Porticciolo: ora basta, denunciamo noi

ALGHERO – “La società scrivente ha attivato l’iter di rinnovo concessione, senza nulla variare rispetto al 2010, nel gennaio 2016, la Conferenza di Servizi è stata chiusa con provvedimento di improcedibilità in quanto non si è atteso il pronunciamento del Savi, organo di salvaguardia ambientale, imputato a valutare l’impatto delle installazioni nella spiaggia di Porticciolo”. Cosi dalla società che gestisce il campeggio di Porticciolo e che è stata presa di mira, negli ultimi mesi, da alcuni rappresentanti di “associazioni ambientaliste” e non ha ancora ottenuto i permessi dall’amministrazione comunale tanto che, come annunciato, farà un esposto contro il Comune in relazione ai comportamenti riguardo le pratiche e i permessi per l’utilizzo della spiaggia ed inoltre è stato prodotto un ricorso al Tar da parte della società rispetto alle decisione del Comune.

“Il Savi per la 5° volta si è espresso favorevolmente, senza possibilità di ragionevole dubbio. E’ stato evcidenziato che la presenza stessa del nostro stabilimento, protegge le dune dal calpestio e le piantine endemiche che anzi, da quando c’è il Chiosco, sono notevolmenteb aumentate. Agli atti è stata fatta una mappatura fatta da tecnici esperti che ha convinto l’Ufficio Savi e la Conferenza di Servizi ad esprimere parere favorevole alla realizzazione della struttura al servizio della balneazione, limitatamente alla stagione 2016. Protocollo n. 34279 del 16.06.2016. Ad oggi, stiamo attendendo che l’ Ufficio Demanio del Comune di Alghero rilasci, senza indugi, la concessione demaniali in quanto la società scrivente è in possesso di tutti i titoli. Come mai il sig. Deliperi non cita quanto sopra? Il suo è un atteggiamnte omissivo che denota malafede. Probailmente sarà infastidito dall’essere contattato dai clienti e dagli utenti che, dietro nostro invito, sono stati prewgati di contattare i suoi Uffici per avere spiergazioni circa lo stato di abbandono della spiaggia”.

“Ciò detto, invito il sig. Deliperi, che tanto conosce la normativa in tema di difesa ambientale, di pulizia e stoccaggio dei rifiuti, ad utilizzare le sue maestranze per adoperarsi in prima persona nella pulizia della spoiaggia. Inoltre, per quanto riguarda la denucia del 2015 che il responsabile del Grig tende a citare, teniamo a precisare che la nostra unica colpa è stata quella di aver messo una piccola corda a protezione della duna, che a lui sta tanto a cuore ed il cui calpestio rischia di togliere il sonno, invitando gli ospiti a non passarci sopra. Abbiamo apposto un cartello che segnalava la presenza della pianta Ancusa Crispa segnalando l’assoluto pregio ambientale del sito ove la piantina sorgeva. Peccato la sua denuncia non abbia ancora avuto seguito e sia stata smentita, nei fatti, dal recente sopralluogo effettuato in situ”.

“Pertanto, la nostra struttura ricettiva ad oggi, pur avendo richiesto un rinnovo e non una modifica di concessione, non è in grado di offrire un servizio alla nostra clientela ed ai visitatori tutti. La frustrazione che accompagna il nostro lavoro quotidiano è incomprensibile per chi si adopera costantemente nel distruggere il turismo in una città dove i servizi scarseggiano. Ad oggi la spiaggia non è stata disinfestata, sanificata, non vi sono cassonetti per la raccolta dei rifuti nè alcuno che si adoperi per raccoglierli. Il nostro mezzo leggero, acquistato appositamente per la pulizia della spiaggia, è fermo in quanto non autorizzato a scendre. L’epoca dello schiavismo è terminata. I nostri collaboratori senza l’aiuto dei mezzi meccanici non sono tenuti ad effettuare alcuna pulizia, per cui invitiamo il sig. Deliperi, la domenica o durante il suo notevole tempo libero, a venire a pulire la spiaggia unitamente alle sue maestranze. Soprattutto teniamo a precisare che non vi sono servizi igenici installati affinchè il gran numero di utenti possa trovare un bagno dove defecare e non una siepe, le cose stanno così, purtroppo siamo incappati in un gruppo di ambientalisti integralisti il cui unico scopo nella vita è distruggere le attività produttive altrui ed il turismo tutto“.

Nella foto la spiaggia di Porticciolo con le strutture montate

S.I.

Rifiuti: Alghero invasa. Nuovo sciopero

ALGHERO – Alghero è invasa dall’immondizia. Non c’è cassonetto che non sia straripante di rifiuti. Senza considerare anche gli allarmanti atti incendiari sempre più diffusi che, come nel caso dello stallo tra Bombarde e Lazzaretto, rappresentano un vero ed enorme pericolo ad attività e persone e soprattutto un’aggressione all’ambiente come mai accaduto.

L’attesa dell’assegnazione del nuovo capitolato, dopo quattro anni di attesa e l’annullamento della consegna ad Ambiente 2.0 (allarme che era stato già evidenziato dalle opposizioni) sta producendo nefasti effetti e i disagi con le conseguenti segnalazioni sono sotto gli occhi di tutti. Quotidianamente vengono evidenziati luoghi in cui la condizione igienico-sanitario è più che precaria. Dal centro alla periferia fino ad arrivare al litorale non c’è posto che non abbia i medesimi problemi. E stiamo entrando nell’altissima stagione, quando la Riviera del Corallo, non certamente come negli anni passati per le note scellerate scelte in ambito turistico e commerciale, sarà imballata di villeggianti.

La foto di oggi, immortala la condizione del quartiere di Sant’Agostino. Anche qui il servizio di raccolta dei rifiuti è in crisi e gli effetti si vedono quasi quotidianamente. “Non sappiamo più come fare per denunciare tali sconcezze – afferma un cittadino – subiamo sempre dei disservizi, dal vetro, cartone, indifferenziata, ce n’è sempre una, e intanto paghiamo delle tasse salatissime”.

Intanto, come ciliegina sulla torta, “domani, martedì 5 luglio, dalle 09,00 alle 12,00 – fanno sapere da Sant’Anna – è prevista a Sassari una assemblea sindacale di tutti i lavoratori del settore ambiente. All’ordine del giorno dell’assemblea c’è la proclamazione delle giornate di sciopero nazionale dell’11 e 12 Luglio prossimi. In vista di una probabile adesione dei lavoratori dell’azienda che si occupa del servizio di igiene urbana in città, si prevedono in giornata inevitabili disagi nello svolgimento del servizio”.

Nella foto i cassonetti e contenitori sommersi dai rifiuti nella giornata di domenica 3 luglio 2016

S.I.

La Sardegna brucia: report della Spano

CAGLIARI – “Le istituzioni che fanno parte del sistema di Protezione civile regionale hanno agito in sinergia per contrastare i roghi che stanno interessando in questi giorni i territori di Aidomaggiore, Borore, Dualchi, Noragugume e Sedilo”. Lo ha detto l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, ieri a Sedilo per la verifica della situazione degli incendi. L’esponente della Giunta con delega alla Protezione civile ha partecipato alle riunioni con il primo cittadino Alessio Petretto, il direttore della Protezione civile Graziano Nudda, il comandante del Corpo forestale Gavino Diana e le autorità impegnate nel contrasto al fuoco. Venerdì l’esponente della Giunta aveva seguito sul posto, a Borore, le operazioni antincendio e ieri ha tenuto un filo diretto con i sindaci e le autorità.

“L’apparato antincendi è schierato fin dal 15 maggio – ha affermato Donatella Spano – e lo sforzo per domare il fuoco di questi giorni è stato massimo in una contingenza di condizioni meteo caratterizzate da alte temperature, cambiamenti repentini della direzione del vento, continuità di vegetazione, fumo intenso che produceva scarsa visibilità e inaccessibilità in certi contesti. A tali condizioni non era cioè possibile fare di più e l’intervento delle forze antincendio ha lavorato per contenere i danni”. L’assessore ha ricordato che il Sistema si avvale di professionisti e ci si attiene a un piano antincendi triennale, aggiornato annualmente. Lo schieramento è allestito in base a tale piano e ai piani operativi ripartimentali vigenti. L’apparato, coordinato dal Corpo forestale per gli incendi boschivi, da quest’anno ha inoltre una capacità di previsione del pericolo più efficace rispetto al passato, in quanto delineato su 26 zone di allerta territoriali omogenee e non più su base provinciale. “Siamo accanto ai sindaci e alle popolazioni come in ogni emergenza – ha proseguito l’assessore – ma serve una consapevolezza che evidentemente ancora non si è consolidata: l’apparato antincendio da solo non basta e la prevenzione è fondamentale. Lavoreremo su questo con un impegno ancora maggiore”.

Circa 600 gli uomini in campo in questi primi tre giorni ad Aidomaggiore, Borore, Dualchi, Noragugume e Sedilo tra agenti del Corpo Forestale (95), Forestas (220), volontariato di Protezione civile (120 persone da 7 associazioni isolane), compagnie barracellari (120) e varie squadre dei Vigili del fuoco (compreso il Pca, il Posto di comando avanzato titolato per gli interventi a ridosso dell’abitato). Le operazione sono state inoltre seguite anche dal personale in turno alla Soup, la Sala operativa unificata permanente di Cagliari, e dai Cop, i Centri operativi provinciali del Corpo forestale di Nuoro e Oristano. Notevole lo spiegamento di mezzi operativi antincendio terrestri. Nei cieli hanno volato 4 Canadair e 5 elicotteri regionali il 1° luglio, 5 Canadair (dei 15 della flotta nazionale) e 6 elicotteri il 2 luglio e, oggi, 4 Canadair e 4 elicotteri. Una prima stima della superficie interessata dal fuoco nei tre giorni è di circa 4mila ettari. L’assessore sta seguendo l’evolversi della situazione da Sedilo. Per la persistenza delle condizioni meteo, altri roghi risultano accesi a Orani, Bitti, Furtei e Assemini.

Nella foto un incendio in Sardegna

S.I.

Confcommercio boccia Bruno e Pigliaru

ALGHERO – Alghero alza la testa, avevamo intitolato e così è stato. O almeno siamo davanti, per chi conosce realmente il tessuto sociale del centro catalano, a delle prese di posizione mai viste all’ombra della Torre di Sulis. Anche questi atteggiamenti sono inediti, del resto il periodo è strano. Mai vista una condizione di crisi come quell’attuale in cui la politica sembra quasi impotente. Dolo o colpa poco conta, l’importante è reagire. E non potevano che essere lavoratori e categorie produttive a reagire. Prima “scendendo in piazza”, e coloro che prendono sotto gamba il centinaio di persone che ha partecipato a marce e proteste varie, sono totalmente fuori strada, e poi fissando un vertice i primi di luglio, altro fatto a dir poco assurdo.

Ma il momento è inedito e richiede interventi inediti. Ed è cosi che gli imprenditori, chiamati a raccolta dalla Confcommercio, in particolare dal presidente territoriale Massimo Cadeddu, hanno messo a nudo le politiche dell’amministrazione Bruno in ambito di commercio, svilippo economico, turismo e affini. “Abbiamo avanzato richieste chiare per provare a ripartire dopo due anni pregni di molte difficoltà e scelte oggettivamente errate – commenta Cadeddu – in particolare chiediamo che la Consulta creata dall’assessore Lampis venga cancellata, stesso discorso per il regolamento dei suoli pubblici, a ciò aggiungiamo la necessità che ci sia un’interlocuzione continua e proficua tra amministrazione e comparto produttivo”.

Insomma delle proposte finalizzate a un vero e serio cambio di marcia che vedono anche la creazione di due consulte, una sul commercio e l’altra sul turismo, al cui interno ci siano le rappresentanze varie utili ad ascoltare veramente la città nelle sue differenti anime e propositi. Oltre che inserire nelle commissioni i rappresentanti di consorzi e comitati in relazioni alle materie che vengono trattate. Dunque: cittadini, imprenditori-lavorati e turisti. Per attuare un monitoraggio costante la Confcommercio chiede anche una verifica mensile riguardo i passi avanti compiuti. “Non vogliamo metterci in antitesi con nessuno, ma è chiaro che così non si può più andare avanti, ritrovarci qui in piena stagione è qualcosa di fuori dal normale, ma non potevamo più attendere oltre, ce lo chiedono gli associati, le imprese, la città”.

Altro tassello importante quello dei trasporti. Gli intervenuti hanno ribadito la necessità che la Giunta Pigliaru, fino ad oggi totalmente inerte, agisca immediatamente per salvare lo scalo e garantire un futuro certo ai lavoratori anche se in linea con una razionalizzazione generale che vede, vista la crisi, anche l’infrastruttura di Nuraghe Biancu. “Stiamo predisponendo una manifestazione che veda tutto il territorio unito per chiedere a gran voce una svolta sul tema dei trasporti che vede il Nord-Ovest dell’Isola sempre più isolato con gravi riflessi sull’economia cittadina”. In conclusione, anche se per alcuni quasi fuori tempo massimo, la Confcommercio si è messa a capo dei suoi associati, e non solo, al fine di ridare dignità ai comparti produttivi che si sono trovati a subire prima la crisi globale e adesso politiche regionali e locali fortemente negative rispetto alla necessità di creare sviluppo, crescita e occupazione.

Nella foto l’incontro di venerdi al Quarte Sayal

S.I.

Porticciolo, la verità di Deliperi

ALGHERO – “Le società Porticciolo s.r.l. e il Camping Village Torre di Porticciolo hanno nei giorni scorsi diffuso un volantino dove “si scusano” con la propria clientela della scarsa pulizia della spiaggia del Porticciolo di Alghero addossandone la colpa ad Amministrazioni pubbliche (Parco naturale regionale di Porto Conte, Comune di Alghero), persone e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus. La colpa reale è quella, a loro dire, di non avergli consentito di installare come e dove volevano l’annuale chiosco con servizi balneari.” Cosi Stefano Deliperi dell’associazione ambientalista gruppo d’Intervento Giuridico che, ancora una volta, prende di mira l’attività di camping.

“L’iniziativa è tanto puerile quanto non rispondente a verità
, per quanto ci riguarda. E’ ovvio che le spiagge debbano esser pulite, così com’è ovvio che i bagnanti non debbano sporcarle. La competenza per la pulizia delle spiagge è dei Comuni territorialmente interessati, ai sensi dell’art. 2, comma 1°, dell’ Ordinanza balneare regionale 2016, che testualmente dispone: “nelle spiagge libere, ovvero nei tratti di spiaggia libera, l’accesso agli utenti diversamente abili, l’igiene, la pulizia, i servizi igienici e di primo soccorso devono essere assicurati dalle Amministrazioni comunali”.

“Le maestranze delle società Porticciolo s.r.l. e il Camping Village Torre di Porticciolo, come qualsiasi cittadino, per sensibilità ambientale possono sopperire alle inefficienze comunali ed effettuare qualsiasi intervento di ripulitura che desiderino, conferendo poi i rifiuti raccolti alle ordinarie operazioni di gestione proprie del Comune di Alghero. Nulla lo impedisce. Se, viceversa, il problema risiede nel fatto che nel 2016 non è stata rilasciata alla Porticciolo s.r.l. la concessione demaniale marittima per chioschi e servizi balneari, bisogna ricordare che il Suap del Comune di Alghero, con provvedimento n. 23055 del 22 aprile 2016, ha dichiarato l’improcedibilità dell’istanza della Porticciolo s.r.l. per il rilascio della concessione demaniale marittima per chiosco e servizi balneari”.

“La motivazione è estremamente chiara: “…si rileva che le strutture e l’area oggetto di richiesta insistono effettivamente ancora sul sistema dunale … per quanto sopra, non sussistono i presupposti per il rilascio della Concessione Demaniale Marittima”. Ciò in base ai pareri dell’Azienda speciale Parco naturale regionale di Porto Conte (note nn. 282 del 9 marzo 2016 e 305 del 15 marzo 2016) e del Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 5541 del 17 marzo 2016), resi in sede di conferenza di servizi (23 marzo e 20 aprile 2016).

“Chioschi e servizi balneari non si possono mettere sulle dune: è scritto chiaramente nell’art. 3 dell’Ordinanza balneare regionale 2016. Avessero presentato una richiesta rispettosa delle norme e delle disposizioni a salvaguardia dei complessi dunali, avrebbero ottenuto la concessione stagionale. E’ quanto il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede sistematicamente da tempo. Riguardo a quanto accaduto nel 2015, si ricorda che il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha comunicato (nota prot. n. 83475 del 10 dicembre 2015) di aver provveduto, dopo “gli accertamenti del caso” e “in esito alle verifiche”, a informare “la competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari con comunicazione di notizia di reato”. Ecco come stanno le cose, al netto delle chiacchiere”.

Nella foto la spiaggia di Porticciolo con ancora i chiosci

S.I.

Bonifica procede. E Maria Pia?

ALGHERO – “Si procede con la massima celerità nella procedura di progettazione e sulla chiusura della fase di co – progettazione insieme alla Regione, che grazie allo stralcio del sistema dell’agro dalla pianificazione complessiva del Piano Urbanistico Comunale, consente di attuare le strategie della pianificazione rurale”. Così dall’anmistrazione Bruno in risposta a quanto ribadito dalle borgate sul piano di bonifica.

“L’iter illustrato ai rappresentanti dell’agro nel corso degli incontri sta compiendo le tappe previste: già affidato dall’Amministrazione l’incarico per la progettazione della Valutazione Ambientale Strategica, con uno stadio avanzato dei lavori, mentre gli elaborati di studio sull’idrografico redatti dai tecnici dell’Università di Sassari prof. Madau e Ginesu si trovano già sul tavolo degli uffici della Regione. Con gli uffici dell’Assessorato regionale dell’Ambiente e dell’Urbanistica si sta mettendo a frutto la collaborazione nell’ambito dell’intesa già sottoscritta tra Comune e Regione per la co-progettazione, anche della variante con i contenuti del Piano di Valorizzazione delle Aree di Bonifica di Alghero.

“Lavoriamo nel rispetto dei tempi che ci siamo dati e che abbiamo comunicato ai rappresentanti dell’agro di Alghero nel corso dei nostri incontri – spiega l’Assessore all’Urbanistica Antonello Usai – e lo facciamo senza distrazioni. Si tratta di affrontare una fase che ora ci vedrà attenti nel sollecitare Provincia e Regione affinché si possano ottenere tempi di valutazione celeri. Attendiamo quindi con estrema fiducia la chiusura dell’iter della Vas, che tuttavia non dovrebbe comportare tempi lunghi: si tratta di adeguare gli elaborati già prodotti nel 2010.”

L’obbiettivo confermato è quello di portare in Consiglio Comunale il Piano di Valorizzazione delle Borgate entro l’autunno. “Non si dovra’ perdere nemmeno una delle risorse in programma con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale – insiste Usai – per giungere finalmente a dare risposte certe al comparto che ha visto disattese tante legittime aspirazioni e che attende di investire e sviluppare tutte le potenzialità”.

Ma in questa risposta non viene dato seguito a quanto chiesto dai rappresentati delle borgate ovvero che Maria Pia non venga inserito nel piano di bonifica vista la totale differenza di progettualità che li riguarda: uno per l’implementazione dell’attività agricola e l’altro per l’agognata realizzazione di un progetto che prevede alberghi e servizi facente capo a delle società algheresi. Progetto che era pronto per essere realizzato gia dal 2011. Intanto si è perdo tempo prezioso e oggi siamo punto a capo con anche, ora, l’intreccio (giudicato improprio) col piano di bonifica. E intanto il tempo passa.

Nella foto la Giunta Brun

S.I.

Meta: nuova denuncia in vista

ALGHERO – Lo avevamo anticipato su Algheronews che probabilmente la denuncia dell’avvocato e docente (in sette Università italiane) Mario Tocci [Leggi] non sarebbe stata l’unica. Del resto sentirsi esclusi alla prima prova, quella dei titoli, per personaggi che hanno dei curriculum infiniti e soprattutto inerenti a quelle che dovrebbe essere la “mission” della Meta, non poteva che far smuovere anche gli animi più pacati al fine di comprendere meglio cosa sia accaduto.

E dopo Tocci, ecco in vista un altro esposto alla Magistratura. Questa volta a firmarlo dovrebbe essere Antofranco Temussi,sassarese, dirigente e soprattutto esperto di società partecipate. Anche lui ha partecipato al concorso di direttore della Fondazione e anche lui è stato bocciato nella prima fase per mancanza dei titoli, dunque. Così che il primo esposto alla Guardia di Finanzia contro i risultati della valutazione dei titoli non è un caso isolato. Infatti si era appreso che subito dopo la pubblicazione dell’elenco degli ammessi alla prova orale altri potenziali candidati all’ambito posto di direttore avevano immediatamente inoltrato all’azienda delle richieste di chiarimenti e questo in maniera indipendente l’uno dall’altro.

In attesa di recarsi alle Fiamme Gialle, anche Temussi, candidato in possesso di diversi titoli manageriali e con esperienza documentata nella conduzione di società pubblico-private, che si è visto negare persino la possibilità di venire interrogato in sede di prova orale, ha fatto un accesso agli atti. Si deve ricordare che il bando pubblico prevedeva delle competenze e delle esperienze chiaramente identificate ovvero di tipo amministrativo-gestionale. Meta è pur sempre una società pubblico-privata e se la presidenza può anche ricadere su figure dotate di prestigio politico la direzione è sempre connotata da un profilo gestionale e manageriale, cosa che una laurea in lettere non può certificare.

“A quanto pare che invece siano stati esclusi – commenta Temussi – da una non meglio identificata commissione (non è stato neppure pubblicato il decreto di nomina) curricula assai “pesanti” in termini di esperienza e di titoli professionali, mentre viceversa sono ammessi titoli di laurea che in Italia non darebbero l’accesso a nessuna dirigenza pubblica”. Inoltre, spiega ancora il dirigente, “le esclusioni senza motivazione di candidati con esperienza professionale anche oltre i limiti minimi richiesti dal bando pubblico daranno luogo ad ulteriori richieste di chiarimenti: trattandosi di un ente soggetto alle disposizioni di legge sulle partecipazioni pubbliche, e quindi sotto il controllo anche dell’Anac di Raffaele Cantone, la questione si porrà in maniera seria se dovesse riguardare questioni non semplicemente amministrative”.

Nella foto lo storico ufficio informazioni poi sede della Fondazione Meta trasferita a Lo Quarter

S.I.

Depuratore San Marco: 4 anni persi

CAGLIARI – “Un salto nel tempo indietro di 5 anni: tanto c’è voluto per utilizzare il depuratore di San Marco in conformità al suo progetto di terza generazione”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e già sindaco della città di Alghero, in relazione all’intenzione della Regione di usare le acque del depuratore algherese per irrigare la Nurra. [Leggi]

“O meglio, a riutilizzare, posto che già nell’estate del 2011 con l’amministrazione cittadina di centrodestra – ricorda l’ex sindaco- le acque depurate venivano dirottate a fini irrigui nelle condotte del Consorzio di Bonifica della Nurra evitando lo scarico nel Rio Filibertu e utilizzando la preziosa risorsa idrica. Tutto ciò sulla base di un Piano di gestione che oggi deve necessariamente essere aggiornato, ma che allora certificava che l’impianto è dotato di tutti gli elementi infrastrutturali per l’utilizzo dei reflui depurati per irrigare i campi. Ovviamente la condizione è che il depuratore venga gestito in modo corretto e le acque vengano miscelate alle acque grezze del Cuga. Oggi si riparte dal 2011″.

“Ma in questi 4 anni cosa hanno fatto le varie amministrazioni che si sono succedute? Invece di chiedere con forza l’applicazione del Piano di gestione sono rimaste alla finestra, -denuncia Tedde- lamentandosi per gli effetti dannosi sotto il profilo dell’immagine del nostro mare determinato dalla cosiddetta “marea gialla”. Tentando di creare ad arte casi giudiziari prontamente smontati dalle varie magistrature. Un modo, questo, di amministrare la cosa pubblica immaturo e dannoso che ha pesantemente connotato l’amministrazione Bruno. La soluzione era nell’uso del depuratore in conformità al suo progetto – ha concluso Tedde-. Niente di di più semplice. Bastava lavorare per attuarla”.

Nella foto Andrea Delogu e Marco Tedde

S.I.

San Marco, Regione: ok uso irriguo

CAGLIARI – Combattere la siccità grazie al riuso delle acque urbane depurate. Già da questa stagione le risorse idriche naturali provenienti dal sistema Temo-Cuga saranno integrate con le acque reflue di Alghero, opportunamente trattate nell’impianto di depurazione di San Marco, per irrigare i campi della Nurra. Le acque della città verranno sottoposte a uno specifico affinamento, per poi essere miscelate a quelle provenienti dai bacini idrografici, incrementando così le risorse naturali disponibili. In questo modo anche la Giunta Pigliaru dà ragione a quanto realizzato e voluto dalle amministrazioni a guida del sindaco Tedde che crearono l’opera anche per questi importanti fini utili all’utilizzo irriguo delle acque reflue.

Il protocollo d’intesa per la sperimentazione è stato firmato nella sede dell’Autorità di Bacino della Sardegna: si tratta di un vero e proprio laboratorio in scala reale, da cui partono gli studi per poter replicare la formula in altre aree dell’Isola. Una soluzione alla scarsità di risorse idriche provocata dalla siccità che ha caratterizzato l’ultimo anno, fortemente voluta dall’assessore dei Lavori Pubblici e Presidente dell’Autorità di Bacino Paolo Maninchedda, che ha sottolineato l’impegno profuso dall’amministrazione regionale, sia nel fornire l’apporto tecnico di tutti gli enti interessati, sia per il sostegno economico a un sistema che ha una alta valenza ambientale.

Un lavoro di squadra che ha coinvolto, con il coordinamento del Servizio Tutela delle Acque del Distretto Idrografico, la Provincia di Sassari, i Sindaci di Alghero, Sassari e Olmedo, l’Ente di Governo d’Ambito della Sardegna, i gestori Abbanoa ed Enas, Arpas, gli enti agricoli Agris e Laore e il Consorzio di Bonifica della Nurra, a cui spetta ora il compito di predisporre il Piano di Gestione organico che dovrà garantire il massimo e ottimale utilizzo di tali risorse strategiche con continuità nel tempo. La sostenibilità ambientale di questa pratica si basa su un doppio vantaggio: da una parte si riducono i prelievi di risorse idriche dal sistema naturale per gli usi e dall’altra si riducono i volumi da scaricare nell’ambiente.

Nella foto Paolo Maninchedda

S.I.

Tutti uniti per salvare l’Aeroporto

ALGHERO – “Leggendo sugli organi di informazione che il Presidente dell’ENAC, Vito Riggio, nel suo intervento al Senato, ha preannunciato la revoca della concessione per gli scali che non dispongano di risorse per nuovi investimenti, il pensiero corre veloce al convegno tenuto dal PD il 13 Giugno scorso, nel corso del quale era stata scritta la sentenza di morte per l’aeroporto di Alghero”. Cosi Andrea Delogu, portavoce di Forza Italia, che interviene sull’aeroporto di Alghero ancora in attesa di una definitiva risposta sul suo futuro.

“La sentenza pronunciata dal Presidente dell’Enac – ora – è di ulteriore mortificazione nei confronti dell’aeroporto di Alghero, nel senso che senza tanti giri di parole afferma: se non saranno messe a disposizione le risorse per nuovi investimenti, la concessione in atto potrà essere (o sarà!) revocata. Il disegno prende sempre più forma, ogni giorno si aggiunge un pezzo del puzzle, ed ognuno recita il suo ruolo, fa una dichiarazione che porta su questa strada, o si chiude nel silenzio per far si che il disegno prenda sempre più forma”.

“E’ evidente che in questo potenziale disegno ci devono essere dei complici; ma il gioco è molto semplice. Sarà sufficiente che qualcuno della Regione Sardegna, proprietaria al 100% delle quote della SO.GE.A.AL., magari – casualmente – l’Assessore ai Trasporti, con l’avvallo del Presidente della Giunta, continui a lasciare la Società di gestione senza ricapitalizzazioni e senza risorse, e il gioco è fatto; in breve tempo interverrà la revoca della concessione ed il fallimento della Società di Gestione, mentre, nel frattempo, si promuove la struttura mediante investimenti pubblicitari considerevoli, recentemente messi a disposizione dall’Ente Regione”.

“Problemi in meno per i registi di questa operazione: non ci sarà necessità di trovare un compratore di quote, perché, con la revoca della concessione ed il fallimento della Società, la SO.GE.A.AL non varrà più nulla (poco importa se stiamo parlando di risorse pubbliche scientemente dilapidate), ed una qualsiasi Società, nuova o vecchia che sia, si troverà nella favorevole opportunità di richiedere la nuova concessione, senza sborsare alcunché, raggiungendo quindi i massimi risultati ed i massimi profitti, con la minore spesa. Non solo, il destino dei dipendenti della società di gestione sarà irrimediabilmente segnato, col fallimento cessa il rapporto di lavoro e il nuovo “gestore” sarà libero di fare nuove assunzioni senza alcun vincolo.”

“Si tratterà di vedere, a quel punto, se sulle macerie della vecchia Società di gestione sarà possibile costruire una nuova “vita” per l’aeroporto di Alghero, con un percorso molto tortuoso di recupero di vettori, di collegamenti, di credibilità, di appeal, di volontà imprenditoriali. Troppe cose, da far funzionare tutte insieme, per poter far rinascere in tempi brevi una creatura nel frattempo lasciata morire per asfissia. In questo scenario, a parte i molti che pagheranno sulla loro pelle gli effetti di operazioni così bizzarre e spregiudicate, ci sarà pur qualcuno che ne trarrà vantaggio. Battiamo le mani! Ma non rimaniamo con le mani in mano. E’ davvero giunto il momento che ognuno faccia la sua parte per impedire che si attui questo disegno criminoso! E dobbiamo davvero indossare tutti la stessa maglia, a difesa di Alghero”

Nella foto Andrea Delogu

S.I.