Porto Torres: rapina a mano armata

PORTO TORRES – Grave e preoccupante episodio di cronaca a Porto Torres. Ieri, nella tarda serata, c’è stata una rapina in un laboratorio orafo di via Manzoni. Due malviventi armati di pistola, di cui col volto nascosto da un passamontagna e l’altro con un casco, hanno fatto irruzione nell’attività poco prima della chiusura. Una volte entrati nel locali, hanno minacciato i presenti e rinchiuso in uno stanzino di servizio la titolare, Elena Puggioni, il marito e anche alcuni clienti. Una volta raccolto il bottino, i due rapinatori sono fuggiti con tutto il materiale recuperato per un totale di 20mila euro in oggetti d’oro. I carabinieri della compagnia di Porto Torres hanno avviato le indagini per individuare i responsabili del colpo che, stando ai primi accertamenti, parlavano con accento sardo. Gli inquirenti stanno anche analizzando le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza.

Nella foto una pattuglia dei carabinieri

S.I.

Droga ad Alghero: un arresto

ALGHERO – Nell’ambito del contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nella Riviera del Corallo, i Carabinieri della Compagnia di Alghero hanno intensificato in questo week-end i servizi di controllo del territorio ed arrestato A.S., 47enne incensurato di Alghero, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

I militari della Stazione di Alghero, dopo un controllo e una successiva perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato 1 panetto di hashish dal peso di circa 100 grammi, 50 dosi di marijuana dal peso complessivo di circa 300 grammi ed ulteriori 300 grammi di infiorescenze di marijuana ancora da suddividere e confezionare per un totale complessivo di 700 grammi di sostanze stupefacenti destinate al mercato locale che avrebbero fruttato diverse migliaia di euro.

L’arrestato è rimasto in custodia presso la camera di sicurezza della Compagnia CC di Alghero e questa mattina è stato condotto al cospetto dell’autorità giudiziaria dalla quale, al termine del giudizio direttissimo, si è visto convalidare l’arresto ed imporre l’obbligo di dimora con permanenza notturna presso la sua abitazione.

Crisi Alghero: vandali in azione

ALGHERO – Vandali in azione anche ad Alghero. Un problema che oramai è diventato un vero e proprio allarme del territorio riguardante i tre maggiori centri, oltre il comune catalano, anche Porto Torres e Sassari. [Leggi]. Ciò, com’è evidente, dipende in primo luogo da una devastante crisi economica che si riflette sul tessuto sociale privando di occasioni di occupazione lavorativa, e anche spesso scolastica, molti giovani o pure giovanissimi. A questo, come evidenziato anche da molti commenti sui social, la chiusura di attività e locali lascia dall’imbrunire in poi la città in mano a bande e teppisti che non hanno nient’altro di meglio da fare che esercitarsi in azioni vandaliche.

Ed è cosi che, ancora una volta, volano dai bastioni oggetti più o meno voluminosi. Senza considerare i danni al patrimonio pubblico e privato. Negli scorsi giorni uno dei tanti episodi con uno dei contenitori dell’immondizia in materiale ferroso gettato dalla passeggiata sulla scogliera sottostante. Tra atti del genere e continuo abbandono dei rifiuti, in vista anche dell’arrivo della bella stagione, non può che fare oltre modo allarmare. In molti invocano le telecamere. L’amministrazione annunciò che sarebbero state posizionate in varie parti della città. Gli algheresi sono ancora in attesa. Ma, a parte i maggiori controlli, urge un risveglio sociale ed economico, sennò addio.

Nella foto il grosso e pesante contenitore dei rifiuti sulla scogliera sotto i bastioni

S.I.

Alghero: arresto per tentato omicidio

ALGHERO – Come anticipato da Algheronews, i militari della Compagnia Carabinieri di Alghero fanno sapere con una nota stampa che “hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sassari, su richiesta di quella Procura, nei confronti di Patrizio Giovanni Iacono, 20enne algherese, responsabile dei reati di tentato omicidio, minacce aggravate, detenzione e porto illegale di pistola”.

“L’attività d’indagine condotta dagli stessi militari della Compagnia Carabinieri di Alghero ha appurato che il giovane è l’autore del tentato omicidio di un 26enne algherese avvenuto il 26 gennaio scorso nel centro storico della città di Alghero. Patrizio Giovanni Iacono in quell’occasione aveva estratto una pistola e sparato nei confronti del malcapitato che veniva ferito alla coscia destra, a pochi centimetri dall’arteria femorale”.

“Inoltre, – fanno sempre sapere i carabinieri – a seguito di ulteriori indagini effettuate in sinergia con il Commissariato di P.S. di Alghero, l’arrestato è stato anche accusato di essere l’autore dell’atto intimidatorio avvenuto in Alghero il 25 gennaio scorso, allorquando era stata rinvenuta una testa di equino e cartucce da caccia davanti ad un cancello di ingresso ad una palazzina. Entrambi i fatti sembrerebbero correlati tra loro e verosimilmente scaturiti per questioni sentimentali riguardanti una ragazza del posto”. L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Sassari-Bancali a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Nella foto la caserma dei carabinieri

Sparatoria: arrestato un algherese

ALGHERO – Arresto ad Alghero per la sparatoria avvenuta in città lo scorso 27 gennaio [Leggi]. In quell’occasione era stato ferito alla mano e ad una gamba un 27enne (possibile anche un suo fermo). Non è trascorsa neanche un settimana che i Carabinieri della locale stazione sarebbero risaliti al responsabile. Nel pomeriggio di ieri (mercoledi), infatti, è stato fermato e arrestato un 20enne algherese ritenuto responsabile del ferimento. Non sono ancora note le motivazioni. Mentre l’arma utilizzata sarebbe una scaccia cani modificata. Durante la perquisizione nella casa dove vive sembra sia stata trovata anche della droga. In giornata sono attesi sviluppi e altre informazioni da parte dei militari.

Nella foto i carabinieri

S.I.

Ancora una strage di cani |foto

ITTIRI – Ancora una strage di cani. Negli scorsi giorni alle volontarie di Ittiri, che ci occupano da tempo della cura degli animali e cercano di far trovare sistemazione agli esemplari abbandonati, è stata segnalata la presenza di sei cuccioli di cane con la loro mamma che è riuscita a scappare nel tratto di strada che conduce a Romana. Una volta notata la condizione precaria degli animali, hanno avvisato il ritrovamento alla Polizia Municipale del locale commando.

Per fargli affrontare la notte nel migliore dei modi hanno costruito una cuccia provvisoria con dei cartoni nello stesso punto dove sono stati trovati. La mattina successiva sono andati a controllarli e c’è stata l’amara scoperta. Una scena raccapricciante. Il riparo costruito la sera prima completamente distrutto e i cuccioli e anche il cane più grande morti con delle tracce di sangue vicino alla bocca e sull’asfalto vicino. Per le volontarie non c’è ombra di dubbio che siano stati uccisi da qualcuno infastidito dalla loro presenza. “Un ennesimo atteggiamento indegno che manifesta la miseria umana di alcune persone”, hanno commentato le operatrici che nel frattempo hanno inoltrato un regolare denuncia al presidente dell’associazione “Baloo per la difesa per il cane”.

Nella foto i cani uccisi

S.I.

Sparatoria ad Alghero: ferito un 27enne

ALGHERO – Ancora un episodio di cronaca ad Alghero. Questo pomeriggio, intorno alle 16.30, un giovane è stato trasportato a bordo di un auto all’ospedale. Qui è arrivato ferito ad una mano e alla gamba da un colpo di pistola. Il 27enne (le cui iniziali sono A.M.) non ha fornito alcun preciso dettaglio sulla dinamica. Ha solo affermato che il ferimento è avvenuto nel centro storico e in particolare nelle parte iniziale di via Gilbert Ferret, nei pressi di alcune attività commerciali.

Le indagini sono affidate ai carabinieri che sono stati avvisati una volta che il giovane è giunto al Pronto Soccorso. Ancora non ci sono novità riguardo il responsabile, ma continuano i controlli a tappeto da parte dell’Arma. Resta l’allarme in città per i numerosi e anche inquietanti avvenimenti come la testa d’asino ritrovata fuori dall’abitazione di un imprenditore in via Kennedy e anche la particolare condizione che sta cambiando il tessuto commerciale locale.

S.I.

Piazza di spaccio: arresti a Sassari

SASSARI – A conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sassari da ottobre scorso, sono state eseguite oggi cinque misure cautelari, delle quali tre in carcere, una agli arresti domiciliari ed una con obbligo di dimora, nei confronti di altrettanti soggetti, tutti resisi responsabili in concorso tra loro di spaccio aggravato e continuato di sostanze stupefacenti. I provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari sono stati operati a seguito delle indagini – coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Mario Leo – effettuate per diversi mesi dai militari dell’Arma nel centro storico, precisamente nelle vicinanze della scuola di San Donato (asilo ed elementari), dove era stato notato un frequente viavai di noti tossicodipendenti. Sono stati necessari lunghi e faticosi appostamenti per individuare con precisione il luogo in cui avvenivano gli scambi e le dinamiche della cessione dello stupefacente, per giunta in un contesto ambientale ostile agli investigatori, caratterizzato da un non facile accesso e dalla presenza di “vedette” in grado di dare l’allarme al passaggio di forze di polizia. La prassi era sempre la stessa: dopo che il potenziale acquirente effettuava la richiesta dello stupefacente a colui che era in strada con il compito di “procacciare” clienti, la persona veniva monitorata a distanza da altri componenti della banda che, qualora la situazione non presentasse particolari sospetti o anomalie, inviavano allora un corriere con il compito di effettuare materialmente lo scambio denaro-droga.

Nel corso dei servizi di osservazione appositamente predisposti, i Carabinieri in borghese della Compagnia di Sassari, una volta compreso il meccanismo, sono riusciti a fare una serie di riscontri e avere così la prova materiale che i tanti incontri tra i tossici e i sospettati non erano affatto casuali. Chi si recava in quella precisa zona e prendeva contatti con quelle determinate persone, lo faceva con l’unico scopo di approvvigionarsi dello stupefacente. Raccolte prove sufficienti e avuto il via libera dai magistrati, è scattato il blitz. Dopo aver individuato i nascondigli degli spacciatori, i militari dell’Arma hanno fatto irruzione in alcune abitazioni e, nel corso delle relative perquisizioni, sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni grammi di eroina, oltre 1000 euro in contanti, frutto di tutta la droga spacciata in precedenza, e vario materiale utile al confezionamento dello stupefacente. Si sono quindi aperte le porte del carcere di Bancali per i cittadini nigeriani Victor Omigo (classe 1988), Paul Okhaforh (classe 1990) e Ahanor Gods Power (classe 1988), dove i tre dovranno restare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di spaccio aggravato e continuato in concorso tra loro. Il sassarese Paolo Stangoni (classe 1993) e il marocchino Mahmoud Ibnou Errida (classe 1993), che hanno avuto un ruolo minore nell’attività di spaccio, restano invece, rispettivamente, sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora nel Comune di Sassari.

L’attività odierna è frutto della costante attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico della città di Sassari che, lo scorso mese di luglio, ha visto i militari dell’Arma chiudere una “centrale dello spaccio” ed eseguire 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani nella zona di Largo Infermeria San Pietro e, nel corso del 2016, ha fatto registrare complessivamente 8 ulteriori arresti di spacciatori, con il sequestro di oltre 5 kg di varie sostanze stupefacenti e di circa 8000 euro in contanti.

Nella foto i carabinieri a Sassari

S.I.

Tenta furto in villa: algherese in cella

ALGHERO – Nei giorni scorsi, personale della Sezione Volanti del Commissariato P.S. di Alghero ha tratto in arresto per tentato furto un 43enne, algherese, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. Lo stesso, conosciuto agli operatori della volante per i suoi precedenti, è stato notato mentre usciva all’esterno della recinzione di una villa alla periferia della città, oggetto poco prima di un tentativo di furto.

Una volta bloccato il soggetto, i poliziotti hanno proceduto al controllo a seguito del quale il 43enne è risultato avere a suo carico la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di Alghero, nonché la misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Dopo quest’ultimo episodio, il P.M. presso la Procura della Repubblica di Sassari, ha disposto la sospensione dell’affidamento in prova ed emesso il relativo ordine di carcerazione, pertanto l’uomo è stato tratto in arresto e condotto presso la Casa Circondariale di Sassari – Bancali.

Nella foto il Commissariato di Polizia

S.I.

Sestu, chiude Sky? Pigliaru assente

CAGLIARI – “La paventata chiusura del Contact center Sky di Sestu è estremamente preoccupante, un altro tassello in quel processo che sembra inarrestabilmente impoverire la Sardegna. Se dovesse rispondere a verità sarebbe una catastrofe, con mille famiglie sul lastrico e un danno spaventoso per il territorio dell’Area metropolitana di Cagliari e di Sestu in particolare, dove molti dei lavoratori risiedono. È assolutamente prioritario scongiurare la chiusura di una infrastruttura dotata di personale altamente professionalizzato, uno dei più importanti centri di assistenza telefonica d’Europa. Eppure non si è sentita nessuna presa di posizione da parte della Giunta regionale, che sbandiera fantomatici accordi con Huawey e Microsoft ma assiste impassibile alla tragedia che si sta consumando a Sestu.” Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, che chiede un intervento urgente di Pigliaru sul Governo nazionale per mettere in campo ogni azione utile ad impedire l’eventualità dell’ennesima delocalizzazione nell’Est Europeo di una importante realtà economica italiana.

“I Riformatori non sono certo anti europeisti. Ma diventa sempre più difficile comprendere un’Europa che impedisce a Regioni come la Sardegna di applicare forme di fiscalità di vantaggio e nel contempo favorisce questa sorta di inaccettabile dumping occupazionale, una concorrenza sleale di Paesi che permettono lo sfruttamento dei lavoratori, praticamente privi di ogni tutela e perciò più a buon prezzo”, conclude Cossa.

Nella foto il centro Sky di Sestu

S.I.