizioni di feudatari regionali che vedono nella nostra città solo una delle tante caselle dello scacchiere.
Quel che invece non esiste più è la coalizione con cui il sindaco si è presentato al voto, tanto che sono stati costretti ad arruolare addirittura i grillini.
Alla prossima tornata elettorale FI si presenterà come sempre con il proprio simbolo all’interno del cdx, vedremo se ci sarà ancora chi, come Sardegna al Centro 20venti e Luisi, utilizzeranno ancora la maschera del falso civismo per giustificare le loro acrobatiche alleanze”.

Consiglieri comunali di Sassari di Forza Italia
Francesco Ginesu e Giuseppe Palopoli
Coordinamento cittadino di Sassari di Forza Italia Vanni Azzena

Regionali, Alleanza Rosso-Verde: “Basta polemiche, uniti per vincere. Convocare i tavoli locali”

SASSARI – “Manifestiamo la nostra preoccupazione per le tante uscite in ordine sparso che alimentano un clima di polemica di cui i sardi non hanno assolutamente bisogno. Siamo convinti che il percorso iniziato a luglio nel tavolo di coalizione e che è proseguito in questi mesi con la scrittura del programma debba chiudersi a breve con l’indicazione del candidato/a alla presidenza e del programma da presentare ai sardi. É stato un percorso partecipato in cui tutti abbiamo messo a disposizione di un lavoro comune ciò che abbiamo fatto in questi cinque anni di opposizione. Un lavoro collettivo che pensiamo vada valorizzato perché è indicativo di una volontà tutta sarda di scelta sul futuro della Sardegna. Non è esistita al tavolo alcuna ingerenza dei partiti nazionali che hanno rispettosamente consentito che il confronto anche aspro avvenisse tra le forze politiche sarde.

Richiamiamo tutti al senso di responsabilità che consenta di presentarci insieme alle elezioni regionali per poter offrire ai sardi un’alternativa credibile e convincente. Non è il momento dei distinguo e delle precisazioni ma quello della ricerca degli elementi comuni per dare una speranza alla nostra isola dopo cinque anni disastrosi che hanno minato alle fondamenta il nostro sistema economico ed i diritti fondamentali dei sardi. È questo il monito dei segretari dei partiti Europa Verde, Sinistra Sarda, Possibile con i consiglieri regionali del gruppo Alleanza Rosso-Verde Eugenio Lai, Antonio Piu, Diego Loi, Daniele Cocco, Maria Laura Orrù e Laura Caddeo”

“Pensiamo anche sia il momento di convocare nelle città che andranno al voto in primavera i tavoli di coalizione cittadina per iniziare il lavoro in vista della sfida della primavera. In questo modo eviteremo anche la narrazione per cui le scelte sulle principali città sono legate a quella regionale in un’ottica di compensazione o scambio che rifiuteremo senza tentennamenti”

“Noi – concludono i segretari e i consiglieri – con responsabilità e senza mai alzare i toni e creare polemiche continueremo a lavorare alla tenuta dell’alleanza e alla chiusura del percorso che ci porti in tempi certi ad iniziare il percorso per vincere le regionali nel 2024”.

PD: nodo primarie, rottura vicina: le parole di Dolores Lai

CAGLIARI – “Caro Pd……il Segretario del Pd ha fatto un errore gravissimo ignorando la richiesta di fare ogni sforzo per mantenere unito il partito, di non frantumare la nostra comunità .
Ha derubricato come irrilevante la richiesta di primarie che arriva oggi, non più solo da Renato Soru ma da parte importante della società civile che guarda al Pd come suo riferimento naturale.

Nella direzione abbiamo ascoltato dirigenti di partito di lunga, lunghissima data irridere i sottoscrittori della petizione senza alcun rispetto e il segretario sottolineare gli interessi “poco nobili” di quei partiti che non contano niente e che per interessi personalistici chiedono le primarie.

Abbiamo ascoltato il segretario bearsi di non essere mai andato a Roma come se questo fosse un vanto e come se gli ordini non possano prendersi anche al telefono.

Abbiamo, infine, assistito alla votazione su un’ ennesimo documento pre confezionato ( con tanto di logo), con buona pace dell’ invocato importante ruolo degli organismi dirigenti, con cui il Pd, dopo aver osteggiato in tutti i modi le primarie, rinuncia definitivamente al suo ruolo per asservirsi ad un disegno chiaro a tutti da tanto e ormai palesato apertamente anche in direzione ossia quello di cedere la presidenza ai 5 stelle, condizione necessaria per poter mantenere l’ alleanza e sperare di battere il centro destra. Come se veramente fosse sufficiente questo.
Degli 85 membri della direzione 53 hanno votato a favore e 4 (io e altre 3 compagne) contro.

Caro PD, spero che sia solo un brutto sogno e che domani (oggi per chi legge) sia un nuovo giorno”

Dolores Lai, dirigente Partito Democratico

Regionali, Peru: “Il candidato a presidente deve essere deciso in Sardegna”

CAGLIARI – “È sempre più evidente che siamo rimasti solo noi Partiti e movimenti della confederazione centrista, autonomista e civica, a valutare le possibili alleanze per le regionali solo sulla base dei programmi per la Sardegna. A pochi mesi dalle elezioni l’unico manifesto politico contenente punti programmatici è quello presentato da noi rappresentanti di quello che ormai viene unanimemente riconosciuto come il Grande Centro.

Continuiamo a dire che, prima di tutto, bisogna avere un’idea chiara della Sardegna del presente e del futuro, del modello di sviluppo che vogliamo darle, dell’autonomia decisionale sui temi più importanti e solo alla fine si potrà avviare un confronto per scegliere il candidato.

Nelle altre forze politiche però sembra che ci sia una inversione delle priorità. Prima si pensa al nome da proporre.

Solo per fare due esempi recenti: il Psd’az dice oggi chiaramente che per loro il perimetro dell’alleanza dipenderà dalla scelta sul candidato. Nei giorni scorsi Matteo Renzi invece ha dichiarato che in Sardegna Italia Viva sceglierà con chi stare, da una parte o dall’altra, solo dopo che sono stati calati i candidati Presidenti e non sulla base dei programmi per l nostra isola.

Esattamente il contrario di quello che diciamo noi.

Per noi il Presidente deve essere la guida migliore per fare tutto quello che verrà inserito nel programma di governo. Deve avere capacità, autorevolezza ed esperienza sull’attività gestionale che gli deriva anche dalla sua vita professionale. Deve saper aggregare e non essere divisivo, ma allo stesso tempo deve riuscire a fare sintesi e assumersi la responsabilità delle scelte. Deve confrontarsi con i partiti e motivare la sua coalizione, ma soprattutto deve avere una visione chiara della Sardegna che vogliamo.

E infine non vogliamo più sentire parlare di equilibri nazionali, di regioni che spettano a questo o a quell’altro Partito. Dobbiamo essere noi sardi qui in Sardegna a decidere chi sarà il candidato che dovrà rispondere esclusivamente ai cittadini e alla coalizione, non certamente ad una sigla politica”.

Antonello Peru, coordinatore regionale di Sardegna al Centro 20Venti

“Crash di Campus e 5 Stelle sulle prospettive turistiche di Sassari”

SASSARI – “Sarà perché la sua maggioranza è stampellata dai pentastellati, convinti assertori del detto che “Sassari non è una città turistica”, sarà perché il nostro Sindaco è un inguaribile iconoclasta, uno che pretende di cancellare tutto ciò che lo ha preceduto, sarà come sarà ma una cosa è certa: il crash, lo schianto, la tramvata rimediata dalla Giunta Campus in Regione, nel tentativo di abolire la procedura concorsuale per e le macroaree turistiche Zone f4, avviate con il mio mandato, è gigantesca e scandalosa. Scandalosa perché, a fronte di sicuri investimenti per svariate centinaia di milioni, si è persa una grandiosa occasione per lo sviluppo dell’economia del territorio. Il piano delle zone F4 da noi proposto fu approvato dalla Regione perchè compatibile con il Piano Paesaggistico, infatti all’interno delle macroaree erano ammessi circa 52.000 posti letto. Piuttosto questa amministrazione comunale avrebbe vovuto istruire puntualmente e nel dettaglio le 9 proposte imprenditoriali, depositate in comune, infatti il “procedimento istruttorio ha avuto uno sviluppo non certamente lineare”, come ha scritto il TAR nella sentenza del 2 febbraio di quest’anno.
Lo schiaffo ricevuto dagli uffici regionali è gigantesco, oltre a decretare la inutile perdita di tempo di 5 anni impiegali invece per concretizzare una chiara prospettiva di sviluppo turistico eco-sostenibile compatibile con il P.P.R.; la controproposta di variante n. 12 di Campus è stata bocciata dalla Regione su tutta la linea. A scanso di equivoci la Regione dice che questa variante produrrebbe la cementificazione delle nostre aree costiere, perché al posto di 259.000 mc programmati nelle zone F4 con il mio piano, con la variante Campus si passerebbe invece a 543.000.
Campus si vantava di essere più ambientalista degli ambientalisti ma, guarda caso, gli andrebbe invece riconosciuta la corona di Attila: nel suo Piano la zona F4 di Platamona ricadrebbe interamente nella fascia costiera dei 2 km, proprio quella fascia di protezione prevista dal Piano Paesaggistico e, addirittura, vorrebbe far costruire sia nella fascia di tutela integrale di 300 dalla battigia marina e sia in quella dello stagno di Platamona e, ancora più temerariamente, vorrebbe far costruire nelle zone Hg2, quelle dove è altissima la pericolosità di frana. Insomma pur essendo solo 10 gli ettari nei quali si potrebbe costruire qualcosa, in quanto non vincolati, in nuovo Attila vorrebbe costruire su 70 ettari, 60 dei quali sottoposti a vincoli rigidissimi. Pertanto la Regione giustamente fa pollice verso ricordando che va confermato l’attuale PUC che classifica correttamente la zona di Platamona come H2.2, complessi dunali e sistemi di spiaggia.
Nella sua seconda esperienza di Sindaco abbiamo dovuto prendere atto della conversione di Campus al “Luddismo”, non si spiega altrimenti questa voglia di ridurre drasticamente il perimetro dell’area industriale di Fiumesanto per introdurvi insediamenti turistici. Anche in questo caso sonora bocciatura a chi, probabilmente, dimentica l’ABC dell’urbanistica regionale: infatti quelle aree rientrano nella competenza pianificatoria di livello gerarchico sovraordinato a quello comunale perché di competenza del Consorzio Industriale di Sassari, Alghero e Porto Torres. Ma è nella zona adiacente allo stagno di Pilo che la personalità di Attila-Campus riprende vigore, volendo trasformare la zona H2.4, di rispetto e salvaguardia, già utilizzata a parcheggio sterrato nei mesi estivi e compatibile con le norme ambientali, in zona G, e qui la Regione conferma l’attuale previsione del Puc coerente al PPR.
A Rena Majore il cementificator Campus raggiunge l’apoteosi: con la variante 12 vorrebbe passare dai 4.390 metri cubi a circa 22.000, costruendo anche nella fascia dei 300 metri di tutela integrale; a Biancareddu vorrebbe fare un insediamento lineare lungo la strada provinciale 57, incompatibile con la tradizione edificatoria locale; all’Argentiera, che ricade nel perimetro del parco Geo-Minerario, intenderebbe trasformare al zona A – centro storico in una novella zona F –Turistica, violando il PPR; a porto Palmas e Palmadula avrebbe voluto far costruire in aree Hi.4 ad alta pericolosità idraulica.
In tutto questo suo spennellare nel dettaglio i singoli mappali, in modo tale da trasformarli da zone agricole a zone turistiche, appare emergere un interesse troppo particolare ai singoli beneficiari del colore. Al contrario, con la procedura concorsuale avviata nel mio mandato, i proprietari dei terreni ricadenti nelle macroaree erano posti nelle stesse identiche condizioni di partenza. La trasformazione di un terreno agricolo in zona turistica poteva avvenire solo se gli interventi per nuovi insediamenti turistico – alberghieri proposti avrebbero garantito la realizzazione del miglior modello di sviluppo turistico sostenibile, legato alla fruizione del territorio nel suo complesso, tale da articolare un sistema a rete, capace di mettere in relazione e integrare più realtà economiche esistenti nel territorio, coinvolgendo l’intera filiera e tutte le imprese interessate, artigiane, agricole e di servizi ristorazione, trasporti, cultura e divertimento. Quest’analisi istruttoria andava fatta dagli uffici comunali, ma il vertice l’ha impedita”.

Nicola Sanna, già Sindaco di Sassari.