Terrore ad Alghero, rapina in villa

ALGHERO – Questa notte c’è stato un grave fatto di cronaca ad Alghero. Ignoti, per adesso, si sono introdotti all’interno di un’abitazione in via Laconi, nel quartiere di Sant’Anna, a ridosso di una delle sedi del Comune di Alghero, per compiere una rapina. Si tratterebbe di una banda di sei persone che, dopo essere entrati nella villa di proprietà Angelo Scognamillo, un noto della Riviera del Corallo, hanno prima immobilizzato tutta la famiglia e poi hanno proseguito all’interno della casa andando a portare via ogni tipo di valore soprattutto, ovviamente, gioielli e contanti. Una volta realizzato il furto, i banditi si sono dati alla fuga attraverso un auto che li attendeva fuori. L’imprenditore appena si è liberato è riuscito a chiamare i soccorsi. Le operazioni sono affidate ai Carabinieri che stanno dando la caccia alla banda nell’intero territorio facente capo al comune catalano.

Notizia in aggiornamento

Nella foto i carabinieri

S.I.

Maxi-operazione di droga: arresti

ALGHERO – I carabinieri delle compagnie di Carbonia, Cagliari, Nuoro, Lanusei, Sassari, Bonorva, Macomer, Iglesias, San Vito e Quartu in collaborazione con, le unità cinofile, i Cacciatori di Sardegna hanno arrestato 15 persone percheè sarebbero responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga. La Banda si sarebbe spartita il traffico di droga in Sardegna collaborando per far arrivare lo stupefacente dalla Penisola. Da settembre dello scorso anno a febbraio 2018, ha movimentato 85 chili di cocaina e 1,5 chili di eroina.

Proprio per questa ragione i carabinieri e la Dda di Cagliari sono intervenuti tempestivamente eseguendo 15 fermi. In manette questa mattina sono finiti Sandro Arzu, 49 che insieme ai fratelli Italo, 52, Luca 44 anni, Roberto, 51 e Andrea Ferreli, 41 anni, tutti di Arzana, erano al vertice del gruppo criminale che gestiva il traffico di cocaina nel Sud Sardegna. Nel nord dell’isola lavorava, fanno sapere i militari, invece, il gruppo capitanato da Alessandro Ghisu, 30 anni, di Ghilarza fermato insieme agli altri componenti della banda: Pietro Fadda, 32 anni di Alghero, Sebastiano Nuvoli, 33anni di Sindia, Graziano Obinu, 33enne di Nuoro e Giovanni Piu 34 anni, sassarese. In manette anche Bruno Fanni, 60 anni di Tortolì, Salvatore Muntone, 34 anni di Nuoro, Vincenzo Piras 38 anni di Arzana, Alessandro Tedde 32 anni, sassarese, e Luca Zedde, 28 anni di Sorgono.

L’indagine ha permesso di stimare che, dal mese di settembre ad oggi, gli indagati avrebbero acquistato oltre 85 kg di cocaina ed eroina con un investimento in denaro pari a 3 milioni e 200mila euro. L’operazione, conclusasi oggi con l’esecuzione delle misure nei confronti dei 15 associati, aveva già portato all’arresto di 5 persone in flagranza di reato, al sequestro di 16 kg di cocaina, denaro contante pari a 22mila euro e 2 autovetture di grossa cilindrata. Nel corso delle operazioni di oggi sono stati rivenuti una pistola illegalmente detenuta e 40 grammi di cocaina nascosta nella camera da letto di Fadda a Thiesi.

Nella foto la conferenza stampa dei carabinieri

P.S.

Chiuso locale ad Alghero

ALGHERO – Il Nucleo Commercio Annona Sicurezza Territorio Ambiente, ha esordito con un’articolata operazione che ha coinvolto il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Sassari (con i due servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione; Veterinario Igiene degli Alimenti di Origine Animale), e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Fortemente voluto dal Comandante Guido Calzia, il Nucleo, appena costituito, raccoglie competenze professionali di Polizia Locale differenti, capaci di interagire in maniera ottimale, così da effettuare approfonditi controlli sulle Attività Produttive che, anche a seguito di esposto, risultano operare in difformità di legge e con grave compromissione degli interessi legittimi dei cittadini.

L’operazione ha avuto inizio a seguito di un esposto denuncia nel quale, un gruppo di cittadini, lamentava una impossibile convivenza con un pubblico esercizio (nei pressi del quale, lo scorso anno, sono stati sparati per altro alcuni colpi di arma da fuoco). A seguito del primo accesso, avvenuto prima dell’alba, e della conseguente ricognizione del locale (ubicato in via Vittorio Emanuele nei pressi del distributore Esso), sono emerse alcune criticità (tra tutte la presenza di una spada e di una katana, la presenza di carni nei freezer di dubbia provenienza, la presenza di slot machine), che hanno reso necessario invitare il titolare del pubblico esercizio a fornire ogni documentazione amministrativa concernente l’attività. A causa del non adempimento all’intimazione, il personale del nucleo ha proceduto ad un secondo sopralluogo che ha coinvolto il personale di vigilanza dell’ASL e dell’AAMS.

Le attività di indagine hanno prodotto una corposa attività sanzionatoria per oltre 60.000 euro ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria a causa della presenza delle armi bianche e per il disturbo delle occupazioni delle persone e del riposo. Le sanzioni riscontrate sono state: Mancata esposizione del cartello indicante l’orario di apertura e di chiusura al pubblico; Mancata esposizione della tabella indicante i prezzi e l’elenco delle bevande; Assenza delle tabelle etilometriche; Assenza dei precursori etilometrici; Emissione sonore a mezzo sistemi di amplificazione elettrici in assenza di perizia fonometrica; Omessa predisposizione di procedure di autocontrollo HACCP; Presenza di un totem privo di titolo concessorio; Gestione illecita degli alimenti presenti nel locale (pane, carni); Mancata della DUAAP;

Nella foto il sequestro nel locale

S.I.

Incendiario inchiodato dal dna

SASSARI – Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Carta, sassarese classe 1983, a cui è stato contestato il reato di incendio. Le indagini sono scaturite in seguito all’incendio di un’autovettura – avvenuto lo scorso aprile nella zona del Monte Rosello – che solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco non si era propagato ad altre autovetture parcheggiate nelle vicinanze.

Nella circostanza, nel corso del sopralluogo effettuato dai militari della Compagnia di Sassari, erano stati repertati nei pressi dell’autovettura incendiata alcuni oggetti persi dall’incendiario, rivelatisi poi determinanti ai fini delle indagini. Inoltre, durante alcune successive perquisizioni, erano stati rinvenuti nell’abitazione dell’interessato alcuni ritagli di carta che, minuziosamente riuniti in un unico “collage”, avevano rivelato alcuni nomi e numeri di targa di autovetture scritti a penna, che corrispondevano perfettamente con quelli dell’autovettura incendiata e delle altre parcheggiate nelle vicinanze. In seguito, le analisi condotte dal R.I.S. di Cagliari sugli oggetti in sequestro hanno consentito di individuare un profilo genetico corrispondente a quello del Carta e a collocare quindi quest’ultimo con certezza sulla scena del delitto.

Stretto il cerchio attorno all’indiziato, grazie ai gravi indizi di colpevolezza individuati a suo carico, la Procura della Repubblica di Sassari ha formalizzato la richiesta di custodia cautelare in carcere che, successivamente accolta dal G.I.P. del Tribunale di Sassari, è stata eseguita dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari. L’operazione si inquadra nel contesto di un’attività sistematicamente portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Sassari, finalizzata a contrastare con determinazione il fenomeno endemico degli incendi di autovetture, che ha colpito più volte nel tempo la città di Sassari.

Nella foto un auto bruciata

S.I.

Tragedia: morto surfista cagliaritano

CAGLIARI – Dramma a Cagliari. Un surfista, Gabriele Viale, 62 anni, autista del Ctm che viveva a Quartu, è morto al Margine Rosso. A quanto pare il surfista avrebbe avuto dei problemi mentre si trovava non troppo distante dalla costa. Forse a causa del vento e del mare, è caduto in acqua. Sarebbe riuscito a risalire sulla tavola da surf, ma non a ritornare a riva. Pare si sia sentito male o ci sia stato un problema con la tavola che usava, sta di fatto che una persona che si trovava sul posto ha visto che era in difficoltà, chiamando immediatamente i soccorsi. Una motovedetta della Capitaneria, i sommozzatori dei vigili del fuoco e due gommoni di alcuni residenti della zona hanno cercato di raggiungere il punto in cui si trovava il 62enne.

Nel frattempo l’uomo si è tuffato in mare per raggiungere a nuoto la costa. Probabilmente a causa dell’acqua gelida e della stanchezza, oppure a causa di un malore improvviso è stato inghiottito dalle onde prima che i soccorsi lo raggiungessero. Il corpo è stato recuperato poco dopo e portato a Cagliari in porto. Il dottor Roberto Demontis ha effettuato un primo esame esterno, ma bisognerà attendere l’autopsia per capire se il 62enne sia morto per annegamento oppure per un malore.

Nella foto la Guardia Costiera durante le operazioni di soccorso di ieri

S.I.

Furti in città, arrestato un algherese

ALGHERO – Arrestato un 50enne algherese, in carcere già dall’8 febbraio 2018. I Carabinieri della Stazione di Alghero hanno eseguito la misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sassari nei confronti del pregiudicato, responsabile di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione.

I carabinieri della Compagnia di Alghero a seguito di varie segnalazioni di furti, commessi nel centro della riviera del corallo, hanno ulteriormente incrementato i servizi di prevenzione e sorveglianza per le vie cittadine e in questo ambito, lunedì mattina, l’uomo è stato controllato mentre era in giro con uno scooter ed un cane di grossa stazza al guinzaglio. Il suo fare non è passato inosservato allo sguardo a una pattuglia della Stazione Carabinieri, che lo ha colto nel percorrere contromano due strade cittadine. Dopo averlo fermato per contestargli la violazione amministrativa, il comportamento schivo dell’uomo ha destato dei sospetti e pertanto i carabinieri hanno deciso di procedere ad una perquisizione. A quel punto M.M., queste le iniziali, ha dato in escandescenza tentando la fuga e aizzando il suo cane contro i militari. L’immediato intervento della pattuglia dell’aliquota radiomobile del Norm della Compagnia, giunta subito in ausilio, ha consentito di bloccare l’algherese e di procedere ad un più approfondito controllo.

Durante la perquisizione, nel bauletto del ciclomotore e successivamente presso la sua abitazione, sono stati rinvenuti e sequestrati vari componenti di computer (hard disk, ripetitore wi-fi) tutti provenienti da un furto perpetrato pochi giorni prima. Per M.M. è scattato l’arresto in flagranza per violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonché per ricettazione della refurtiva che è stata sottoposta a sequestro e riconosciuta dalla vittima del furto. L’arresto era stato convalidato dall’autorità giudiziaria che, considerati i numerosi precedenti per reati contro i patrimonio, ha successivamente emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali.

Nella foto una pattuglia dei carabinieri

S.I.

Sparatoria Pisa, fermato algherese

ALGHERO – L’algherese, accusato di aver ferito alcune persone a Pisa con una pistola, è stato fermato. Dopo una ricerca durata quasi un’intera giornata le forze dell’ordine sono riuscite ad individuarlo e portarlo in caserma. In attesa dell’interrogatorio è stato rinchiuso nelle camere di sicurezza.

Sparatoria a Pisa. Attimi di terrore e diversi feriti nel quartiere popolare Cep del comune toscano. A creare il panico e colpire alcune persone con un’arma da fuoco sarebbe stato P. G. Iacono, algherese di 21 anni che si trovava oltre Tirreno per trascorrere gli arresti domiciliari nell’abitazione della madre. Pare che al giovane, mentre percorreva a bordo di una motocross, la strada davanti ad un bar, sia stato chiesto di rallentare e smetterla di mettere a rischio i pedoni. Ma Iacono, invece di ascolta il “consiglio” degli avventori del bar, dopo aver esploso alcuni colpi con una “scaccia cani”, sia poi ritornato sparando alcuni con una pistola e ferendo 4 persone. I clienti si sono rifugiati nell’attività e hanno chiamato le forze dell’ordine, il 21enne, intanto, si era dato alla fuga e da quel momento è scattata una “caccia all’uomo” in tutta Pisa. Il padre del giovane era stato già responsabile di alcuni episodi di cronaca avvenuti negli scorsi anni ad Alghero.

Nella foto il giovane algherese ricercato

S.I.

Santa Teresa, 2,8 kg di marijuana

SAMTA TERESA di GALLURA – Nella tarda serata di ieri, un’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Santa Teresa Gallura, ha portato all’arresto di U.I., 48enne con precedenti, e R.R. , 59enne incensurato, entrambi di Santa Teresa Gallura.

Durante un preordinato servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari della Stazione di Santa Teresa Gallura, insospettiti dall’atteggiamento nervoso del 59enne, dopo averlo fermato e perquisito, lo hanno trovato in possesso di gr. 100 circa di sostanza stupefacente tipo marijuana. I successivi accertamenti hanno consentito ai militari di individuare il 48enne, che, sottoposto a perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 2,7 chilogrammi di marijuana, 10 grammi di hashish e 26 grammi di semi di canapa indiana occultati nella sua abitazione.

La sostanza stupefacente sequestrata dai Carabinieri, se non vi fosse stato l’intervento tempestivo dei militari, messa in vendita sul mercato, avrebbe fruttato agli arrestati un guadagno di oltre 28.000 euro. Gli arresti sono stati convalidati questa mattina dal GIP del Tribunale di Tempio Pausania.

Nella foto la droga sequestrata

S.I.

“Suicidio” Michela, due arresti

OLBIA – La Maddalena. 8 febbraio 2018. A conclusione di una complessa attività investigativa, resa non facile anche a causa della delicatezza dei fatti che sono stati accertati dagli investigatori della Sezione Operativa del Reparto Territoriale Carabinieri di Olbia, con la preziosa collaborazione della Compagnia di Porto Torres, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania ha emesso gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di due ragazzi di Porto Torres ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di diffamazione aggravata e morte quale conseguenza di altro delitto. L’atto è stato notificato agli indagati e ai loro legali.

Il 5 novembre 2017, alle ore 03,00 circa, a La Maddalena, a casa di un’amica che la stava ospitando, Michela DERIU, di soli 22 anni, è stata trovata priva di vita, impiccata in cucina. Sul posto, nell’immediatezza, è intervenuto personale della Stazione Carabinieri di La Maddalena che ha effettuato i primi accertamenti del caso, rinvenendo nell’abitazione due biglietti scritti a mano il cui contenuto faceva ipotizzare che l’estremo gesto commesso dalla ragazza potesse essere collegato a situazioni precedenti che avessero interessato la sfera personale della vittima. Per tale motivo, subito dopo il ritrovamento dei biglietti, è stato effettuato un sopralluogo estremamente preciso e circostanziato, con il repertamento da parte del personale della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di tutto ciò che potesse essere considerato fonte di prova.

Considerata la delicatezza della vicenda, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania ha affidato le indagini agli investigatori della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Olbia, al fine di verificare se Michela avesse deciso di compiere l’insano gesto perché istigata da terze persone o se vi fossero state situazioni che avessero contribuito in qualche modo nella sua decisione estrema di togliersi la vita.

Per delineare l’accaduto, gli investigatori dei Carabinieri, da subito, hanno intrapreso gli accertamenti ritenuti necessari per svolgere al meglio l’incarico affidato dall’Autorità Giudiziaria, avvalendosi sia delle indagini tradizionali, con l’escussione di oltre cento persone in qualche modo legate e/o vicine alla vittima, sia dell’attività tecnica di intercettazione telefonica, il tutto messo a confronto con una grande quantità di dati e materiale informatico, video e foto sottoposti a sequestro nel corso delle investigazioni. Al termine della corposa e complessa attività investigativa svolta dalla Sezione Operativa di Olbia, l’Autorità Giudiziaria ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di C.M. e P.R., entrambi residenti a Porto Torres, rispettivamente di 24 e 29 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di diffamazione aggravata e morte come conseguenza di altro reato.

L’analisi dei fatti ha consentito di ricostruire l’ultimo periodo di vita di Michela, permettendo nel contempo di descrivere dettagliatamente ciò che la stessa ha fatto in quell’arco temporale, con chi si sia relazionata e quali situazioni di rilievo abbiano caratterizzato il suo percorso personale e, a grandi linee, documentare come la giovane abbia vissuto la sua breve esistenza. E’ stato accertato che Michela, il 3 novembre 2017, solo dopo che la notizia era stata riportata sugli organi di stampa, ha denunciato, presso la Stazione Carabinieri di Porto Torres, una patita rapina, a suo dire avvenuta a Porto Torres alle ore 01.30 del 31 ottobre 2017. Tale circostanza, nel corso dell’attività investigativa, non ha trovato alcun fondamento anzi gli elementi raccolti hanno portato a dimostrare che il reato denunciato fosse stato simulato dalla stessa.

E’ stato documentato che gli indagati, in concorso tra loro e comunicandolo a più persone, hanno offeso la reputazione di Michela, rivelando, senza il suo consenso, informazioni confidenziali attinenti alla sua vita e abitudini sessuali e, in particolare, hanno mostrato, divulgandolo in questo modo, alcune riprese video e fotografie che ritraevano la giovane mentre consumava un rapporto sessuale. Alla luce di quanto scritto da Michela in uno dei biglietti che verrà trovato vicino al corpo senza vita, si accenna a “ricatti e umiliazioni per via di un vecchio film”, tanto che i due indagati, sempre in concorso tra loro, hanno contribuito a cagionare, quale conseguenza non voluta, la morte di Michela, la quale, avendo appreso la notizia della diffusione delle informazioni e dei video che la ritraevano mentre faceva sesso, si determinava a togliersi la vita mediante impiccagione.

Nella foto le pattuglie dei Carabinieri

S.I.

Alghero, preoccupante scia di furti

ALGHERO – Non si contano più le segnalazioni tramite social, telefonate, mail oltre che esperienze personali dirette rispetto alla scia di micro-criminalità. In particolare furti, tentativi di essi e anche atti di vandalismo.Prese di mira ogni tipo di attività e perfino nelle ore diurne. Come capitato alla rivendita di sigarette elettroniche di via Vittorio Emanuele. A pochi passi dal distributore Esso, una persona si è avvicinata nell’orario di chiusura per pranzo, ha forzato la porta, si è introdotto ed ha portato via un bottino di circa 3mila euro in materiale.

E poi, come nella foto dell’articolo, tentativo di furto anche del noto store di motocicli, articoli sportivi e altri accessori di proprietà della famiglia Spanedda. Sempre in via Vittorio Emanuele, ma questa volta durante la notte, per la precisione verso l’una e trenta. Sempre un uomo, in questo caso con una “chiave universale”, ha aperto la porta, ma poi l’allarme lo ha fatto scappare. E poi alcune attivià h24, altri negozi del centro, abitazioni in campagna e anche nella zona della Pussetta a Sant’Anna il tentativo di introdursi in proprietà privata per portare via un gommone su un carrello visibile dalla strada.

Molti episodi denunciati alle forze dell’ordine, alcuni invece no. Ma resta alto l’allarme per un impennata di questi episodi che potrebbero certificare un certo malessere sociale dovuto a varie cause, ma che non possono essere certi giustificati. Probabilmente, come segnalato da alcuni cittadini sui social, “in aggiunta alle operazioni destinate ai controlli nelle strade del centro o maggior trafficate, soprattutto nelle ore notturne sarebbe opportuno monitorare anche le zone con attività e pure quelle periferiche“.

Nella foto un immagine tratta dalle telecamere dell’attività di Spanedda

S.I.